{"id":48669,"date":"2019-02-13T00:10:42","date_gmt":"2019-02-12T23:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48669"},"modified":"2019-02-11T22:16:37","modified_gmt":"2019-02-11T21:16:37","slug":"democrazia-francese-morta-o-viva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48669","title":{"rendered":"Democrazia francese: morta o viva?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>DIANA JOHNSTONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Traduzione a cura di Leone Calza (FSI Avellino)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parigi, Francia, 9 Gennaio 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Democrazia francese, morta o viva? O forse bisognerebbe dire, sepolta e resuscitata? Perch\u00e9, per la massa delle persone comuni, lontane dai centri del potere politico, finanziario e mediatico di Parigi, la democrazia \u00e8 gi\u00e0 in fin di vita e il movimento \u00e8 un tentativo di salvarla. Da quando Margaret Thatcher decret\u00f2 che \u201cthere is no alternative\u201d (non c&#8217;\u00e8 alternativa, acronimo TINA), nei paesi occidentali la politica economica \u00e8 decisa dai tecnocrati a beneficio dei mercati finanziari, con l&#8217;assicurazione che i benefici si riverseranno su tutte le popolazioni coinvolte. Ma questo flusso benefico si \u00e8 quasi del tutto inaridito, e la gente \u00e8 stufa di vedere i propri bisogni e desideri totalmente ignorati dalla \u00e9lite degli \u201cesperti\u201d.<br \/>\nAlla vigilia del nuovo anno, il discorso alla nazione del Presidente Emmanuel Macron ha chiarito alla perfezione che, dopo il poco convincente tentativo di gettare qualche briciola per rabbonire il movimento di protesta dei Gilets Jaunes, egli ha deciso di passare al gioco duro.<br \/>\nLa Francia sta entrando in un tempo di disordini. La situazione \u00e8 molto complessa, ma ci sono alcuni punti che ci possono aiutare a capire cosa sta realmente accadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I METODI<\/strong><br \/>\nI Gilet Gialli (GG) si riuniscono in luoghi in vista, adatti per farsi notare: gli Champs-Elyse\u0301es a Parigi, le piazze principali in altre citt\u00e0, e numerose rotonde sulle strade esterne dei centri minori. Diversamente dalle manifestazioni tradizionali, le marce a Parigi sono state molto libere e spontanee, con persone che semplicemente camminavano e parlavano insieme, senza leader e discorsi.<br \/>\nL&#8217;assenza di leader \u00e8 caratteristica di questo fenomeno. Tutti i politici, anche quelli pi\u00f9 benevoli verso il movimento, non ne riscuotono la fiducia, e nessuno \u00e8 in cerca di un nuovo leader.<br \/>\nSi stanno organizzando incontri per stendere liste di lamentele e di richieste.<br \/>\nNel paese di Commercy, Lorraine, a mezz&#8217;ora di automobile da Domre\u0301my, luogo di nascita di Giovanna d&#8217;Arco, gli abitanti si riuniscono per ascoltare la proclamazione di queste liste. Sei di loro leggono a turno, un paragrafo ciascuno, precisando che non vogliono leader n\u00e9 portavoce.<br \/>\nOgni tanto inciampano su una parola, non sono abituati a parlare in pubblico come i mezzibusti della televisione. Il loro Secondo appello dei GG di Commercy invita altre persone a partecipare, il 26 e 27 gennaio, all&#8217;\u201dassemblea delle assemblee\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le RICHIESTE<\/strong><br \/>\nColoro che per primi sono usciti per le strade il 17 novembre scorso indossando i gilet gialli, stavano chiaramente protestando contro un aumento delle tasse su benzina e gasolio che avrebbe colpito in modo particolarmente duro la popolazione delle zone rurali francesi. Guidato dalla preferenza per le grandi citt\u00e0, il governo francese ha preso una serie di provvedimenti che finivano per danneggiare piccole citt\u00e0 e villaggi e i loro abitanti. E questa \u00e8 stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il movimento rapidamente \u00e8 andato al cuore del problema: il diritto delle persone di avere voce in capitolo in materie che hanno effetto sulle proprie vite. In una parola, la democrazia.<br \/>\nPer decenni, i partiti di sinistra e di destra, qualunque fossero i loro discorsi durante le campagne elettorali, una volta arrivati al governo applicavano politiche dettate dai \u201cmercati\u201d. Per questa ragione, la gente ha perso fiducia in tutti i partiti e in tutti gli uomini politici e ora si stanno cercando nuovi modi per fare ascoltare le proprie richieste.<br \/>\nMano a mano che la lista di rivendicazioni cresceva, la questione della tassa sui carburanti si ridimensionava fino al punto di sparire. I critici del movimento osservano che soddisfare cos\u00ec tante richieste \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile. E&#8217; inutile prestare attenzione alle rivendicazioni popolari, dicono, perch\u00e9 il popolo \u00e8 stupido e pretende tutto e il contrario di tutto.<br \/>\nA questa obiezione risponde quella che \u00e8 emersa come la principale richiesta del movimento: il Referendum di Iniziativa dei Cittadini, Citizens\u2019 Initiative Referendum (CIR).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il REFERENDUM<\/strong><br \/>\nQuesta richiesta mostra il buon senso del movimento. Piuttosto che elaborare una lista di cose da ottenere, i GG semplicemente chiedono che al popolo sia permesso di scegliere, e il referendum \u00e8 la modalit\u00e0 per farlo. La richiesta \u00e8 che, una volta raggiunto un certo numero di firmatari \u2013 forse 700 mila, forse di pi\u00f9 \u2013 esista il diritto di indire un referendum su un tema precedentemente scelto. Il diritto al referendum popolare gi\u00e0 esiste in Svizzera, Italia e California. L&#8217;idea, ovviamente, fa inorridire tutti coloro che di professione fanno gli esperti. Se il popolo vota, voterebbe qualunque assurdit\u00e0, osservano i sapienti con un brivido.<br \/>\nEtienne Chouard, modesto insegnante in un collegio per ragazzi a Marsiglia, \u00e8 andato sviluppando per decenni progetti su come organizzare la democrazia diretta, con il referendum come idea centrale. La sua ora \u00e8 arrivata coi GG. Chouard precisa che un referendum deve sempre svolgersi dopo un lungo dibattito pubblico e un adeguato tempo di riflessione, per evitare di prendere decisioni sull&#8217;onda di emozioni momentanee. Un tale referendum richiede media indipendenti e imparziali, non posseduti da interessi particolari. Inoltre implica la certezza che i politici che scriveranno le leggi seguiranno la volont\u00e0 popolare espressa nel referendum. Tutto ci\u00f2 suggerisce la necessit\u00e0 di una convenzione costituzionale popolare.<br \/>\nIn Francia il referendum \u00e8 un nervo scoperto, una potente, silenziosa, sotterranea causa dell&#8217;intero movimento dei dei GG. Nel 2005, l&#8217;allora presidente Chirac (imprudentemente, dal suo punto di vista) indisse un referendum popolare per la ratifica della proposta di Costituzione Europea, certo che sarebbe stata approvata. La classe politica, con poche eccezioni, punt\u00f2 tutto sulla retorica, affermando che l&#8217;Europa avrebbe avuto un prospero futuro come nuova potenza mondiale sotto la nuova Costituzione ma ammonendo che, in caso contrario, il continente sarebbe piombato di nuovo ai tempi della prima e della seconda guerra mondiale. Tuttavia, cittadini comuni organizzarono uno straordinario momento di auto-formazione, che vide gruppi riunirsi e riversarsi nell&#8217;analisi di documenti giuridici che incutevano timore, per chiarirne il significato e le implicazioni. Il 29 maggio 2005, con una partecipazione del 68% degli aventi diritto, il 55% dei francesi vot\u00f2 per respingere la Costituzione. Soltanto la citt\u00e0 di Parigi vot\u00f2 massicciamente a favore.<br \/>\nTre anni pi\u00f9 tardi, l&#8217;Assemblea Nazionale \u2013 vale a dire, politici di tutti i partiti \u2013 vot\u00f2 per adottare praticamente lo stesso testo, che nel 2009 era diventato il Trattato di Lisbona.<br \/>\nQuesto colpo alla volont\u00e0 popolare che era stata chiaramente espressa produsse una tale disillusione che molti si distaccarono con disperazione dalla politica. Ora quei molti stanno tornando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La VIOLENZA<\/strong><br \/>\nFin dall&#8217;inizio, il governo ha reagito con le maniere forti, con l&#8217;apparente desiderio di provocare una risposta violenta, per poter condannare il movimento in quanto violento.<br \/>\nUn esercito di poliziotti, vestiti come robot, hanno circondato e bloccato gruppi di pacifici GG, annegandoli in nuvole di gas lacrimogeno e sparando flash balls direttamente addosso ai manifestanti, ferendone seriamente a centinaia (mancano cifre ufficiali). Un certo numero di persone ha perso un occhio o una mano. Il governo non ha nulla da dire in proposito.<br \/>\nIl terzo sabato di protesta, questo esercito di poliziotti non \u00e8 stato in grado di bloccare \u2013 o ha ricevuto ordini di non farlo \u2013 un gran numero di delinquenti e\/o Black Blocs (chi lo sa?) e impedire loro di infiltrarsi nel movimento in marcia per poi sfasciare propriet\u00e0, vandalizzare negozi, appicare il fuoco a cassonetti e automobili parcheggiate in strada, fornendo cos\u00ec ai media di tutto il mondo le immagini che provano che i GG sono pericolosi e violenti.<br \/>\nNonostante tutte le provocazioni, i GG sono rimasti straordinariamente calmi e determinati. Ma era destino che qualcuno perdesse la testa e tentasse di reagire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il PUGILE<\/strong><br \/>\nL&#8217;ottavo sabato di protesta, il 5 gennaio, una squadra di poliziotti equipaggiati con protezioni di plexiglas stava attaccando violentemente i GG su un ponte sulla Senna, quando a un certo punto un uomo molto alto e robusto, in preda alla furia, \u00e8 uscito dalla folla e si \u00e8 gettato all&#8217;attacco. Con i suoi pugni ha abbattuto un poliziotto e costretto gli altri a ripiegare. Questa sorprendente scena \u00e8 stata filmata. Vi si possono vedere i GG che cercano di trattenerlo, ma questa specie di Rambo era incontenibile.<br \/>\nSi \u00e8 scoperto che costui era Christophe Dettinger, un Rom francese, gi\u00e0 campione di Francia di pugilato, categoria pesi massimi, soprannominato \u201clo zingaro di Massy\u201d. Si \u00e8 poi allontanato dal luogo dell&#8217;episodio ma, prima di consegnarsi alle forze dell&#8217;ordine, ha girato un filmato, in cui ha ammesso di aver avuto una pessima reazione, ma di averlo fatto perch\u00e9 aveva visto i poliziotti attaccare donne e altre persone inermi. Ha sollecitato il movimento a continuare in modo pacifico.<br \/>\nSu Dettinger ora incombe una condanna a sette anni di carcere. Nel giro di un giorno, il fondo nato per finanziare la sua difesa ha raccolto 116.433 euro. Il governo lo ha chiuso \u2013 non si sa con quale motivazione legale. Ora circola una petizione per lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La DIFFAMAZIONE<\/strong><br \/>\nNel suo discorso alla vigilia del nuovo anno, Macron ha paternalisticamente rimproverato i suoi cittadini, dicendo loro \u201cnon potete lavorare di meno e guadagnare di pi\u00f9\u201d &#8211; come se tutti aspirassero a passare la vita a poltrire a bordo di uno yacht osservando gli indici di borsa salire e scendere.<br \/>\nIn seguito, ha proclamato la sua dichiarazione di guerra:<br \/>\n\u201cIn questi giorni ho visto cose impensabili e ascoltato cose inaccettabili.\u201d Apparentemente alludendo ai pochi politici di opposizione che osavano simpatizzare coi manifestanti, se l&#8217;\u00e8 presa con coloro che fingono di \u201cparlare a nome del popolo\u201d, ma in realt\u00e0 sono solo i \u201cportavoce di una massa carica di odio che si scaglia contro rappresentanti eletti, polizia, giornalisti, ebrei, stranieri e omosessuali. Sono semplicemente la negazione di ci\u00f2 che la Francia \u00e8.\u201d<br \/>\nI GG non si sono scagliati contro nessuno. E&#8217; la polizia che si \u00e8 scagliata contro di loro. In molti in realt\u00e0 hanno denunciato ad alta voce le troupe televisive che sistematicamente danno del movimento un&#8217;immagine distorta.<br \/>\nNon una parola \u00e8 stata udita da parte del movimento contro stranieri o omosessuali. La parola chiave \u00e8 \u201cebrei\u201d. Un detto francese recita, \u201cchi vuole annegare il proprio cane, lo accusa di avere la rabbia\u201d.<br \/>\nOggi per rovinare una carriera, vendicarsi di un rivale, far cadere in disgrazia una persona o un movimento, lo strumento \u00e8 l&#8217;accusa di antisemitismo.<br \/>\nCos\u00ec, di fronte a un movimento democratico in crescita, giocare la carta dell&#8217;antisemitismo \u00e8 stato inevitabile. E anche una sicurezza dal punto di vista statistico. In qualunque campione casuale di centinaia o migliaia di persone, si trover\u00e0 sempre qualcuno che non vede di buon occhio gli ebrei. I falchi dei media sono in allerta. Il pi\u00f9 piccolo incidente pu\u00f2 servire come pretesto per far passare l&#8217;idea che il vero scopo del movimento \u00e8 replicare l&#8217;Olocausto.<br \/>\nQuesta delicata e ironica piccola canzone, cantata a una rotonda di una strada francese, contrappone il \u201cbuon\u201d establishment con la \u201ccattiva\u201d gente comune. Ha avuto molto successo su YouTube. D\u00e0 l&#8217;idea del carattere del movimento. Si intitola Les Gentils et les Me\u0301chants.<br \/>\nLink: https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cBiHJxGxz1g<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 voluto molto tempo per accusare questa scherzosa canzoncina di antisemitismo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 era ironicamente dedicata a due dei pi\u00f9 virulenti critici dei GJ: la star del maggio 1968 Daniel Cohn-Bendit e il vecchio \u201cnuovo filosofo\u201d Bernard-Henri Le\u0301vy. La nuova generazione non li sopporta. Ma, un momento, si d\u00e0 il caso che siano ebrei. Aha! Antisemitismo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La REPRESSIONE<\/strong><br \/>\nNei confronti di coloro che il portavoce del governo Benjamin Griveaux definiva \u201cagitatori\u201d e \u201cinsorti\u201d che vogliono \u201cfar cadere il governo\u201d, il primo ministro Edouard Philippe ha annunciato una legge con l&#8217;obiettivo di \u201cmeglio proteggere il diritto di manifestare\u201d. La misura cardine: punire pesantemente gli organizzatori di dimostrazioni i cui tempi e luoghi di svolgimento non siano stati ufficialmente approvati.<br \/>\nInfatti, la polizia aveva gi\u00e0 arrestato il 33enne autista di camion Eric Drouet per aver organizzato una piccola fiaccolata in onore delle vittime del movimento. Ci sono stati molti altri arresti, ma nessuna informazione si \u00e8 pi\u00f9 avuta in merito. (Per inciso, durante le vacanze, numerosi teppisti nelle periferie di diverse citt\u00e0 hanno compiuto il solito rituale di incendi di auto parcheggiate, senza che se ne parlasse o che venissero presi provvedimenti pi\u00f9 severi. Ma tanto quelle erano auto appartenenti a persone delle classi popolari che le usavano per andare al lavoro, non le preziose automobili dei ricchi parigini, la cui distruzione ha causato tanto scandalo).<br \/>\nIl 7 gennaio, Luc Ferry, \u201cfilosofo\u201d e gi\u00e0 ministro per la giovent\u00f9, istruzione e ricerca, concedeva alla molto rispettabile stazione Radio Classique un&#8217;intervista in cui dichiarava: \u201cAlla polizia non sono dati i mezzi per far terminare queste violenze. E&#8217; inammissibile. Ascoltate, francamente, quando vedete persone che prendono a calci un povero poliziotto mentre \u00e8 a terra, questo \u00e8 troppo! Basta, permettiamo alla polizia di usare una volta per tutte le armi di cui dispone. [&#8230;] Come ricordo, abbiamo il quarto esercito del mondo, capace di mettere fine a questa schifezza\u201d.<br \/>\nFerry ha fatto appello a Macron per fare una coalizione coi Republicans al fine di portare avanti le sue \u201criforme\u201d.<br \/>\nIl mese scorso, in un editoriale contro il referendum di iniziativa popolare, Ferry ha scritto che \u201cl&#8217;attuale abitudine di denigrare gli esperti e criticare le \u00e8lites \u00e8 la peggiore calamit\u00e0 dei nostri tempi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli ANTIFA<\/strong><br \/>\nOvunque ci sia una riunione, i gruppi Antifa potrebbero presentarsi per proseguire la loro indiscriminata caccia ai \u201cfascisti\u201d. Sabato scorso a Bordeaux, i GJ hanno dovuto difendersi da un attacco di Antifa.<br \/>\nE&#8217; ormai del tutto chiaro (come in realt\u00e0 lo \u00e8 sempre stato) che gli autoproclamati \u201cantifascisti\u201d sono i cani da guardia dello status quo. Nella loro incessante ricerca di \u201cfascisti\u201d, gli Antifa attaccano tutto quello che si muove. In effetti, proteggono la stagnazione. E, curiosamente, la violenza degli Antifa \u00e8 tollerata da quello stesso stato e da quella stessa polizia che insulta, attacca e arresta i dimostranti pi\u00f9 pacifici. In breve, gli Antifa sono le truppe di assalto del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I MEDIA<\/strong><br \/>\nSiate scettici. Almeno in Francia, i media principali sono compattamente dalla parte dell&#8217;\u201dordine\u201d, cio\u00e8 di Macron, e i media stranieri tendono a rilanciare quel che i media nazionali dicono e scrivono. Inoltre, come regola generale, quando si occupano di questioni francesi, i media anglofoni spesso sbagliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La FINE<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 in vista. Pu\u00f2 darsi che questa non sia una rivoluzione, ma \u00e8 la rivelazione della vera natura del \u201csistema\u201d. Il potere va a braccetto con la tecnocrazia al servizio dei \u201cmercati\u201d, cio\u00e8 il potere del capitalismo finanziario. Questa tecnocrazia aspira a ricreare la societ\u00e0 umana, le societ\u00e0 nostre e quelle di tutto il pianeta, nell&#8217;interesse di un certo tipo di capitalismo. Utilizza sanzioni economiche, la forza schiacciante della propaganda e quella militare (NATO) in un progetto di \u201cglobalizzazione\u201d che plasma la vita delle persone senza il loro consenso. Macron \u00e8 la perfetta incarnazione di questo sistema. La famosa \u00e9lite lo ha scelto per applicare le misure dettate dai \u201cmercati\u201d e imposte dall&#8217;unione europea. Lui non pu\u00f2 arrendersi. Ma, ora che ha aperto gli occhi su quel che sta accadendo, nemmeno il popolo si fermer\u00e0. Nonostante il lamentato declino del sistema scolastico, non c&#8217;\u00e8 al mondo un popolo istruito e ragionevole come i francesi. Se non sono capaci loro di ottenere democrazia, allora la democrazia \u00e8 impossibile.<br \/>\nContinua&#8230;<\/p>\n<p><em>Per il link all&#8217;articolo originale cliccare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unz.com\/article\/french-democracy-dead-or-alive\/\">qui<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIANA JOHNSTONE\u00a0 Traduzione a cura di Leone Calza (FSI Avellino) Parigi, Francia, 9 Gennaio 2019 Democrazia francese, morta o viva? O forse bisognerebbe dire, sepolta e resuscitata? Perch\u00e9, per la massa delle persone comuni, lontane dai centri del potere politico, finanziario e mediatico di Parigi, la democrazia \u00e8 gi\u00e0 in fin di vita e il movimento \u00e8 un tentativo di salvarla. 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