{"id":48326,"date":"2019-02-01T11:00:12","date_gmt":"2019-02-01T10:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48326"},"modified":"2019-01-30T15:57:34","modified_gmt":"2019-01-30T14:57:34","slug":"ashoka-mody-come-uscire-dalleurotragedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48326","title":{"rendered":"Ashoka Mody: come uscire dall\u2019\u201cEurotragedia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MICROMEGA (Carlo Clericetti)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2019\/01\/ashoka-mody-eurotragedy-recensione.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"NaN\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cdividendo dell\u2019euro\u201d non c\u2019\u00e8 mai stato. Si usa di solito quella formula per indicare quanto accadde nel primo periodo della moneta unica, pi\u00f9 o meno i primi anni del secolo e fino alla crisi. Tassi bassi \u2013 quindi risparmi sul costo del debito \u2013 crescita discreta, inflazione moderata, disoccupazione vicino ai minimi. Ma, alla luce di ci\u00f2 che dice Ashoka Mody, pi\u00f9 che dall\u2019euro tutto questo deriv\u00f2 da una congiuntura internazionale particolarmente favorevole, e dunque le cose sarebbero andate bene anche senza la moneta unica.<\/p>\n<p>Mody \u00e8 stato vicedirettore del dipartimento europeo del Fondo monetario, e in quella veste ha partecipato alla missione in Irlanda che var\u00f2 gli aiuti dopo lo scoppio della crisi. Oggi insegna economia politica internazionale a Princeton, e ha scritto un libro il cui titolo (\u201dEurotragedia: un dramma in nove atti\u201d) non lascia dubbi su come la pensi in proposito.<\/p>\n<p>I nove atti sono quelli in cui Mody ha scandito la costruzione europea, che ha studiato fin dai suoi inizi. Dopo aver lasciato il Fondo monetario, anche per il profondo disaccordo con le ricette imposte dalla Troika, l\u2019economista aveva pensato di scrivere un libro sulla storia della crisi, ma durante il lavoro ha sentito la necessit\u00e0 di andare pi\u00f9 indietro nel tempo per esaminare la storia dell\u2019Unione europea fin dalle sue origini, nel dopoguerra. \u201cEcco quando ho compreso che l\u2019euro non era solo una cattiva idea economica, ma anche una cattiva idea politica\u201d, ha detto in un\u2019intervista. \u201cNon solo era chiaro che avrebbe causato divisioni politiche, ma non c\u2019era nemmeno alcun piano su come rimediare a queste divisioni, come reagire ad esse. Quindi \u00e8 nata questa mitologia dell\u2019euro, che lo ha trasfigurato in uno strumento di pace, un mezzo per unire gli europei, una necessit\u00e0 per il mercato unico. Tutti questi aspetti della mitologia sono nati sopra e intorno al progetto europeo per sostenere quella che \u00e8, effettivamente, un\u2019idea insensata\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019illusione che la costruzione europea con la moneta unica funzionasse, afferma Mody, \u00e8 stata dovuta al fatto che l\u2019economia europea \u00e8 molto dipendente dal commercio mondiale: se questo cresce, cresce anche l\u2019Europa e quando frena rallenta con esso. \u00c8 quanto \u00e8 accaduto nei primi anni del secolo: in particolare, osserva l\u2019economista, tra il 2004 e il 2007 il commercio mondiale \u00e8 cresciuto a un ritmo tale che \u00e8 difficile ricordare un periodo analogo. I dati sulla congiuntura di quest\u2019ultimo periodo danno sostegno alla tesi di Mody: rallenta il commercio mondiale (anche per la \u201cguerra dei dazi\u201d) e l\u2019economia europea subito ne risente.<\/p>\n<p>Che la moneta unica fosse indispensabile, afferma l\u2019economista, \u00e8 appunto un mito: per avere un mercato unico non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di un\u2019unica moneta. Per esempio, tra la Germania e paesi come la Polonia, l\u2019Ungheria e la Repubblica Ceca ci sono fittissimi rapporti commerciali, nonostante che questi tre paesi siano fuori dall\u2019euro.<\/p>\n<p>Ma allora a che cosa \u00e8 dovuto questo progetto? Mody sostiene che nella storia si verificano momenti critici in cui un uomo diventa eccezionalmente potente, e non solo riesce a guidare gli eventi, ma \u00e8 anche in grado di \u201ccreare una narrazione, una favola, una mitologia\u201d, che sono appunto quelle attuali dell\u2019Unione europea: quell\u2019uomo era Helmut Kohl. \u201cPenso che se Kohl non fosse esistito, o se non fosse rimasto cancelliere negli anni \u201990, non ci sarebbe stato l\u2019euro\u201d. Una conclusione francamente discutibile. \u00c8 vero che Kohl ha praticamente trascinato il suo paese all\u2019accettazione della moneta unica imponendosi, come raccont\u00f2 in un\u2019intervista al <em>Financial Times<\/em>, senza alcun riguardo per i processi democratici, seguendo i quali, disse, la rinuncia al marco non sarebbe stata accettata. Ma Mody sembra sottovalutare il ruolo decisivo avuto dalla Francia (in particolare da Mitterrand), convinta di imbrigliare la potenza tedesca togliendole il controllo esclusivo della banca centrale e della moneta. I \u201cfurbi\u201d francesi, per\u00f2, non si accorsero che stavano costruendo una Bce che sarebbe stata in pratica una fotocopia della Bundesbank e sottovalutarono la capacit\u00e0 di egemonia dei tedeschi, rafforzata dall\u2019improvvido allargamento ad est a cui non si opposero n\u00e9 la Francia n\u00e9 i paesi mediterranei.<\/p>\n<p>Mody insiste pi\u00f9 volte sull\u2019\u201dinsensatezza\u201d della costruzione europea e delle sue \u201cregole\u201d, con una sola moneta che \u00e8 troppo forte per i paesi pi\u00f9 deboli e sottovalutata per la Germania e il suo \u201csistema\u201d. E non mancano le critiche all\u2019austerit\u00e0: certo, se un paese ha vissuto al di sopra delle sue possibilit\u00e0 dovr\u00e0 stringere la cinghia, ma il modo feroce con cui in Europa \u00e8 stata applicata questa ricetta non pu\u00f2 che aggravare il male, come ha dimostrato il caso della Grecia.<\/p>\n<p>Ragionamenti che si applicano in particolare all\u2019Italia, che Mody definisce \u201clinea di faglia\u201d del progetto europeo. Perch\u00e9 \u00e8 un\u2019economia grande, con seri problemi di produttivit\u00e0 \u2013 che, afferma l\u2019economista, \u00e8 scesa del 10-15% da quando c\u2019\u00e8 l\u2019euro \u2013 derivanti in parte anche dai suoi problemi interni e da politiche sbagliate. Ma comunque avrebbe bisogno di una moneta pi\u00f9 debole, cosa evidentemente impossibile in questa situazione, e non certo del rigido controllo della spesa pubblica preteso da Bruxelles. \u00c8 in una trappola, insomma, definizione che anche altri hanno usato e destinata purtroppo ad essere ripetuta, dato che non si vedono avvisaglie di cambiamenti.<\/p>\n<p>Che si pu\u00f2 fare? L\u2019idea di uno Stato federale \u00e8 morta, dice Mody. Non resta che ripristinare un maggior grado di sovranit\u00e0 degli Stati e darsi essenzialmente gli obiettivi di conservazione della pace e della democrazia e della promozione dei diritti umani. \u201cGli europei devono chiedersi se credono ancora in questi valori \u2013 i valori di una societ\u00e0 aperta \u2013 e sono disposti a lavorare per realizzarli. Se non \u00e8 questo lo scopo dell\u2019Europa oggi, allora non mi \u00e8 chiaro quale sia lo scopo dell\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ashoka-mody-come-uscire-dall-eurotragedia\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ashoka-mody-come-uscire-dall-eurotragedia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICROMEGA (Carlo Clericetti) &nbsp; Il \u201cdividendo dell\u2019euro\u201d non c\u2019\u00e8 mai stato. Si usa di solito quella formula per indicare quanto accadde nel primo periodo della moneta unica, pi\u00f9 o meno i primi anni del secolo e fino alla crisi. Tassi bassi \u2013 quindi risparmi sul costo del debito \u2013 crescita discreta, inflazione moderata, disoccupazione vicino ai minimi. 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