{"id":48134,"date":"2019-01-25T08:00:56","date_gmt":"2019-01-25T07:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48134"},"modified":"2019-01-24T13:51:30","modified_gmt":"2019-01-24T12:51:30","slug":"48134","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48134","title":{"rendered":"La triste parabola del socialismo bolivariano &#8211; I"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Giuseppe Angiuli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/unnamed-file-e1548294042802.jpg\" alt=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/unnamed-file-e1548294042802.jpg\" width=\"1035\" height=\"654\" \/><\/p>\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>In Venezuela \u00e8 di nuovo caos: Juan Guaid\u00f3 si autoproclama presidente, Nicolas Maduro tira dritto e invia un ultimatum al personale diplomatico statunitense. Alla luce dei recenti avvenimenti \u00e8 necessario tirare le somme analizzando meriti, colpe e limiti ideologici dell&#8217;esperienza socialista venezuelana.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"sep\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">A 20 anni di distanza dal primo insediamento di <strong>Hugo Chavez<\/strong> alla Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela, vi sono senz\u2019altro le condizioni per trarre un significativo bilancio di un processo politico che ha segnato profondamente il destino del Paese caraibico e dell\u2019intero sub-continente latino-americano, un processo che in una prima fase non aveva mancato di diffondere grandi speranze di riscatto in buona parte dei Paesi del sud del mondo ma che oggi vive un momento di crisi dai contorni cos\u00ec inquietanti e drammatici al punto da rischiare di compromettere in modo irreversibile la credibilit\u00e0 dell\u2019intera esperienza storica del cosiddetto <em>socialismo del XXI secolo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">A queste latitudini, qui in Europa, si registra una diffusa e generale difficolt\u00e0 ad inquadrare con obiettivit\u00e0 di giudizio le caratteristiche salienti del processo politico bolivariano, giacch\u00e9 dalle nostre parti prevalgono in modo schiacciante <strong>due opposte tendenze, entrambe di segno ultra-radicale<\/strong>, tra loro non comunicanti e paradossalmente complementari l\u2019una all\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Un primo atteggiamento, ampiamente impostosi in tutti i canali comunicativi del \u201cpoliticamente corretto\u201d dominanti in occidente, tende a demonizzare alla radice l\u2019intera vicenda del socialismo venezuelano, relegandola nell\u2019ambito del <strong><em>caudillismo<\/em><\/strong>\u00a0alla sudamericana o comunque inquadrando tale esperienza politica nella categoria concettuale \u2013 al tempo stesso semplicistica e fuorviante \u2013 di <em>dittatura<\/em>. Una seconda tendenza, alquanto minoritaria in termini assoluti ma non trascurabile per l\u2019influenza indiretta che essa ha esercitato sul processo politico in discorso, \u00e8 riconducibile a quel poco che in occidente residua delle vecchie correnti marxiste-leniniste, i cui epigoni si sono illusi di potere finalmente riscattare la tragica sconfitta del comunismo novecentesco, investendo nuove energie emotive nel <strong><em>chavismo<\/em> venezuelano<\/strong>, pensando di trovare in esso, dopo i tristi anni successivi al crollo del Muro di Berlino, un nuovo motore etico atto a ri-alimentare la mai del tutto spenta fiamma utopica del <em>sol dell\u2019avvenire<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/3\/30\/Maduro_advertising.jpg\/1280px-Maduro_advertising.jpg\" width=\"1280\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Chi scrive ha avvertito a lungo un notevole interesse attrattivo verso l\u2019intera vicenda politica del socialismo bolivariano, inaugurata da <strong>Hugo Chavez<\/strong> alla fine del secolo scorso e vi si \u00e8 accostato con la viva speranza di trovarvi un nuovo laboratorio politico capace di ripensare l\u2019idea stessa e la pratica del socialismo nonch\u00e9 con l\u2019auspicio di cogliervi soprattutto degli elementi di decisiva innovativit\u00e0 e discontinuit\u00e0 rispetto alle ideologie egualitarie affermatesi nel secolo passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Diverse esperienze di viaggio nel sub-continente latino ed una pluriennale attivit\u00e0 di studio e di contatto diretto con la societ\u00e0 e con gli ambienti filo-governativi del Venezuela bolivariano hanno posto lo scrivente \u2013 dopo anni di generosa apertura di credito al chavismo \u2013 nelle condizioni di addivenire oggi, suo malgrado, ad un convincimento di <strong><em>amara disillusione<\/em><\/strong> nei confronti di un processo politico cos\u00ec polarizzante e per certi versi seducente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Non \u00e8 di secondaria importanza precisare doverosamente che, a prescindere dal giudizio netto su alcune caratteristiche pi\u00f9 che discutibili del regime politico-militare incarnato dall\u2019attuale Presidente Nicolas Maduro Moros, <strong>resta in ogni caso intangibile il diritto del popolo venezuelano di costruire il suo futuro in condizioni di libert\u00e0, sovranit\u00e0 ed autonomia rispetto a qualsiasi intervento di destabilizzazione esterna<\/strong>, a cominciare dalle esplicite minacce di invasione che ultimamente provengono dai Governi dell\u2019ultradestra insediatisi al potere nelle nazioni vicine, con lo scontato supporto degli USA che da sempre considerano quella parte del mondo come il proprio \u201ccortile di casa\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_104444\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-104444\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/vererb.jpg\" sizes=\"(max-width: 1331px) 100vw, 1331px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/vererb.jpg 1331w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/vererb-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/vererb-600x400.jpg 600w\" alt=\"\" width=\"1331\" height=\"889\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Juan Guaid\u00f3 si autoproclama presidente del Venezuela<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Operando una lettura combinata di tutti gli aspetti salienti e per molti versi contraddittori di questo ormai lungo processo, \u00e8 triste giungere alla conclusione di dovere affermare che il socialismo venezuelano ha purtroppo tradito una buona parte dei suoi propositi ed <strong>oggi non pu\u00f2 pi\u00f9 costituire un modello positivo di giustizia e di benessere per i popoli oppressi di tutto il mondo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Cionondimeno, si tratta di un processo politico che, almeno in una sua prima fase, \u00e8 stato contraddistinto da alcuni elementi estremamente positivi e che dunque, anche solo per tale ragione, merita senz\u2019altro di essere analizzato in tutte le sue sfaccettature controverse, con l\u2019obiettivo di provare a capire che cosa non ha funzionato in Venezuela alla luce della drammatica situazione in cui oggi versa il Paese che dette i natali al Libertador <strong>Simon Bol\u00edvar<\/strong>, un personaggio passato alla storia quale nemico giurato del colonialismo ispanico.<\/p>\n<div id=\"attachment_104432\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-104432\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo.jpg\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo.jpg 1200w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo-600x400.jpg 600w\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Una vista dei quartieri popolari di Caracas<\/p>\n<\/div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>I grandi ed indiscutibili meriti del processo politico bolivariano: sovranit\u00e0 nazionale, funzione \u201csociale\u201d del petrolio, integrazione latino-americana, anti-imperialismo<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La presa del potere a Caracas da parte di <strong>Hugo Chavez<\/strong>, a cavallo fra il 1998 e il 1999, ha simboleggiato per l\u2019intero continente di Neruda e Garcia Marquez la pi\u00f9 grande sfida di discontinuit\u00e0 storico-politica rispetto alla lunga notte neo-liberista vissuta per alcuni decenni dall\u2019America Latina fin dall\u2019avvento delle dittature militari negli anni \u201950, \u201960 e \u201870 del novecento e per tale ragione \u00e8 naturale che il <em>chavismo<\/em> abbia suscitato una grande ondata di legittime speranze fra tutti i popoli non solo del continente ma, pi\u00f9 in generale, del sud del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Ex ufficiale paracadutista dell\u2019esercito venezuelano \u2013 un esercito che, a differenza di molti altri eserciti della regione, ha storicamente avuto una composizione sociale prevalentemente popolare anche nei suoi ranghi pi\u00f9 alti \u2013 Chavez, autore di un fallito tentativo di colpo di Stato nel 1992 ai danni dell\u2019allora Presidente in carica <strong>Carlos Andr\u00e9s P\u00e9rez<\/strong>, riesce in pochi anni a fare coagulare attorno a s\u00e9 tutti i migliori sentimenti e le aspirazioni di riscatto delle fasce sociali medio-basse del suo Paese, fino a quel momento escluse dal godimento dei profitti della \u201cVenezuela saudita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Di formazione politico-culturale eclettica, Chavez elabora una ideologia dal carattere originale e composito, che attinge tanto al panamericanismo di <strong>Simon Bol\u00edvar<\/strong> quanto all\u2019umanesimo socialista di ispirazione massonica caro a <strong>Giuseppe Garibaldi<\/strong> e a Salvador Allende. Innegabili influenze sulla formazione politica di Chavez provengono altres\u00ec dal pensiero di Antonio Gramsci e dalla prassi rivoluzionaria di <strong>Ernesto \u201cChe\u201d Guevara<\/strong> e Fidel Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-104433\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo-1.jpg\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo-1.jpg 1100w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo-1-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Articolo-1-800x600.jpg 800w\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"827\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Cuba rivoluzionaria, la piccola isola che da decenni resiste ad un crudele embargo degli USA, per Chavez costituisce un esempio di dignit\u00e0 ed un prototipo da emulare soprattutto sotto il profilo dell\u2019indipendenza nazionale e della lotta all\u2019imperialismo a stelle e strisce. E proprio a partire dagli accordi di mutua assistenza con la Cuba di Fidel \u2013 petrolio in cambio di medici \u2013 <strong>Hugo Chavez<\/strong>, poco dopo essersi insediato alla Presidenza del suo Paese, inizia a costruire sapientemente il suo modello di integrazione politica latino-americana attorno ai principi generali di cooperazione, equit\u00e0 e solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nei suoi scritti economici, il \u201cChe\u201d Guevara aveva a suo tempo denunciato la maledizione dei Paesi dell\u2019America Latina, storicamente condannati a programmare le loro economie non in base ai propri bisogni interni bens\u00ec in rapporto agli appetiti famelici dei loro Paesi dominanti, che fin dall\u2019epoca del colonialismo ispano-portoghese avevano imposto a ciascuno di quei territori un modello \u201crentista\u201d o mono-culturale, tutto basato sulla estrazione a costo zero di materie prime di cui il sottosuolo del continente era (ed \u00e8 tuttora) ricchissimo e grazie al cui prelievo forzoso sarebbero state edificate le basi dello sviluppo industriale e capitalistico dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Fin dal suo esordio alla Presidenza del suo Paese, <strong>uno dei principali meriti politici di Hugo Chavez \u00e8 stato quello di sottrarre il controllo dell\u2019oro nero del Venezuela a quella ristretta borghesia compradora fortemente compromessa col capitalismo a stelle e strisce<\/strong> e che per decenni, dopo essersi appropriata della rendita petrolifera, era stata abituata a delocalizzare sistematicamente i suoi profitti a Miami, umiliando il Paese estrattore con delle infime royalties e con dei contratti-capestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Fino a quel momento, gli immensi giacimenti petroliferi \u2013 che secondo alcune stime farebbero del Venezuela la prima riserva mondiale di greggio \u2013 non avevano mai consentito al Paese di trarre risorse per investimenti sociali e allora Chavez, fin dall\u2019inizio del suo mandato presidenziale, mostra un evidente cambio di passo con degli interventi dal significato oggettivamente radicale: anzitutto sottopone la compagnia petrolifera <em>PdVSA<\/em> (Petr\u00f3leos de Venezuela, S.A.) al totale controllo dello Stato, investendo per la prima volta immani risorse nell\u2019avvio di missioni sociali funzionali al miglioramento della qualit\u00e0 della vita delle fasce pi\u00f9 povere della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Al contempo, facendo un abile gioco di sponda con l\u2019iracheno <strong>Saddam Hussein<\/strong> e col libico <strong>Mu\u02bfammar Gheddafi<\/strong>, Chavez riesce rapidamente a condizionare in modo decisivo la linea politica dell\u2019OPEC, imponendo una generale restrizione dei volumi di estrazione del greggio ed il conseguente rialzo generalizzato dei prezzi della materia prima sul mercato globale.<\/p>\n<div id=\"attachment_104434\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-104434\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/iujj.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">In compagnia di un indigeno alfabetizzatosi con la Mision Robinson nella regione del r\u00edo Orinoco (foto del 2007)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Destinare la rendita petrolifera alla spesa assistenziale finalizzata ad appianare le gravi diseguaglianze sociali del suo popolo ha costituito indubbiamente l\u2019atto maggiormente rivoluzionario compiuto da Hugo Chavez lungo il suo percorso di Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela. I grandi interventi nel settore sociale che nei primi anni duemila prendono il nome di <em>misiones<\/em> sono funzionali, tra le altre cose, a fornire servizi sanitari anche nei barrios pi\u00f9 poveri delle grandi citt\u00e0 del Paese nonch\u00e9 ad alfabetizzare milioni di venezuelani, compresi quelli dei gruppi indigeni che fino all\u2019avvento del <em>chavismo<\/em> spesso non risultavano finanche censiti dallo Stato e non godevano di alcun diritto civile o politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La nuova Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, approvata nel 1999 e fortemente voluta da Chavez, contiene sulla carta alcuni principi inediti che possono fare da insegnamento anche alle democrazie pi\u00f9 avanzate, essendo fondata su una netta ripartizione fra diversi poteri e avendo contemplato dei molteplici strumenti di partecipazione democratica diretta del popolo alle scelte pi\u00f9 decisive per il Paese, tra cui si segnala l\u2019istituto del <strong>referendum revocatorio<\/strong>, che consente perfino una eventuale interruzione anticipata della carica di Presidente della nazione, appena dopo il raggiungimento della met\u00e0 della durata del suo mandato, mediante il ricorso ad una consultazione popolare indetta dal basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Inoltre, la nuova carta costituzionale contempla l\u2019<strong>intangibilit\u00e0 di Madre Natura<\/strong> quale soggetto (e non pi\u00f9 oggetto) titolare di diritti e sancisce il diritto sacrosanto di conservare la propria identit\u00e0 etno-culturale a tutte le comunit\u00e0 di nativi amerindi presenti nel Paese, facendosi cos\u00ec portatrice di un generale messaggio di rinascita dell\u2019orgoglio indigeno sopito da secoli di sottomissione ai conquistadores ed ai gringos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-104435\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/dbfdf.jpg\" sizes=\"(max-width: 1141px) 100vw, 1141px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/dbfdf.jpg 1141w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/dbfdf-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/dbfdf-600x400.jpg 600w\" alt=\"\" width=\"1141\" height=\"761\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il primo decennio del chavismo \u00e8 contrassegnato da un risveglio delle coscienze del popolo venezuelano e da una straordinaria voglia di partecipare a riscrivere la storia del proprio Paese da parte di milioni di persone fino ad allora del tutto escluse dalla scena politica ed incapaci perfino di intendere lo stesso concetto di cittadinanza: solo gli osservatori pi\u00f9 prevenuti possono avere fatto finta di non accorgersi della reale genuinit\u00e0 che ha connotato i primi anni del processo politico bolivariano, contraddistinti da <strong>un fermento rivoluzionario autentico<\/strong>, che lo stesso scrivente ha toccato con mano nel corso dei suoi viaggi in Venezuela, restandone ammirato ed anche profondamente emozionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nel campo geopolitico, la costruzione dell\u2019ALBA (<em>Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra Am\u00e9rica<\/em>), il cui stesso acronimo simboleggia icasticamente la presa di distanza dalla tradizionale zona di cosiddetto <em>libero commercio<\/em>\u00a0(ALCA) da sempre egemonizzata da Washington, ha costituito <strong>uno dei principali bastioni della politica estera di Hugo Chavez<\/strong>, il cui carisma straordinario gli ha consentito in poco tempo di favorire la creazione di uno zoccolo duro di Paesi fortemente connessi da una comune idea di integrazione politica regionale all\u2019insegna della definitiva emancipazione dal giogo imperialista yankee: in pochi anni, a Cuba e al Venezuela si sono presto unite la Bolivia guidata dal l\u00ecder sindacale cocalero <strong>Evo Morales<\/strong>, l\u2019Ecuador condotto dall\u2019economista <strong>Rafael Correa<\/strong>, la Nicaragua sandinista, l\u2019Honduras di <strong>Manuel Zelaya<\/strong> oltre ad altri piccoli Stati insulari caraibici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-104438\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/cuba-venezuela.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Poco prima della sua morte \u2013 quasi certamente avvenuta per avvelenamento radioattivo messo in atto da non bene identificati servizi segreti di qualche Paese nemico \u2013 Chavez \u00e8 riuscito a portare a compimento la gestazione di un nuovo grande organismo politico di integrazione regionale, la CELAC (<em>Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribe\u00f1os<\/em>), il cui primo storico vertice si \u00e8 tenuto a Caracas nel dicembre 2011 e la cui nascita ha costituito un primo passo verso la possibile materializzazione del sogno di costruire un\u2019unica Patria grande, un progetto gi\u00e0 coltivato da <strong>Simon Bol\u00edvar<\/strong> e dal <strong>Che Guevara<\/strong> e concepito come punto di arrivo dopo 200 anni di battaglie dei Paesi latino-americani per sottrarsi alla dottrina Monroe imposta da Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\">Al fine di contrastare l\u2019argomento pi\u00f9 ossessivo e ricorrente nella narrazione anti-chavista diffusasi tra i canali mediatici di tutto l\u2019occidente, \u00e8 bene precisare che l\u2019intera fase iniziale del processo politico bolivariano, a partire dalla prima ascesa di <strong>Chavez<\/strong> a Palazzo Miraflores e fino alla sua ultima ri-elezione dell\u2019ottobre del 2012, \u00e8 stata caratterizzata da un ampio processo di partecipazione attiva e di consenso democratico espresso con convinta adesione da una significativa maggioranza del popolo venezuelano. Per trovare la conferma pi\u00f9 inoppugnabile dell\u2019altissimo grado di consenso di cui il \u201cComandante\u201d Chavez effettivamente godeva nel Paese, merita senz\u2019altro di essere ricordato l\u2019episodio del rapido golpe militare consumatosi ai suoi danni nell\u2019aprile del 2002, durato appena due giorni anche a causa dell\u2019ampia mobilitazione popolare subito registratasi nel Paese e che vide una grande massa di persone stringere d\u2019assedio i golpisti asserragliati nel Palazzo Presidenziale a Caracas e rivendicare con forza il pronto rientro in sella del loro legittimo Presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-104436\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fng.jpg\" alt=\"\" width=\"760\" height=\"460\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">I limiti ideologici e applicativi del socialismo bolivariano: le espropriazioni, il disincentivo alla produzione, gli abusi di potere dei militari, la corruzione endemica, l\u2019uso clientelare e nepotistico delle risorse del Paese. L\u2019uso disinvolto del cambio e la sopravvalutazione del bol\u00edvar. L\u2019iper-inflazione stellare.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nonostante il pensiero politico di Hugo Chavez si sia contraddistinto per una dichiarata presa di distanza dalla dottrina ortodossa del marxismo-leninismo, il processo rivoluzionario bolivariano, dopo i primi anni contraddistinti da una positiva e necessaria distribuzione \u201ca pioggia\u201d dei proventi del greggio in chiave assistenzialistica, in quanto finalizzata a contrastare la povert\u00e0 pi\u00f9 estrema di una parte significativa della popolazione, ha poi <strong>miseramente fallito in tutti i suoi principali obiettivi strategici nel campo dello sviluppo socio-economico del Paese<\/strong>. Senza sapere approfittare finanche della lunga congiuntura favorevole connessa al generale rialzo delle quotazioni del petrolio, il cui prezzo \u00e8 rimasto stabilmente sopra gli 80 dollari al barile fino al novembre 2014, consentendo cos\u00ec a Caracas di disporre per almeno un decennio di cospicue entrate in valuta forte, il Governo chavista non ha mai messo in campo alcuna seria misura per provare a debellare il vero cancro comune a tutti quei Paesi la cui economia, come quella del Venezuela, si basa su un modello \u201crentista\u201d: la dipendenza dalla estrazione della materia prima quale unica risorsa del proprio modello di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nonostante i mille proclami in tal senso, i Governi a guida socialista non sono mai riusciti ad attuare una diversificazione delle attivit\u00e0 produttive del Venezuela ed anzi, attuando una massiccia politica di disincentivo al lavoro delle piccole e medie imprese in tutti i principali settori produttivi del Paese, hanno determinato <strong>una contrazione drammatica del prodotto interno lordo<\/strong>, con la conseguenza che la classe media \u00e8 progressivamente scomparsa e col paradosso per cui oggi i venezuelani conducono in media un tenore di vita clamorosamente pi\u00f9 basso di quello che si ricordi anche negli anni pi\u00f9 bui della notte neo-liberista dell\u2019America Latina e con una diffusa scarsit\u00e0 di prodotti di prima necessit\u00e0 che oggi forse non si riscontra nemmeno a Cuba, che pure \u00e8 un Paese ininterrottamente sotto embargo da pi\u00f9 di mezzo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\"><em>Discorso in pubblico di Hugo Chavez nel corso della trasmissione televisiva popolare \u201cAl\u00f2 Presidente\u201d del 28\u00a0<\/em><em>luglio 2007<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nel settore agricolo, dopo i primi anni in cui si \u00e8 attuata una giusta riforma agraria basata sullo smembramento dei latifondi improduttivi e mono-colturali, con un grande impatto specie nelle ampie pianure fertili de los llanos (la zona centrale del Venezuela), si \u00e8 poi presto affermata una deriva ideologica di tipo estremistico-velleitario che ha condotto ad una espropriazione generalizzata delle terre anche di media dimensione, al fine di affidarne la conduzione ad improvvisate cooperative di lavoratori che non si sono mai realmente dimostrate all\u2019altezza del loro compito e i cui incarichi di direzione sono stati troppo spesso affidati obbedendo unicamente a meri criteri di fedelt\u00e0 politica. Il risultato di questo tipo di gestione \u00e8 stato quello di avere fatto precipitare i numeri della produzione agricola anche per quanto attiene ai pi\u00f9 tipici beni alimentari storicamente necessari a sostenere la dieta basica dei venezuelani: riso, farina di mais, frutta, verdura, polli d\u2019allevamento, uova, caff\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\">Parallelamente, nel settore industriale, un\u2019analoga degenerazione demagogica del chavismo (nel segno del collettivismo spinto) ha condotto negli anni ad una diffusa e capillare occupazione delle fabbriche e degli opifici privati di piccole, medie e grandi dimensioni da parte di settori disinvolti delle forze armate, i quali, arrogandosi il diritto di agire sempre e comunque nell\u2019interesse del \u201cpueblo\u201d e contro l\u2019odiata borghesia nazionale, si sono molto spesso impadroniti con modalit\u00e0 arbitrarie e violente dei mezzi di produzione, lasciandoli cadere quasi sempre e molto presto in malora, facendo cos\u00ec crollare la produzione anche in quei settori nei quali prima del chavismo il Venezuela riusciva tranquillamente a soddisfare il suo fabbisogno interno, raggiungendo perfino l\u2019obiettivo di esportare una discreta quantit\u00e0 di merci all\u2019estero: ferro, acciaio, automobili, caff\u00e8.<\/p>\n<div id=\"attachment_104437\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-104437\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Jorge-Giordani.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"422\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Jorge Giordani, ex Ministro di Chavez, figlio di un combattente italiano nella guerra civile spagnola<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 inquietante di questo fallimento economico di dimensioni catastrofiche non risiede tanto nei consueti limiti attinenti allo sviluppo insufficiente dei mezzi di produzione, che le economie di tipo centralizzato e pianificato avevano gi\u00e0 palesato in tutte le esperienze del cosiddetto \u201csocialismo reale\u201d novecentesco, dall\u2019Unione Sovietica alla Cina maoista, passando per la Cuba castrista. Nel caso del Venezuela, il crollo dell\u2019economia in questi ultimi tre-quattro lustri ha presentato degli aspetti del tutto specifici e che possono apparire clamorosi e inquietanti se si pensa che in questo stesso periodo nel Paese <strong>si \u00e8 sempre registrata una grande disponibilit\u00e0 di divisa forte<\/strong> (il dollaro). In sostanza, per tutto il periodo dell\u2019era chavista \u2013 o per lo meno fino a quando non si \u00e8 registrato il primo sensibile calo mondiale del prezzo del greggio, vale a dire a partire dal 2015 \u2013 fiumi di petro-dollari hanno incessantemente e regolarmente fatto ingresso nel Paese in dimensioni sempre cospicue ma a tutto ci\u00f2 non ha mai fatto seguito alcuna seria politica di investimenti per il rafforzamento delle basi produttive dell\u2019economia venezuelana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Al contrario, con l\u2019incremento delle esportazioni petrolifere (che, secondo i dati del 2012 e del 2013, costituivano il 95% del totale delle esportazioni) e con l\u2019aumento dell\u2019ingresso di petro-dollari nel Paese, i Governi a guida socialista, anzich\u00e9 approfittarne per implementare un processo di potenziamento e di diversificazione dei settori produttivi, hanno finito per accentuare oltre ogni limite il tradizionale carattere \u201crentista\u201d dell\u2019economia venezuelana, legandone le sorti in modo irreversibile alla ciclicit\u00e0 dell\u2019andamento del prezzo degli idrocarburi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Gli effetti di questa politica si sono percepiti in tutta la loro drammaticit\u00e0 a partire dal 2015, quando il prezzo del petrolio ha subito una prima repentina frenata, comportando una drastica riduzione dell\u2019ingresso di valuta forte nel Paese e con delle conseguenti ed inevitabili riduzioni della capacit\u00e0 di acquistare tutti gli altri principali prodotti che il Venezuela \u00e8 sempre stato costretto ad importare dall\u2019estero, in proporzioni sempre maggiori man mano che la produzione interna \u00e8 crollata. E proprio dal 2015 in poi, la scarsit\u00e0 di prodotti sugli scaffali dei supermercati del Paese si \u00e8 manifestata in modo sempre pi\u00f9 crescente ed irrimediabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/b\/b8\/Venezuela_Oil_Reserves.png\" width=\"1000\" height=\"786\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Per quanto il Governo di Maduro si sforzi ogni giorno, tramite i suoi mezzi di propaganda, di giustificare tale situazione attribuendone l\u2019intera responsabilit\u00e0 alla \u201cguerra economica\u201d orchestrata dall\u2019odiato imperialismo yankee, in realt\u00e0, il sistema di sanzioni internazionali avviate dall\u2019Amministrazione Obama e inaspritesi con l\u2019avvento di Trump alla Casa Bianca, pure avendo avuto un indubbio impatto sugli investimenti diretti di capitali esteri nel Paese, <strong>non \u00e8 affatto sufficiente a spiegare la gravissima penuria di beni alimentari<\/strong>, <strong>medicinali<\/strong> <strong>e strumenti tecnologici che affligge l\u2019economia del Venezuela<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Infatti, sotto un primo profilo va detto che il sistema di sanzioni non ha comunque impedito fino a poco tempo addietro alle grosse banche d\u2019affari statunitensi (prima fra tutte la Goldman Sachs) di investire copiose somme nell\u2019acquisto di buoni obbligazionari emessi dalla compagnia petrolifera di Stato PdVSA, un elemento che smaschera tanto l\u2019ipocrisia del capitalismo a stelle e strisce quanto quella della retorica anti- imperialista cos\u00ec tanto sbandierata dal Governo di Caracas. Inoltre, sebbene con il recente inasprimento delle sanzioni deciso dalla Casa Bianca nel 2018, l\u2019acquisto di titoli del colosso petrolifero di Stato venezuelano sia stato per la prima volta interdetto agli investitori nordamericani, pur tuttavia nessun embargo commerciale petrolifero \u00e8 mai stato decretato da Washington verso Caracas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">D\u2019altro canto, sono gli stessi numeri sul volume delle importazioni ed esportazioni verso l\u2019estero \u2013 diffusi dagli stessi organismi statistici ufficiali almeno fino a quando il Governo Maduro non ne ha imposto il divieto di pubblicazione \u2013 a smentire la narrazione retorico-propagandistica che punta ad individuare nella \u201cguerra economica\u201d perpetrata dall\u2019imperialismo l\u2019unica causa del crollo dell\u2019economia del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La verit\u00e0 \u00e8 che, come bene argomentato da uno studio a cura dell\u2019economista marxista <a href=\"http:\/\/www.revistas.unam.mx\/index.php\/rel\/article\/view\/57456\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Manuel Sutherland<\/a>, da quando il Governo bolivariano ha assunto nel 2003 il controllo monopolistico del sistema del cambio e della gestione dei petro-dollari che fanno ingresso nel Paese grazie alle copiose entrate per l\u2019esportazione del greggio, in Venezuela ha preso piede un mastodontico sistema criminale di rapina delle ricchezze nazionali fondato su un\u2019artificiosa sopravvalutazione della moneta nazionale (il bol\u00edvar) e su un gigantesco meccanismo di importazioni fraudolente e fittizie di merci prodotte all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/f\/f3\/Nicol%C3%A1s_Maduro_2019.jpg\/800px-Nicol%C3%A1s_Maduro_2019.jpg\" width=\"800\" height=\"1270\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">In sostanza, da quando vi \u00e8 un organismo pubblico centralizzato (chiamato CEVIX o CADIVI) che ha assunto su di s\u00e9 l\u2019intera gestione del cambio dei dollari necessari per accedere al mercato delle importazioni di beni dall\u2019estero, il Governo centrale ha consentito soltanto ad un ristretto ambito di societ\u00e0 riconducibili agli ambienti militari o filo-governativi di accedere liberamente alla moneta forte. La divisa estera \u00e8 sempre stata fornita a tale ristretta cerchia di societ\u00e0 autorizzate con un rapporto di cambio alterato che in questi anni ha sopravvalutato la quotazione del bol\u00edvar spesso anche di 100 volte rispetto al suo valore di mercato (per fare un esempio, se in un certo periodo sui mercati internazionali delle valute il rapporto di cambio fra bol\u00edvar venezuelano e dollaro USA veniva stimato all\u2019incirca in 1.000 a 1, gli organismi governativi, almeno fino a febbraio del 2018, si sono accontentati, bont\u00e0 loro, di soli 10 bol\u00edvar per ogni dollaro consegnato nelle mani degli enti para-governativi addetti all\u2019attivit\u00e0 di importazione di beni dall\u2019estero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Una volta che tali importatori hanno acquisito i dollari ad un cambio preferenziale e privilegiato, quella valuta forte, ufficialmente necessaria per pagare le merci che si dovrebbe importare dall\u2019estero, ha finito in realt\u00e0 per alimentare un circuito vorticoso e perverso con cui gli stessi importatori filo-governativi sono troppo spesso riusciti ad occultare clandestinamente sia la valuta che le stesse merci importate (ovvero una parte considerevole di esse): attorno a questo immenso meccanismo perverso di frode valutaria ha ruotato per anni \u2013 e tuttora ruota \u2013 <strong>un sistema che ogni giorno sottrae ricchezza al Paese caraibico<\/strong> e con cui si realizza una continua ed irrefrenabile fuga dei suoi capitali verso l\u2019estero!<\/p>\n<div id=\"attachment_104439\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-104439\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/29-03-2016-grc3a1fico-1.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"447\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Grafico che dimostra la vertiginosa espansione della massa monetaria circolante in Venezuela fra il 1999 e il 2016. Fonte: Banca Centrale del Venezuela \u2013 Elaborazione a cura del Centro de Investigaci\u00f3n y Formaci\u00f3n Obrera (CIFO-ALEM)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il meccanismo alla base di tale gigantesca attivit\u00e0 fraudolenta \u00e8 estremamente semplice da afferrare: se la moneta venezuelana viene scambiata sui mercati ad un valore reale spesso anche di 100 volte inferiore a quello con cui viene scambiata dagli organismi governativi, tutti coloro i quali sono nelle condizioni di mettere le mani sulla rendita petrolifera, una volta ottenuti i dollari col sistema del cambio preferenziale, ne investono effettivamente solo una parte nell\u2019attivit\u00e0 di importazione e al contempo, aiutandosi con delle sovra-fatturazioni di merci fittizie e mai effettivamente acquistate, occultano facilmente delle grandi quantit\u00e0 di valuta forte trasferendole nei paradisi fiscali ovvero alimentando l\u2019enorme mercato nero del dollaro all\u2019interno degli stessi confini del Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Per un qualsiasi visitatore straniero che tocchi il suolo del Venezuela \u00e8 estremamente semplice rendersi conto di quanto sia ampio e diffuso il sistema del cambio in nero del dollaro nel Paese, in quanto appena sbarcati nell\u2019area dei voli internazionali dell\u2019aeroporto La Maiquetia nella capitale Caracas, si viene letteralmente assaliti da vivacissimi agenti del cambio in nero che offrono disinvoltamente bol\u00edvar in cambio di dollari o euro secondo un rapporto di cambio molto distante da quello ufficiale. Pertanto, da quando nel Paese si \u00e8 diffusa la pratica governativa di sopravvalutare artificiosamente il bol\u00edvar, <strong>il traffico di valuta \u00e8 diventato di gran lunga il business pi\u00f9 redditizio per chiunque<\/strong>, attore piccolo o grande dell\u2019economia nazionale, riesca a venire in possesso di una certa quota della rendita petrolifera incamerata dal Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Tale fenomeno ha acquisito negli anni delle dimensioni impressionanti ed incontrollabili ed il suo principale effetto nefasto sull\u2019economia del Paese \u00e8 costituito dal generale disincentivo verso l\u2019avvio di qualsiasi genere di attivit\u00e0 produttiva all\u2019interno dei confini del Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019ex ministro per la Pianificazione economica, l\u2019ingegnere di chiare origini italiane <strong>Jorge Giordani<\/strong>, grande amico di Chavez e dimessosi nel 2014 da ogni incarico governativo in polemica con Maduro, ha pubblicamente denunciato il furto, attraverso il meccanismo fraudolento sopra descritto, di almeno 25 mila milioni di dollari dall\u2019organismo governativo CADIVI addetto alle operazioni di cambio su larga scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Oltre al mercato nero di valuta, vi \u00e8 pi\u00f9 di qualche indizio per sostenere che dell\u2019enorme mole di beni alimentari, prodotti manifatturieri e medicinali che dovrebbero fare ingresso in Venezuela per mezzo del sopra descritto meccanismo di importazioni dall\u2019estero, solamente una piccola parte di essi entra effettivamente nel Paese e prende delle vie d\u2019ingresso legali per la vendita nel mercato interno ed a prezzi generalmente sussidiati, mentre una gran parte di essi va ad alimentare un formidabile e gigantesco contrabbando di merci vendute al mercato nero a prezzi molto pi\u00f9 alti di quelli che il Governo si sforza inutilmente di imporre nelle catene di supermercati popolari gestiti dalle stesse autorit\u00e0 ma nei quali purtroppo scarseggia di tutto, dallo shampoo al dentifricio, dal sapone alla carta igienica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-104440\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/inflazione-6.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"411\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Se tutto ci\u00f2 non bastasse a descrivere il disastro di un\u2019economia nazionale ormai strutturalmente e capillarmente fondata sul malaffare, sulla frode valutaria e sulla speculazione parassitaria, con un sistema di complicit\u00e0 e protezioni che purtroppo investe anche le sfere pi\u00f9 alte del potere centrale, non si pu\u00f2 omettere di menzionare altres\u00ec la disdicevole pratica della Banca Centrale del Venezuela consistente nell\u2019essere ricorsa in questi anni in misura sempre pi\u00f9 massiccia ed irresponsabile alla<strong> stampa di carta moneta priva di ogni copertura e valore reale<\/strong>. Secondo i dati statistici ufficiali forniti dalla stessa Banca Centrale del Venezuela, nel periodo compreso tra il 1999 e il 2016 la massa monetaria in circolazione nel Paese \u00e8 cresciuta di circa il 33 mila per cento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">In tutti questi anni, l\u2019immissione di una enorme massa di <em>dinero inorganico<\/em>\u00a0nell\u2019economia venezuelana in quantit\u00e0 esorbitanti \u00e8 servita a <strong>sostenere una immensa spesa pubblica improduttiva<\/strong> (il numero dei dipendenti pubblici \u00e8 aumentato in forme vertiginose) nonch\u00e9 a compensare l\u2019enorme deficit fiscale del Governo. Sta di fatto che, a causa delle oggettive condizioni di collasso dell\u2019apparato produttivo della nazione, tale enorme massa di liquidit\u00e0 ha finito inesorabilmente per alimentare un\u2019iper-inflazione di dimensioni incontrollabili, che si \u00e8 attestata per il 2017 a circa l\u2019830% e che per i primi sei mesi del 2018 avrebbe raggiunto il 4.684,3%, un vero e proprio record mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Per l\u2019intero anno 2018 non si dispone tuttora di dati certi ma stando alle stime del Fondo Monetario Internazionale per la fine dell\u2019anno si prevedeva un\u2019inflazione vicina ad un milione per cento su base annua!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-104441\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/khf.jpg\" sizes=\"(max-width: 1002px) 100vw, 1002px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/khf.jpg 1002w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/khf-768x418.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1002\" height=\"546\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"LEFT\">La paralisi economico-produttiva del Paese, l\u2019iper-inflazione, il crollo del valore reale dei salari, la generale impossibilit\u00e0 di procurarsi da vivere lavorando, unitamente al collasso del sistema sanitario nazionale ed alla diffusa scarsit\u00e0 di viveri e medicinali, con il conseguente e drammatico aumento di fenomeni come la mortalit\u00e0 neonatale e la denutrizione infantile, stanno oggi facendo vivere al Venezuela un esodo di proporzioni bibliche dei suoi cittadini verso l\u2019estero, come non si era mai visto nella storia recente del Paese. <strong>Tale oggettivo fallimento avrebbe dovuto obbligare da tempo il Governo Maduro ad adottare delle misure in seria e reale discontinuit\u00e0 con le sue politiche economiche errate<\/strong> anzich\u00e9 attribuire semplicisticamente la responsabilit\u00e0 del crollo dell\u2019economia ai nemici esterni al Paese (che esistono ma la cui presenza non \u00e8 sufficiente, come detto, a giustificare i fallimenti dell\u2019esecutivo nella gestione dell\u2019economia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Da questo punto di vista, in questi ultimi tempi, l\u2019unica iniziativa di un certo rilievo riguarda l\u2019adozione di una nuova cripto-moneta interamente virtuale, il <strong><em>petro<\/em><\/strong>, la cui copertura reale \u00e8 data dal valore delle enormi risorse energetiche e minerarie di cui dispone il Paese e che nei piani del Governo di Caracas dovrebbe progressivamente soppiantare l\u2019uso del dollaro USA nelle transazioni petrolifere, cos\u00ec consentendo la graduale de-dollarizzazione del Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Tale ultima iniziativa, che sembra avere incontrato il sostegno interessato del governo russo e di quello cinese, \u00e8 auspicabile che conduca nel medio periodo ad una graduale emancipazione del Venezuela dal suo rapporto perverso e destabilizzante con la moneta statunitense anche se ad oggi non \u00e8 affatto facile prevedere se e come questo tipo di manovra monetaria possa di per s\u00e9 risultare funzionale ad una ripresa generale dell\u2019economia e possa soprattutto alleviare gi\u00e0 nel breve periodo le gravi carenze alimentari e di medicinali che affliggono la societ\u00e0 venezuelana.<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/maduro-juan-guaido-socialismo-bolivariano\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/maduro-juan-guaido-socialismo-bolivariano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Giuseppe Angiuli) In Venezuela \u00e8 di nuovo caos: Juan Guaid\u00f3 si autoproclama presidente, Nicolas Maduro tira dritto e invia un ultimatum al personale diplomatico statunitense. 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A 20 anni di distanza dal primo insediamento di Hugo Chavez alla Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela, vi sono senz\u2019altro le condizioni per trarre un significativo bilancio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37731,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lintellettuale-dissidente.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-48134","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48134"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48134"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48134\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48136,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48134\/revisions\/48136"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}