{"id":48934,"date":"2019-02-19T10:30:43","date_gmt":"2019-02-19T09:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48934"},"modified":"2019-02-19T07:24:19","modified_gmt":"2019-02-19T06:24:19","slug":"lattacco-chimico-di-douma-manuale-di-propaganda-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48934","title":{"rendered":"L\u2019attacco chimico di Douma: manuale di propaganda di guerra"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI INDIFFERENTI (Lorenzo Ferrazzano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.indiewire.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/netflix-short-doc-the-white-helmets-facebook.jpg?w=780\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" srcset=\"https:\/\/www.indiewire.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/netflix-short-doc-the-white-helmets-facebook.jpg 1024w, https:\/\/www.indiewire.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/netflix-short-doc-the-white-helmets-facebook.jpg?resize=300,157 300w\" alt=\"White Helmets\" width=\"780\" height=\"408\" \/><\/p>\n<p><strong>A un anno dalla battaglia di liberazione della Ghouta orientale e dagli eventi che ne seguirono, si potrebbe raccogliere una tale quantit\u00e0 di mistificazioni e omissioni da redigere un moderno manuale di propaganda di guerra.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"td-post-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRedazione. Arriva la notizia. Panico. Che facciamo? La diamo? Non la diamo? Ne diamo mezza? E se la diamo a notte? Intanto, mentre voi stavate a parlare di nucleare, Michele Misseri ha potato l\u2019albero di casa, e voi ve lo siete persi\u201d. Con queste poche parole, dopo aver rassegnato le dimissioni dalla Rai, la giornalista Elisa Anzaldo dipingeva una scena di prassi quotidiania nella redazione del pi\u00f9 importante telegiornale nazionale. Quello esposto dalla Anzaldo \u00e8 un metodo giornalistico sempre in azione, che vale per tutto, dagli scandali di corruzione alle denigrazioni degli avversari politici, dalle campagne elettorali fino alla sana e profonda propaganda di guerra. Quest\u2019ultima in particolare si realizza non solo attraverso una cinematografica mistificazione dei fatti, ma anche nascondendo quelle dichiarazioni o persino quegli eventi che possano mettere in dubbio l\u2019autorevolezza della menzogna di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A un anno dalla battaglia di liberazione della Ghouta orientale e dagli eventi che ne seguirono, si potrebbe raccogliere una tale quantit\u00e0 di mistificazioni e omissioni da redigere un moderno manuale di propaganda di guerra. Chi si occupa del conflitto siriano ricorda molto bene quei giorni. L\u2019asse russo-siriano doveva demolire una delle pi\u00f9 minacciose roccaforti dei terroristi, che da Ghouta \u2013 a pochi chilometri da Damasco \u2013 oltre a tenere in ostaggio la popolazione locale, lanciavano continui attacchi nelle zone pi\u00f9 affollate della capitale. Una riconquista da scongiurare ad ogni costo, per chi negli ultimi otto anni, seppur con gli stravolgimenti dei fronti e le complessit\u00e0 degli eventi, ha investito denaro ed energie per sguinzagliare il terrorismo contro uno \u201cStato Canaglia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tempo i telegiornali principali non menzionavano la guerra siriana nei loro servizi, cos\u00ec come i quotidiani ne dedicavano, nel migliore dei casi, qualche riga in fondo al giornale, rispetto ai grandi temi di allora, come la \u201cflat tax\u201d e il \u201critorno del fascismo\u201d, dal momento che si era agli sgoccioli della campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo. Poi arriv\u00f2 l\u2019urgenza di distorcere i fatti di Ghouta. Cos\u00ec, dal TG1 del mattino a Che Tempo Che Fa, quella che era una battaglia di liberazione, raccontata per\u00f2 come \u201cassedio\u201d, occup\u00f2 i maggiori spazi televisivi, narrata per bocca di sedicenti esperti che applicavano con precisione chirurgica la teoria chomskiana secondo la quale \u201cla propaganda sta alla democrazia come la violenza sta alla dittatura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco importa che venisse volutamente omesso di riportare dichiarazioni cruciali delle autorit\u00e0 politiche e militari russe e siriane. Non si doveva sapere, per dirne una, che l\u2019ambasciatore permanente siriano presso le Nazioni Unite, Al Jafari, in un intervista rilasciata a Sputnik, avesse dichiarato che le Nazioni Unite erano state formalmente avvertite almeno 140 volte del fatto che i terroristi erano pronti a creare un casus belli di cui incolpare Assad e per invocare l\u2019intervento militare occidentale. Poco importa che il 5 aprile, tre giorni prima dell\u2019attacco, in seguito al vertice con i paesi garanti del processo di pace in Siria ad Astana, lo stesso Putin abbia detto :\u201dAbbiamo prove inconfutabili che i terroristi in Siria stanno organizzando provocazioni con l\u2019uso di sostanze tossiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste dichiarazioni furono sbriciolate dal macigno del monologo di Saviano, ascoltato in diretta da milioni di spettatori e che ebbe un seguito sui social impossibile da calcolare. Non solo il monologo gir\u00f2 senza freni sui social, ma lo stesso scrittore napoletano \u2013 che \u00e8 stato appena onorato di un importante premio culturale \u2013 lanci\u00f2 la campagna delle mani e del naso tappato, destinata al ludibrio della storia per il fatto che famosi aderenti sbagliarono persino a scrivere il nome di Assad. Nel monologo Saviano l\u2019Indignato si chiedeva che fine avesse fatto l\u2019Occidente e perch\u00e9 non intervenisse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richiesta ampiamente soddisfatta pochi giorno dopo, quando i White Helmets, l\u2019ONG finanziata con milioni di dollari da governi direttamente coinvolti nel conflitto, confezionarono per il civile ma assetato di sangue pubblico occidentale, un filmato \u2013 smentito dagli stessi protagonisti del video alla sede OPAC dell\u2019Aja \u2013 in cui venivano mostrati i soccorsi frenetici di improbabili uomini, donne e bambini gasati, a detta loro, dal folle Assad, nessuno dei quali mor\u00ec in seguito a quello che tutta l\u2019informazione occidentale diceva essere un attacco chimico. Unica prova del presunto attacco, come ammise l\u2019allora Ministro della Difesa americano James Mattis, questo video mise in azione una flotta militare battente bandiera USA, francese e inglese che \u2013 in pericolosa rotta di collisione con la flotta russa schierata a largo della costa siriana \u2013 bombard\u00f2 la capitale di uno Stato sovrano, peraltro in modo del tutto fallimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 materia di riflessione il fatto che gli unici intellettuali a cui era dato spazio televisivo, a mantenere una posizione onesta nei confronti di questa aggressione furono Freccero \u201cIl Terribile\u201d e il tanto vituperato Marcello Foa \u2013 che non ebbe mai timore di porre dei dubbi sulla narrazione giornalistica ufficiale e conformista \u2013 e che per la sua indipendenza intellettuale pag\u00f2 con la voce \u201cControversie\u201d sulla pagina Wikipedia a lui dedicata, in cui lo si accusava di diffondere il complotto massonico-grillino del false flag, che poi un complotto non doveva essere dal momento che la sua opinione fu confermata scientificamente dall\u2019Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, la quale ammise che non si tratt\u00f2 di attacco chimico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco che pochi giorni fa un inviato della BBC, Riam Dalati, ha scritto su Twitter:\u201dDopo quasi 6 mesi di indagini, posso provare senza dubbio che la scena dell\u2019Ospedale di Douma \u00e8 stata una messinscena. Nessun attacco mortale si \u00e8 verificato in ospedale.\u201d La BBC, con triste coerenza, ha preso le distanze dal giornalista invece di dedicargli l\u2019apertura di tutti i servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ce n\u2019\u00e8 abbastanza di cui riflettere: l\u2019episodio dell\u2019attacco chimico pu\u00f2 essere assunto come paradigma metodologico per capire come funziona la costruzione di una bufala e la denigrazione di coloro i quali assumono posizioni anticonformiste, e ancora di pi\u00f9 se lo fanno con dati alla mano compromettenti. A questo punto la domanda sorge spontanea: che fare? Risposta: continuare a sottoporre a dubbio categorico le narrazioni di ogni grande evento storico \u2013 come lo \u00e8 oggi la questione venezuelana \u2013 e costituirsi come memoria storica contro l\u2019arroganza di chi fabbrica le opinioni e il conformismo degli esperti, quelli che fra qualche anno ammetteranno i loro errori interpretativi, magari incolpando qualcun\u2019altro dei loro limiti cognitivi ma riservandosi comunque la poltrona d\u2019opinionista per i prossimi anni, perch\u00e9 \u201cl\u2019esperto\u201d, diceva Longanesi, \u201c\u00e8 colui che \u2013 a pagamento \u2013 ti spiega perch\u00e9 ha sbagliato l\u2019analisi precedente\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/glindifferenti.it\/lattacco-chimico-douma-manuale-propaganda-guerra\/2309\/?fbclid=IwAR07XOe4xaUBpEinuyw0VjywBYMtpfEOi4Xjrbv9mFIFlrwLFTUjTs5Unvg\">https:\/\/glindifferenti.it\/lattacco-chimico-douma-manuale-propaganda-guerra\/2309\/?fbclid=IwAR07XOe4xaUBpEinuyw0VjywBYMtpfEOi4Xjrbv9mFIFlrwLFTUjTs5Unvg<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI INDIFFERENTI (Lorenzo Ferrazzano) A un anno dalla battaglia di liberazione della Ghouta orientale e dagli eventi che ne seguirono, si potrebbe raccogliere una tale quantit\u00e0 di mistificazioni e omissioni da redigere un moderno manuale di propaganda di guerra. &nbsp; \u201cRedazione. 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