{"id":48830,"date":"2019-02-15T08:30:24","date_gmt":"2019-02-15T07:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48830"},"modified":"2019-02-15T05:17:30","modified_gmt":"2019-02-15T04:17:30","slug":"la-guerra-culturale-in-corso-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48830","title":{"rendered":"La guerra culturale in corso in Italia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Alessandro Pascale)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La guerra di cui si parla avviene nel campo della riscrittura ufficiale della Storia. Quello che Orwell aveva teorizzato in 1984 sta avvenendo in questo periodo storico in Italia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/personaggi\/mattarella_cremlino.jpg\" alt=\"mattarella cremlino\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MATTARELLA NON \u00c8 IL NOSTRO PRESIDENTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco pi\u00f9 di un mese fa Mattarella era osannato da tutti per il suo discorso democristiano di Capodanno. Nel giro di pochi giorni ha ricordato a tutti la sua vera natura, quella di un furbo squalo, servo della borghesia e dell&#8217;imperialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cBisogna difendere e preservare l&#8217;amicizia con la Francia\u201d<\/em>, dice Sergio Mattarella. Ed esprime tutta la sua inquietudine sulle tensioni diplomatiche in corso con Parigi, parlando di\u00a0<em>\u201cgrande preoccupazione per la situazione\u201d<\/em>\u00a0e chiedendo di\u00a0<em>\u201cristabilire subito il clima di fiducia\u201d<\/em>. [1] Mattarella non ha alcun interesse a sostenere la polemica sul franco CFA, n\u00e9 si esprime sulle rivolte popolari dei gilets jaunes che mettono a ferro e fuoco il Paese da oltre due mesi. Per lui l&#8217;UE e i suoi equilibri vengono prima degli interessi dell&#8217;Italia. Lo ha mostrato peraltro in maniera molto chiara nel piccolo \u201cgolpe\u201d del 27 maggio 2018, quando disse che gli interessi dei\u00a0<em>\u201crisparmiatori\u201d<\/em>\u00a0e degli\u00a0<em>\u201cinvestitori internazionali\u201d<\/em>\u00a0venivano prima dell&#8217;intero popolo italiano. [2]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa ha detto invece sul Venezuela e su quel Guaid\u00f2 autoproclamatosi presidente con l&#8217;appoggio di Washington e di Bruxelles? Sempre in polemica con la giusta linea \u201cneutralista\u201d del Governo (cosa di cui bisogna rendere merito al M5S), ha chiesto che l&#8217;Italia assumesse, con\u00a0<em>\u201csenso di responsabilit\u00e0 e chiarezza\u201d<\/em>, una\u00a0<em>\u201clinea condivisa con tutti gli alleati e i partner europei\u201d<\/em>. D&#8217;altronde ci tiene a ribadire che\u00a0<em>\u201cnon ci pu\u00f2 essere incertezza n\u00e9 esitazione nella scelta tra la volont\u00e0 popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato, e dall&#8217;altro la violenza della forza\u201d<\/em>. [3]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo: Caracas non \u00e8 mica Parigi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non stupisca infine il revisionismo di Stato sul \u201cgiorno del ricordo\u201d. L&#8217;ottica \u00e8 sempre la stessa: una retorica neo-irredentista, imperialista e nazionalista, con punte di razzismo anti-slavo e di spiccato anti-comunismo. Si potrebbe e dovrebbe ricordare agli smemorati che Mattarella fu ministro della Difesa del II governo D&#8217;Alema, avallando la guerra contro la Jugoslavia nel 1999 a cui il nostro Paese partecip\u00f2 attivamente, violando cos\u00ec l&#8217;art. 11 della nostra Costituzione Repubblicana. Ecco quanto ha detto Mattarella sulle foibe, ponendosi sulla scia delle menzogne pronunciate dai precedenti presidenti della Repubblica Ciampi e Napolitano:\u00a0<em>\u201cNon si tratt\u00f2 come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare, di una ritorsione contro i torti del fascismo. Perch\u00e9 tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni. Tanti innocenti colpevoli solo di essere italiani\u201d.<\/em>\u00a0[4]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo tema rimando ad una consolidata bibliografia ma mi permetto di citare anche un mio scritto,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/storia\/29545-le-foibe-e-il-10-febbraio-qgiorno-del-ricordoq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le foibe e il 10 febbraio. \u201cGiorno del ricordo\u201d<\/a>\u00a0[5], che credo mostri abbastanza bene la grande sceneggiata messa in atto dal Totalitarismo liberale [6] di cui Mattarella \u00e8 solo una marionetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta la narrazione di Mattarella pu\u00f2 essere messa a confronto con quanto riportato in quel saggio, che per fortuna sta ottenendo una grande diffusione, anche tra i circoli accademici. Finora non mi sono arrivate repliche significative se non insulti causati dai pregiudizi che voi, presidente Mattarella, avete contribuito ad instillare nelle menti del popolo italiano. Critiche insomma non propriamente esaltanti a livello di dialettica e di rigore scientifico. Aspetto di sentire se devo essere bollato come uno storico (con l&#8217;aggravante di essere pure insegnante) negazionista oppure se qualcuno debba chiedere scusa per aver mentito all&#8217;intero Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi aspetto d&#8217;altronde che il presidente si scusi. Di sicuro non \u00e8 il presidente che rappresenta me e la classe lavoratrice italiana, quindi non ci degner\u00e0 di attenzione, pi\u00f9 attento ad ascoltare le voci che arrivano da Washington e Bruxelles. Noi per\u00f2 andremo avanti, preparandoci alle possibili intemperie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resistiamo culturalmente e politicamente e impediamo la cancellazione della verit\u00e0 storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propongo qui una rassegna di testi e riflessioni utili ulteriori a mostrare meglio le ragioni di tanta acredine. Partiamo dalla recente uscita e proiezione sulla Rai in prima serata del film Red Land, diretto da Maximiliano Hernando Bruno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>RED LAND: L&#8217;ANALISI DI CLAUDIA CERNIGOI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito un estratto dalla recensione del film fatta da Claudia Cernigoi [7] :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl film sarebbe ufficialmente (cos\u00ec ha scritto Fausto Biloslavo sul\u00a0<em>Giornale<\/em>) ispirato al diario redatto da un cugino di Norma Cossetto, Giuseppe, che lo scrisse a 96 anni nel 2016, poco prima di morire (quindi a distanza di settant\u2019anni dagli eventi), ma in realt\u00e0 dei diari di Cossetto nel film non c\u2019\u00e8 nulla. Praticamente tutta la storia \u00e8 inventata di sana pianta, sono inseriti personaggi che non risultano nelle memorie dell\u2019epoca, ed altri personaggi appaiono con nomi cambiati (il professor Ambrosini, interpretato da Franco Nero, prestatosi dopo una carriera di tutto rispetto ad interpretare un dispensatore di luoghi comuni, che vive in un palazzo imponente e ricco come a Visinada non esistevano, dovrebbe essere il professore D\u2019Ambrosi di Cittanova, che aveva aiutato la vera Norma Cossetto per la sua tesi, ma non si comprende il motivo di cambiare il nome e la residenza di questo personaggio, se non per inserire una sorta di \u201ccoscienza\u201d nel paese in cui si svolgono i fatti). Non sono esistiti, inoltre (non ne fa cenno nessuno dei testimoni dell\u2019epoca) i componenti della famiglia di Carlo Visentrin (cognome che peraltro non esiste) che secondo il film si trovava a Trieste con Cossetto padre, ed i cui figli maggiori (Adria e Angelo) vengono descritti come i traditori che si uniscono ai partigiani comunisti e \u201ctitini\u201d: Angelo, un ragazzone poco sveglio che scrive slogan comunisti in un diario che nasconde sotto il materasso, sembra praticamente plagiato dalla sorella Adria, perfida amica d\u2019infanzia di Norma, che le lavorer\u00e0 contro (forse perch\u00e9 invidiosa dell\u2019amica?); e verr\u00e0 ammazzato perch\u00e9, pentitosi, voleva impedire ai \u201ctitini\u201d di portare via i prigionieri per \u201cinfoibarli\u201d; e poi c\u2019\u00e8 la figlia minore, Giulia, la ragazzina della bambola. N\u00e9, da quanto ci \u00e8 stato detto da una signora che i fatti li conosce davvero, si trovava in casa Cossetto la cugina Noemi, moglie del tenente Bellini che si trovava invece a Trieste col marito. Marito che torner\u00e0 in Istria con Giuseppe Cossetto assieme alle truppe nazifasciste (anche se nel film il loro ritorno \u00e8 appena accennato e descritto come se avessero affrontato il viaggio per conto proprio) ed i due verranno uccisi nei combattimenti per il ripristino del controllo del Reich sull\u2019Istria, la famosa Operazione Nubifragio (Wolkenbruch) che caus\u00f2 migliaia di morti, e che nel film, verr\u00e0 vagamente descritta con un incontro tra gerarchi nazisti; poi le immagini, lungi dal presentare le colonne blindate e corazzate che devastarono l\u2019Istria ed i suoi abitanti, rappresentano sparuti manipoli di militari nazisti che si muovono a piedi entrando nei villaggi di soppiatto per non farsi accorgere dagli abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto nel film praticamente tutti i fatti sono raccontati diversamente da come li abbiamo letti nelle varie ricostruzioni (che, va detto, sono gi\u00e0 esse tutte diverse tra di loro). N\u00e9 il film rende giustizia alla figura di Norma Cossetto, che sar\u00e0 anche stata una fanatica fascista (non lo si sa per certo), ma comunque non era una ragazzina trasognata ed a volte vagamente isterica come Selene Gandini la rende al pubblico (occupandosi pi\u00f9 a spalancare gli occhioni azzurri che a recitare una parte), ma una donna di 23 anni (all\u2019epoca a 23 anni le donne erano ben che adulte, sia che fossero contadine analfabete, sia che fossero acculturate come Norma), che aveva lasciato la casa paterna per andare a studiare a Gorizia gi\u00e0 nella prima adolescenza, ed a Padova, dove frequentava l\u2019universit\u00e0 era attiva in vari campi, sportivi ed associativi; inoltre aveva avuto un\u2019esperienza di insegnante nel liceo di Pisino pur non essendo ancora laureata. Una donna volitiva, la si sarebbe definita all\u2019epoca, che forse proprio per questo suo atteggiamento disinvolto ed indipendente aveva potuto mettersi in mostra al di l\u00e0 del fatto di avere avuto un padre fascista. Ma alla fine la figura di Norma Cossetto invece di essere centrale nel film sembra quasi una figura di contorno, che di fatto appare poche volte nel corso di tutta la vicenda\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CRITICA E L&#8217;APPELLO DI ALESSANDRA KERSEVAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo invece un estratto di quanto scrive sul film Alessandra Kersevan [8], con delle conclusioni e un appello finale pi\u00f9 che condivisibili:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl film \u00e8 costruito con metodo goebbelsiano, punta molto sull&#8217;emotivit\u00e0, non si preoccupa della coerenza ma dell&#8217;impatto psicologico; il punto di vista \u00e8 sempre quello degli italiani (e dei fascisti) per cui anche quando vengono dette delle frasi che sembrerebbero portare qualche elemento di informazione storica, la cosa viene subito superata dalla visione di un fatto tragico di segno contrario. La storia \u00e8 completamente decontestualizzata e nei particolari in buona parte inventata. Per spiegare meglio vale la pena citare quanto detto dal prof. Roberto Spazzali, in un libro pubblicato ancora nel 1990 addirittura dalla Lega Nazionale (i cui presidenti, come Luca Urizio, evidentemente non leggono neppure i libri che pubblicano): in Foibe. Un dibattito ancora aperto, a pag. 149, dopo avere accennato agli articoli del dicembre 1943 sul Corriere Istriano in merito al recupero della salma di Norma Cossetto, Spazzali scrive che \u00abl\u2019ampia letteratura di quegli anni e del dopoguerra dedicher\u00e0 un consistente spazio alla morte ed al rinvenimento di Norma Cossetto intrecciando ai fatti realmente accaduti incontrollate fantasie e presunte testimonianze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Nel film non si accenna a nessun altro contesto della guerra. Non esiste per esempio l&#8217;aggressione alla Jugoslavia nel 1941 da parte del Regio Esercito (che aveva fatto diventare il Friuli e la Venezia Giulia, con l&#8217;istria, zone di guerra), le centinaia di migliaia di morti che l&#8217;occupazione italiana fino all&#8217;8 settembre ha comportato per il popolo jugoslavo (un milione e mezzo comprendendo l&#8217;intera guerra e l&#8217;occupazione tedesca). Non esistono le rappresaglie, le fucilazioni di ostaggi, l&#8217;incendio di villaggi, la deportazione in campi di concentramento italiani di oltre 120 mila jugoslavi e la morte di almeno 7000 (donne, vecchi, bambini e uomini, di fame e malattie conseguenti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] I fascisti istriani vengono presentati in maniera edulcorata, fascisti \u201csolo perch\u00e9 se non avevi la tessera non lavoravi\u201d (il prof. Ambrosin, interpretato da Franco Nero, il quale negli anni Settanta aveva invece partecipato al film jugoslavo\u00a0<em>La battaglia della Neretva<\/em>); o fascisti \u201cper fedelt\u00e0 alla patria\u201d o \u201cal giuramento\u201d (il soldato che non vuole essere \u201cdisertore\u201d); o fascisti perch\u00e9 \u201ctutti gli italiani lo erano\u201d (lo dice la madre di Norma Cossetto); o fascisti perch\u00e9 il ruolo sociale lo imponeva (il padre di Norma Cossetto, podest\u00e0 del paese, camicia nera e gran possidente, sfruttatore di coloni \u201cslavi\u201d, cosa quest&#8217;ultima non detta). Non c&#8217;\u00e8 il minimo accenno ai circa 40 mila italiani giunti in Istria per esercitare un potere coloniale (gerarchi fascisti, carabinieri, finanzieri, segretari comunali, maestri, famiglie intere di agricoltori, dato che con l&#8217;Ente Tre Venezie l&#8217;Italia fascista aveva sottratto migliaia di ettari ai contadini sloveni e croati, assegnandoli a famiglie provenienti da altre regioni d&#8217;Italia). Di tutto questo non si fa cenno nel film. Invece in una scena particolarmente truce, il crudele partigiano slavo con stella rossa sul beretto fa uccidere un colono, ne fa stuprare la figlia dai suoi sgherri e poi lui stesso la moglie, solo perch\u00e9 il colono aveva detto di essere stato sempre trattato bene dal padrone (fascista). Gli sceneggiatori del film non possono sapere, ottenebrati dal loro razzismo, che i partigiani jugoslavi ottennero una grande adesione di popolo proprio perch\u00e9 furono particolarmente bravi proprio nella propaganda politica, nello spiegare a chi aveva ancora una mentalit\u00e0 \u201cservile\u201d la necessit\u00e0 di ribellarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel film, insomma, c&#8217;\u00e8 un completo ribaltamento storico tra carnefici (i fascisti italiani) e le vittime (civili e partigiani jugoslavi) che vengono rappresentati come aggressori assetati di sangue e di vendetta, mentre stavano combattendo una strenua lotta per la loro sopravvivenza, dato che il fascismo aveva decretato la loro eliminazione (bonifica nazionale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]\u00a0<em>Red Land<\/em>\u00a0\u00e8 un film di pura propaganda fascista, basato su stereotipi anticomunisti e razzisti antislavi, sullo stravolgimento della realt\u00e0 storica per riabilitare il fascismo distruggendo l&#8217;immagine della Resistenza antinazifascista, e soprattutto del contributo dei comunisti. La cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che un film di pura propaganda fascista sia coprodotto dalla RAI, quindi al di l\u00e0 dell&#8217;inesistente valore storico-artistico e del pi\u00f9 o meno scarso successo di pubblico, verr\u00e0 proiettato pi\u00f9 volte dalla RAI e probabilmente da altri canali televisivi, venendo visto comunque da milioni di persone; con l&#8217;appoggio della potente lobby delle associazioni degli esuli avr\u00e0 sicuramente la massima diffusione in circoli, manifestazioni di vario tipo e forse nelle scuole (anche se perlomeno la estrema crudezza di tante scene comporterebbe di vietarne la visione ai ragazzi). Quindi non dobbiamo affatto sottovalutarne l&#8217;impatto sulla coscienza della gente. Intanto a Udine viene proiettato in un cinema come il Visionario, che \u00e8 stato uno dei luoghi culturali della sinistra e dell&#8217;antifascismo. Io credo che si debba cercare di mobilitare il pi\u00f9 possibile tutto l&#8217;antifascismo che rimane. Udine, 27 novembre 2018 Alessandra Kersevan\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA STORIA DI NORMA COSSETTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quale non fu assassinata per essersi rifiutata di essere jugoslava e comunista. I suoi assassini non furono soldati dell\u2019esercito di liberazione jugoslavo. Questo scrive Francesco Cecchini che racconta indirettamente la vera storia della protagonista del film<em>\u00a0Red Land<\/em>\u00a0[9]:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNorma Cossetto a 24 anni fu uccisa e infoibata ad Antignana, il 4 o 5 ottobre 1943. Qualsiasi tragica morte suscita orrore, e Norma Cossetto, per la sua orrenda morte, merita onore e ricordo. Concetto Marchesi, comunista e rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, conferendogli nel 1947 una laurea honoris causa e Azeglio Ciampi decorandola con una medaglia doro hanno onorato la sua memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la verit\u00e0, per\u00f2, merita rispetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Norma Cossetto era iscritta alla Giovent\u00f9 Universitaria Fascista in Istria e figlia di Giuseppe Cossetto un ricco possidente fascista, che fu anche Commissario governativo delle Casse Rurali della Provincia dIstria, che espropri\u00f2 centinaia contadini slavi dell&#8217;Istria delle loro terre. Ad assassinarla non furono partigiani slavi, ma degli italiani. Il Circolo Norma Cossetto, qualche anno fa, pubblic\u00f2 un documento nel quale si afferma che Norma fu invitata a presentarsi al Comando partigiano del luogo, fu interrogata e rilasciata. In seguito per\u00f2 cadde nelle mani di alcuni italiani, tre o quattro, dei cani sciolti, che la condussero a Parenzo, da dove fu portata ad Antignana, violentata, uccisa e infoibata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costoro furono presi da fascisti italiani alla fine dellottobre 1943 e, insieme con altri, per lo pi\u00f9 innocenti e tutti italiani, in tutto diciassette, furono massacrati a raffiche di mitra, senza alcun processo e furono gettati nella stessa foiba di Norma Cossetto. Il corpo di Norma Cossetto, stando al verbale dei Vigili del Fuoco di Pola che lo estrassero, si presentava intatto, senza segni di sevizie. Inoltre vi \u00e8 la testimonianza di Arnaldo Harzarich Vigili del fuoco di Pola, che si trova in Foibe di Papo, ed \u00e8 citata anche nel<em>\u00a0Bollettino dell&#8217;Unione degli Istriani<\/em>\u00a0n. 28, sett. dic. 1998, pag. 5, che conferma il verbale dei Vigili del Fuoco di Pola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soltanto dopo, in una serie infinita di ricostruzioni, peraltro contraddittorie, si cominci\u00f2 a parlare di torture, di seni ed organi genitali straziati, etc., etc. Anche lo storico triestino Roberto Spazzali, nel suo lavoro Foibe, un dibattito ancora aperto edito nel 1996 dalla Lega Nazionale di Trieste, dunque da un&#8217;associazione non partigiana, ha scritto:\u00a0<em>\u201cL&#8217;ampia letteratura di quegli anni e del dopoguerra dedicher\u00e0 un consistente spazio alla morte e al rinvenimento di Norma Cossetto, intrecciando incontrollate fantasie e presunte testimonianze\u201d<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UN FILM DA TOTALITARISMO LIBERALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abLe idee dominanti sono le idee della classe dominante\u00bb<\/em>\u00a0(Karl Marx)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungo due parole, perch\u00e9 ho l&#8217;impressione che quel che si stia sottovalutando \u00e8 la natura schiettamente imperialista di una tecnica borghese di egemonia culturale, ossia la sua funzionalit\u00e0 ad un&#8217;ottica di naturalizzazione dell&#8217;ideale di un popolo italiano superiore agli altri. Si sta da un lato dando un&#8217;immagine edulcorata del fascismo, dall&#8217;altro attaccando il comunismo, ma, peggio ancora, si sta alimentando il razzismo verso gli slavi, rafforzando un&#8217;ideologia xenofoba e nazionalista nella costruzione dell&#8217;identit\u00e0 nazionale delle nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le caratteristiche del nostro Stato sono le seguenti: imperialista, borghese, liberale, reazionario, classista e anti-comunista. L&#8217;obiettivo del regime \u00e8 forgiare un senso comune popolare fondato su tali corrispondenti idee, mascherando le contraddizioni con i principi della Costituzione o attraverso palesi menzogne, o tentando di cambiare la Costituzione stessa (e ci stanno provando spesso negli ultimi anni, anche se l&#8217;ultima gli \u00e8 andata male) eliminando il vincolo formale del liberalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ulteriore contraddizione, sempre pi\u00f9 palese per quanto mascherata, \u00e8 la totale subalternit\u00e0 di questo Stato ai voleri di Washington e Bruxelles. L&#8217;Italia \u00e8 una semi-colonia statunitense che cerca di partecipare al banchetto prendendosi qualche fettina sostanziosa. L&#8217;imperialismo italiano storicamente ha avuto due direttive strategiche classiche: Africa e Balcani. Sappiamo che l&#8217;Italia mantiene enormi interessi finanziari nelle regioni della ex-Jugoslavia. Credo che Red Land chiuda bene questo quadro. \u00c8 un film degno del \u201ctotalitarismo liberale\u201d attuale, mostrandosi come una squallida ma potente tecnica imperialista per mantenere e rafforzare la propria egemonia culturale borghese. Abbiamo tutti gli strumenti culturali per reagire azzerando tale manovra. Non abbiamo per\u00f2 la forza politica, sociale, economica, mediatica di raggiungere la gran parte del popolo senza un intervento scientificamente organizzato e coordinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UNA MORALE E UN \u201cRICORDO\u201d ALTERNATIVI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sofista Callicle (personaggio verosimilmente letterario e fittizio, forgiato dalla penna aristocratica di Platone, ma tant&#8217;\u00e8) negava empiricamente l&#8217;ottimismo antropologico di Socrate, smentendo retoricamente l&#8217;equazione tra conoscenza e virt\u00f9 invocando l&#8217;egoismo come via per la ricerca della felicit\u00e0. Non mi stupirei quindi se ci fosse qualcuno che pur conoscendo la Storia alla perfezione, parteggi apertamente per gli oppressori. Gli eredi del \u201cvitalismo\u201d nietzschiano e dannunziano, tra cui i fascisti e non pochi borghesi, sono capaci di questo ed altro. Credo quindi opportuno fare anche alcune considerazioni morali, da contrapporre alla morale razzista della borghesia stracciona che ci ritroviamo in questo Paese e che sempre pi\u00f9 sta egemonizzando vasti strati popolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 del fenomeno contestato delle foibe occorre ribadire il bilancio bellico finale nella regione jugoslava, che ha visto morire 15 mila italiani a fronte di un milione di slavi (uno e mezzo secondo le stime riportate sopra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Italia ha avuto un ruolo da protagonista in questo massacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se volete commemorare i \u201cnostri\u201d morti fate pure. La stragrande maggioranza erano fascisti e non li considero \u201cmiei\u201d simili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considero pi\u00f9 vicini a me le centinaia di migliaia di proletari morti ingiustamente e senza colpe in Jugoslavia. Pi\u00f9 di tutti sento a me vicini i comunisti guidati da Tito, che sono stati i pi\u00f9 coerenti oppositori dell&#8217;oppressione nazifascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sento pi\u00f9 vicino a chi subisce un&#8217;oppressione e un&#8217;ingiustizia storica. Non a chi ha pagato, il pi\u00f9 delle volte giustamente, per le proprie colpe di oppressori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abChiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ci\u00f2 che ha fatto e specialmente di ci\u00f2 che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia piet\u00e0, di non dover spartire con loro le mie lacrime\u00bb. (Antonio Gramsci, da\u00a0<em>Odio gli indifferenti<\/em>, 1917)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo giorno ricordiamo le vittime del fascismo italiano in Jugoslavia, compresi gli oltre 7000 militari italiani caduti combattendo nelle fila della Resistenza Jugoslava guidata dai comunisti. E piantiamola con questa vergognosa rimozione storica dei crimini commessi dal nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Smrt fazismu \u2013 Slaboda narodu!<\/em><br \/>\n(\u00ab<em>Morte al fascismo \u2013 Libert\u00e0 al popolo<\/em>\u00bb)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi permetto ora di aggiungere alcune storie raccolte negli ultimi giorni, per far capire meglio, concretamente, chi abbiamo ricordato, noi che abbiamo davvero memoria.<\/p>\n<p><strong>NOI RICORDIAMO STJEPAN FILIPOVIC<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/articoli\/pascale_guerraculturaleincorso_01.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/articoli\/pascale_guerraculturaleincorso_01.jpg\" alt=\"pascale guerraculturaleincorso 01\" width=\"150\" height=\"237\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stjepan Filipovi\u0107 nasce il 27 gennaio 1916 a Opuzen (Fort&#8217;Opus), allora nel Regno di Dalmazia. Quando era piccolo, la sua famiglia si trasfer\u00ec a Kragujevac, Serbia, dove all&#8217;epoca l&#8217;Industria bellica assumeva lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1937 assieme al fratello Nikola si un\u00ec al movimento dei lavoratori, ma nel 1939 fu arrestato e condannato a un anno di prigione. Nel 1940 entr\u00f2 nella Lega dei Comunisti di Jugoslavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1941 divent\u00f2 comandante di un&#8217;unit\u00e0 partigiana. Fu catturato il 24 febbraio 1942 dalle forze dell&#8217;Asse e fu impiccato a Valjevo il 22 maggio 1942.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco prima di morire [vd foto] alz\u00f2 le braccia e grid\u00f2 \u00ab<em>Morte al fascismo, libert\u00e0 al popolo!<\/em>\u00bb (\u00ab<em>Smrt fa\u0161izmu, sloboda narodu!<\/em>\u00bb), slogan gi\u00e0 esistente ma che in questo modo fu reso famoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suo fratello Simun, civile, fu giustiziato l&#8217;anno precedente, assieme ai 3.000 civili di Kragujevac dalle truppe naziste. Essendo la famiglia di origine croata, Simun avrebbe potuto salvarsi, ma decise di tacere e di morire insieme ai suoi concittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 dicembre 1949 fu proclamato Eroe popolare dalla Jugoslavia. La citt\u00e0 di Valjevo gli ha dedicato una statua. Un&#8217;altra statua, eretta a Opuzen nel 1968, fu abbattuta nel 1991. [10]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La controrivoluzione borghese, fomentata dall&#8217;imperialismo occidentale, nel 1991 era riuscita a distruggere la Jugoslavia socialista.<\/p>\n<p><strong>NOI RICORDIAMO LEPA RADIC<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/articoli\/pascale_guerraculturaleincorso_02.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/articoli\/pascale_guerraculturaleincorso_02.jpg\" width=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lepa Svetozara Radi\u0107 (Ga\u0161nica, 19 dicembre 1925 \u2013 Bosanska Krupa, 8 febbraio 1943) \u00e8 stata una partigiana e antifascista jugoslava di etnia serba bosniaca, membro dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale, insignita postuma dell&#8217;Ordine dell&#8217;Eroe popolare il 20 dicembre 1951, per il suo ruolo nel movimento di resistenza contro le potenze dell&#8217;Asse, diventando la persona pi\u00f9 giovane a riceverlo all&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce il 19 dicembre 1925 nel villaggio di Gasnica vicino a Bosanska Gradi\u0161ka. Dopo aver conseguito gli studi alla scuola elementare nella vicina Bistrica, frequenta la Scuola per l&#8217;artigianato femminile a Bosanska Krupa e completa gli studi alla scuola di Bosanska Gradi\u0161ka. Come alunna, Lepa si distingue per laboriosit\u00e0 e seriet\u00e0, dimostrandosi inoltre interessata alla letteratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sviluppa le sue posizioni politiche sotto la forte influenza di suo zio Vladeta Radi\u0107, il quale era coinvolto nel movimento operaio. Diviene membro della Lega della Giovent\u00f9 Comunista di Jugoslavia (SKOJ), e infine si unisce al Partito Comunista di Jugoslavia nel 1941 all&#8217;et\u00e0 di 15 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 aprile 1941, dopo il successo dell&#8217;invasione della Jugoslavia, le potenze dell&#8217;Asse instaurano sul territorio uno Stato fantoccio chiamato Stato Indipendente di Croazia, che, in particolare, si estendeva su Bosanska Gradi\u0161ka e dintorni. Nel novembre del 1941 Lepa Radi\u0107 e altri membri della famiglia vengono arrestati dall&#8217;organizzazione fascista croata Ustascia, ma con l&#8217;aiuto di alcuni partigiani sotto copertura, lei, insieme a sua sorella Dara, riescono a fuggire dal carcere il 23 dicembre 1941. Subito dopo la fuga, Lepa decide di arruolarsi nella 7\u00aa compagnia, 2\u00b0 Distacco Krajiski.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel febbraio del 1943 Lepa Radi\u0107 \u00e8 la responsabile del trasporto dei feriti nella battaglia della Neretva a un rifugio a Grmech. Durante i combattimenti contro la 7. SS-Freiwilligen-Gebirgs-Division &#8220;Prinz Eugen&#8221; viene catturata e trasferita a Bosanska Krupa dove, dopo aver subito torture per diversi giorni nel tentativo di estrarle informazioni, viene condannata a morte per impiccagione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei suoi ultimi momenti sul patibolo, i tedeschi si offrirono di risparmiarle la vita, in cambio dei nomi dei leader e dei membri del Partito Comunista del suo gruppo, offerta che rifiut\u00f2 con le parole:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abNon sono una traditrice del mio popolo. Coloro di cui mi chiedete, si riveleranno quando riusciranno a spazzare via tutti voi malfattori, fino all&#8217;ultimo uomo\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue ultime parole, gridate sul patibolo, con il cappio al collo, furono queste:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abLunga vita al Partito Comunista e ai partigiani, combattete, gente, per la vostra libert\u00e0! Non vi arrendete ai malfattori! Sar\u00f2 uccisa, ma c&#8217;\u00e8 chi mi vendicher\u00e0!\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando venne giustiziata aveva compiuto da poco 17 anni. [11]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sono gli eroi che abbiamo ricordato nella giornata del 10 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha avuto la pazienza di leggere tutti i testi non pu\u00f2 avere dubbi sulla gigantesca campagna di revisionismo storico in atto. Tale campagna \u00e8 guidata dallo Stato, con la pressoch\u00e9 unanimit\u00e0 di tutto schieramento politico attuale, maggioranze e opposizioni. Credere che le forze politiche o il presidente della Repubblica non se ne rendano conto o non ne siano consapevoli \u00e8 una puerilit\u00e0. Ne sono perfettamente consapevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in corso una lotta, anzi una vera e propria\u00a0<strong>guerra culturale<\/strong>, in cui si mettono all&#8217;indice e si denunciano gli storici che fondano la verit\u00e0 sulla ricerca scientifica invece che sulla propaganda politica. Siamo di fronte ad una nuova Inquisizione \u201claica\u201d che ricorda molto il puzzo di fascismo. L&#8217;anno scorso al Liceo \u201cPasteur\u201d di Roma la dirigente scolastica ha fatto venire la polizia a scuola per \u201ccontrollare\u201d una conferenza della storica Alessandra Kersevan su foibe e revisionismo. Il tutto tra lo sgomento e le proteste del corpo docente. In una lettera alcuni docenti e lavoratori ATA di quel liceo conclusero cos\u00ec:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi stanno introducendo cambiamenti di indirizzo culturale che contraddicono una tradizione di chiarezza riguardo al confine tra il ruolo dell\u2019educatore e quello delle forze dell\u2019ordine: una cultura repressiva che rischia di confondere lo stesso docente. Una scuola che ha paura e che scoraggia la libera ricerca, non \u00e8 una scuola critica e antifascista\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendere coscienza che c&#8217;\u00e8 una lotta in atto \u00e8 il primo passo. Prendere parte alla lotta \u00e8 un dovere morale, politico, civico, perfino scientifico e democratico. Tutti, anche gli studenti e gli insegnanti, devono prendere posizione in ogni maniera. I sindacati di classe, il mondo associazionistico, le organizzazioni politiche dovrebbero essere in prima fila per cercare di mobilitare le forze moralmente sane rimaste in questo Paese. Altri episodi mostrano come gli insegnanti stiano assistendo alla riaffermazione, anche nel corpo docente, di sentimenti di antipatia verso le iniziative sulla Memoria antifascista (da non confondere con quelle del \u201cricordo\u201d). C&#8217;\u00e8 molta preoccupazione e servirebbe un&#8217;avanguardia che lanci una mobilitazione di massa coinvolgendo la massima unit\u00e0 di forze ancora possibile. L&#8217;ANPI dovr\u00e0 scegliere cosa fare: arrendersi significa favorire il mantenimento dell&#8217;istituzionalizzazione del revisionismo storico, ossia favorire la costruzione della \u201cverit\u00e0 storica Statale\u201d. Anche l&#8217;inazione e l&#8217;indifferenza significano consentire che la Storia sia scritta dallo Stato. Ad ognuno la propria scelta sul da farsi.<\/p>\n<p><strong>Alessandro Pascale<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[1]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Redazione,\u00a0<em>Tensione con la Francia, Mattarella: \u201cDifendere l&#8217;amicizia con Parigi\u201d. Ma i 5S alimentano lo scontro, La Repubblica (web)<\/em>, 7 febbraio 2019, disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/02\/07\/news\/tensione_con_la_francia_salvini_sono_pronto_a_incontrare_macron_-218557752\/\">https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/02\/07\/news\/tensione_con_la_francia_salvini_sono_pronto_a_incontrare_macron_-218557752\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[2]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Intellettuale Collettivo, Mattarella e la sovranit\u00e0 limitata dell&#8217;Italia, Youtube.com, 28 maggio 2018, disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HCMjdr_30lM&amp;t=1s\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HCMjdr_30lM&amp;t=1s<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[3]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Redazione,\u00a0<em>Venezuela, l&#8217;Europa riconosce Guaid\u00f2. Mattarella: linea condivisa con l&#8217;Ue. Salvini: stiamo facendo brutta figura, Il Messaggero (web)<\/em>, 4 febbraio 2019, disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/mondo\/venezuela_paesi_europei_riconoscono_maduro-4276805.html\">https:\/\/www.ilmessaggero.it\/mondo\/venezuela_paesi_europei_riconoscono_maduro-4276805.html<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[4]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Redazione, Foibe,\u00a0<em>Mattarella: \u201cNo ai negazionismi, non fu una ritorsione contro i torti del fascismo. Bisogna proteggere l&#8217;ideale europeo\u201d, La Repubblica (web)<\/em>, 9 febbraio 2019, disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/02\/09\/news\/foibe_mattarella_no_ai_negazionismi_non_fu_una_ritorsione_contro_i_torti_del_fascismo_-218708098\/\">https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/02\/09\/news\/foibe_mattarella_no_ai_negazionismi_non_fu_una_ritorsione_contro_i_torti_del_fascismo_-218708098\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[5]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A. Pascale,\u00a0<em>Le foibe e il 10 febbraio. \u201cGiorno del ricordo\u201d<\/em>, \u201cMarx21.it\u201d, 7 febbraio 2019, disponibile su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/storia\/29545-le-foibe-e-il-10-febbraio-qgiorno-del-ricordoq\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/storia\/29545-le-foibe-e-il-10-febbraio-qgiorno-del-ricordoq<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[6]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sul tema rimando a A. Pascale,<em>\u00a0Il Totalitarismo \u201cliberale\u201d. Le tecniche imperialiste per l&#8217;egemonia culturale<\/em>, La Citt\u00e0 del Sole, Napoli 2019.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[7]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C. Cernigoi,\u00a0<em>RED LAND-ROSSO ISTRIA: una recensione<\/em>, \u201cDiecifebbraio.info\u201d, 4 dicembre 2018, disponibile su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.diecifebbraio.info\/2018\/12\/5235\/\">http:\/\/www.diecifebbraio.info\/2018\/12\/5235\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[8]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A. Kersevan,\u00a0<em>Resoconto dopo la visione (molto sofferta&#8230;) del film RED LAND<\/em>, \u201cDiecifebbraio.info\u201d, 27 novembre 2018, disponibile su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.diecifebbraio.info\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Recensione-Red-Land.pdf\">http:\/\/www.diecifebbraio.info\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Recensione-Red-Land.pdf<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[9]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 F. Cecchini, 10 febbraio,\u00a0<em>Norma Cossetto in Veneto e a Montebelluna<\/em>, \u201cAncorafischiailvento.org\u201d, 7 febbraio 2019, disponibile su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ancorafischiailvento.org\/2019\/02\/07\/10-febbraio-norma-cossetto-in-veneto-e-a-montebelluna\/?fbclid=IwAR1PRudx8D8G7oqFy_W96htR33NSEQslSFnrDELIP6OxL14CQBoOrzSqtTg\">http:\/\/www.ancorafischiailvento.org\/2019\/02\/07\/10-febbraio-norma-cossetto-in-veneto-e-a-montebelluna\/?fbclid=IwAR0cnFPr_EEl_qVbjamaJvJ8ThLvMP8armtulvbBsARwylQXmSDqdkrHJVc<\/a>. Per approfondimenti si consiglia il lavoro C. Cernigoi,\u00a0<em>Il caso Norma Cossetto, La Nuova Alabarda e la Coda del Diavolo<\/em>, supplemento al n\u00b0 266, 6 marzo 2011, disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.diecifebbraio.info%2Fwp-content%2Fuploads%2F2012%2F01%2FCasoNormaCossetto.pdf%3Ffbclid%3DIwAR3JWbBqXEbdW4VijWroZ9DLed0KfAvczMPx8I7gUYK1FVmtaFfk4AnhJVw&amp;h=AT2MajRlrAd7eeM5-6YNx9JEaPfTpTFfwyKt-2_qY6Izku_wzoeh3Up5b5841jitu89izCV-SXxOYFEDq5Wgcmuh6jBt4O0a53uA-b87Fm1ZBd03bQIcd1CM2jvdS-I\">http:\/\/www.diecifebbraio.info\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/CasoNormaCossetto.pdf<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[10]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Wikipedia,\u00a0<em>Stjepan Filipovi\u0107<\/em>, disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FStjepan_Filipovi%25C4%2587%3Ffbclid%3DIwAR0eyeXRchsdAhqtI9_sVHAhCNsUJljf4ZqFThfngtCO2Z7J0oIT2U4LbGE&amp;h=AT25KZpzXXD1Ytv4tHQ3uZrNgFkNvEAliFjvU8zXczcFzSZ_JALcrehTuqIlwYoEmNrfoIhGF_uairYc2JhR97CkyDdFvVyMOfueGETkEkNe3ZAJG9yjUI-F3U5v4g4va-bQ6jsz7-zDXhJcaOHV24-45biQ7W8xXVZX75vsmT4VUd1RB5aonM-IZv4CnvI-HUitFQjp-wZ2Vje5-wcx0Vo_xpsTjGG_rQ6esl6_twKJPr68y3FlMVUU5-pPFFh__VNy1PmIrJcLEPslakwtleAbqYkTYP5t-AG7K_X8wqWZN9xuKVighXfDeZHR7SfPHnH210XrhLna1MmqciAam8Mjyf9IX4GKHnQafY2QpbTPid8J5fOGABCx-_sAYzjX3gqWTM3CGfener7x2M7UQnTptXDQ5EQ3qBMPS04SeXCe2Ihaby4ieoYdp-GzR4OZQbsmlmj_fP64O8DzKkIbawwp9aI9smtBPITQP8Mh3vFMztF2_HW9diONrSo7opWC5wm3Ox9mv4IOgVywuM-Y114Fr5Eluee4oyLhWDnqsjTUXDpF8pHtI-rDqWgu8koL8KKE6BjtBsuRcN4H_QEFVjPmXLE7GZxIWIg-ldKmqPADl1N7eWVftPGnWArC\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stjepan_Filipovi%C4%87<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">[11]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Wikipedia,\u00a0<em>Lepa Svetozara Radi\u0107<\/em>, disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLepa_Radi%25C4%2587%3Ffbclid%3DIwAR0PDPGOJeueTm9_yDIDWpSoYP80npq4pVbT478x2J7wMTGSZKc46It7jUA&amp;h=AT0lmevBYqc_gVvZhCXwd0wHqEYNGhwf4jzmNVIbH153h_eEnUZ19KlK5YLGc4L5T4wkWZiEz9FixEsV5DRabgy3hEmEyC_1iCJjaJPxz9vro1wXCu0s6SIG7ETlKstCCMZuDiYhVjISH0GbzInabYVBlHJ7a11Jl8jd5BtD6vsDmFn3_aHFCLTdaSIqEe5nYeGW9e32q3y_ZPKLkPz--XKFTXWh1ag2pCL3ONvTwx1q_ueys3O8nA-duGn6k0tCEmsdt3tkAdZMBLnYtrWrXm0yUmL0rxELux7cAI6-8tyAXmViMI6FH8CLs2A1refg7VMc-lDkpRmkekiAF_Ljkvmc2lX_lAN8BQXaPbESick4k1DybJKDGXpxeyHfR60RFZY-osrfy9Jx_mE-5Xjp3HLXc89rHz279pwMWfq3VG9_3ziW71pG_Np0oRfhCezLpWr0QPCPq59KhHPoympQtpcs7DxxpOqo2vM5MJMtKosg685oMCtFUEX5pAU6CheGe9Y0WXtQfaVLmxucmIMohsvYwnAEcV6XdzThBh7yxpBieyVsJnT6O5Y6iN15SO1IYs8iGjIUcQbmXWMxLvaTCW3dIzPaHos2eLcQG7e5VIRmavV6AkinoA\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lepa_Radi%C4%87<\/a>\u00a0.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29554-la-guerra-culturale-in-corso-in-italia\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29554-la-guerra-culturale-in-corso-in-italia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Alessandro Pascale) La guerra di cui si parla avviene nel campo della riscrittura ufficiale della Storia. Quello che Orwell aveva teorizzato in 1984 sta avvenendo in questo periodo storico in Italia. MATTARELLA NON \u00c8 IL NOSTRO PRESIDENTE Poco pi\u00f9 di un mese fa Mattarella era osannato da tutti per il suo discorso democristiano di Capodanno. 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