{"id":48028,"date":"2019-01-23T11:00:08","date_gmt":"2019-01-23T10:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48028"},"modified":"2019-01-23T00:22:46","modified_gmt":"2019-01-22T23:22:46","slug":"perche-i-giudizi-del-fmi-sullitalia-sono-azzardati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48028","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i giudizi del Fmi sull\u2019Italia sono azzardati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> STARTMAG (Gianfranco Polillo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Fmi-600x400.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il commento di Gianfranco Polillo, gi\u00e0 sottosegretario all\u2019Economia<\/em><\/strong><span id=\"more-50620\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orientarsi nelle pi\u00f9 recenti polemiche tra gli esponenti pentastellati ed il Resto del mondo \u2013 che sia la Francia o il Fondo monetario internazionale, poco importa \u2013 \u00e8 impresa quasi disperata. Il gioco di specchi \u00e8 continuo. La cattiva oratoria preelettorale \u00e8 debordante, rispetto alla reale natura dei problemi. La conseguenza \u00e8 un crescente isolamento dell\u2019Italia in un momento in cui le difficolt\u00e0 economiche emergono con sempre maggiore evidenza, restituendoci l\u2019immagine di un Paese sempre pi\u00f9 fragile. Che per affrontare i problemi reali avr\u00e0 bisogno non di una minore, ma di una maggiore solidariet\u00e0 internazionale. Basti pensare a quella che potrebbe essere la reazione dei mercati, qualora la speculazione dovesse nuovamente accanirsi contro la montagna del debito pubblico italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giovane et\u00e0 dei protagonisti, al comando del vascello italiano, impedisce loro di ricordare quanto accadde nel lontano 1993, quando Luigi Di Maio aveva ancora i pantaloni corti. Allora la Bundesbank salv\u00f2 il franco francese, ma si rifiut\u00f2 di fare altrettanto per l\u2019Italia. La lira sub\u00ec una svalutazione del 30 per cento che min\u00f2 definitivamente le basi della Prima repubblica. Difficile che ci\u00f2 possa nuovamente accadere. Sarebbe tuttavia saggio non scordare le esperienze negative del passato. Di solito \u00e8 buona regola non cercare nuovi nemici, quando si \u00e8 sotto scacco, per motivi che non c\u2019entrano con le complicate geometrie internazionali. Che bisogno c\u2019era di accusare i francesi di neo-colonialismo, nei confronti dei Paesi africani che fanno parte del Cemac e dell\u2019Uemoa, con argomenti risibili, come quelli indicati a proposito del <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/primo-piano\/franco-cfa-africa-macron-di-maio-di-battista\/\">dominio monetario<\/a>? E su cui vale solo la pena stendere un velo pietoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 complicato il rapporto con il Fmi, le cui valutazioni, in effetti, sono state sopra le righe. Accusare l\u2019Italia di poter essere uno dei principali fattori di crisi, insieme alla Brexit, per gli equilibri mondiali \u00e8 stato un azzardo. Pu\u00f2 un piccolo Paese, il cui prodotto interno lordo \u00e8 pari ad appena l\u20191,7 per cento di quello mondiale, rappresentare una minaccia cos\u00ec grande? Preoccupazioni di questo tipo possono venire dalla Cina o dall\u2019intera Europa. Ma prima che l\u2019eventuale crisi italiana abbia un effetto cos\u00ec profondo sugli equilibri dell\u2019Eurozona si pu\u00f2 intervenire, come gi\u00e0 \u00e8 accaduto in passato \u2013 do <em>you remember il \u201cwhatever it takes<\/em>\u201d di Mario Draghi? \u2013 ma, proprio per questo motivo, sarebbe saggio non tirare, inutilmente, calci sotto il tavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reazione di Giovanni Tria, uomo mite e schivo da manifestazioni muscolari, ha dimostrato che la misura era colma. All\u2019invettiva contro i \u201cpoteri forti\u201d, che bastonano il Paese, ha preferito il rigore del ragionamento. Nessun pericolo per le finanze italiane. L\u2019eventuale peggioramento del clima congiunturale non modifica i parametri del deficit strutturale di bilancio corretto per l\u2019andamento del ciclo. Quindi: nessuna manovra correttiva, come da taluni paventato. Ragionamento ineccepibile nel quadro delle complicate geometrie che regolano la finanza pubblica. Ma anche solo in parte tranquillizzante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una riduzione del tasso di crescita, che secondo le stime della Banca d\u2019Italia comporter\u00e0 anche un contenimento del tasso di inflazione, \u00e8 destinato a determinare una minor crescita del prodotto interno lordo, in termini nominali. Si avr\u00e0 pertanto un peggioramento del rapporto debito pubblico-Pil. Sempre che gli spread non rimbalzino verso l\u2019alto, aumentando la spesa per interessi. Il problema della violazione della regola del debito, che ha pesato ai fini della possibile \u201cprocedura d\u2019infrazione\u201d, scacciato dalla porta, rischia di rientrare dalla finestra. La maggioranza parlamentare spera nelle prossime elezioni, per neutralizzare i \u201crigoristi\u201d. Ma se ci\u00f2 non dovesse accadere, i nodi verranno al pettine. Ed allora: comunque prudenza. Meglio non vendere la pelle dell\u2019orso, prima di averlo ucciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di diverso avviso, il prode Di Maio. Cavalcando furbescamente l\u2019autocritica di Jean-Paul Juncker a proposito dei limiti della politica di austerit\u00e0 nei confronti della Grecia (suggerita dal Fmi ma avallata dalla stessa Commissione europea) \u00e8 andato gi\u00f9 duro. Vogliono ripetere i nefasti di quella politica: ha commentato. Cercando, in qualche modo, di cambiare le carte in tavola. Sennonch\u00e9 la critica del Fondo ha un diverso fondamento. Suo bersaglio \u00e8 la bassa crescita del nostro Paese: ormai ultimo nelle classifiche internazionali. La presunta manovra espansiva, tratteggiata nella legge di bilancio, semplicemente, non esiste. Il \u201cmodello\u201d seguito \u00e8 solo una replica, come nel caso del decreto legge su Carige, di quanto gi\u00e0 si \u00e8 visto negli anni precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le ultime previsioni della Banca d\u2019Italia, ma avallate da analoghe indicazioni di altri centri studi indipendenti (Cer e Prometeia), i consumi delle famiglie, quest\u2019anno, dovrebbero aumentare di un modesto 0,6 per cento, nonostante il varo del reddito di cittadinanza. Il tasso di crescita dell\u2019occupazione, che \u00e8 la vera variabile indipendente che traina i consumi, rallenterebbe rispetto al 2018, mangiandosi quel poco di buono che si otterr\u00e0 con la semplice redistribuzione del reddito. Ma c\u2019\u00e8 un dato che fa ancora pi\u00f9 impressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera palla al piede dell\u2019economia italiana \u2013 il surplus della bilancia dei pagamenti \u2013 \u00e8 destinato a crescere ulteriormente. Sar\u00e0 pari al 2,8 per cento del Pil nel 2019 ed ancor di pi\u00f9 nei due anni successivi. Di nuovo un eccesso di risparmio che non trova in Italia i necessari canali d\u2019investimenti ed \u00e8, quindi, destinato a prendere la via dell\u2019estero. Ancora il dramma dell\u2019artificiale scarsit\u00e0 nell\u2019abbondanza che una diversa politica economica avrebbe potuto alimentare. Quelle mille occasioni perse che ormai datano dal 2012. Che i vecchi politici italiani non hanno saputo cogliere. E per questo hanno pagato. Ma che i nuovi dimostrano di non saper fare meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco allora spiegato il tentativo di buttare la palla in tribuna, nel fuoco di una polemica sempre pi\u00f9 gridata. Le accuse temerarie contro l\u2019inaffidabilit\u00e0 delle previsioni, su cui sembrano concordare tutti coloro che si occupano di economia. Tutti prevenuti contro il \u201cGoverno del cambiamento\u201d: secondo le accuse del Movimento, che costringono la stessa Lega ad un\u2019imbarazzate rincorsa. Alla fine, tuttavia, la realt\u00e0 si imporr\u00e0 comunque. Non ci vorr\u00e0 molto tempo per capire ci\u00f2 che bolle, veramente, in pentola. Ed allora si sapr\u00e0 che la ricerca della pietra filosofale, destinata a trasformare il piombo della repubblica parlamentare nell\u2019oro della democrazia diretta, resta soltanto un leggendario retaggio del passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/perche-i-giudizi-del-fmi-sullitalia-sono-azzardati\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/perche-i-giudizi-del-fmi-sullitalia-sono-azzardati\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAG (Gianfranco Polillo) &nbsp; &nbsp; Il commento di Gianfranco Polillo, gi\u00e0 sottosegretario all\u2019Economia Orientarsi nelle pi\u00f9 recenti polemiche tra gli esponenti pentastellati ed il Resto del mondo \u2013 che sia la Francia o il Fondo monetario internazionale, poco importa \u2013 \u00e8 impresa quasi disperata. Il gioco di specchi \u00e8 continuo. 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