{"id":49086,"date":"2019-02-28T00:18:25","date_gmt":"2019-02-27T23:18:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49086"},"modified":"2019-02-23T11:27:13","modified_gmt":"2019-02-23T10:27:13","slug":"le-riviste-fiorentine-di-inizio-novecento-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49086","title":{"rendered":"Le riviste fiorentine di inizio Novecento (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Novecento italiano nasce a Firenze dalle pagine di alcune riviste (\u201cIl Leonardo\u201d, \u201cHermes\u201d, \u201cIl Regno\u201d, \u201cLa Voce\u201d, \u201cLacerba\u201d) che reagiscono frontalmente all&#8217;ascesa della societ\u00e0 di massa e alla pretesa positivista di ridurre l\u2019uomo e il mondo a mero dato, numero, quantit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lontano dall\u2019abbracciare un ruvido materialismo o le istanze scettiche pi\u00f9 disincantate, l\u2019intero secolo si dibatter\u00e0 tra le ambigue fluttuazioni di uno slancio vitale non definibile in termini univoci e dalle frequenti ricadute esiziali; se da un lato il Novecento non pare disposto a riconoscersi nei princ\u00ecpi e nei dogmi della maggiore tradizione religiosa d\u2019Occidente, dall\u2019altro si rifiuta di considerare l\u2019esperienza del sacro come una superstizione <em>d\u2019antan<\/em> o un fantasticheria puerile: \u201cL\u2019uomo non pu\u00f2 vivere senza una permanente fiducia in qualcosa di indistruttibile dentro di lui\u201d, scrive Kafka in un aforisma citato da Harold Bloom, che come \u00e8 noto considera il XX secolo \u201cl\u2019et\u00e0 di Kafka\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Massoneria e la Societ\u00e0 Teosofica nel primo Novecento, i mille rivoli della New Age nella seconda met\u00e0 del secolo giocano un ruolo decisivo nell\u2019elaborazione di forme religiose alternative al Cristianesimo, quando a esso non apertamente ostili, segnando il passaggio, per usare una terminologia gu\u00e9noniana, dall\u2019anti-tradizione (il Regno della Quantit\u00e0 dominato da umanesimo, razionalismo, meccanicismo) alla contro-tradizione, cio\u00e8 la &#8220;spiritualit\u00e0 alla rovescia&#8221; di matrice irrazionalista che ha uno dei tratti distintivi pi\u00f9 plateali nell\u2019esaltazione dell&#8217;Inconscio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritroviamo i maggiori teorici dell&#8217;irrazionalismo, Bergson e William James, fra i maestri dei due scrittori poco pi\u00f9 che ventenni, Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, che nel 1903 fondano il mensile \u201cIl Leonardo\u201d, edito a Firenze da Vallecchi. \u201cPagani e individualisti\u201d, i giovani del \u201cLeonardo\u201d rigettano l\u2019eredit\u00e0 naturalista e verista, dunque il positivismo, dichiarando di amare, nell\u2019arte, \u201cla trasfigurazione ideale della vita\u201d. L\u2019idealismo magico di Prezzolini, come pure il forte interesse di Papini per l\u2019occultismo e per lo spiritismo, muovono dal presupposto che il mondo e la verit\u00e0 siano rappresentazioni della volont\u00e0 dell\u2019Io, che dunque non \u00e8 destinato a subire deterministicamente il corso degli eventi ma pu\u00f2 crearlo o modificarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo stesso fronte \u00e8 attiva per qualche anno la rivista \u201cHermes\u201d diretta da Giuseppe Antonio Borgese, collaboratore del \u201cLeonardo\u201d vicino a Benedetto Croce e anch\u2019egli giovanissimo. &#8220;Hermes&#8221; considera la letteratura e la critica pienamente all\u2019altezza della \u201csolennit\u00e0 dei problemi universali\u201d poich\u00e9, afferma baldanzoso Borgese, \u201csiamo temprati nel fuoco dell\u2019azione, noi uomini nuovi, n\u00e9 tremiamo sul ghiaccio dei fiumi, sebben non ignari della profondit\u00e0 del gorgo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Papini, Prezzolini e Borgese scrivono contemporaneamente sul \u201cRegno\u201d, il periodico fondato da Enrico Corradini, nazionalista e poi fascista, ex direttore del \u201cMarzocco\u201d. Finanziata da alcuni industriali del settore siderurgico e alimentare, \u201cIl Regno\u201d rimprovera alla borghesia liberale e giolittiana di essere scesa a compromessi inaccettabili con il movimento proletario, mentre d\u2019altro lato esalta la guerra (soprattutto quella colonialista), sentita come una \u201clezione d\u2019energia\u201d contro la mollezza effeminata della democrazia e del socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanta rozza sommariet\u00e0 in simili posizioni, e quale distanza dalle vette teoretiche conquistate alla fine degli anni Venti da un Benda, che considera propria di menti superiori l\u2019idea democratica di equilibrio e vede nel socialismo non un viatico all\u2019appiattimento e all\u2019omologazione ma l\u2019opportunit\u00e0 di un eguale sviluppo delle disuguaglianze\u2026<\/p>\n<p><em>[continua]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Il Novecento italiano nasce a Firenze dalle pagine di alcune riviste (\u201cIl Leonardo\u201d, \u201cHermes\u201d, \u201cIl Regno\u201d, \u201cLa Voce\u201d, \u201cLacerba\u201d) che reagiscono frontalmente all&#8217;ascesa della societ\u00e0 di massa e alla pretesa positivista di ridurre l\u2019uomo e il mondo a mero dato, numero, quantit\u00e0. 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