{"id":47896,"date":"2019-01-18T08:30:10","date_gmt":"2019-01-18T07:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47896"},"modified":"2019-01-17T13:17:41","modified_gmt":"2019-01-17T12:17:41","slug":"il-rossobrunismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47896","title":{"rendered":"Il rossobrunismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Alessandro Pascale)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/generiche\/rosso_colore_macchie.jpg\" alt=\"rosso colore macchie\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 anche un giornalista noto come Andrea Scanzi [1] si \u00e8 soffermato sul tema del rossobrunismo, descrivendolo peraltro impropriamente come un neologismo? Approfittiamone per fare chiarezza da un punto di vista marxista sul tema, gi\u00e0 trattato tangenzialmente in altre occasioni, come ad esempio nel passo seguente [2]:<\/p>\n<p>\u00absi \u00e8 assistito in effetti anche a questa sottile strategia messa in atto negli ultimi anni in Italia: alcuni settori della \u201csinistra\u201d, al fine di legittimare il prosieguo di un eclettismo ideologico \u201cliberal\u201d, hanno iniziato a tacciare di rossobrunismo tutti coloro che ponevano la contraddizione antimperialista come la contraddizione principale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono cio\u00e8 settori della \u201csinistra\u201d che si presentano come \u201cprogressisti\u201d, talvolta perfino come \u201ccomunisti\u201d, ma alla prova dei fatti utilizzano la questione antifascista come prioritaria su ogni altro aspetto (antimperialismo, anticapitalismo, lotta di classe), approdando spesso e volentieri ad una posizione morbida, se non conciliante, con il PD, con il centro-sinistra e con le strutture e sovrastrutture imperialiste (prime tra tutte NATO, UE, euro), in nome dell\u2019unit\u00e0 contro le \u201cdestre\u201d.\u00bb<\/p>\n<p><strong>ORIGINE STORICA E POLITICA<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni &#8217;70 si diceva \u201cnazimaoista\u201d quel settore del radicalismo di destra che univa suggestioni nazionaliste e sociali ad una lettura spiritualista dell&#8217;esperienza maoista e stalinista.<\/p>\n<p>Un ulteriore precedente storico-politico \u00e8 il concetto di \u201cnazional-bolscevico\u201d o \u201cnazional-comunista\u201d, nato in Germania nel primo dopoguerra e usato sia da una branca dell&#8217;estrema destra rivoluzionario-conservatrice sia dai marxisti del KAPD di Amburgo, fautori entrambi di una convergenza strategica fra nazionalisti rivoluzionari e comunisti contro il \u201cnuovo ordine europeo\u201d uscito a Versailles. Da notare che\u00a0 il KAPD fu poi criticato da Lenin per questa strategia.<\/p>\n<p>Il termine \u201crossobruno\u201d invece, come viene spiegato da Matteo Luca Andriola nella nuova edizione de\u00a0<em>La Nuova Destra in Europa<\/em>.<em>\u00a0Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist<\/em>\u00a0[3], nasce nel 1992 in Russia coniato dai giornalisti vicini all&#8217;entourage di Boris El&#8217;cin per screditare Gennadij Zjuganov, leader comunista russo a capo del Fronte di salvezza nazionale, coalizione patriottica antiliberista guidata dal PCFR a cui si aggregheranno piccoli soggetti patriottici e nazionalisti fra cui il piccolo Fronte nazionalbolscevico il cui leader era Eduard Limonov [4] e l&#8217;ideologo l&#8217;eurasiatista Aleksandr Dugin.<\/p>\n<p><strong>ACCUSATORI E ACCUSATI ODIERNI<\/strong><\/p>\n<p>Oggi, in Italia, assistiamo ad una deconcettualizzazione del termine e al suo uso spregiudicatamente propagandistico. Rossobruno \u00e8 etichetta dispregiativa con cui liberali, libertari e \u201cex comunisti\u201d convertitisi al globalismo e all&#8217;atlantismo delegittimano nel dibattito democratico i marxisti-leninisti, i socialisti internazionalisti [5] e la sinistra sovranista costituzionale [6].<\/p>\n<p>Di fatto le principali derive revisioniste del nostro tempo (apertura all\u2019identity politics di stampo americano, al cosmopolitismo senza radici e all\u2019immigrazionismo borghese, utopie di \u201criforma dell\u2019Unione Europa dall\u2019interno\u201d e anacronistici \u201cfronti popolari\u201d con la sinistra borghese) vengono giustificate proprio con il pretesto della lotta al rossobrunismo.<\/p>\n<p>I rossobruni veri e propri quindi non esistono? Esistono s\u00ec, e non sono pochi, ma il conflitto di cui sopra li riguarda solo saltuariamente e incidentalmente. Il conflitto vero, infatti, \u00e8 quello tra marxisti\/socialisti e sinistra neoliberale\/antimarxista (ovvero la sinistra oggi rappresentata in Parlamento, e anche una parte di quella extraparlamentare).<\/p>\n<p><strong>LA DEFINIZIONE DI FUSARO<\/strong><\/p>\n<p>Diego Fusaro [7] ha definito pubblicamente cos\u00ec il rossobrunismo:<\/p>\n<p>\u00abRossobrunismo \u00e8 la classificazione di ogni possibilit\u00e0 di resistere al mondialismo, mentre l\u2019unica resistenza possibile pu\u00f2 scaturire solo da una dinamica di deglobalizzazione, difesa nazionale e risovranizzazione dell\u2019economia. Rossobruno \u00e8 chiunque che, consapevole che l\u2019antagonismo odierno si basi sulla verticale contrapposizione tra servi e signori e non su vane divisioni orizzontali, oggi rigetti destra e sinistra. Pertanto, viene bollato come gli estremi di esse. Oggi chiunque propugni un\u2019economia di mercato sovrana, viene automaticamente chiamato Rossobruno. La classe dirigente \u00e8 tale non soltanto in termini economici e sociali, ma anche e soprattutto nella concezione simbolica del linguaggio. Previa una neolingua del modernismo postmoderno, il pensiero unico politicamente corretto, viene demonizzata ogni possibilit\u00e0 del \u201cPensare altrimenti\u201d, di dissentire dal pensiero unico. Ci convincono cos\u00ec a orientarci come masse che legittimano il loro dominio. Dissentire da ci\u00f2 \u00e8 il reato di Rossobrunismo.\u00bb<\/p>\n<p>Ci sono elementi di verit\u00e0 in questa analisi, ma l&#8217;esposizione \u00e8 carente, inadeguata e imprecisa; tanto meno sono condivisibili e accettabili la collaborazione con alcuni settori del nazifascismo italiano [8] e le conclusioni politiche di Fusaro: avere\u00a0<em>\u00abidee di sinistra e valori di destra\u00bb<\/em>\u00a0[9].<\/p>\n<p><strong>FASCISMO &amp; ANTIFASCISMO, DESTRA &amp; SINISTRA<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;Introduzione teorico-politica al marxismo-leninismo di\u00a0<em>In Difesa del Socialismo Reale<\/em>\u00a0non ho affrontato direttamente il tema del rossobrunismo, per quanto la questione sia posta in maniera abbastanza chiara al lettore attento nel paragrafo\u00a0<em>\u201cIl nesso strutturale tra fascismo e imperialismo\u201d<\/em>, che vado a riportare integralmente:<\/p>\n<p>\u00abAlcuni di questi attacchi inconsulti odierni riguardano ad esempio la questione posta da alcuni intellettuali autodefinitisi marxisti secondo cui occorrerebbe rinnegare la dicotomia fascismo\/antifascismo in nome della costruzione di un fronte comune antimperialista e anticapitalista. Questi assunti partono dal giusto assunto che dopo il 1991 e la ripresa di egemonia delle teorie socialdemocratiche (con evidenti e grossolani cedimenti all&#8217;ideologia liberista) all&#8217;interno delle organizzazioni progressiste, le \u201cdestre\u201d e le \u201csinistre\u201d, cos\u00ec come sono percepite a livello popolare, abbiano sostanzialmente messo in pratiche le stesse politiche (reazionarie), giungendo ad esempio in Italia a rafforzare l&#8217;idea che tutta la politica non sia altro che un gioco di corrotti e delinquenti (la questione insomma della cosiddetta \u201cantipolitica\u201d e della \u201ccasta\u201d).<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che analizzando gli ultimi 20-30 anni le sinistre socialdemocratiche siano sempre pi\u00f9 assimilabili alle destre popolari, all&#8217;insegna di una comune accettazione del sistema capitalistico imperialista. Da tutto ci\u00f2 potrebbe anche scaturire una riflessione utile sull&#8217;utilit\u00e0 o meno per un&#8217;organizzazione comunista di utilizzare una parola sempre pi\u00f9 logora e deturpata come \u201csinistra\u201d, ormai forse perfino pi\u00f9 bistrattata di termini considerati vetusti (ma sempre pi\u00f9 sconosciuti per le giovani generazioni) come \u201csocialista\u201d o \u201ccomunista\u201d.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 non deve derivare per\u00f2 la caduta del concetto ontologico di destra e sinistra nato con la Rivoluzione Francese, che sanciva in maniera storica la differenza antropologica tra reazionari e progressisti, tra conservatori e rivoluzionari, tra chi in definitiva guarda al bene del proprio orticello e chi invece volge lo sguardo all&#8217;interesse di tutta l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la stessa differenza sostanziale che vige tra fascismo e antifascismo: il primo \u00e8 un&#8217;ideologia reazionaria, nazionalista e xenofobo-razzista che nulla pu\u00f2 avere a che vedere con chi si professa comunista, il quale invece pone l&#8217;internazionalismo e quindi l&#8217;antirazzismo come uno dei suoi fondamenti necessari e costituenti verso la lotta al Capitale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 anche un altro motivo ben pi\u00f9 evidente che rende questa alleanza non solo impossibile ma inconcepibile. Ci\u00f2 risiede nel fatto che il capitalismo ed il fascismo altro non sono che due facce della stessa medaglia. Lo insegna la storia del movimento operaio. Non \u00e8 un caso che la XIII sessione plenaria del Comitato Esecutivo dell&#8217;Internazionale Comunista definisse il fascismo al potere come\u00a0<em>\u201cla dittatura terroristica aperta degli elementi pi\u00f9 reazionari, pi\u00f9 sciovinisti e pi\u00f9 imperialisti del capitale finanziario\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il fascismo non \u00e8 altro quindi che una mostruosa creatura partorita e sostenuta nei momenti di crisi dalla stessa borghesia per i suoi obiettivi. Gramsci lo spiega assai bene:<\/p>\n<p><em>\u201cIl &#8216;fascismo&#8217; \u00e8 la fase preparatoria della restaurazione dello Stato, cio\u00e8 di un rincrudimento della reazione capitalistica, di un inasprimento della lotta capitalistica contro le esigenze pi\u00fa vitali della classe proletaria. Il fascismo \u00e8 l&#8217;illegalit\u00e0 della violenza capitalistica: la restaurazione dello Stato \u00e8 la legalizzazione di questa violenza.\u201d\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo che rende chiaro a Gramsci il fatto che\u00a0<em>\u201cla liquidazione del fascismo deve essere la liquidazione della borghesia che lo ha creato\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Impossibile quindi essere antifascisti senza essere anticapitalisti, come riusc\u00ec a sentenziare in maniera quasi poetica Bertolt Brecht:<\/p>\n<p><em>\u201cColoro che sono contro il fascismo senza essere contro il capitalismo, che si lamentano della barbarie che proviene dalla barbarie, sono simili a gente che voglia mangiare la sua parte di vitello senza per\u00f2 che il vitello venga scannato. Vogliono mangiare il vitello, ma il sangue non lo vogliono vedere. Per soddisfarli basta che il macellaio si lavi le mani prima di servire la carne in tavola. Non sono contro i rapporti di propriet\u00e0 che generano la barbarie, ma soltanto contro la barbarie. Alzano la voce contro la barbarie e lo fanno in paesi in cui esistono bens\u00ec gli stessi rapporti di propriet\u00e0, ma i macellai si lavano ancora le mani prima di servire la carne in tavola.\u201d\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ma nell&#8217;epoca in cui il capitalismo \u00e8 nella sua fase imperialistica come si pu\u00f2 quindi predicare l&#8217;unione con i fascisti che dell&#8217;imperialismo rappresentano l&#8217;agente pi\u00f9 terribile? Non val la pena approfondire ulteriormente tale questione posta da settori dell&#8217;intellettualit\u00e0 che evidentemente nulla hanno a che spartire con il marxismo.\u00bb<\/p>\n<p><strong>IL ROSSOBRUNISMO COME USCITA DAL CAMPO DEL COMUNISMO<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un confine nella normale dialettica interna al campo comunista. Non si possono accettare pensieri nazionalisti, razzisti o in qualche pur morbida maniera \u201cesclusivisti\u201d. Non si pu\u00f2 cio\u00e8 pensare che i diritti debbano essere riservati eternamente solo ad alcune comunit\u00e0 umane, andando ad escluderne altri per criteri di etnia, religione, lingua, sesso, ecc.<\/p>\n<p>Ci sono ragioni accettabili per considerare comunista solo chi utilizza e coniuga opportunamente le categorie di patriottismo, internazionalismo, materialismo storico (e dialettico), lotta di classe, imperialismo, ecc.<\/p>\n<p>Partendo dal patrimonio (per quanto ormai semi-sconosciuto e assai scarsamente condiviso, quantomeno in Italia) del marxismo-leninismo, si pu\u00f2 discutere su alcuni questioni tattiche, strategiche e di teoria ancora insolute; queste non sono poche e riguardano anche la dialettica e la concretizzazione dei diritti sociali e civili, oltre che le differenti caratterizzazioni nazionali al socialismo. Su questi temi i comunisti nel resto del mondo (cinesi, cubani, coreani, portoghesi, ecc.) sono molto pi\u00f9 avanzati di noi italiani, che scontiamo ancora il retaggio dell&#8217;eurocomunismo.<\/p>\n<p>Tra i temi strategici del dibattito troviamo quelli del potere politico ed economico. Il rossobruno rifiuta la lotta di classe e considera prioritario non l&#8217;obiettivo del miglioramento sociale della classe lavoratrice, ma la difesa strategica della sovranit\u00e0 nazionale in un&#8217;ottica corporativa e interclassista. In questa ottica non c&#8217;\u00e8 un nesso tra la sovranit\u00e0 nazionale e quella popolare. Si arriva cos\u00ec a elaborare concetti ambigui come \u00ab<em>economia di mercato sovrana<\/em>\u00bb, in continuit\u00e0 con il mantenimento di un regime borghese. Il rossobruno insomma non propone la presa del potere politico ed economico da parte della classe lavoratrice ma nei casi migliori si limita a proporre una moderna \u201caristocrazia borghese\u201d illuminata, che non mette in discussione il controllo sociale e politico dei mezzi di produzione dell&#8217;attuale classe dominante. Il \u201cwelfare state\u201d non \u00e8 implicito per il rossobruno, cos\u00ec come in generale alcuna forma di regime sociale avanzato. Qualora vi sia tale rivendicazione, essa non cessa di essere ambigua se non accompagnata dalla messa in discussione della struttura imperialista del proprio Paese.<\/p>\n<p>Ben diverso \u00e8 il discorso del \u201csocialismo di mercato\u201d, ossia di un regime in cui il potere politico resta saldamente in mano alla classe lavoratrice organizzata dalla sua avanguardia, il partito comunista. Il potere economico viene in questo caso spartito consapevolmente e in spazi pi\u00f9 o meno limitati con la borghesia nazionale non come obiettivo strategico, bens\u00ec tattico, con lo scopo di sviluppare le forze di produzione, creando ricchezza sociale che, seppur redistribuita in maniera inizialmente diseguale, \u00e8 una delle condizioni concrete per il futuro passaggio al socialismo.<\/p>\n<p>Dietro la normale dialettica del dibattito democratico interno al campo marxista-leninista c&#8217;\u00e8 sempre il pericolo del revisionismo, come mostra la crescita di certe correnti reazionarie nei partiti comunisti della seconda met\u00e0 del &#8216;900: si pensi all&#8217;ala migliorista nel PCI, o alle correnti riformiste e nazionaliste rafforzatesi nel PCUS dagli anni &#8217;70. Tale pericolo \u00e8 ancora pi\u00f9 accentuato oggi, sia per la fase di sbandamento ideologico (soprattutto europeo) conseguente al crollo del muro di Berlino, sia per i rischi insiti nel socialismo di mercato, che come abbiamo visto consentono in forme e modalit\u00e0 variegate il ripristino di alcuni elementi di un&#8217;economia capitalistica, con tutte le conseguenze moralmente corruttrici del caso. Il passaggio per\u00f2 non \u00e8 automatico, ed in ultima istanza \u00e8 il potere politico che ha l&#8217;ultima parola, il che ripropone il tema dell&#8217;adeguatezza ideologica del Partito come guida della classe lavoratrice.<\/p>\n<p><strong>SUI REGIMI NAZIONALISTI DEL \u201cTERZO MONDO\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Un ulteriore tema di riflessione \u00e8 dato da uno scambio di battute avuto con Francesco Alarico della Scala, uno dei maggiori esperti italiani della Repubblica Popolare Democratica di Corea, il quale mi ha messo in guardia da una semplificazione nell&#8217;uso del termine \u201cnazionalismo\u201d:<\/p>\n<p>\u00abNonostante i suoi ovvi limiti di classe, il nazionalismo borghese pu\u00f2 svolgere e ha svolto una funzione progressiva nei paesi colonizzati o in genere asserviti all\u2019imperialismo straniero, mentre ha un ruolo completamente reazionario solo nelle metropoli imperialiste.<\/p>\n<p>Proprio questo \u00e8 il caso di Hitler e Mussolini, da te citati, che agirono in contesti dove la rivoluzione proletaria era, se non proprio all\u2019ordine del giorno, una concreta possibilit\u00e0 che terrorizzava le classi sfruttatrici, e quindi assolsero non una funzione progressiva (di liberazione nazionale) ma regressiva (di contenimento e repressione della spinta rivoluzionaria delle masse lavoratrici), peraltro favoriti in ci\u00f2 dal fatto che il movimento comunista dell\u2019epoca non aveva saputo levare per primo la bandiera degli interessi nazionali e unire il destino della nazione alla causa del socialismo \u2013 come pi\u00f9 volte osservato da Lenin e Stalin e contrariamente a quanto accadde vent\u2019anni dopo.<\/p>\n<p>In altre realt\u00e0 (Libia di Gheddafi, Egitto di Nasser, Iraq di Saddam, Siria degli Assad, ecc.) regimi molto diversi ma che comunque si richiamavano ad analoghe dottrine corporativiste hanno dato vita ad esperimenti molto interessanti, di fronte ai quali che fare: preoccuparsi per le deviazioni rossobrune che potrebbero veicolare oppure riconoscere la loro funzione storica positiva e il loro contributo alla diffusione degli ideali socialisti sia pur non rigorosamente marxisti?<\/p>\n<p>I comunisti coreani sono di questo secondo avviso, e da sempre intrattengono buoni rapporti con alcune forze nazionaliste non solo in patria e nel mondo post-coloniale ma anche in Giappone, in Europa e in America, e per questo incorrono spesso in accuse di \u201crossobrunismo\u201d o di fascismo vero e proprio. Nondimeno la loro posizione \u00e8 la pi\u00f9 conforme alle tradizioni del movimento comunista mondiale intese in modo non folcloristico e nominale.\u00bb<\/p>\n<p>Al suo intervento stimolante ho risposto nella seguente maniera:<\/p>\n<p>\u00abTutte le realt\u00e0 che possiamo definire \u201cnazionaliste progressive\u201d, quelle che hai citato ne sono esempi, sono alleate del movimento comunista nella lotta contro l&#8217;imperialismo internazionale, ma non le considero modelli marxisti-leninisti, seppur varianti nazionali del socialismo rispettabili per i differenti contesti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;Italia credo che la soluzione resti uno sviluppo diverso del marxismo-leninismo, che non apra a tali versioni eclettiche che sono adatte per Paesi molto diversi da noi per cultura, societ\u00e0, economia, ecc.<\/p>\n<p>\u00c8 sbagliato comunque ritenerli rossobruni, cos\u00ec come bollare di rossobrunismo i comunisti che collaborino con loro in ambito nazionale o internazionale. Credo per\u00f2 che loro stessi sarebbero d&#8217;accordo a non considerarsi parte del movimento comunista internazionale.<\/p>\n<p>Sono d&#8217;accordo con te comunque che i maggiori pericoli ideologici vengano da altri fronti, ma proprio perch\u00e9 il nemico \u00e8 ancora forte non bisogna dare il minimo argomento ai suoi attacchi, evitando di fare errori (o provocazioni) come quelle dell&#8217;ultimo Preve che \u00e8 arrivato a dare indicazioni di voto per la Le Pen.\u00bb<\/p>\n<p><strong>NON \u00c8 MEGLIO RIGETTARE IL TERMINE ROSSOBRUNISMO?<\/strong><\/p>\n<p>No. La storia [10] ci ha mostrato che le classi reazionarie hanno sempre cercato di infiltrare i movimenti rivoluzionari, talvolta pianificando a tavolino strategie culturali per introdurre elementi revisionisti e degeneratori nel campo culturale proletario. Questo vale chiaramente in particolar modo per il marxismo e il movimento comunista, che sono stati e sono tuttora il nemico principale dell&#8217;imperialismo.<\/p>\n<p>La borghesia dispone infatti dei mezzi politici, economici e mediatici per fomentare ad arte delle \u201cdeviazioni\u201d politico-ideologiche, introducendo modelli \u201criformisti\u201d o \u201crossobruni\u201d, intendendo per questi ultimi, come abbiamo visto, delle teorie ibride tra socialismo e nazionalismo borghese che costituiscono forme degenerative della teoria rivoluzionaria in grado di confondere larghi strati della classe lavoratrice, sfruttando parole d&#8217;ordine e slogan solo apparentemente rivoluzionari. In questa maniera sono riusciti a \u201csfondare\u201d casi famosi come Mussolini e Hitler, due esempi classici in tal senso, visto l&#8217;enorme sostegno che hanno ottenuto dal mondo industriale.<\/p>\n<p>La categoria di \u201crossobruno\u201d \u00e8 quindi valida tutt&#8217;oggi? Si. Pur essendo nata in un contesto borghese, essa esprime una posizione politica che per anni \u00e8 stata respinta, seppur con altri termini, dal movimento comunista internazionale. Oggi resta valida in questa accezione, come arma ideologica a disposizione del movimento operaio, tenendo conto per\u00f2 che nella confusione ideologica in cui versa attualmente il movimento comunista, specie quello italiano, tale categoria \u00e8 stata fatta propria dai think tank della borghesia liberale per delegittimare paradossalmente soprattutto i comunisti.<\/p>\n<p>Il che non deve stupire troppo, dato che la borghesia liberale \u00e8 gi\u00e0 riuscita a conquistare la categoria analitica della \u201csinistra\u201d, bollando i comunisti prima come \u201cestrema sinistra\u201d (anni &#8217;90 e inizio &#8217;00), poi, negli ultimi tempi, di fronte ad alcuni nuovi fermenti teorico-politici che rischiano di incrinare la narrazione del totalitarismo liberale, come \u201crossobruna\u201d.<\/p>\n<p>Per queste ragioni credo che in alcuni casi sia utile mantenere la categoria di rossobrunismo, specie laddove ci siano dei casi palesi di revisionismo anticomunista. Occorre insomma sempre mantenere la guardia imparando a muoversi in questo \u00ab<em>mondo grande e terribile<\/em>\u00bb (cit. Gramsci).<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>[1]\u00a0 A. Scanzi, L&#8217;ossessione \u201crossobruna\u201d: come etichettare il nemico, Ilfattoquotidiano.it, 31 dicembre 2018, disp. su\u00a0<a href=\"https:\/\/infosannio.wordpress.com\/2019\/01\/01\/andrea-scanzi-lultimo-insulto-della-sinistra-a-chi-non-vota-bene-sei-un-rossobruno-si-continuano-a-non-indovinarne-mezza\/\">https:\/\/infosannio.wordpress.com\/2019\/01\/01\/andrea-scanzi-lultimo-insulto-della-sinistra-a-chi-non-vota-bene-sei-un-rossobruno-si-continuano-a-non-indovinarne-mezza\/<\/a>.<br \/>\n[2]\u00a0 A. Pascale, Risposta alle accuse di Iskrae su Berlinguer e rossobrunismo, Intellettualecollettivo.it, 30 dicembre 2018, disp. su\u00a0<a href=\"http:\/\/intellettualecollettivo.it\/risposta-alle-accuse-di-iskrae-su-berlinguer-e-rossobrunismo\/\">http:\/\/intellettualecollettivo.it\/risposta-alle-accuse-di-iskrae-su-berlinguer-e-rossobrunismo\/<\/a>.<br \/>\n[3]\u00a0 La nuova edizione, riveduta, ampliata e corretta, \u00e8 in uscita per le Edizioni Paginauno.<br \/>\n[4]\u00a0 Un personaggio diventato famoso grazie al bel libro E. Carr\u00e8re, Limonov, Adelphi, 2012.<br \/>\n[5]\u00a0 F. Chernov, Il cosmopolitismo borghese e il suo ruolo reazionario, Bol\u2019\u0161evik, n\u00b0 5, 15 Marzo 1949, disp. su\u00a0<a href=\"http:\/\/intellettualecollettivo.it\/la-lotta-mondiale-contro-limperialismo-cosmopolita\/\">http:\/\/intellettualecollettivo.it\/la-lotta-mondiale-contro-limperialismo-cosmopolita\/.<br \/>\n<\/a>[6]\u00a0 V. Giacch\u00e9, Per una sovranit\u00e0 democratica e popolare. Cio\u00e8 costituzionale. L\u2019ultimo libro di Alessandro Somma: \u201cSovranismi\u201d, Marx21.it, 3 gennaio 2019, disp. su\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/29467-vladimiro-giacche-per-una-sovranita-democratica-e-popolare-cioe-costituzionale-lultimo-libro-di-alessandro-somma-sovranismi\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/29467-vladimiro-giacche-per-una-sovranita-democratica-e-popolare-cioe-costituzionale-lultimo-libro-di-alessandro-somma-sovranismi<\/a>.<br \/>\n[7]\u00a0 C. Fantuzzi, Fusaro: \u201cRossobrunismo e Interesse Nazionale: Armi Culturali Contro il Capitalismo mondialista\u201d, Ticinolive.ch, 30 marzo 2017, disp. su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ticinolive.ch\/2017\/03\/30\/fusaro-rossobrunismo-interesse-nazionale-armi-culturali-capitalismo-mondialista\/\">http:\/\/www.ticinolive.ch\/2017\/03\/30\/fusaro-rossobrunismo-interesse-nazionale-armi-culturali-capitalismo-mondialista\/<\/a>.<br \/>\n[8]\u00a0 Si veda ad esempio l&#8217;intervista al leader di Forza Nuova Di Stefano sul sito dell&#8217;associazione culturale di Fusaro: A. Pepa, Di Stefano: \u201cfascismo e antifascismo? Non c\u2019\u00e8 nessuna guerra civile in atto: \u00e8 una truffa montata ad arte per distrarci\u201d, Interessenazionale.net, 1 marzo 2018, disp. su\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.interessenazionale.net\/blog\/di-stefano-fascismo-e-antifascismo-non-c-nessuna-guerra-civile-atto-truffa-montata-ad-arte\">https:\/\/www.interessenazionale.net\/blog\/di-stefano-fascismo-e-antifascismo-non-c-nessuna-guerra-civile-atto-truffa-montata-ad-arte<\/a>.<br \/>\n[9]\u00a0 D. Fusaro, Il vero rivoluzionario: idee di sinistra, valori di destra, Diegofusaro.com, 5 giugno 2018, disp. su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.diegofusaro.com\/idee-sinistra-valori-destra\/\">https:\/\/www.diegofusaro.com\/idee-sinistra-valori-destra\/<\/a>.<br \/>\n[10]\u00a0 Su questo non posso che rimandare alle ricerche presentate in A. Pascale, In Difesa del Socialismo Reale e del Marxismo-Leninismo, Intellettualecollettivo.it, 15 dicembre 2017, disp. su http:\/\/intellettualecollettivo.it\/scarica-in-difesa-del-socialismo\/. Ulteriori elementi sono aggiunti nel volume A. Pascale, Il totalitarismo liberale. Le tecniche imperialiste per l&#8217;egemonia culturale, La Citt\u00e0 del Sole, Napoli 2019.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29488-il-rossobrunismo\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29488-il-rossobrunismo<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Alessandro Pascale) Perch\u00e9 anche un giornalista noto come Andrea Scanzi [1] si \u00e8 soffermato sul tema del rossobrunismo, descrivendolo peraltro impropriamente come un neologismo? Approfittiamone per fare chiarezza da un punto di vista marxista sul tema, gi\u00e0 trattato tangenzialmente in altre occasioni, come ad esempio nel passo seguente [2]: \u00absi \u00e8 assistito in effetti anche a questa sottile strategia messa in atto negli ultimi anni in Italia: alcuni settori della \u201csinistra\u201d, al&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":93,"featured_media":44758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/download.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-csw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47896"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/93"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47896"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47896\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47897,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47896\/revisions\/47897"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}