{"id":48278,"date":"2019-01-30T11:00:09","date_gmt":"2019-01-30T10:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48278"},"modified":"2019-01-30T10:44:08","modified_gmt":"2019-01-30T09:44:08","slug":"lo-spettro-della-recessione-modifichera-il-paradigma-economico-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48278","title":{"rendered":"Lo spettro della recessione modificher\u00e0 il paradigma economico europeo?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> POLIKOS (Dario Stefano Lioi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-newspaper-x-single-post size-newspaper-x-single-post wp-post-image aligncenter\" src=\"https:\/\/polikos.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Recessione-europea-700x490.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"490\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno spettro si aggira per l\u2019economia globale: una nuova recessione. L\u2019onda d\u2019urto della crisi finanziaria iniziata nel 2007 non ha mai arrestato la propria marcia, proseguendo imperterrita il suo cammino nonostante alcune iniziative di politica economica adottate dai governi delle pi\u00f9 importanti economie mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il calo degli indici di produzione industriale a cui stiamo assistendo, legati a una diminuzione dei tassi di crescita dei prodotti interni lordi, sono segnali di allarme nitidi. Se da un lato Stati Uniti e Cina indirizzano le proprie politiche economiche lungo direttrici interventiste, con al centro l\u2019azione propulsiva dello Stato, dall\u2019altro un\u2019Unione Europea attanagliata da imminenti elezioni e dalla fuoriuscita del Regno Unito, sconta un grave ritardo nel contrasto a deflazione ed alta disoccupazione, combinato disposto che rende estremamente fragile l\u2019economia continentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 delle ultime settimane la carrellata di dichiarazioni ufficiali dei massimi vertici di Francoforte e Bruxelles in merito alla necessit\u00e0 di un\u2019inversione di tendenza rispetto alla tradizionale politica economica dell\u2019Unione, non votata pi\u00f9 alle teorie dell\u2019austerit\u00e0 del bilancio, bens\u00ec all\u2019espansione della domanda aggregata. Una presa d\u2019atto non da poco, seppur ancora legata a semplici dichiarazioni e non ad atti concreti, che vede messo sul banco degli imputati l\u2019intero sistema trattatistico ed economico del modello <em>export led,<\/em> adottato secondo la tradizione tedesca della massimizzazione del profitto mediante l\u2019aumento delle esportazioni. Il <em>surplus<\/em>\u00a0 commerciale perseguito da questa strategia ha come fragilit\u00e0 strutturale quella di essere legato alla domanda estera di beni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio la Germania sta diventando per gli analisti finanziari un\u2019osservata speciale. Secondo <em>Il Sole 24 Ore<\/em>\u00a0 a novembre il dato della produzione industriale tedesca (-4,7% su base annua, il peggior risultato dal 2009) \u00a0rende concreto il rischio di una recessione tecnica (due trimestri consecutivi di calo del prodotto interno lordo), per effetto in particolare del brusco arretramento della produzione di automobili, scesa di ben il 20% nell\u2019ultimo bimestre del 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La saturazione dei mercati interni per azzeramento della crescita dei consumi induce le economie nazionali a scontare un pesante arresto dei prezzi e, dunque, contemporaneamente, della produzione, la quale si riversa in un aumento dei tassi di disoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La volatilit\u00e0 del mercato dei capitali, totalmente liberalizzato durante la presidenza Clinton, ha di certo acuito la crisi del sistema mondo, impedendo il giusto controllo da parte dello Stato delle operazioni speculative compiute ai danni delle economie nazionali. Si parla in questo caso dei tristemente celebri attacchi ai debiti sovrani, divenuti, l\u00ec dove non esistono Banche centrali pronte automaticamente a garantirne sicurezza e solvibilit\u00e0, rischio e non risparmio per i piccoli investitori, con conseguenze nefaste per l\u2019incremento della spesa pubblica per investimenti e per la garanzia dei sistemi di <em>welfare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati e le cronache politiche tendono a ricordare molto le vicende che caratterizzarono la drammatica crisi del \u201829 nel secolo scorso, con un conseguente ritorno allo scontro paradigmatico, dal punto di vista economico, tra le teorie marginaliste e quelle keynesiane. All\u2019epoca vinsero le seconde. Esistono i medesimi presupposti economici per cui ci\u00f2 possa riavverarsi?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/polikos.it\/economia\/2019\/01\/lo-spettro-della-recessione-modifichera-il-paradigma-economico-europeo\/\">https:\/\/polikos.it\/economia\/2019\/01\/lo-spettro-della-recessione-modifichera-il-paradigma-economico-europeo\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di POLIKOS (Dario Stefano Lioi) &nbsp; &nbsp; Uno spettro si aggira per l\u2019economia globale: una nuova recessione. L\u2019onda d\u2019urto della crisi finanziaria iniziata nel 2007 non ha mai arrestato la propria marcia, proseguendo imperterrita il suo cammino nonostante alcune iniziative di politica economica adottate dai governi delle pi\u00f9 importanti economie mondiali. 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