{"id":48397,"date":"2019-02-04T10:00:20","date_gmt":"2019-02-04T09:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48397"},"modified":"2019-02-04T07:49:51","modified_gmt":"2019-02-04T06:49:51","slug":"litalia-non-e-il-malato-deuropa-perche-la-ue-rischia-la-recessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48397","title":{"rendered":"L\u2019Italia non \u00e8 il malato d\u2019Europa Perch\u00e9 la Ue rischia la recessione"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> GLI OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5413362-1.jpg\" alt=\"(150824) -- LUOYANG, Aug. 24, 2015 (Xinhua) -- An investor looks through stock information at a trading hall of a securities firm in Luoyang, central China's Henan Province, Aug. 24, 2015. China stocks nosedived on Monday with the benchmark Shanghai Composite Index dropping 8.49 percent to close at 3209.91 points, the sharpest decline since Feb. 27, 2007. The smaller Shenzhen Component Index fell 7.83 percent to close at 10,970.29 points. The ChiNext Index, tracking China's Nasdaq-style board of growth enterprises, lost 8.08 percent to end at 2,152.61 points. Near 2200 shares tumbled by the daily limit of 10 percent. (Xinhua\/Zhang Yixi) (lfj)\" width=\"1059\" height=\"743\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caduta del Pil dello 0,2% nel trimestre finale del 2018 ha restituito per la prima volta dopo anni l\u2019immagine di un\u2019Italia <span id=\"more-68316\"><\/span>ufficialmente in recessione tecnica, ma non \u00e8 sufficiente a etichettare il nostro Paese come il \u201cmalato d\u2019Europa\u201d. Se da un lato in Italia la polemica si \u00e8 ridotta al solito gioco di accusa e controaccusa tra governanti attuali e loro predecessori, con <strong>Carlo Calenda<\/strong> che \u00e8 arrivato alla paradossale azione di accusare di un deficit troppo ridotto un governo attaccato ferocemente in passato proprio per la scelta di sfondare la soglia del 2% nel rapporto tra disavanzo e Pil, dall\u2019altro si sono ignorate le congiunture internazionali che spingono per un ampliamento della buriana al resto dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia, infatti, non \u00e8 sola. Lo ha scritto con puntualit\u00e0 Ed Conway,\u00a0responsabile economia di <em>Sky News Uk<\/em>, secondo cui \u201cquella\u00a0italiana \u00e8 la prima recessione in una delle maggiori economie europee in mezzo decennio, ma \u00e8 improbabile che sia l\u2019 ultima: la Germania potr\u00e0 evitare i due trimestri consecutivi di contrazione, ma sta affrontando il semestre pi\u00f9 debole dal 2012\u201d, avendo impattato a crescita zero per <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/il-rimbalzo-che-evita-la-recessione-alla-germania-per-ora\/\">cambiamenti congiunturali <\/a>dovuti, principalmente, al rincaro delle bollette energetiche.<ins id=\"aswift_0_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_0_anchor\"><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0Germania stanno venendo al pettine numerosi nodi connessi alle problematiche sociali crescenti, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/crisi-sociale-disuguaglianze-economiche-scuotono-la-germania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">alle disuguaglianze<\/a> e alla <strong>stagnazione di salari<\/strong> e consumi prodotte dalle riforme Hartz di inizio millennio; in secondo luogo perch\u00e9, come detto, il 2019 si prospetta come un anno di generale rallentamento dell\u2019economia europea. E a questo rallentamento le politiche di Berlino hanno contribuito in maniera non indifferente, inoculando nel mainstream europeo l\u2019avversione alle politiche di espansione della domanda aggregata e il sostegno alle misure di austerit\u00e0 che hanno, negli ultimi anni, pregiudicato la ripresa europea a scapito di quella del resto del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste, secondo quanto scritto da Daniele Capezzone su\u00a0<em>La Verit\u00e0,\u00a0<\/em>\u201csono considerazioni che i media e la politica italiana farebbero bene a inserire nel nostro dibattito. Perch\u00e9 l\u2019Ue nel suo complesso rifiuta politiche espansive e sembra preferire alla crescita il catechismo dei suoi parametri? Donald Trump, nella sua grande eterodossia, ha adottato una ricetta met\u00e0 liberista (taglio-choc di tasse e deregolazione burocratica) e met\u00e0 keynesiana (potenti investimenti pubblici): il risultato \u00e8 una crescita spettacolare. L\u2019Ue, invece, dice no\u00a0a tutto: sia agli investimenti che ai tagli di tasse\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua analisi per il quotidiano milanese l\u2019ex deputato di Forza Italia prosegue poi ad analizzare le conseguenze della fine del quantitative easing di <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/mario-draghi-allultimo-miglio-quale-sara-la-sua-eredita\/\">Mario Draghi<\/a>: \u201cComunque la si pensi sulla Bce e sul Qe, era chiaro che la fine di questo programma avrebbe creato un effetto di incertezza generale. Ora, com\u2019\u00e8 noto, la Bce ha preso tempo e si \u00e8 riservata altre ipotesi. C\u2019\u00e8 da chiedersi come mai non si annuncino misure complessive di garanzia per i debiti sovrani in euro: il solo annuncio sarebbe un super-estintore in grado di spegnere molti fuochi\u201d, come del resto va predicando da tempo <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/savona-verso-la-consob-leredita-del-professore-nel-governo-conte\/\">Paolo Savona <\/a>in seno al governo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera e propria Caporetto borsistica verificatasi su scala globale negli ultimi sei mesi del 2018 ha portato le banche centrali all\u2019incertezza pi\u00f9 totale e all\u2019incapacit\u00e0 di porre in essere azioni coordinate. Svanita la prospettiva di <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/le-banche-centrali-mercati-adesso-cosa-puo-succedere\/\">drenare dai mercati la liquidit\u00e0 in eccesso <\/a>che aveva portato a un\u2019inflazione eccessiva dei valori borsistici attraverso un graduale incremento dei tassi, constatata l\u2019esistenza di centinaia di imprese tenute artificialmente in vita e in borsa <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/general-electric-sul-baratro-verso-un-crac-120-miliardi-dollari\/\">solo dalla possibilit\u00e0 di finanziamenti a tassi agevolati<\/a>, le banche centrali sembrano ora pronte a ricominciare una fase espansiva senza tuttavia curarsi della destinazione produttiva del valore messo in circolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fase di volatilit\u00e0 e incertezza rischia di vedere l\u2019Unione europea estremamente vulnerabile se dovesse nuovamente palesarsi il rischio di una recessione innescata da una turbolenza di natura finanziaria. E anche in questo campo, non \u00e8 certamente l\u2019Italia il detonatore pi\u00f9 rischioso. <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-vera-minaccia-per-leconomia-europea-si-chiama-deutsche-bank\/\">I derivati di Deutsche Bank<\/a> sono storia nota ma taciuta, ma come non scordare l\u2019indebitamento privato delle famiglie francesi, che concorre a un debito complessivo pari al 400% del Pil, o la potenziale spada di Damocle dei <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-trappola-del-debito-puo-frenare-la-cina-xi-jinping\/\">debiti degli enti locali cinesi<\/a> e del debito\u00a0<em>corporate\u00a0<\/em>statunitensi, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/il-debito-globale-batte-ogni-record-leconomia-si-sta-surriscaldando\/\">la cui esplosione<\/a> potrebbe travolgere il mondo?<ins id=\"aswift_1_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_1_anchor\"><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principale problema dell\u2019Italia, in questo contesto, sembra essere la difficolt\u00e0 a parlare con una voce sola per rassicurare gli investitori internazionali che, soprattutto da Oltreoceano, guardano con interesse al Paese. Fonti vicine al governo sentite da\u00a0<em>Gli Occhi della Guerra\u00a0<\/em>assicurano che \u00e8 proprio l\u2019incertezza sulla\u00a0<em>consistency\u00a0<\/em>delle dichiarazioni degli esponenti del governo, principalmente in materia di finanza pubblica, ad impedire agli osservatori stranieri di farsi un quadro chiaro. Ma questo \u00e8 un problema comune tanto al governo Conte quanto agli esecutivi che l\u2019hanno preceduto. In ogni caso, la manovra per il 2019, contrariamente alle prescrizioni di ministri cauti come Savona e Giorgetti, non prevede alcun rafforzamento degli investimenti pubblici produttivi capace di fungere da volano alla ripresa. Mentre anche l\u2019Unione Europea si scopre impreparata a una potenziale recessione, \u00e8 oramai palese che proprio dal rilancio della capacit\u00e0 di intervento dello Stato in economia partir\u00e0 il meccanismo che potrebbe consentire di porre un argine alle instabilit\u00e0 a livello sistemico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/litalia-non-e-il-malato-deuropa-ma-tutta-lunione-rischia-la-recessione\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/litalia-non-e-il-malato-deuropa-ma-tutta-lunione-rischia-la-recessione\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore) La caduta del Pil dello 0,2% nel trimestre finale del 2018 ha restituito per la prima volta dopo anni l\u2019immagine di un\u2019Italia ufficialmente in recessione tecnica, ma non \u00e8 sufficiente a etichettare il nostro Paese come il \u201cmalato d\u2019Europa\u201d. 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