{"id":49092,"date":"2019-02-25T10:30:08","date_gmt":"2019-02-25T09:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49092"},"modified":"2019-02-23T19:11:52","modified_gmt":"2019-02-23T18:11:52","slug":"sergio-romano-il-piu-grande-errore-delleuropa-aver-fatto-entrare-nellunione-i-paesi-dellest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49092","title":{"rendered":"Sergio Romano: \u201cIl pi\u00f9 grande errore dell\u2019Europa? Aver fatto entrare nell\u2019Unione i Paesi dell\u2019Est\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LINKIESTA (Francesco Cancellato)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/variants\/b\/3\/5\/5\/b3550496-4b88-46ed-b575-2e190dc172f3_large.jpg?_636864312128651129\" alt=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/variants\/b\/3\/5\/5\/b3550496-4b88-46ed-b575-2e190dc172f3_large.jpg?_636864312128651129\" width=\"981\" height=\"654\" \/><\/p>\n<h4 class=\"subtitle\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Intervista all\u2019editorialista e saggista, gi\u00e0 ambasciatore italiano alla Nato e a Mosca: \u201cSono state Germania e Regno Unito a voler allargare l\u2019Unione ai Paesi dell\u2019ex Patto di Varsavia. La cosa buffa \u00e8 che oggi i sovranisti si servono delle istituzioni europee per combattere l\u2019Europa\u00bb<\/strong><\/h4>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong><em>Dal 9 novembre 1989 al 9 novembre 2019: com&#8217;\u00e8 cambiata l\u2019Europa nei trent\u2019anni senza Muro? Siamo dove ci saremo aspettati di essere? E cosa potremmo fare per corrispondere agli ideali di libert\u00e0 di quella notte, in cui sembrava finire la Storia? Una serie di interviste a testimoni dell&#8217;epoca per ragionare con loro di come la caduta del Muro ha cambiato le nostre vite. Si comincia con Sergio Romano, gi\u00e0 ambasciatore italiano alla Nato e a Mosca.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"advSmartclip\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>\u00abI Paesi dell\u2019est? Non vogliono l\u2019integrazione dell\u2019Europa. Rivogliono semplicemente la sovranit\u00e0 nazionale perduta, dopo decenni di nazismo e comunismo. La cosa buffa \u00e8 che stanno usando le istituzioni europee per raggiungere il loro obiettivo\u00bb<\/strong>. <strong>Sergio Romano<\/strong> lasci\u00f2 la carica di ambasciatore italiano a Mosca e la carriera diplomatica pochi mesi prima che il muro cessasse di esistere, nei primi mesi del 1989, una specie di congedo dalla guerra fredda, poco prima che terminasse. Di quel che successe allora, e di quel che accadde da allora in poi, tuttavia, ha il ricordo vivido del testimone privilegiato, di chi sapeva che cosa stava succedendo e perch\u00e9:<strong> \u00abA dire il vero non avrei mai pensato che l\u2019Unione Sovietica si disintegrasse cos\u00ec in fretta<\/strong> &#8211; si schermisce &#8211; e sinceramente nemmeno pensavo che la caduta del Muro di Berlino avrebbe fatto scomparire tutti i muri del mondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa pensava, allora?<\/strong><br \/>\nMi limitavo agli effetti sulla Guerra Fredda e sullo stato della politica nella regione, a che cosa sarebbe successo nell\u2019Europa centrale. Sapevamo che se la Germania si fosse riunificata, le condizioni politiche dei Paesi dell\u2019 allora Patto di Varsavia sarebbero cambiate e che il rapporto con una nuova Urss avrebbe giovato al nuovo Stato tedesco . Non pensavo che sarebbe successo cos\u00ec rapidamente, che gi\u00e0 meno di due anni dopo non ci sarebbe pi\u00f9 stata l\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n<p><strong>Andreotti diceva che amava talmente tanto la Germania da volerne due. Mitterrand e Thatcher, raccontano i documenti dell\u2019epoca, erano tutto fuorch\u00e9 entusiasti della fine del Muro di Berlino. Perch\u00e9, secondo lei?<\/strong><br \/>\nIo credo che tutti, chi pi\u00f9 chi meno, sapessero che il Muro andava eliminato. Nemmeno francesi e britannici sarebbero stati felici se il Muro fosse rimasto dov\u2019era. Semmai, temevano la ricostituzione di uno Stato tedesco con le dimensioni di quello del 1870. Si ricordavano bene, Mitterrand e Thatcher, che quella Germania, con quelle dimensioni, aveva provocato due guerre mondiali. E d\u2019altro canto, chi credeva nella Comunit\u00e0 Europea era convinto che tutti i progressi fossero stati possibili grazie al rimpicciolimento della Germania. Una Germania riunificata sarebbe stata cos\u00ec disponibile all\u2019integrazione? Erano preoccupazioni legittime.<\/p>\n<p><strong>Eppure, passano solo tre anni dalla riunificazione delle Germanie e arriva il trattato di Maastricht. Ne passano poco pi\u00f9 di dieci e c\u2019\u00e8 l\u2019Euro&#8230;<\/strong><br \/>\nLa nascita dell\u2019Euro \u00e8 strettamente legata alla riunificazione tedesca. Quando Mitterrand capisce che non \u00e8 possibile opporsi alla riunificazione della Germania, cerca di legarla il pi\u00f9 possibile all\u2019Europa e le chiede di rinunciare al Marco come prezzo da pagare per l propria unit\u00e0. Fa leva sull\u2019europeismo di Kohl, reale e sincero.<\/p>\n<p><strong>Anche l\u2019allargamento dell\u2019Unione Europea a est \u00e8 figlio della caduta del Muro?<\/strong><br \/>\nCerto. I Paesi dell\u2019ormai ex Patto di Varsavia erano finalmente democratici e indipendenti, ma erano orfanelli. Avevano bisogno di qualcuno, per costruire la loro economia, per aggiornare le loro istituzioni. Ed era sacrosanto dar loro una mano. L\u2019errore semmai \u00e8 stato quello di realizzare quell\u2019aiuto ammettendoli nell\u2019Unione Europea. Gi\u00e0 allora pensavo che avremmo corso un grosso rischio.<\/p>\n<p><strong>Come mai?<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 non era indispensabile, non erano pronti, non avevano fatto lo stesso percorso dell\u2019Europa occidentale. Noi avevamo perso la seconda guerra mondiale e sapevamo che la sconfitta era figlia dei nazionalismi. Avevamo ritrovato la democrazia e avevamo deciso di metterci assieme per lasciarci alle spalle, una volta per tutte, i nostri nazionalismi. Loro erano diventati satelliti di un regime che non avrebbe mai permesso la nascita di una classe dirigente veramente nazionale e autonoma. Ecco perch\u00e9 non vogliono l\u2019integrazione europea. Perch\u00e9 rivogliono la sovranit\u00e0 nazionale, perch\u00e9 la fine dell\u2019Unione Sovietica per loro era l\u2019occasione, attesa da una vita, per ridiventare nazione. C\u2019\u00e8 una profonda differenza, un confine mentale che divide noi e loro. E noi ci siamo messi in casa persone che sono venute da noi solo perch\u00e9 offrivamo prospettive economiche interessanti, non certo per fare l\u2019Europa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>Ecco perch\u00e9 non vogliono l\u2019integrazione europea. Perch\u00e9 rivogliono la sovranit\u00e0 nazionale, perch\u00e9 la fine dell\u2019Unione Sovietica per loro era l\u2019occasione, attesa da una vita, per ridiventare nazione. C\u2019\u00e8 una profonda differenza, un confine mentale che divide noi e loro. E noi ci siamo messi in casa persone che sono venute da noi solo perch\u00e9 offrivamo prospettive economiche interessanti, non certo per fare l\u2019Europa<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda da un milione di euro: perch\u00e9 ce li siamo portati in casa?<\/strong><br \/>\nPer due motivi. Il primo: la Germania non voleva pi\u00f9 avere sul suo fianco destro paesi potenzialmente ostili e ritenne che i vantaggi sarebbero stati superiori agli svantaggi. Il secondo: la pressione della Gran Bretagna che non voleva l\u2019integrazione dell\u2019Europa. Il Regno Unito era entrato nella Comunit\u00e0 europea entrata per evitarla e ha immediatamente premuto per l\u2019allargamento nella convinzione che avrebbe reso l\u2019integrazione ancora pi\u00f9 difficile. L\u2019allora presidente della commissione Jacques Delors prov\u00f2 a rallentare il processo e per un certo periodo si parl\u00f2 anche di un rapporto confederale dell\u2019Unione Europea coi Paesi del\u2019est, ma non se ne fece nulla. Germania e Regno Unito avevano fretta che l\u2019est entrasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E alla fine l\u2019est \u00e8 entrato eccome. Col suo carico di leader di destra, nazionalisti e autoritari. I gemelli Kaczynski in Polonia, Viktor Orban in Ungheria\u2026<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 sempre stato cos\u00ec, per\u00f2. Questa \u00e8 una mutazione, figlia degli ultimi anni. In Polonia, Solidarnosc ha governato per una generazione prima che i Kaczynski arrivassero al potere. E quando Berlusconi and\u00f2 in Ungheria a sostenere la campagna elettorale di Orban, questi era ancora un moderato conservatore del Partito Popolare Europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche qui: cos\u2019\u00e8 successo?<\/strong><br \/>\n\u00c8 successo che il nazionalismo dell\u2019Europa centro-orientale (oggi chiamato sovranismo) ha contagiato i Paesi dell\u2019Europa occidentale, nel momento in cui \u00e8 emersa, dopo la crisi dei debiti sovrani, una forte forma di euro-scetticismo. La cosa buffa \u00e8 che le forze politiche che governano i Paesi dell\u2019est &#8211; ma anche quelle che governano l\u2019Italia e l\u2019Austria &#8211; oggi vogliono creare un gruppo parlamentare maggioritario al parlamento di Strasburgo, e stanno trattando per lavorare insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 \u00e8 buffa?<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 stanno facendo una politica nazionalista ed euro-critica servendosi degli strumenti istituzionali europei. In altri tempi, non avrebbero avuto questa possibilit\u00e0. Oggi ce l\u2019hanno, grazie all\u2019Europa. C\u2019\u00e8 molto tatticismo e poca strategia in questo contagio dell\u2019est nell\u2019ovest: stanno usando l\u2019Europa contro l\u2019Europa, criticano la Commissione, ma accettano la sua esistenza e anzi vorrebbero prendersela. Il simbolo di questo paradosso \u00e8 Nigel Farage, per molto tempo leader dell\u2019Ukip (Uniteed Kingdom Independence Party) , che non ha mai messo piede nel parlamento del suo Paese e ha fatto tutte le sue battaglie da Strasburgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vinceranno loro?<\/strong><br \/>\nNon so dirlo perch\u00e9 i nostri giudizi sono spesso influenzati dai nostri desideri, ma non me lo auguro. Questo \u00e8 un momento molto difficile per l\u2019Europa ma sono ragionevolmente ottimista e penso che la ragionevolezza finir\u00e0 per prevalere, che i risultati acquisiti nel processo di integrazione non verranno perduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fuori, intanto, ci sono Russia e America, le due potenze della guerra fredda, che sono pronte a riprendersi quel che era loro.<\/strong><br \/>\nLe loro posizioni sono diverse. La Russia teme l\u2019America e l\u2019imperialismo americano. Noi non abbiamo mai capito come l\u2019America abbia interpretato la caduta del muro. Per noi era la fine della guerra fredda, per loro era la vittoria della guerra fredda. In mezzo c\u2019\u00e8 tutta la distanza del mondo. Noi volevamo aprirci, collaborare, creare un futuro dove gli equilibri avrebbero prevalso sui contenziosi. L\u2019America invece voleva cogliere l\u2019occasione per una politica pi\u00f9 marcatamente imperiale. Non \u00e8 un caso, che a pochi anni di distanza dalla caduta del Muro, la Nato si sia allargata fino ad arrivare alle frontiere della Russia. E se l\u2019America reagisce cos\u00ec, non \u00e8 strano che la Russia anteponga la propria sicurezza alla modernizzazione. E nemmeno \u00e8 strano che siano gli europei a scontare le conseguenze di questa nuova contrapposizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2019\/02\/23\/sergio-romano-il-piu-grande-errore-delleuropa-aver-fatto-entrare-nellu\/41185\/?fbclid=IwAR1k_50vCK2jU8p8MyOI200VciuHMZ2bUKrEJdyjcLQmYmM0Rg1csu3MLt4\">https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2019\/02\/23\/sergio-romano-il-piu-grande-errore-delleuropa-aver-fatto-entrare-nellu\/41185\/?fbclid=IwAR1k_50vCK2jU8p8MyOI200VciuHMZ2bUKrEJdyjcLQmYmM0Rg1csu3MLt4<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Francesco Cancellato) Intervista all\u2019editorialista e saggista, gi\u00e0 ambasciatore italiano alla Nato e a Mosca: \u201cSono state Germania e Regno Unito a voler allargare l\u2019Unione ai Paesi dell\u2019ex Patto di Varsavia. 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