{"id":47998,"date":"2019-01-22T12:00:31","date_gmt":"2019-01-22T11:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47998"},"modified":"2019-01-22T10:52:32","modified_gmt":"2019-01-22T09:52:32","slug":"leconomia-della-cina-frena-piu-dei-dati-ufficiali-parola-di-alberto-forchielli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47998","title":{"rendered":"L\u2019economia della Cina frena pi\u00f9 dei dati ufficiali. Parola di Alberto Forchielli"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>START MAGAZINE (Fernando Soto)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-640x400.jpg\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-640x400.jpg 640w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping.jpg 1460w\" alt=\"Cina - Xi Jinping\" width=\"640\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>I dati congiunturali della Cina diramati oggi. I confronti. E l\u2019analisi di\u00a0Alberto Forchielli, manager, imprenditore e saggista.<\/strong><\/em><span id=\"more-50504\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI dati sulla crescita cinese sono fasulli. In realt\u00e0 il Paese \u00e8 in recessione\u201d. Cos\u00ec commentava giorni fa alcuni dati congiunturali della Cina Alberto Forchielli, manager, imprenditore e saggista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forchielli, dalla personalit\u00e0 poliedrica e frizzante anche sui social, non usa perifrasi quando parla di economia, anche cinese: un Paese che conosce a fondo come tutta l\u2019Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tesi sono ancora pi\u00f9 significative oggi, visti gli ultimi dati ufficiali che arrivano da Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La produzione industriale in\u00a0<span class=\"searchKey\">Cina<\/span>\u00a0sale del 5,7% annuo a dicembre, accelerando il passo rispetto al 5,4% di novembre e al 5,3% atteso dai mercati. Considerando l\u2019intero 2018, in base ai dati diffusi oggi dall\u2019Ufficio nazionale di statistica, la crescita \u00e8 invece del 6,2%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo: gli investimenti fissi in\u00a0<span class=\"searchKey\">Cina\u00a0<\/span>hanno segnato nel 2018 un aumento del 5,9%, confermando anche a dicembre il passo dei primi 11 mesi, ma scivolando poco sotto il 6% atteso dai mercati. Il settore privato, secondo l\u2019Ufficio nazionale di statistica, mantiene anche a dicembre il ritmo di gennaio-novembre (pari all\u20198,7%), mentre quello pubblico scivola dal 2,3% all\u20191,9%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vendite al dettaglio in\u00a0<span class=\"searchKey\">Cina<\/span>\u00a0salgono dell\u20198,2% annuo a dicembre, in linea con le attese degli analisti e poco pi\u00f9 dell\u20198,1% di novembre che \u00e8 stato il passo mensile pi\u00f9 lento da maggio 2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019intero 2018, secondo i dati dell\u2019Ufficio nazionale di statistica, la crescita si attesta al 9% in scia soprattutto alla spinta positiva del primi quattro mesi dell\u2019anno che ha aiutato a compensare parzialmente il successivo rallentamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"it\" dir=\"ltr\">Tutte le economie mondiali hanno scostamenti trimestrali dal 0,5 al 1 %, solo la Cina ha scostamenti di solo 1 decimale (0,1). Nonostante si abbia notizia di pesanti ristrutturazioni, licenziamenti e default, non vi sembra ragionevole ipotizzare che i dati cinesi siano taroccati? <a href=\"https:\/\/t.co\/o2dnynXPJb\">pic.twitter.com\/o2dnynXPJb<\/a><\/p>\n<p>&mdash; Alberto Forchielli (@Forchielli) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Forchielli\/status\/1087271864408424449?ref_src=twsrc%5Etfw\">January 21, 2019<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTutti quanti sono molto preoccupati per la direzione presa dalla situazione internazionale, che presenta molte variabili e fattori di incertezza\u201d, ha comunque spiegato il commissario Ninh Jizhe, a capo di Nbs, l\u2019Ufficio Nazionale di Statistica, spiegando che \u201cper la seconda economia mondiale, dove il commercio pesa per un terzo del prodotto interno lordo, questo ha un impatto\u201d e concludendo quindi che \u201cla pressione al ribasso\u201d sull\u2019economia \u00e8 aumentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista, non si pu\u00f2 non notare come la performance cinese si sia mostrata debole soprattutto negli ultimi tre mesi dell\u2019anno, quando si \u00e8 mossa a un ritmo del 6,4% che il Dragone non vedeva dalla crisi finanziaria globale di 10 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il premier Li Keqiang si \u00e8 mosso per tempo, assicurando gi\u00e0 la scorsa settimana che il governo non lascerebbe l\u2019economia nazionale \u201cprecipitare da una scogliera\u201d. Ma indicazioni preoccupanti non arrivano solo dai dati economici.\u00a0Il 2018 ha infatti evidenziato un colpo di freno anche sul piano demografico per la\u00a0<span class=\"searchKey\">Cina<\/span>, nonostante l\u2019abolizione della politica del figlio unico. Con 15,32 milioni di nascite, che portano il numero dei cittadini a 1,393 miliardi, la nazione si conferma la pi\u00f9 popolosa del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche qui, per\u00f2, a sollevare timori \u00e8 il rallentamento, pari a due milioni di nascita in meno sull\u2019anno precedente, che lascerebbe presagire un progressivo invecchiamento della popolazione, in grado di mettere ulteriormente sotto pressione l\u2019espansione economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.albertoforchielli.com\/non-sottovalutate-cio-che-apple-sta-dicendo-sulla-cina-parla-alberto-forchielli\/?fbclid=IwAR1VLXXwHwS2DG8m5O-sPpMIGrwBSFfFIpplrejbins-n-YKjUS9ymi6qC0\">DI SEGUITO UN ESTRATTO DELL\u2019INTERVISTA DI FORCHIELLI A FORBES ITALIA PUBBLICA SUL BLOG DI FORCHIELLI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime avvisaglie negative sono arrivate dagli ultimi dati comunicati da Apple, che negli scorsi giorni ha annunciato una significativa revisione al ribasso per le previsioni dei risultati del primo trimestre fiscale 2019, che per il gigante di Cupertino va dal mese di ottobre e dicembre 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Forchielli, i guai incontrati da Apple sono il segno di problemi pi\u00f9 profondi: la Cina \u00e8 pi\u00f9 debole di quanto avessimo capito, deve trasformare radicalmente la sua economia e quanto sta succedendo pone un altro tassello nel quadro di deglobalizzazione gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTre sono i motivi della crisi cinese contemporanea\u201d, ha spiegato Forchielli: \u201cInnanzitutto, il debito pubblico e privato che ha raggiunto quasi tre volte le dimensioni del Pil. Questo \u00e8 stato il modello di crescita della Cina: le grandi banche che finanziavano immensi investimenti pubblici e privati. Ma siamo arrivati a un punto in cui il giocattolo non funziona pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina, in altre parole, \u00e8 invecchiata. Proprio come l\u2019Europa. \u201cGli investimenti valevano il 50% del Pil, una cosa dissennata \u2013 altrove \u00e8 al massimo del 20-25 per cento. Molti investimenti sono stati fatti senza pensare al ritorno, e cos\u00ec il debito non \u00e8 stato ripagato\u201d. Ma la sovranit\u00e0 monetaria della Cina non pu\u00f2 venire in soccorso? \u201cBeh certo, per ripagare i debiti il governo dovrebbe stampare moneta, mandando l\u2019inflazione fuori controllo, cos\u00ec i capitali lascerebbero il paese, l\u2019inflazione esploderebbe, e cos\u00ec anche il conflitto sociale. No, i cinesi devono restringere il debito perch\u00e9 le banche non hanno pi\u00f9 soldi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fermiamoci un attimo: e la crescita del Pil, secondo gli ultimi report, del 6,5 per cento? Sar\u00e0 pure in rallentamento, ma \u00e8 stellare rispetto gli standard occidentali. \u201cMacch\u00e9. I dati sulla crescita cinese sono fasulli\u201d, dice. \u201cIn realt\u00e0 il Paese \u00e8 in recessione, te lo dico io\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto anche il giornalista Scott Rosenberg di <em>Axios<\/em> aveva spiegato che, sebbene il segnale d\u2019allarme lanciato da Apple sia un evento raro, che non mette in discussione la salute dell\u2019azienda in altri mercati, non andrebbe comunque preso sotto gamba: \u201cLo sguardo di Apple su quanto sta davvero succedendo in Cina \u00e8 probabilmente pi\u00f9 affidabile delle informazioni ufficiali sullo stato dell\u2019economia cinese. In altre parole potrebbe essere pi\u00f9 una brutta notizia per la Cina \u2013 e per l\u2019economia mondiale \u2013 che per Apple\u201d. Da qui la performance della borsa cinese, la peggiore degli ultimi dieci anni: \u201cSi spiega col fatto che le imprese hanno meno credito, l\u2019economia cresce meno, si contrae la domanda e la liquidit\u00e0 \u00e8 minore. Gli investitori sono soggetti a questo: redditivit\u00e0 e liquidit\u00e0, e vale per la Cina cos\u00ec come per l\u2019Occidente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl secondo fattore della crisi \u00e8 \u2013 anche se pu\u00f2 sembrare paradossale \u2013 l\u2019incredibile crescita tecnologica dell\u2019economia cinese\u201d, dice Forchielli. Vale a dire l\u2019enorme afflusso di credito canalizzato in innovazione scientifica. \u201cPer aumentare il tenore di vita e gli stipendi la Cina ha capito che doveva aumentare la qualit\u00e0 delle produzioni. Smetterla di produrre palle di natale, ma telefonini e dighe, e centrali termoelettriche. Hanno colpito nel segno: cos\u00ec il Paese ha prosperato\u201d. C\u2019\u00e8 quell\u2019articolo del New York Times che parlava dell\u2019American Dream che adesso \u00e8 vivo e vegeto, ma in Cina. \u201cIn un certo senso hanno ragione. Nessuno nega il miracolo cinese. Mica gli investimenti sono stati tutti sprecati. E questo per\u00f2 ha portato la Cina a confliggere con gli interessi americani, vedi il problema del cyberspionaggio industriale, del furto delle idee\u201d. Questa strategia \u00e8 stata funzionale, anche alla mutazione dell\u2019economia cinese da una tutta orientata all\u2019export ad una con una forte domanda interna. \u201cCerto, e questo ci porta al terzo fattore della crisi, ben segnalato dal rapporto della Apple\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale? \u201cI consumatori cinesi si stanno dimostrando sempre pi\u00f9 nazionalisti. Lo erano anche prima, ma adesso che i prodotti cinesi sono all\u2019altezza di quelli importati, lo sono senza ritegno\u201d. Immagino anche a causa della politica dei dazi di Trump con l\u2019uomo-chiave di questa guerra commerciale, Bob Lighthizer, il Trade Representative dell\u2019amministrazione, una delle poche figure inamovibili, che vuole isolare sempre di pi\u00f9 Pechino. E poi guerre di prossimit\u00e0, come l\u2019arresto della direttrice finanziaria di Huawei in Canada, o il Dipartimento di Stato americano che ha inviato un\u2019allerta ai concittadini sui rischi di recarsi in Cina. \u201cC\u2019\u00e8 tutto questo, ma anche il fatto che ormai i cinesi sanno fare cellulari di qualit\u00e0 paragonabile ad Apple. Questo, unito alle tensioni, ha provocato una vera e propria ondata di \u2018compra cinese\u2019: moltissime imprese locali danno premi ai dipendenti se si sbarazzano di tecnologia americana e comprano quella nazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qual \u00e8 stato finora l\u2019impatto dei dazi di Trump? \u201cQuasi insignificante, direi. Chi dice il contrario sono le grandi banche e i grandi complessi multinazionali che sono giustamente preoccupati dalla contrazione dei profitti. Sicuramente i dazi hanno avuto un ruolo nella contrazione degli scambi, ma non cos\u00ec centrale come vogliono farti credere i media liberal. Il problema \u00e8 il consumo interno cinese che \u00e8 rallentato, per problemi tutti loro. \u00c8 troppo presto per valutare gli effetti della guerra commerciale secondo me. Nel frattempo negli Stati Uniti sono stati creati solo a dicembre 312mila posti di lavoro, e l\u2019economia americana va ancora alla grande\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un bilancio: come si traduce questo ridimensionamento dello sviluppo cinese in scenari futuribili? \u201cIo dico che la guerra commerciale rientrer\u00e0, perch\u00e9 Trump ha bisogno di un accordo che abbia un impatto benefico sui mercati azionari, perch\u00e9 ci sono elezioni tra meno di due anni. Con la tregua la Cina avr\u00e0 un sospiro di sollievo, ma non baster\u00e0 a riportarla sulla traiettoria di crescita degli ultimi vent\u2019anni. Ormai i tempi sono cambiati. I problemi sono tutti made in China, non c\u2019entrano con la guerra\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/cina-economia-forchielli\/\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/cina-economia-forchielli\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di START MAGAZINE (Fernando Soto) &nbsp; I dati congiunturali della Cina diramati oggi. I confronti. E l\u2019analisi di\u00a0Alberto Forchielli, manager, imprenditore e saggista. \u201cI dati sulla crescita cinese sono fasulli. In realt\u00e0 il Paese \u00e8 in recessione\u201d. Cos\u00ec commentava giorni fa alcuni dati congiunturali della Cina Alberto Forchielli, manager, imprenditore e saggista. 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