{"id":48706,"date":"2019-02-12T11:00:42","date_gmt":"2019-02-12T10:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48706"},"modified":"2019-02-12T09:19:03","modified_gmt":"2019-02-12T08:19:03","slug":"ce-vita-su-marx","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48706","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 vita su Marx"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>JACOBIN ITALIA (Marco Palazzotto)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marx_jacobin_italia-990x361.jpg\" sizes=\"(max-width: 990px) 100vw, 990px\" srcset=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marx_jacobin_italia-990x361.jpg 990w, https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marx_jacobin_italia-700x255.jpg 700w, https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marx_jacobin_italia-768x280.jpg 768w, https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marx_jacobin_italia-400x146.jpg 400w, https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/marx_jacobin_italia-600x219.jpg 600w\" alt=\"\" width=\"990\" height=\"361\" \/><\/p>\n<div class=\"entry_excerpt\">\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Una carrellata delle pubblicazioni, uscite nel duecentenario dalla nascita di Marx, che analizzano il pensiero maturo del filosofo tedesco e ridanno centralit\u00e0 alla sua critica dell&#8217;economia politica<\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"the_content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno appena trascorso sar\u00e0 ricordato per il bicentenario della nascita di Karl Marx. Sono stati pubblicati in tutto il mondo numerosi scritti per ricordare le idee e la vita di uno dei pi\u00f9 importanti pensatori della storia dell\u2019umanit\u00e0. Considerata la variet\u00e0 e quantit\u00e0 degli argomenti affrontati in questi testi, ho cercato un <em>fil rouge <\/em>che li accomunasse, affinch\u00e9 se ne potessero ricavare delle riflessioni utili per analizzare il presente. Tale filo comune \u00e8 il pensiero maturo di Marx e pertanto l\u2019urgenza di riprendere la critica marxiana dell\u2019economia, sorvolando, per ragioni di spazio e tempo, sulle pubblicazioni biografiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marx, come sappiamo, ha vissuto gli ultimi anni intento a scrivere e a studiare in vista dell\u2019opera che considerava la pi\u00f9 importante e pi\u00f9 faticosa. Soltanto una minima parte del suo lavoro sar\u00e0 completata, e ci\u00f2 che restituir\u00e0 ai posteri \u00e8 il<a href=\"http:\/\/www.utetlibri.it\/libri\/il-capitale\/\"> primo libro del <em>Capitale<\/em><\/a>. Secondo e terzo libro saranno pubblicati postumi (dopo un personale rimaneggiamento) dall\u2019amico e compagno di una vita Friedrich Engels. Tale opera \u2013 con i suoi scritti preparatori (come i <em>Lineamenti fondamentali della critica dell\u2019economia politica<\/em>, noti anche come <em>Grundrisse<\/em>, e <em>Per la critica dell\u2019economia politica<\/em>) e i manoscritti successivi \u2013 rappresenta la testimonianza e l\u2019eredit\u00e0 di un intellettuale che ha voluto disvelare le leggi che regolano il modo di produzione capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversamente dall\u2019approccio di un marxismo storicista, umanistico e progressista, che mette al centro la \u201cpolitica\u201d, come quello che ha caratterizzato buona parte del pensiero novecentesco italiano, \u00e8 fondamentale agganciare l\u2019analisi della societ\u00e0 moderna ai rapporti di produzione. Lo sfruttamento capitalistico \u2013 e la conseguente estrazione del valore utile all\u2019accumulazione \u2013 non risiede negli apparati politici e in genere \u201csovrastrutturali\u201d, ma \u00e8 connesso al comando del lavoro nei processi produttivi. Se vogliamo palesare questi rapporti di sfruttamento, per combatterli, occorre studiare e capire l\u2019economia di mercato, riprendendo oggi la marxiana critica dell\u2019economia politica e restaurando, di conseguenza, una scienza del <em>nuovo<\/em> capitale, senza d\u2019altra parte cadere in interpretazioni prettamente economicistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per scrivere la sua opera Marx si \u00e8 servito di un metodo espositivo (quello dialettico hegeliano, come lo stesso dichiara nella Postfazione alla seconda edizione tedesca del primo libro del <em>Capitale<\/em>) per costruire una teoria del valore che gli consentisse di criticare l\u2019economia politica del suo tempo (economia politica come scienza, che per Marx \u00e8 quella classica di Smith, Malthus, Say, Ricardo, e non quella \u201c<em>volgare\u201d<\/em>\u2013 in particolare per Marx l\u2019economia politica, al suo tempo \u201cclassica\u201d, forniva contributi reali allo studio scientifico del capitale. L\u2019economia <em>volgare<\/em>, invece, si limitava alle apparenze e si concentrava sulla circolazione, evitando l\u2019analisi della produzione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marx \u00e8 stato definito spesso come filosofo <em>o<\/em> economista <em>o <\/em>sociologo. Per dirla con Lucio Colletti, filosofo (marxista per una parte della sua vita) e politico italiano, \u00e8 presente in Marx una doppia attitudine: quella di economista \u00abche indaga i meccanismi di funzionamento della societ\u00e0, e quello di critico dell\u2019economia politica, che ne disvela il carattere rovesciato\u00bb, come evidenzia Gianluca Pozzoni in <em>Il mondo mistico del <\/em>Capitale<em>. Scienza, critica e rivoluzione in Colletti <\/em>(n. 5 di <em>Consecutio rerum<\/em>, curato da Riccardo Bellofiore e Carla Maria Fabiani). Questa duplice attitudine del Moro mostra il doppio volto della teoria del valore, che da un lato descrive il funzionamento del modo di produzione capitalistico, e dall\u2019altro \u2013 ma si tratta sempre <em>della stessa teoria<\/em> \u2013 \u00abspiega l\u2019equilibrio del sistema capitalistico e la contraddizione fondamentale \u2013 l\u2019alienazione e il feticismo \u2013 su cui tale equilibrio si regge fragilmente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riccardo Bellofiore nel suo editoriale al suddetto numero di <em>Consecutio rerum<\/em>, intitolato <em><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/marxismo\/14069-riccardo-bellofiore-c-e-vita-su-marx-il-capitale-nel-bicentenario.html\">C\u2019\u00e8 vita su Marx? \u201cIl Capitale\u201d nel bicentenario<\/a>, <\/em>dedica un intero paragrafo al sottotitolo dell\u2019opera principale di Marx, ovvero<strong><em>: <\/em><\/strong><em>Critica dell\u2019economia politica.<\/em> L\u2019oggetto d\u2019indagine \u00e8 l\u2019economia politica considerata come scienza che studia \u00abl\u2019intima connessione del capitale, e si spinge al di l\u00e0 della circolazione, per raggiungere il terreno della produzione\u00bb. Si tratta per\u00f2 di una scienza incompiuta e, per sfruttare il proprio potenziale scientifico, l\u2019economia politica deve mutarsi in economia politica <em>critica<\/em>. La differenza tra \u201ceconomia politica critica\u201d e \u201ccritica dell\u2019economia politica\u201d \u00e8 sottile ma irrinunciabile. La prima risponde alla domanda: \u00abIn che modo produce il capitale?\u00bb. La seconda, pi\u00f9 fondamentale per Marx, risponde al quesito: \u00abIn che modo il capitale viene prodotto?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prosegue con una considerazione sul ragionamento sostanziale che si fa nel primo libro del <em>Capitale<\/em> sulla critica dell\u2019economia politica, che ha come fulcro la duplicit\u00e0 del lavoro (concreto e astratto) corrispondente alla duplicit\u00e0 della merce (valore d\u2019uso e valore di scambio). L\u2019economia politica classica \u2013 e in particolare Ricardo (con il quale Marx si confronta maggiormente sulla teoria del valore) \u2013 si limitava al concetto di <em>sostanza del valore <\/em>arrivando alla <em>grandezza di valore<\/em>, ma non era in grado di sviluppare una teoria della <em>forma di valore<\/em>. In tal modo Ricardo non riusc\u00ec ad arrivare a concetti teoricamente convincenti di lavoro e denaro e di conseguenza alla differenza tra forza-lavoro e lavoro vivo, intendendo con la prima la merce di propriet\u00e0 del lavoratore, che la vende sul mercato al capitalista per ottenere un salario che gli consente di sopravvivere, \u00a0mentre con il secondo il valore dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa messa in atto durante la produzione attuale. Questi aspetti sono fondamentali nella critica dell\u2019economia politica, se si vuole giungere a una definizione di capitale come rapporto sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Tommaso Redolfi Riva nel suo saggio: <em>A partire dal sottotitolo del Capitale: Critica e metodo della critica dell\u2019economia politica <\/em>(sempre nel n. 5 <em>Consecutio rerum<\/em>) rileva questa differenza tra economia politica e critica dell\u2019economia politica sul concetto di lavoro e quindi su una differente teoria del valore. Infatti, diversamente dall\u2019economia politica classica, la sostanza di valore non \u00e8 lavoro concreto erogato nella produzione, \u00e8 invece <em>lavoro<\/em> <em>astratto <\/em>cio\u00e8 il lavoro che attraverso lo scambio con denaro si conferma come parte del lavoro sociale complessivo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decisiva all\u2019interno della teoria del valore di Marx, per capire la critica dell\u2019economia politica e quindi tutto il primo libro del <em>Capitale<\/em>, \u00e8 altres\u00ec la distinzione tra <em>feticismo<\/em> e <em>carattere di feticcio<\/em>. Il capitale, come il valore e il denaro, \u00e8 realmente dotato di poteri sociali. Tali poteri non sono irreali, \u00abillusori\u00bb, bens\u00ec \u00abapparenti\u00bb, nel senso che rappresentano manifestazioni fenomeniche delle \u00abcose come sono\u00bb nella loro \u00abdeterminatezza storica specificatamente capitalistica\u00bb e in questo senso si pu\u00f2 dire che il capitale rivesta <em>carattere di feticcio<\/em>. L\u2019illusione che determina invece il <em>feticismo<\/em> coincide con la \u00ab<em>naturalizzazione<\/em> di questi poteri sociali che pertengono alle cose in quanto cose\u00bb. Da queste considerazioni nasce la famosa affermazione per cui le relazioni tra persone appaiono come relazioni tra cose: che \u00e8 proprio ci\u00f2 che di fatto si verifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/a-partire-dal-sottotitolo-del-capitale-critica-e-metodo-della-critica-delleconomia-politica\/\">questo senso<\/a> \u00abla critica dell\u2019economia politica \u00e8, da un lato, critica del feticismo, e dall\u2019altro, deduzione di tale feticismo a partire dall\u2019esposizione dell\u2019oggetto a cui il sapere dell\u2019economia si rivolge: il carattere di feticcio che assume la socializzazione del lavoro nel modo di produzione capitalistico, il suo carattere oggettuale, \u00e8 l\u2019origine del feticismo dell\u2019economia politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra interessante pubblicazione del 2018, che diversamente dalle precedenti, cerca di spiegare a un pubblico di non-iniziati il pensiero di Marx \u00e8 il saggio di Bruno Morandi inserito nel libro curato da Paolo Ferrero:<a href=\"https:\/\/www.deriveapprodi.com\/prodotto\/karl-marx\/\"><em>Marx \u2013 Oltre i luoghi comuni<\/em><\/a> (DeriveApprodi, 2018). Per Morandi la critica dell\u2019economia politica \u00e8 l\u2019insieme di attrezzi forniti da Marx alla classe operaia affinch\u00e9 questa acquisisca \u00abautocoscienza\u00bb. La critica di Marx trasformerebbe il lavoratore da \u201cpovero\u201d che cerca di migliorare la propria condizione economica e sociale, a creatore di ricchezza cui l\u2019imprenditore sottrae ci\u00f2 che gli appartiene. Questi strumenti forniti da Marx servono per identificare le componenti del valore e \u00abritrovare i rapporti sociali dietro al miscuglio tra uomini e cose che \u00e8 il capitale che produce profitto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E passiamo al libro curato da Stefano Petrucciani, una densa raccolta di saggi:<a href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;task=schedalibro&amp;Itemid=72&amp;isbn=9788843093083\"><em>Il pensiero di Karl Marx. Filosofia, politica, economia<\/em><\/a> (Carocci, 2018), in cui si trovano scritti vuoi biografici vuoi teorici. Per seguire il filo conduttore di cui in premessa, ci siamo soffermati sullo scritto di Roberto Fineschi e Tommaso Redolfi Riva, intitolato <em>La teoria del modo di produzione capitalistico<\/em>. Qui gli autori affrontano il problema del metodo di costruzione dell\u2019impianto teorico marxiano, oggetto di lungo dibattito. Marx nei lavori preparatori al <em>Capitale<\/em> e nella <em>Prefazione<\/em> alla seconda edizione tedesca, afferma \u2013 in maniera esplicita \u2013 che il metodo \u00e8 quello dialettico hegeliano, ma non come \u00abprocesso di creazione della realt\u00e0\u00bb, che per il Moro va indagato dal materialismo, di contro all\u2019idealismo hegeliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo dialettico consente a Marx di sviluppare la teoria del valore attorno a un concetto considerato cruciale che \u00e8 quello della <em>merce<\/em> ovvero, dialetticamente, risultato del processo di ricerca, ma anche punto di partenza di quello di esposizione. Su questo Marx non ha dubbi. \u00abLa dialettica di merce e denaro, la teoria della circolazione semplice, \u00e8 il \u2018presupposto che presuppone\u2019 la teoria del modo di produzione capitalistico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo aspetto insistono i due filosofi evidenziando che il punto di partenza da utilizzare \u00e8 la centralit\u00e0 della categoria \u201cmerce\u201d. Molti economisti vedono solo il valore-lavoro. I loro oppositori guardano solo alla forma-valore. E invece \u00abla sfida \u00e8 tenere le due dimensioni insieme, appunto grazie alla merce, di cui tanto la sostanza\/grandezza quanto la forma di valore sono determinazioni [\u2026]\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, ci sembra ricco di spunti di riflessione il saggio di Riccardo Bellofiore intitolato<a href=\"http:\/\/mimesisedizioni.it\/libri\/le-avventure-della-socializzazione.html\"><em>Le avventure della socializzazione. Dalla teoria monetaria del valore alla teoria macro-monetaria della produzione capitalistica<\/em><\/a> (Mimesis 2018). Il volume si concentra per una prima parte sulla cosiddetta <em>Neue Marx-Lekt\u00fcre, <\/em>la quale mette al centro della sua analisi il ragionamento secondo il quale un\u2019adeguata comprensione della teoria marxiana passa per \u00abl\u2019esatta cognizione del modo con cui la forma-denaro viene derivata dialetticamente dalla forma-merce\u00bb (nel capitolo dedicato al pensiero di Helmut Reichelt). Marx infatti sviluppa la teoria del valore-lavoro di Ricardo, problematizzandola e chiedendosi perch\u00e9 il lavoro come sostanza del valore, tempo di lavoro come misura della grandezza di valore assuma la forma del denaro come equivalente universale (p. 36). Mentre con Reichelt la teoria del valore-lavoro include una teoria del <em>denaro<\/em>, per Backhaus la teoria del valore di Marx deve essere letta come <em>teoria monetaria del valore<\/em>. Torniamo cos\u00ec al discorso sopra accennato da Fineschi e Redolfi Riva sulla categoria della \u201cmerce\u201d come sintesi delle determinazioni di sostanza, grandezza e forma di valore. Backhaus, diversamente, definisce di essenziale importanza la scoperta della connessione necessaria esistente tra forma di valore, grandezza e sostanza, che consente di \u00a0\u00abdimostrare che la forma di valore scaturisce dal concetto di valore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla categoria di <em>lavoro astratto <\/em>Bellofiore mette in relazione il pensiero di Michael Heinrich con quello di Isaak Ilij\u010d Rubin. L\u2019economista russo arriva a una conclusione pi\u00f9 \u201cforte\u201d di quella presente nella teoria in Heinrich, ovvero che: \u00abil lavoro astratto \u00e8 gi\u00e0 presente in forma latente, e cos\u00ec il valore esiste gi\u00e0 in potenza, nella produzione immediata, anche se la riduzione dei lavori concreti a lavoro astratto \u00e8 provvisoria e ideale e dovr\u00e0 attualizzarsi sul mercato finale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si avvia verso la conclusione del libro avendo pi\u00f9 chiaro l\u2019obiettivo dell\u2019autore di definire una teoria macro-monetaria della produzione capitalistica (che \u00e8 parte del sottotitolo del lavoro che si sta descrivendo). Le tesi qui sostenute, maturate anche grazie al pensiero dell\u2019economista italiano Augusto Graziani, appaiono importanti per sciogliere alcuni dubbi rimasti irrisolti nella letteratura marxista novecentesca. Queste affrontano la dimensione monetaria per capire i fenomeni di socializzazione del valore. Secondo Bellofiore sia Claudio Napoleoni che Rubin impostano il problema con difficolt\u00e0, e rimangono imbrigliati nell\u2019impostazione tradizionale che prevede una dimensione monetaria che retroagisce dalla circolazione alla produzione attraverso la forma-valore quale equivalente universale. Il problema pu\u00f2 risolversi considerando \u00abun momento previo di ante-validazione monetaria che istituisca una sequenza che vada dal finanziamento monetario [\u2026] al processo capitalistico di lavoro [\u2026] alla circolazione finale [\u2026]. Il denaro quindi non riflette il valore <em>ex post<\/em>, ma \u00abcontribuisce a costituirlo <em>ex ante<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contributo di Augusto Graziani, economista e politico napoletano considerato tra i pi\u00f9 importanti pensatori italiani \u201ceterodossi\u201d, in questa lettura che potremmo chiamare dell\u2019\u201cante-validazione\u201d riguarda il ruolo del denaro in due distinte connessioni sociali. Denaro come equivalente universale nello scambio di merci, e denaro come \u00ab<em>comando<\/em> monetario della classe dei capitalisti che sussume formalmente i lavoratori al capitale totale\u00bb. Qui il riferimento alla<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books\/about\/Teoria_del_circuito_monetario.html?hl=it&amp;id=v7DGCsm9KvwC&amp;redir_esc=y\"> Teoria del Circuito Monetario<\/a> di Graziani \u00e8 chiaro. Come sappiamo \u00e8 grazie all\u2019incorporazione della forza-lavoro nel processo di produzione che si crea valore e quindi si pu\u00f2 sviluppare l\u2019accumulazione capitalistica. Ci\u00f2 \u00e8 possibile grazie all\u2019atto monetario che apre il circuito del capitalismo (anticipazione salari per acquistare forza-lavoro). La conclusione teorica ha grande forza persuasiva entro il dibattito sulla teoria del valore degli ultimi decenni, contribuendo anche a superare il problema della trasformazione dei valori in prezzi. \u00abIl finanziamento (bancario) alla produzione [\u2026] si configura come l\u2019imprescindibile ante-validazione monetaria dei lavori concreti che vengono spesi nei processi lavorativi capitalistici: si tratta di una \u2018socializzazione a priori\u2019, anticipata che le banche [\u2026] garantiscono alle imprese [\u2026] sulla base delle loro aspettative in merito al conflitto di classe e all\u2019andamento della domanda effettiva [\u2026]. L\u2019ante-validazione monetaria e il concetto di lavoro astratto, riferito al lavoro in divenire, rappresentano i due assi della teoria macro-monetaria della produzione capitalistica e \u00abconsentono di cogliere il molteplice senso della \u2018socializzazione\u2019 capitalistica [\u2026] che l\u2019autore cerca di mettere in luce nella sua lettura di Marx.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa breve carrellata di pubblicazioni italiane sul bicentenario, si \u00e8 tentato di evidenziare l\u2019importanza della marxiana critica dell\u2019economia politica. Non si pu\u00f2 prescindere dalla lettura e dal rinnovamento del pensiero maturo di Marx se si vuole capire e smascherare i rapporti di sfruttamento, basati sul comando sul lavoro eterodiretto, del sistema di produzione in cui viviamo. Tali osservazioni appaiono ancora pi\u00f9 cariche di significato se pensiamo al fallimento delle teorie convenzionali nello spiegare il funzionamento e nel fornire soluzioni ai problemi del capitalismo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>*<\/strong>Marco Palazzotto \u00e8 impiegato in un ente pubblico, tra i fondatori di <a href=\"http:\/\/www.palermo-grad.com\/\">www.Palermo-Grad.com<\/a>, ricopre incarichi direttivi nella Cgil in Sicilia.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/ce-vita-su-marx\/\">https:\/\/jacobinitalia.it\/ce-vita-su-marx\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JACOBIN ITALIA (Marco Palazzotto) Una carrellata delle pubblicazioni, uscite nel duecentenario dalla nascita di Marx, che analizzano il pensiero maturo del filosofo tedesco e ridanno centralit\u00e0 alla sua critica dell&#8217;economia politica L\u2019anno appena trascorso sar\u00e0 ricordato per il bicentenario della nascita di Karl Marx. 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