{"id":48188,"date":"2019-01-28T09:30:47","date_gmt":"2019-01-28T08:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48188"},"modified":"2019-01-26T14:09:23","modified_gmt":"2019-01-26T13:09:23","slug":"il-franco-cfa-fra-sinistra-imperiale-e-materialismo-storico-quando-i-marxisti-si-schierano-col-negus-macron-pur-di-andar-contro-ai-5stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48188","title":{"rendered":"Il franco CFA, fra &#8216;sinistra imperiale&#8217; e &#8216;Materialismo Storico&#8217;: quando i marxisti si schierano col &#8216;Negus Macron&#8217; pur di andar contro ai 5Stelle"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Matteo Luca Andriola)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"Il franco CFA, fra 'sinistra imperiale' e 'Materialismo Storico': quando i marxisti si schierano col 'Negus Macron' pur di andar contro ai 5Stelle\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/Franc-CFA1.jpg\/700x350c50.jpg\" alt=\"Il franco CFA, fra 'sinistra imperiale' e 'Materialismo Storico': quando i marxisti si schierano col 'Negus Macron' pur di andar contro ai 5Stelle\" width=\"700\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In questi due giorni s\u2019\u00e8 ampiamente parlato sui social network \u2013 la nuova agor\u00e0 virtuale che oramai ha sostituito i vecchi spazi d\u2019aggregazione \u2013 del cosiddetto franco CFA (originalmente franco delle Colonie Francesi d\u2019Africa, ora \u201c\u2026della Comunit\u00e0 Finanziaria Africana\u201d).. Il tutto \u00e8 nato quando l\u2019esponente del M5S Alessandro Di Battista, intervistato da Fabio Fazio a <i>Che tempo che fa <\/i>(Rai 1 ), nel parlare sull\u2019annoso tema delle migrazioni, ha espresso forti perplessit\u00e0 su questa valuta, individuandola come <i>uno <\/i>dei motivi dei flussi migratori verso l\u2019Europa, dicendo che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\u201c<i>Attualmente la Francia, vicino Lione, stampa la moneta utilizzata <\/i><i>in 14 paesi africani, tutti paesi della zona subsahariana. I quali, non soltanto hanno una moneta stampata dalla Francia, ma per mantenere il tasso fisso, prima con il franco francese e oggi con l\u2019euro, sono costretti a versare circa il 50 per cento dei loro denari in un conto corrente gestito dal tesoro francese\u2026. Ma soprattutto la Francia, attraverso questo controllo geopolitico di quell\u2019area dove vivono 200milioni di persone che utilizzano le banconote di una moneta stampata in Francia, gestisce la sovranit\u00e0 di questi paesi impedendo la loro legittima indipendenza, sovranit\u00e0 fiscale, monetaria, valutaria, e la possibilit\u00e0 di fare politiche economiche espansive.\u201d <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">L\u2019esponente grillino ha poi strappato in diretta televisiva una banconota di 10mila franchi CFA, sostenendo che, finch\u00e9 non saranno tolte queste \u2018manette\u2019 all\u2019Africa mai si risolver\u00e0 l\u2019annoso problema delle migrazioni. \u00c8 seguita un\u2019esternazione simile da parte di Giorgia Meloni, leader della destra populista Fratelli d\u2019Italia, erede del Msi e di An. Il franco CFA, indica due valute che accomunano 14 stati africani quali Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d\u2019Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, che costituiscono la cosiddetta \u201czona franco\u201d, tutti, eccezion fatta per Guinea-Bissau e Guinea Equatoriale, ex colonie francesi. Alcuni degli stati sono membri dell\u2019Uemoa (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unione_economica_e_monetaria_ovest-africana\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unione_economica_e_monetaria_ovest-africana<\/a>), altri della Cemac (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comunit%C3%A0_economica_e_monetaria_dell%27Africa_centrale\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/<\/a><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comunit%C3%A0_economica_e_monetaria_dell%27Africa_centrale\">Comunit%C3%A0_economica_e_monetaria_dell%27Africa_centrale<\/a>), usando tali valute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Se \u00e8 vero che la Francia ufficialmente rinunci\u00f2 ai suoi poteri sull\u2019Africa, fanno riflettere le parole dell\u2019ex presidente francese Jacques Chirac, secondo cui \u201csenza l\u2019Africa, la Francia scivoler\u00e0 al rango di potenza del terzo mondo\u201d. La storia conferma che la colonizzazione d\u2019Africa, pi\u00f9 che per espandere un determinato <i>way of life<\/i>, \u00e8 servita per sovvenzionare, acquisendo le locali materie prime, lo sviluppo industriale europeo. Ci\u00f2 significa che ben quattordici paesi africani non hanno una propria politica monetaria, ergo economica e indipendente, dato che dipendono da Parigi, una forma di neocolonialismo dichiarato, pi\u00f9 esplicito che altrove del meccanismo citato dell\u2019indebitamento e dell\u2019ingerenza interna nei singoli stati, visto che questi paesi sono obbligati a depositare il 65% delle loro riserve valutarie nella Banca centrale francese, non potendo per\u00f2 accedervi a piacere ma, qualora un paese abbia bisogno di una quota pari al 20% del 65% depositato, scatta la richiesta di un prestito a Parigi, pagando ovviamente gli interessi di mercato. La Francia ha pure il diritto di prelazione su <i>tutte<\/i> le commesse pubbliche bandite dai governi africani, ergo, se un governo della \u2018zona franco\u2019 avesse bisogno di un finanziamento estero, il tutto passa ai soggetti francesi, che hanno la priorit\u00e0 su tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Insomma, nessuna delle ex potenze colonizzatrici, Italia compresa, ha direttamente le mani sulle ex colonie d\u2019Africa. Vi sono legami senz\u2019altro grazie a fondi per lo sviluppo che i locali governi devono restituire con gli interessi innescando cos\u00ec il meccanismo dell\u2019indebitamento che portano a successive privatizzazioni a vantaggio delle multinazionali euro-occidentali, ma confrontati con gli altri paesi, quelli della Franciafrique stanno peggio. Ora, il franco Cfa \u00e8 alla base delle migrazioni dall\u2019Africa? Beh, onest\u00e0 intellettuale e dati ufficiali alla mano <span style=\"color: #000000;\">possiamo dire che il franco CFA \u00e8 <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>una<\/i><\/span> <span style=\"color: #000000;\">delle cause, almeno limitate ai paesi della <\/span><strong><span style=\"color: #000000;\">Fran\u00e7afrique, che si concatena ad altre che spiegheremo nella conclusione. Tenendo per\u00f2 presente che<\/span><\/strong> Macron, che s\u2019\u00e8 detto pi\u00f9 volte favorevole a sanzioni verso chi, nell\u2019Ue, non accoglie, spiegandoci che <span style=\"color: #000000;\">\u201c<\/span><em><span style=\"color: #000000;\">non ci possono essere paesi che beneficiano massicciamente della solidariet\u00e0 dell\u2019Ue e che rivendicano poi il loro egoismo nazionale quando si tratta di temi migratori<\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">\u201d<\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">, <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">escludendo ovviamente<\/span><\/em> <em><span style=\"color: #000000;\">l\u2019\u201cintoppo\u201d della chiusura delle frontiere a Ventimiglia <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">nel 2015 e da lui preseguita<\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">, <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">che dire del <\/span><\/em><strong><span style=\"color: #000000;\">36% percento dei migranti che dichiarano la loro nazionalit\u00e0 una volta giunti nei porti italiani, <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #000000;\">che <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #000000;\">appartiene a<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #000000;\">lle<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #000000;\"> (ex) colonie francesi?<\/span><\/strong><em><span style=\"color: #000000;\"> Infatti, dati del ministero dell\u2019Interno <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">d<\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">el 2017, le nazionalit\u00e0 dichiarate dai migranti vengono riassunte di seguito in percentuale: <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">13% per la <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">Guinea, <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">12% per la Nigeria, 11% per il Bangladesh, 10% per la Costa d\u2019Avorio, 9% dal Gambia, 8% dal Senegal, 5% dal Marocco, 5% dal Mali, 3% dalla Somalia e 2% dall\u2019Eritrea. Ora, paesi come la <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">Guinea, <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">la <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">Costa d\u2019Avorio, <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">il <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">Senegal e <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">il <\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\">Mali (oltre un terzo dell\u2019intero flusso migratorio che giunge in Italia) appartengono a<\/span><\/em><strong><span style=\"color: #000000;\"> Fran\u00e7afrique<\/span><\/strong> <em><span style=\"color: #000000;\">dove vige il franco CFA. Al lettore le dovute conclusioni sul motivo strutturale, almeno per tale zona del continente africano, della migrazione, e al lettore onesto intellettualmente le riflessioni sulla moralit\u00e0 macroniana (non francese perch\u00e9 va scissa la classe dirigente dai francesi). <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">Ci soffermeremo nella conclusione agli altri stati africani\u2026 <\/span><\/p>\n<div id=\"BanCenter\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b>Fra <i>Il Manifesto <\/i>colonialista e i post-losurdiani macroniani: quando l\u2019anti-gialloverdismo fa rosicare <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Una sinistra seria, davanti alle parole di Di Battista e addirittura della Meloni, non solo gli avrebbe dato ragione, ma con onest\u00e0 intellettuale avrebbe aperto in sede europea un dibattito capace di coinvolgere Parigi per risolvere il tutto. Ma dato che l\u2019onest\u00e0 intellettuale \u00e8 merce rara, specie davanti al governo \u201cgialloverde\u201d che scatena pensieri discordanti e cortocircuiti ai pi\u00f9, la sinistra radicale s\u2019\u00e8 accodata a testate come <i>Il Foglio <\/i>e <i>Il Sole 24 Ore<\/i> o al video spaccone dell\u2019on. Luigi Marattin (PD), che con fare revisionista ha detto che l\u2019uscita di Di Battista \u00e8 l\u2019\u201cennesima cialtronata dei 5Stelle. La Francia ci aiuta i paesi con quella moneta\u201d. Ora, che l\u2019esternazione la faccia lo stesso PD del pareggio di bilancio in costituzione, delle cessioni forzate di sovranit\u00e0 all\u2019UE e del Jobs Act che smantella i diritti dei lavoratori favorendo i licenziamenti facili, questo revisionismo \u2013 ma oserei dire negazionismo, perch\u00e9 si nega l\u2019evidenza dei fatti del criminoso sistema del franco CFA \u2013, il dato sconcertante \u00e8 la sinistra radicale che, pur di andare contro al governo Lega-M5S (cosa legittima, il ruolo di opposizione serve a quello), arriva a legittimare in maniera soft li sistema neocoloniale monetario che come un cappio stringe il collo degli africani,impoverendoli e obbligandoli a cercare fortuna altrove, nonostante la ricca presenza di risorse in patria, se si esclude <i>L\u2019AntiDiplomatico<\/i>, <i>Marx21.it<\/i>, il Partito Comunista Italiano di Mauro Alboresi e il Partito Comunista di Marco Rizzo. Altrove silenzio o macronismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il titolo peggiore \u00e8 apparso nella prima pagina del <i>fu \u2018<\/i>quotidiano comunista\u2019 <i>Il manifesto<\/i>, che scrive che \u201cIl franco CFA \u00e8 un vantaggio per la Francia ma non \u00e8 una tassa coloniale\u201d (<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/il-franco-cfa-e-un-vantaggio-per-la-francia-ma-non-e-una-tassa-coloniale\/\">https:\/\/ilmanifesto.it\/il-franco-cfa-e-un-vantaggio-per-la-francia-ma-non-e-una-tassa-coloniale\/<\/a>), stigmatizzando il tutto e sorvolando la questione dicendo che i siti \u2018complottisti\u2019 lo usano come variante del piano Kalergi, il tutto, mentre la cosa viene denunciata dalla sinistra francese su <i>Le Monde diplomatique<\/i> (si veda a riguardo <i>Le franc CFA en sursis<\/i>, ora in <a href=\"https:\/\/monde-diplomatique.fr\/2010\/07\/DEMBELE\/19360\">https:\/\/monde-diplomatique.fr\/2010\/07\/DEMBELE\/19360<\/a> del 2010 o l\u2019analisi pi\u00f9 recente <i>En finir avec le franc CFA?<\/i>, in <a href=\"https:\/\/www.monde-diplomatique.fr\/carnet\/2017-09-28-franc-CFA\">https:\/\/www.monde-diplomatique.fr\/carnet\/2017-09-28-franc-CFA<\/a>, del 2017) che non si fa alcun problema ad attaccare il modello neocoloniale del proprio paese. Ma mentre la sinistra francese ha generato M\u00e9lenchon che ha il 19% dei consensi, da noi un onesto socialdemocratico come Stefano Fassina viene crocefisso in sala mensa da <i>la Repubblica<\/i>, <i>Left <\/i>e compagnia ragliante come \u201crossobruno\u201d. Insomma, credi tu forse che la Francia di Macron, che c\u2019ha salvato dal fascismo lepenismo e da quello in gilet giallo, stringe un cappio finanziario sull\u2019Africa? Rossobruno! Dai ragione una volta su cento a Di Battista? Rossobruno! La Francia colonizzava e colonizza tutt\u2019oggi l\u2019Africa, ieri con la Legione straniera e oggi con una valuta stampata da Parigi? Rossobruno! Insomma, oggi il dibattito italiano s\u2019\u00e8 ridotto a questo! L\u2019onest\u00e0 intellettuale spinge tale sinistra, che \u00e8 comunista solo nominalmente, a schierarsi con l\u2019ex banchiere d\u2019affari della Rothschild &amp; Cie Banque ora all\u2019Eliseo, il manganellatore di gilet gialli e con chi, prima di lui, sfrutta l\u2019Africa. E se lo noti, sei \u2018complottista\u2019 e \u2018razzista\u2019, tanto per non farsi mancare nulla!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\nMa l\u2019analisi pi\u00f9 deludente, mi sia concesso, \u00e8 quella del prof. Stefano G. Azzar\u00e0 sul suo blog <i>Materialismo Storico<\/i> [materialismostorico.blogspot.com\/2019\/01\/una-faccetta-nera-postmoderna-liberare.html]. Ora, il professor Azzar\u00e0, ex tessera del PRC e filosofo discepolo di Domenico Losurdo, ha senz\u2019altro il pregio di aver analizzato le nefaste conseguenze della cultura postmoderna nel marxismo, ma davanti al cortocircuito di parte del mondo marxista italiano che, pur di andare contro al PD s\u2019\u00e8 scoperta \u201cmarxista per Salvini\u201d, il prof. sta da tempo stigmatizzando ogni posizione di \u2018sovranismo marxista\u2019, definendolo del tutto funzionale al duo Lega-M5S. Falso! Dipende come viene esposto, cavalcando le palesi contraddizioni del duo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\nSul discorso del franco CFA, Azzar\u00e0 la definisce \u201c<i>Una Faccetta Nera postmoderna<\/i>\u201d, dato che l\u2019obiettivo \u00e8 \u201c<i>Liberare gli Africani dal perfido Negus francese CFA<\/i>\u201d, ergo le parole di Di Battista, hanno altri scopi. Il prof. a intendere che \u201c<i>si tratta in realt\u00e0 semplicemente della denuncia di una iniqua distribuzione delle sfere di influenza e dunque della rivendicazione di un posto al sole per l&#8217;Italia nell&#8217;ambito della spartizione neocoloniale<\/i>\u201d risultando essere \u201c<i>Una denuncia che individua [\u2026] in un altro sub-imperialismo tradizionalmente in conflitto con gli interessi italiani il principale competitore<\/i>\u201d. Giustissimo, nessuno nega che un partito come il M5S, che non \u00e8 senz\u2019altro marxista, e che ora \u00e8 al governo, cerca di mostrare le sole contraddizioni della \u201czona franco\u201d a fini egemonici davanti alla perdita di potere italiano per la questione Fincantieri, per i pozzi libici sottratti dalla francese Total all\u2019ENI o per il trattato di Aquisgrana fra la Francia di Macron e la Germania di Angela Merkel, che esclude l\u2019Italia e la isola geopoliticamente. Nessuno nega le contraddizioni, ma dire che denunciare la cosa \u201cda sinistra\u201d \u00e8, scrive sempre Azzar\u00e0, \u201c<i>socialsciovinismo<\/i>\u201d e \u201c<i>cooptazione competitiva nel sistema Herrenvolk su raccomandazione americana, non internazionalismo. Questo discorso \u00e8 privo di qualunque vocazione universalistica ed \u00e8 dunque l&#8217;esatto contrario del leninismo, tant&#8217;\u00e8 che si accanisce in primo luogo contro le vittime, e si avvicina invece straordinariamente alla retorica coloniale di un fascismo che voleva &#8220;liberare gli schiavi africani&#8221; dal cattivissimo negus tramite bombe all iprite<\/i>\u201d, mentre la \u201c<i>posta in gioco \u00e8 anche il controllo dei flussi di forza lavoro servile da sfruttare in una &#8220;Europa dei popoli liberi&#8221; eretta a fortezza, e cio\u00e8 la loro \u2018integrazione\u2019 e \u2018civilizzazione\u2019<\/i>\u201d, \u00e8 benaltrismo, lo stesso del trockijsta Marco Ferrando che, come Azzar\u00e0, sostiene che il tutto \u00e8 un\u2019arma di distrazione di massa per far dimenticare l\u2019imperialismo italiano dell\u2019ENI \u201c<i>la principale azienda operante in Africa, [che] col regime assassino di al-Sisi in Egitto, si accaparra giacimenti in Nigeria a suon di mazzette, contende alla Total (guarda caso francese) il controllo del petrolio libico e dunque il controllo politico della Libia<\/i>\u201d. Giustissimo egregi, nessuno nega che l\u2019Italia ha interessi geopolitici e geostrategici nell\u2019Africa, dato che li ha sempre avuti, ma \u00e8 un controsenso girasi dall\u2019altra parte \u2013 le cifre sui flussi migratori dalla \u201czona franco\u201d sono nel testo a indicarlo \u2013 dal momento che se si condivide la necessit\u00e0 di andare oltre all\u2019ordine unipolare creato sulle macerie del Muro di Berlino in prospettiva di un mondo multipolare, non vanno fatte esplodere le contraddizioni? Qualcuno \u2013 cio\u00e8 Azzar\u00e0, discepolo di Losurdo, non Ferrando ovviamente \u2013 \u201cdimentica\u201d quanto sostenuto fino a pochissimo tempo fa\u2026 Non mi pare che Palmiro Togliatti abbia mai contestato alla DC di Amintore Fanfani (pi\u00f9 volte presidente del consiglio e ministro degli Esteri) i dialoghi e il commercio con il mondo arabo e addirittura con l\u2019Unione Sovietica, teorizzata anche da figure come La Pira, Valletta e Mattei [rimando al saggio documento di Alessandro Salacone, <i>Le relazioni italo-sovietiche nel decennio 1958-1968. Uno sguardo da Mosca<\/i>, <a href=\"https:\/\/storicamente.org\/salacone\">https:\/\/storicamente.org\/salacone<\/a>], ma anzi l\u2019ENI fece affari col paese socialista grazie alla mediazione del PCI e di Armando Cossutta, che nell\u2019inverno 1966-1967 si occup\u00f2 della questione, assicurando al partito ingenti finanziamenti nei dieci anni successivi a titolo di compenso per la mediazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Togliatti fu prono ad una \u201c<i>cooptazione competitiva nel sistema Herrenvolk su raccomandazione americana<\/i>\u201d tradendo l\u2019internazionalismo dato che favoriva l\u2019ENI, ergo l\u2019Italia, ergo uno Stato dal 1949 nella NATO, ergo il sub-imperialismo italiano che aveva interessi in Nordafrica \u2013 sfidante quello anglofrancese, si veda la fine di Mattei \u2013 e che cos\u00ec penetrava per conto terzi (leggi \u201cStati Uniti\u201d) nell\u2019URSS? Ergo abbiamo un Togliatti \u201csocialsciovinista\u201d e \u201crossobruno\u201d? Mi sa che tale termine c\u2019\u00e8 ormai sfuggito di mano\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\nLa domanda \u00e8 perch\u00e9 la sinistra deve farsi sorpassare a sinistra dalla destra? Perch\u00e9 dev\u2019essere una come la leader post-missina Giorgia Meloni, all\u2019opposizione, a denunciare con Di Battista il sistema \u201cfranco CFA\u201d? Perch\u00e9 devo leggere queste cose sul <i>Secolo d\u2019Italia<\/i>, l\u2019ex organo missino e poi finiano che elogiava golpe, par\u00e0, colonialismi italiani e non, Legioni straniere ecc. una critica a tale valuta? Perch\u00e9 la sinistra marxista italiana, per anni al governo e con legami con realt\u00e0 simili di tutto il mondo, Africa compresa, non ha detto nulla e devo sentire il tutto da persone o post-ideologiche o addirittura parafascistoidi? Eppure il franco CFA nasce nel 1945.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><i><b>Conclusione<\/b><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il franco CFA \u00e8 <i>una<\/i> delle tante cause dell\u2019impoverimento africano, una con-causa strutturale che favorisce l\u2019immigrazione, almeno nella \u201czona del franco\u201d, ma che si lega ad altre, parte del neo-colonialismo. Ecco come questo, sempre nel caso africano, viene descritto da <span style=\"color: #000000;\">Marco Zupi, <\/span><span style=\"color: #000000;\">D<\/span><span style=\"color: #000000;\">irettore <\/span><span style=\"color: #000000;\">scientifico <\/span><span style=\"color: #000000;\">del Centro Studi di Politica Internazionale di Roma <\/span><span style=\"color: #000000;\">in <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>La globalizzazione indebita. Sviluppo economico e debito estero in Africa<\/i><\/span> <span style=\"color: #000000;\">(<\/span><span style=\"color: #000000;\">Torino, SEI, 2007<\/span><span style=\"color: #000000;\">) alle <\/span><span style=\"color: #000000;\">p<\/span><span style=\"color: #000000;\">p<\/span><span style=\"color: #000000;\">. 141, 143, 144 e 156: <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">\u201cNei Paesi africani l\u2019indebitamento estero fu [\u2026] il risultato di una politica di espropriazione del <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>surplus <\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">da parte delle potenze coloniali, che cos\u00ec accumulavano maggior capitale al loro interno, che port\u00f2 a un progressivo impoverimento e stagnazione del continente africano. [\u2026] Nella fase post- o neo-coloniale degli anni sessanta, il meccanismo perverso dell\u2019indebitamento estero crebbe, in presenza soprattutto di una borghesia locale ridottissima e di recente costituzione nelle capitali del Paesi africani, sprovvista di una missione storica da compiere e confinata in un ruolo di sostegno ai governi, subordinata agli interessi del capitalismo occidentale (o dell\u2019imperialismo sovietico) e con una dipendenza dalla tecnologia e dai prodotti esteri che portava a un ulteriore aggravamento del saldo delle partite correnti\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">Nel decennio successivo, gli anni Settanta, caratterizzati da una crisi economica determinata dal rincaro del petrolio (guerra dello Yom Kippur, 1973) e l\u2019avvio di nuovi scenari della cosiddetta \u201cglobalizzazione\u201d,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">\u201cla tradizionale piramide gerarchica fra centro e periferia dell\u2019economia mondiale si trasforma in una divisione sociale, pi\u00f9 che geografica, tra ricchezza e povert\u00e0, che crea esclusione al Nord e al Sud del mondo. Non \u00e8 pi\u00f9 un modello di capitalismo organizzato territorialmente che mira a espandersi progressivamente (come era capitato sin dalle sue origini mercantili del XV e XVI secolo, durante la fase coloniale del XIX secolo e in quella imperialista del XX secolo), ma un capitalismo globale che implode, intensificando le relazioni economiche, finanziarie, culturali e sociali (l\u2019emblema principale ne \u00e8 la liberalizzazione di movimenti di capitale) ed emargina selettivamente quel che \u00e8 fuori (anzitutto, buona parte dell\u2019Africa subsahariana)\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">Alcuni, nella loro ignoranza e nella loro opulenta, vigliacca e liberale sensazione di superiorit\u00e0 occidentale, potrebbero chiedersi come mai, dopo tutti i soldi che diamo all\u2019Africa, essa rimane perpetuamente povera. Sono forse \u201cinferiori\u201d? Stavano meglio sotto il dominio coloniale? No caro lettore, dato che la povert\u00e0 \u00e8 frutto del nuovo sfruttamento: l\u2019indebitamento estero. In Africa esso \u00e8 ormai \u00abindebitamento strutturale\u00bb, dato<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">\u201cche ancora nei primi anni del duemila, paesi come Camerun, Etiopia, Gambia, Guinea, Madagascar, Malawi, Mauritania, Senegal, Uganda e Zambia spendono pi\u00f9 per il servizio del debito che per l\u2019istruzione o la sanit\u00e0. Oxfam International ha calcolato che l\u2019Uganda ha speso, in media, negli ultimi anni 17 dollari pro capite all\u2019anno per il servizio del debito estero, ma solo 3 dollari per le spese in campo sanitario. Sempre in Uganda, il servizio del debito \u00e8 arrivato tra gli anni ottanta e novanta a superare annualmente la soglia dell\u201980 per cento dei proventi totali derivanti dalle esportazioni\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 inevitabile che con l\u2019\u00abindebitamento strutturale\u00bb e con tale classe dirigente, assoggettata culturalmente a quelle occidentali e alle loro politiche neocoloniali, si crei l\u2019immigrazione, un processo che indebolisce ulteriormente quei paesi, dato che le loro \u201crisorse umane\u201d finiscono da noi. \u00c8 rompendo questo schema e con perversi meccanismi come quello del franco CFA, modificando le relazioni con l\u2019Africa in nome di rapporti paritari atti a creare una partnership con tali paesi capace di favorirne lo sviluppo avremo un naturale freno all\u2019immigrazione che, assieme ad una governance dei flussi, pu\u00f2 porsi come unica alternativa alla mera politica \u2018law and order\u2019 della Lega o all\u2019accoglientismo senza senso della cosiddetta opposizione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_franco_cfa_fra_sinistra_imperiale_e_materialismo_storico_quando_i_marxisti_si_schierano_col_negus_macron_pur_di_andar_contro_ai_5stelle\/82_26855\/?fbclid=IwAR3E7IVPZrLUjT0WUOnArphj4HdOlWZ8u_xw1dukgzybN0zgAWFX5zcxM8I\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_franco_cfa_fra_sinistra_imperiale_e_materialismo_storico_quando_i_marxisti_si_schierano_col_negus_macron_pur_di_andar_contro_ai_5stelle\/82_26855\/?fbclid=IwAR3E7IVPZrLUjT0WUOnArphj4HdOlWZ8u_xw1dukgzybN0zgAWFX5zcxM8I<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Matteo Luca Andriola) &nbsp; In questi due giorni s\u2019\u00e8 ampiamente parlato sui social network \u2013 la nuova agor\u00e0 virtuale che oramai ha sostituito i vecchi spazi d\u2019aggregazione \u2013 del cosiddetto franco CFA (originalmente franco delle Colonie Francesi d\u2019Africa, ora \u201c\u2026della Comunit\u00e0 Finanziaria Africana\u201d).. Il tutto \u00e8 nato quando l\u2019esponente del M5S Alessandro Di Battista, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa (Rai 1 ), nel parlare sull\u2019annoso tema delle migrazioni, ha&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cxe","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48188"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48188"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48189,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48188\/revisions\/48189"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}