{"id":49002,"date":"2019-02-21T11:30:37","date_gmt":"2019-02-21T10:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49002"},"modified":"2019-02-21T04:58:18","modified_gmt":"2019-02-21T03:58:18","slug":"nuovo-attacco-alla-costituzione-ma-nessuno-ne-parla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49002","title":{"rendered":"Nuovo attacco alla Costituzione, ma nessuno ne parla"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> L&#8217;INTERFERENZA (Mario Agostinelli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"irc_mi\" src=\"http:\/\/www.mondoallarovescia.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Costituzione-italia-480x380.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"480\" height=\"380\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><em>Intervista di Mario Agostinelli ad Angelo Ruggeri* (esponente del Movimento Nazionale Antifascista per la Difesa e il Rilancio della Costituzione, gia militate e poi dirigente del PCI e del sindacato, del Centro Riforma dello Stato e del Comitato scientifico della rivista Fenomenologia e societ\u00e0) sulle \u201cgialloverdi\u201d proposte di modifica costituzionali.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag.<\/strong> Siamo di nuovo ad un attacco alla Costituzione, ma nessuno ne parla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Colpisce la mancanza di attenzione e il silenzio di coloro che difesero la Costituzione dalla sovversiva \u201crevisione\u201d renziana rispetto alle nuove proposte di modifiche costituzionali avanzate dall\u2019attuale governo, rispetto cui nessuno si pone il problema di sotto quale segno si muova \u2013 a meno che si rilanci impudicamente la \u201cfake new\u201d che per dare pi\u00f9 potere al popolo serva cambiare la Costituzione. Oltretutto, le proposte di revisione costituzionale avanzate non escono dal perimetro dell\u2019iniziativa del governo, non diversamente da quanto fu denunciato per le \u201crevisioni\u201d costituzionali dei governi Berlusconi Renzi. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Colpisce anche che nessuno approfondisca e dica che per ricostruire un circuito corretto di rapporti tra forze politiche e sociali e popolo ed obbligare i governi a mettersi al passo col popolo e con la\u00a0domanda sociale di uno sviluppo in cui risorse e conoscenze siano al servizio dei cittadini-lavoratori, <strong>bisogna collegare l\u2019istituto del referendum deliberativo a una nuova forma di governo e di democrazia organizzata<\/strong>. Infatti, il referendum esprime una volont\u00e0 collettiva che per concretarsi deve esprimersi dal basso anche per esercitarsi nel \u201cdopo referendum\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag.<\/strong> Dove sta il cuore dell\u2019attacco?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La valutazione complessiva delle proposte di riforma costituzionale in corso (dalla riduzione del numero dei parlamentari, all\u2019abolizione del divieto di mandato imperativo, alla consultazione popolare sull\u2019attuazione delle leggi, ecc.) mi sembra potersi sintetizzare nell\u2019emersione di un disegno teso a creare un canale privilegiato tra i vertici di governo e i suoi \u201ccapi\u201d e \u201cpezzi\u201d della societ\u00e0 civile fatti di gruppi di pressione. Non gi\u00e0 un rapporto diretto con \u201cpopolo\u201d, ma <strong>un tramite sulla base di poteri mediatici e plebiscitari a vantaggio delle imprese finanziarie e industriali che dominano l\u2019Ue e a svantaggio dell\u2019effettiva rappresentanza popolare<\/strong>. Rappresentanza che avviene tramite il Parlamento, come punto di confluenza dalla \u201cdemocrazia di base\u201d e del governo parlamentare, a garanzia di diritti e poteri della democrazia sociale. In pratica, anche grazie a un quorum di solo il 25%, per tutti i tipi di referendum, gruppi di pressione e lobby possono (\u201cpressare\u201d e \u201ccontrattare\u201d con \u201cvertici\u201d e \u201ccapi\u201d) usare la societ\u00e0 civile contro la rappresentanza popolare garante della sovranit\u00e0 popolare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag.<\/strong> Non possiamo dimenticare di essere in una situazione in cui il pluralismo del popolo sovrano non ha voce\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Infatti! Perch\u00e9 allora, se questi signori al governo ci tengono tanto a dar voce al popolo, non rilanciano la soluzione pi\u00f9 naturale, ovvero il <strong>sistema elettorale \u201cproporzionale integrale\u201d<\/strong>? Invece pongono in essere un procedimento che froda la Costituzione: i singoli atti di revisione programmati \u2013 di per se\u2019 plausibili anche perch\u00e9 realizzati mediante la procedura dell\u2019art. 138 C.- tendono cos\u00ec a convergere verso un medesimo obiettivo: la svalorizzazione della \u201ccentralit\u00e0 \u201d del Parlamento e, quindi, la messa in discussione del sistema di governo parlamentare come \u201cpresidio\u201d della forma di stato di democrazia economico \u2013 sociale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag. <\/strong>Ancora una volta sembra una questione tutta tra giuristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E\u2019 ben risaputo che nell\u2019attuale, fin troppo esasperata, divisione del lavoro accademico, si usa pensare che la forma della decisione \u00e8 questione che riguarda le conoscenze esclusive dei giuristi. Questa abitudine a ritenere che nelle questioni delle decisioni c\u2019entrano solo i giuristi, \u00e8 tanto pi\u00f9 singolare per quanti ritengono che \u00e8 \u201cscienza\u201d solo quella \u201ctecnica\u201d, come scienza esatta, mentre sarebbe pseudo-scienza, invece, tutto quello che riguarda il sociale(\u2026) <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come pensi che si dovrebbe integrare la democrazia rappresentativa oggi in crisi<strong>?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il solo strumento giuridico capace di dare veramente voce al popolo e attuare la sovranit\u00e0 popolare, non sostituendo ma integrando la democrazia rappresentativa deve consistere in un atto autentico di democrazia diretta, cio\u00e8 in un: <strong>referendum politico deliberativo sugli atti di governo<\/strong>: l\u2019unico referendum veramente popolare in quanto incide sul vero vertice che in nome della \u201cgovernabilit\u00e0\u201d in auge domina sull\u2019intero sistema istituzionale e quindi sulla intera societ\u00e0 e sul popolo sovrano, espropriandone la sua sovranit\u00e0. Si inciderebbe cos\u00ec sull\u2019efficacia operativa delle decisioni prese dal governo e legittimate dalla maggioranza parlamentare semplice, tornando ovviamente al metodo \u201cproporzionale puro\u201d, che in vigore dal 45 in poi \u00e8 stato \u201csmontato\u201d proprio con l\u2019inganno della \u201cgovernabilit\u00e0\u201d a qualunque costo. Un\u2019ideologia, quella della \u201cgovernabilit\u00e0\u201d, che come tale \u00e8 incompatibile con una prospettiva di democrazia diretta<strong>, <\/strong><strong>essendo la \u201cgovernabilit\u00e0\u201d il punto teorico di omologazione di tutte le forme sia storiche che contemporanee di organizzazione<\/strong> <\/em><strong><em>del potere dall\u2019alto.<\/em> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag. <\/strong><strong>Puoi darmene un esempio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un potere sia autoritario che totalitario \u2013 della \u201cgovernabilit\u00e0\u201d dall\u2019alto \u2013 era anche quello mussoliniano o quello invocato da Jaruzlsecki in Polonia o dai Pinochet in Cile e nei vari Paesi del Sud America, perch\u00e9 ogni regime ha le sue esigenze di \u201cgovernabilit\u00e0\u201d, in quanto conservazione del potere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag. <\/strong>Come si pu\u00f2 allora ricorrere a forme corrette di democrazia diretta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se davvero si vuole integrare la rappresentanza con forme di democrazia diretta, serve concretare una democrazia sostanziale e non solo formale, con una diversa idoneit\u00e0 a governare che non presenti in forme diverse \u2013 quali quelle proposte anche dall\u2019attuale governo \u2013 una identica idoneit\u00e0 alla \u201cgovernabilit\u00e0\u201d, ovunque e comunque intesa come forma di governo immutabile. Ovvero, come funzione sostituiva di pochi a molti e restringimento anzich\u00e9 allargamento alla societ\u00e0, se non di arroccamento di grandi centrali di potere \u201cdietro\u201d le forme apparenti della democrazia e del popolarismo. \u201cGovernabilit\u00e0\u201d che, appunto, continuerebbe a sussistere con l\u2019avanzamento di proposte di \u201criforme\u201d di articoli della Carta, sempre e ad opera di tutti i vari gruppi dirigenti di governo passati e presenti, \u201cplebiscitati\u201d tramite \u201cpremi di maggioranza e collegi uninominali. Forme, in definitiva, che ricalcano quelle stesse della mussoliniana <strong>legge Acerbo <\/strong>del 1923 e della <strong>Legge truffa<\/strong> del 1953, nonch\u00e9 quella <strong>piduista<\/strong> invocata dalla Loggia P2 di Licio Gelli. Con conseguente attacco e effettiva abolizione dei partiti \u201cveri\u201d, delineati dagli articoli della Carta e, in particolare, dall\u2019art. 49\/C. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag.<\/strong> La governabilit\u00e0 sbuca sempre a danno della sovranit\u00e0 popolare, o sbaglio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sui referendum con cancellazione del quorum previsto dalla Carta per limitarne l\u2019abuso \u201cantiparlamentare\u201d e su quelli \u201cabrogativi\u201d \u2013 proposta concepita per aggirare Carta e centralit\u00e0 del Parlamento \u2013 ci si mantiene sempre sotto il segno della ideologia della governabilit\u00e0, rafforzandola con rapporti tra vertice di governo e lobby della societ\u00e0 civile, giungendo a decapitare democrazia sociale e opposizione sociale. In definitiva, <strong>si usa la societ\u00e0 civile contro la sovranit\u00e0 popolare e il governo parlamentare<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag.<\/strong> Cosa dici allora dei referendum proposti che sono cos\u00ec poco indagati e sottoposti a dibattito?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel feeling tra i PD della renziana sovversione costituzionale e i 5stelle, si introduce un quorum di solo il 25% (una specie di \u201cliberismo referendario\u201d che abolisce il costituzionale quorum del 51% per referendum abrogativi), attribuendo poi la valenza di \u201cpopolo\u201d a un gruppo di solo 500 mila firme per indire referendum e di soli 50 mila promotori per leggi di iniziativa popolare. Se poi si aggiunge la gravissima <strong>riduzione numerica della rappresentanza popolare parlamentare<\/strong> (esattamente nello stesso numero di 400 indicato dal Piano P2 di <strong>Licio Gelli<\/strong>) emerge con assoluta chiarezza la portata dell\u2019attacco.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L\u2019obiettivo non dichiarato esplicitamente rimane quello della riduzione della effettiva rappresentanza popolare e della centralit\u00e0 del Parlamento come assemblea terminale della democrazia di base e del potere dal basso<\/strong>. E\u2019 questo potere quello su cui \u00e8 incardinato il sistema istituzionale della Repubblica delle autonomie della nostra Carta: in esso tutte le frecce direzionali del circuito giuridico democratico-sociale indicano e sanciscono la direzione del potere che va dal basso verso l\u2019alto, dal territorio e dalle assemblee parlamentari locali fino al Parlamento, come assemblea nazionale dove si rappresentano diritti e poteri del popolo. Quel che occorre \u00e8 obbligare i governi a mettersi al passo con la domanda sociale e di uno sviluppo in cui risorse e conoscenze siano al servizio dei cittadini: si collegherebbe cos\u00ec l\u2019istituto del referendum deliberativo a una nuova forma di democrazia organizzata e di base.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Aggiungo che un referendum deliberativo sugli atti di governo non richiede alcuna modifica della Costituzione, in quanto si affianca all\u2019azione parlamentare tramite un atto inedito, quale l\u2019attuazione dell\u2019art. 1 della Costituzione, che prevede la sovranit\u00e0 popolare e, quindi, una possibile \u201cconsultazione popolare\u201d per ogni atto governativo di indirizzo politico, da configurarsi come \u201cdecisione\u201d finale dello stato e vero atto di democrazia diretta (del popolo).Si contrasterebbe cos\u00ec il trasferimento improprio di decisioni a \u201cconsigli di gabinetto\u201d, a \u201ccomitati interministeriali\u201d e alla pioggia inarrestabile di decreti legge e di leggi delega, che realizzano di fatto un primato dell\u2019iniziativa legislativa governativa a danno di quella parlamentare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag. <\/strong>Quindi niente referendum?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Di certo sotto le forme proposte e sotto quelle in cui si attua non posso dire che il referendum sia democrazia diretta e di certo non appartiene alla democrazia sociale, ma \u00e8, anche storicamente, uno strumento pseudo democratico della politica dall\u2019alto, sia per la fonte da cui emana (vertici di potere politico, economico, lobby e corporazioni d\u2019interesse della societ\u00e0 civile, ecc. che li promuovono e decidono il quesito su cu il popolo pu\u00f2 solo dire Si o No), sia per l\u2019effetto a cui mirano (l\u2019abrogazione in parte o in tutto di Leggi del\u00a0 Parlamento). Potrebbe persino trasformarsi in strumento dell\u2019antiparlamentarismo, del \u201cbonapartismo\u201d e del \u201cplebiscitarismo\u201d, come \u00e8 insito nel pdl di modifica costituzionale dell\u2019attuale governo. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per questo \u00e8 gravissimo sia che il governo proponga dei referendum, senza proporre una diversa forma di governo e di rappresentanza proporzionale; sia che abbia accettato, su proposta del Pd, di abolire il quorum del 51% previsto dai Costituenti per i referendum abrogativi. Per fare del referendum uno strumento di democrazia sociale e veramente popolare, occorre rendere incisiva la sovranit\u00e0 popolare, almeno raddoppiando il numero dei promotori di referendum e decuplicando quello delle leggi di iniziativa popolare, facendo crescere un potere reale dal basso dei movimenti e dei soggetti sociali, anche come promotori dei quesiti e dei referendum, come si inizi\u00f2 a fare negli anni 80 contro l\u2019installazione dei missili e si fece contro il nucleare civile. E\u2019 cosi che dopo un avvio contraddittorio in cui era coerente con i principi dire NO (all\u2019abrogazione della legge sul divorzio), si \u00e8 pervenuti ad una fase in cui il SI apriva la strada all\u2019iniziativa legislativa del Parlamento (l\u2019epoca del No al nucleare civile), contro norme del governo che rendevano e rendono subalterno tutto l\u2019assetto centrale e decentrato alle scelte governative che mettevano e mettono in pericolo il rapporto tra sviluppo e domanda sociale dei cittadini lavoratori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag. <\/strong>Insomma, mi pare che tu pensi ad una pluralit\u00e0 di strumenti che rendano determinante ed effettiva la sovranit\u00e0 popolare. E\u2019 cosi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 necessario capire che non vi \u00e8 uno strumento tipico, ma una variet\u00e0 di mezzi con cui attivare e rendere incisiva la sovranit\u00e0 popolare, facendo nello stesso tempo crescere, non invece simulando un potere reale dei movimenti e dei soggetti sociali (petizioni, leggi di iniziativa popolare, referendum etc.). In definitiva, ritengo del tutto legittima l\u2019introduzione, tra le leggi della Repubblica, di una legge regolativa del referendum deliberativo e, contestualmente, o successivamente, di una legge che disponga ad esempio un referendum di tale natura: \u201cVolete che siano sospese le deliberazioni del governo in merito a \u2026 e o\u2026 su altre parti riguardanti\u2026\u201d Naturalmente queste proposte dovrebbero avere congrue configurazioni procedurali, sempre in funzione di un maggiore peso del principio della sovranit\u00e0 popolare, come da articolo 1 della Costituzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag. <\/strong>E sulla faccenda pericolosissima del trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Essa appare come la gravissima ultima conseguenza del non aver capito veramente la natura del leghismo (che ho esposto nel libro edito da Il Lavoratore con la CGIL Lombardia) e nell\u2019essersi limitati a considerare le sue manifestazioni pi\u00f9 \u201cesteriori\u201d, oltre a non aver mai veramente compreso cos\u2019\u00e8 il \u201cfederalismo\u201d come cultura di destra, al punto che si \u00e8 arrivati alla modifica del Titolo V della Costituzione ad opera del centrosinistra. Una conseguenza cos\u00ec grave che rischia di essere irreversibile, in quanto, come atto concordato tra governo e regioni (cio\u00e8 tra \u201cvertice\u201d di Stato e \u201cvertici\u201d regionali presidenziali, com\u2019\u00e8 il \u201cfederalismo\u201d inseparabile da verticismo e presidenzialismo), per essere eventualmente revocato, richiederebbe il consenso delle Regioni che l\u2019hanno voluto. Anche perch\u00e9 contro la Costituzione, si torna all\u2019idea di Stato inteso come governo (in esclusione del Parlamento), come nel prefascismo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>AG.<\/strong> E\u2019 un percorso che viene da lontano\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>S\u00ec! In fondo si sta attuando quello che aveva chiesto Formigoni in Lombardia e che era stato battuto almeno sotto il profilo giuridico-istituzionale anche grazie alle lotte locali, in particolare sui temi della sanit\u00e0 e della scuola. Ora Salvini ha scoperto che il federalismo si pu\u00f2 far partire dal Governo e quindi far discendere dall\u2019alto a beneficio dei ricchi contro l\u2019unit\u00e0 repubblicana. Questo federalismo, di cui Di Maio non riesce nemmeno a capire la direzione, \u00e8 incompatibile non solo con uno \u201cStato di democrazia sociale\u201d, ma anche con uno Stato solo \u201cassistenziale\u201d, uno Stato sociale. Non a caso tutti i modelli sanitari e sociali pi\u00f9 avanzati hanno potuto affermarsi dove lo stato non era federale, come la Svezia e l\u2019Italia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E non \u00e9 un caso che nella proposta avallata dal governo Salvini \u2013 DiMaio non si parla mai dell\u2019\u201dEuropa, \u00a0perch\u00e9 se si richiama il carattere di integrazione dei sistemi economici e poi politici, sia europei che mondiali, non si pu\u00f2 fare a meno di valutare come la dimensione locale e ambientale delle politiche economiche, di quelle industriali, di quelle energetiche, di quelle agricole, di quelle sociali, non si fermano e non possono essere affrontate in una dimensione regionale, ma solo in un contesto statal-nazionale. E\u2019 tramite il circuito nazionale-statale della programmazione economica democratica, cio\u00e8 dal basso verso l\u2019alto, dal territorio alle Assemblee parlamentari attraverso la rete delle autonomie locali, che lo statal-nazionale diventa collegamento intermedio, che proietta la partecipazione dal basso verso il sistema di relazioni sovra-nazionali ed extranazionali.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ag. <\/strong>Nel separatismo federalista vedi forse svanire l\u2019orizzonte internazionalista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Proprio l\u2019internazionalismo, la dimensione europea e internazionale dei problemi, porta ad escludere il \u201cseparatismo\u201d federalista o regionalistico e ad esigere il rilancio e la piena attuazione di uno \u201cstato delle autonomie\u201d come \u00e8 previsto dall\u2019ordinamento costituzionale, perch\u00e9 solo in tale sistema \u00e8 possibile non escludere le comunit\u00e0 sociali-territoriali e i poteri locali da una partecipazione piena ed effettiva (come da Art.49\/C.) alla determinazioni delle scelte nazionali ed internazionali ,sia nelle sue sedi centrali che nelle sue proiezioni sovranazionali. In definitiva, per avere un esecutivo di gestione che anche nelle sue proiezioni sopranazionali sia effettivamente dipendente dalla comunit\u00e0, occorre un potere diffuso che dalla societ\u00e0 si eserciti \u2013 come nell\u2019idea della Costituente \u2013 oltre che con i referendum \u2013 attraverso le forme istituzionali del potere democratico espresso con le assemblee elettive parlamentari e quelle locali, regionali. Innanzitutto, va abolita l\u2019elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di regione, un presidenzialismo che per la sua natura antisociale \u00e8 ancor pi\u00f9 grave di quello nazionale se applicato ad assemblee elettive che debbono raccogliere e rappresentare la realt\u00e0 sociale territoriale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In assenza e nel silenzio su tutto ci\u00f2, <strong>la valutazione complessiva delle modifiche costituzionali in corso, rivela che esse sono parte di un processo strisciante volto ad aggirare la Costituzione<\/strong>: di conseguenza, in questa fase di rapporti di forza sfavorevoli, occorre difenderla integralmente da tutte le pseudo riforme il cui obbiettivo reale si rivela essere, paradossalmente, quello di abolire la \u201cpartecipazione\u201d, al coperto della proclamazione della volont\u00e0 popolare, \u201csepolta\u201d sotto il presidenzialismo e uninominalismo-maggioritario delle forme di governo locale, regionale e nazionale.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/contributi\/attacco-alla-costituzione-nessuno-ne-parla\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/contributi\/attacco-alla-costituzione-nessuno-ne-parla\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Mario Agostinelli) Intervista di Mario Agostinelli ad Angelo Ruggeri* (esponente del Movimento Nazionale Antifascista per la Difesa e il Rilancio della Costituzione, gia militate e poi dirigente del PCI e del sindacato, del Centro Riforma dello Stato e del Comitato scientifico della rivista Fenomenologia e societ\u00e0) sulle \u201cgialloverdi\u201d proposte di modifica costituzionali. &nbsp; Ag. 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