{"id":48991,"date":"2019-02-20T08:45:52","date_gmt":"2019-02-20T07:45:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48991"},"modified":"2019-02-20T09:53:34","modified_gmt":"2019-02-20T08:53:34","slug":"keynes-e-innocente-i-frutti-velenosi-di-bretton-woods-non-erano-parte-del-suo-progetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=48991","title":{"rendered":"Keynes \u00e8 innocente: i frutti velenosi di Bretton Woods non erano parte del suo progetto"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> SCENARI ECONOMICI (Davide Gionco)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Vi proponiamo la traduzione di un interessante articolo di George Monbiot, giornalista economico, scritto nel 2008 in piena crisi finanziaria mondiale. Monbiot ci ricorda come nella famosa conferenza che si tenne a Bretton Woods nel 1944, la Gran Bretagna avesse deciso di avanzare le proposte economiche ideate da John Maynard Keynes per evitare gli sbilanciamenti commerciali tra i vari paesi. Un solo paese si oppose fermamente alla discussione delle ambiziose e lungimiranti idee dell\u2019economista britannico: gli Stati Uniti d\u2019America. Fu cos\u00ec che venne istituito il Fondo Monetario Internazionale, un\u2019istituzione che per decenni ha sponsorizzato il monopolio del dollaro nell&#8217;economia\u00a0mondiale e che troppe volte ha peggiorato le crisi economiche dei paesi pi\u00f9 poveri, piuttosto che risolverle.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Pubblicato il 18.11.2008 su <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2008\/nov\/18\/lord-keynes-international-monetary-fund?fbclid=IwAR3oyhsQztucASMnlAYJXXdeq7FaWJtZQ29_AcbrqbOpIp5umtc_apbL9Ec\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Guardian<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Buona lettura.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sogno dell\u2019economista \u00e8 stato bloccato a favore di un Fondo Monetario Internazionale servo dei ricchi. Le riforme proposte dai leader del G20 sono troppo poco e troppo in ritardo.<br \/>\nPovero vecchio Lord Keynes: la stampa mondiale ha passato la scorsa settimana a diffamare il suo nome. Non intenzionalmente: la maggior parte dei testoni che hanno riferito del G20 che si \u00e8 svolto nel weekend credono davvero che abbia proposto e fondato il Fondo Monetario Internazionale. \u00c8 una di quelle storie che passa da un giornalista all&#8217;altro senza mai essere verificata.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 interessante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla conferenza delle Nazioni Unite a Bretton Woods nel 1944, John Maynard Keynes mise sul piatto un\u2019idea molto migliore. Una volta respinta, Geoffrey Crowther \u2013 futuro editore della rivista Economist\u00a0\u2013 ammon\u00ec che \u201cLord Keynes aveva ragione\u2026 il mondo si pentir\u00e0 amaramente di aver rifiutato le suoi argomentazioni\u201d.<br \/>\nMa il mondo non si pente, perch\u00e9 quasi tutti, incluso l\u2019Economist, hanno dimenticato quello che aveva proposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle ragioni delle crisi finanziarie \u00e8 lo squilibrio commerciale tra le nazioni. I paesi accumulano debiti che sono in parte il risultato del mantenimento di un deficit commerciale. Possono facilmente rimanere intrappolati in un circolo vizioso: pi\u00f9 grande \u00e8 il loro debito, pi\u00f9 difficile diventa generare un surplus commerciale. Il debito internazionale logora lo sviluppo dei popoli, inquina l\u2019ambiente e minaccia il sistema globale con crisi periodiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00a0aveva gi\u00e0 intuito Keynes, non c\u2019\u00e8 molto che le nazioni debitrici possano fare. Solo i paesi che hanno un surplus commerciale hanno reale capacit\u00e0 di azione, quindi sono loro che devono essere obbligati a cambiare le proprie politiche. La sua soluzione era un sistema ingegnoso per persuadere le nazioni creditrici a spendere il denaro in surplus nelle economie delle nazioni debitrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propose l\u2019istituzione di una banca globale, che chiam\u00f2 ICU ( International Clearing Union). La banca avrebbe avuto una sua valuta \u2013 il Bancor\u00a0\u2013 che poteva essere scambiato con valute nazionali a tassi di cambio fissi. Il bancor sarebbe diventato l\u2019unit\u00e0 di conto tra le nazioni, vale a dire che sarebbe stato usato per misurare il deficit o il surplus commerciale di un paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni paese avrebbe avuto una possibilit\u00e0 di scoperto sul conto bancor alla International Clearing Union, equivalente alla met\u00e0 del valore medio del suo commercio nell\u2019arco di un periodo di 5 anni. Per far funzionare il sistema, i membri dell\u2019unione avrebbero avuto bisogno di un forte incentivo per azzerare il loro conto Bancor entro la fine dell\u2019anno: cio\u00e8 per finire senza n\u00e9 deficit n\u00e9 surplus commerciale. Ma quale sarebbe stato questo incentivo ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Keynes sugger\u00ec che qualunque paese accumulasse un grosso deficit commerciale (pari a pi\u00f9 della met\u00e0 della indennit\u00e0 di scoperto sul proprio conto bancor) avrebbe pagato degli interessi sul conto. Sarebbe stato inoltre obbligato a svalutare la propria moneta ed a impedire l\u2019esportazione di capitale. Ma \u2013 e questa era la chiave del suo sistema \u2013 insisteva che le nazioni con un surplus commerciale fossero sottoposte alle stesse pressioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi paese con un saldo bancor\u00a0 superiore alla met\u00e0 della sua possibilit\u00e0 di scoperto sul conto avrebbe dovuto pagare un tasso di interessi del 10%. Sarebbe stato anche obbligato a rivalutare la propria moneta e a favorire l\u2019esportazione di capitale. Qualora, alla fine dell\u2019anno, il \u00a0saldo avesse ecceduto il valore totale dello scoperto tollerato, il surplus sarebbe stato confiscato. Le nazioni con il surplus commerciale avrebbero quindi avuto un grande incentivo per sbarazzarsene. Cos\u00ec facendo, avrebbero azzerato automaticamente i deficit delle altre nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Keynes cominci\u00f2 a spiegare la sua idea, su documenti pubblicati nel 1942 e 1943, essa esplose nelle menti di tutti coloro che la lessero. L\u2019economista britannico Lionel Robbins rifer\u00ec che \u201csarebbe difficile esagerare l\u2019effetto elettrizzante sul pensiero di tutto l\u2019apparato di governo rilevante\u2026 niente di cos\u00ec immaginifico e ambizioso era stato mai discusso prima\u201d. Gli economisti di tutto il mondo avevano capito che Keynes aveva trovato la chiave. Mentre gli Alleati si preparavano alla conferenza di Bretton Woods, la Gran Bretagna adott\u00f2 la soluzione di Keynes come sua posizione ufficiale per la negoziazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019era un paese \u2013 all\u2019epoca il pi\u00f9 grande creditore mondiale \u2013 nel quale la sua proposta ricevette un\u2019accoglienza pi\u00f9 tiepida. Il capo della delegazione americana a Bretton Woods, Harry Dexter White, rispose cos\u00ec all\u2019idea di Keynes: \u201cSiamo stati irremovibili su questo punto. Siamo assolutamente contrari\u201d. Propose in alternativa un Fondo di Stabilizzazione Internazionale (Internatoional Stabilisation Fund), che avrebbe posto tutto il peso del mantenimento del bilancio commerciale sulle nazioni in deficit. Non imponeva alcun limite al surplus che gli esportatori di successo potevano accumulare. Sugger\u00ec inoltre una Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (International Bank for Reconstruction and Development) che avrebbe fornito capitali per la ricostruzione nel dopoguerra. White, sostenuto dal peso finanziario del tesoro americano, prevalse. Il Fondo di Stabilizzazione Internazionale divenne il Fondo Monetario Internazionale. La Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo rimane il principale braccio di prestito della Banca Mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze, specialmente per i paesi indebitati pi\u00f9 poveri,sono state catastrofiche. Agendo per conto dei paesi ricchi, imponendo condizioni che nessun paese libero potrebbe tollerare, il FMI li ha prosciugati. Come ha mostrato Joseph Stiglitz, il fondo peggiora le crisi economiche esistenti e le crea dove prima non esistevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha destabilizzato i tassi di cambio, esacerbato i problemi di bilancio dei pagamenti, costretto i paesi all&#8217;indebitamento e alla recessione, ha distrutto i servizi pubblici, i posti di lavoro e i redditi di decine di milioni di persone. I paesi a cui lo ordina il fondo, devono porre il controllo dell\u2019inflazione come obiettivo primario rispetto a tutti gli altri obiettivi economici; rimuovere immediatamente le loro barriere al commercio e al flusso di capitali; liberalizzare i loro sistemi bancari; ridurre la spesa dei governi su tutto tranne che sul pagamento dei debiti contratti; e privatizzare i patrimoni che possono essere venduti agli investitori stranieri. Queste sono politiche agevolano gli speculatori finanziari senza scrupoli. Hanno esacerbato quasi tutte le crisi che il FMI abbia tentato di risolvere. Potreste pensare che gli Stati Uniti, che dal 1944 sono passati dall&#8217;essere i maggiori creditori mondiali a diventare i principali debitori mondiali, avrebbero motivo di rimpiangere la posizione assunta a Bretton Wooods. Ma Harry Dexter White si assicur\u00f2 che gli USA non avrebbero mai potuto perdere la partita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli assicur\u00f2 poteri di veto speciali su qualsiasi decisione presa dal FMI o dalla Banca Mondiale, che significava non dover essere mai soggetti alle richieste troppo sgradite da parte del Fondo. Il FMI insiste che le riserve valutarie mantenute dalle altre nazioni siano tenute in dollari. Questa \u00e8 una delle ragioni per cui l\u2019economia degli Stati Uniti non collassa, indipendentemente da quanto debito accumuli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sabato [15.11.2008] i leader del G20 hanno ammesso che \u201cle istituzioni di Bretton Woods vanno completamente riformate\u201d. Ma i soli suggerimenti concreti che hanno fatto sono stati che il FMI dovrebbe ricevere pi\u00f9 denaro e che le nazioni pi\u00f9 povere \u201cdovrebbero avere pi\u00f9 voce e rappresentanza\u201d. Abbiamo gi\u00e0 visto cosa questo significhi: un piccolo aumento del loro potere di voto, che non fa nulla per sfidare il controllo del fondo da parte dei paesi ricchi, per non parlare del veto degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto qui quello che possono fare? No. Con l\u2019aggravarsi della crisi finanziaria globale, le nazioni ricche saranno costrette a riconoscere che i loro problemi non possono essere risolti armeggiando con un sistema che \u00e8 costituzionalmente destinato a fallire. Ma per capire perch\u00e9 l\u2019economia mondiale continua a trovarsi nei guai, devono prima capire che cosa \u00e8 stato perso nel 1944.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/keynes-e-innocente-i-frutti-velenosi-di-bretton-woods-non-erano-parte-del-suo-progetto\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/keynes-e-innocente-i-frutti-velenosi-di-bretton-woods-non-erano-parte-del-suo-progetto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARI ECONOMICI (Davide Gionco) Vi proponiamo la traduzione di un interessante articolo di George Monbiot, giornalista economico, scritto nel 2008 in piena crisi finanziaria mondiale. Monbiot ci ricorda come nella famosa conferenza che si tenne a Bretton Woods nel 1944, la Gran Bretagna avesse deciso di avanzare le proposte economiche ideate da John Maynard Keynes per evitare gli sbilanciamenti commerciali tra i vari paesi. 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