{"id":47938,"date":"2019-01-22T10:00:42","date_gmt":"2019-01-22T09:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47938"},"modified":"2019-01-20T10:10:14","modified_gmt":"2019-01-20T09:10:14","slug":"perche-la-lavatrice-ci-ha-cambiato-la-vita-piu-di-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47938","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la lavatrice ci ha cambiato la vita pi\u00f9 di internet"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LINKIESTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/variants\/f\/f\/8\/5\/ff8567ef-cbe7-4646-9490-83ced0a3b0a3_large.jpg?_636834735184272530\" alt=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/variants\/f\/f\/8\/5\/ff8567ef-cbe7-4646-9490-83ced0a3b0a3_large.jpg?_636834735184272530\" width=\"1067\" height=\"654\" \/><\/p>\n<figure><figcaption>\n<div>\n<div class=\"media-title\" style=\"text-align: justify;\">ODD ANDERSEN \/ AFP<\/div>\n<\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"bannerGeneric\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"LINKIESTA_IT_MWEB_OTHER_3_BTF\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"articleDetailContent\">\n<div class=\"lf\">\n<div class=\"lf-type2-3  lf-cal-a lf-size1 lf-width-normal lf-container lf-block\" style=\"text-align: justify;\" data-main-eref=\"photo:3f4e5d33-be09-4bcf-ad10-8d9dac6192aa\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<div class=\"lf-child lf-child-1\">\n<div class=\"   lf-height-auto lf-cal-a lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-media lf-picture lf-block\" data-main-eref=\"photo:3f4e5d33-be09-4bcf-ad10-8d9dac6192aa\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\" lazyloaded\" src=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/full\/3\/f\/4\/e\/3f4e5d33-be09-4bcf-ad10-8d9dac6192aa.jpg?_636834732800762758\" alt=\"23 Cose Che Non Ti Hanno Mai Detto Sul Capitalismo 350X485\" data-src=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/full\/3\/f\/4\/e\/3f4e5d33-be09-4bcf-ad10-8d9dac6192aa.jpg?_636834732800762758\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-child lf-child-2\">\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p>Ha-Joon Chang ha una missione: distruggere i falsi miti economici del mondo in cui viviamo. Ci avevano raccontato che il libero mercato, la globalizzazione e la tecnologia ci avrebbero portato prosperit\u00e0 e progresso, e allora com\u2019\u00e8 che siamo sprofondati in una crisi che non d\u00e0 segni di tregua? Chang ha 23 risposte a questa domanda. Prende ogni dogma della teoria economica neoliberista e lo rivolta come un guanto. Svela le verit\u00e0 e gli interessi che si nascondono dietro a ogni tesi economica e ci mostra come funziona veramente il sistema.<br \/>\nQualche esempio?<\/p>\n<p># il libero mercato non esiste<br \/>\n# la globalizzazione non sta arricchendo il mondo<br \/>\n# non viviamo in un mondo digitale, la lavatrice ha cambiato la vita pi\u00f9 di internet<br \/>\n# i paesi poveri sono pi\u00f9 intraprendenti di quelli ricchi<br \/>\n# i manager pi\u00f9 pagati non producono i migliori risultati<\/p>\n<p>Questo libro galvanizzante, ricco di fatti su denaro e uguaglianza, libert\u00e0 e avidit\u00e0, dimostra che il \u00ablibero\u00bb mercato non \u00e8 solo un male per le persone, ma \u00e8 anche un modo inefficiente di guidare le economie. <em>In <a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/23-cose-che-non-ti-hanno-mai-detto-sul-capitalismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo<\/a><\/em> Chang profila le alternative e fa intravedere una via d\u2019uscita dalla crisi. E ha ogni credenziale per farlo, perch\u00e9, come dice Martin Wolf dalle pagine del Financial Times, \u00abogni ortodossia ha bisogno di critici efficaci. Ha-Joon Chang \u00e8 probabilmente il critico pi\u00f9 efficace del neoliberismo oggi al mondo\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-closer\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"advSmartclip\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa ti dicono<\/em><br \/>\nLa recente rivoluzione nelle tecnologie della comunicazione rappresentata da internet ha cambiato radicalmente il modo in cui lavora il mondo. Ha provocato la \u00abfine della distanza\u00bb. In questo nuovo mondo \u00absenza frontiere\u00bb, le vecchie idee sugli interessi economici nazionali e sul ruolo dei governi nazionali non valgono pi\u00f9. La rivoluzione tecnologica definisce i caratteri dell\u2019epoca in cui viviamo, se i paesi (o le imprese o gli individui) non cambiano a una velocit\u00e0 corrispondente, saranno spazzati via. Noi tutti \u2013 individui, imprese o nazioni \u2013 dovremo diventare ancora pi\u00f9 flessibili e ci\u00f2 richiede una maggiore liberalizzazione dei mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa non ti dicono<\/em><br \/>\nNel percepire i cambiamenti tendiamo a vedere i pi\u00f9 recenti come i pi\u00f9 rivoluzionari, ma la nostra percezione \u00e8 spesso in contrasto con i fatti. L\u2019attuale progresso nella tecnologia delle telecomunicazioni non \u00e8 rivoluzionario, in senso relativo, quanto quello che avvenne alla fine del XIX secolo grazie alla telegrafia senza fili. Inoltre, in termini di conseguenze economiche e cambiamenti sociali, internet non \u00e8 stato (o almeno non finora) cos\u00ec importante come la lavatrice e altri elettrodomestici, che, riducendo di molto il tempo da dedicare alle faccende di casa, hanno permesso alle donne di entrare nel mercato del lavoro e virtualmente eliminato alcune professioni come il servizio domestico. Se guardiamo al passato con un cannocchiale a rovescio, sottostimiamo il vecchio e sovrastimiamo il nuovo, prendendo ogni genere di decisioni sbagliate sulla politica economica nazionale, le strategie aziendali e la nostra stessa carriera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In America Latina tutti hanno la cameriera<\/em><br \/>\nUn\u2019amica americana mi ha raccontato che in un suo libro di testo degli anni settanta c\u2019era scritto che \u00abin America Latina tutti hanno la cameriera\u00bb. Se ci pensate, \u00e8 logicamente impossibile. Anche le cameriere hanno la cameriera in America Latina? Forse c\u2019\u00e8 una specie di sistema di scambio di cameriere, di cui non ho mai sentito parlare, dove si fa a turno, in modo che tutti possano avere una domestica, ma non credo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 facile comprendere perch\u00e9 un autore americano possa uscirsene con un\u2019espressione del genere. In effetti nei paesi poveri una percentuale molto pi\u00f9 alta della popolazione ha una cameriera rispetto ai paesi ricchi. Qui, un insegnante o un giovane dirigente di una piccola azienda non si sognerebbe di avere una domestica fissa, ma \u00e8 probabile che i loro omologhi di un paese povero ne abbiano una, o anche due. Le statistiche sono complesse ma, secondo l\u2019Organizzazione internazionale del lavoro, il 7-8 per cento della forza lavoro in Brasile e il 9 in Egitto \u00e8 impiegato nel servizio domestico contro lo 0,7 in Germania, 0,6 negli Stati Uniti, 0,3 in Inghilterra e in Galles, 0,05 in Norvegia e 0,005 in Svezia (dati riferiti agli anni novanta, eccetto Norvegia e Germania agli anni duemila).1 Cos\u00ec, in proporzione, il Brasile ha 12-13 volte pi\u00f9 domestici degli Stati Uniti e l\u2019Egitto 1800 pi\u00f9 della Svezia. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi che molti americani ritengano che \u00abtutti\u00bb in America Latina abbiano la cameriera mentre uno svedese pensi che l\u2019Egitto sia invaso dai domestici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato interessante \u00e8 che negli attuali paesi ricchi la percentuale di manodopera impiegata nei lavori domestici in passato era simile a quella che troviamo attualmente nei paesi in via di sviluppo. Nel 1870, negli Stati Uniti circa l\u20198 per cento degli impiegati era a servizio come lavoratore domestico. Anche in Germania il rapporto era intorno all\u20198 per cento verso il 1890, sebbene sia poi diminuito velocemente. In Inghilterra e Galles, dove la cultura della \u00abservit\u00f9\u00bb sopravvisse pi\u00f9 a lungo che in altri paesi per la forza della classe dei proprietari terrieri, il rapporto era anche pi\u00f9 alto: tra il 1850 e il 1920 il 10-14 per cento della forza lavoro era impiegata nel servizio domestico. Se leggete i romanzi di Agatha Christie degli anni trenta, non \u00e8 solo il magnate della stampa assassinato nella sua biblioteca ad avere dei servitori, ma persino la zitella della media borghesia rimasta al verde, anche se di cameriera ne ha una sola (la quale frequenta un meccanico buono a nulla, che si scopre essere il figlio illegittimo del magnate della stampa, e viene anche lei assassinata a pagina 111 per essere stata cos\u00ec stupida da parlare di qualcosa che non avrebbe dovuto nemmeno vedere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragione principale per cui vi sono molti meno domestici nei paesi ricchi (naturalmente in proporzione) \u2013 anche se ovviamente non l\u2019unica, date le differenze culturali fra paesi con simili livelli di reddito, oggi e nel passato \u2013 \u00e8 il costo del lavoro. Con lo sviluppo economico, le persone (o piuttosto i servizi da loro offerti) diventano, in termini relativi, pi\u00f9 costose delle merci (<em>vedi #9<\/em>), e nei paesi ricchi il servizio domestico \u00e8 diventato un prodotto di lusso che solo i pi\u00f9 benestanti si possono permettere, mentre nei paesi in via di sviluppo \u00e8 ancora abbastanza a buon mercato e alla portata delle classi medio-basse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Entra in scena la lavatrice<\/em><br \/>\nOra, a parte l\u2019andamento dei prezzi relativi di persone e di merci, nel corso dell\u2019ultimo secolo la caduta della percentuale del personale di servizio nei paesi ricchi non sarebbe stata cos\u00ec drastica, se non fosse intervenuta l\u2019offerta di una serie di elettrodomestici, rappresentabile dalla lavatrice. Per quanto costoso (in termini relativi) possa essere assumere persone per fare il bucato, pulire e riscaldare la casa, cucinare, lavare i piatti, \u00e8 forza lavoro che si impiegherebbe ancora oggi se non fosse possibile svolgere tali mansioni con le macchine. O dovremmo impiegare il nostro tempo per farle da soli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le lavatrici hanno fatto risparmiare enormi quantit\u00e0 di tempo. I dati non sono facili da ricavare ma, secondo uno studio realizzato a met\u00e0 degli anni quaranta dalla U.S. Rural Electrification Administration, con l\u2019introduzione della lavatrice e della stiratrice elettrica il tempo per lavare 38 libbre (circa 17 chili) di bucato si era ridotto di 6 volte (da 4 ore a 41 minuti), e il tempo per stirarle di pi\u00f9 di 2 volte e mezzo (da 4 ore e mezza a un\u2019ora e tre quarti).2 Avere l\u2019acqua corrente ha significato risparmiare il tempo per andare a riempire i secchi (secondo lo United Nations Development Programme, in alcuni paesi in via di sviluppo vengono impiegate fino a 2 ore al giorno). Gli aspirapolvere hanno reso possibile pulire le nostre case meglio e in una frazione del tempo necessario una volta, quando dovevamo farlo con scope e stracci. Cucine, stufe e riscaldamento centrale hanno abbreviato di molto il tempo necessario per fare la legna, accendere il fuoco, tenerlo vivo e poi pulire il tutto dopo averlo adoperato per cucinare e riscaldarsi. Oggi nei paesi ricchi sono in molti ad avere anche la lavastoviglie, che nel 1906 il suo (futuro) inventore \u2013 un certo signor I.M. Rubinow, dipendente dello U.S. Department of Agriculture \u2013 in un articolo pubblicato sul <em>Journal of Political Economy <\/em>descrisse come \u00abuna vera benefattrice dell\u2019umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comparsa degli elettrodomestici, insieme all\u2019elettricit\u00e0, le condotte per l\u2019acqua e il gas, ha radicalmente trasformato il modo in cui vivono le donne, e di conseguenza anche gli uomini. Ha permesso a molte di accedere al mercato del lavoro. Negli Stati Uniti, per esempio, la percentuale di donne bianche sposate in piena et\u00e0 lavorativa (da 35 a 44 anni) impiegate fuori casa \u00e8 passata dai pochi punti percentuali di fine Ottocento a quasi l\u201980 per cento di oggi.3 La lavatrice ha cambiato drasticamente la struttura dell\u2019occupazione femminile permettendo alla societ\u00e0 di funzionare con molte meno persone addette ai servizi domestici. Per esempio, nel 1870 le donne impiegate come \u00abdomestiche o cameriere\u00bb (gran parte delle quali possiamo immaginare fossero domestiche piuttosto che cameriere, dato che mangiare fuori non era ancora molto diffuso) erano quasi il 50 per cento.4 L\u2019aumento della partecipazione al mercato del lavoro ha elevato lo <em>status<\/em> delle donne in casa e nella societ\u00e0, riducendo la preferenza per i figli maschi e aumentando gli investimenti nell\u2019educazione femminile, il che a sua volta ha fatto crescere ulteriormente la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Anche le laureate che decidono di stare a casa con i bambini godono fra le mura domestiche di uno <em>status<\/em> superiore: adesso sono credibili quando minacciano di lasciare i loro partner, visto che possono benissimo provvedere alla famiglia da sole. Con l\u2019opportunit\u00e0 di lavorare fuori di casa sono aumentati i costi del mantenimento dei bambini, quindi si fanno meno figli. Tutte queste circostanze hanno modificato le dinamiche della famiglia tradizionale, costituendo nel loro insieme un vero cambiamento epocale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente non sto dicendo che questi cambiamenti sono avvenuti soltanto \u2013 o principalmente \u2013 per le innovazioni nel campo degli elettrodomestici. Permettendo di controllare il momento e la frequenza delle nascite, anche la pillola e gli altri contraccettivi hanno avuto un importante impatto sulla formazione e la partecipazione al mercato del lavoro delle donne. Inoltre, a parit\u00e0 di tecnologia domestica, c\u2019\u00e8 nei paesi una diversa partecipazione femminile al mercato del lavoro e diverse strutture occupazionali, a seconda delle convenzioni sociali sull\u2019ammissibilit\u00e0 del lavoro delle donne della classe media (quelle povere hanno sempre lavorato), degli incentivi fiscali per il lavoro femminile e per la cura dei bambini e della disponibilit\u00e0 di asili nido economici. Detto questo, \u00e8 pur sempre vero che senza la lavatrice (e gli altri elettrodomestici) il mutamento del ruolo delle donne nella societ\u00e0 e nella famiglia non sarebbe stato cos\u00ec radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La lavatrice batte internet<\/em><br \/>\nIn confronto ai cambiamenti provocati da lavatrice &amp; Co., l\u2019impatto di internet, che molti pensano abbia totalmente cambiato il mondo, non \u00e8 stato cos\u00ec fondamentale \u2013 almeno non per il momento. Certo, ha trasformato il modo in cui la gente passa il suo tempo libero: navigando in rete, chattando con gli amici su Facebook, parlando con loro su Skype, sfidandosi in un gioco online a 5000 chilometri di distanza e cos\u00ec via. Ha inoltre migliorato di molto l\u2019efficienza con la quale possiamo trovare informazioni sulla nostra polizza assicurativa, sulle vacanze, sui ristoranti e sempre di pi\u00f9 anche sul prezzo dei broccoli e dello shampo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, se parliamo dei processi di produzione, non \u00e8 chiaro quanto rivoluzionario sia stato l\u2019impatto. Certamente internet ha cambiato profondamente il modo di lavorare di qualcuno. Lo so per esperienza. Grazie a internet sono stato capace di scrivere un intero libro, con la mia amica e coautrice, la professoressa Ilene Grabel che insegna a Denver, nel Colorado, facendo un unico incontro faccia a faccia e un paio di telefonate.5 Tuttavia, per molte altre persone internet non ha avuto un risvolto significativo sul proprio rendimento. Gli studi faticano a dimostrare l\u2019impatto positivo di internet sulla produttivit\u00e0 complessiva; come ha scritto Robert Solow, premio Nobel per l\u2019economia: \u00abL\u2019evidenza \u00e8 dappertutto tranne che nei numeri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 pensare che il mio confronto sia scorretto. Gli elettrodomestici di cui ho parlato hanno avuto almeno qualche decennio, a volte un secolo, per fare meraviglie, mentre internet appena vent\u2019anni. Questo \u00e8 in parte vero. Come l\u2019illustre storico della scienza, David Edgerton, scrisse nel suo affascinante libro <em>The Shock of the Old: Technology and Global History since 1900<\/em>, il massimo uso di una tecnologia, e quindi il massimo impatto, avviene spesso decenni dopo la sua invenzione. Ma anche solo in termini di effetti immediati dubito che internet sia la tecnologia rivoluzionaria che molti pensano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Internet viene battuto dal telegrafo<\/em><br \/>\nPoco prima dell\u2019avvento del servizio telegrafico intercontinentale (correva l\u2019anno 1866), perch\u00e9 un messaggio giungesse dall\u2019altra parte dell\u2019oceano ci volevano tre settimane, il tempo necessario per attraversare l\u2019Atlantico in barca a vela. Anche viaggiando ad \u00abalta velocit\u00e0\u00bb con le navi a vapore (che non si diffusero fino al 1890) bisognava calcolare almeno due settimane (allora il record delle traversate era di otto-nove giorni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il telegrafo, il tempo di trasmissione per un messaggio di, poniamo, 300 parole fu ridotto a 7-8 minuti. Poteva anche essere pi\u00f9 veloce: il 4 dicembre 1861 il <em>New York Times <\/em>scrisse che il discorso sullo stato dell\u2019Unione di Abraham Lincoln di 7578 parole fu trasmesso da Washington al resto del paese in 92 minuti, con una media 82 parole al minuto, velocit\u00e0 che avrebbe permesso di inviare il nostro messaggio di 300 parole in meno di 4 minuti. Ma quello fu un record, vista la media di pi\u00f9 di 40 parole al minuto, e cio\u00e8 7 minuti e mezzo per un messaggio di 300 parole. Una riduzione di tempo da due settimane a 7 minuti e mezzo significa un aumento della velocit\u00e0 di 2500 volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Internet invece ha ridotto il tempo di trasmissione di un messaggio di 300 parole dai 10 secondi del fax a, diciamo, 2 secondi, pari a 5 volte. Il risparmio di tempo \u00e8 maggiore per i messaggi pi\u00f9 lunghi: si pu\u00f2 spedire un documento di 30000 parole che avrebbe impiegato pi\u00f9 di 16 minuti (o 1000 secondi) con il fax in 10 secondi (considerato che deve essere caricato), a una velocit\u00e0 di trasmissione 100 volte maggiore. Siamo ben lontani per\u00f2 dal risparmio 2500 volte maggiore consentito dal telegrafo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, le caratteristiche rivoluzionarie di internet sono altre. Ci permette di inviare fotografie ad alta velocit\u00e0 (cosa che il telegrafo non pu\u00f2 fare rendendo cos\u00ec necessaria una trasmissione fisica), pu\u00f2 essere accessibile da molti luoghi e non solo dagli uffici postali e, cosa pi\u00f9 importante, consente di cercare le informazioni che vogliamo in un gran numero di fonti. Tuttavia, in termini di mera accelerazione della velocit\u00e0, non \u00e8 cos\u00ec rivoluzionario come l\u2019umile telegrafo (neppure senza fili).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sovrastimiamo di gran lunga gli effetti di internet solo perch\u00e9 in questo momento li tocchiamo con mano. E non siamo i soli. Tutti gli esseri umani tendono a rimanere affascinati dalle nuove tecnologie. Gi\u00e0 nel 1944 George Orwell criticava la gente che si esaltava per \u00abl\u2019abolizione della distanza\u00bb e la \u00abscomparsa delle frontiere\u00bb grazie all\u2019aeroplano e alla radio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Guardare i cambiamenti in prospettiva<\/em><br \/>\nLa gente pensa erroneamente che internet abbia effetti molto pi\u00f9 importanti del telegrafo o della lavatrice. Ok, e allora? Che importanza ha se si \u00e8 pi\u00f9 colpiti dai cambiamenti recenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questa distorsione di prospettiva fosse solo una questione di opinioni non sarebbe importante, certo. Ma queste prospettive distorte hanno effetti reali, in quanto provocano un uso sconsiderato di risorse gi\u00e0 scarse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fascino della rivoluzione ICT (Information and Communication Technology) ha fatto erroneamente concludere a qualche paese ricco \u2013 Stati Uniti e Gran Bretagna in testa \u2013 che fabbricare cose sia <em>d\u00e9mod\u00e9<\/em>, e che si debba cercare di vivere di sole idee. Come spiegher\u00f2 nel nono capitolo (<em>vedi #9<\/em>), la fede in una \u00absociet\u00e0 postindustriale\u00bb li ha portati a trascurare il settore manifatturiero, con conseguenze negative per le loro economie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In modo ancora pi\u00f9 preoccupante, la fascinazione che internet ha esercitato sulla gente nei paesi ricchi ha spinto la comunit\u00e0 internazionale a preoccuparsi del \u00abdigital divide\u00bb, ossia del \u00abdivario digitale\u00bb tra paesi ricchi e poveri. Questo ha fatto s\u00ec che imprese, fondazioni filantropiche e individui facessero donazioni per l\u2019acquisto di computer e modem. Il problema, per\u00f2, \u00e8 se questo sia davvero ci\u00f2 di cui i paesi in via di sviluppo hanno pi\u00f9 bisogno. Forse destinare i contributi per attivit\u00e0 meno di moda come scavare pozzi, estendere la rete elettrica o fabbricare lavatrici pi\u00f9 a buon mercato migliorerebbe la vita della gente pi\u00f9 che dare a ogni bambino un computer portatile o aprire internet point nei villaggi rurali. Non dico che queste cose siano <em>necessariamente<\/em> pi\u00f9 importanti, ma molti donatori si sono prodigati in programmi stravaganti senza valutare attentamente i costi e i benefici a lungo termine di un uso diverso dei loro soldi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare ancora un altro esempio, il fascino del nuovo ha indotto la gente a credere che i recenti cambiamenti nelle tecnologie della comunicazione e dei trasporti siano cos\u00ec rivoluzionari che noi ora viviamo in un \u00abmondo senza confini\u00bb, come recita il titolo del famoso libro di Kenichi Ohmae, il guru giapponese del management.6 Negli ultimi vent\u2019anni, molte persone sono state indotte a credere che qualsiasi cambiamento di oggi sia il risultato di un gigantesco progresso tecnologico, al quale \u00e8 anacronistico opporsi. Sulla base di tali convinzioni, molti stati hanno eliminato alcune regole fondamentali volte a limitare i flussi internazionali di capitale, lavoro e merci \u2013 con pessimi risultati (<em>vedi #7 e #8<\/em>). Tuttavia, come ho spiegato, i recenti cambiamenti nelle telecomunicazioni non sono rivoluzionari quanto le corrispondenti innovazioni di un secolo fa. E il mondo, bench\u00e9 le tecnologie di comunicazione e trasporto fossero molto meno sviluppate, era pi\u00f9 globalizzato un secolo fa di quanto lo fosse tra gli anni sessanta e ottanta, periodo in cui i governi, specie nei paesi pi\u00f9 potenti, hanno creduto nella rigida regolamentazione dei flussi internazionali. Il grado di globalizzazione (in altre parole, l\u2019apertura delle nazioni) \u00e8 stato determinato dalla politica piuttosto che dalla tecnologia. Ma lasciando che la nostra prospettiva venga distorta dalla fascinazione tecnologica non siamo in grado di comprenderlo e finiamo per mettere in pratica politiche sbagliate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tirando le somme, capire le tendenze tecnologiche \u00e8 sicuramente molto importante per decidere correttamente le politiche economiche sia a livello nazionale che internazionale (e per fare le giuste scelte di carriera a livello individuale). Tuttavia, la seduzione delle innovazioni e la sottostima per quello che \u00e8 gi\u00e0 diventato di uso comune possono portare, e in effetti hanno portato, a decisioni sbagliate. Ho espresso questa opinione in modo deliberatamente provocatorio, confrontando l\u2019umile lavatrice con l\u2019intoccabile internet, ma i miei esempi dovrebbero avervi mostrato che le modalit\u00e0 con cui le forze tecnologiche hanno dato forma agli sviluppi economici e sociali del capitalismo sono molto pi\u00f9 complesse di quanto normalmente si creda.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2019\/01\/20\/perche-la-lavatrice-ci-ha-cambiato-la-vita-piu-di-internet\/40804\/?fbclid=IwAR0OqtrMxQCxJdf6-9vnJlmHdDOcYkMaXSBS3RWpwCrxM1qcDtfjpYTMTNo\">https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2019\/01\/20\/perche-la-lavatrice-ci-ha-cambiato-la-vita-piu-di-internet\/40804\/?fbclid=IwAR0OqtrMxQCxJdf6-9vnJlmHdDOcYkMaXSBS3RWpwCrxM1qcDtfjpYTMTNo<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Redazione) &nbsp; ODD ANDERSEN \/ AFP Ha-Joon Chang ha una missione: distruggere i falsi miti economici del mondo in cui viviamo. Ci avevano raccontato che il libero mercato, la globalizzazione e la tecnologia ci avrebbero portato prosperit\u00e0 e progresso, e allora com\u2019\u00e8 che siamo sprofondati in una crisi che non d\u00e0 segni di tregua? Chang ha 23 risposte a questa domanda. Prende ogni dogma della teoria economica neoliberista e lo rivolta come un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":39278,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/052e95e0-948c-49ad-98fd-63304885245c_large.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ctc","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47938"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47938"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47938\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47940,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47938\/revisions\/47940"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47938"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47938"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47938"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}