{"id":48147,"date":"2019-01-25T11:30:30","date_gmt":"2019-01-25T10:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48147"},"modified":"2019-01-24T23:13:16","modified_gmt":"2019-01-24T22:13:16","slug":"brevi-cenni-sulluniverso-neoliberale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48147","title":{"rendered":"Brevi cenni sull&#8217;universo neoliberale"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>SENSO COMUNE (Marco Adorni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando un anziano piange ci rende particolarmente tristi. \u00c8 pi\u00f9 forte di noi.<\/strong>\u00a0Mentre il pianto del bambino irrita (se stiamo mangiando al ristorante) o rallegra (se sta dando noia a qualcuno che ci sta antipatico), l\u2019anziano in crisi suscita la pi\u00f9 profonda empatia. Questa regola \u00e8 stata infranta l\u2019altro giorno. Davanti alle lacrime del coccodrillo Claude Juncker, che piagnucolava circa il fatto che l\u2019Europa non \u00e8 stata solidale con la Grecia, non ho provato altro che un senso di nausea e quieta disperazione: ma davvero crede che ce la beviamo?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cos\u2019\u00e8 successo, poi, dopo il pubblico pentimento? Niente. Tutto \u00e8 continuato come se nulla fosse.<\/strong>\u00a0A parte qualche articoletto rosa dei coraggiosi giornalisti italioti, che hanno telefonato ai soliti quattro o cinque personaggi arci-noti e iper-presenti della ribalta nazionale per sapere che pensassero, loro, dell\u2019autodaf\u00e9 presidenziale. E, allora, ecco Alessandro Baricco salire sul palco e sostenere che, un tempo, la gente prendeva sul serio le lezioni degli insegnanti, le diagnosi e le terapie del medico, le ricette degli economisti: ah, i bei tempi di quando il popolo era crasso e credulo! E, poi, Ernesto Galli della Loggia prendersela con le classi dirigenti ormai incapaci di guidare e\/o comprendere e\/o rappresentare alcunch\u00e9 \u2013 men che meno \u00abgli strati profondi delle societ\u00e0 occidentali\u00bb. E,\u00a0<i>dulcis in fundo<\/i>, Enrico Letta, gi\u00e0 economista della scuola di Andreatta e Prodi \u2013 i responsabili delle riforme che hanno spalancato le porte del debito pubblico italiano alla speculazione internazionale (con l\u2019eccellente risultato di raddoppiarne il rapporto con il Pil nel giro di un gruzzolo d\u2019anni) e aperto la strada alla\u00a0<i>deregulation bancaria<\/i>\u00a0\u2013, gi\u00e0 sotto-segretario alla presidenza del Consiglio (governo Prodi), gi\u00e0 dirigente dell\u2019Aspen Institute Italia, gi\u00e0 frequentatore del gruppo Bilderberg, gi\u00e0 membro della Trilateral Commission, accusare le\u00a0<i>\u00e9lite<\/i>\u00a0politiche di due vizi capitali: volont\u00e0 all\u2019autoconservazione e machiavellismo. Un\u2019accusa singolare, questa: \u00e8 come lamentarsi con un nazista perch\u00e9 incapace di provare empatia nei confronti dell\u2019ebreo cui egli stesso ha inflitto terribili e inumane sofferenze.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sta parlando seriamente? Ebbene s\u00ec. Letta non sta scherzando. Non scherzava nemmeno nel 1997, quando pubblicava un libro, con intento non satirico, intitolato\u00a0<i>Euro s\u00ec. Morire per Maastrich<\/i>t (ed. Laterza).<\/strong>\u00a0Se ne volete una conferma, vi \u00e8 sufficiente digitare in Google il titolo del libro. Non vi dovrete stropicciare troppo gli occhi, avrete capito bene: Letta vi star\u00e0 dicendo che gli Italiani devono sacrificarsi,\u00a0<i>fino a morire per l\u2019Euro<\/i>, come, a suo tempo (nel 1939),\u00a0<i>fu fatto per la Polonia!\u00a0<\/i>Il supremo sacrificio, nel 1997, veniva indicato come necessario per ragioni patriottiche: l\u2019Italia avrebbe avuto tanto da guadagnare dalla costruzione della moneta unica! Sei anni dopo la pubblicazione, Enrico Letta, nelle vesti di Presidente del Consiglio (28 aprile 2013-22 febbraio 2014), avrebbe girovagato per le cancellerie europee, elemosinando impossibili margini di manovra all\u2019interno del duro regime d\u2019austerit\u00e0 a moneta unica promosso dalle banche tedesche.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 davvero cos\u00ec difficile capire che il matrimonio tra Ue e poteri forti porta miseria, svuotamento delle sovranit\u00e0 nazionali e della democrazia?<\/strong>\u00a0E, annesso a tutto ci\u00f2, al declino fatale e inarrestabile della politica?\u00a0Se non riuscite a capacitarvi del perch\u00e9 sembri importarcene poco, e di quanto strana e contraddittoria risulti la relazione tra la biografia politica di un campione del neo-liberalismo come Letta e le sue esternazioni come libero cittadino nonch\u00e9 rettore della Scuola di affari internazionali e professore alla facolt\u00e0 di Sciences Politique della Sorbona, \u00e8 perch\u00e9 non avete fede nell\u2019imperscrutabile \u03bd\u03cc\u03bf\u03c2 cosmico che configura l\u2019ordine \u201cspontaneo\u201d del mercato e governa le nostre condotte individuali, sociali e politiche. \u00c8 solo in questo\u00a0<i>cosmos\u00a0<\/i>che le altrimenti incomprensibili biografie dei governanti trovano una convincente chiusura razionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Storicamente il capitalismo tende a presentarsi come forma ultima di ordine naturale e sociale, assumendo un aspetto di religione puramente cultuale,<\/strong>\u00a0\u00abla pi\u00f9 estrema forse che mai si sia data\u00bb (Walter Benjamin,\u00a0<i>Capitalismo come religione<\/i>). Il neo-liberalismo ne costituisce l\u2019estremizzazione, una forma di potere governamentale e bio-politico che cancella l\u2019ambito della decisione dalla sfera del politico e impone il pensiero unico, l\u2019impossibilit\u00e0 di trovare alternative al governo del mercato (Margaret Thatcher\u00a0<i>docet)<\/i>. Non c\u2019\u00e8 spazio di manovra politica se non attraverso tentativi di azioni di rottura dal basso, come stanno dimostrando i Gilets Jaunes in queste settimane, e in generale le rivendicazioni di sovranit\u00e0 popolare e democratica delle masse che si sono manifestate in questi anni\u00a0<i>inter alia<\/i>\u00a0con gli Indignados in Spagna o il movimento Cinque Stelle in Italia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dato un quadro politico continentale dei movimenti popolari piuttosto sconfortante (il declino di Podemos in Spagna, l\u2019avvio di un processo di istituzionalizzazione dei Cinque Stelle in Italia, l\u2019ascesa di forze che si ispirano al nuovo fascismo, ecc.)<\/strong>, risulta sempre pi\u00f9 difficile non cedere alle sirene rassicuranti del discorso del potere, che rovescia sugli organizzatori del consenso degli ultimi e penultimi l\u2019accusa di populismo, quando la realt\u00e0 \u00e8 la semplice verit\u00e0 laclausiana che ogni costruzione politica \u00e8 una costruzione discorsiva e populistica. Con un corollario: la ricetta populista doc non \u00e8 prevedibile n\u00e9 predeterminabile quanto agli effetti politici. Ed \u00e8 poi questo elemento di scarsa predicibilit\u00e0 a rendere il populismo autentico il vero spauracchio delle\u00a0<i>\u00e9lite<\/i>, da cui la malevola equazione populismo=sovranismo=neo-fascismo. Il popolo va impaurito, va paralizzato, va reso incapace di costruire un populismo non controllabile. E che cos\u2019\u00e8, tale equazione, se non una delle sequenze cruciali delle catene equivalenziali con cui viene costruita la totalit\u00e0 discorsiva neo-liberale? Cio\u00e8, siamo o no di fronte a un populismo dall\u2019alto? Certo che s\u00ec.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma cosa si intende con \u201cpopulismo dall\u2019alto\u201d? Una parodia del populismo laclausiano, per intenderci, in quanto basata su una costruzione del discorso politico che si fonda sulla neutralizzazione del campo politico<\/strong>, cio\u00e8 su una declinazione irenica dell\u2019antagonismo e della conflittualit\u00e0 che sono il sale delle moderne democrazie, cos\u00ec da determinare quella particolare condizione di disciplinamento dello spazio sociale e politico in grado di declinare i momenti rivoluzionari in momenti di restaurazione dell\u2019ordine. Per dirla in termini gramsciani, il populismo dall\u2019alto produce \u00abrivoluzioni passive\u00bb, momenti di risignificazione del campo politico in cui la tesi, in questo caso la ricetta neo-liberalista, sviluppa tutte le sue possibilit\u00e0 di lotta egemonica fino al punto di incorporare una parte dell\u2019antitesi (la ricetta social-democratica). L\u2019opposizione amico-nemico, che caratterizzava l\u2019agone politico moderno, diventa, cos\u00ec, una\u00a0<i>coincidentia oppositorum<\/i>, una partnership concorrenziale, una lotta priva di\u00a0<i>polemos<\/i>\u00a0tra significanti che si legittimano vicendevolmente e alternativamente all\u2019interno dello stesso frame egemonico. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un fuori e un oltre: \u00e8 il populismo senza frontiere antagonistiche, divisioni sociali e, quindi, politica. \u00c8 il populismo che non attiva il popolo e che alla fine non corrisponde alle domande democratiche dei gruppi sociali che lo compongono. Il populismo dall\u2019alto \u00e8, insomma, la negazione della politica, \u00e8 la risignificazione del campo politico come mercato, luogo di scambio, di mediazione, di compromesso, di stasi, di \u201cpace\u201d. \u00c8 ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto nel trentennio neo-liberale: la neutralizzazione del conflitto e quindi della politica, leggi democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il populismo \u201cdal basso\u201d (o democratico), invece, \u00e8 quello caratteristico delle forze politiche che sanno istituire una frontiera antagonistica tra popolo ed \u00e9lite<\/strong>\u00a0e sanno perci\u00f2 individuare nell\u2019oligarchia un\u00a0<i>hostis publicus<\/i>, opponendovi un fronte sociale unificato in una prospettiva temporale di durata e fedelt\u00e0 all\u2019evento di rottura e in funzione di un programma politico di trasformazione radicale dell\u2019ordine sociale in senso redistributivo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il M5S \u00e8 nato su queste basi. Ora, al governo con forze sistemiche come la Lega, \u00e8 chiamato a operare in una logica istituzionale che rischia di comprometterne la fisionomia delle origini.<\/strong>\u00a0E certo, se va dato atto, tanto ai pentastellati quanto ai leghisti, che il loro populismo \u00e8 partito davvero da un \u201cregistro<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>basso\u201d \u2013 l\u2019appello al popolo \u00e8 stato rude, volgare, schietto, senza mezzi termini, al limite dell\u2019insopportabile (dal VaffaDay di Grillo alla comunicazione salviniana) \u2013 mi rifiuto di credere che il popolo italiano sia un\u2019entit\u00e0 cos\u00ec semplice e ordinata da essere identificabile agli slogan pi\u00f9 o meno razzisti, xenofobi o idioti dell\u2019uno o dell\u2019altro esponente. Nota di teoria politica: non andrebbe mai dimenticato che lo stesso termine \u201cpopolo\u201d \u00e8, per sua natura, ampiamente polisemico, e che la volatilit\u00e0 dei consensi \u00e8 talmente elevata da mettere in forte discussione la solidit\u00e0 dell\u2019identificazione\u00a0<i>sic et simpliciter\u00a0<\/i>tra \u201cdiscorso\u201d del leader e sentimento della base.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ampio \u00e8 il vuoto tra \u00e9lite e popolo, dunque, soprattutto nel nostro Paese. E questo per una semplice ma fondamentale ragione: la sedicente \u201csinistra\u201d ha disertato il discorso della trasformazione sociale.<\/strong>\u00a0Il punto \u00e8 che, se escludiamo dall\u2019analisi i partitini e i gruppetti politici che dimostrano una capacit\u00e0 egemonica inversamente proporzionale all\u2019intensit\u00e0 del loro irriducibile attaccamento alla bandiera della testimonianza, il Pd e i suoi satelliti hanno abbandonato da lungo tempo un terreno che ha costituito un formidabile collante ideologico di Pci e Psi nel Secondo Dopoguerra, ovvero quel significante chiamato \u201canticapitalismo\u201d, che non era tanto la lotta al \u201cdiscorso del padrone\u201d quanto la capacit\u00e0 di leggere criticamente l\u2019apparato ideologico del presente, la realt\u00e0 del capitale come forza non solo economico-materiale ma anche simbolica, come potere ontologico del sociale. La mancanza di un\u2019analisi dei dispositivi del potere odierno \u2013 che di necessit\u00e0 deve assumere una prospettiva analitica multipla \u2013 non potendosi limitare n\u00e9 alla geopolitica n\u00e9 all\u2019economia ma comprendendo anche la dimensione politico-simbolica \u2013 \u00e8 la ragione per cui Pd e satelliti sono finiti \u2013 e finiranno \u2013 per non avere gli strumenti discorsivi necessari a trascendere il regime discorsivo dell\u2019egemonia neo-liberale, a rendere possibile l\u2019impossibile. Il problema, evidentemente, \u00e8 che il\u00a0<i>there is no alternative\u00a0<\/i>\u00e8 diventato parte anche del loro immaginario, che si risolve in puro folkore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di fronte a questo desolante e statico quadro, gli unici momenti in cui ancora si sogna \u00e8 quando qualcuno fa un po\u2019 di casino<\/strong>, come succede in queste settimane in Francia con i Gilets Jaunes, che stanno facendo affossare i consensi, fino a poco tempo fa entusiastici, verso la presidenza del populista neo-liberal Macron. La cosa non sorprende minimamente.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/e-possibile-la-politica-nelleuropa-di-oggi\/\">Si sapeva dell\u2019estrema volatilit\u00e0 dei leader neo-liberali.<\/a>\u00a0Il parallelo italiano di Macron \u00e8 Matteo Renzi, l\u2019indemoniato della chiacchiera vuota, del\u00a0<i>flatus vocis<\/i>, con i suoi modi sbrigativi da venditore di pentole in corriera, talmente convinto di rappresentare il \u201cnuovo\u201d da desiderare di far\u00a0<i>tabula rasa<\/i>\u00a0del suo stesso partito. Assurto agli onori della cronaca come Grande Rottamatore del Pd, il Torquemada dei democratici italiani si \u00e8 rapidamente consunto come neve al sole. Quando si dice giovent\u00f9 bruciata. Ma chiediamoci perch\u00e9 \u00e8 finita la grande rivoluzione culturale che si proponeva?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>E perch\u00e9 Macron rischia di fare la stessa fine?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il discorso che accompagna al potere il populista neo-liberale appoggia sistematicamente sull\u2019immagine del liberatore che risveglia le intime potenze racchiuse nel popolo.<\/strong>\u00a0La natura dell\u2019eroe della rivoluzione neoliberale \u00e8 quella del demiurgo, che promette di plasmare il mondo a sua immagine e somiglianza: far\u00e0 svanire gli impedimenti e i lacciuoli che impediscono la crescita indefinita del mercato, favorir\u00e0 il riconoscimento sociale dei meritevoli, perseguir\u00e0 il bene comune, l\u2019efficienza dei processi, la trasparenza, ecc.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 24 aprile 2017, quindi due settimane prima del secondo turno delle presidenziali (7 maggio 2017), Emmanuel Macron faceva uscire il suo\u00a0<i>memoir\u00a0<\/i>intitolato\u00a0<i>Rivoluzione<\/i>.<\/strong>\u00a0Il sito di Amazon lo presentava cos\u00ec: \u00abUna sfida aperta ai populisti e a coloro che non credono pi\u00f9 nelle istituzioni, senza false promesse, che potrebbe cambiare per sempre il modo di fare politica in Europa. \u201cAlcuni pensano che il nostro Paese sia in declino, che il peggio debba ancora arrivare, che la nostra civilt\u00e0 sia in via di estinzione. Che il nostro unico orizzonte consista nell\u2019arretramento o nella guerra civile. Che per proteggerci dalle grandi trasformazioni mondiali dovremmo tornare indietro nel tempo e applicare le ricette del secolo scorso. Altri pensano che la Francia possa continuare pi\u00f9 o meno cos\u00ec, scendendo s\u00ec la china, ma una china non troppo ripida. Che il gioco dell\u2019alternanza politica baster\u00e0 a darci un po\u2019 di respiro. Dopo la sinistra, la destra. Le stesse facce e gli stessi uomini, oramai da tanti anni. Io sono convinto che abbiano torto, sia gli uni sia gli altri\u201d\u00bb. Notare le espressioni: \u201c<i>false promesse<\/i>\u201d, \u201ccambiare\u00a0<i>per sempre<\/i>\u00a0il modo di fare politica\u201d, \u201carretramento\u201d e \u201cguerra civile\u201d, \u201cle stesse facce, gli stessi uomini\u201d. La risposta del popolo francese alle ricette di Macron \u00e8 stata quella dei Gilet Gialli.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E in Italia?\u00a0Da noi, intrappolati nella rete delle necessit\u00e0 della crisi economica, come possiamo far ripartire un discorso democratico dal basso?<\/strong>\u00a0Resuscitando il Pd, \u00e8 ovvio! Invece di porsi la questione dell\u2019effettivo esercizio di sovranit\u00e0 popolare e democratica, i giornali vicini al centrosinistra si<i>\u00a0<\/i>esaltano per la creazione, da parte dell\u2019ex ministro allo sviluppo economico, Carlo Calenda, di una lista unitaria anti-sovranista per le Europee, comprendente, oltre al moribondo Pd, i partiti di sinistra e le forze civiche europeiste: questa lista salver\u00e0 il Pd! \u00c8 naturalmente una grande notizia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per confezionare al meglio questo nuovo prodotto elettorale neo-liberalista, la linea strategica del marketing team di Calenda ha esteso l\u2019invito, oltre che all\u2019immarcescibile filoeuropeista Bonino,<\/strong>anche alla\u00a0<i>new entry<\/i>\u00a0del centrosinistra nazionale, Federico Pizzarotti, non pi\u00f9 solo sindaco di Parma ma ora anche presidente nazionale della nuova creatura politica, Italia in Comune, che lui stesso ha fondato con l\u2019intento di superare il Pd (definito da Pizzarotti stesso un \u201cpartito di carta\u201d) e creare\u00a0<i>una nuova classe dirigente nazionale\u00a0<\/i>(consultate il loro sito,\u00a0<i>please<\/i>). Anche Pizzarotti, dunque,\u00a0<i>homo novus<\/i>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Analizzare il fenomeno dalla citt\u00e0 di Pizzarotti pu\u00f2 portare qualche elemento di riflessione a chi, non vivendola, non ne ha un\u2019immagine esaustiva.<\/strong>\u00a0Fa riflettere come \u00abla Repubblica\u00bb lanci la volata a Pizzarotti, infischiandosene dell\u2019accertamento della verit\u00e0 dei fatti. Michele Smargiassi, per esempio, su \u00abla Repubblica\u00bb del 16 dicembre scorso, affermava, senza vergogna, che Pizzarotti ha ottenuto una seconda trionfale investitura a primo cittadino. Il giornalista evidentemente ignorava \u2013 o fingeva di non sapere, il dubbio \u00e8 lecito \u2013 che, al primo turno, Pizzarotti aveva ottenuto 26.496 voti contro i 24.934 di Paolo Scarpa (una differenza dunque di 1.562 voti) e che, al secondo turno, aveva partecipato al voto solo il 45,17% degli aventi diritto (in calo rispetto al 53,65% del primo turno). Un trionfo, se c\u2019era stato, era stato del partito degli astensionisti. Per non dire, poi, che non poche preferenze del secondo turno erano arrivate da quell\u2019elettorato di \u201cdestra\u201d le cui rappresentanze politiche sono oggi tenute non tanto cortesemente a distanza dal primo cittadino (il M5S \u00abha fallito\u00bb, la Lega \u00e8 \u00abun partito di estrema destra\u00bb, ecc.).\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma Smargiassi \u00e8 ambizioso e si spinge oltre: afferma che Pizzarotti avrebbe scavalcato agevolmente anche l\u2019\u00ababisso delle inchieste per corruzione\u00bb<\/strong>: altro errore significativo. Intanto, i procedimenti sono ancora in corso, e sono sei le inchieste giudiziarie in ballo, tre a carico del sindaco.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Anche a Parma, dove regna la \u00abrivoluzione gentile\u00bb di Pizzarotti, dunque, il sindaco governa senza un consenso popolare solido, dimostrando che il patto di rappresentanza tra governanti e governati \u00e8 ormai in grande crisi. Come mai? Forse perch\u00e9 il popolo \u00e8 stanco di non vedere soddisfatti i propri bisogni fondamentali? Sempre pi\u00f9 parmigiani si chiedono perch\u00e9 anche il sindaco gentile non attacchi la struttura dei poteri forti (banche, multinazionali) che, anche a Parma, hanno continuato a prosperare, nonostante la crisi del debito?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non \u00e8 questo il luogo per ripercorrere le scelte di Pizzarotti nel governo locale, il fatto di non essere riuscito a bloccare la costruzione dell\u2019inceneritore e di avere le mani legate rispetto al colosso Iren.<\/strong>Ma se una critica politica gli va rivolta, essa va fatta a partire proprio dal non aver saputo rispondere a quei bisogni democratici fondamentali \u2013 rispetto al nodo del debito e della individuazione dei responsabili \u2013 per cui era stato scelto da una parte del popolo di Parma.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di sicuro c\u2019\u00e8 che l\u2019aria di questa citt\u00e0 \u00e8 irrespirabile, e che vengono portati avanti progetti per la realizzazione di imponenti infrastrutture (mega centri commerciali)<\/strong>\u00a0che impoveriranno il centro storico e aumenteranno il traffico veicolare, che si alienano pezzi del patrimonio pubblico per sanare il debito, che sono stati approvati debiti fuori bilancio delle precedenti amministrazioni e che si sono innalzate tasse, tariffe e rette ai massimi livelli, che non si sono attivate azioni di responsabilit\u00e0 e risarcitorie nei confronti dei dirigenti responsabili del debito, che si sono privatizzati molti servizi comunali. Mentre \u00e8 lecito chiedersi se \u00e8 proprio questo il \u201cnuovo\u201d che vogliamo, Legambiente denuncia una lunga serie di criticit\u00e0 e di situazioni poco chiare nel progetto di ampliamento dell\u2019aeroporto di Parma \u2013 un progetto costoso e probabilmente inutile, destinato a far arrivare aerei cargo in una citt\u00e0 gi\u00e0 molto inquinata e complessa sul piano della viabilit\u00e0 \u2013 Pizzarotti dichiara che si alleer\u00e0 con i Verdi per un\u2019Europa solidale, unita e vicina all\u2019ambiente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/brevi-cenni-sulluniverso-neoliberale\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/brevi-cenni-sulluniverso-neoliberale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di SENSO COMUNE (Marco Adorni) &nbsp; &nbsp; Quando un anziano piange ci rende particolarmente tristi. \u00c8 pi\u00f9 forte di noi.\u00a0Mentre il pianto del bambino irrita (se stiamo mangiando al ristorante) o rallegra (se sta dando noia a qualcuno che ci sta antipatico), l\u2019anziano in crisi suscita la pi\u00f9 profonda empatia. Questa regola \u00e8 stata infranta l\u2019altro giorno. Davanti alle lacrime del coccodrillo Claude Juncker, che piagnucolava circa il fatto che l\u2019Europa non \u00e8 stata solidale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":33207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Senso-Comune.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cwz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48147"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48154,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48147\/revisions\/48154"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}