{"id":49016,"date":"2019-02-21T09:30:51","date_gmt":"2019-02-21T08:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49016"},"modified":"2019-02-21T04:52:42","modified_gmt":"2019-02-21T03:52:42","slug":"le-specificita-della-menzogna-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49016","title":{"rendered":"Le specificit\u00e0 della menzogna europea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati sulla caduta della crescita e della produzione industriale in Italia nella seconda met\u00e0 del 2018, sono stati accolti con un compiacimento eccessivo, che va oltre la scontata polemica con l\u2019attuale governo. Le stesse notizie sul rallentamento economico della Germania e della Cina hanno suscitato nei media una sorta di euforia, come a confermare che la \u201ccrescita\u201d non \u00e8 affatto un obbiettivo comune e condiviso, al di l\u00e0 dei mezzi ritenuti idonei per raggiungerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lobby della deflazione \u00e8 la grande innominata e innominabile dell\u2019attuale contesto economico globale, cos\u00ec come viene totalmente rimossa l\u2019ovvia osservazione per cui i processi di finanziarizzazione richiedono necessariamente un quadro di stagnazione economica. Lo sviluppo economico, con il conseguente aumento delle entrate fiscali, renderebbe gli Stati meno dipendenti dai prestiti dei grandi \u201cinvestitori istituzionali\u201d, cio\u00e8 le multinazionali del credito, colossi bancari e fondi di investimento. Lo sviluppo determinerebbe inflazione e quindi erosione del valore dei crediti. Lo sviluppo determinerebbe anche aumenti salariali e quindi una minore dipendenza delle masse dal credito ai consumi. Insomma, lo sviluppo economico per la grande finanza sarebbe una iattura, quindi non c\u2019\u00e8 nulla di strano nel fatto che la centrale della lobby della deflazione, il Fondo Monetario Internazionale, delinei per il futuro scenari catastrofici in modo da scoraggiare gli investimenti e i consumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 che attualmente si sta procedendo sul filo del rasoio. Alle spinte della lobby della deflazione, corrispondono analoghe spinte di parte statunitense per un aumento stabile dei prezzi del petrolio, in modo da favorire la produzione americana di <a href=\"https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/petrolio-perche-domanda-e-prezzi-continuano-a-salire\/\">petrolio di scisto<\/a>. Questo petrolio \u00e8 talmente costoso da risultare competitivo solo se i prezzi del petrolio superano i settanta dollari al barile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa esigenza di creare le condizioni di mercato per il petrolio di scisto, derivano i tentativi americani di mettere fuori mercato per i prossimi anni il petrolio del Venezuela, dell\u2019Iran e della Russia. Un aumento dei prezzi del petrolio in presenza di una generale stagnazione economica potrebbe innescare effetti recessivi devastanti, di una portata difficile da prevedere. L\u2019Unione Europea \u00e8 una creatura della lobby della deflazione, quindi ha una politica ad una sola dimensione e, come tale, non \u00e8 assolutamente in grado di porsi altri problemi come la gestione a lungo termine dei prezzi delle materie prime. Per nascondere le proprie finalit\u00e0 esclusivamente deflazionistiche, l\u2019Europa continua &#8211; e continuer\u00e0 &#8211; ad avvilupparsi nelle menzogne e nelle finzioni, come l\u2019Europa \u201ca due velocit\u00e0\u201d o la \u201cFramania\u201d.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wgL8M_smfyQ\">Il sistema della menzogna europea<\/a> \u00e8 stato spesso paragonato a quello dell\u2019Unione Sovietica. Questo paragone \u00e8 notevolmente fuorviante e sorprende il fatto che a volte venga tirato fuori anche da analisti dotati di notevole lucidit\u00e0, come lo storico Vladimiro Giacch\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ingannevoli promesse sul benessere che avrebbe assicurato l\u2019Unione Europea erano strettamente in funzione dell\u2019inconfessabilit\u00e0 delle finalit\u00e0 deflattive. Che la cosiddetta \u201causterit\u00e0 espansiva\u201d fosse una balla, era evidente soprattutto a chi la raccontava. Si trattava quindi di menzogne strumentali e pubblicitarie, ben calcolate nei loro effetti sul target dei \u201cconsumatori\u201d. Per dissimularne la funzione meramente deflazionistica, ci \u00e8 stato cos\u00ec spacciato un euro per tutti i gusti e tutte le esigenze: un euro che ridimensionava la Germania, un euro che difendeva i salari dall\u2019inflazione, un euro che assicurava la pace, un euro che sviluppava il commercio; ci \u00e8 mancato solo un euro che lava pi\u00f9 bianco e un euro che fa ricrescere i capelli.<br \/>\nAnche l\u2019Unione Sovietica mentiva sempre, ma spesso senza alcuna necessit\u00e0, anzi, con effetti autolesionistici. La menzogna socialista non era strumentale ma incontrollata e confusionaria, nasceva cio\u00e8 da un complesso di inferiorit\u00e0 nei confronti del capitalismo, laddove invece ammettere le proprie debolezze e la inevitabile limitatezza dei propri obbiettivi avrebbe generato meno discredito. Il riscontro di questo dato si \u00e8 avuto con il caso cubano negli anni \u201990, quando il regime castrista ha cominciato a provare i vantaggi per il suo prestigio internazionale del mentire meno, rivendicando i successi effettivamente raggiunti nell\u2019indipendenza del Paese, nella sanit\u00e0 e nell\u2019istruzione, mettendo per\u00f2 da parte le scemenze sul paradiso socialista e sul cosiddetto \u201cuomo nuovo\u201d. La sintesi di questo nuovo atteggiamento pi\u00f9 realistico si condens\u00f2 nella famosa battuta di Fidel Castro: \u201cil nostro sistema dell\u2019istruzione funziona talmente bene che oggi anche le prostitute sono laureate\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe interessante capire se il complesso d\u2019inferiorit\u00e0 sia alla base anche di molte delle menzogne \u201csovraniste\u201d, in particolare quelle sul tema migratorio, presentato falsamente come invasione dei poveri del mondo invece che come scontato effetto della finanziarizzazione e \u201cbanchizzazione\u201d delle masse povere dell\u2019Africa e dell\u2019Asia. Avviene cos\u00ec che il Paese che ha il PIL pi\u00f9 alto dell\u2019Africa, la Nigeria, che non ha neppure la micidiale palla al piede del franco CFA, sia anche quello che produce il maggior numero di migranti, a causa dell\u2019indebitamento di massa dovuto al boom del microcredito. Nonostante i suoi effetti socialmente disastrosi, il business della microfinanza viene ancora promosso e protetto dalla Banca centrale nigeriana e tuttora presentato come <a href=\"https:\/\/www.cbn.gov.ng\/devfin\/microfinance.asp\">rimedio alla povert\u00e0<\/a>. Ci\u00f2 a proposito di menzogne pubblicitarie del lobbying.<br \/>\nI miti della difesa dell\u2019identit\u00e0, dei confini e dell\u2019esser \u201cpadroni a casa propria\u201d potrebbero essere la risultante del senso d\u2019impotenza dei \u201csovranisti\u201d nel cimentarsi sull\u2019unico terreno che realmente conta, cio\u00e8 il contrasto alla mobilit\u00e0 dei capitali. \u00c8 infatti sulla mobilit\u00e0 dei capitali che la lobby della deflazione fonda il proprio strapotere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=883\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=883<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD &nbsp; I dati sulla caduta della crescita e della produzione industriale in Italia nella seconda met\u00e0 del 2018, sono stati accolti con un compiacimento eccessivo, che va oltre la scontata polemica con l\u2019attuale governo. 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