{"id":47874,"date":"2019-01-17T12:00:12","date_gmt":"2019-01-17T11:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47874"},"modified":"2019-01-16T21:34:49","modified_gmt":"2019-01-16T20:34:49","slug":"di-fronte-alla-crisi-della-globalizzazione-imperialista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47874","title":{"rendered":"Di fronte alla crisi della globalizzazione imperialista."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Andrea Catone)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/personaggi\/xijinping_rosso.jpg\" alt=\"xijinping rosso\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Anti-Trump: il pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era<\/strong><\/p>\n<p>di<strong> Andrea Catone<\/strong>,\u00a0Direttore della rivista MarxVentuno<\/p>\n<p><em>Sollecitato da una serie di domande postemi in un\u2019intervista nel corso del IX Forum del Socialismo Mondiale \u2013 appuntamento ormai annuale organizzato in autunno a Pechino dal World Socialism Research Center presso l\u2019Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS) e da altre organizzazioni politiche e culturali della RPC \u2013 propongo le seguenti riflessioni sul pensiero di Xi Jinping in merito all\u2019ingresso del socialismo cinese in una nuova era.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl pensiero del Segretario Generale del Partito Comunista Cinese ha un valore strategico non solo per la Cina \u2013 e questo gi\u00e0 di per s\u00e9, date le dimensioni del territorio, della popolazione e dell\u2019economia cinesi, impatta sul resto del mondo \u2013 ma anche per i partiti comunisti e operai, per i movimenti di lotta anti-imperialisti e contro il neocolonialismo, per tutte le autentiche forze democratiche e progressiste del mondo.<\/p>\n<p>\u201cNuova era\u201d implica che ci lasciamo alle spalle una \u201cvecchia era\u201d, che entriamo in una fase nuova della storia della Cina e del mondo: non solo della Cina, ma dell\u2019intera umanit\u00e0. E questo non solo perch\u00e9 la storia della Cina non pu\u00f2 non influire sui destini del mondo, ma anche perch\u00e9, come scrive Xi, i destini di Cina e mondo sono interconnessi: \u201cNoi in Cina crediamo che la Cina far\u00e0 bene solo quando il mondo far\u00e0 bene, e viceversa\u201d [1].<\/p>\n<p>L\u2019era in cui entriamo \u00e8 nuova sia per la Cina che per il mondo.<\/p>\n<p><strong>1. La nuova era per la Cina<\/strong><\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 nuovo e cambia per la Cina?<\/p>\n<p>Quaranta anni dopo l\u2019avvio della politica di riforme e apertura il volto della Cina \u00e8 profondamente cambiato. La RPC ha compiuto uno straordinario balzo in avanti nello sviluppo delle forze produttive. Dal punto di vista economico-sociale \u00e8 stata la pi\u00f9 grande trasformazione che la storia dell\u2019umanit\u00e0 abbia mai conosciuto, avvenuta in tempi estremamente ristretti dal punto di vista della storia, che misura le grandi trasformazioni in termini di secoli e non di anni o decenni. Una trasformazione che ha coinvolto un miliardo e 300 milioni di persone, cha ha fatto uscire la stragrande maggioranza della popolazione cinese dalla povert\u00e0 e ha portato centinaia e centinaia di milioni di contadini ad urbanizzarsi rapidamente. Guardata con gli occhi dello storico, si \u00e8 trattato di un\u2019impresa straordinaria, di cui forse non ci rendiamo ancora pienamente conto. Come tutte le grandi trasformazioni, essa non abbraccia soltanto i dati economici e una straordinaria ininterrotta crescita del Pil intorno al 10% in media all\u2019anno. La grande trasformazione cinese abbraccia tutti i campi: sociale, culturale, politico, della mentalit\u00e0 collettiva\u2026<\/p>\n<p>Possiamo osservare un\u2019altra straordinaria caratteristica di questa grande trasformazione: la compattezza, la saggezza, la capacit\u00e0 di correggere gli errori, della \u201cclasse dirigente\u201d cinese, cio\u00e8 del Partito comunista cinese. Quando dico questo, non ignoro i momenti di tensione e lotta anche acuta che si sono manifestati all\u2019interno del gruppo dirigente cinese sulle linee da seguire; ci\u00f2 fa parte della storia e della vita, che si sviluppa attraverso contraddizioni. Ma il gruppo dirigente cinese ha avuto la saggezza e la capacit\u00e0 di superare positivamente le contraddizioni, di mantenere saldamente l\u2019unit\u00e0 del partito, di allargare la base degli iscritti, di estendere la sua influenza nella societ\u00e0. E ha fatto ci\u00f2 tenendo ben ferme le radici della propria storia e i propri fondamenti, combinandoli con i caratteri pi\u00f9 avanzati e progressivi della ricca e articolata cultura nazionale cinese: \u00e8 stata la sinizzazione del marxismo.<\/p>\n<p>Il PCC ha studiato molto attentamente l\u2019esperienza del socialismo sovietico e ha tratto le lezioni dalla dissoluzione dell\u2019URSS e delle democrazie popolari nell\u2019Europa centro-orientale e balcanica tra il 1989 e il 1991. (Tra i tanti studi, vorrei ricordare il convegno internazionale promosso dalla CASS nel 2011, i cui atti sono stati pubblicati a cura di Li Shenming [2]). Tra le diverse e complesse concause che portano al disastro del 1989-91, un ruolo determinante \u00e8 svolto dal cedimento politico, ideologico, organizzativo del PCUS, che avrebbe dovuto svolgere il ruolo dirigente nel processo di transizione socialista.<\/p>\n<p>Il Pensiero di Xi dedica particolare cura e attenzione al partito comunista, da ogni punto di vista: ricorda ad ogni membro del partito, e in particolare ai dirigenti, che vanno strettamente osservate regole e disciplina di partito [3], che in un partito comunista non deve esserci nessuno spazio per la corruzione, che va combattuta con estremo vigore [4]; invita a lavorare quotidianamente per un legame sempre pi\u00f9 stretto tra partito comunista e masse [5]. Inoltre, Xi riconferma la fondamentalit\u00e0 del marxismo: \u201cNon dobbiamo mai dimenticare le nostre origini e dobbiamo rimanere impegnati nella nostra missione. Il comunismo cinese ha le sue origini nell\u2019adesione al marxismo, al comunismo e socialismo cinesi e nella fedelt\u00e0 al Partito e al popolo\u201d [6]. Xi Jinping opera per lo studio e lo sviluppo del marxismo, dando impulso alle scuole di marxismo che si diffondono presso gli istituti e le universit\u00e0 di tutta la Cina.<\/p>\n<p>La straordinaria avanzata, in campo economico, sociale, politico, della Cina negli ultimi decenni, ha consentito di raggiungere un determinato stadio nello sviluppo delle forze produttive. Il percorso di questa straordinaria avanzata \u00e8 stato segnato \u2013 come accade sempre in ogni complesso processo storico \u2013 da contraddizioni: tra classi sociali, tra citt\u00e0 e campagna, tra zone della costa e dell\u2019interno, tra regioni pi\u00f9 e meno avanzate. Nel rapporto di Xi Jinping al XIX Congresso del PCC (ottobre 2017) esse sono state condensate nella formula di \u201csviluppo sbilanciato e inadeguato\u201d. La qualit\u00e0 e l\u2019efficacia dello sviluppo non sono come dovrebbero essere, la difesa dell\u2019ambiente \u00e8 inadeguata, vi sono ancora grandi disparit\u00e0 nella distribuzione del reddito, nello sviluppo di aree urbane e rurali e tra le diverse regioni del grande paese; il livello di welfare \u00e8 ancora inadeguato. Il PCC, che si \u00e8 formato sullo studio e l\u2019analisi concreta delle contraddizioni (ricordo i noti scritti di Mao <em>Sulla contraddizione<\/em>, 1937, <em>Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo<\/em>, 1957), ha colto col XIX congresso il carattere delle contraddizioni e il mutamento della contraddizione principale:<\/p>\n<p><em>Il problema principale \u00e8 che il nostro sviluppo \u00e8 squilibrato e inadeguato. Questo \u00e8 diventato il pi\u00f9 grave fattore limitante nel soddisfare i crescenti bisogni del popolo per una vita migliore. Dobbiamo riconoscere che l\u2019evoluzione della contraddizione principale che affligge la societ\u00e0 cinese rappresenta un cambiamento storico che riguarda l\u2019intero panorama e pone molte nuove richieste per il lavoro del Partito e del Paese. Basandoci su sforzi continui per sostenere lo sviluppo, dobbiamo dedicare grande energia per affrontare gli squilibri e le inadeguatezze dello sviluppo e spingere al massimo per migliorare la qualit\u00e0 e gli effetti dello sviluppo. Con ci\u00f2, saremo in una posizione migliore per soddisfare le sempre crescenti esigenze economiche, politiche, culturali, sociali ed ecologiche del nostro popolo e per promuovere uno sviluppo umano completo e un progresso sociale a tutto tondo.<\/em><\/p>\n<p>La nuova era per la Cina \u00e8 quindi costituita dal superamento dello sviluppo squilibrato e inadeguato e dal passaggio a uno sviluppo armonico, rispettoso dell\u2019uomo e dell\u2019ambiente, ecocompatibile, che pone al primo posto la crescita qualitativa piuttosto che quantitativa. La costruzione moderna del socialismo con caratteristiche cinesi si articola in tre fasi: entro il 2020 punta a completare la creazione di una societ\u00e0 con un livello di benessere diffuso; dal 2020 al 2035 punta a realizzare le basi della modernizzazione socialista, mentre dal 2035 alla met\u00e0 del secolo intende trasformare la Cina in un paese socialista moderna basato su armonia, bellezza e civilt\u00e0 democratica.<\/p>\n<p>Nel suo rapporto al XIX Congresso Xi ha elencato 14 punti:<\/p>\n<p>1. direzione del partito su tutti gli aspetti della societ\u00e0;<br \/>\n2. la politica deve essere centrata sulle persone;<br \/>\n3. approfondire la riforma nel suo complesso;<br \/>\n4. un nuovo concetto di sviluppo (innovazione, coordinamento, green economy, apertura e condivisione);<br \/>\n5. il popolo \u00e8 il padrone del paese;<br \/>\n6. aderire allo stato di diritto, governare il paese nella sua globalit\u00e0 secondo la legge;<br \/>\n7. sviluppare un sistema di valori socialisti e la fiducia nella propria cultura;<br \/>\n8. sostenere e migliorare i mezzi di sussistenza del popolo;<br \/>\n9. coesistenza armoniosa di uomo e natura (civilt\u00e0 ecologica);<br \/>\n10. sicurezza nazionale;<br \/>\n11. piena direzione del Partito sull\u2019esercito;<br \/>\n12. \u201cun paese, due sistemi\u201d: promuovere la riunificazione con Taiwan;<br \/>\n13. battersi per una comunit\u00e0 internazionale di un futuro condiviso per tutta l\u2019umanit\u00e0 (ci\u00f2 \u00e8 stato inserito nel nuovo statuto del PCC);<br \/>\n14. governare il partito in modo completo e rigoroso.<\/p>\n<p><strong>2. La nuova era per il mondo<\/strong><\/p>\n<p>La nuova era non riguarda solo la Cina, ma il mondo intero. Quale era volge al termine e quale si tratta di avviare? Qual \u00e8 il carattere della nuova era?<\/p>\n<p>Circa 30 anni fa, dopo il 1989-91 che port\u00f2 alla fine dell\u2019Urss e delle democrazie popolari in Europa, prese slancio nel mondo la globalizzazione imperialista, guidata dagli USA, che si presentavano come vincitori assoluti della guerra fredda.<\/p>\n<p>Quella globalizzazione, attuata con guerre guerreggiate, ha sconvolto regioni importanti del pianeta, l\u2019area dei paesi del MENA (Middle East e Nord Africa); ha portato all\u2019assorbimento nella NATO e nella UE, sotto controllo del capitale occidentale, dei paesi ex socialisti dell\u2019Europa orientale e balcanica e alcune repubbliche ex sovietiche; ha sconvolto le economie dei paesi dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>Ma l\u2019avanzata della globalizzazione imperialista si \u00e8 fermata davanti alla resistenza della Russia, che dal 1999 ha licenziato El\u2019cin ed \u00e8 stata governata sotto la direzione di Putin; n\u00e9 \u00e8 riuscita a far fronte alle crescenti contraddizioni interne al sistema capitalista. La crisi iniziata negli USA nel 2007-2008 (bolla finanziaria conseguente ad un\u2019espansione indiscriminata del credito \u2013 i mutui<em> subprime<\/em> \u2013 per drogare una domanda insufficiente) \u00e8 stata scaricata sulle economie della Ue, il cui ordinamento interno ispirato all\u2019\u201cordoliberismo\u201d tedesco ha consentito ad alcuni paesi pi\u00f9 forti \u2013 Germania <em>in primis<\/em> \u2013 di scaricare a loro volta la crisi sui paesi pi\u00f9 fragili, i cosiddetti PIIGS, costretti ad adottare politiche di austerit\u00e0, di riduzione o cancellazione del <em>welfare<\/em>, di abbassamento dei salari. Ci\u00f2 ha aggravato in questi paesi la crisi, con una caduta della domanda interna e del Pil in una spirale recessiva. Il che ha prodotto a sua volta una caduta verticale dei consensi ai partiti politici che hanno governato durante la crisi, con una crescita esponenziale di movimenti populisti e \u201csovranisti\u201d, che proclamano nella rottura della Ue l\u2019unica soluzione possibile.<\/p>\n<p>La globalizzazione liberista ha inciso anche sulla struttura economica degli USA, che si \u00e8 sempre pi\u00f9 finanziarizzata, puntando sull\u2019emissione di dollari, il cui peso mondiale come valuta di riserva e di denominazione dei prezzi internazionali delle materie prime, a partire dal petrolio, viene sostenuto dalla forza militare (gli USA spendono da soli in armi quasi quanto tutto il resto del mondo messo insieme). Nonostante l\u2019enorme forza militare, per\u00f2, gli USA hanno dovuto fare i conti con le resistenze dei paesi occupati, che gli USA e i loro alleati pi\u00f9 fedeli, il Regno Unito, non sono riusciti a normalizzare. Per cui essi hanno sostituito all\u2019obiettivo della normalizzazione e pacificazione di questi paesi sotto controllo diretto o indiretto degli USA la \u201cstrategia del caos\u201d (adottata da Obama e Hillary Clinton), che mirava non pi\u00f9 a normalizzare, ma a rendere ingovernabile un\u2019area cruciale del mondo allo scopo di impedire che altri paesi potessero trarne vantaggio. \u00c8 una strategia disperata, che ha inciso sul consenso interno all\u2019<em>establishment<\/em> USA. La vittoria elettorale di Trump \u00e8 stata la risposta al malessere interno americano [7]. Trump tenta ora un\u2019altra strada, tra cui la guerra commerciale per recuperare il primato USA (\u201cAmerica first\u201d).<\/p>\n<p>Sia l\u2019ascesa di Trump alla presidenza USA che l\u2019avanzata di forze populiste in Europa e non solo sono una risposta alla crisi di egemonia delle classi dirigenti dell\u2019Occidente, che avevano puntato tutto sulla globalizzazione imperialista e sull\u2019unipolarismo degli USA e del suo braccio armato della NATO. Questa risposta non ha un carattere progressivo, ma regressivo: rispetto a un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso e alla possibile costruzione di una comunit\u00e0 di destino condiviso per l\u2019umanit\u00e0, Trump e i populisti-sovranisti propongono una chiusura protezionistica nel proprio cortile interno, la priorit\u00e0 assoluta del proprio stato in contrapposizione con gli altri (Donald Trump: \u201cAmerica first\u201d; Matteo Salvini: \u201cprima gli italiani\u201d). Di fronte alla crisi delle democrazie liberali si propone un ritorno alla demagogia populista, che caratterizz\u00f2 i fascismi negli anni 20 e 30 del XX secolo. Anche nel XX secolo, con la I guerra mondiale, si chiuse un primo ciclo della globalizzazione, di ci\u00f2 che Marx definiva la tendenza insita nello sviluppo borghese alla realizzazione di un mercato mondiale. Alla prima globalizzazione di fine 800 e primi 900 vi furono due risposte: una progressiva, socialista e internazionalista, rappresentata dall\u2019URSS; una reazionaria, rappresentata dal fascismo e dal nazismo. A un secolo di distanza, ci troviamo \u2013 fatte tutte le debite differenze \u2013 in una situazione analoga: da un lato, la crisi della globalizzazione imperialista, del suo falso internazionalismo, che in nome dei diritti umani ha bombardato Serbia e Iraq, Afghanistan e Libia, e ha promosso rivoluzioni colorate dalla Georgia all\u2019Ucraina, tentando anche di attaccare Hong Kong; dall\u2019altro le risposte reazionarie della chiusura protezionistica, della riaffermazione dell\u2019unipolarismo che non pone limiti all\u2019esercizio assoluto di sovranit\u00e0, col conseguente disconoscimento dell\u2019esistenza di una comunit\u00e0 mondiale (Trump rinnega i trattati internazionali su clima e ambiente, non riconosce altro diritto se non quello del proprio superstato). <em>Entrambe queste posizioni \u2013 la globalizzazione imperialista e il sovranismo populista \u2013 sono reazionarie e sbagliate per i popoli e lo sviluppo del pianeta.<\/em><\/p>\n<p><strong>3. La Cina e il mondo nella nuova era<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte alla crisi strutturale \u2013 economica, politica e culturale \u2013 della globalizzazione imperialista abbiamo visto negli ultimi decenni la straordinaria crescita della Cina \u2013 e di altri paesi in cui ha vinto la rivoluzione guidata da partiti comunisti, come il Vietnam.<\/p>\n<p>La riforma e apertura avviate da Deng Xiaoping nel 1978 hanno significato apertura della Cina al mercato mondiale; ma questa apertura non \u00e8 stata indiscriminata, essa invece \u00e8 stata diretta e controllata dal PCC, che aveva un suo chiaro progetto strategico di sviluppo delle forze produttive. Mentre la globalizzazione a guida USA \u00e8 stata caratterizzata dall\u2019imperialismo, e quindi \u00e8 stata, come scriveva l\u2019economista Chossudovski, la \u201cglobalizzazione della povert\u00e0\u201d [8], l\u2019apertura della Cina al mercato globale pu\u00f2 definirsi una \u201cglobalizzazione antimperialista\u201d, nel senso che la Cina ha adottato strategie e metodi che, aprendo regioni e settori della propria economia al capitale mondiale, lo ha indirizzato allo sviluppo interno del paese.<\/p>\n<p>Nei tre decenni successivi al 1978, fino alle soglie del XVIII congresso del PCC (2012) la Cina ha cercato di mantenere un basso profilo a livello internazionale, ha accuratamente evitato di porsi come protagonista, pur tessendo \u2013 il forum di Shangai, i BRICS \u2013 una importante rete di legami con altri paesi. Ci\u00f2 \u00e8 stata una scelta saggia, che ha consentito alla Cina di concentrarsi sui problemi dello sviluppo interno, e di dotarsi di una base economica per un ulteriore successivo balzo in avanti. Lo sviluppo delle forze produttive cinesi \u00e8 stata la preoccupazione principale e ad essa \u2013 come ai tempi del fronte unito antigiapponese \u2013 bisognava subordinare ogni cosa. Ma come dopo la sconfitta dei giapponesi il PCC ha ripreso i suoi obiettivi strategici della rivoluzione cinese, cos\u00ec, una volta raggiunto un adeguato livello di sviluppo, la Cina si appresta ad una nuova fase che richiede di sviluppare una nuova politica.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che interviene il programma cinese di una \u201cnuova globalizzazione\u201d non imperialista, contrapposta a quella fallimentare degli USA. L\u2019idea fondante di questa \u201cnuova globalizzazione\u201d si innerva e articola in una grandiosa iniziativa, la Belt and Road Initiative, la nuova Via della Seta. Essa \u00e8 un\u2019iniziativa concreta di sviluppo per la Cina e per il mondo, e al tempo stesso anche una proposta culturale, strettamente connessa al nuovo internazionalismo della Cina, alla lotta per costruire una comunit\u00e0 di destino condiviso per tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 oggi nel mondo l\u2019unico paese che propone all\u2019intero mondo, a tutta l\u2019umanit\u00e0, un progetto di sviluppo umano straordinario, che pu\u00f2 divenire egemone, idea chiave accettata e condivisa dai popoli del mondo.<\/p>\n<p>Siamo di fronte a un bivio. La vecchia strada \u2013 che nonostante il fumo di novit\u00e0 \u00e8 anche quella della \u201cAmerica first\u201d di Trump \u2013 \u00e8 preclusa, \u00e8 fallimentare. Fallimentari sono sia la globalizzazione imperialista che il protezionismo sovranista ed escludente: sono due forme reazionarie speculari.<\/p>\n<p>Xi propone una \u201cnuova globalizzazione\u201d. \u00c8 un progetto non solo economico, ma culturale, di universalismo concreto nel riconoscimento delle diversit\u00e0 e nella proposta di lottare per la costruzione di una comunit\u00e0 di destino condiviso per l\u2019umanit\u00e0. \u00c8 la visione strategica del futuro dell\u2019intero mondo come un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso, che richiede un nuovo tipo di globalizzazione, del tutto diversa da quella guidata dagli Stati Uniti e dai paesi occidentali, che \u00e8 stata in atto dal 1991. Le relazioni tra i paesi di tutto il mondo devono basarsi su una reciprocit\u00e0 win-win. In questo senso il pensiero di Xi Jinping \u00e8 l\u2019opposto del pensiero di Trump di \u201cAmerica first\u201d: Xi pensa alla comunit\u00e0 di destino comune dell\u2019umanit\u00e0, non solo al destino della sua nazione. Il pensiero di Xi \u00e8 universalistico, non particolaristico. Questo universalismo non \u00e8 per\u00f2 un universalismo astratto, ma un universalismo concreto, che considera le concrete condizioni economiche e sociali, le contraddizioni tra classi sociali e stati.<\/p>\n<p>Nel suo discorso all\u2019ONU per il 70\u00b0, il 28 settembre 2015 Xi Jinping ha affermato:<\/p>\n<p><em>Dobbiamo aumentare gli scambi tra le civilt\u00e0 per promuovere l\u2019armonia, l\u2019inclusione e il rispetto delle differenze. Il mondo \u00e8 pi\u00f9 colorato a causa della sua diversit\u00e0 culturale. La diversit\u00e0 genera scambi, gli scambi creano integrazione e l\u2019integrazione rende possibile il progresso.<\/em><\/p>\n<p><em>Nelle loro interazioni, le civilt\u00e0 devono accettare le loro differenze. Solo attraverso il rispetto reciproco, l\u2019apprendimento reciproco e la coesistenza armoniosa il mondo pu\u00f2 mantenere la sua diversit\u00e0 e prosperare. Ogni civilt\u00e0 rappresenta la visione e il contributo unico del suo popolo, e nessuna civilt\u00e0 \u00e8 superiore alle altre. Civilt\u00e0 diverse dovrebbero avere dialogo e scambi invece di cercare di escludersi o sostituirsi a vicenda. La storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 un processo di scambi attivi, interazioni e integrazione tra civilt\u00e0 diverse. Dovremmo rispettare tutte le civilt\u00e0 e trattarci a vicenda come uguali. Dovremmo trarre ispirazione l\u2019uno dall\u2019altro per stimolare lo sviluppo creativo della civilt\u00e0 umana <\/em>[9]<em>.<\/em><\/p>\n<p>Per la Cina, il pensiero di Xi \u00e8 un\u2019innovazione e allo stesso tempo \u00e8 in continuit\u00e0 con il pensiero di Mao Zedong, Deng Xiaoping e gli altri dirigenti e teorici del socialismo con caratteri cinesi. La continuit\u00e0 \u00e8 in una visione della Cina come Paese in via di sviluppo che ha bisogno di un periodo relativamente lungo per sviluppare le forze produttive e deve concentrarsi in questo enorme obiettivo: qui la Cina ha ottenuto molti successi in pochi decenni ed \u00e8 oggi la seconda economia pi\u00f9 importante del mondo e si sviluppa sempre di pi\u00f9. Ma il cambiamento che Xi ha apportato non \u00e8 meno importante, perch\u00e9, considerando il livello di sviluppo delle forze produttive cinesi, Xi indica che la Cina \u00e8 entrata in una nuova fase, che ha bisogno di una nuova globalizzazione. La Belt and Road Initiative non \u00e8 solo una proposta concreta per i Paesi dell\u2019Asia, Europa, Africa; \u00e8 anche la metafora dell\u2019idea di proiezione della Cina nel mondo. \u00c8 l\u2019idea della nuova globalizzazione che Xi ha esposto in molti discorsi contro la politica protezionistica dell\u2019amministrazione Trump.<\/p>\n<p>In sintesi, possiamo dire che oggi nel mondo ci sono due concezioni opposte sul futuro, e di conseguenza due politiche opposte: la nuova globalizzazione proposta dalla Cina e un nazionalismo esclusivista, che \u00e8 una vera e propria regressione per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La concezione internazionalista di Xi non \u00e8 la cancellazione degli interessi nazionali della Cina e del socialismo con caratteristiche cinesi; al contrario, \u00e8 il riconoscimento che questi interessi possono svilupparsi meglio in un mondo interconnesso. \u00c8 la dialettica di universale e particolare, nazionale e internazionale.<\/p>\n<p>Nella \u201cnuova era\u201d si incontrano la nuova fase dello sviluppo della Cina, volta al superamento della sua attuale contraddizione principale, come indicato dal XIX Congresso del PCC, e la proposta ai popoli del mondo, al movimento operaio e a tutte le forze autenticamente democratiche e progressiste di un\u2019uscita in avanti (e non reazionaria e regressiva) alla crisi della globalizzazione imperialista.<\/p>\n<p>Ai partiti comunisti e operai del mondo, alle forze autenticamente democratiche e progressiste sta il compito di raccogliere la sfida strategica che il pensiero di Xi propone.<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>[1] Xi Jinping, The governance of China, vol. II, Foreign Languages Press, Beijing 2017, p. 597.<\/p>\n<p>[2] Cfr. Nad etim razmy\u0161ljaet istorija. Zametki k 20-tiletiju s momenta razvala SSSR [\u00c8 di questo che tratta la storia. Note per il ventesimo anniversario del crollo dell&#8217;URSS], Social Sciences Academy Press, Pechino, 2013.<\/p>\n<p>[3] Xi Jinping, The governance of China, vol. II, op. cit., pp. 164-170.<\/p>\n<p>[4] Xi Jinping, The governance of China, vol. II, op. cit., pp. 176-184, e diversi altri scritti e discorsi.<\/p>\n<p>[5] Xi Jinping, The governance of China, vol. II, op. cit., pp. 456-478.<\/p>\n<p>[6] Xi Jinping, The governance of China, vol. II, op. cit., p. 355.<\/p>\n<p>[7] Mi permetto di rinviare al mio \u201cMutamenti nel quadro mondiale. La politica internazionale di Donald Trump, la Ue, l\u2019Italia\u201d, in MarxVentuno n. 1-2\/2018, reperibile anche <a href=\"https:\/\/www.marx21books.com\/mutamenti-nel-quadro-mondiale-la-politica-internazionale-di-donald-trump-la-ue-litalia\/\">https:\/\/www.marx21books.com\/mutamenti-nel-quadro-mondiale-la-politica-internazionale-di-donald-trump-la-ue-litalia\/<\/a> o <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/documenti\/catone_mutamentinelquadromondiale.pdf\">http:\/\/www.marx21.it\/documenti\/catone_mutamentinelquadromondiale.pdf<\/a>.<\/p>\n<p>[8] The Globalization of Poverty and The New World Order, Global Research, 2003.<\/p>\n<p>[9] Cfr. \u201cA New Partnership of Mutual Benefit and a Community of Shared Future\u201d, in The governance of China, vol. II, p. 573.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29478-di-fronte-alla-crisi-della-globalizzazione-imperialista\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29478-di-fronte-alla-crisi-della-globalizzazione-imperialista<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Andrea Catone) &nbsp; L\u2019Anti-Trump: il pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era di Andrea Catone,\u00a0Direttore della rivista MarxVentuno Sollecitato da una serie di domande postemi in un\u2019intervista nel corso del IX Forum del Socialismo Mondiale \u2013 appuntamento ormai annuale organizzato in autunno a Pechino dal World Socialism Research Center presso l\u2019Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS) e da altre organizzazioni politiche e culturali della RPC \u2013&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":44758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/download.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-csa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47874"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47874"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47874\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47875,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47874\/revisions\/47875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}