{"id":48560,"date":"2019-02-12T00:13:54","date_gmt":"2019-02-11T23:13:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48560"},"modified":"2019-02-10T23:57:37","modified_gmt":"2019-02-10T22:57:37","slug":"la-questione-europea-e-lo-strapotere-tedesco-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48560","title":{"rendered":"L&#8217;egemonia tedesca in Europa (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di GIANFRANCO COSTANTINI (FSI Pescara)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania Ovest per distruggere e ricomprare a prezzi di magazzino l\u2019industria dell\u2019Est ha convertito con cambio alla pari il Marco est con il proprio.\u00a0Questa conversione, che ha raddoppiato il valore della moneta pi\u00f9 \u201cdebole\u201d, ai pi\u00f9 ingenui \u00e8 apparsa come una elargizione benefica dei pi\u00f9 ricchi verso i pi\u00f9 poveri, un vero gesto di fratellanza privo di interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 questa \u201ccortesia\u201d \u00e8 stata una vera e propria polpetta avvelenata perch\u00e9 da un lato l\u2019equiparazione del valore ha creato milioni di nuovi consumatori, felici e capaci di acquistare le\u00a0merci prodotte in occidente, dall\u2019altro ha automaticamente annientato l\u2019industria dell\u2019Est con un aumento del 350% dei suoi listini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che si trattava di una industria arretrata rispetto agli standard occidentali ma aveva punte di eccellenza mondiale e un grande mercato rappresentato dalle Repubbliche Sovietiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo aumento in estrema sintesi ha significato che una qualsiasi merce prodotta nell\u2019ex Repubblica Federale Tedesca, acquistata da un qualsiasi cliente estero, dopo aver raddoppiato il valore della moneta, ha subito un aumento di prezzo di circa il 350%, quindi \u00e8 uscito fuori dal mercato per eccesso di rincaro. In breve tempo, Il sogno dell\u2019unificazione si \u00e8 trasformato in un incubo; licenziamenti di massa, povert\u00e0 e migrazioni hanno stravolto le vite degli ignari cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, nonostante siano trascorsi ventisette anni dalla riunificazione, nonostante i media nazionali continuino ad esaltare il modello economico-culturale tedesco, in Germania est il PIL pro capite, al netto degli stipendi statali, \u00e8 poco pi\u00f9 del 60% rispetto all\u2019Ovest. Questo accade nonostante il contributo eccezionale sopportato dall\u2019intera Europa che con il rialzo dei tassi d\u2019interesse e con la cancellazione quasi totale dei debiti di guerra, ha finito per finanziare un riassetto territoriale tedesco che \u00e8 ancora lontano dall\u2019essere compiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addirittura l\u2019ex Governatore della Bundesbank, Karl Otto P\u00f6hl, attuatore in campo monetario delle direttive politiche dell\u2019ex Cancelliere Helmut Kohl, in audizione alla Commissione Parlamentare d\u2019inchiesta ha dichiarato: \u201cLa Germania Est ha subito una cura da cavallo che nessuna economia al mondo \u00e8 in grado di sostenere\u201d. Mentre al Parlamento Europeo, interrogato sulla fattibilit\u00e0 di una futura Unione monetaria (l\u2019Euro), ha sostenuto che: \u201cLa nostra unificazione \u00e8 stata un disastro, non fatela\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro il nobilissimo spirito di unit\u00e0 nazionale, dietro la necessit\u00e0 di riunificare popoli accomunati dalla stessa cultura, le classi dominanti hanno attuato una vera e propria aggressione politica, economica e sociale, in grado di drenare a proprio vantaggio enormi ricchezze e un solido potere capitalistico.\u00a0le oligarchie dominanti hanno ottenuto: un nuovo mercato di sbocco per le merci prodotte; manodopera a prezzi inferiori da utilizzare nelle fabbriche, approfittando dei connazionali ridotti in miseria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una situazione molto simile a quelle finora descritte, con toni solo apparentemente meno drammatici, si vive in Europa a causa dell\u2019Euro e dei trattati sciagurati e incostituzionali che lo accompagnano. A differenza degli esempi fin qui illustrati, quella \u201ceuropea\u201d, \u00e8 stata un\u2019aggressione economica e sociale anomala, apparentemente senza un \u201caggressore\u201d in cerca di territori da annettere, subdola nella dinamica perch\u00e9 i suoi effetti catastrofici si sono manifestati solo a distanza di alcuni anni dalla unificazione monetaria, in concomitanza con una crisi internazionale. Proprio per questo fattore e per la grande disinformazione che accompagna l\u2019argomento, la comprensione del fenomeno \u00e8 ancora confusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi viaggia e osserva i luoghi, non pu\u00f2 non notare che alcuni territori sono tornati a spopolarsi. Alcuni stati europei sono addirittura \u201cfalliti\u201d e hanno avuto una devastazione economica inferiore solo al secondo conflitto mondiale, al contrario, altri sembrano prosperare, ma perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grecia, Spagna e Portogallo sono state salvate con trucchi monetari (fondo salvastati-salvabanche, emissioni monetarie illimitate o Quantitative Easing) che hanno allungato la miccia e gonfiato ulteriormente la Germania, ma di nuovo dico: perch\u00e9 si sta creando questo dualismo economico cos\u00ec simile a quello avutosi tra nord e sud dopo l\u2019unificazione dell\u2019Italia e tra est e ovest dopo la riunificazione della Germania? La risposta ovviamente \u00e8 complessa, richiederebbe un intero libro per essere descritta in tutte le sue sfaccettature, ma si pu\u00f2 ricondurre a due concetti fondamentali: economico-monetario e politico-ideologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento in cui \u00e8 crollato il muro di Berlino, la grande regia americana ha dato una forte accelerazione al disegno di unificazione europea iniziato decenni prima, alla fine del secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania ha dovuto accettare l\u2019imposizione dell\u2019Euro da parte della Francia come condizione inderogabile per la riunificazione politica della nazione; la paura di una Germania nuovamente unita, attraversava l\u2019intera Europa. Ingenuamente i francesi pensarono che privandola della sua moneta, il Marco, la si sarebbe potuta controllare senza grande difficolt\u00e0. La Germania dal canto suo per accettare l\u2019Euro ha imposto la deindustrializzazione dell\u2019Italia, suo principale competitor, attraverso l\u2019ingresso nella moneta unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, negli anni in cui sono stati elaborati e sottoscritti i trattati europei, la Germania, che gi\u00e0 aveva le idee chiare sul da farsi, vantava un\u2019enorme esperienza nel campo monetario avendo da poco affrontato la propria unificazione; oltretutto aveva un peso politico accresciuto per l\u2019aumento di popolazione. La forza e l\u2019esperienza che esprimeva in quegli anni le hanno consentito di imporre nei trattati il proprio modello economico di stampo ordoliberista, incentrato sul modello di economia sociale di mercato \u201cfortemente competitiva\u201d. Il concetto della forte competizione era ben chiaro in Germania, mentre nel resto d\u2019Europa no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli stessi anni in Italia la classe politica era in cerca d\u2019identit\u00e0, dopo tangentopoli e il crollo del blocco comunista russo, per legittimarsi agli occhi dell\u2019elettorato, in maniera acefala, si \u00e8 aggrappata al sogno europeo trasformato in ideologia dalle oligarchie dominanti. Quindi mentre i politici italiani ed europei, sognavano la pace, la fratellanza e un seggio molto ben retribuito al Parlamento Europeo, i politici tedeschi attuavano il proprio disegno di aggressione economica all\u2019intero Continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto per\u00f2 \u00e8 avvenuto gradualmente perch\u00e9 si \u00e8 iniziato con la creazione del Sistema Monetario Europeo nel 1979 (SME) che aveva come accordo una struttura di cambi fissi tra le valute aderenti, non totalmente vincolanti ma sempre pi\u00f9 stringenti (ECU, serpente monetario, SME credibile ecc.)\u00a0e si \u00e8 arrivati al 1999 (anno di fine SME) all\u2019ingresso nel sistema Euro con un blocco definitivo del cambio tra gli Stati aderenti. Nel 2002, inaugurata ufficialmente la moneta unica, la Germania, a suon di mazzette ai sindacalisti, ha realizzato la riforma del mercato del lavoro passata alla storia come riforma Hartz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, senza dichiarazioni di guerra, ha aggredito commercialmente gli altri stati europei con una svalutazione salariale. In concreto, mentre in tutti gli Stati europei si aumentavano gli stipendi per adeguarli all\u2019inflazione, in Germania gli stessi si bloccavano. Le conseguenze di questa mossa mercantilista sono state principalmente due: la prima \u00e8 stata il raffreddamento del mercato interno tedesco che ha portato i consumatori ad avere sempre meno reddito disponibile per gli acquisti costringendo le imprese a cercare all\u2019estero nuovi consumatori; la seconda \u00e8 stata la continua diminuzione dei prezzi delle merci prodotte in Germania, ma perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il costo del lavoro, che \u00e8 uno dei fattori della produzione, incide direttamente sul prezzo finito di un prodotto: quindi, se in Europa tutti gli Stati aumentano salari e stipendi per far mantenere il potere d\u2019acquisto e la Germania no, banalmente il costo delle merci tedesche sar\u00e0 anno dopo anno pi\u00f9 basso rispetto le concorrenti. Come gi\u00e0 detto, le imprese hanno trovato pi\u00f9 conveniente esportare le proprie merci all\u2019estero perch\u00e9 nel mercato interno il diminuito potere d\u2019acquisto dei consumatori riduce i margini di profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa strategia colonizzatrice \u00e8 stata affiancata da ulteriori azioni altrettanto offensive che sono: creazione di una cerchia di Stati satellite nell\u2019est Europa, a riparo dalle conseguenze nefaste dell\u2019Euro ma inseriti nel mercato comune, quindi liberi di approvvigionare l\u2019industria tedesca con semi lavorati a basso costo, violazione continua senza conseguenze del trattato che impone un limite massimo all\u2019export intraeuropeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa strategia ha avuto successo solo perch\u00e9 alla base c\u2019\u00e8 stato un blocco dei cambi delle monete nazionali, sostituite dalla Moneta Unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per farvi capire il trucco, cerco di spiegare, semplificando al massimo il concetto. Quando l\u2019Italia, la Germania, la Francia ecc. avevano le proprie valute, ogni moneta esprimeva con il proprio valore, la forza dell\u2019economia che rappresentava. Quando ad esempio uno stato europeo entrava in crisi economica perch\u00e9 l\u2019industria non era competitiva sul mercato globale, la minore richiesta di merce pervenuta a quello stato provocava una minore richiesta della sua moneta, necessaria per acquistare le merci da essa prodotta. Avvenuto ci\u00f2, la minore richiesta di moneta sottostava alla legge del mercato che ne decretava una diminuzione del valore ovvero la svalutazione della moneta verso i mercati esteri: conseguentemente i prodotti tornavano ad avere un prezzo pi\u00f9 basso rispetto agli omologhi fabbricati nello Stato concorrente non in crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto le merci tornavano a competere perch\u00e9 il prezzo per i clienti esteri, con un valore pi\u00f9 basso della moneta, scendeva e cos\u00ec via. Implicitamente oltre ai prodotti tornavano a competere gli Stati che con questo gioco di valute, a prezzi pi\u00f9 bassi trovavano sempre un mercato di sbocco per le proprie merci, senza dover necessariamente tagliare gli stipendi ai lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, nelle economie pi\u00f9 forti quando le esportazioni crescevano troppo vedevano rivalutare (aumentare di valore) la propria moneta e i rincari conseguenti raffreddavano le esportazioni. Per fare un esempio concreto, prima del 1997 le auto tedesche avevano un prezzo maggiore rispetto alle auto italiane, francesi, spagnole ecc. proprio perch\u00e9 c\u2019era il gioco delle monete che funzionava, ogni nazione riusciva ad avere una propria industria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rotto questo meccanismo di riequilibrio, in Europa, la Germania ha invaso il continente di automobili, sempre pi\u00f9 economiche in ogni segmento e siamo al paradosso che oggi sono ovunque le pi\u00f9 economiche sul mercato e le case automobilistiche concorrenti, per sopravvivere, sono costrette a spostare le sedi nei paradisi fiscali o sottopagare i lavoratori. Senza l\u2019Euro tutti gli Stati del Continente avevano una parit\u00e0 di chance nel mercato globale e nessuna di esse soccombeva sotto i colpi sleali dell\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 dal 2002 al 2010 nessuno si \u00e8 accorto di niente? Principalmente per due motivi: il primo \u00e8 stato il credito al consumo, finanziato dal surplus commerciale tedesco, francese ecc. il famoso \u201ccompra oggi paga domani\u201d e il domani alla fine \u00e8 arrivato; il secondo \u00e8 stato l\u2019effetto valore dell\u2019Euro che ha raddoppiato il prezzo degli immobili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bolla del mercato immobiliare poi si \u00e8 gonfiata quando i capitali impiegati nell\u2019industria nazionale, definitivamente messa all\u2019angolo dalla concorrenza sleale tedesca, hanno smesso di generare profitti. Per cercare di recuperare le perdite subite nei settori esposti non si \u00e8 potuto far altro che investire nel mattone, unico (o quasi) settore economico a riparo dalla concorrenza estera e all\u2019epoca, ancora capace di generare utili favolosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la Germania per la terza volta in meno di un secolo ha messo in ginocchio un continente, l\u2019Europa, e proprio come una nazione vincitrice di una guerra cerca di ricavare il massimo dalla sua posizione di dominio. Cos\u00ec, dopo aver reso debitore l\u2019intero continente (o quasi), impone le sue regole economiche a tutti gli altri Stati, Francia compresa; acquisisce porti, aeroporti greci, ardisce e minaccia le nazioni che vogliono sottrarsi ai suoi diktat, come con l\u2019Inghilterra fuggita per tempo con la Brexit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche sono le certezze in questa fase del conflitto commerciale intraeuropeo: una \u00e8 che la Germania non si fermer\u00e0 mai, neanche davanti alla devastazione o alla miseria altrui, l\u2019altra \u00e8 che solo un intervento deciso di distruzione della moneta unica e dei trattati europei pu\u00f2 svincolare il Continente da questo aggancio mortale.<\/p>\n<p><em>[continua]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANFRANCO COSTANTINI (FSI Pescara) La Germania Ovest per distruggere e ricomprare a prezzi di magazzino l\u2019industria dell\u2019Est ha convertito con cambio alla pari il Marco est con il proprio.\u00a0Questa conversione, che ha raddoppiato il valore della moneta pi\u00f9 \u201cdebole\u201d, ai pi\u00f9 ingenui \u00e8 apparsa come una elargizione benefica dei pi\u00f9 ricchi verso i pi\u00f9 poveri, un vero gesto di fratellanza privo di interesse. 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