{"id":48459,"date":"2019-02-05T11:30:32","date_gmt":"2019-02-05T10:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48459"},"modified":"2019-02-05T10:55:18","modified_gmt":"2019-02-05T09:55:18","slug":"spy-finanza-iran-nato-deutsche-bank-la-germania-sta-scherzando-col-fuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48459","title":{"rendered":"SPY FINANZA\/ Iran, Nato, Deutsche Bank: la Germania sta scherzando col fuoco"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL SUSSIDIARIO (Mauro Bottarelli)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/12\/angela_merkel_zoom2_lapresse_2017.jpg\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" srcset=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/12\/angela_merkel_zoom2_lapresse_2017.jpg 720w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/12\/angela_merkel_zoom2_lapresse_2017-300x206.jpg 300w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/12\/angela_merkel_zoom2_lapresse_2017-128x88.jpg 128w, https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/12\/angela_merkel_zoom2_lapresse_2017-32x22.jpg 32w\" alt=\"angela_merkel_zoom2_lapresse_2017\" \/><\/p>\n<p><strong>Angela Merkel (Lapresse)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 class=\"description\">L\u2019Europa sembra muoversi in ordine sparso e la Germania sta prendendo decisioni che appaiono come provocazioni verso gli Stati Uniti<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa sta succedendo in Europa? La scorsa settimana \u00e8 passata completamente sotto silenzio una notizia decisamente importante. Nello stesso giorno in cui l\u2019Europarlamento riconosceva, di fatto, Juan Guaid\u00f3 Presidente del Venezuela e solo il \u201cno\u201d dell\u2019Italia evitava l\u2019ufficializzazione di questo scempio del principio democratico (se invece vi piace che a decidere chi guida un Paese sia d\u2019imperio il Dipartimento di Stato Usa, accodatevi pure al bizzarro concetto di rappresentanza che alberga a Bruxelles e nei suoi principali Stati membri, come dimostrato dagli sviluppi di ieri), l\u2019Ue faceva dell\u2019altro. Annunciava la nascita di un sistema alternativo a quello di pagamento globale Swift, finalizzato alla prosecuzione da parte delle aziende europee del commercio con l\u2019Iran, in barba alle sanzioni Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una rivoluzione? A met\u00e0. Rischiosa. E con imbarazzanti profili di pantomima. Il nuovo sistema tale non \u00e8, di fatto. Si chiama Instex (Instrument in Support of Trade Exchanges) ed \u00e8 stato descritto come mezzo di facilitazione delle transazioni, ma unicamente rispetto a beni con finalit\u00e0 umanitarie, cibo, equipaggiamento medico e medicinali in testa. Di fatto, nulla che serva all\u2019Iran oggi in maniera stringente. Ma non basta, perch\u00e9 a tenere a battesimo il nuovo veicolo finanziario sono i governi di Francia, Germania e Regno Unito. Di fatto, lo stesso Regno Unito che fra meno di due mesi <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2019\/1\/31\/spy-finanza-il-mosaico-che-unisce-brexit-gilet-gialli-e-italia\/1841907\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dovrebbe dire addio all\u2019Unione europea<\/a>. Ma non basta, perch\u00e9 se Instex avr\u00e0 sede a Parigi e sar\u00e0 gestito da un esperto bancario tedesco (Per Fischer, ex alto dirigente di Commerzbank), il board di supervisione sar\u00e0 presieduto proprio dalla Gran Bretagna. La quale, dopo il Brexit, quali ragioni avrebbe di utilizzare un mezzo \u201ceuropeo\u201d per commerciare con l\u2019Iran, essendo libera di operare in via bilaterale ed eventualmente vedersela con Washington? Mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, in Iran la notizia \u00e8 stata accolta con entusiasmo: \u00abQuesto \u00e8 un primo passo da parte europea\u2026 Ora speriamo che serva a coprire ogni tipologia di beni e merci\u00bb, ha dichiarato il vice-ministro degli Esteri, Abbas Araqchi. E fonti europee, in effetti, hanno gi\u00e0 definito il veicolo di pagamento come \u201cespandibile\u201d. Mossa azzardata, non c\u2019\u00e8 che dire. Non solo perch\u00e9 Washington aveva fatto capire chiaramente la sua contrariet\u00e0 attraverso un\u2019operazione di lobbying verso il sistema Swift, al quale si chiedeva di tagliare tutti gli accessi alle banche iraniane, ma perch\u00e9 appare una scelta politica strutturale verso una nuova autonomia europea da Washington, il tutto in un periodo di potenziale riarmo atomico di Usa e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles ha infatti parlato di \u00abinteressi strategici e di sicurezza a livello europeo da preservare\u2026 non vogliamo che l\u2019Iran esca dal programma atomico e torni ad arricchire uranio\u00bb. E a Washington, dopo aver nemmeno troppo segretamente inviato chiari messaggi minatori verso giganti europei come Siemens, Maersk, Total, Daimler, Peugeot, Renault e altri, diffidandoli dal mantenere rapporti commerciali con Teheran, sono passati alle minacce palesi, ancorch\u00e9 con garbo diplomatico. Il senatore repubblicano dell\u2019Arkansas, Tom Cotton, ha cos\u00ec chiarito il suo pensiero al riguardo: \u00abLa scelta \u00e8 tra fare business con gli Stati Uniti o con l\u2019Iran. Spero che i nostri alleati europei scelgano saggiamente\u00bb. E l\u2019analista geopolitico Luc Rivet pare non avere dubbi: \u00abNon riesco a immaginare quali aziende utilizzeranno quel meccanismo di pagamento per vendere merci all\u2019Iran. Al di l\u00e0 della scelta europea, i singoli Paesi ritengono troppo pericoloso il rischio di essere scoperti a fare commerci con Teheran dagli Usa\u00bb. E facendo riferimento all\u2019attuale limitazione dell\u2019uso di Instex per equipaggiamento medico e farmaceutico, prosegue: \u00abChi produce quegli equipaggiamenti? Pensate che la Siemens li vender\u00e0 all\u2019Iran? Mai, perch\u00e9 hanno gli Usa come cliente privilegiato per molte merci e prodotti. E Siemens ha paura di perdere il mercato americano. Se anche alcune ditte correranno il rischio, un enorme numero non lo far\u00e0. Pi\u00f9 facile che lo facciano aziende russe e cinesi ma gli europei sono troppo spaventati da un\u2019eventuale reazione statunitense. Non conosco alcun marchio che oser\u00e0 utilizzare il sistema Instex\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 allora dar vita a quella mossa ufficiale, se si sa che \u00e8 totalmente inutile e non perseguibile a livello pratico, ma, facilmente, potrebbe irritare senza una ragione reale Washington? Forse perch\u00e9 l\u2019Europa, alla vigilia delle elezioni di fine maggio, \u00e8 totalmente fuori controllo e si muove come una mosca impazzita e intrappolata sotto un bicchiere? Probabile. E una prima, indiretta conferma di questo, \u00e8 giunta proprio domenica. In attesa di assistere al Super Bowl come qualche decina di milioni di americani, il presidente Donald Trump ha concesso un\u2019intervista a tutto campo al programma <em>Face the nation<\/em> sulla Cbs. Incalzato sul tema siriano dalla giornalista Margaret Brennan, il titolare della Casa Bianca ha sganciato una mezza bomba, di fatto annunciando l\u2019ennesimo voltafaccia: \u00abSiamo l\u00ec e resteremo l\u00ec, dobbiamo proteggere Israele. Voglio tenere d\u2019occhio l\u2019Iran, il quale rappresenta un problema reale\u00bb. Un messaggio fin troppo chiaro. Verso Mosca. ma anche verso l\u2019Europa, non fosse altro per il timing del cambio di strategia siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, dunque, quel gioco di politica estera di Bruxelles, decisamente rischioso? Soprattutto dopo che gioved\u00ec scorso <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2019\/2\/2\/finanza-la-germania-prepara-la-sua-svolta-per-lasciarci-ancora-piu-indietro\/1842834\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la Germania<\/a> ha ufficialmente comunicato il suo addio al programma di acquisto di F35 dalla Lockheed-Martin per rimpiazzare i Tornado ormai obsoleti, virando la propria scelta verso uno fra Eurofighter Typhoon della Airbus e F-18 Super-Hornet della Boeing. Un contratto da miliardi di dollari stracciato con l\u2019animo leggero di chi disdice l\u2019abbonamento alla pay-tv. C\u2019\u00e8 un problema, per\u00f2, il quale si lega in maniera chiara e allarmante alla decisione di Stati Uniti prima e Russia poi di ritirarsi dal trattato Inf che vieta i missili a medio raggio. E che, di fatto, potrebbe tramutare nuovamente l\u2019Europa in una sorta di avamposto proxy della nuova Guerra Fredda, con un aumento esponenziale di testate Usa sotto egida Nato sul suo territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se Paesi come la Polonia addirittura paiono pronti ad aprire all\u2019ipotesi di basi statunitensi in patria in chiave anti-Mosca e i Balcani \u2013 eccezion fatta per la Serbia \u2013 sono ormai un protettorato statunitense, grazie anche al tour dello scorso anno del vice-presidente Mike Pence, c\u2019\u00e8 un dato che carica di significati ulteriori e strutturali il comunicato del ministero della Difesa tedesco. Solo gli F35, di fatto, sono in grado di trasportare compatibilmente l\u2019armamento deterrente tattico statunitense, un qualcosa che di fatto fa parte degli obblighi di Berlino verso la Nato. Inoltre, Washington deve certificare che quei velivoli possano trasportare le armi nucleari in dotazione. I Typhoon della Airbus, ad esempio, non hanno mai ricevuto tale certificazione statunitense: se Berlino li scegliesse per rimpiazzare i vecchi Tornado, nonostante la loro inadeguatezza e arretratezza tecnologica, significherebbe implicitamente che la Germania si chiamerebbe fuori dallo scudo atlantico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattandosi del Paese che per quaranta anni ha ospitato il muro simbolo della Guerra Fredda e della contrapposizione Ovest-Est, la scelta anche solo simbolicamente sarebbe di impatto enorme. Storico, addirittura. Oppure Berlino vuole solo forzare la mano contro l\u2019amministrazione Trump, puntando su temi con risvolto bellico \u2013 Iran, Nato \u2013 perch\u00e9 certa di poter sfruttare a proprio favore la spaccatura all\u2019interno del Pentagono dopo l\u2019addio del generale Mattis e l\u2019interim di fatto sulla politica di difesa assunto dal potente consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, la mente dell\u2019operazione venezuelana e dell\u2019addio delle truppe Usa a Siria e Afghanistan (magari per inviare i famosi 5mila militari in Colombia, Paese gi\u00e0 scelto come base per i rifornimenti umanitari in stile Achille Lauro da inviare a Caracas per cementare il sostegno popolare al presidente creato in laboratorio, Juan Guaid\u00f3)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche qui, complicazione ulteriore: come valutare quel cambio di rotta di Trump sulla Siria, una sconfessione di Bolton e della sua linea o, al contrario, il raggiungimento di un equilibrio, una sorta di tregua armata, fra Pentagono e responsabile della Sicurezza nazionale? Verrebbe da propendere per questa seconda ipotesi, visto che poche ore prima dell\u2019intervista di Trump alla Cbs, proprio il Pentagono annunciava il dispiegamento per 90 giorni di altri 3.750 militari al confine con il Messico, portando il totale a 4.350. Un segnale tutto interno nella lotta con i Democratici per ottenere i 5,7 miliardi di stanziamento per la costruzione del Muro, propedeutico a un compromesso che eviti la ripartenza dello <em>shutdown<\/em> oppure c\u2019\u00e8 dell\u2019altro? Ovvero, proprio il nuovo equilibrio fra Bolton e Dipartimento della Difesa? Il quale, giova ricordarlo, ancora oggi \u00e8 retto dal vice del generale Mattis, Patrick Shanahan. Che, solo accidentalmente, era amministratore delegato di Boeing, parte in causa nella disputa tedesca rispetto al rimpiazzo dei vecchi Tornado e all\u2019addio agli F35. Che Berlino, fingendo di fare uno sgarbo agli Usa, stia invece blandendoli contemporaneamente, avendo gi\u00e0 deciso di scegliere gli F-18 Hornet?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, qualcosa di molto delicato, se messo poi in relazione anche temporale con l\u2019annuncio del sistema Instex a livello comunitario e la minaccia diretta di Trump contro l\u2019Iran. Il tutto, a poche settimane non solo dal voto per le europee, ma anche dal quello del 9 aprile per le legislative proprio in Israele. Tira aria di <em>Dottor Stranamore<\/em>, giova sottolinearlo. Perch\u00e9 Berlino forza cos\u00ec tanto la mano, apparentemente senza un costrutto? Colpa del Pil tedesco, dimezzato la scorsa settimana per il rallentamento globale, essendo passato dall\u20191,8% di stima dello scorso ottobre all\u2019attuale 1% per il 2019, come annunciato dal ministro dell\u2019Economia, Peter Altmaier?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuochino. La risposta \u00e8 qui, in quella che potremmo definire la maledizione di Weimar. O, meglio, la <em>nemesi di Weimar<\/em>. Il tasso di inflazione tedesco, infatti, \u00e8 sceso a gennaio all\u20191,4% contro l\u20191,7% di dicembre e, soprattutto, il 2,5% di ottobre. E se lo spettro dell\u2019iperinflazione che lastric\u00f2 la strada al Terzo Reich \u00e8 da sempre motivo di allarme ed eccesso di rigorismo da parte della Germania \u2013 leggi, Bundesbank -, ora quel calo del grande pericolo viene benedetto una seconda volta. Non perch\u00e9 vi sia un altro Adolf Hitler alle porte, come qualche poveraccio strepita, ma per il semplice fatto che un calo simile, unito alla contrazione del terzo trimestre e al dimezzamento delle stime di crescita, stendono un tappeto rosso alla Bce per interventi emergenziali e condivisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1843887 size-full\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/04\/Germany_CPI-e1549290531846.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"418\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come la Boj. Come la Fed. Come la Pboc. Allarme generale. E, cosa pi\u00f9 importante all\u2019interno della nemesi, senza che la Bundesbank stia aprendo bocca sull\u2019operato dell\u2019Eurotower. Ormai da mesi. Persino quando l\u2019inflazione in autunno super\u00f2 e di parecchio la soglia-obiettivo del 2% e la bolla immobiliare tedesca, gonfiata proprio dalla politica di tassi sottozero della Banca centrale, cominciava a inviare sinistri scricchiolii di espansione reale. Tutti muti, a Francoforte come a Berlino. Avete notato? E il mercato che prezza ormai la probabilit\u00e0 pi\u00f9 credibile di un primo rialzo dei tassi da parte della Bce nel 2020, come certificato da Bloomberg e mostrato da questo grafico, giova ricordare che a met\u00e0 della scorsa settimana il titolo Deutsche Bank ha ripreso il suo calo, dopo che il Governo tedesco ha confermato la sua attivit\u00e0 di mediazione fra i management del gigante del credito (e, soprattutto, del trading desk) e Commerzbank, secondo istituto del Paese e gi\u00e0 salvato una volta dal default, per una fusione che abbia luogo entro la met\u00e0 di quest\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1843888 size-full\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/04\/ECB_pushback-e1549290598302.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"376\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSe \u00e8 vero, la situazione economica di Deutsche Bank \u00e8 molto peggiore di quanto si veda dall\u2019esterno. Una fusione con Commerzbank a questo punto non ha alcun senso, visto che offre pochissime possibilit\u00e0 di raggiungere una crescita della clientela\u00bb, ha sentenziato l\u2019analista di M.M. Warburg, Andreas Plaesier, commentando i cali del titolo di DB dopo la pubblicazione della notizia. Ma attenzione, perch\u00e9 un senso potrebbe averlo se la situazione fosse tale da rendere necessaria la fusione di due debolezze non per creare una forza \u2013 bens\u00ec, pi\u00f9 drammaticamente \u2013 solo per sopravvivere all\u2019estate. Mentre ci spacciano l\u2019Italia come epicentro della nuova crisi, riempiendo i giornali con titoloni sulla nostra recessione tecnica (un guaio, per carit\u00e0), non sar\u00e0 forse altrove, nel cuore stesso dell\u2019eurozona, il problema esistenziale, quello che potrebbe far implodere l\u2019intera costruzione, ben pi\u00f9 rovinosamente che il Brexit?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sola cosa \u00e8 certa: la Germania sta giocando con il fuoco. Non si sa quanto volontariamente, per disperazione o per procura. Ma rischiamo di scottarci tutti quanti, Italia in testa. E una prima conferma o smentita potremmo averla a breve: questa notte, Donald Trump terr\u00e0 il discorso sullo Stato dell\u2019Unione. Vediamo quali saranno i suoi bersagli. E se l\u2019immonda incoronazione semi-plebiscitaria di Juan Guaid\u00f3, ufficializzazione del nuovo concetto di \u201cesportazione\/imposizione della democrazia\u201d anche a livello Ue, sar\u00e0 sufficiente a mitigare le provocazioni strutturali in atto. Ammesso che siano tali, almeno in Germania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2019\/2\/5\/spy-finanza-iran-nato-deutesche-bank-la-germania-sta-scherzando-col-fuoco\/1843881\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2019\/2\/5\/spy-finanza-iran-nato-deutesche-bank-la-germania-sta-scherzando-col-fuoco\/1843881\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Mauro Bottarelli) Angela Merkel (Lapresse) &nbsp; L\u2019Europa sembra muoversi in ordine sparso e la Germania sta prendendo decisioni che appaiono come provocazioni verso gli Stati Uniti &nbsp; Cosa sta succedendo in Europa? La scorsa settimana \u00e8 passata completamente sotto silenzio una notizia decisamente importante. 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