{"id":48858,"date":"2019-02-15T12:00:35","date_gmt":"2019-02-15T11:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48858"},"modified":"2019-02-15T09:33:27","modified_gmt":"2019-02-15T08:33:27","slug":"la-vita-a-noleggio-lesproprio-proprietario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48858","title":{"rendered":"LA VITA A NOLEGGIO. L\u2019ESPROPRIO PROPRIETARIO."},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>BLONDET &amp; FRIENDS (Roberto Pecchioli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il neoliberismo assomiglia sempre pi\u00f9 al comunismo, almeno nella sua versione ad uso della massa. Per gli altri, loro pochi felici, banda di padroni, \u00e8 tutta un\u2019altra storia. L\u2019ultima frontiera in ordine di tempo \u00e8 la vita a noleggio. Basta con l\u2019antiquata propriet\u00e0. Ci\u00f2 che ci piace o di cui abbiamo bisogno possiamo noleggiarlo a tempo. E\u2019 la nuova tendenza, anticipata da Tesla e dai costruttori di autovetture, che prevedono di conservare la propriet\u00e0 dei veicoli, affittandoli ai consumatori sempre pi\u00f9 al verde. La stessa idea avuta da Ikea, il gigante svedese dei mobili componibili, che prevede di noleggiare letti, divani e armadi. L\u2019esproprio delle nostre vite prosegue a ritmi forzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scrisse Tocqueville che si pu\u00f2 giudicare il grado di libert\u00e0 di una nazione dalla sua legislazione in materia di eredit\u00e0. Missione compiuta: non ci sar\u00e0 pi\u00f9 bisogno di leggi, non lasceremo nulla in eredit\u00e0, e a chi, poi, se abbiamo deciso di non avere figli? Comunismo realizzato con altri mezzi, almeno per la schiacciante maggioranza della specie animale chiamata umanit\u00e0. Alcuni, i pochi felici, gli iperpadroni, ci stanno liberando dall\u2019ingombro di possedere qualcosa di nostro: \u00e8 tutto loro, i mezzi di produzione, come li chiamava Marx, ma anche le idee, i principi, le automobili, il mobilio, il bene per eccellenza, la casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A noi resta la possibilit\u00e0 di soddisfare la brama indotta di consumo noleggiando, prendendo in prestito oneroso ci\u00f2 che ci aggrada, portafogli,\u00a0<em>pardon<\/em>, carta di credito permettendo. In America, epicentro di ogni terremoto, sono di gran moda le mini case, quindici, venti metri quadrati, meno di un box. Costano meno, chi le affitta pu\u00f2 moltiplicare i profitti, sono un desolante bunker per solitari. Giusto lo spazio per un letto, per la connessione informatica e un minuscolo bagno: praticamente, celle per ergastolani postmoderni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nicol\u00e0s G\u00f2mez D\u00e0vila, da fine osservatore della natura umana, prevedeva dopo la vittoria del comunismo, che la lotta, abolita la propriet\u00e0 privata, sarebbe stata sull\u2019uso e l\u2019usufrutto della propriet\u00e0 statale. Non teneva conto di due elementi: il trionfo del liberalcapitalismo e la sua epifania, ovvero la manifestazione della sua autentica natura. Per un verso, la tendenza al dominio e l\u2019accentramento di tutto, potere, beni, merci, denaro, conoscenza in pochissime mani, secondo lo schema predatore\/preda, dall\u2019altro la medesima volont\u00e0 tenace, prometeica, del comunismo, creare l\u2019uomo nuovo. Anzi, due uomini nuovi: uno destinato a far parte dell\u2019\u00e9lite di comando, istruito, fortemente competitivo, antropologicamente distinto dalla massa anonima, il Proprietario globale, colui che possiede e riceve in eredit\u00e0 tutto. L\u2019altro \u00e8 il modello standard, l\u2019umanoide sradicato con la valigia in mano, precario, a taglia unica, il nuovo Proletario, espropriato della vita, dell\u2019identit\u00e0, della trascendenza e naturalmente dei beni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo vangelo insegna che il possesso rovina tutto. Peccato che la lezione arrivi dai padroni globali, i quali chiedono a noi di condividere ci\u00f2 che abbiamo ma si guardano bene dal praticare il principio. Secondo l\u2019ammiraglia mondiale del progressismo liberista, il New York Times, i pi\u00f9 giovani, i\u00a0<em>millennials<\/em>, amerebbero dormire su materassi ad acqua per sentirsi \u201cpi\u00f9 sospesi\u201d. Temiamo che sia piuttosto una profezia che si autoavvera, una moda indotta da chi ha interesse a regnare su generazioni spaesate, fragili, mobili. Zingari della vita persino nel sonno, chiss\u00e0 se i materassi sono a noleggio, forniti da Airnbnb, la piattaforma degli affitti immobiliari brevi. Non dobbiamo affezionarci a nulla, neppure alla nostra casa, ancor meglio se non abbiamo affatto una casa. Bagaglio leggero, un trolley e via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa settimana lavoriamo a Milano, poi un periodo di disoccupazione che cercheremo di riempire con qualche lavoretto tipo consegna di cibi di strada ad altri disadattati e, per i pi\u00f9 bravi, il telelavoro, sfruttando qua e l\u00e0 le connessioni\u00a0<em>wifi<\/em>. Il mondo \u00e8 un circo dal tendone smontabile, proibita la stabilit\u00e0, vietato radicarsi in un luogo e in una cultura. Affittare gli oggetti, anche intimi, significa escludere di poterli amare, sentirli parte di noi, vivere tutto in termini strumentali, un presente continuo in corsa tra piazzole di sosta, il viaggio, anzi lo spostamento come scopo, non pi\u00f9\u00a0<em>homo viator<\/em>, neppure pellegrino della vita, ma migrante senz\u2019anima. Le strade come condotte, i luoghi come rifugi momentanei, le cose da mordere, spremere e gettare, ovvero restituire a chi le ha fornite previo pagamento dell\u2019importo stabilito. La vita intera \u00e8 un taxi, un noleggio con o senza autista, come Uber. Le piattaforme virtuali diventano supermercati, i gusti sono cangianti, liquidi. A marzo, in Croazia, mi piacer\u00e0 il divano di Ikea, ma mi verr\u00e0 a noia a Palermo il mese dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La generazione Erasmus, (dis)educata a sentirsi cittadina del mondo, ovvero del nulla, \u00e8 precaria e guadagna poco. Difficilmente potr\u00e0 comprarsi una casa, meglio convincerla a non avere nulla di suo, stabile, un nido da amare, un luogo dove tornare. Viandanti del nulla dipendenti dal consumo, innamorati di nulla e di nessuno, solo relazioni veloci. Del nostro passaggio nel mondo non deve restare nulla di forte, tantomeno di \u201cnostro\u201d. Siamo ombre, spettri a dimensione unica, l\u2019unica traccia permessa \u00e8 quella informatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mezzo secolo fa lo cantava Patty Pravo: \u201cOggi qui domani l\u00e0 io vado e vivo cos\u00ec; senza pene vado e vivo cos\u00ec, casa qui io non ho, ma cento case io ho. Oggi qui domani dove sar\u00f2, qui e l\u00e0 io amo la libert\u00e0. Io amo la libert\u00e0 e nessuno me la toglier\u00e0 mai, oggi qui domani l\u00e0, mi piace andare cos\u00ec, senza freni vado e vivo cos\u00ec.\u201d Obiettivo raggiunto: la generazione di\u00a0<em>Imagine\u00a0<\/em>ha vinto cambiando bandiera. Dal rosso di allora all\u2019arcobaleno liberal progressista.\u00a0 Senza pi\u00f9 un tetto, si illudono di essere di casa ovunque. Dicono di vivere \u201csenza pene\u201d, cio\u00e8 sfuggono la realt\u00e0, ma hanno orrore della responsabilit\u00e0, non vogliono farsi carico di nulla. Lasciateci in pace, piagnucolava un ridicolo lenzuolo accanto alla bandiera arcobaleno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per loro la libert\u00e0 sta in quel verbo multiuso: andare. \u201cSenza freni vado e vivo cos\u00ec\u201d. Sono dei fuoriusciti, espatriati dalla civilt\u00e0, dalla storia, dalla stessa condizione umana. Gli astutissimi padroni che li hanno voluti cos\u00ec stanno estirpando loro persino la volont\u00e0 di costruire qualcosa di proprio. Precari, non ottengono un mutuo per la casa, ma a che serve se devono vivere \u201csenza pene\u201d con la valigia in mano? Meglio affittare il mobilio per la stanza di Airnbnb e, una volta racimolati un po\u2019 di quattrini, affittare l\u2019automobile di lusso e abiti griffati. Cos\u00ec, per una settimana, un giorno, un\u2019ora, fingeranno di essere quel che non sono, vivranno, in sostanza, la vita di un altro. Ritornano persone nel senso antico del termine: maschere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al mondo liquido non serve la propriet\u00e0. Per quella ci sono loro, gli iperpadroni che forniranno i beni di consumo del momento, trattenendo direttamente il nolo dal conto scalare iscritto oggi in una\u00a0<em>card<\/em>, domani sul\u00a0<em>microchip<\/em>\u00a0sottocutaneo, lo stesso in cui accrediteranno i compensi dei mille lavori flessibili che chiamano libert\u00e0 ( e nessuno me la toglier\u00e0 mai, urlano! ) e il reddito di base con consumi obbligati \u2013 baster\u00e0 istruire l\u2019algoritmo \u2013 che offriranno graziosamente per evitare rivolte e tirare avanti il carro di Tespi del consumo. Affermiamo da anni che dobbiamo difendere la propriet\u00e0 e la libera iniziativa dai liberisti, non pi\u00f9 dai comunisti\u00a0<em>d\u2019antan.<\/em>\u00a0O forse, sono gli stessi con travestimenti diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La propriet\u00e0 di qualcosa, in particolare della casa, del terreno su cui coltivare, il risparmio operoso volto a obiettivi di miglioramento della condizione nostra e di chi amiamo, il diritto di intraprendere un\u2019attivit\u00e0 senza essere strozzati dalla burocrazia e espulsi dal mercato monopolio dei giganti, sono potenti elementi di crescita, libert\u00e0, responsabilit\u00e0, senso morale, spirito civico, coesione sociale. Inoltre, sono le radici di un\u2019esistenza davvero umana. Il fallimento epocale del collettivismo ne \u00e8 la prova concreta ed \u00e8 la speranza che, prima o poi, andr\u00e0 a schiantarsi anche il treno ad alta velocit\u00e0 a binario unico del liberalcapitalismo. Il comunismo intendeva costruire l\u2019uomo a una dimensione privato dell\u2019avere. Il liberalismo classico, disinteressato all\u2019essere, vive una degenerazione che esige di tenere tutto per s\u00e9, raggiungendo in disumanit\u00e0 il comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In lingua tedesca, la terra natia \u00e8 detta\u00a0<em>heimat<\/em>, la stessa radice di\u00a0<em>heim<\/em>, casa. Nulla vi \u00e8 di pi\u00f9 istintivo e profondo dell\u2019amore di ci\u00f2 che sentiamo nostro, materialmente e spiritualmente. La patria, estensione della casa, non \u00e8 un locale preso in affitto, un luogo di transito casuale, identico o intercambiabile con ogni altro. Ci espropriano di una vita degna screditando l\u2019idea di possesso che riservano a se stessi. Usa, paga e restituisci, ma chi non ha nulla \u00e8 sradicato e non costruisce per il futuro. Si limita a mordere il presente, cogliere il succo fino all\u2019ultima goccia, nulla per gli altri, neppure per i figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Notava Marcello Veneziani che una differenza tra il passato e il presente sta nell\u2019idea che abbiamo dei figli. Per l\u2019uomo di ieri e di sempre, erano il riflesso di se stessi nel futuro, per l\u2019individuo di oggi un ingombro, l\u2019ostruzione del \u201cmio\u201d futuro. Senza la proiezione in avanti non si crea, si esaurisce tutto nell\u2019oggi, non si costruisce alcuna civilt\u00e0 duratura, solo estenuate civilizzazioni con luce artificiale. Non si ha neppure il desiderio della bellezza e dell\u2019arte, che \u00e8 trascendenza, tensione verso l\u2019alto, spinta ad andare oltre. L\u2019obsolescenza e l\u2019oblio diventano obblighi, tutto \u00e8 a breve scadenza, l\u2019economia, gli investimenti, le preferenze, le relazioni, i colori dei divani dell\u2019Ikea e gli yogurt sul bancone del supermercato. Per il gusto di massa, basta la moda imposta dal sistema di intrattenimento. Domani, i pochi ancora in grado di pensare si meraviglieranno della stranezza delle preferenze di ieri, tutti gli altri continueranno la corsa senza prendere fiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno vince e ci usa come materiale. I proprietari di tutto non credono affatto alle idee che diffondono alla plebe sottostante. Tuttavia, neanche loro vivono bene, sempre pi\u00f9 asserragliati nelle loro propriet\u00e0 tra sensori e filo spinato, guardie armate e divieti di accesso per noi. Pi\u00f9 astuti dei comunisti di ieri, ci drogano di false libert\u00e0, ma nei fatti siamo solo liberi di correre in tondo come il criceto nella gabbia, simili ai rematori dei galeoni al ritmo del tamburo. E se io rivendicassi la libert\u00e0 di stare fermo, contemplare, amare, riflettere sulla mia finitudine che conduce a Dio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel mondo in affitto, non possiamo essere nulla ma possiamo avere tutto a pagamento per un attimo, per poi desiderare qualcos\u2019altro. Ma niente deve essere nostro, nulla deve rimanere di noi, neppure il ricordo. I nostri benevoli padroni non vogliono e ci fanno credere che questa \u00e8 la vita, la felicit\u00e0, il destino naturale. Tra valigie fatte e disfatte, consumo e piacere rapido e obbligatorio, l\u2019uomo torna bestia senza l\u2019innocenza dell\u2019animale: vite ridotte a strani, oscuri interludi sullo schermo elettrico di Dio Padre (Eugene O\u2019Neill). O sul lussureggiante\u00a0<em>showroom<\/em>\u00a0del Dio Mercato, ultimo monoteismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>ROBERTO PECCHIOLI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.maurizioblondet.it\/la-vita-a-noleggio-lesproprio-proprietario\/\">https:\/\/www.maurizioblondet.it\/la-vita-a-noleggio-lesproprio-proprietario\/<\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di BLONDET &amp; FRIENDS (Roberto Pecchioli) &nbsp; Il neoliberismo assomiglia sempre pi\u00f9 al comunismo, almeno nella sua versione ad uso della massa. Per gli altri, loro pochi felici, banda di padroni, \u00e8 tutta un\u2019altra storia. L\u2019ultima frontiera in ordine di tempo \u00e8 la vita a noleggio. Basta con l\u2019antiquata propriet\u00e0. Ci\u00f2 che ci piace o di cui abbiamo bisogno possiamo noleggiarlo a tempo. 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