{"id":48783,"date":"2019-02-14T09:00:24","date_gmt":"2019-02-14T08:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48783"},"modified":"2019-02-14T09:45:27","modified_gmt":"2019-02-14T08:45:27","slug":"pacche-patacche-e-ripicche-un-italiano-a-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48783","title":{"rendered":"Pacche, patacche e ripicche: un italiano a Parigi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> L&#8217;ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/salvini-macron-di-maio-ape10-428x280.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"280\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito della scorribanda priva di invito ufficiale di Di Maio in Francia, alcuni punti fermi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Di Maio, Vicepresidente del Consiglio, assieme a Di Battista, \u00e8 andato in Francia per incontrare alcuni esponenti del movimento dei jilet gialli, tra di essi l\u2019esponente pi\u00f9 radicale e probabilmente pi\u00f9 legato a forze istituzionali ostili a Macron. Il motivo contingente riguarda l\u2019appuntamento elettorale delle elezioni europee verso il quale il M5S viaggia ancora apparentemente in perfetta solitudine. Anche Macron, Presidente della Repubblica, \u00e8 in piena campagna elettorale; si \u00e8 imposto ed \u00e8 stato addirittura scelto di fatto come leader europeo da buona parte delle forze progressiste europee, in particolare dal Partito Democratico Italiano. A testimonianza dei legami \u201caffettivi\u201d particolarmente solidi, il numero abnorme di suoi leader conferiti del titolo della Legion d\u2019Onore. Un riconoscimento ormai rilasciato a piene mani e per questo inevitabilmente ormai svalutato. In certi ambienti sono sufficienti le \u201cpatacche\u201d a gratificare<\/li>\n<li>Il contenzioso verbale tra il duo Salvini\/Di Maio e Macron con alti e bassi \u00e8 ormai di lunga data; risale agli albori del Governo Conte; ha rasentato spesso e volentieri il volgo da osteria pi\u00f9 dalla parte del duo per la verit\u00e0. Anche \u201cJupiter\u201d non ha disdegnato un linguaggio colorito; ha dato il l\u00e0 allo sproloquio, alternato per\u00f2 a comportamenti ostentatamente regali. Si \u00e8 espresso, soprattutto, pi\u00f9 saggiamente attraverso propri ventriloqui. \u00c8 evidente per\u00f2 che il personaggio sta fremendo<\/li>\n<li>Il contenzioso fattuale \u00e8 ben pi\u00f9 sostanzioso dello sproloquio verbale; \u00e8 soprattutto ormai atavico. Riguarda lo spodestamento di Gheddafi in Libia nel 2011, con Francia e Gran Bretagna in prima fila e gli Stati Uniti di Obama a supporto indispensabile; prosegue con il contenzioso territoriale delle acque del mar Tirreno culminato con un trattato capestro firmato dai governi di centrosinistra e contestato dal Parlamento a maggioranza gialloverde. Nelle more sono proseguite sino a pochi istanti fa le acquisizioni da parte francese di importanti marchi del lusso ed alimentari, di quote importanti della rete commerciale, di banche strategiche (UNICREDIT) e societ\u00e0 finanziarie, della principale societ\u00e0 di telecomunicazioni (TELECOM). Alcune di queste scelte almeno imprenditorialmente fruttuose, altre dal carattere meramente predatorio. Il tutto nel generale giubilo e tripudio di una classe dirigente evidentemente soddisfatta di patacche, incarichi onorifici, pacche sulle spalle e rendite in grado di garantire lo status di famiglie blasonate per alcune generazioni. Una classe dirigente ben assortita, composta da ceto politico, imprenditoriale, istituzionale e burocratico<\/li>\n<li>La forma nelle relazioni, soprattutto in diplomazia, \u00e8 anche sostanza. Un po\u2019 meno nel presente rispetto ad appena un secolo fa. Gli sgarbi comunque vengono restituiti possibilmente seguendo il criterio della memoria lunga, piuttosto che della reazione istintiva; sempre che la situazione non sfugga di mano. A Macron, al prezzo di evidenti manipolazioni e sofferenze psicologiche, devono averlo insegnato sin dall\u2019adolescenza; Salvini e Di Maio non \u00e8 detto che facciano in tempo ad apprenderlo. La ricorrente confusione e commistione tra ruolo istituzionale e funzione tribunizia offre continui pretesti ed argomenti agli avversari; alimenta un imbarbarimento del confronto politico per altro ricercato da tutte le fazioni politiche, comprese le pi\u00f9 perbeniste e politicamente corrette, fuori e dentro il nostro paese con l\u2019eccezione serafica, anzi luciferina, di Angela Merkel tra i pochi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ceto politico al momento spodestato<\/strong>, per indole e volont\u00e0, in tutto questo contenzioso ha scelto di non utilizzare le leve delle quali disponeva, comprese le diplomatiche, per risolvere con dignit\u00e0 le dispute; ha smantellato in sovrappi\u00f9 i propri apparati tecnico-politici e manageriali; si \u00e8 ben guardato da coltivare un ceto manageriale ed imprenditoriale capace di sostenere il confronto ai livelli pi\u00f9 alti e strategici. <strong>Quello che \u00e8 subentrato<\/strong> non dispone di appoggi significativi negli apparati. Non gli manca la furbizia; ad oggi sembra deficitaria della consapevolezza e dell\u2019esperienza necessarie a rigenerarli e nelle more a cercare di fidelizzare almeno una parte di essi. L\u2019uscita di Paolo Savona dalla compagine governativa pu\u00f2 essere l\u2019indizio di una resa, come pure la sua nomina alla Consob pu\u00f2 rappresentare il segnale che lo scontro si sta spostando all\u2019interno degli apparati e della gestione del potere. Si vedr\u00e0 se si tratta di una mesta ritirata, cosa pi\u00f9 probabile o di un riposizionamento<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>La Francia di Macron rappresenta l\u2019anello debole e pi\u00f9 esposto della triade che comprende il vecchio establishment statunitense e la classe dirigente tedesca, impegnata nell\u2019annichilimento politico-economico del nostro paese. Esposto in quanto Macron \u00e8 l\u2019unico Capo di Governo e di Stato ancora stabilmente in carica espressione di queste \u00e9lite ancora dominanti in Occidente. Fragile in quanto si \u00e8 inserito nei settori pi\u00f9 facilmente riappropriabili da parte di eventuali centri di potere nazionali nostrani in via di formazione o di ripensamento. La messa in minoranza di Vivendi nella Telecom \u00e8 probabilmente il segnale pi\u00f9 importante. Rimane da osservare i movimenti nel settore commerciale, fondamentale per garantire sbocchi al settore agroalimentare e in quello finanziario, al momento in stallo. La Germania, al contrario, ha praticato soprattutto la strada del condizionamento e dell\u2019integrazione indiretta di interi settori produttivi e finanziari e del condizionamento politico attraverso i meccanismi comunitari. Gli Stati Uniti meritano un discorso a parte e ben pi\u00f9 articolato<\/li>\n<li>In politica estera il Governo Conte ha subito uno smacco pesante, anche se ben mascherato, sulle politiche di bilancio nell\u2019UE (Unione Europea), si appresta a compromessi inquietanti su garanzie del debito e unione bancaria confidando in una svolta politica in Europa tutta per\u00f2 da verificare. Ha realizzato alcuni importanti successi (presenza militare in Niger a dispetto dei franco-tedeschi, conferenza sulla Libia) sotto l\u2019ombrello protettivo statunitense ed anglosassone<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nervosismo di Macron \u00e8 del tutto comprensibile; la sua protervia \u00e8 il segnale della sua fragilit\u00e0, piuttosto che della sua solidit\u00e0. Dispone di una forza significativa, ma fragile; comunque sempre meno autorevole. Rischia di perdere il contrappeso della Gran Bretagna all\u2019ingombrante fratello tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento dei gilet gialli, lo abbiamo segnalato sin dai suoi albori, a dispetto del suo carattere composito e politicamente, forse volutamente, poco caratterizzato, rivela una solidit\u00e0, una costanza ed una capacit\u00e0 organizzativa che lascia intuire la possibilit\u00e0 di forti legami, reali e potenziali, con centri di potere importanti di quel paese e di sostegni politici insospettabili nel fronte formalmente amico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattato di Aquisgrana del gennaio scorso ha sancito il sodalizio fraterno tra Francia e Germania. Stranamente non ha ricevuto gli onori e il clamore dovuti e attesi, nemmeno gli stessi artefici hanno concesso alla firma l\u2019aura di solennit\u00e0 paragonabile a quella del \u201863. La stessa opposizione ad esso d\u2019altro canto \u00e8 apparsa pi\u00f9 che altro un atto dovuto, un rituale spento. Pi\u00f9 che rassegnazione e inerzia, un atteggiamento corrispondente all\u2019immagine di una coltre di cenere che nasconde il fuoco pronto a divampare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quell\u2019accordo \u00e8 stato prevalentemente rappresentato come un tentativo da parte dei due paesi di tentare la strada di piena autonomia politica e di affrancamento dal dominio americano. Data la condizione politica, strategica e ormai anche economica dei due paesi, compresa quella del pi\u00f9 sopravvalutato dei due, la Germania, rappresenta piuttosto lo strumento con il quale il pi\u00f9 furbo e perfido dei due, quello teutonico, cerca di asservire ed offrire le risorse amiche come obolo per la propria sussistenza e funzione di potenza regionale subordinata. Un obbiettivo riuscito con l\u2019Italia e riproposto con la Francia gi\u00e0 nelle recenti vicende dell\u2019AIRBUS. Una possibilit\u00e0 di successo che richiede quantomeno due condizioni: la totale sconfitta di Trump negli Stati Uniti e la sopravvivenza di Macron in Francia da qui a due anni, ma che rischia in realt\u00e0 di far implodere definitivamente l\u2019intero continente europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vicepresidente del Consiglio Di Maio, con il suo raid improvvido e in incognito a Parigi, rischia di dare una mano alla sopravvivenza e all\u2019investitura da leader di Macron, consentendogli in qualche modo di proseguire nella sua commistione fasulla e artefatta di grandeur francese ed europeismo servile da una parte e nella sua opera di delegittimazione nazionale del movimento a lui avverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 solo un segnale, ma importante di un ceto politico in via di formazione che per inerzia o per scelta pi\u00f9 che emancipare una nazione rischia di garantirle nuove forme di asservimento pi\u00f9 o meno consapevolmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2019\/02\/10\/pacche-patacche-e-ripicche_-un-italiano-a-parigi-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2019\/02\/10\/pacche-patacche-e-ripicche_-un-italiano-a-parigi-di-giuseppe-germinario\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario) &nbsp; &nbsp; A proposito della scorribanda priva di invito ufficiale di Di Maio in Francia, alcuni punti fermi: Di Maio, Vicepresidente del Consiglio, assieme a Di Battista, \u00e8 andato in Francia per incontrare alcuni esponenti del movimento dei jilet gialli, tra di essi l\u2019esponente pi\u00f9 radicale e probabilmente pi\u00f9 legato a forze istituzionali ostili a Macron. 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