{"id":48849,"date":"2019-02-15T08:00:56","date_gmt":"2019-02-15T07:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48849"},"modified":"2019-02-15T05:48:04","modified_gmt":"2019-02-15T04:48:04","slug":"la-secessione-reale-e-il-cigno-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48849","title":{"rendered":"La secessione reale e il \u201cCigno nero\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONTROPIANO (Sergio Cararo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/contropiano.org\/img\/2019\/02\/Europa-a-4-720x300.png\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica si \u00e8 svegliata come al solito troppo tardi. Il processo che pu\u00f2 portare alla secessione reale del nostro paese ha macinato gi\u00e0 parecchi chilometri e consensi, soprattutto nel Nord. Fermarlo non sar\u00e0 un pranzo di gala, ma non ci si pu\u00f2 in alcun modo sottrarre alla necessit\u00e0 di provarci, con ogni mezzo necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon c\u2019\u00e8 nessuno slittamento. I testi sono pronti e li porto in Consiglio dei Ministri. Restano dei nodi politici sui quali discutere\u201d. La conferma \u00e8 venuta dal ministro per gli Affari Regionali Erika Stefani (Lega, ndr) relativamente al testo per l\u2019autonomia rafforzata del Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Per il ministro \u201c il regionalismo differenziato \u00e8 la chiave di volta per le regioni. \u00c8 un\u2019occasione da cogliere e non \u2013 conclude \u2013 un pericolo da scampare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fa eco uno dei caterpillar della secessione reale: \u201cC\u2019\u00e8 finalmente un documento finale sulla autonomia che, se fosse confermato avere i contenuti proposti dal Veneto, per noi \u00e8 immediatamente sottoscrivibile\u201d, ha detto il presidente del Veneto,\u00a0Luca Zaia, dopo l\u2019annuncio dato dal ministro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019onda nefasta dei danni provocati dal governi di centro-sinistra che misero mano al Titolo V della Costituzione e dei governi di centro-destra intrisi dalla Devolution leghista, potrebbe arrivare a sintesi con un governo diverso da quelli che lo hanno preceduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 lo stato delle cose. Venerdi 15 febbraio \u00e8 stata convocata a Montecitorio una manifestazione di una alleanza di forze sociali, sindacali e politiche su impulso della Usb, che si oppongono al cosiddetto \u201cregionalismo differenziato\u201d, rivendicando al contrario un criterio di uguaglianza dei diritti su tutto il territorio nazionale e una distribuzione delle risorse che lo tuteli e non lo distrugga. Il nostro giornale, inascoltato, <strong><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2019\/01\/29\/la-secessione-dei-ricchi-diventera-legge-mobilitazione-a-montecitorio-0111864\">aveva suonato l\u2019allarme da tempo<\/a><\/strong>. Da gennaio del 2018 abbiamo messo in circolazione una serie di articoli, documenti, intuizioni che provavano a indicare un processo dalle conseguenze politiche, sociali, economiche inquietanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo provare nuovamente a segnalare i problemi che, a nostro avviso, perimetrano l\u2019origine e le ripercussioni di questo processo di disgregazione del paese:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A) Da tempo nelle tre regioni di quella che abbiamo definito \u201cla Baviera del Sud\u201d (Lombardia, Nordest, Emilia Romagna) si concentra non solo quasi il 50% del Pil dell\u2019intero paese, ma si concentra anche l\u201980% del valore aggiunto e dell\u2019export. Nelle analisi internazionali sulle realt\u00e0 a capitalismo avanzato che contano di pi\u00f9 \u2013 in termini di produzione, tecnologie, servizi avanzati, occupazione etc. \u2013 questa \u201cregione allargata\u201d viene presa come parametro per l\u2019intera Unione Europea insieme ad altre macroregioni simili: Rhone Alpes (Francia), Baden Wuttemberg (Germania), Catalogna (Spagna).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">B) Dentro <strong><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2019\/01\/07\/scricchiola-il-modello-neoliberista-persino-in-europa-0111228\">l\u2019ultima fase della crisi<\/a><\/strong>, quella iniziata nel 2008, il sistema produttivo italiano ha subito un\u2019ulteriore e feroce selezione. Le imprese sopravvissute ai brutali processi di concentrazione\/internazionalizzazione, sono quelle che si sono legate alla filiera produttiva tedesca in una posizione di subfornitura. Contestualmente si \u00e8 realizzato quel processo che abbiamo definito come \u201ccannibalismo industriale\u201d, nel quale molte aziende italiane sono state acquisite da gruppi internazionali non per essere ristrutturate, ma per essere via via smantellate e per acquisire esclusivamente la loro quota sul mercato \u201citaliano\u201d. Non solo. La destrutturazione sistematica dei sistemi formativi nel nostro paese e lo stato miserrimo della ricerca, \u00e8 la causa voluta e conclamata di quella che viene liquidata come \u201cfuga dei cervelli\u201d dall\u2019Italia verso il cuore economico, scientifico e tecnologico nel centro-nord Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C) Questo processo di destrutturazione produttivo, ha prodotto conseguenze anche sul piano territoriale e sociale. Le tre regioni che su molte materie strategiche puntano alla totale autonomia dallo Stato centrale, da tempo vengono attratte da sorta di \u201cmagnete\u201d intorno alla Germania. Da qui la definizione di Baviera del Sud. Ma, si badi bene, non \u00e8 una deformazione impazzita del processo di integrazione europea, \u00e8 un effetto voluto e fisiologico. Cos\u00ec come il nucleo \u201ccarolingio\u201d concentra le risorse e indebolisce i paesi periferici \u2013 adesso ratificato dal <strong><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/interventi\/2019\/01\/24\/il-trattato-franco-tedesco-nella-crisi-europea-0111719\">Trattato di Aquisgrana<\/a><\/strong> tra Germania e Francia \u2013 a loro volta le aree ricche dei paesi periferici si concentrano e assumono sempre pi\u00f9 poteri nel quadro della governance multivello dell\u2019Unione Europea, a totale discapito del resto dei loro paesi. Anzi fungono a loro volta da \u201cmagnete interno\u201d nel drenare risorse economiche e umane, sottraendole al ruolo re-distributore e di coesione sociale dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D) E\u2019 evidente che le conseguenze di questo processo non saranno leggibili nell\u2019immediato, ma una volta che saranno fatti compiuti \u2013 per cui reversibili solo attraverso scelte traumatiche \u2013 la disgregazione del paese che \u00e8 venuto determinandosi nell\u2019ultimo secolo e mezzo diventer\u00e0 reale. Intorno al magnete delle regioni ricche verr\u00e0 scomposto e subordinato tutto il resto del territorio, non solo il Meridione o l\u2019area metropolitana di Roma Capitale, ma anche le aree di crisi del vecchio triangolo industriale come Piemonte e Liguria. Insomma uno strattonamento molto brusco dagli esiti politici, sociali ed economici estremamente inquietanti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E) Su questo processo si va delineando per\u00f2 un \u201c<strong><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2019\/02\/07\/i-tedeschi-scoprono-che-il-loro-modello-e-fallito-0112194\">cigno nero<\/a><\/strong>\u201d, un imprevisto che gi\u00e0 facendo sentire i suoi effetti sull\u2019economia italiana in recessione. La locomotiva tedesca, come abbiamo documentato nelle scorse settimane, sta rallentando e di parecchio. Chi ha reso subalterno il sistema economico, industriale, tecnologico dell\u2019Italia a questa locomotiva, collocandosi in una filiera fortemente asimmetrica, potrebbe vedersi sballare tutti i propri conti. Una accelerazione sulla concentrazione e distribuzione asimmetrica delle risorse del paese intorno alle tre regioni pi\u00f9 ricche, non potrebbe inoltre che avere effetti devastanti che si vanno ad aggiungere \u2013 non ad alleviare \u2013 quelli gi\u00e0 dovuti alla crisi e alla feroce competizione globale in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">F) Di fronte a questo processo parallelo di disgregazione e concentrazione, le classi dominanti nel Meridione vedono come unica risposta l\u2019abbassamento degli standard generali per cercare di mantenere un minimo di possibilit\u00e0 nella competizione. La trappola si chiamano <strong><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2018\/03\/01\/le-zone-economiche-speciali-campania-un-salto-qualita-nelloffensiva-lavoro-0101403\">Zone Franche<\/a><\/strong> o Zone Economiche Speciali (una sorta di maquiladoras in salsa italiana) su cui stanno aprendo i varchi alcuni governatori e sindaci delle regioni meridionali, zone dove praticare regimi di agevolazioni fiscali, contributivi e salariali tali da attrarre investitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi meno imposte alle imprese, meno contributi alla previdenza sociale, e salari pi\u00f9 bassi per lavoratrici elavoratori. In pratica \u00e8 il ritorno delle gabbie salariali e non solo. Un dumping sociale e fiscale che render\u00e0 ancora pi\u00f9 stringenti le condizioni di dipendenza, subordinazione e semi-schiavit\u00f9 lavorativa chi vive e lavora nelle regioni meridionali. Una sorta di colonialismo interno che riporta il paese alla condizioni della conquista \u201cpiemontese\u201d del Sud dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il carattere regressivo di questo processo era, ed ora sembra essere pi\u00f9 evidente, anche a chi ha una visione meno corta e meno corporativa di quanto abbiamo visto in questi mesi. Ma soprattutto occorre leggerla in relazione ai processi di costruzione prima, e di ristrutturazione poi, dell\u2019Unione Europea che di tutto questo \u00e8 stato l\u2019acceleratore. Le basi sociali di consenso o dissenso verso questa deriva, non saranno affatto omogenee nel paese, tra il Nord beneficiario e il resto penalizzato, questo \u00e8 bene dirselo sin da ora. Occorre fare tutto il possibile per inceppare la macchina che ha preso velocit\u00e0 e, se possibile, fermarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/editoriale\/2019\/02\/14\/la-secessione-reale-e-il-cigno-nero-0112462\">http:\/\/contropiano.org\/editoriale\/2019\/02\/14\/la-secessione-reale-e-il-cigno-nero-0112462<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Sergio Cararo) La politica si \u00e8 svegliata come al solito troppo tardi. Il processo che pu\u00f2 portare alla secessione reale del nostro paese ha macinato gi\u00e0 parecchi chilometri e consensi, soprattutto nel Nord. Fermarlo non sar\u00e0 un pranzo di gala, ma non ci si pu\u00f2 in alcun modo sottrarre alla necessit\u00e0 di provarci, con ogni mezzo necessario. \u201cNon c\u2019\u00e8 nessuno slittamento. I testi sono pronti e li porto in Consiglio dei Ministri. 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