{"id":48082,"date":"2019-01-24T08:45:02","date_gmt":"2019-01-24T07:45:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48082"},"modified":"2019-01-24T09:25:29","modified_gmt":"2019-01-24T08:25:29","slug":"italia-il-5-piu-ricco-possiede-lo-stesso-del-90-piu-povero-come-siamo-arrivati-a-tutto-questo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48082","title":{"rendered":"Italia, il 5% pi\u00f9 ricco possiede lo stesso del 90% pi\u00f9 povero. Come siamo arrivati a tutto questo?"},"content":{"rendered":"<div id=\"FotoEdi2\">di <strong>L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Sergio Scorza)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><img decoding=\"async\" title=\"Italia, il 5% pi\u00f9 ricco possiede lo stesso del 90% pi\u00f9 povero. Come siamo arrivati a tutto questo?\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/img800-disuguaglianza-economica-nel-mondo-in-crescita-141733.jpg\/700x350c50.jpg\" alt=\"Italia, il 5% pi\u00f9 ricco possiede lo stesso del 90% pi\u00f9 povero. Come siamo arrivati a tutto questo?\" width=\"700\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Oxfam*, nel suo annuale rapporto \u201cBene pubblico o ricchezza privata\u201d, diffuso come ogni anno alla vigilia del World Economic Forum di Davos, scrive che, in Italia, il 5% pi\u00f9 ricco degli italiani \u00e8 titolare da solo della stessa quota di patrimonio posseduta dal 90% pi\u00f9 povero e che il 20% pi\u00f9 ricco possiede il 72% del patrimonio totale, mentre il 60% pi\u00f9 povero ha appena il 12,4% della ricchezza nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come siamo arrivati a questo fantastico risultato? Con un lungo e meticoloso lavoro di distruzione di tutte le conquiste precedenti, durato 40 anni e portato avanti nei decenni invariabilmente da tutti i governi che si sono succeduti in questo lasso di tempo, con il sostegno attivo delle burocrazie sindacali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se facciamo un bel salto indietro nel tempo, ritroviamo quei dirigenti del PCI che, nel 1976, decisero di collaborare con la Democrazia Cristiana e di proporre poi, nel 1978, un proprio ingresso nella maggioranza di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro degli Interni, Francesco Cossiga, riteneva che la condizione per far entrare il Pci nella maggioranza fosse data \u201cdalla capacit\u00e0 o meno di far accettare alla classe operaia i sacrifici necessari per uscire dalla crisi economica\u201d, ovvero, l\u2019adesione del PCI alla linea di austerit\u00e0 che era stata imposta al paese a partire dal 1976 dal governo Andreotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 gennaio 1978, su la\u00a0Repubblica, comparve la storica intervista di Scalfari all\u2019allora segretario generale della CGIL, Luciano Lama, intitolata \u201cLavoratori, stringete la cinghia\u201d in cui Lama si dichiar\u00f2 in \u201ctotale accordo\u201d con Andreotti con queste parole: \u201cse vogliamo esser coerenti con l\u2019obiettivo di far diminuire la disoccupazione, \u00e8 chiaro che il miglioramento delle condizioni degli operai occupati deve passare in seconda linea\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, il lavoro per Lama tornava ad essere una semplice variabile dipendente dal capitale. Fu l\u2019annuncio dell\u2019avvio della cos\u00ec detta \u201cpolitica dei sacrifici\u201d che port\u00f2 di l\u00ec a poco alla \u201csvolta dell\u2019Eur\u201d, formalizzata nella conferenza sindacale della Cgil che si svolse, per l\u2019appunto, al palazzo dei congressi dell\u2019Eur, nel febbraio del 1978.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta sindacale si realizz\u00f2 nella Conferenza dei 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">500 delegati che consolid\u00f2 la linea della moderazione salariale e di una maggiore flessibilit\u00e0 del lavoro con la richiesta di \u201criforme\u201d nel settore dell\u2019edilizia, dei trasporti, del fisco e della finanza pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201csvolta\u201d per\u00f2 mor\u00ec prima della \u201csolidariet\u00e0 nazionale\u201d che aveva contribuito a preparare, prima che Andreotti rassegnasse le dimissioni a seguito del disimpegno del PCI nel gennaio \u201979. Contro di essa si scagli\u00f2 una parte consistente della base che fece pesare il suo dissenso nel corso della vertenza per i rinnovi contrattuali del \u201978-\u201979.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova linea di PCI e CGIL prevedeva moderazione salariale in cambio di un \u201cprogramma di investimenti per garantire l\u2019occupazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevano che i maggiori sacrifici dei lavoratori avrebbero permesso ai padroni di accumulare il capitale necessario per gli investimenti e favorire, cos\u00ec, l\u2019occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente la maggiore occupazione non arriv\u00f2 mai, ma i sacrifici restarono, divenendo anzi una costante nei decenni successivi; e la retorica dei sacrifici in cambio del \u201cmiglioramento dell\u2019economia e nell\u2019interesse generale\u201d fu usata per smantellare progressivamente tutto il sistema di diritti conquistato dai lavoratori in precedenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo avevano capito benissimo gli studenti ed i compagni che avevano cacciato a pedate dall\u2019universit\u00e0 di Roma Lama ed i suoi tirapiedi, nel febbraio del 1977.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine della \u201cscala mobile\u201d ed il successivo accordo sul costo del lavoro del 1993 tra i sindacati Cgil-Cisl-Uil, la Confindustria e il Governo Ciampi, furono il completamento della svolta dell\u2019Eur, con la definitiva cancellazione della scala mobile e l\u2019ancoraggio dei futuri aumenti contrattuali all&#8217;\u201daumento della produttivit\u00e0\u201d. Un accordo che diede l\u2019avvio ad una sfrenata corsa, da parte dei padroni, all\u2019intensificazione selvaggia dei tassi di sfruttamento ed al crollo verticale di salari e stipendi.<br \/>\nLa cancellazione dell\u2019art. 18 dello Statuto del lavoratori, il Jobs Act e lo smantellamento del welfare svenduto alle assicurazioni private hanno fatto il resto ed hanno portato i lavoratori italiani prossimi ad una condizione di semi-schiavit\u00f9 e ad avere il triste primato delle retribuzioni pi\u00f9 basse dell\u2019Europa occidentale, l\u2019et\u00e0 pensionabile pi\u00f9 alta e servizi pubblici sempre pi\u00f9 cari e scadenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*\u00a0<em>Oxfam \u00e8 una confederazione internazionale di organizzazioni no profit che si dedicano alla riduzione della povert\u00e0 globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-italia_il_5_pi_ricco_possiede_lo_stesso_del_90_pi_povero_come_siamo_arrivati_a_tutto_questo\/11_26790\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-italia_il_5_pi_ricco_possiede_lo_stesso_del_90_pi_povero_come_siamo_arrivati_a_tutto_questo\/11_26790\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Sergio Scorza) L\u2019Oxfam*, nel suo annuale rapporto \u201cBene pubblico o ricchezza privata\u201d, diffuso come ogni anno alla vigilia del World Economic Forum di Davos, scrive che, in Italia, il 5% pi\u00f9 ricco degli italiani \u00e8 titolare da solo della stessa quota di patrimonio posseduta dal 90% pi\u00f9 povero e che il 20% pi\u00f9 ricco possiede il 72% del patrimonio totale, mentre il 60% pi\u00f9 povero ha appena il 12,4% della ricchezza nazionale. Ma&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":39159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/antidiplomatico-1353756142_280.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cvw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48082"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48082"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48101,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48082\/revisions\/48101"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}