{"id":47944,"date":"2019-01-21T10:00:45","date_gmt":"2019-01-21T09:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47944"},"modified":"2019-01-20T20:32:56","modified_gmt":"2019-01-20T19:32:56","slug":"laustralia-non-teme-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47944","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;Australia non teme la Cina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>LIMES (Giorgio Cuscito)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full wp-post-image\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2018\/10\/anglosfera_petroni_1018.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali\" width=\"776\" height=\"517\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carta di Laura Canali\u00a0 &#8211; 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/sezione-rubrica\/bollettino-imperiale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">BOLLETTINO IMPERIALE<\/a><\/strong> Conversazione con Robert (Bob) Carr, gi\u00e0 ministro degli Esteri australiano, direttore dell\u2019Istituto per le relazioni Australia-Cina (Acri) presso l\u2019Universit\u00e0 della Tecnologia di Sidney.<\/p>\n<div class=\"detail\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES<\/strong> <strong>Pu\u00f2 spiegarci perch\u00e9 sono aumentate le tensioni tra Australia e Cina e quale \u00e8 lo stato attuale delle relazioni tra i due paesi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR<\/strong>. Canberra ha assunto toni critici verso la Repubblica Popolare <a href=\"https:\/\/www.australiachinarelations.org\/content\/why-has-australia-declared-rhetorical-war-china-0\">all\u2019inizio del 2017<\/a>, quando l\u2019allora primo ministro Malcolm Turnbull e il ministro degli Esteri Julie Bishop hanno pronunciato discorsi molto duri nei confronti di Pechino. Di fatto, avevano dichiarato una guerra retorica alla Cina, il cui culmine \u00e8 stato raggiunto nel <a href=\"https:\/\/www.australiachinarelations.org\/content\/australias-tilt-china-update\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dicembre 2017<\/a>. Quel mese, Turnbull ha annunciato nuove leggi per prevenire lo spionaggio e l\u2019influenza straniera in seguito alla divulgazione di preoccupanti rapporti circa le attivit\u00e0 di spionaggio cinese nel nostro paese. In parlamento, il primo ministro ha detto che gli australiani dovevano \u201csollevarsi\u201d contro l\u2019influenza di Pechino per affermare la loro sovranit\u00e0. Turnbull ha paragonato questo incitamento a quello che Mao rivolse ai cinesi quando fond\u00f2 la Repubblica Popolare. La dichiarazione, tutt\u2019altro che diplomatica, fu uno schiaffo in faccia a Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cavallo tra il 2017 e il 2018,\u00a0Canberra ha tentato di ricostruire i rapporti e le tensioni con la Cina si sono allentate. <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2018\/feb\/22\/china-is-no-threat-to-australia-turnbull-says-before-visit-to-us\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Turnbull<\/a> non ha appoggiato Washington quando quest\u2019ultima ha dichiarato che la Repubblica Popolare \u00e8 un rivale strategico. Tale definizione non rispecchia la prospettiva australiana poich\u00e9 Pechino non ha intenti ostili nei nostri confronti. Scott Morrison, succeduto a Turnbull nell\u2019agosto 2018, ha cercato di dare seguito al disgelo delle relazioni sino-australiane. Per esempio, ha preso le distanze dalle misure prese da gli Usa contro la Cina sul piano commerciale ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES<\/strong> <strong>Eppure Canberra ha adottato alcune misure rigide nei confronti della Repubblica Popolare, per esempio ha impedito a <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-usa-pacifico-australia-huawei-italia-antartico-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Huawei<\/a> e Zte di costruire la rete 5G sul proprio territorio\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR<\/strong> Gli Usa sono riusciti a convincere gli altri membri dei <em>Five Eyes <\/em>(Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia) che \u00e8 rischioso permettere alle aziende cinesi di sviluppare la loro rete 5G. Il recente cambio di atteggiamento del Regno Unito e del Canada nei confronti di Pechino \u00e8 molto significativo. Mi auguro che Canberra non abbia escluso Huawei solo perch\u00e9 glielo hanno chiesto gli americani. Non so quale sia la valutazione del governo australiano e non ho visto le analisi di sicurezza circa le attivit\u00e0 di questa azienda, ma chiaramente coloro che lo hanno fatto le hanno prese seriamente in considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES<\/strong> <strong>L\u2019Australia considera la Cina una minaccia ai propri interessi nazionali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR<\/strong> Il governo e la popolazione non vedono la Cina in questo modo. Secondo un sondaggio <a href=\"https:\/\/www.lowyinstitute.org\/publications\/2018-lowy-institute-poll\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pubblicato<\/a> dal Lowy Institute a giugno, l\u201982% degli australiani percepise questo paese come un\u2019opportunit\u00e0 economica piuttosto che un pericolo sul piano militare. Il dato in questione ha registrato un aumento di cinque punti percentuali rispetto ai due anni precedenti, malgrado i media occidentali abbiano alimentato il panico nei confronti della Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Canberra intende cogliere i vantaggi derivanti dalle relazioni economiche con la Repubblica Popolare, tenendo conto dell\u2019aumento delle tensioni tra Washington e Pechino. Ad ogni modo, Mike Pence e James Mattis (il vicepresidente e l\u2019allora segretario di Stato Usa, ndr) hanno detto che la sopramenzionata rivalit\u00e0 strategica non implica l\u2019ostilit\u00e0. Con questa affermazione, hanno in sostanza invitato gli alleati a mantenere i rapporti economici con la Repubblica Popolare, consolidando allo stesso tempo <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/langlosassone-australia-non-sara-mai-cinese\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quelli securitari con gli Stati Uniti<\/a>. Ci\u00f2 offre a Canberra la possibilit\u00e0 di continuare a interagire con Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES Il dialogo quadrilaterale di sicurezza (quad) composto da Usa, Australia, India, Giappone rappresenta una misura concreta per contenere la Cina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR<\/strong> Penso che il quad serva a dimostrare che i paesi coinvolti potrebbero adottare una risposta strategica comune qualora la Cina diventasse pi\u00f9 assertiva. L\u2019Australia non ha partecipato all\u2019incontro <a href=\"https:\/\/timesofindia.indiatimes.com\/india\/in-first-ever-trilateral-summit-india-japan-us-focus-on-inclusive-indo-pacific\/articleshow\/66889722.cms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">avvenuto<\/a> lo scorso novembre a margine del G20 e a cui hanno partecipato gli altri tre paesi. Inoltre, Giappone e India continuano a dialogare bilateralmente con la Cina sul piano politico ed economico. <a href=\"https:\/\/www.iiss.org\/events\/2018\/07\/wuhan-summit-impact-on-india-china-relations\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019incontro tra Xi e Modi<\/a> svoltosi a Wuhan lo scorso maggio \u00e8 stato piuttosto cordiale, dimostrando che le politiche di Delhi non sono decise da Washington. Anche Abe ha cercato di avere <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-e-giappone-parlano-da-amici-pensano-da-rivali-incontro-xi-abe-nuove-vie-seta-ottobre-2018\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporti pi\u00f9 distesi<\/a> con Pechino. Non aveva alternative visto che Trump ha gestito la crisi coreana senza consultare Tokyo nella maggior parte delle occasioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES<\/strong> <strong>I timori verso la Cina emersi in Australia hanno avuto conseguenze sul piano culturale e accademico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR <\/strong>Nel 2017, il \u201cpanico nei confronti della Cina\u201d ha pervaso i media, ma gli episodi che l\u2019hanno generato sono sparuti. <a href=\"https:\/\/www.lowyinstitute.org\/the-interpreter\/study-controversy-chinese-students-australia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Si \u00e8 asserito<\/a> che gli studenti cinesi operano per conto del Partito comunista. La moltitudine di articoli giornalistici pubblicati a riguardo si basa solo <a href=\"https:\/\/www.australiachinarelations.org\/sites\/default\/files\/20171123%20ACRI%20Research_Chinese%20students%20in%20Australia_A%20critical%20examination%20of%20recent%20media%20coverage.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">su quattro casi<\/a> in cui studenti della Repubblica Popolare hanno criticato i loro professori per ci\u00f2 che avevano detto sul loro paese. Quattro casi sono veramente pochi se si pensa che i cinesi iscritti nelle universit\u00e0 australiane <a href=\"https:\/\/internationaleducation.gov.au\/research\/DataVisualisations\/Pages\/nationalitySummary.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sono<\/a> oltre 200 mila. Le loro spese rappresentano <a href=\"https:\/\/internationaleducation.gov.au\/research\/Research-Snapshots\/Documents\/Export%20Income%20CY%202017.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la prima fonte<\/a> di entrate da attivit\u00e0 di istruzione internazionale del nostro paese. Il turismo proveniente da questo paese e la formazione offerta ai suoi studenti genera pi\u00f9 reddito dell\u2019esportazione di beni verso la Repubblica Popolare, la quale resta tuttavia molto alta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro caso di \u201cpanico verso la Cina\u201d si \u00e8 registrato <a href=\"https:\/\/www.abc.net.au\/news\/2015-10-15\/adf-concerned-over-darwin-port-sale-to-chinese-owned-company\/6855182\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel 2016<\/a>, quando l\u2019azienda cinese Landbridge ha preso il controllo del porto di Darwin per un periodo di 99 anni. Eppure gli apparati di sicurezza hanno respinto l\u2019ipotesi secondo cui ci\u00f2 avrebbe facilitato lo spionaggio cinese. Gli Usa hanno perfino commissionato segretamente un sondaggio per verificare l\u2019opinione degli australiani su questo argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 naturale che la prorompente ascesa cinese induca gli altri paesi a provare timore. \u00a0Tuttavia, dobbiamo distinguere tra la paura ingiustificata e i dossier pi\u00f9 sensibili, come il Mar Cinese Meridionale e la Belt and Road Initiative (le <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/2018-nuove-vie-della-seta-cina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuove vie della seta<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES<\/strong> <strong>La Cina cerca di aumentare la presenza in Papua Nuova Guinea e Vanuatu, che tradizionalmente rientrano nella sfera d\u2019influenza australiana. \u00c8 un problema per Canberra?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR <\/strong>L\u2019Australia non vuole perdere la sua influenza nei paesi arcipelagici a beneficio della Cina. Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 Canberra <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-usa-pacifico-australia-huawei-italia-antartico-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">abbia annunciato<\/a> un nuovo investimento in collaborazione con gli Usa nella base militare di Manus in Papua Nuova Guinea. Inoltre,\u00a0Canberra ha manifestato la sua preoccupazione quando \u00e8 emersa la possibilit\u00e0 di una base cinese a Vanuatu. In un contesto di cooperazione con Pechino, possiamo farle comprendere che \u00e8 pi\u00f9 conveniente preservare i rapporti con noi piuttosto che cercare di espandere la propria influenza in un\u2019area geografica in cui la sua presenza \u00e8 cos\u00ec limitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Canberra inoltre\u00a0sostiene la libert\u00e0 di navigazione e non riconosce la cosiddetta \u201clinea dei dieci tratti\u201d con cui Pechino marca le <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/dispute-marittime-intorno-alla-cina-2\/77717\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rivendicazioni<\/a> nel Mar Cinese Meridionale. Tuttavia, l\u2019Australia ha messo in chiaro che non intende condurre operazioni di navigazione con Washington a largo delle isole artificiali cinesi. Dal canto suo, Pechino dovrebbe cercare di allentare la tensione, mettere da parte le dispute marittime, aderire a quanto previsto dal diritto internazionale e trovare un accordo con gli altri paesi rivieraschi per lo sfruttamento congiunto delle risorse in queste acque.<\/p>\n<div id=\"attachment_110096\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/langlosassone-australia-non-sara-mai-cinese\/incubi_australiani_1118-2\" rel=\"attachment wp-att-110096\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-110096\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2018\/12\/incubi_australiani_11181.png\" alt=\"Carta di Laura Canali\" width=\"809\" height=\"809\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali \u2013 2018<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES L\u2019Australia non partecipa ufficialmente alle nuove vie della seta eppure lo Stato di Victoria ha firmato un memorandum di adesione con Pechino. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR<\/strong> Il memorandum d\u2019intesa firmato dallo Stato di Victoria \u00e8 semplicemente una dichiarazione d\u2019intenti, priva di contenuti. Lo stesso vale per quello firmato dalla Nuova Zelanda. Canberra vorrebbe dare inizio a un flusso di progetti infrastrutturali specifici e trasparenti, che stimolino il coinvolgimento del settore privato australiano. In questo modo, \u00e8 possibile superare la diffidenza domestica nei confronti della Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LIMES<\/strong> <strong>Che posizione dovrebbe avere l\u2019Australia nella competizione tra Cina e Usa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARR <\/strong>Se degenerasse, la guerra economica sino-statunitense danneggerebbe l\u2019economia mondiale.\u00a0Dovremmo suggerire a Washington di evitare la collisione. Un terzo delle esportazioni australiane \u00e8 diretto verso la Cina.\u00a0 Se l\u2019economia cinese smettesse di crescere, ci\u00f2 si ripercuoterebbe sul nostro paese e potrebbe addirittura determinarne la recessione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/australia-cina-usa-bob-carr-intervista\">http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/australia-cina-usa-bob-carr-intervista<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (Giorgio Cuscito) Carta di Laura Canali\u00a0 &#8211; 2018 BOLLETTINO IMPERIALE Conversazione con Robert (Bob) Carr, gi\u00e0 ministro degli Esteri australiano, direttore dell\u2019Istituto per le relazioni Australia-Cina (Acri) presso l\u2019Universit\u00e0 della Tecnologia di Sidney. LIMES Pu\u00f2 spiegarci perch\u00e9 sono aumentate le tensioni tra Australia e Cina e quale \u00e8 lo stato attuale delle relazioni tra i due paesi? CARR. 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