{"id":48131,"date":"2019-01-25T12:00:41","date_gmt":"2019-01-25T11:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48131"},"modified":"2019-01-24T13:16:51","modified_gmt":"2019-01-24T12:16:51","slug":"scenario-italia-prima-vittima-di-merkel-macron-ora-conte-vada-a-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48131","title":{"rendered":"SCENARIO\/ Italia prima vittima di Merkel-Macron, ora Conte vada a Londra"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> IL SUSSIDIARIO (Giulio Sapelli)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/28\/conte_conferenzastampa_1_lapresse1280.jpg\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" srcset=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/28\/conte_conferenzastampa_1_lapresse1280.jpg 1280w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/28\/conte_conferenzastampa_1_lapresse1280-128x60.jpg 128w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/28\/conte_conferenzastampa_1_lapresse1280-640x300.jpg 640w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/28\/conte_conferenzastampa_1_lapresse1280-768x360.jpg 768w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/28\/conte_conferenzastampa_1_lapresse1280-300x141.jpg 300w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/28\/conte_conferenzastampa_1_lapresse1280-32x15.jpg 32w\" alt=\"\" \/><\/p>\n<h4>Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse)<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 class=\"description\">Come deve comportarsi l\u2019Italia davanti alla nuova configurazione europea?<\/h4>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Il trattato di Aquisgranum, in latino o, in tedesco, di Aachen, oppure, in francese, di Aix-la-Chapelle e, in olandese, di Aken, avr\u00e0 lo stesso effetto di quello del 1748? Quel trattato segnava la fine delle guerre di successione austriache, che sancirono il predominio della Prussia che si annesse la Slesia e inizi\u00f2 in tal modo quel percorso vittorioso che la port\u00f2 alla fondazione \u2013 sotto la spada degli Junker \u2013 dell\u2019Impero Guglielmino, ovvero della Germania moderna. La Francia in quel tempo dovette rinunciare ai cosiddetti Paesi Bassi Meridionali come si denominava allora il Belgio, che ritorn\u00f2 sotto il dominio austriaco, mentre la Gran Bretagna ampli\u00f2 i suoi domini coloniali che l\u2019avrebbero resa la dominatrice dei mari sino alla Prima guerra mondiale. <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/politica\/2019\/1\/22\/il-caso-oggi-merkel-e-macron-firmano-la-fine-dellunione-europea\/1838152\/\">In questo Trattato franco-tedesco di Aquisgrana<\/a> non pare vi sia nulla di cos\u00ec grandioso e foriero delle grandi trasformazioni che, invece, quel trattato settecentesco portava con s\u00e9.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Sia Emmanuel Macron sia Angela Merkel sono stelle in caduta libera e con loro il disegno di costruire una nuova Europa pi\u00f9 integrata e unita dal punto di vista finanziario e politico sotto il duopolio franco-tedesco, come era stato reso esplicito da Macron all\u2019atto del suo insediamento nel famoso discorso della Sorbona del 2017, dimostra tutta la difficolt\u00e0 di realizzarsi. Era la stessa idea che avevano entrambi i sottoscrittori del Trattato franco-tedesco del 1963, quando quelle due grandi nazioni erano dirette da giganti come De Gaulle e Adenauer.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">La mossa del cavallo francese, allora, fu quella di rendere autonoma dalla Nato la\u00a0<i>force de frappe<\/i>\u00a0nucleare che proiettava la Francia nell\u2019agone mondiale della Guerra fredda aumentando il plusvalore politico dell\u2019impegno atomico francese, mentre invece la Germania divisa altro non poteva fare che contare sulla benevolenza delle nazioni fondatrici dell\u2019Europa per essere reintegrata nel novero delle potenze di medio raggio europeo. La caduta dell\u2019Urss, da un lato (un processo con cui si fa i conti da molti anni ormai) e la Brexit dall\u2019altro (un processo invece in corso e che ha al suo centro un ulteriore distacco del Regno Unito dalla potenza condivisa europea), collocano il Trattato di Aquisgrana di oggi in tutt\u2019altra luce. La Germania, infatti, ha dal canto suo la necessit\u00e0 di trovare una proiezione internazionale del suo peso economico nell\u2019arena mondiale. La Francia gli offre due strumenti, con il Trattato. Il primo: un riconoscimento in sede Onu in cui si dovrebbe condividere (questo, almeno, \u00e8 l\u2019irrealizzabile disegno) un seggio nel Consiglio di Sicurezza, sconvolgendo gli equilibri sanciti dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il secondo: porre a disposizione della forza economica tedesca l\u2019industria degli armamenti francesi, protesa sempre pi\u00f9 al distacco dall\u2019anglosfera in polemica sempre pi\u00f9 marcata con gli Usa. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Gli Usa, infatti, sono il convitato di pietra del Trattato: essi non possono che essere infastiditi da una scelta simile. Essa pone le basi per una disgregazione di fatto delle relazioni transatlantiche europee indebolendo il ruolo di comando degli Usa con grande evidenza. Il tutto, naturalmente, nasconde una finzione: l\u2019unico interlocutore possibile delle forze armate francesi non pu\u00f2 essere e non \u00e8 la Germania, ma il Regno Unito, e questo lo sa tutto il mondo della difesa e soprattutto lo sanno i paesi dell\u2019\u201coriente europeo\u201d (come li defin\u00ec Timothy Garton Ash), ossia la Polonia (dove gli Usa stanno allestendo una base Nato di impressionante potenza) e i paesi baltici e scandinavi che riconoscono nella Russia l\u2019avversario geopolitico fondamentale. Essi da questa alleanza franco-tedesca non possono che sentirsi minacciati e isolati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Un altro colpo, dunque, inferto all\u2019unit\u00e0 europea: Francia e Germania si arroccano in una posizione di potenza invece che distribuire il peso della potenza medesima tra tutti gli interlocutori europei, contribuendo in tal modo all\u2019 indebolimento dell\u2019Europa su scala globale. Non parliamo delle conseguenze dell\u2019idea della condivisione franco-tedesca del seggio nel Consiglio di Sicurezza: la Cina non pu\u00f2 non allarmarsi temendo che ci\u00f2 costituisca un passo innanzi nell\u2019inclusione dell\u2019India nel novero delle grandi potenze e la Russia non pu\u00f2 che veder traditi i suoi disegni di rafforzare la sua posizione mondiale dopo la vittoria conseguita in Siria, con il suo ritorno in grande stile in un Mediterraneo sempre pi\u00f9 contendibile. E ci\u00f2 avviene non attraverso una\u00a0<i>entente cordiale<\/i>\u00a0europea, ma attraverso una decisa proiezione di potenza che non pu\u00f2 non essere che anti-russa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">L\u2019Italia, in questo rapido mutarsi dei giochi di potenza, rimane immobile, incapace di esprimere quello che Dino Grandi chiamava il \u201cpeso determinante\u201d, ossia il grado di potenza che \u00e8 in grado di produrre una nazione non abbastanza forte da decidere\u00a0<i>motu proprio<\/i>\u00a0la propria politica estera, ma nel contempo forte abbastanza per potersi inserire nel gioco di potenza in atto (la lezione del Conte Camillo Benso di Cavour, insuperabile maestro!) districandosi volta a volta negli equilibri esterni di potenza tra nazioni pi\u00f9 potenti, cos\u00ec da perseguire i propri interessi e dar vita a un \u201cpeso determinante\u201d nel contesto internazionale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E\u2019 l\u2019ora di esprimerlo, questo \u201cpeso determinante\u201d. E per l\u2019Italia esso si esprime solo mantenendo fermo l\u2019asse del rapporto transatlantico contribuendo a fare di questo rapporto un rapporto tutto europeo e non frammentato e dimidiato. Da ci\u00f2 deriva la difesa calma ma risoluta dei nostri interessi strategici: nella politica per la difesa, che \u00e8 al centro del Trattato di Aquisgrana, essi sono innervati in un\u2019alleanza di lungo periodo con le nazioni dell\u2019anglosfera e non nei rapporti troppo a noi sfavorevoli tra le potenze europee, Francia e Germania<i>\u00a0in primis.<\/i>\u00a0Il Trattato di Aquisgrana confligge con i nostri interessi fondamentali, il nostro \u201dpeso determinante\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">In questo senso, infatti, il Trattato aggrava la nostra posizione internazionale perch\u00e9 accresce i nostri gradi di dipendenza subalterna nell\u2019equilibrio europeo. Guai a seguire il corso degli eventi e, per esempio, nella politica per la difesa abbandonare l\u2019asse di riferimento del Regno Unito. Scegliere la dominazione franco-tedesca come riferimento industriale sarebbe la fine della nostra politica di difesa come politica di mantenimento delle posizioni di potenza economica e diplomatica che ancora conserviamo a fatica nel Mediterraneo e nei Balcani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Occorre uno scatto di reni e di consapevolezza diplomatica di lungo respiro. Un respiro non demagogico e affannato e non condizionato, come invece accade in Germania e in Francia, per il prossimo agone elettorale europeo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/politica\/2019\/1\/24\/scenario-italia-prima-vittima-di-merkel-macron-ora-conte-vada-a-londra\/1838968\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/politica\/2019\/1\/24\/scenario-italia-prima-vittima-di-merkel-macron-ora-conte-vada-a-londra\/1838968\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Giulio Sapelli) Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse) &nbsp; Come deve comportarsi l\u2019Italia davanti alla nuova configurazione europea? Il trattato di Aquisgranum, in latino o, in tedesco, di Aachen, oppure, in francese, di Aix-la-Chapelle e, in olandese, di Aken, avr\u00e0 lo stesso effetto di quello del 1748? 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