{"id":47754,"date":"2019-01-15T10:30:01","date_gmt":"2019-01-15T09:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47754"},"modified":"2019-01-14T21:23:23","modified_gmt":"2019-01-14T20:23:23","slug":"liberalismo-democrazia-sovranita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47754","title":{"rendered":"Liberalismo, Democrazia, Sovranit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/testate2\/aletheia.jpg\" alt=\"aletheia\" width=\"404\" height=\"101\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Moreno Pasquinelli intervista Alessandro Somma<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al\u00e9theia si confronta con il noto professore di Diritto Comparato autore di \u201cSovranismi\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong class=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories5\/dover.jpg\" alt=\"dover\" width=\"300\" height=\"232\" \/>Alessandro Somma<\/strong> \u00e8 stimato professore ordinario di Diritto comparato all\u2019Universit\u00e0 di Ferrara. Per <em>DeriveApprodi<\/em> ha appena pubblicato il saggio <em><strong>Sovranismi. Stato, popolo e conflitto sociale<\/strong>.<\/em> Si tratta di un testo ad alta densit\u00e0 teorica che, dopo aver ricostruito il dibattito filosofico e politico sul concetto di sovranit\u00e0, giunge sino alla nascita degli Stati costituzionali di diritto, quindi all\u2019oggi. Somma considera che la Costituzione della Repubblica italiana rappresenta uno dei momenti pi\u00f9 alti del costituzionalismo moderno, poich\u00e9 i suoi capisaldi sono la democrazia economica e l\u2019eguaglianza sostanziale. Proprio per questo, essa \u00e8 fatta oggetto di un\u2019aggressiva decostruzione da parte delle forze neoliberiste. Va dunque difesa, non per un mero ritorno al gi\u00e0 stato, ma poich\u00e9 sulle sue basi \u00e8 di nuovo possibile immaginare un\u2019alternativa all\u2019ordine sociale e politico esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al\u00e9theia ha intervistato Somma, intanto per rendere esplicito ci\u00f2 che sembra implicito in <em>Sovranismi,<\/em> poi per comprendere quale sia il suo giudizio sul delicato momento politico che attraversa il nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* * * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Costituzione del \u201948 \u00e8 in assoluto la protagonista del tuo libro. Sembra di capire che tu ritenga che contiene il punto geometrico di equilibrio tra democrazia e capitalismo, altrimenti destinati a confliggere. Davvero possono coabitare capitalismo e democrazia?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che la Costituzione individui un punto di equilibrio ottimale tra capitalismo e democrazia, ma penso anche che si tratti di un equilibrio assolutamente instabile: destinato a essere messo in crisi e a produrre il superamento del capitalismo o quello della democrazia. Sul finire dei \u201930 gloriosi si sono intrapresi passi significativi nella prima direzione, tanto che poi si \u00e8 subito imposta la seconda, significativamente descritta in termini di ritorno alla normalit\u00e0 capitalistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Restiamo alla Costituzione. Tu ritieni che la Carta sia un risultato avanzato di quello che definisci \u201cStato (costituzionale) di diritto\u201d dal momento che respinge l\u2019idea liberista del \u201cmercato autoregolato\u201d e contiene invece impliciti i concetti di \u201cdemocrazia economica\u201d e di \u201cdemocrazia sostanziale\u201d. Cosa intendi per \u201cdemocrazia economica\u201d e \u201cdemocrazia sostanziale\u201d?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 noto che il fascismo aveva azzerato le libert\u00e0 politiche, ma solo riformato quelle economiche. Le aveva funzionalizzate al mantenimento dell\u2019equilibrio e alla promozione dello sviluppo di un ordine capitalista, in quanto tale incentrato sulla concorrenza e la propriet\u00e0 privata (non certo un ordine spontaneo, bens\u00ec una costruzione bisognosa di incisivi interventi dei pubblici poteri). Il tutto in linea con il pensiero neoliberale, sorto nel corso degli anni \u201930 per affermare il dovere dello Stato di sostenere il funzionamento del mercato, e di farlo a qualsiasi costo: incluso l\u2019azzeramento della democrazia politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Costituzione \u00e8 antifascista nella misura in cui, oltre a recuperare la democrazia politica, crea anche le condizioni per lo sviluppo della democrazia economica. Riorienta cio\u00e8 l\u2019azione dei pubblici poteri, chiamati a promuovere l\u2019emancipazione della persona se del caso contro il funzionamento del mercato, che cessa di rappresentare l\u2019orizzonte di senso dell\u2019azione politica. In particolare, se l\u2019ordine economico neoliberale chiedeva allo Stato di azzerare il potere economico per consentire il funzionamento della concorrenza, lo Stato costituzionale di diritto promuove lo sviluppo di contropoteri per contrastare l\u2019esito del suo funzionamento (ad esempio tutela l\u2019organizzazione sindacale per sottrarre la relazione di lavoro al principio del libero incontro di domanda e offerta). \u00c8 questo il senso del principio di uguaglianza in senso sostanziale, che attiene alla costruzione di un ordine politico incentrato sulla giustizia sociale e a monte sulla valorizzazione del conflitto redistributivo come motore della democrazia economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I marxisti ortodossi potrebbero obiettare che finch\u00e9 esistono capitale da una parte (con le sue intrinseche leggi di movimento) e lavoro salariato dall\u2019altra, non potr\u00e0 mai esserci effettiva eguaglianza sociale, col che la \u201cdemocrazia\u201d resterebbe solo una finzione giuridico-formale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, ma il punto \u00e8 come uscirne. Sono convinto che occorra conflitto sociale democratico (il conflitto redistributivo nel senso appena chiarito), che sia questo il modo di resistere alla forza attrattiva della normalit\u00e0 capitalistica e prima o poi uscire da capitalismo. Non vedo altre soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nella tua perorazione dello \u201cStato (costituzionale) di diritto\u201d affermi, agganciandoti alla Chantal Mouffe, che esso \u00e8 \u201cla cornice comune entro cui sviluppare il conflitto (sociale e di classe, Ndr), equiparandolo ad un confronto tra avversari anzich\u00e9 tra nemici, ad un agonismo anzich\u00e9 ad un antagonismo\u201d. La cosa lascia pensare che escludi la rottura rivoluzionaria ed il socialismo come alternativa al capitalismo, da cui verrebbe fuori che lo \u201cStato (costituzionale) di diritto\u201d sarebbe non la forma pi\u00f9 avanzata di Stato borghese, ma forma statuale pi\u00f9 compiuta e definitiva. Non ti pare che un simile costrutto rassomigli ad uno \u201cStato corporativo\u201d all\u2019ennesima potenza?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato costituzionale di diritto \u00e8 l\u2019antidoto contro il prevalere del capitalismo sulla democrazia, quindi il primo passo perch\u00e9 possa prima o poi emergere un\u2019alternativa all\u2019ordine capitalista. Lo \u00e8 perch\u00e9 impedisce l\u2019isolamento dell\u2019individuo di fronte al mercato (o se preferisci di fronte allo Stato al servizio del mercato), perch\u00e9 promuove lo sviluppo di contropoteri in quanto presupposto per dar vita a un conflitto redistributivo equilibrato. Mi pare che questo sia uno schema radicalmente alternativo a quello corporativo, che invece mira allo scioglimento dell\u2019individuo nell\u2019ordine economico (o politico interprete dell\u2019ordine economico). Non \u00e8 un caso se lo schema corporativo si \u00e8 sviluppato assieme all\u2019ideale tecnocratico tanto caro al neoliberalismo, che attiene al confronto volto a far emergere il modo migliore di amministrare l\u2019esistente. Laddove il conflitto cui prelude lo Stato costituzionale di diritto \u00e8 anche quello volto a mettere in discussione il modo di essere dell\u2019ordine economico, quello capace di scardinare la funzionalizzazione delle condotte umane cui mira il dispositivo neoliberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tua condanna dell\u2019architettura dell\u2019Unione europea in quanto liberista <\/em>ab origine<em> \u2013 lo segnali parlando dei Trattati di Roma del 1957- \u00e8 inequivocabile. Tuttavia, ad un certo punto, quando immagini un \u201ceuropeismo costituzionale\u201d, parli di \u201criavvolgere il nastro\u201d, perorando un ritorno \u201calle idealit\u00e0 precedenti lo spirito di Maastricht\u201d. Ci trovo una contraddizione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Trattati di Roma non sono certo estranei alla volont\u00e0 di edificare l\u2019Europa come dispositivo neoliberale. Sono del resto una prosecuzione della logica inaugurata con il Piano Marshall, per cui si concedeva assistenza finanziaria in cambio di un saldo ancoraggio all\u2019occidente capitalista. E tuttavia quei Trattati recano tracce del loro tempo, ovvero degli schemi tipici dei Trenta gloriosi: parlano di stabilit\u00e0 dei prezzi, ovvero di controllo dell\u2019inflazione e dunque di limiti alla spesa pubblica, ma anche di piena occupazione e quindi di sostegno della domanda. Inoltre, sino al principio degli anni Settanta, si affermava in termini espliciti che l\u2019individuazione di una politica monetaria comune sarebbe giunta solo dopo la definizione di politiche fiscali e di bilancio comuni, ovvero solo dopo avere scelto se era pi\u00f9 importante stabilizzare i prezzi o promuovere la piena occupazione. Infine, sebbene i Trattati parlino fin da subito di libera circolazione dei capitali, nel corso dei Tenta gloriosi nessuno aveva pensato di attuare questo principio: era ancora prevalente l\u2019idea secondo cui lo sviluppo delle aree pi\u00f9 povere si realizza con forme di redistribuzione della ricchezza, anzich\u00e9 con politiche destinate ad attrarre gli investitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro che ho qui riassunto esemplifica ci\u00f2 che ho detto a proposito del fragile equilibrio tra democrazia e capitalismo, e la sua evoluzione quanto descritto in termini di forza attrattiva della normalit\u00e0 capitalistica. Maastricht ha impresso una notevole accelerazione a questa forza innanzi tutto attuando il principio della libera circolazione dei capitali: principio che ha imposto agli Stati di fare tutto il possibile per attrarre investitori stranieri, a partire dall\u2019abbattimento dei salari e della pressione fiscale sulle imprese, misure incompatibili con la possibilit\u00e0 di sviluppare il conflitto redistributivo. Tornare a prima di Maastricht significa riaprire i giochi: cosa che, so bene, non comporta certo la possibilit\u00e0 di vincerli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, reputo che la costruzione europea cos\u00ec come la conosciamo sia oramai irriformabile, sicch\u00e9 il tempo prima di Maastricht indica solamente alcune delle caratteristiche che potrebbe avere un ordine internazionale interessato, almeno inizialmente, a promuovere un accettabile compromesso tra democrazia e capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Contro quelle che chiami \u201cchiusure nazionaliste\u201d avanzi l\u2019idea di \u201cun altro europeismo\u201d, un\u2019unione geopolitica di stati nazionali sovrani. Parli addirittura di estendere l\u2019unione ai paesi della sponda sud del Mediterraneo. Qual \u00e8 la differenza con l\u2019idea gollista della \u201cEuropa confederativa delle patrie\u201d?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diciamo che le patrie cui guardava De Gaulle non sono esattamente le patrie a cui guardo io: strumenti per la promozione della democrazia politica ed economica. E diciamo anche che l\u2019attuale Unione europea non \u00e8 distante dall\u2019idea di Europa delle patrie coltivata dal Generale: si occupa solo di sostenere l\u2019ordine economico, e lo fa con un approccio intergovernativo. Dico questo non solo pensando alla circostanza che i Trattati considerano il Consiglio europeo, composto dai Capi di Stato e di governo, il principale organo dell\u2019Unione, a cui si demanda la definizione degli indirizzi politici generali e l\u2019indicazione delle priorit\u00e0 dell\u2019azione politica. Di matrice intergovernativa sono anche i fondamenti dell\u2019Europa intesa come dispositivo neoliberale, a partire dal Fiscal compact e dal Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (il cosiddetto Fondo salva-Stati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sostieni che \u201cil ripristino della democrazia deve necessariamente passare dal recupero della dimensione nazionale\u201d e aggiungi \u201cdell\u2019identit\u00e0 nazionale\u201d. Tuttavia svolgi una dura critica degli identitarismi nazionalistici basati su fattori come etnia, religione, lingua. Cos\u2019\u00e8 dunque per te l\u2019identit\u00e0 nazionale? E\u2019 stabilita soltanto dal <\/em>demos<em>?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il richiamo all\u2019identit\u00e0 fondata sull\u2019etnia e la religione \u00e8 tipica dei dispositivi neoliberali: evocare valori premoderni serve per sterilizzare i conflitti prodotti dalla modernit\u00e0 capitalistica, per sciogliere l\u2019individuo nell\u2019ordine economico. Diversa \u00e8 l\u2019identit\u00e0 che invece preserva e anzi alimenta il conflitto sociale, che riguarda le modalit\u00e0 scelte per gestirlo e soprattutto per tradurre in pratica politica l\u2019esito di quel conflitto. Anche questa identit\u00e0 attiene alla nazione, nel senso con cui questa espressione viene utilizzata nella Costituzione, dove compare come sinonimo di popolo: un popolo che rappresenta lo Stato-comunit\u00e0 contrapposto allo Stato-apparato, e che soprattutto non costituisce un\u2019entit\u00e0 indivisibile. Tanto che l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 popolare presuppone la promozione dell\u2019uguaglianza sostanziale, ovvero la redistribuzione della ricchezza cui mira il conflitto democratico (e che di quel conflitto costituisce il presupposto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Critichi giustamente il cosmopolitismo (compreso quello \u201cdi sinistra\u201d) in quanto oramai interno al discorso neoliberista. Habermas, sulla scia di Kelsen, \u00e8 sicuramente uno dei padri del \u201cglobalismo giuridico\u201d, una scuola che qui in Italia ha avuto ed ha come massimi esponenti Bobbio e Ferrajoli. Mi ha stupito che tu non abbia mai citato Danilo Zolo, quello che considero il massimo critico del \u201cglobalismo giuridico\u201d, quindi del \u201cvincolo esterno\u201d, dell\u2019idea cosmopolitica della dissoluzione degli stati nazionali. Invece citi pi\u00f9 volte il liberale Dahrendorf.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi interessava mettere in luce il conflitto tra liberalismo economico e liberalismo politico, e Dahrendorf \u00e8 un esponente importante di quest\u2019ultimo (non a caso \u00e8 anche un teorico del conflitto sociale, della sua utilit\u00e0 per il funzionamento degli ordini democratici). E come ho gi\u00e0 detto reputo il liberalismo politico fondamentale per prevenire lo scioglimento dell\u2019individuo nell\u2019ordine economico, e comunque per ricavare spunti per elaborare forme di resistenza alla funzionalizzazione dei comportamenti umani al sostegno del suo equilibrio e alla promozione del suo sviluppo. Certo, Dahrendorf non si spinge a dire ci\u00f2 cui miro: una societ\u00e0 con molte libert\u00e0 politiche e poche libert\u00e0 economiche, ovvero fondata sulla combinazione opposta a quella che ha dato vita al fascismo. Ma se citassi solo chi ha scritto cose condivisibili in toto, finirei per citare solo me stesso\u2026 forse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Riconosci che occorre fare una distinzione tra \u201cil nazionalismo delle classi dominanti e il sentimento nazionale delle classi subalterne\u201d. D\u2019accordo, tant\u2019\u00e8 che noi riteniamo si debba opporre alla narrazione nazionalista, in quanto da tempo colonizzata dal fascismo, il patriottismo che ha in Italia radici antiche non solo democratiche ma socialiste. Patriottismo democratico versus revanchismo nazionalista (risorgente oggi nelle vesti di certo populismo di destra). Convieni che questa sfida per l\u2019egemonia dev\u2019essere portata collocandosi dentro lo stesso \u201ccampo populista\u201d e giammai in connubio con l\u2019\u00e9lite neoliberista?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diciamo che al momento la lotta politica \u00e8 monopolizzata da uno scontro tutto interno al pensiero neoliberale: quello tra neoliberalismo globalista, incarnato al meglio dall\u2019Unione europea, e neoliberalismo nazionale, ora rappresentato dai Paesi che si sono inventati la globalizzazione (Stati Uniti e Regno Unito). E diciamo che non trova spazio, almeno per ora, ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno: non certo una lotta tra Stati per la conquista dei mercati, bens\u00ec una lotta di Stati per combattere i mercati. \u00c8 probabile che guardare al campo populista aiuti a raggiungere questo obiettivo, se non altro perch\u00e9 non ci sono molte alternative (almeno se si pensa che per larga parte della cosiddetta sinistra radicale la prospettiva sovranista \u00e8 un odioso esercizio di rossobrunismo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna per\u00f2 nascondersi le difficolt\u00e0 anche teoriche di un percorso che passi dal populismo. Non \u00e8 un caso se uno dei punti pi\u00f9 dibattuti delle teorie di Laclau \u00e8 quella che attiene alla combinazione di populismo e l\u2019imprescindibile riconoscimento dei conflitti interni al popolo: riconoscimento senza il quale non si intaccano lo scioglimento dell\u2019individuo nell\u2019ordine economico, ovvero un fondamento primo del neoliberalismo. Insomma, il populismo ci potr\u00e0 aiutare, almeno per un pezzo di strada, ma solo se non diventa interclassismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/14104-alessandro-somma-liberalismo-democrazia-sovranita.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/14104-alessandro-somma-liberalismo-democrazia-sovranita.html<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE &nbsp; Moreno Pasquinelli intervista Alessandro Somma Al\u00e9theia si confronta con il noto professore di Diritto Comparato autore di \u201cSovranismi\u201d Alessandro Somma \u00e8 stimato professore ordinario di Diritto comparato all\u2019Universit\u00e0 di Ferrara. Per DeriveApprodi ha appena pubblicato il saggio Sovranismi. Stato, popolo e conflitto sociale. Si tratta di un testo ad alta densit\u00e0 teorica che, dopo aver ricostruito il dibattito filosofico e politico sul concetto di sovranit\u00e0, giunge sino alla nascita degli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cqe","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47754"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47754"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47754\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47756,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47754\/revisions\/47756"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}