{"id":47947,"date":"2019-01-21T08:00:16","date_gmt":"2019-01-21T07:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47947"},"modified":"2019-01-20T22:25:52","modified_gmt":"2019-01-20T21:25:52","slug":"la-funzione-del-pensiero-complesso-nellera-della-complessita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47947","title":{"rendered":"La funzione del pensiero complesso nell&#8217;era della complessit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<p><em>Credo che il prossimo sar\u00e0 il secolo della complessit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>S. Hawking, 2000<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>L\u2019intero \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 delle parti.<\/em><\/p>\n<p>Aristotele, Metafisica, IV secolo a.e.v.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il semplice \u00e8 sempre falso, ci\u00f2 che non lo \u00e8, \u00e8 inutilizzabile.<\/em><\/p>\n<p>P. Valery<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0<strong>cultura della complessit\u00e0<\/strong>\u00a0si \u00e8 sviluppata in Occidente a pi\u00f9 ondate a partire dal dopoguerra e piano piano, si \u00e8 ampliata a praticamente tutti i campi di studio nei quali di declina la nostra conoscenza, dalla fisica alla metafisica, passando invariabilmente, seppur con adattamenti specifici, dalle scienze dure a quelle umane ai saperi umanistici. Per questo la chiamiamo \u201ccultura\u201d, perch\u00e9 non \u00e8 un paradigma specifico di una disciplina che vuole colonizzare le altre, ma una impostazione generale del pensiero umano qualsiasi sia l\u2019oggetto che si d\u00e0. Ovviamente se il pensiero ha sentito questa esigenza riformista \u00e8 perch\u00e9 i suoi oggetti hanno reclamato analisi e comprensioni adeguate alla loro natura, natura che si \u00e8 disvelata nel tempo. Gli stessi oggetti (atomi, molecole, cellule, organi ed organismi, individui e loro relazioni sociali, economiche, culturali e politiche, financo stati o forme di civilizzazione, ecologie, linguaggio, storie e narrazioni e molto altro), dopo esser stati trattati per molto tempo secondo certe forme standard del pensiero moderno, ci hanno mostrato lati del loro essere statico e viepi\u00f9 dinamico, che chiamavano forme pi\u00f9 ampie di analisi ed interpretazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, non sempre \u00e8 possibile o utile ridurre una cosa o un fenomeno al sottostante, le cose o i fenomeni sono il risultato di tutte le parti tra loro in relazione che le compongono cos\u00ec che, come gi\u00e0 aveva intuito Aristotele \u201cL\u2019intero \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 delle parti\u201d. Non sempre si pu\u00f2 esser precisi in forma determinista, negli inquadramenti generali \u00e8 preferibile rimanere al livello che diciamo \u201cgrana grossa\u201d, facendo ipotesi statistiche e probabilistiche. Non sempre le cause sono della stessa intensit\u00e0 degli effetti, spesso le cause sono plurali ed i loro effetti possono retroagire sulla stessa causazione. I testi prendono significato diverso se messi in relazione ai contesti, il tempo \u2013 la storia \u2013 dell\u2019esistenza di un oggetto o di manifestazione di un fenomeno \u00e8 importante e spesso ha radici molto lunghe mentre altre volte il cambiamento avviene in tempi molto brevi, a salti. Oggetti e fenomeni spesso possono esser di pertinenza di diversi campi di studio, dicotomie utili inizialmente al pensiero per distinguere rischiano nel tempo e nella realt\u00e0 di diventare opposizioni intrascendibili al variare delle condizioni in cui sono state originariamente pensate. Le \u201ccose\u201d sono importanti ma lo sono anche le relazioni interne\/esterne che le compongono, spesso entit\u00e0 particolarmente complesse emergono proprio da questa rete di relazioni e la loro stessa complessit\u00e0 macro, emerge da regole di relazioni tra le sue parti molto semplici. Tutte le forme biologiche sottostanno al vincolo adattivo ad un contesto che \u00e8 sempre in cambiamento, ogni essere \u00e8 in divenire. Questo e molto, molto altro ancora, un condensato dei principali guadagni del recente sviluppo della cultura della complessit\u00e0 che va riferita alla conoscenza umana in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due impostazioni connotano questa nuova forma del pensiero pi\u00f9 di ogni altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 che ci siamo resi conto negli ultimi decenni che praticamente ogni oggetto fisico o mentale dato al pensiero, \u00e8 pensabile e descrivibile come un\u00a0<strong>sistema<\/strong>. Ogni oggetto o fenomeno \u00e8 scomponibile in parti tra loro in relazione, spesso in relazione reciproca cio\u00e8 in interrelazione. Vale andando verso il suo interno, come per l\u2019esterno, quello che leggiamo sono sistemi fatti di sistemi e collegati ad altri sistemi in ambienti-contesti-sistemi maggiori. Ogni sistema \u00e8 al contempo aperto e chiuso, se non fosse perimetrato non si distinguerebbe da ci\u00f2 che ha intorno, se non fosse anche aperto sarebbe una monade che \u00e8 un concetto pensabile che per\u00f2 non si rinviene nel mondo reale.\u00a0 Ogni cosa che diciamo \u201cuna\u201d \u00e8 anche molteplice al suo interno come nelle relazioni che ha al suo esterno. La prima impostazione \u00e8 quindi ci\u00f2 che chiamiamo \u201csistemica\u201d, una rete a volte inestricabile da cui traiamo momentaneamente un oggetto o fenomeno isolandolo dalla sua condizione naturale interconnessa, per leggerlo pi\u00f9 da vicino, in forma semplificata ed unificata. Questo \u00e8 naturale per via dei limiti che hanno le nostre forme cognitive, l\u2019importante \u00e8 ricordarsi e poi tenere conto che l\u2019atto di estrazione \u00e8 arbitrario e che la reale natura di ci\u00f2 che analizziamo \u00e8 ben pi\u00f9 ampia e dipendente da ci\u00f2 a cui \u00e8 naturalmente collegato, oltrech\u00e9 influita dalle forme stesse che organizzano la nostra cognizione di osservatori attivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda \u00e8 che sebbene la forma generale della umana conoscenza si sia evoluta per discipline e poi sotto-discipline e specializzazioni che riducono viepi\u00f9 la dimensione e l\u2019ampiezza di inquadramento\u00a0 degli oggetti o dei fenomeni, nel suo complesso, il mondo di \u201ctutto ci\u00f2 che \u00e8\u201d non risponde a questa forma. Di per loro, oggetti e fenomeni, vivono intrecciati tra loro e mostrano spesso tanti aspetti quanti sono le discipline in cui decliniamo la conoscenza. L\u2019essere umano, ad esempio, oltrech\u00e9 esser fatto di relazioni affettive, sociali, economiche, politiche, linguistico-culturali, di culto e credenza, storiche o meglio geo-storiche, oltre ad essere tanto emotivo quanto razionale, tanto nel conscio quanto nell\u2019inconscio, volitivo non meno che condizionato, individuale quanto sociale, \u00e8 fatto anche di DNA ereditato con possibili \u2013 casuali \u2013 modificazioni, cellule, chimica, elettricit\u00e0, molecole ed atomi, flussi e stati. L\u2019essere umano \u00e8 l\u2019oggetto principe di una ampia declinazione che dal fisico arriva al metafisico. La cultura della complessit\u00e0, lungi dal voler negare l\u2019utilit\u00e0 di separare, ridurre e cercar di determinare ove necessario ed utile, apre parallelamente all\u2019esplorazione del riconnettere, ampliare, comprendere a gran grossa cercando di metterci dentro quanto pi\u00f9 e possibile di ci\u00f2 che \u00e8 dentro e fuori all\u2019oggetto o fenomeno per ricostruirne la sua \u201cnatura intera\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sistemica ed\u00a0<strong>approcci multi-intra-inter-disciplinari<\/strong>\u00a0quindi sono i due assi principali in cui si sviluppa questa cultura che intende completare con un\u2019altra dimensione quella pi\u00f9 tradizionale che ereditiamo dai secoli passati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni, si \u00e8 viepi\u00f9 reso evidente a tutti che il mondo complessivamente inteso sta velocemente evolvendo il suo ordine non senza qualche effetto caotico, dove il caos ed in particolare la zona intermedia tra ordine e disordine, \u00e8 un fenomeno tipico di ci\u00f2 di cui si occupa parte del pensiero complesso. La ricerca scientifica pura e la sua applicazione in tecniche, dalla quantistica che presto arriver\u00e0 all\u2019informatica, ai nuovi materiali, all\u2019Intelligenza Artificiale, dalle reti a gli sciami, l\u2019algoritmica e la computazione che evolvono la Teoria dell\u2019informazione nata in ambiente \u201ccomplesso\u201d non meno che le evoluzioni della Teoria del caos e delle catastrofi, l\u2019ingegneria dei sistemi, i nuovi materiali e la rivoluzione biologica delle genetica e dell\u2019epigenetica, della biologia molecolare e lo studio dei sistemi adattivi, la grande stagione di ricerche sul cognitivo ed il bio-psichico, sono in piena evoluzione esplosiva. Ma lo sono anche certa paleontologia e paleoantropologia, l\u2019ecologia, la sociologia sistemica, l\u2019 economia che fa i conti col Secondo principio della termodinamica e con nuove descrizioni dell\u2019agente dalla razionalit\u00e0 imperfetta, i sistemi manageriali non meno di quelli politici, la nuova scienza delle citt\u00e0, Internet, la geopolitica e le relazioni internazionali, il dialogo inter e multi-culturale, lo studio della storia profonda e della storia davvero mondiale, l\u2019immancabile riflessione filosofica che accompagna sempre lo sviluppo del pensiero umano. Questa esplosione cognitiva sta accompagnando parallela il cambiamento del mondo, in molti casi vi contribuisce. Ma in che direzione il mondo sta cambiando?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo 1,5 miliardi solo ai primi del secolo scorso ed i 7,5 miliardi di oggi diverranno forse poco meno di 10 tra trenta anni. Nel mondo, erano solo cinquanta gli stati formalizzati al 1950, oggi sono duecento. Sebbene le interrelazioni tra gruppi umani esistessero gi\u00e0 nel Paleolitico, non v\u2019\u00e8 dubbio che dal 1492 in poi, ci siano state progressive ondate di sempre crescente interconnessione e condivisione, cooperazione e competizione, fino all\u2019esplosione delle relazioni commerciali e finanziarie che chiamiamo \u201cglobalizzazione\u201d che nella sua precipua forma \u00e8 fenomeno recente, meno di quaranta anni. Cos\u00ec per l\u2019impianto e diffusione dei media mondiali ed Internet in particolare. Se dall\u2019inizio delle prime forme di societ\u00e0 complesse (3000 a.e.v.) al 2003 si \u00e8 calcolato noi si sia prodotto cinque exabyte di dati, la stessa quantit\u00e0 oggi la produciamo in due soli anni. Per non parlare dello sviluppo dei mezzi meccanici (aerei, navi, treni, veicoli) che oggi ci portano da qui e l\u00ec nel tempo in cui ancora solo un secolo fa si andava da una semplice regione non oltre quella immediatamente attigua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per certi versi, \u00e8 la prima volta che ci troviamo a dover pensare l\u2019intero mondo come un unico sistema composto di tantissime variet\u00e0 componenti (individui, comunit\u00e0, gruppi, societ\u00e0, popoli, culture e forme di civilizzazione) e molteplici interrelazioni. Altres\u00ec, \u00e8 la prima volta, che la geosfera ci appare con tutti i suoi strati interconnessi, quello della biosfera e la pedosfera, l\u2019idrosfera e la litosfera, gi\u00e0 fino alle profondit\u00e0 geologiche e su fino all\u2019atmosfera e financo la magnetosfera e le aperture allo spazio profondo. La propriet\u00e0, controllo ed attraversabilit\u00e0 \u00a0delle varie porzioni di spazio diventa improvvisamente problematica e pi\u00f9 problematico ancora appare il fatto che cos\u00ec tanti esseri umani tutti dediti a forme di economia con un forte impatto entropico, sfidano i limiti certi del Secondo principio della termodinamica e con crescenti problemi di convivenza col resto del \u201cvivente\u201d da cui per altro dipendiamo in senso vitale. Questo complesso mondo materiale ha poi i suoi intrecci col non meno complesso mondo immateriale. Le geo-storie dei vari popoli che hanno tradizioni e forme di pensiero diverse, le grandi religioni sempre in tensione espansiva che ormai hanno esaurito i loro areali geo-storici di nascita e si sovrappongono in molti punti non senza attrito, le immagini di mondo che hanno ancoraggi in tradizioni nate in tempi che avevano caratteristiche molto diverse dal mondo attuale, le ideologie che intese come sistemi di pensiero organizzato non sono affatto morte n\u00e9 moriranno mai visto che ogni gruppo umano ne produce di default, i linguaggi e le logiche che rimangono molteplici. Il mondo umano \u00e8 materiale non meno di quello naturale ma ad esso somma un intero altro mondo immateriale fatto di cultura e pensiero. Entrambi, stanno sia creando un unico macrosistema strutturale planetario, sia rinforzandosi per reazione nelle loro identit\u00e0 differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutto ci\u00f2, agiscono i vari sistemi umani organizzati, etnie, popoli, stati, unioni regionali di stati, alleanze militari, plurali forme condivise di civilt\u00e0, organismi politici multilaterali, attori economici multinazionali, banco-finanziari transnazionali, network informativi, organizzazioni non governative, gruppi di criminalit\u00e0 organizzata, credenze religiose organizzate. Siamo tutti sempre meno in grado di rintanarci nell\u2019isolamento locale ignorandoci l\u2019un l\u2019altro, siamo sempre pi\u00f9 spinti l\u2019un verso l\u2019altro con differenti consistenze, demografie, necessit\u00e0, desideri, sogni di maggior benessere, una spinta che ci obbligher\u00e0 a decidere dove e come \u00e8 possibile cooperare e dove invece si finir\u00e0 col competere visto che la somma totale di tanta eterogenea volizione eccede di molti gradi la disponibilit\u00e0 di spazio e risorse planetarie che \u00e8 fissa. Certo la tecnologia ed anche l\u2019apertura allo spazio profondo pu\u00f2 un po\u2019 rilassare la pressione tra contenuto e contenitore, ma l\u2019una e l\u2019altra non sono patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, a loro volta sono possibilit\u00e0 in mano ad attori in genere egoisti, giocatori competitivi non benefattori del sistema generale, n\u00e9 arbitri. In pi\u00f9 non possiamo avere idea di quanto e per quanto potranno forse allontanare i limiti fisici. Altres\u00ec, i livelli di sviluppo tra aree planetarie rimangono asimmetrici e purtroppo lo \u00e8 sempre pi\u00f9 anche la condivisione della ricchezza generale in quell\u2019eccesso di diseguaglianze che sembra ampliarsi in maniera ingovernabile dentro le singole societ\u00e0, soprattutto occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Delle tante risposte date alla domanda del perch\u00e9 negli umani si \u00e8 evoluta la facolt\u00e0 distinguente la specie, cio\u00e8 la facolt\u00e0 di \u201cpensare\u201d,\u00a0<strong>la funzione adattativa del pensiero<\/strong>ci sembra la pi\u00f9 precisa ed idonea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 solo grazie alla facolt\u00e0 pensante che abbiamo smesso di agire su reazione, immaginando vie meno dirette ma pi\u00f9 proficue, non immediate ma dilazionate nel tempo, vie poi condivise in gruppo per imitazione e poi per via comunicativa pi\u00f9 sofisticata, tra cui l\u2019evoluzione del \u00a0linguaggio, dei concetti, dei sistemi di concetti. \u00c8 solo grazie al pensiero a governo dell\u2019azione individuale ma pi\u00f9 spesso collettiva, che abbiamo compensato la mancanza di quelle specializzazioni che per\u00f2 confinano altre specie in precise nicchie e la sottodotazione di armi e prestazioni biologiche. Dalla nascita delle societ\u00e0 complesse, \u201csolo\u201d cinquemila anni fa, con l\u2019aggiunta della scrittura, delle religioni, dell\u2019approfondirsi ed il fissarsi delle gerarchie sociali e politiche, su fino alla filosofia e la scienza che affiancarono l\u2019arte e la religione nel tentativo di comprendere il mondo, il sistema di pensiero fatto di immagini di mondo si \u00e8 ulteriormente complessificato. Sempre per\u00f2 per comprendere il proprio spazio-tempo, tempo che dal XIX al XX e XXI secolo ha visto una vera e propria \u201cinflazione di complessit\u00e0\u201d, forse non ancora debitamente registrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, viviamo appunto un altro spazio ed un altro tempo, dalla interconnessione tra locale e globale alla metrica di un cambiamento che si \u00e8 fatto radicale e permanente, nonch\u00e9 accelerato, il mondo \u00e8 entrato nell\u2019<strong>era complessa<\/strong>, la nostra mentalit\u00e0 ancora no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 anche per questo l\u2019impegno profuso da un manipolo di tenaci a continuare a divulgare le forme del pensiero complesso in Italia, non la forma di un pensiero specificatamente ancorato ad una disciplina, n\u00e9 una forma di pensiero imperialista che vuole prender il posto della famiglia delle divisioni con specializzazioni della varie, necessarie, discipline. Piuttosto dare all\u2019ascissa del sapere cumulato delle discipline propriamente scientifiche, scientifico umanistiche ed umanistiche separate nelle divisioni del lavoro cognitivo, una ordinata sistemico-multi-inter-trans-disciplinare che permetta di fare mappe quadridimensionali degli oggetti e dei fenomeni complessi da cui saremo sempre pi\u00f9 circondati, inquadrandoli da pi\u00f9 aspetti assieme ai loro contesti. Interpretare un mondo sempre pi\u00f9 complesso semplificando, aumenta sensibilmente il rischio di fallimento adattivo e le molteplici sfide che abbiamo davanti mettono in gioco la qualit\u00e0 intrinseca del nostro modo di stare al mondo ed il suo stesso futuro. Di contro, non serve a nulla collassare nella olistica \u201cmistica della complessit\u00e0\u201d, una qualche forma di ragionevole riduzione va fatta per articolare il pensiero umano che ha limiti di procedura piuttosto rigidi. Si tratta quindi di semplificare gli oggetti del mondo nel pensiero, s\u00ec, ma contemporaneamente migliorare le qualit\u00e0 di rappresentazione e analisi di quel pensiero. Mappa e territorio rimangono distanti quanto a risoluzione ma la loro distanza va accorciata, la risoluzione delle nostre mappe va migliorata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor una volta, il pensiero deve servire all\u2019adattamento ed un\u2019era complessa chiama di necessit\u00e0 un pensiero complesso. Promuoverlo, ampliarlo, strutturarlo, farne sintesi, condividerlo e criticarlo, evolverlo \u00e8 il miglior impegno intellettuale per chi si sente parte dell\u2019umana avventura su questa palla blu persa nel buio dell\u2019immenso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/01\/LOGO2018_fondobianco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6010 aligncenter\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/01\/LOGO2018_fondobianco.jpg?w=300&amp;h=144\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/01\/LOGO2018_fondobianco.jpg?w=640\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/01\/LOGO2018_fondobianco.jpg?w=300&amp;h=144\" data-image-description=\"\" data-image-title=\"LOGO2018_fondobianco\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-comments-opened=\"1\" data-orig-size=\"4961,2387\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/01\/LOGO2018_fondobianco.jpg\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/01\/02\/la-funzione-del-pensiero-complesso-nellera-della-complessita\/logo2018_fondobianco\/\" data-attachment-id=\"6010\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u00a0<em>L\u2019articolo \u00e8 stato pubblicato sul nuovo sito del Festival della Complessit\u00e0 \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.festivalcomplessita.it\/la-funzione-del-pensiero-complesso-nellera-della-complessita\/\">QUI<\/a>\u2013\u00a0 che quest\u2019anno giunge alla sua decima edizione. L\u2019evento d\u2019apertura del\u2019edizione 2019, si terr\u00e0 nel secondo week end di maggio a Roma al Museo d\u2019Arte Contemporanea MACRO<\/em>]<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/01\/02\/la-funzione-del-pensiero-complesso-nellera-della-complessita\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/01\/02\/la-funzione-del-pensiero-complesso-nellera-della-complessita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN Credo che il prossimo sar\u00e0 il secolo della complessit\u00e0. S. Hawking, 2000 &nbsp; L\u2019intero \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 delle parti. Aristotele, Metafisica, IV secolo a.e.v. &nbsp; Il semplice \u00e8 sempre falso, ci\u00f2 che non lo \u00e8, \u00e8 inutilizzabile. P. 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