{"id":48792,"date":"2019-02-14T10:30:32","date_gmt":"2019-02-14T09:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48792"},"modified":"2019-02-14T09:46:27","modified_gmt":"2019-02-14T08:46:27","slug":"lideologia-della-casa-in-proprieta-e-le-catene-dorate-del-capitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48792","title":{"rendered":"L\u2019ideologia della casa in propriet\u00e0 e le catene dorate del capitale"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> SINISTRA IN RETE (Eros Barone)<\/strong><\/p>\n<p><strong><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/95c7d381df1c0cfed4c302f53793db20.image.500x400.jpg\" alt=\"95c7d381df1c0cfed4c302f53793db20.image.500x400\" width=\"300\" height=\"240\" \/><\/i> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I poeti vivono in un mondo immaginario, e cos\u00ec anche il signor Sax, il quale s&#8217;immagina che il padrone d&#8217;immobili abbia &#8220;raggiunto il grado supremo d&#8217;indipendenza economica&#8221; ed abbia &#8220;un ricovero sicuro&#8221;, &#8220;diverrebbe capitalista e sarebbe assicurato contro i pericoli della disoccupazione o dell&#8217;inabilit\u00e0 al lavoro dal credito immobiliare, che sarebbe a sua disposizione&#8221; ad ogni momento.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Friedrich Engels, La questione delle abitazioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non ho mai toccato un soldo. Ho posseduto solo una vecchia Ritmo e questo ai milanesi non dovrei dirlo visto che a Milano chi non ha neppure una casa in propriet\u00e0 \u00e8 considerato un poveraccio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Armando Cossutta, Un storia comunista.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cInvestire nel mattone\u201d: miti e realt\u00e0 di un mercato monopolistico<\/strong><br \/>\nIn Italia, dove a lungo la cultura marxista ha discusso intorno ai processi di formazione di un nuovo blocco storico, non solo \u00e8 mancata quasi del tutto un\u2019analisi del blocco storico dominante, ma continua a mancare un\u2019analisi adeguata della complessiva questione delle abitazioni come essenziale cerniera del blocco di potere dominante. Fatta questa premessa, resta tuttavia da aggiungere che qui non si intende offrire al lettore un\u2019analisi compiuta di quello che si potrebbe definire \u201cil blocco edilizio\u201d, ma solo alcune linee introduttive ad una siffatta analisi, cercando, sia pure in modo schematico, di individuare le stratificazioni economiche e sociali che ne fanno parte o sono in qualche modo subordinate a questo \u201cblocco\u201d, e i legami, anche di carattere sovrastrutturale, che sono condizione del suo radicamento e della sua conservazione.<strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene,la consistenza economica e le ramificazioni del blocco fondiario, industriale e finanziario dell\u2019edilizia appaiono evidenti, sol che si consideri come, nonostante le profonde interrelazioni tra pubblico e privato, il segno di questo settore sia tuttavia nettamente privatistico. Dal punto di vista della produzione e della propriet\u00e0, il settore dell\u2019edilizia \u00e8 infatti tra i pi\u00f9 privatizzati della nostra economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale carattere privato del settore risulta ancora pi\u00f9 evidente dal confronto con gli altri paesi nei quali l\u2019 incidenza dell\u2019intervento pubblico \u00e8 di gran lunga superiore. Questa assoluta prevalenza privata non deve per\u00f2 indurre nell\u2019errore di credere che l\u2019intreccio tra pubblico e privato sia di scarsa rilevanza: esso si realizza, ed \u00e8 fonte di affari quanto mai lucrosi e di interessi quanto mai corposi, che si esplicano attraverso l\u2019intervento normativo, i piani regolatori e particolareggiati, gli oneri di urbanizzazione, la predisposizione dei servizi pubblici, le grandi opere pubbliche, la politica fiscale e creditizia ecc. Si tratta allora di individuare le aggregazioni sociali e le articolazioni economiche e culturali che compongono il blocco, tenendo conto che, in base ai rapporti di maggiore o minore subordinazione, in esso si raggruma un coacervo di forze che ricorda alcune delle pagine sociologicamente pi\u00f9 vivide del saggio marxiano sul 18 brumaio di Luigi Bonaparte. Nel microcosmo edilizio, una sorta di ologramma della societ\u00e0 capitalistica e dell\u2019intreccio perverso tra rendita e profitto, tra grande e piccola impresa, tra \u201comicidi bianchi\u201d e lavoro nero, che la caratterizza, cii sono tutti: reliquati di nobilt\u00e0 fondiaria e gruppi finanziari, imprenditori d\u2019assalto e colonnelli in pensione proprietari di pi\u00f9 appartamenti, grandi professionisti e impiegati statali incatenati al riscatto di una casa che sta gi\u00e0 deperendo, funzionari e uomini politici corrotti, piccoli risparmiatori che cercano nella casa quella sicurezza che non riescono ad avere dalla pensione oppure che ritengono di risparmiare in avvenire sul fitto pagando intanto elevati tassi di interesse, capimastri, cottimisti, lavoratori immigrati ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, il fanatismo dell\u2019ideologia della casa in propriet\u00e0, lo sforzo drammatico di ottenere una casa anche a costo di gravosi sacrifici, la necessit\u00e0 di avere un lavoro fanno s\u00ec che un sistema basato sulla equivalenza coattiva tra valore d\u2019uso (il bene-casa) e valore di scambio (la merce-casa) finisca con l\u2019essere la condizione di forza del \u201cblocco edilizio\u201d. La logica risultante di questo processo di forzosa privatizzazione e, insieme, di suadente persuasione all\u2019acquisto della merce-casa \u00e8 la situazione attuale: un paese in cui i contingenti decisivi dell\u2019\u201cesercito conservatore\u201d che i capitalisti si allevano contro il proletariato sono stati sostituiti dalla vasta massa dei proprietari di abitazioni (massa che oggi raggiunge quasi l\u201980% della popolazione, sia pure con tutto il ventaglio di posizioni economiche, sociali e territoriali, che si cela dietro questa percentuale). Va da s\u00e9 che la concentrazione delle case in propriet\u00e0 \u00e8, ovviamente, maggiore nei comuni che non sono sede di capoluogo che non in quelli che sono sede di capoluogo, nel Mezzogiorno pi\u00f9 che nel triangolo industriale, talch\u00e9 questo dato richiama inevitabilmente, come aveva gi\u00e0 osservato Engels, la questione del rapporto tra citt\u00e0 e campagna (che \u00e8 un\u2019importante chiave di lettura rispetto alla questione delle abitazioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre poi aggiungere che, in generale, la possibilit\u00e0 di acquisto di un appartamento si accompagna ad uno \u2018status\u2019 che sia tale da consentire un accesso o delle agevolazioni al credito. In sostanza, la possibilit\u00e0 di acquisto implica condizioni di relativo privilegio, solitamente precluse alle masse lavoratrici: la propriet\u00e0 della casa diventa, cio\u00e8, nell\u2019attuale contesto, per un verso un elemento di distinzione sociale <sup><strong>2<\/strong><\/sup> e, per un altro verso, il cemento, in senso conservatore, di quel complesso di stratificazioni che viene rubricato sotto la definizione di ceto medio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal secondo dopoguerra e dal \u2018boom\u2019 economico degli anni Sessanta del secolo scorso, con la trasformazione dell\u2019Italia da paese agricolo a paese industriale e con i massicci spostamenti di popolazione dal Sud al Nord, si \u00e8 determinato l\u2019ingresso dei maggiori gruppi industriali nel \u2018big business\u2019 edilizio. Il nucleo dominante del \u201cblocco edilizio\u201d ha costituito pertanto uno dei collegamenti centrali tra le varie componenti dell\u2019attuale potere borghese, unificate e cementate dalla rete di interessi e di forze, consolidata dalla realizzazione di crescenti guadagni, nella quale forme diverse di rendita si intrecciano e si confondono con profitti industriali e commerciali. Sennonch\u00e9 tali guadagni vengono realizzati sfruttando una generalizzata situazione di monopolio rispetto a un bene, la casa, il cui mercato, per le specifiche caratteristiche de1 bene stesso (dove c\u2019\u00e8 una casa non pu\u00f2 essercene un\u2019altra, la casa non \u00e8 trasportabile ecc.), \u00e8 tipicamente monopolistico e si svolge secondo le forme pi\u00f9 supervacanee di concorrenza monopolistica (diversificazione del prodotto nelle sue infinite possibilit\u00e0: dal tipo di casa, alla sua localizzazione in quartieri socialmente differenziati ecc.). La conseguenza \u00e8 che, in questa situazione di mercato monopolistico nella quale la rendita, assumendo le forme pi\u00f9 diverse, non si configura pi\u00f9 come appropriazione esclusiva del proprietario fondiario, il solo esproprio generalizzato pu\u00f2 non essere sufficiente a ridurre radicalmente il prezzo di uso della casa. Infatti, se contemporaneamente non si spezza la concrezione di potere che si esprime nel \u201cblocco edilizio\u201d, anche l\u2019esproprio generalizzato rischia di essere inefficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rovinarsi per avere una casa in propriet\u00e0<\/strong><br \/>\nNonostante che siano passati quasi centocinquant\u2019anni da quando Engels ebbe ad individuare l\u2019importanza socio-politica della \u201cquestione delle abitazioni\u201d e da quando, in polemica con la rivendicazione proudhoniana di trasformare il canone di fitto in canone di riscatto, giunse a sostenere che \u00abgli esponenti pi\u00f9 accorti delle classi dominanti hanno i sempre indirizzato i loro sforzi ad accrescere il numero dei piccoli proprietari, allo scopo di allevarsi un esercito contro il proletariato\u00bb, al riguardo si pu\u00f2 aggiungere che nello stesso arco della nostra esperienza (pensiamo alla progressiva liquidazione della legge sull\u2019equo canone risalente al 1978) non sono mancate prove della potenza d\u2019urto di questo esercito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista, non vi \u00e8 dubbio che l\u2019ideologia proprietaria impedisca ai lavoratori di cogliere i propri veri interessi e li renda succubi della borghesia. Marx, a tale riguardo, descrisse le condizioni dei contadini francesi, vittime pi\u00f9 che beneficiari \u00a0della propriet\u00e0 parcellare, stante il fatto che i terreni erano ipotecati e le vere proprietarie erano le banche, che intascavano gran parte dei frutti del lavoro dei contadini, imponendo loro un livello di vita spesso peggiore di quello dei proletari: \u00abIl contadino francese, sotto forma di interessi per le ipoteche vincolanti la terra, sotto forma di interessi per anticipazioni dell\u2019usuraio non garantite da ipoteca, cede al capitalista non solo la rendita fondiaria, non solo il profitto industriale, non solo, in una parola, tutto il guadagno netto, ma persino una parte del salario del lavoro, e cos\u00ec precipita al livello del fittavolo irlandese: e tutto ci\u00f2 sotto il pretesto di essere proprietario privato\u00bb. <sup><strong>3<\/strong><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sempre, la comprensione dei rapporti sociali si fonda su una teoria scientifica, il marxismo, che proprio oggi, quando i fatti la confermano ad ogni pi\u00e8 sospinto, \u2018ma\u00eetres \u00e0 penser\u2019 di varie tendenze, \u2018militanti scoppiati\u2019 e dilettanti subculturali considerano, in tutto o in parte, superata e quindi da integrare o da correggere con gli eclettici apporti dell\u2019ideologia borghese e piccolo-borghese. Negli USA e in Europa istituti bancari, istituti assicurativi e societ\u00e0 finanziarie hanno concesso crediti per l\u2019acquisto della casa a persone che non avevano la possibilit\u00e0 di pagare. Si pensava di ridurre i rischi, perch\u00e9 le banche li diluivano in tutto il mondo attraverso \u2018bond\u2019, fondi e altri prodotti finanziari derivati. A partire dal 2007, i piccoli acquirenti di tali titoli, completamente all\u2019oscuro della gigantesca truffa, si sono ritrovati con un pugno di carta straccia in mano, mentre gli americani poveri, non riuscendo pi\u00f9 a pagare le rate del mutuo sempre pi\u00f9 gravose, hanno perduto la casa. Cos\u00ec, sono crollati i prezzi immobiliari e molte famiglie hanno perso i risparmi di una vita. La Banca Europea e la Federal Reserve sono corse in aiuto, non dei truffati, ma delle banche, mettendo\u00a0 a disposizione miliardi di dollari e di euro. Mentre negli Usa per la crisi dei \u2018subprime\u2019 si registravano tassi d\u2019insolvenza superiori al 60%,\u00a0 i nostri politicanti, banchieri e industriali, spergiuravano che in Europa il problema era assai meno grave. Ma le banche europee sono rimaste coinvolte fino al collo in queste speculazioni e possiedono tonnellate di titoli spazzatura. In Italia persino il portavoce diretto dell\u2019ideologia confindustriale, \u201cIl Sole 24 Ore\u201d, ha parlato della necessit\u00e0 di \u201cuna sorta di \u2018moral suasion\u2019 nei confronti delle banche\u201d, perch\u00e9 rinegozino gratuitamente i mutui a tasso variabile e allunghino il periodo di ammortamento. Ma \u00e8 come pretendere che una vipera non morda o uno scorpione non punga o un avvoltoio non si nutra di carogne!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la crisi economica, sono ancora centinaia di migliaia i mutui che vengono accesi per l\u2019acquisto della casa. La spesa per la casa a Roma e a Milano pu\u00f2 arrivare fino al 70% del reddito di una famiglia: \u00abNel mercato dell\u2019abitazione in propriet\u00e0 si presentano situazioni di\u00a0 disagio sociale. La sostituzione di un canone di locazione con una rata di mutuo non \u00e8 avvenuta alla pari\u00bb. Ad affermarlo \u00e8\u00a0 la societ\u00e0 di studi Nomisma, che cos\u00ec descrive la situazione: \u00abIl mutuo, causa soprattutto l\u2019aumento dei tassi d\u2019interesse delle banche, \u00e8 sempre pi\u00f9 alto e le famiglie fanno fatica a pagarlo. Per il mercato italiano dei mutui si tratta di una crescita senza precedenti. Sono aumentate le famiglie indebitate e la loro esposizione \u00e8 peggiorata negli anni recenti\u00bb.<sup><strong>4<\/strong><\/sup> Con tutto ci\u00f2, neppure la soluzione dell\u2019affitto \u00e8 facile. \u00c8 senz\u2019altro preferibile perch\u00e9 meno giugulatoria, non inchioda alla localit\u00e0 e rende pi\u00f9 agevoli i trasferimenti, ma ha anch\u2019essa i suoi aspetti negativi.\u00a0Molte case sono sfitte e, per celarle al fisco, molti proprietari disdicono persino il contratto per la corrente elettrica. Questa elusione \u00e8 possibile perch\u00e9 il nostro catasto \u00e8 meno efficiente di quello del tempo dell\u2019imperatrice Maria Teresa e i diversi governi non hanno fatto nulla per sanare questa piaga infetta, questa discesa nella clandestinit\u00e0 di molti proprietari di case. Ma \u00e8 soprattutto\u00a0la diffusione della propriet\u00e0 che riduce il mercato degli affitti, facendo salire i prezzi. <sup><strong>5<\/strong><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La questione delle abitazioni di Engels tra capitalismo e comunismo<\/strong><br \/>\nComunque sia, come era facile prevedere, le destre, con i leghisti in testa, hanno rilanciato la vecchia favola dei mutui agevolati per divenire proprietari della casa e hanno soffiato e soffiano sul fuoco della guerra tra poveri, chiedendo che le case popolari siano assegnate esclusivamente a italiani (si pensi alle reboanti dichiarazioni di Salvini). Eppure il problema della casa era gi\u00e0 stato affrontato con estrema chiarezza, quasi centocinquant\u2019anni fa, in uno scritto di Engels, La questione delle abitazioni, ricavato da tre articoli apparsi nel 1872 e ripubblicati sotto forma d\u2019opuscolo nel 1887.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Engels cos\u00ec argomentava: \u00abPoniamo che in una data regione industriale sia diventato normale che ogni operaio possegga la sua casetta. In questo caso la classe operaia di quella regione abita gratuitamente; del valore della sua forza lavoro non fanno pi\u00f9 parte le spese per l\u2019abitazione. Ma ogni riduzione dei costi di produzione della forza-lavoro, cio\u00e8 ogni durevole deprezzamento dei bisogni vitali del lavoratore, \u201cin forza delle ferree leggi dell\u2019economia politica\u201d, si risolve nel ridurre il valore della forza-lavoro e finisce quindi per avere come conseguenza una corrispondente caduta del salario. Quest\u2019ultimo, quindi, verrebbe decurtato in media del valore medio della pigione risparmiata, vale a dire che il lavoratore pagherebbe l\u2019affitto della sua propria casa non pi\u00f9, come prima, in denaro al padrone, ma in lavoro non retribuito all\u2019industriale per cui lavora. In tal modo i risparmi dell\u2019operaio investiti nella casetta diventerebbero, s\u00ec, in un certo qual senso, capitale, ma non per lui, bens\u00ec per il capitalista che gli d\u00e0 lavoro.\u00bb Engels aggiunge: \u00abPer gli operai delle nostre grandi citt\u00e0 la prima condizione vitale \u00e8 la libert\u00e0 di movimento, e la propriet\u00e0 fondiaria non pu\u00f2 essere altro che una catena, per loro. [\u2026.] Procurate loro una casa in propriet\u00e0, incatenateli di nuovo alle zolle, ed ecco che spezzerete la loro capacit\u00e0 di resistenza contro la politica di riduzione salariale condotta dagli industriali.\u00bb <sup><strong>6<\/strong><\/sup> \u00c8 esattamente quel che \u00e8 avvenuto, a partire dal dopoguerra, quando milioni di proletari si sono indebitati per comprare la casa. Le ore di straordinario sono schizzate verso l\u2019alto e, oltre a perderci in tempo libero e salute, gli operai hanno dovuto limitare sia i gi\u00e0 modesti consumi propri e dei familiari, sia la loro partecipazione agli scioperi e, in generale, la loro disponibilit\u00e0 alle rivendicazioni e alla lotta contro il padronato. Il grande depotenziamento della conflittualit\u00e0 operaia ha determinato, a sua volta, la stasi e il regresso dei salari, che durano ormai da quasi mezzo secolo. Una schiavit\u00f9 salariata forgiata con catene in apparenza dorate ha cos\u00ec integrato il cosiddetto \u201ccompromesso socialdemocratico\u201d con lo scambio tendenziale tra docilit\u00e0 operaia, stagnazione salariale e propriet\u00e0 della casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Engels precisa, \u00abnon \u00e8 la soluzione del problema delle abitazioni che risolve al tempo stesso la questione sociale, ma solo la soluzione di questa rende possibile al tempo stesso quella del problema della casa\u00bb.<sup><strong>7<\/strong><\/sup> Dunque, bench\u00e9 la degradazione culturale provocata dall\u2019ideologia proprietaria e le alterazioni di valori intrinseche alla miseria in una societ\u00e0 di ricchi agiscano come un freno potente alla soluzione rivoluzionaria indicata da Engels, il problema della casa non si risolve attraverso riforme, ma solo attraverso il rovesciamento del sistema. In questo senso, le prevedibili obiezioni di nullismo appaiono concretisticamente miopi e avvocatesche, talch\u00e9 la risposta pi\u00f9 facile consiste nel dire che il pi\u00f9 grosso concentrato di nullismo politico si trova nelle opere di Marx o che ripubblicare la Questione delle abitazioni di Engels senza una prefazione che spieghi come la situazione attuale \u2013 mercato monopolistico, \u201cblocco edilizio\u201d ed \u201cesercito conservatore\u201d dei piccoli proprietari (o aspiranti tali) \u2013 sia il frutto velenoso del \u201ccompromesso socialdemocratico\u201d e delle politiche di (falsa) liberalizzazione del mercato della casa, \u00e8 un dar prova di massimalismo intellettualista. Quello stesso massimalismo che, in contrasto con il moderatismo e la subalternit\u00e0 dell\u2019attuale sinistra endosistemica, induce a rammentare come in Salario, prezzo e profitto Marx, il quale pure aveva particolarmente insistito sul fatto che il proletariato si sarebbe liberato dalle sue catene solo attraverso il rovesciamento del capitalismo, non ritenesse tutto ci\u00f2 incompatibile con la lotta operaia per migliorare i salari reali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal canto suo, la lotta per la casa deve avere, per essere efficace, un respiro ideale e culturale comunista, capace di alimentare, traendone forza essa stessa, un\u2019egemonia, sia pur tendenziale, di classe. Proprio nel caso delle abitazioni vale ripetere che \u201cl\u2019opposizione tra la mancanza di propriet\u00e0 e la propriet\u00e0, sino a che non \u00e8 intesa come l\u2019opposizione tra il lavoro e il capitale, resta ancora una opposizione indifferente\u201d.<strong><sup> 8<\/sup><\/strong> Bench\u00e9 non si tratti qui di definire modelli alternativi di abitazione, va, comunq ue, rilevato che l\u2019ideologia reazionaria e piccolo-borghese della casa in propriet\u00e0 non ha futuro e che, in quanto consumo sociale, l\u2019abitare \u00e8 destinato a sganciarsi dai processi di privatizzazione, aprendo lo spazio ad un arricchimento della libert\u00e0 individuale e ad un\u2019intensit\u00e0 di relazioni sociali che faranno del comunismo, come Marx scrive nell\u2019opera da cui ho tratto il passo or ora citato, la \u201csoppressione positiva della propriet\u00e0 privata\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>1<\/strong> Per definire dal punto di vista del lavoro dipendente alcune essenziali coordinate della \u201cquestione delle abitazioni\u201d e delineare il peso socio-economico del \u201cblocco edilizio\u201d \u00e8 utile la consultazione del paragrafo dedicato alle \u201cCostruzioni\u201d in Clash City Workers, Dove sono i nostri, La Casa Usher, Lucca 2014 (pp. 78-85).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>2<\/strong> L\u2019amara considerazione di questo aspetto inerente allo \u2018status\u2019 socio-economico \u00e8 ci\u00f2 che mi ha colpito leggendo l\u2019autobiografia di un importante dirigente comunista, quale fu Armando Cossutta, e mi ha indotto a riportare, a titolo di epigrafe, la frase in cui questi ha espresso tale considerazione. Diverso il caso di un altro prestigioso dirigente e segretario nazionale del partito comunista, quale fu Luigi Longo, il quale, se non ricordo male, possedeva un villino nella campagna monferrina di cui era originario.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>3<\/strong> Cfr. https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/marx-engels\/1850\/lottecf\/index.htm (parte terza).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>4<\/strong> Cfr. https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Economia%20e%20Lavoro\/2007\/09\/SINTESI-17SET07.pdf?cmd%3Dart . La ricerca risale al 2007, quindi al periodo immediatamente antecedente l\u2019inizio della recessione, la quale ha di certo aggravato \u2018in pejus\u2019 la situazione descritta in questo rapporto del Ministero delle Infrastrutture.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>5<\/strong> Secondo un\u2019analisi dell\u2019Eurostat, nel 2010 poco pi\u00f9 di sette persone su dieci (il 70,8%) disponeva nell\u2019UE-27 di un\u2019abitazione di propriet\u00e0, mentre il 17,8% viveva in abitazioni in affitto locate a canone di mercato e l\u201911,4 % in abitazioni in affitto locate a canone agevolato o gratuito. Tuttavia vi \u00e8 una grande discrepanza fra Europa del Nord e Occidentale e Europa dell\u2019Est e Meridionale. I paesi con pi\u00f9 proprietari di case sono infatti quelli ex-socialisti (Romania, Bulgaria, Ungheria, Slovacchia, Lituania), seguiti da spagnoli, greci e italiani. I principali paesi del continente hanno invece una quota minore di proprietari di casa: abita in un alloggio di propriet\u00e0 solo il 44% degli svizzeri, il 53,2% dei tedeschi e il 62% dei francesi. Cfr. lo studio Statistiche sulle abitazioni: http:\/\/epp.eurostat.ec.europa.eu\/statistics_explained\/index.php\/Housing_statistics . Per quanto riguarda l\u2019Italia, secondo l\u2019Istat, al 9 ottobre 2011 le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1%, quelle in affitto il 18%, mentre il restante 9,9% risiede nell\u2019abitazione a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio. Va sottolineato, per\u00f2, che molti di questi proprietari di casa la stanno pagando con un mutuo, il che, dal punto di vista della composizione di classe, li pone esattamente nella stessa situazione materiale di chi sta in affitto. La propriet\u00e0 della casa pu\u00f2, s\u00ec, agire, almeno per ora, come fattore di contenimento dei processi di pauperizzazione e di proletarizzazione, ma pur sempre entro il confine invalicabile, segnato dal modo di produzione capitalistico e chiaramente indicato da Engels, della riduzione del valore della forza-lavoro. D\u2019altronde, quando alla fine degli anni Settanta del secolo scorso fu avviata, ad opera del blocco neocorporativo formato dalla DC e dalle opposizioni subalterne (PCI, PSI e sindacati collaborazionisti), la liquidazione dell\u2019equo canone e imposta la linea della casa in propriet\u00e0, furono esattamente questi gli obiettivi (economici, ideologici e persino antropologici) che informarono tale operazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>6<\/strong> Cfr. https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/marx-engels\/1872\/abitazioni\/qa-2pa.htm .<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>7<\/strong> Vedi nota 2.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>8<\/strong> Cfr. il passo qui citato dei marxiani Manoscritti economico-filosofici del 1844 al seguente indirizzo:\u00a0https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/marx-engels\/1844\/2\/Manoscritti\/proprietacomunismo.html .<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/societa\/14356-eros-barone-l-ideologia-della-casa-in-proprieta-e-le-catene-dorate-del-capitale.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/societa\/14356-eros-barone-l-ideologia-della-casa-in-proprieta-e-le-catene-dorate-del-capitale.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Eros Barone) I poeti vivono in un mondo immaginario, e cos\u00ec anche il signor Sax, il quale s&#8217;immagina che il padrone d&#8217;immobili abbia &#8220;raggiunto il grado supremo d&#8217;indipendenza economica&#8221; ed abbia &#8220;un ricovero sicuro&#8221;, &#8220;diverrebbe capitalista e sarebbe assicurato contro i pericoli della disoccupazione o dell&#8217;inabilit\u00e0 al lavoro dal credito immobiliare, che sarebbe a sua disposizione&#8221; ad ogni momento. 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