{"id":48339,"date":"2019-01-31T10:30:30","date_gmt":"2019-01-31T09:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48339"},"modified":"2019-01-31T08:49:51","modified_gmt":"2019-01-31T07:49:51","slug":"aquisgrana-metamorfosi-o-fine-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48339","title":{"rendered":"Aquisgrana: metamorfosi o fine dell\u2019Unione Europea?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INDIPENDENZA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 22 gennaio 2019 \u00e8 destinato a passare alla Storia. Che il \u201cTrattato di amicizia\u201d franco-tedesca, firmato\u00a0ad Aquisgrana, sia attuato o meno, implicher\u00e0 ovviamente differenze profonde di scenario, pur tuttavia il messaggio che arriva \u00e8 gi\u00e0 dirompente per il suo significato politico e per le ripercussioni che comunque comporter\u00e0.<br \/>\nInnanzitutto si tratta di un palese atto di insubordinazione e di sfida alla \u2018leadership\u2019 USA, uno strappo senza precedenti nel processo di costruzione europea perseguito dagli Stati Uniti dal secondo dopoguerra, di portata enormemente superiore allo strappo gollista tra la fine degli anni \u201950 e \u201960.<br \/>\nIn secondo luogo l\u2019auto-formalizzatosi direttorio franco-tedesco cambia radicalmente la natura della cosiddetta \u201cUnione\u201d Europea. Chiaro l\u2019intento sia di superare l\u2019attuale Unione Europea confederale accentuando in modo ancor pi\u00f9 marcato i peraltro gi\u00e0 esistenti rapporti di subordinazione interni, sia di silurare il progetto di Unione Europea federalista, a governo unico, di spinelliana memoria e di atlantico interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019Accordo, alla primazia decisionale e alla funzione \u2018motrice\u2019 di Germania e Francia nella UE fanno da contraltare i restanti Paesi dell\u2019Unione. Questi, pur nella diversit\u00e0 di condizioni socio-economiche, brillano per non avere voce in capitolo, ignorati nel loro essere soggetti deboli, nelle loro economie prostrate, nelle loro privazioni di sovranit\u00e0, nemmeno invitati nei previsti \u201cconsigli franco-tedeschi\u201d, entit\u00e0 subalterne e, sottinteso, tenute ad adeguarsi alle decisioni di un direttorio che si pone \u2018forte\u2019 in termini militari, economici, commerciali, tecnologici. Il richiamo alla UE che echeggia un po\u2019 qua e un po\u2019 l\u00e0 nell\u2019Accordo sembra fatto apposta intanto per configurare una \u2018massa critica\u2019 verso gli USA, l\u2019alleato che si sa ostile a questi sviluppi.<br \/>\n\u00c8 del resto il timore della reazione USA, il suo configurarsi ostile che giustifica e rende necessario oggi quel Trattato un po\u2019 \u2018innaturale\u2019 che, per ragioni interne ed estere, non \u00e8 privo di rischi per gli stessi contraenti, in particolare per la Germania (si pensi ad esempio al \u2018se\u2019 e \u2018come\u2019 si riconfigureranno le relazioni con quei Paesi sinora gravitanti nell\u2019orbita tedesca). Sar\u00e0 ovviamente necessario aspettare la reazione statunitense e la forza invasiva assolutamente da non sottovalutare che \u00e8 in grado di esercitare, in alcuni Paesi in modo particolare, Italia in primis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il silenzio dei gruppi (sub)dirigenti italiani di semi-governo e di opposizione \u00e8 paradigmatico dell\u2019assoluto imbarazzo e dell\u2019incapacit\u00e0 politica sia di comprendere gli eventi, sia di quali passi intraprendere. Si sta e ci si comporta come pesci in barile. Decenni di servilismo a Washington, a Bruxelles e a Francoforte, del resto, hanno fatto per generazioni bei danni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Trattato di Aquisgrana \u00e8 la prosecuzione pi\u00f9 ampia e meglio configurata, nelle intenzioni, del progetto di \u201cesercito europeo\u201d (la PeSCo) varato nel dicembre 2017 dai capi di Stato e di governo dell\u2019Unione Europea (25 su 27 i Paesi sinora aderenti, con fuori solo Danimarca e Malta), su decisivo impulso di Francia e Germania (in primis per lanciare \u00aboperazioni militari ad alta intensit\u00e0\u00bb fuori dall\u2019UE in maniera efficace e tempestiva, sul presupposto di una Francia potenza atomica militare e di una Germania prima potenza industriale). Vi \u00e8, ad esempio, un interesse invasivo verso l\u2019Africa (la Francia ha da difendere la sua area coloniale, insidiata da Cina e Stati Uniti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sfrondato dalle frasi di circostanza e di equilibrismo diplomatico, si mira a rafforzare la cooperazione tra le rispettive forze armate con istituzione di un apposito Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza (art. 4). Nella UE i due Stati si impegnano \u201ca consultarsi regolarmente prima dei grandi eventi europei a tutti i livelli, cercando di definire posizioni comuni\u201d. Saltata la richiesta tedesca di trasformare il seggio permanente della Francia in seggio UE (cio\u00e8 condiviso con Parigi), alla fine si \u00e8 convenuto sul prosieguo degli sforzi per la riforma del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU e, conseguentemente, \u201cl\u2019ammissione della Repubblica Federale di Germania quale membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite \u00e8 una priorit\u00e0 per la diplomazia franco-tedesca\u201d. Quindi viene formulato l\u2019obiettivo sia dell\u2019integrazione delle rispettive economie \u201cal fine di creare una zona economica franco-tedesca con regole comuni\u201d, sia dell\u2019armonizzazione bilaterale delle rispettive legislazioni, in particolare in materia di diritto commerciale, per \u201cpromuovere la convergenza tra i due Stati e migliorare la competitivit\u00e0 delle loro economie\u201d (art. 20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, le chiacchiere europeiste ad Aquisgrana si sono sciolte come neve al sole. L\u2019unica buona notizia \u00e8 che forse si tratta di un\u2019ottima opportunit\u00e0 perch\u00e9 la UE deflagri e che (anche) l\u2019Italia ritrovi una possibilit\u00e0 di rinascita. Con ben altre classi dirigenti ed un\u2019idea di societ\u00e0 alternativa a quella da decenni dominante, ovviamente. C\u2019\u00e8 comunque, politicamente, molto da fare in tal senso!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/associazioneindipendenza.wordpress.com\/2019\/01\/24\/aquisgrana-metamorfosi-o-fine-dellunione-europea\/\">https:\/\/associazioneindipendenza.wordpress.com\/2019\/01\/24\/aquisgrana-metamorfosi-o-fine-dellunione-europea\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INDIPENDENZA &nbsp; Il 22 gennaio 2019 \u00e8 destinato a passare alla Storia. Che il \u201cTrattato di amicizia\u201d franco-tedesca, firmato\u00a0ad Aquisgrana, sia attuato o meno, implicher\u00e0 ovviamente differenze profonde di scenario, pur tuttavia il messaggio che arriva \u00e8 gi\u00e0 dirompente per il suo significato politico e per le ripercussioni che comunque comporter\u00e0. 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