{"id":48288,"date":"2019-01-30T10:30:43","date_gmt":"2019-01-30T09:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48288"},"modified":"2019-01-30T10:51:58","modified_gmt":"2019-01-30T09:51:58","slug":"tutta-la-nostra-intelligenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48288","title":{"rendered":"Tutta la nostra intelligenza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di GLI INDIFFERENTI (Lorenzo Ferrazzano)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cultura \u00ab\u0400 organizzazione, disciplina del proprio io interiore, \u00e8 presa di possesso della propria personalit\u00e0, \u00e8 conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri.\u00bb Queste parole sono state scritte da Antonio Gramsci (1891-1937) ed elaborate in Socialismo e cultura, articolo apparso su Il Grido del Popolo il 29 gennaio 1916.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato ad Ales, in Sardegna, Gramsci condusse una vita segnata da una malattia che condizion\u00f2 la sua esistenza, ma che non gli imped\u00ec di svolgere quell\u2019incessante attivit\u00e0 di studio che fece di lui uno dei pensatori maggiori del ventesimo secolo. Trascorse una giovinezza povera che lo costrinse a degli studi irregolari che tuttavia lo portarono \u2013 tra infinite difficolt\u00e0 \u2013 ad iscriversi all\u2019Universit\u00e0 di Torino, una citt\u00e0 fondamentale per il suo percorso politico e intellettuale. Nel capoluogo piemontese frequent\u00f2 gli operai e visse l\u2019esperienza socialista, qui tent\u00f2 di riprodurre l\u2019esperienza dei soviet russi ed realizz\u00f2 la convinzione che non pu\u00f2 esserci rivoluzione socialista senza rivoluzione culturale. Fu uno dei fondatori del Partito Comunista e delle riviste La Citt\u00e0 Futura e Ordine Nuovo, riviste di vera e propria formazione culturale e morale del proletariato, negli anni drammatici del primo dopoguerra e dell\u2019avvento della dittatura fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2147 td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/glindifferenti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/I_mutilati_chiedono_il_pane_al_Governo-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"746\" height=\"390\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>\u201cI mutilati chiedono il pane al governo\u201d, immagine simbolo del sentimento di abbandono e di dolore del primo dopoguerra<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer vent\u2019anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare\u00bb, pare abbia detto il pubblico ministero che lo condann\u00f2 per attivit\u00e0 cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all\u2019odio di classe. Durante i quasi dieci anni di prigionia, resi ancor pi\u00f9 terribili a causa della malattia che lo aveva condizionato fin dalla nascita, Gramsci scrisse i preziosissimi Quaderni dal carcere e le famose Lettere che hanno fatto di lui uno dei pensatori politici fondamentali del novecento. \u00abAntonio Gramsci \u00e8, ad oggi, il pensatore italiano pi\u00f9 studiato nelle universit\u00e0 di tutto il mondo, [\u2026] e paradossalmente pi\u00f9 letto all\u2019estero che in patria.\u00bb Con queste parole inizia Tutta la nostra intelligenza. Il concetto di egemonia in Gramsci, scritto da Salvatore Schinello e pubblicato per la GOG Edizioni, un libro che ripercorre la genesi e gli sviluppi di quella che \u00e8 una delle pietre basilari del pensiero gramsciano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schinello descrive per prima cosa le condizioni storiche e politiche in cui Gramsci ha elaborato il concetto di egemonia, pensato durante gli anni della prigionia \u2013 sulla base di una concezione non ortodossa dell\u2019ideologia marxista \u2013 \u00a0relativamente alla specifica situazione italiana del primo dopoguerra: un paese in cui la grave situazione di instabilit\u00e0 aveva reso infinitamente pi\u00f9 complicato quel processo di democratizzazione delle istituzioni che l\u2019avvento del fascismo avrebbe poi impedito. Un\u2019Italia che Gramsci considerava divisa in due classi fondamentali, quella degli oppressori e quella degli oppressi: gli industriali e gli operai al nord, i latifondisti e i contadini al sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schinello sintetizza con queste parole il concetto di egemonia culturale:\u00abSe la societ\u00e0 politica basa il controllo sociale sulla coercizione, l\u2019egemonia ne crea il presupposto logico, la legittimazione, mediante un\u2019opera di direzione culturale atta a sviluppare le condizioni affinch\u00e9 si crei il consenso necessario alla classe dominante per la conservazione del potere\u00bb. Un\u2019egemonia che permette alla classe dominante di conservare, dunque, una determinata concezione dell\u2019esistenza e dei rapporti di forza sociali, precise abitudini sociali e interpretazioni della realt\u00e0 affinch\u00e9 il suo dominio politico e ideologico possa restare intangibile. Il concetto di egemonia culturale nasce dal fallimento dell\u2019esperienza nelle fabbriche di Torino, in cui Gramsci \u2013 ispirandosi ai soviet \u2013 cerc\u00f2 di trasformare le Commissioni interne in realt\u00e0 autonome in cui tutti gli operai, non solo quelli sindacalizzati, cio\u00e8 selezionati e autorizzati, avrebbero potuto avere una funzione partecipativa nella vita di fabbrica che fosse affrancata dalla mediazione esclusiva dei sindacati. Il tentativo fall\u00ec per la mancanza di una guida politica e culturale. \u0400 sulle ceneri di questo fallimento che Gramsci si rende conto che una rivolta politica non pu\u00f2 prescindere da una profonda maturazione culturale che renda coscienti gli operai e i contadini di appartenere organicamente ad un\u2019unica classe, e la pi\u00f9 influente nel processo produttivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u0400 in questo momento che Gramsci capisce che la formazione culturale, politica e morale del proletariato debba essere affidata ad un partito, che sar\u00e0 il Partito Comunista d\u2019Italia, che deve costituirsi come scuola e laboratorio politico in cui l\u2019operaio non solo viene rappresentato politicamente, ma in cui acquisisce quella cultura intesa da Gramsci non \u00abcome sapere enciclopedico, in cui l\u2019uomo non \u00e8 visto se non sotto forma di recipiente da empire e stivale di dati empirici\u00bb ma come \u00abdisciplina del proprio io interiore\u00bb, condizione essenziale per riconoscere s\u00e9 stessi prima come individuo e poi come massa organizzata, l\u2019unica capace di realizzare, come scrive Schinello \u00abun\u2019egemonia culturale proletaria alternativa a quella borghese\u00bb \u2013 la premessa fondamentale per la realizzazione della rivoluzione socialista \u2013 e \u00abse il partito politico della classe operaia, il Partito Comunista [\u2026] diviene la guida politica del proletariato, la guida culturale non pu\u00f2 che essere affidata a coloro i quali ricoprono una forte influenza nella societ\u00e0 civile e nella formazione dell\u2019opinione pubblica: gli intellettuali.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il saggio prosegue cos\u00ec attraverso una ricostruzione attenta della figura dell\u2019 \u00abintellettuale\u00bb nel pensiero gramsciano. Per Gramsci, l\u2019intellettuale \u00e8 sempre espressione della classe sociale d\u2019estrazione ed ha un ruolo attivo nelle dinamiche dei rapporti sociali. In questo senso \u00e8 sempre organico. Intellettuale \u00e8 colui che media tra il lavoratore e l\u2019intellettuale egemone per eccellenza, l\u2019industriale: si tratta di \u00ablegislatori, commercialisti, ragionieri, ingegneri e tecnici di fabbrica\u00bb oppure colui che media tra i contadini e l\u2019amministrazione dello Stato come i \u00abpreti, avvocati, maestri, notai, medici ecc.\u00bb Gramsci rimprovera all\u2019intellettuale il fatto di tenersi a lunga distanza dal popolo, ritagliandosi in questo modo uno spazio esclusivo nell\u2019egemonia culturale del tutto inaccessibile alla grande maggioranza della popolazione. La distanza culturale, sociale e politica che separa gli intellettuali dalle masse \u00e8 dovuto anche all\u2019istruzione scolastica: Gramsci considera la scuola uno degli \u00abstrumenti dell\u2019egemonia\u00bb. La divisione del lavoro avrebbe comportato infatti alla specializzazione dell\u2019istruzione e alla nascita delle scuole tecnico-professionali, contrapposte alle scuole umanistiche alle quali poteva iscriversi soltanto quella \u00ab\u00e8lite di signori e di donne che non devono pensare a prepararsi un avvenire professionale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scissione profonda tra intellettuali e popolo \u00e8 dovuta innanzitutto al linguaggio, una spaccatura linguistica e sociale che Gramsci fa risalire al Medioevo. Scrive Schinello:\u00abQuesta frattura linguistica fu causata soprattutto dal carattere cosmopolita degli intellettuali italiani, i cui scritti erano indirizzati all\u2019Europa dotta e cristiana e non alla massa popolare italiana condannata dal monopolio ecclesiastico dell\u2019istruzione ad una condizione di forte analfabetismo\u00bb. Partendo dunque dalla necessit\u00e0 di formare culturalmente il proletariato e dal riconoscimento del fatto che l\u2019intellettuale sia l\u2019unico in grado di assumere un ruolo di tale portata, Gramsci elabora la figura di un nuovo tipo di intellettuale che sia espressione non pi\u00f9 delle classe dominanti ma della classe operaia, unica destinataria della sua attivit\u00e0. Il nuovo intellettuale dovr\u00e0 combinare la fatica dello studio con il pragmatismo dell\u2019azione, la solitudine della riflessione con la collettivizzazione delle idee: un intellettuale che si metta al servizio del proletariato, che lo formi e che lo conduca progressivamente al riconoscimento di s\u00e9 stesso in quanto classe sociale, e quindi al ribaltamento dell\u2019egemonia culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto Schinello tratta di quelli che Gramsci considerava gli strumenti dell\u2019egemonia: dalla scuola all\u2019educazione, dal giornalismo alla letteratura e al teatro, rimarcando anche l\u2019inaspettata dimenticanza \u2013 da parte del pensatore sardo \u2013 nei confronti di quelli che erano gi\u00e0 veri e propri formidabili mezzi di propaganda come la radio e il cinema. Per ognuno di questi strumenti, Gramsci propone una rielaborazione complessa, partendo dal presupposto che gli unici strumenti utili a rovesciare l\u2019egemonia siano gli stessi strumenti dell\u2019egemonia. Opporre ad una scuola che conserva la subordinazione della classe operaia una scuola che sappia formare gli alunni sia umanisticamente che professionalmente; combattere il giornalismo di regime con un giornalismo intelligente e intelligente riformato nella struttura della redazione e del giornale; levare alla letteratura borghese il primato della dignit\u00e0 letteraria riconsiderando la letteratura nazional-popolare. Rovesciare l\u2019egemonia culturale con una nuova egemonia culturale, combattere gli strumenti dell\u2019egemonia con i suoi stessi strumenti. Per questo, dice Gramsci:\u00abIstruitevi, perch\u00e9 avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il saggio di Salvatore Schinello, gramscianamente, non si riduce per\u00f2 alla sola esposizione schematica di questi argomenti\u00a0 cos\u00ec importanti, cosa che avrebbe ridotto Gramsci a citazionismo memorialistico nudo e crudo \u00a0come abitudine di gran parte di quel ceto intellettuale \u00abautorevole\u00bb, orgogliosamente liberal-progressista. Al contrario, la proposta finale del libro \u00e8 quella di utilizzare le categorie gramsciane come filtro interpretativo dei nostri giorni e dell\u2019egemonia culturale conservata dall\u2019odierna classe dominante. Per questo motivo Schinello fa un ritratto dell\u2019intellettuale moderno \u2013 espressione di quell\u2019\u00e9lite globalista per cui predica e applica il Verbo \u2013 che definisce \u00abintellettuale cosmopolita\u00bb. Un intellettuale che, al contrario da quanto espresso da Gramsci nei suoi scritti, \u00e8 del tutto staccato da ogni realt\u00e0 nazional-popolare o comunitaria che pure pretende di rappresentare, in cui dice di identificarsi, ma dalla quale ovviamente non viene accettato. Oltre a George Soros, il finanziere difensore della \u00absociet\u00e0 aperta\u00bb, piena espressione del globalismo dominante, Schinello cita Bernard-Henri L\u00e8vy, il filosofo francese e ancella dell\u2019imperialismo che influ\u00ec nell\u2019opinione pubblica in maniera determinante per legittimare le guerre degli ultimi trent\u2019anni, dai Balcani alla Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvicinandosi alla fine, il libro tratta di un elemento fondamentale per capire come si realizza l\u2019egemonia culturale ai nostri giorni: si tratta del Soft Power, una teoria elaborata da Joseph Samuel Nye Jr., politologo alla corte di Clinton e Obama. Questa Potere Morbido deve rimediare alla crisi dell\u2019Hard Power, cio\u00e8 la guerra e l\u2019uso della forza militare per imporre l\u2019egemonia politica e militare. Scrive Schinello:\u00abOccorre pertanto, suggerisce Nye, operare uno spostamento di risorse economico-finanziarie dal settore \u201cHard\u201d della guerra a quello \u201cSoft\u201d dell\u2019industria culturale, delle nuove tecnologie, della ricerca, in modo da agire a livello psicologico sugli altri popoli e spingendoli ad aderire al proprio modus operandi\u00bb. \u0400 quello che \u00e8 avvenuto, per citare il caso pi\u00f9 evidente, con l\u2019americanizzazione dell\u2019Occidente, o ancor prima con l\u2019occidentalizzazione di quei popoli orientali che sono stati dominati dalla parte, cos\u00ec si dice, civilizzata del pianeta. Ancora, un altro esempio di Soft Power si pu\u00f2 vedere in quell\u2019opera di propaganda e di convincimento dell\u2019opinione pubblica che le guerre imperialiste \u2013 Yugoslavia, Afghanistan, Iraq, Somalia, Libia, Siria, Ucraina \u2013 sono necessarie per piegare pericolosi \u00abStati Canaglia\u00bb, o per convincerci che quello neoliberista sia il migliore dei mondi possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intellettuale, oggi come allora, deve ribaltare le narrazioni ufficiali e le prediche degli intellettuali di coorte. Questo \u00e8 il significato che chi scrive d\u00e0 all\u2019importante saggio di Schinello: rileggere Gramsci per decostruire tassello dopo tassello il castello di menzogne all\u2019ombra del quale conduciamo la nostra esistenza quotidiana. Nell\u2019unica maniera gramsciana possibile: studiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abConoscere s\u00e9 stessi vuol dire essere padroni di s\u00e9 stessi, distinguersi, uscire dal caos, essere un elemento di ordine, ma del proprio ordine e della propria disciplina ad un ideale. E non si pu\u00f2 ottenere ci\u00f2 se non si conoscono anche gli altri, la loro storia, il susseguirsi degli sforzi che essi hanno fatto per essere ci\u00f2 che sono, per creare la civilt\u00e0 che hanno creato e alla quale noi vogliamo sostituire la nostra\u00bb. Antonio Gramsci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/glindifferenti.it\/tutta-la-nostra-intelligenza\/2145\/?fbclid=IwAR1a0MvUN_rH1vPlde04xxf7dB2UOERNny92ymWT9PMJuuhBT-kCe-jwcX0\">https:\/\/glindifferenti.it\/tutta-la-nostra-intelligenza\/2145\/?fbclid=IwAR1a0MvUN_rH1vPlde04xxf7dB2UOERNny92ymWT9PMJuuhBT-kCe-jwcX0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI INDIFFERENTI (Lorenzo Ferrazzano) &nbsp; La cultura \u00ab\u0400 organizzazione, disciplina del proprio io interiore, \u00e8 presa di possesso della propria personalit\u00e0, \u00e8 conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri.\u00bb Queste parole sono state scritte da Antonio Gramsci (1891-1937) ed elaborate in Socialismo e cultura, articolo apparso su Il Grido del Popolo il 29 gennaio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":48308,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/50995058_577833112641480_7358389944353554432_n.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cyQ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48288"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48288"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48309,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48288\/revisions\/48309"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}