{"id":48033,"date":"2019-01-23T09:45:50","date_gmt":"2019-01-23T08:45:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48033"},"modified":"2019-01-23T00:20:46","modified_gmt":"2019-01-22T23:20:46","slug":"una-due-tante-rosa-luxemburg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48033","title":{"rendered":"Una, due, tante Rosa Luxemburg"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>JACOBIN (Ines Schwerdtner)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/rosa-luxemburg-ok-jacobin-italia-990x361.jpg\" alt=\"\" width=\"990\" height=\"361\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry_excerpt\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Nel centenario del suo omicidio, bisogna cogliere nel suo pensiero i segnali del futuro. \u00c8 stata la capacit\u00e0 di pensare le contraddizioni il cuore della sua politica rivoluzionaria<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"the_content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia del socialismo \u00e8 difficile trovare un\u2019altra figura che sia una combinazione altrettanto ben riuscita di capacit\u00e0 teoriche e retorica politica quanto Rosa Luxemburg. I suoi articoli nei quotidiani, i suoi discorsi alle assemblee di partito e sindacato, le sue lettere e i suoi scritti teorici stanno l\u00ec a dimostrarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luxemburg \u00e8 anche un importante simbolo di resistenza. Persino dalla prigione non ha mai smesso di scrivere di socialismo e, anche se brevemente, \u00e8 intervenuta nei tumulti rivoluzionari del 1918-19, prima di venire brutalmente assassinata da un gruppo di soldati che in seguito avrebbero dimostrato simpatie naziste. Oggi viene celebrata per diverse ragioni: per il suo appoggio ai tumulti rivoluzionari, per il suo supposto pacifismo, per il suo amore verso piante e animali, ma soprattutto per la sua massima secondo la quale la libert\u00e0 \u00e8 sempre una \u00ablibert\u00e0 per chi la pensa diversamente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019attuale scenario di crisi mondiale, con le grandi social-democrazie al collasso e le destre che crescono, molti a sinistra darebbero qualsiasi cosa per trovare un\u2019altra socialista cos\u00ec appassionata che possa guidarci fuori dal disorientamento politico. E non ci sono dubbi che Rosa Luxemburg rimanga in questo senso un\u2019icona teorica e pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio, nel centenario della sua morte, \u00e8 che uno sguardo eccessivamente sentimentale al passato inibisca la nostra capacit\u00e0 di cogliere i segnali del futuro. Se vogliamo avere una possibilit\u00e0 di sopravvivere al disastro economico e ambientale e al sistema capitalistico che lo sta causando dobbiamo passare meno tempo a idealizzare il passato, e pi\u00f9 a studiarlo per poter effettivamente imparare qualcosa di utile.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Un prodotto del suo tempo<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita e il lavoro di Rosa Luxemburg parlano da soli: scriveva, leggeva e parlava diverse lingue, si \u00e8 addottorata a 26 anni e ha fondato diverse riviste socialiste \u2013 persino alcuni partiti. \u00c8 possibile comprendere la sua carriera solo tenendo presente il contesto della Germania di fine secolo e del movimento dei lavoratori che faceva capo al Spd, il Partito Socialista Democratico. Luxemburg era solita discutere con altri esponenti di spicco della cultura e della politica del suo tempo; donne come Clara Zetkin erano importanti alleate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era cresciuta in un contesto in cui il socialismo era cultura diffusa, e si credeva fermamente che la working class avrebbe vinto di l\u00ec a poco. Mantenne una fiducia incrollabile anche dopo il disastro del 1914, quando l\u2019Spd \u2013 e le masse tedesche \u2013 decise di servire la madrepatria nella Prima Guerra Mondiale, abbandonando il sogno dell\u2019abolizione del capitalismo. E tuttavia altre esperienze, come le rivoluzioni russe del 1905 e poi del 1917, confermarono a Luxemburg che le trasformazioni politiche erano ancora possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo genere di fede incrollabile nella rivoluzione \u00e8 difficile da immaginare oggi, specialmente quando si pensa alle piovose e grigie manifestazioni che commemorano la sua morte ogni gennaio a Berlino, o se si mettono a confronto le attuali burocrazie di partito e sindacato con quelle dei tempi di Luxemburg. Il lungo periodo di compromesso social-democratico seguito dalla deregolamentazione neoliberale portata avanti dagli stessi partiti di sinistra sembrano aver escluso la working class da ogni discorso pubblico. Dal 1989 fino a oggi nessuna persona sana di mente riesce a condividere la fiducia di Luxemburg nel fatto che la vittoria del socialismo sia inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo invece ricominciare daccapo, e immaginare un nuovo movimento socialista che affondi le sue radici nelle nostre comunit\u00e0 e nei nostri luoghi di lavoro \u2013 un movimento capace di sfidare il capitalismo. \u00c8 difficile che ci\u00f2 possa avvenire semplicemente imitando il socialismo di inizio secolo, anche se Luxemburg, a un secolo dalla sua morte, pu\u00f2 ancora insegnarci qualcosa di valido.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Pensare le contraddizioni<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le analisi affilate di Rosa Luxemburg, condotte con grande padronanza della teoria marxista, sono allo stesso tempo uniche e impressionanti. Proprio perch\u00e9 gi\u00e0 ai suoi tempi ogni tentativo di imitazione conduceva al fallimento, la sinistra moderna preferisce guardare ai suoi scritti con un misto di riverenza per una martire laica e di malinconia per un passato perduto. Ogni tanto, purtroppo, Rosa diventa persino una faccia buona per i poster e l\u2019oggettistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 un peccato, perch\u00e9 Luxemburg avrebbe ancora molto da dire \u2013 e non solo agli storici. Il suo lavoro ha almeno due importanti punti di contatto con l\u2019attualit\u00e0. Prima di tutto, la \u00abbrutalit\u00e0 e la demenza dell\u2019economia capitalista\u00bb resta un fattore immutato, e continua a determinare lo sfruttamento sia delle risorse naturali sia della forza lavoro umana \u2013 e cio\u00e8 le fondamenta di questa stessa economia. La necessit\u00e0 di trasformare i meccanismi di produzione non \u00e8 affatto scomparsa, anzi semmai si \u00e8 fatta pi\u00f9 urgente di fronte all\u2019imminente disastro ambientale. Mentre il capitalismo continua a colonizzare spazi non-capitalisti e sfere intime della vita si garantisce anche la propria sopravvivenza. Questo vuol dire che non croller\u00e0 da solo; al contrario, solo l\u2019intervento diretto di lavoratori e lavoratrici potr\u00e0 portare a una societ\u00e0 diversa, e migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli occhi di Luxemburg questo genere di intervento politico ha bisogno per realizzarsi soprattutto di educazione ed esperienza. Tutte le proteste, anche quelle che falliscono, possono aiutare a creare nuovi e pi\u00f9 efficaci movimenti politici. Con questo spirito Luxemburg mise a disposizione la sua intelligenza nella scuola di partito dell\u2019Spd, convinta della necessit\u00e0 di equipaggiare i membri di partito con strumenti di pensiero adeguati al mondo reale. In questo senso, la sua eredit\u00e0 pi\u00f9 importante per i socialisti del futuro non sta nel <em>cosa<\/em> della teoria socialista e politica \u2013 magari sotto forma di leggi o formule scritte \u2013 ma nel <em>come <\/em>si possa comprendere e trasformare la societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Specialmente in un periodo in cui i mercati capitalisti, le multinazionali, le banche e le loro crisi sembrano spingere l\u2019umanit\u00e0 verso un disastro annunciato, sviluppare una comprensione precisa di come funzionino questi attori e i sistemi che presiedono \u00e8 essenziale per immaginare una strategia politica. Ad esempio, \u00e8 importante comprendere il legame profondo fra militarismo e colonialismo. Se vivesse oggi Luxemburg ci direbbe di studiare le statistiche della politica industriale cinese e di confrontarle con quelle tedesche e statunitensi. Per come la pensava lei ogni socialista dovrebbe essere in grado di spiegare che relazione c\u2019\u00e8 tra il ritiro delle truppe occidentali dalla Siria e la chiusura dei confini per i rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avrebbe fatto a pezzi vuoti slogan come \u201ctrumpismo\u201d o \u201cpopulismo\u201d, che sono spesso usati per dividere i governi in buoni o cattivi, ma che restano in gran parte inutili se si vuole capire come questi fenomeni funzionino effettivamente. Avrebbe contrastato la retorica sulla \u201cfase post-politica\u201d attraverso una ricostruzione dettagliata tra gli interessi economici, lo sviluppo delle forze produttive e le loro crisi e fratture, mostrando quali forme di governo emergano da tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, Luxemburg non risparmiava affatto le critiche alle organizzazioni socialiste: i partiti della working class e i sindacati. Anzi li aveva pi\u00f9 volte accusati di rispondere troppo rigidamente e burocraticamente alle sfide e ai terremoti politici dei suoi tempi. Oggi la distanza fra la sinistra parlamentare e le proteste \u2013 tralasciando la questione della violenza politica \u2013 \u00e8 ancora pi\u00f9 profonda, e le battaglie che combattiamo sono di natura difensiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luxemburg, che dopo la rivoluzione russa del 1905 aveva scritto un opuscolo sobrio ma militante su <em>Lo sciopero di massa<\/em>, si mosse in maniera differente. Imparando dagli eventi in Russia, concluse che era impossibile sia provocare uno sciopero che fermarne uno. In questo la pensava diversamente da entrambi i poli del dibattito tedesco dell\u2019epoca, che sposavano un\u2019interpretazione anarchica dello sciopero di massa considerandolo un mero affare tecnico, un semplice<em> strumento <\/em>a cui era possibile ricorrere. Luxemburg invece era pi\u00f9 interessata a scoprire le ragioni oggettive degli scioperi di massa e a usarne il potenziale per raggiungere obiettivi politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualizzando le sue intuizioni, possiamo immediatamente pensare ai <em>gilet gialli <\/em>in Francia. Queste proteste, proprie di una classe media impoverita e provinciale, hanno scosso la societ\u00e0 francese. Il fatto che non siano rappresentate (ancora) da sindacati o da altre organizzazioni politiche ci pone una domanda importante: come possano queste organizzazioni supportare le proteste e usarle per ottenere trasformazioni a lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella situazione attuale, Luxemburg si opporrebbe al compromesso sociale e alla \u201cpacatezza\u201d dei sindacati e li spronerebbe a mettersi al lavoro. Malgrado la spontaneit\u00e0 delle masse sia stata sempre un elemento importante ai suoi occhi, non serviva a nulla se non era associata ad anni di lavoro di base delle organizzazioni dei lavoratori, le uniche in grado di prendere il potere se necessario. E non si pu\u00f2 avere le une senza le altre.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Una <\/strong><strong><em>realpolitik <\/em><\/strong><strong>rivoluzionaria<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la sua capacit\u00e0 di pensare le contraddizioni che definisce il <em>come <\/em>della politica rivoluzionaria di Luxemburg. Il fatto che la leadership e la spontaneit\u00e0 non si escludano l\u2019una con l\u2019altra ma anzi siano complementari \u00e8 il cuore del suo pensiero. La stessa cosa valeva per il suo supporto alle riforme che avrebbero portato miglioramenti tangibili nella vita di lavoratori e lavoratrici, mentre allo stesso tempo rimaneva concentrata sugli obiettivi socialisti di lungo termine \u2013 un equilibrio che Rosa descriveva come \u201c<em>realpolitik<\/em> rivoluzionaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come molti elementi del canone marxista, questa espressione \u00e8 stata ridotta a una frase vuota, che contrasta fortemente con il pensiero molto pi\u00f9 complesso di Luxemburg. Il suo interesse infatti non stava tanto nell\u2019espressione in se stessa, quanto nella sua attuazione pratica \u2013 in particolare, nella capacit\u00e0 di riconoscere e sfruttare i momenti di crisi del capitalismo. Il suo timore era che il lavoro quotidiano nelle compagini di governo avrebbe oscurato l\u2019obiettivo a lungo termine di conquistare il potere politico. La sinistra rimaneva troppo legata a una logica apolitica di necessit\u00e0 pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oggi, nella nostra rassegnata epoca post-politica, qualcosa comincia a muoversi. Le tecnocrazie si stanno esaurendo. Le destre traggono vantaggio da questo esaurimento, sfruttando vecchi miti eroici per fomentare l\u2019autoritarismo \u2013 di solito incarnato da qualche uomo forte \u2013 e persino Francis Fukuyama, che un tempo aveva dichiarato la \u00abfine della storia\u00bb, spera che il socialismo possa tornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per la verit\u00e0 molti socialisti stanno venendo alla ribalta in diverse nazioni. Il fatto che una nuova generazione stia riscoprendo il socialismo insieme a militanti pi\u00f9 anziani, magari precedentemente marginalizzati, non \u00e8 una questione di coincidenze o di fortuna, ma il risultato di ondate politiche precise. Ma il lavoro di base e la formazione di nuovi eroi di sinistra rimane per la gran parte ancora da fare. Ci\u00f2 che ci d\u00e0 forza \u00e8, come per Rosa, una lingua vitale e universale che connette le coscienze delle masse con l\u2019idea visionaria di un altro modo di vivere e produrre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le analisi di Luxemburg e il suo pathos umanista sono una pietra miliare, cos\u00ec come la sua comprensione dell\u2019organizzazione e della formazione politica. Per le crisi che ancora verranno abbiamo bisogno non di una, ma di molte Rosa Luxemburg \u2013 donne e uomini, giovani e vecchie, nere e bianchi, in ogni angolo del mondo. La lotta per il socialismo che ha immaginato la sua generazione rimane attuale; e se la nostra generazione fallisse nel raccoglierne il testimone, l\u2019umanit\u00e0 potrebbe non avere un\u2019altra occasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>*Ines Schwerdtner \u00e8 coordinatrice editoriale di\u00a0<\/em>Das Argument<em>\u00a0e editor di\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/adamag.de\/\">Ada Magazin<\/a><em>. Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su <\/em><a href=\"https:\/\/jacobinmag.com\/2019\/01\/rosa-luxemburg-anniversary-spd-revolutionary-realpolitik?fbclid=IwAR20GyZETxhYJQoprK-o-65O0BIfWBvOoEZc8v3E1vh1TH2Clru8lefRItc\">JacobinMag.com<\/a>.<em> La traduzione \u00e8 di Gaia Benzi.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/una-due-tante-rosa-luxemburg\/\">https:\/\/jacobinitalia.it\/una-due-tante-rosa-luxemburg\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JACOBIN (Ines Schwerdtner) &nbsp; &nbsp; Nel centenario del suo omicidio, bisogna cogliere nel suo pensiero i segnali del futuro. \u00c8 stata la capacit\u00e0 di pensare le contraddizioni il cuore della sua politica rivoluzionaria Nella storia del socialismo \u00e8 difficile trovare un\u2019altra figura che sia una combinazione altrettanto ben riuscita di capacit\u00e0 teoriche e retorica politica quanto Rosa Luxemburg. 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