{"id":48237,"date":"2019-01-29T10:00:21","date_gmt":"2019-01-29T09:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48237"},"modified":"2019-01-29T08:14:55","modified_gmt":"2019-01-29T07:14:55","slug":"il-venezuela-come-la-siria-maduro-come-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48237","title":{"rendered":"Il Venezuela come la Siria, Maduro come Assad"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> SICUREZZA INTERNAZIONALE (Alessandro Orsini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2859\" src=\"http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/files\/2016\/12\/Cisnetto-3-e1548669058113.jpg\" alt=\"Alessandro Orsini. Fonte: LUISS.\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Venezuela \u00e8 sconvolto da una terribile crisi interna che impone grandi sofferenze alla popolazione. Chi pu\u00f2 scappa. I venezuelani in fuga verso il Costa Rica sono aumentati del 40% negli ultimi tre anni. Per non parlare dei pericoli esterni. Donald Trump aveva addirittura ipotizzato di invadere il Paese per deporre il presidente, Nicol\u00e0s Maduro, con la forza. Non \u00e8 un problema di rapporti personali, ma di relazioni internazionali. Il Venezuela \u00e8 uno dei Paesi nemici degli Stati Uniti e amici della Russia. Questo aiuta a comprendere ci\u00f2 che Trump intende fare in Venezuela, che corrisponde a ci\u00f2 che, in Siria, ha fatto Barack Obama e cio\u00e8 alimentare la guerra civile dall\u2019esterno per rovesciare Bassar al Assad e sostituirlo con un presidente filo-americano. Vladimir Putin, vero signore della Siria, ha sollevato il braccio di Obama e gliel\u2019ha torto dietro la schiena. Il finale \u00e8 noto: Assad \u00e8 rimasto al proprio posto, grazie all\u2019intervento dei soldati russi, inviati in sua difesa il 30 settembre 2015. Preso atto della sconfitta, Trump ha annunciato il ritiro dei soldati americani dalla Siria, ma non ha chiuso la contesa, che ha semplicemente spostato dal Medio Oriente all\u2019America latina, con il medesimo obiettivo: avanzare a spese della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Venezuela \u00e8 infatti in ottimi rapporti con il Cremlino, il suo pi\u00f9 grande protettore in quella giungla di belve feroci che \u00e8 l\u2019arena internazionale. Con un elemento di ulteriore sfortuna per Maduro, che accresce la determinazione di Trump a colpire duro: Maduro non \u00e8 legato soltanto a Putin, ma anche a Xi Jinping, il presidente della Cina. Dal 2007 al 2014, la Cina ha prestato 63 miliardi di dollari al Venezuela, il 53% di quanto ha prestato complessivamente a tutti i governi dell\u2019America latina, che sono venti. E siccome gli americani \u2013 tanto i democratici quanto i repubblicani \u2013 sono letteralmente atterriti dall\u2019ascesa della Cina, reputano che questo sia il momento giusto per impossessarsi di un pezzo d\u2019America latina, peraltro incistato tra Stati filo-americani. Il Venezuela confina infatti con la Colombia a ovest, con la Guyana a est e con il Brasile a sud, il cui nuovo presidente, Jair Bolsonaro, ha appena dichiarato di essere un \u201cammiratore\u201d di Trump. Cambiano i continenti, ma non la dinamica politica: come Obama ha cercato di rovesciare Assad, Trump vuole rovesciare Maduro; come Putin ha resistito in Siria, intende resistere in Venezuela. Gli studiosi chiamano la strategia americana in Siria e in Venezuela \u201cregime change\u201d, ovvero cambio di regime, a cui Linsdey O\u2019Rourke ha appena dedicato un libro bellissimo intitolato \u201cCovert Regime Change\u201d (Cornell University Press), non tradotto in italiano. La strategia \u00e8 semplice: fare leva sulle rivolte interne, oppure fomentarle, per rovesciare un governo nemico e sostituirlo con uno amico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occasione per favorire un cambio di regime si \u00e8 presentata a Trump su un piatto d\u2019argento: Juan Guaid\u00f2, presidente del parlamento venezuelano, si \u00e8 autoproclamato presidente al posto di Maduro, ottenendo il riconoscimento immediato della Casa Bianca. I venezuelani, nonostante le numerose differenze, si trovano coinvolti nella stessa dinamica politica che ha sconvolto la Siria. In quel martoriato Paese, nacquero due blocchi. Il primo, contro Assad, era formato da Stati Uniti, Turchia, Qatar e Arabia Saudita. Il secondo, in favore di Assad, era composto da Russia, Iran e milizie sciite di Hezbollah, a cui si aggiunse l\u2019appoggio della Cina. Anche in Venezuela si sono creati due blocchi. Da una parte, Stati Uniti, Spagna, Ecuador, Costa Rica, Argentina e Colombia, che si battono in favore di Guaid\u00f2; dall\u2019altra, Russia, Cina, Turchia, Messico e Uruguay, che difendono Maduro. L\u2019Unione Europea inizia a prendere lentamente posizione. Spagna, Francia e Germania chiedono a Maduro elezioni immediate, altrimenti, cos\u00ec dicono, riconosceranno Guaid\u00f2. Sar\u00e0 una dura contesa. Putin e Xi Jinping sono compatti nel consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu, dove possono paralizzare qualunque decisione della comunit\u00e0 internazionale grazie al potere di veto, a\u00a0 cui hanno fatto ricorso molte volte, sempre in funzione anti-americana, nelle crisi con la Corea del Nord e con la Siria.Il governo di Giuseppe Conte esita, mentre Enzo Moavero Milanesi, ministro degli esteri, prende tempo. Fa bene: \u00e8 mai stato saggio correre su un precipizio pieno di sciabole sguainate?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\">Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano in Italia sulla politica internazionale<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Articolo apparso sul Messaggero nella rubrica Atlante di Alessandro Orsini. Per gentile concessione del direttore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2019\/01\/28\/venezuela-la-siria-maduro-assad\/\">http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2019\/01\/28\/venezuela-la-siria-maduro-assad\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SICUREZZA INTERNAZIONALE (Alessandro Orsini) Il Venezuela \u00e8 sconvolto da una terribile crisi interna che impone grandi sofferenze alla popolazione. Chi pu\u00f2 scappa. I venezuelani in fuga verso il Costa Rica sono aumentati del 40% negli ultimi tre anni. 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