{"id":48597,"date":"2019-02-08T12:00:30","date_gmt":"2019-02-08T11:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48597"},"modified":"2019-02-08T11:15:21","modified_gmt":"2019-02-08T10:15:21","slug":"lavoro-o-genitorialita-lalternativa-escludente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48597","title":{"rendered":"Lavoro o genitorialit\u00e0. L\u2019alternativa escludente"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SENSO COMUNE (Marcello Gisoldi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-larus_justify_feature size-larus_justify_feature wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-copertina-850x713.jpg\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-copertina-850x713.jpg 850w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-copertina-300x251.jpg 300w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-copertina-768x644.jpg 768w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-copertina-380x319.jpg 380w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-copertina-620x520.jpg 620w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-copertina.jpg 940w\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"713\" \/><\/p>\n<div class=\"post_content\">\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">L\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro ha recentemente pubblicato la <a href=\"https:\/\/www.ispettorato.gov.it\/it-it\/studiestatistiche\/Pagine\/Relazione-annuale-sulle-convalide.aspx\"><span class=\"s2\"><i>Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri<\/i><\/span><\/a>, relativa al 2017. Il documento conferma una verit\u00e0 gi\u00e0 conosciuta da tempo, ma che stenta ad acquistare la dovuta risonanza nel dibattito pubblico: <b>la crisi del lavoro sta avendo in Italia ripercussioni devastanti sia sulle condizioni economiche delle donne, sia sulla sfera familiare delle generazioni al di sotto dei quarant\u2019anni.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Negli anni che vanno <b>dal 2011 al 2017 le neo-madri (con figli entro i tre anni di et\u00e0) che non sono tornate al lavoro sono quasi raddoppiate<\/b>: da 17.175 a 30.672. Il dato si fa ancor pi\u00f9 preoccupante se si considera che il fenomeno nello stesso lasso di tempo ha riguardato anche <b>i neo-padri: il numero che ha dovuto abbandonare il lavoro per dedicarsi alla prole \u00e8 aumentato di quasi diciotto volte<\/b>, dai 506 del 2011 ai 9.066 del 2017. Questo dato, se isolato, potrebbe far pensare ad una pi\u00f9 equa ridistribuzione del lavoro di cura fra i due sessi. Ma non affatto \u00e8 cos\u00ec. Al maggior numero di uomini che lascia il lavoro per dedicarsi ai figli non corrisponde infatti un maggior numero di donne che riescono a mantenere il proprio impiego: piuttosto, <b>sempre pi\u00f9 spesso avere un figlio significa costringere un membro della coppia a rinunciare al proprio lavoro<\/b>, mentre laddove entrambi i partner scelgono \u2013 o sono costretti \u2013 di dare priorit\u00e0 al lavoro, ci\u00f2 pu\u00f2 significare la rinuncia definitiva ad avere bambini. In totale, dal 2011 al 2017, il numero di neo-genitori che hanno dovuto abbandonare il lavoro \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato, e nessun indicatore lascia sperare che il dato abbia invertito la tendenza nel 2018.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2640 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-1-300x195.jpg\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-1-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-1-380x247.jpg 380w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-1.jpg 572w\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"247\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">In una generale condizione di precariet\u00e0 e incertezza contrattuale, il 52% (20.609) dei neo-genitori che \u00e8 costretta ad abbandonare il lavoro per farsi carico della cura dei figli ha meno di tre anni di anzianit\u00e0 di servizio, e un altro 38% (14.978) ha un\u2019anzianit\u00e0 di servizio compresa fra i 3 e i 10 anni. Solo nel 10% dei casi a lasciare il lavoro per badare ai figli \u00e8 qualcuno che ha un lavoro da pi\u00f9 di dieci anni: si conferma dunque un \u201crapporto inversamente proporzionale tra dimissioni\/risoluzioni convalidate e anzianit\u00e0 di servizio medio-bassa delle lavoratrici madri\/dei lavoratori padri interessati\u201d. In soldoni: <b>pi\u00f9 un lavoro \u00e8 stabile e sicuro, pi\u00f9 \u00e8 probabile che una neo-mamma non lo perda quando ha un figlio<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Pi\u00f9 di un terzo (15.825) dei neo-genitori costretti a lasciare il lavoro imputa chiaramente alla \u201cincompatibilit\u00e0 tra l\u2019occupazione lavorativa e le esigenze di cura\u201d le cause dell\u2019abbandono. Una delle <b>conseguenze pi\u00f9 immediate, oltre alla drammatica ricaduta nella condizione di dipendenza economica di moltissime donne, \u00e8 la drastica diminuzione della propensione alla genitorialit\u00e0<\/b>. Se il calo demografico \u00e8 ormai una costante in Italia da diversi decenni, la tendenza a non avere figli o a limitarsi ad averne uno s\u2019\u00e8 accentuata notevolmente negli ultimi anni. <a href=\"https:\/\/www.secondowelfare.it\/editoriale\/in-italia-sempre-meno-bambini-e-il-momento-di-misure-strutturali-a-sostegno-della-natalita.html\"><span class=\"s2\">Nel 2017 in Italia sono nati 458.151 bambini, il numero pi\u00f9 basso nella storia del Paese sin dall\u2019unificazione nazionale<\/span><\/a>. \u00c8 significativo che diversi studi recenti \u2013 come quello di <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/227409039_Economic_resources_and_the_first_child_in_Italy_A_focus_on_income_and_job_stability\"><span class=\"s2\">Elisabetta Santarelli del 2011<\/span><\/a> e di <a href=\"https:\/\/research-repository.st-andrews.ac.uk\/handle\/10023\/12847\"><span class=\"s2\">Francesca Fiori, Elspeth Graham e Francesca Rinesi del 2018<\/span><\/a> \u2013 spieghino la reticenza ad avere figli, o la paura di averne pi\u00f9 di uno, non solo con le sempre pi\u00f9 fosche prospettive economiche delle giovani generazioni, ma anche con le conseguenze psicologiche che esse generano: <b>un \u201csenso di instabilit\u00e0 delle risorse economiche\u201d e una \u201cpervasiva sensazione di insicurezza\u201d vengono indicati ormai come fattori principali che bloccano la genitorialit\u00e0, persino in nelle coppie che non sono fra le pi\u00f9 duramente colpite dalla crisi, ma che temono costantemente i rischi ad essa connessi<\/b>. Non a caso le linee che indicano il numero di nascite e di decessi (dati Istat relativi al <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/216999\"><span class=\"s2\">Bilancio demografico nazionale<\/span><\/a> e alla <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/\/2018\/11\/Report_Natalita_fecondita.pdf\"><span class=\"s2\">Natalit\u00e0 e fecondit\u00e0<\/span><\/a> per il 2017) si separano nettamente proprio a partire dal 2008, anno di inizio della crisi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2641 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-2-300x136.jpg\" sizes=\"(max-width: 421px) 100vw, 421px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-2-300x136.jpg 300w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-2-768x349.jpg 768w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-2-380x173.jpg 380w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marcello-immagine-2.jpg 770w\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"191\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Le difficolt\u00e0 economiche e l\u2019impossibilit\u00e0 di delegare una parte del lavoro di cura ai servizi sociali o alla rete di sostegno familiare stanno costringendo molte neo-madri fuori dal mercato del lavoro, in condizioni spesso di dipendenza economica. \u00c8 diffusissima la piaga sociale delle \u201c<a href=\"https:\/\/www.ingenere.it\/articoli\/dimissioni-bianco\"><span class=\"s2\">dimissioni in bianco<\/span><\/a>\u201d, che molte sono costrette a firmare al momento dell\u2019assunzione e che \u201csi attivano\u201d all\u2019annuncio della gravidanza al datore di lavoro, ed \u00e8 rilevante anche il numero di donne che \u00e8 costretta \u201cvolontariamente\u201d a fare un passo indietro perch\u00e9 i tempi di lavoro e maternit\u00e0 sono sempre meno conciliabili o perch\u00e9 i costi d\u2019assistenza (asilo nido o baby-sitter) sono proibitivi. Il dato \u00e8 tanto pi\u00f9 preoccupante perch\u00e9 emerge da un contesto che fa gi\u00e0 registrare, <b>soprattutto per le regioni meridionali, i livelli europei pi\u00f9 alti di disoccupazione femminile<\/b>, e questo nonostante il <a href=\"https:\/\/www3.weforum.org\/docs\/WEF_GGGR_2018.pdf\"><span class=\"s2\">Global Gender Gap Report del 2018 certifichi che le donne italiane sono quelle che hanno tassi d\u2019istruzione terziaria pi\u00f9 alti al mondo<\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E ad illuminare un futuro percepito come sempre pi\u00f9 oscuro <b>non aiutano certo n\u00e9 le improvvisate iniziative come il <i>Fertility day<\/i> dell\u2019ex ministra Beatrice Lorenzin, n\u00e9 le derive neo-oscurantiste come il decreto che porta il nome del senatore leghista Pillon<\/b>. Al contrario, entrambe queste tendenze non fanno che aumentare il senso di insicurezza, sviando dai problemi economico-sociali di fondo e puntando ipocritamente il dito contro le donne e le giovani famiglie. L\u2019azione di Lorenzin partiva dall\u2019assunto che a bloccare e ritardare il desiderio di fare figli fosse una sorta di lassismo delle giovani generazioni, quella di Pillon da una bigotta e retriva concezione della donna e dei rapporti familiari, incompatibile con una visione laica, libera ed egualitaria della societ\u00e0. Ci\u00f2 che tanto il primo atteggiamento quanto il secondo evitano di mettere in rilievo \u2013 e tantomeno di affrontare \u2013 sono le reali ragioni economiche che impediscono di progettare il futuro. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>In generale le iniziative del governo giallo-verde, propagandate come manovre per il popolo, stanno mostrando limiti evidenti<\/b>. Ad esempio, le condizioni del reddito di cittadinanza voluto dal M5S, che impongono lo spostamento a centinaia di chilometri da casa per accettare lavori incerti \u2013 pena la perdita del reddito stesso \u2013 non aiutano di certo. Come mostra la Relazione dell\u2019Ispettorato Nazionale, infatti, fra le principali motivazioni addotte per lasciare il lavoro spicca l\u2019\u201cl\u2019assenza di parenti di supporto\u201d, indicata da 11.792 neo-genitori, e spesso legata proprio all\u2019emigrazione interna e quindi alla distanza dalla famiglia d\u2019origine. Forzare giovani famiglie a scegliere fra il reddito o l\u2019allontanamento dal proprio tessuto sociale di riferimento non sar\u00e0 d\u2019aiuto. E non aiutano nemmeno le spinte della Lega per l\u2019\u201cautonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario\u201d: la legge \u201cspacca-Italia\u201d, assegnando a poche regioni del nord maggiori risorse in sanit\u00e0 ed educazione e lasciando a piedi il resto del paese, non farebbe che aggravare la situazione degli <a href=\"https:\/\/www.ispettorato.gov.it\/it-it\/studiestatistiche\/Pagine\/Relazione-annuale-sulle-convalide.aspx\"><span class=\"s2\">asili nido, la cui carenza nel 2016 veniva indicata da ben 6.239 neo-genitori come motivazione che li aveva spinti a lasciare il lavoro per accudire i figli<\/span><\/a>. Sempre dalla <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2018\/12\/05\/manovra-cambia-il-congedo-di-maternita-al-lavoro-fino-al-nono-mese-_d6f9fea6-6eca-4b16-81fc-f207eb835f4d.html\"><span class=\"s2\">Lega arriva inoltre l\u2019emendamento alla legge di bilancio che sancisce il \u201cdiritto\u201d per le gestanti lavoratrici, dietro permesso del medico, di posticipare tutti e cinque i mesi del permesso di maternit\u00e0 a dopo il parto, rimanendo cos\u00ec al lavoro fino all\u2019ultimo giorno di gravidanza<\/span><\/a>. Il provvedimento, come ha fatto notare la responsabile CGIL per le politiche di genere Loredana Taddei, \u201cnon garantisce la libert\u00e0 alle lavoratrici, n\u00e9 tantomeno tutela la salute della gestante e quella del nascituro\u201d, piuttosto \u201cmina la libert\u00e0 delle donne, soprattutto di quelle pi\u00f9 precarie e meno tutelate\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Eppure<\/b><b>gli ambiti su cui agire sono chiari: politiche di accesso alla casa, servizi di welfare e assistenza, figure di garanzia che vigilino sul rispetto dei diritti delle madri-lavoratrici, equiparazione dei permessi di maternit\u00e0 e paternit\u00e0<\/b>. Vale la pena ricordare che attualmente <a href=\"https:\/\/www.laleggepertutti.it\/271463_il-congedo-di-maternita-e-di-paternita#I_congedi_di_paternita\"><span class=\"s2\">in Italia un padre ha diritto ad un\u2019astensione obbligatoria e remunerata dal lavoro di soli cinque giorni, ma non \u00e8 previsto un vero e proprio congedo di paternit\u00e0 se non in casi particolarissimi<\/span><\/a> (per morte o grave infermit\u00e0 della madre, abbandono del figlio o mancato riconoscimento del neonato da parte della madre, o affidamento esclusivo del figlio al padre; hanno qualche agevolazione in pi\u00f9 i padri che lavorano come dipendenti pubblici, che hanno diritto a 30 giorni di permesso retribuiti nell\u2019arco dei primi tre anni di vita del bambino). L\u2019UE dal canto suo ha da pochissimo trovato un\u2019intesa per una direttiva che imporr\u00e0 a tutti i paesi implementare entro tre anni misure che garantiscano <a href=\"https:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_STATEMENT-19-424_en.htm\"><span class=\"s2\">10 giorni di congedo di paternit\u00e0 retribuito al 100% e due mesi di congedo parentale intrasferibile, ma non \u00e8 chiaro con che percentuale di retribuzione<\/span><\/a>. Resta da capire inoltre come sia possibile per i singoli stati recepire direttive che implicano una maggiore spesa pubblica e protezione sociale nel regime di ferrea austerit\u00e0 di cui l\u2019UE \u00e8 feroce guardiana.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Non \u00e8 andata meglio con i governi precedenti a trazione PD<\/b>, che pure hanno di tanto in tanto lanciato iniziative che \u2013 se regolarizzate \u2013 avrebbero potuto agire sulle cause strutturali del problema. Come osservava un anno fa <a href=\"https:\/\/www.secondowelfare.it\/famiglia\/bonus-famiglia-tutti-gli-aggiornamenti-definiti-dalla-legge-di-bilancio-2018.html\"><span class=\"s2\">Elena Barazzetta, per\u00f2, molte delle iniziative di welfare messe in campo negli ultimi anni (<i>Bonus mamme domani,<\/i><i>Voucher baby-sitter,<\/i><i>Buono asilo nidi<\/i>) hanno avuto carattere troppo occasionale e confusionario<\/span><\/a> per arginare davvero i problemi della genitorialit\u00e0 e dell\u2019autonomia delle madri. Quegli stessi governi <b>hanno inoltre accentuato la preoccupante tendenza legislativa di allargamento delle competenze del welfare aziendale<\/b>, con \u201csgravi contributivi alle imprese del settore privato che prevedono istituti di conciliazione tra vita professionale e privata nei contratti aziendali\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Le misure che possono portare ad una reale libert\u00e0 di scelta per le donne (fare figli non pu\u00f2 mai essere un obbligo, ma deve poter essere una possibilit\u00e0) e a prospettive pi\u00f9 serene per le giovani coppie sono innanzitutto di natura economica e sociale, ma non passano di certo per la delega di un ancor maggiore potere economico e contrattuale alle imprese<\/b>. In un contesto di austerit\u00e0 e mancanza di investimenti pubblici, ogni politica volta al benessere sociale rischia di rimanere lettera morta. E tuttavia, ci sono alcune misure sulle quali si pu\u00f2 puntare per cominciare ad invertire la rotta. Si pu\u00f2, ad esempio, seguire l\u2019esempio spagnolo: nella recente legge di bilancio, <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/spagna-laccordo-psoe-podemos-per-invertire-la-rotta-dellausterita\/\"><span class=\"s2\">il governo dei socialisti e di Podemos ha inserito una norma che entro il 2021 equiparer\u00e0 progressivamente i permessi di maternit\u00e0 e di paternit\u00e0<\/span><\/a>, portandoli entrambi a 16 settimane remunerate al 100% del normale salario. <b>Allungare e parificare i permessi di maternit\u00e0 e paternit\u00e0, rendendo quest\u2019ultimo obbligatorio e non trasferibile<\/b> potrebbe sortire un duplice effetto: da un lato, riconoscendo il diritto individuale al lavoro per ognuno dei genitori, ridurrebbe le possibilit\u00e0 di ricatto a cui sono sottoposte le donne nel mondo del lavoro (se entrambi i sessi sono tenuti ad astenersi dal lavoro per usufruire del proprio permesso, un datore di lavoro pu\u00f2 avere minore propensione a discriminare una donna); dall\u2019altro, permettendo agli uomini di vivere in maniera pi\u00f9 serena la paternit\u00e0, li coinvolgerebbe maggiormente nel lavoro di cura, propiziando un cambio socio-culturale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s2\"><a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/per-un-femminismo-populista\/\"><b>Come ribadito pi\u00f9 volte da Senso Comune, questione economica, questione di genere e questione sociale sono fra loro intrecciate<\/b><\/a><\/span><span class=\"s1\"><b>.<\/b> Nascondere questa verit\u00e0 basilare dietro operazioni di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pinkwashing\"><span class=\"s2\">pinkwashing<\/span><\/a> o pretesi ritorni ai valori \u201cnaturali\u201d della famiglia sono due strategie opposte e complementari per evitare di affrontare i problemi reali.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/lavoro-o-genitorialita-lalternativa-escludente\/?fbclid=IwAR1HLIxv_qcOqYfwP48WHPa_rjBiKBOt6xDYyuXVN35J1cbgtPLkHMABeIo\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/lavoro-o-genitorialita-lalternativa-escludente\/?fbclid=IwAR1HLIxv_qcOqYfwP48WHPa_rjBiKBOt6xDYyuXVN35J1cbgtPLkHMABeIo<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Marcello Gisoldi) L\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro ha recentemente pubblicato la Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri, relativa al 2017. Il documento conferma una verit\u00e0 gi\u00e0 conosciuta da tempo, ma che stenta ad acquistare la dovuta risonanza nel dibattito pubblico: la crisi del lavoro sta avendo in Italia ripercussioni devastanti sia sulle condizioni economiche delle donne, sia sulla sfera familiare delle generazioni al&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":33207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Senso-Comune.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cDP","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48597"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48597"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48597\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48598,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48597\/revisions\/48598"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}