{"id":49116,"date":"2019-02-26T08:30:06","date_gmt":"2019-02-26T07:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49116"},"modified":"2019-02-25T22:58:50","modified_gmt":"2019-02-25T21:58:50","slug":"il-trattato-di-aquisgrana-e-la-fine-delleuropa-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49116","title":{"rendered":"Il Trattato di Aquisgrana e la fine dell\u2019Europa politica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Domenico Moro)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/personaggi\/macron_merkel_aquisgrana.jpg\" alt=\"macron merkel aquisgrana\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Pubblichiamo un interessante contributo di Domenico Moro<\/strong><\/em><\/p>\n<p>da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.laboratorio-21.it\/il-trattato-di-aquisgrana-e-la-fine-delleuropa-politica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">laboratorio-21.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 6 febbraio 2019 la commissaria alla concorrenza della Ue, Margrethe Vestager, ha bocciato la fusione tra Alstom e Siemens nel settore ferroviario. Immediatamente la Francia e la Germania hanno dichiarato che avrebbero dato avvio a un processo di revisione delle regole della concorrenza. Ben diverso \u00e8 stato l\u2019atteggiamento dei due Stati in occasione della fusione tra Fincantieri e Stx France, nella cantieristica. In questo caso la Francia, sostenuta immediatamente dalla Germania, ha chiesto alla commissione alla concorrenza di esaminare la fusione alla luce del regolamento sulle concentrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un esempio che dimostra quanto l\u2019Europa sia tutt\u2019altro che un organismo unitario. La Ue, in realt\u00e0, \u00e8 un sistema intergovernativo dove gli Stati non solo continuano ad esistere ma agiscono, sempre di pi\u00f9, secondo interessi e strategie nazionali. Al di l\u00e0 dei numerosi esempi in tal senso degli ultimi anni, specie dopo lo scoppio della crisi del debito pubblico, il Trattato di Aquisgana, siglato a gennaio dai governi di Francia e Germania, sancisce definitivamente l\u2019inesistenza dell\u2019Europa non solo come soggetto politico unitario, ma persino come terreno politico di coordinamento tra Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta della citt\u00e0 di Aquisgrana ha una forte valenza simbolica. Infatti, Aquisgrana fu la capitale dell\u2019Impero carolingio, che un\u00ec in uno stesso organismo politico Francia e Germania. Attorno al nucleo centrale composto da questi due Paesi, l\u2019impero di Carlo Magno riuniva gli attuali Belgio, Olanda, Austria, Italia centrosettentrionale e Catalogna, insomma quello che ora \u00e8 il nocciolo duro dell\u2019area euro. Mentre l\u2019Europa si scopre sempre pi\u00f9 divisa su molte tematiche, e le divergenze economiche tra i Paesi si sono allargate sempre di pi\u00f9, la Francia e la Germania anzich\u00e9 lavorare, come vorrebbe la retorica europeista, ad una maggiore integrazione europea, si focalizzano sull\u2019integrazione franco-tedesca con obiettivi e istituzioni proprie. Infatti, all\u2019art. 20 del cap. V si dichiara che il fine dell\u2019integrazione \u00e8 la creazione di \u201cuna zona economica franco-tedesca con regole comuni\u201d, la cui attuazione \u00e8 coordinata dal Consiglio economico e finanziario franco-tedesco. Inoltre, sono previste la riunione del Consiglio dei ministri francesi e tedeschi,\u00a0 una volta l\u2019anno, e la partecipazione di un membro del governo di uno dei due stati, almeno una volta ogni trimestre e alternativamente, al Consiglio dei ministri dell\u2019altro Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la verit\u00e0 le norme del trattato, oltre che stabilire una integrazione economica e culturale tra i due Paesi, rappresentano una vera e propria alleanza di politica estera e militare. In primo luogo, Francia e Germania, come detto, sanciscono, con la loro aspirazione a egemonizzare la Ue, l\u2019inesistenza della Ue come organismo di stati posti su un piano di parit\u00e0. Infatti, i due contraenti stabiliscono (Cap. I, art. 2) \u201cdi definire, prima dei grandi eventi europei, posizioni comuni e di concordare dichiarazioni coordinate dei rispettivi ministri\u201d. In questo modo, il blocco franco-tedesco acquista un potere di condizionamento enorme sulle scelte europee, che vengono predeterminate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso politico dell\u2019accordo: lo scambio tra Germania e Francia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il precedente punto del Trattato in qualche modo formalizza, pur aggravandola, una situazione gi\u00e0 esistente\u00a0de facto, l\u2019aspetto forse pi\u00f9 innovativo \u00e8 quello militare. All\u2019articolo 4 del capitolo II si dice: \u201cEssi [Francia e Germania] si prestano reciprocamente aiuto e assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione, comprese la forze armate, in caso di aggressione armata contro il loro territorio\u201d. Tale specificazione non sembrerebbe avere una particolare giustificazione, dal momento che l\u2019art. 51 del Trattato sul funzionamento della Ue gi\u00e0 prevede una tale assistenza, per\u00f2 senza fare esplicito riferimento all\u2019impiego delle forze armate; soprattutto tale norma appare curiosa, dal momento che entrambi gli stati fanno parte della Nato, una alleanza militare di assistenza reciproca in caso di aggressione, e che la Germania ospita diverse basi militari americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non basta: \u201ci due stati agiscono congiuntamente, ogniqualvolta possibile, conformemente alle rispettive norme nazionali, per mantenere la pace e la sicurezza (\u2026) si impegnano a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le loro forze armate al fine di stabilire una cultura comune e di effettuare spiegamenti congiunti. Essi stanno intensificando lo sviluppo di programmi comuni di difesa e la loro estensione ai partner\u201d. A questo proposito, l\u2019integrazione tra Francia e Germania \u00e8 in stato avanzato. I due paesi stanno perfezionando l\u2019accordo per un nuovo carro armato e soprattutto per un nuovo caccia. \u00a0Per questa ragione la Germania, su richiesta della Francia, ha escluso lo statunitense F-35 dall\u2019asta per la sostituzione del Tornado, con l\u2019immaginabile irritazione degli Usa e per la felicit\u00e0 dell\u2019industria aeronautica francese, che rappresenta uno dei pochi settori ancora forti della manifattura d\u2019oltralpe. Anche in questo caso, l\u2019accordo \u00e8 sancito da una istituzione ad hoc: \u201cI due Stati istituiscono il Consiglio franco-tedesco per la difesa e la sicurezza quale organico politico per orientare questi impegni reciproci\u201d (art. 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso del Trattato di Aquisgrana consiste certamente in un accordo per il controllo delle decisioni Ue, ma anche in un vero scambio politico pi\u00f9 complessivo tra gli Stati della Francia e della Germania. La Germania sostiene la Francia sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della sua politica estera in Africa. Non dimentichiamo che se lo spread francese \u00e8 pi\u00f9 basso di quello italiano, a dispetto dei fondamentali non certo migliori (alto debito commerciale con l\u2019estero, mentre l\u2019Italia ha un surplus consistente; pi\u00f9 alto debito delle famiglie e delle imprese e pi\u00f9 alto deficit pubblico dell\u2019Italia), \u00e8 anche perch\u00e9 la Germania acquista i titoli di stato francesi. Inoltre, la Francia \u00e8 un paese deindustrializzato e con una economia sempre pi\u00f9 dipendente dall\u2019espansione esterna, cio\u00e8 basata sugli investimenti esteri di capitale. Soprattutto \u00e8 dipendente da una politica di espansione in Africa, dove il suo interventismo politico, economico e militare \u00e8 aumentato in questi ultimi anni. L\u2019appoggio tedesco alla politica imperialista francese in Africa \u00e8 sancito all\u2019art. 7 del capitolo II, dove i due stati prevedono esplicitamente l\u2019intervento militare congiunto, impegnandosi alla \u201cprevenzione dei conflitti, risoluzione delle crisi, anche nel mantenimento della pace e gestione delle situazioni postbelliche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cambio dell\u2019appoggio tedesco, la Francia, oltre a confermare il suo sostegno alla Germania nelle decisioni europee, le permette di uscire dalla sua condizione di gigante economico e nano politico-diplomatico e militare. Dopo il 1945 nessun sistema militare \u00e8 credibile senza \u201cdissuasione nucleare\u201d. Ora, con questo trattato, la Germania, che non ha n\u00e9 \u00e8 in condizioni di dotarsi di armi nucleari, si pone sotto la copertura di quelle della Francia. Altrettanto importante \u00e8 il raggiungimento di uno status diplomatico di grande potenza. In quanto potenza sconfitta ed erede morale del nazismo, la Germania \u00e8 stata esclusa dall\u2019importante ruolo di membro permanente del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu, come l\u2019Italia e il Giappone, malgrado fosse stato membro permanente, come l\u2019Italia e il Giappone, del consiglio della Societ\u00e0 delle nazioni fino al 1933. Suo obiettivo \u00e8 ritornarci, tanto che qualche mese fa il vice-cancelliere tedesco aveva addirittura caldeggiato la cessione del seggio permanente della Francia alla Ue. Con il Trattato, invece, la Francia si impegna a far entrare la Germania come membro permanente (art. 8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il significato del Trattato di Aquisgrana \u00e8 negativo sia per gli Usa sia per gli altri Paesi europei, in particolare per l\u2019Italia. L\u2019appoggio della Francia alla candidatura tedesca al Consiglio di sicurezza \u00e8 uno schiaffo in faccia alla strategia diplomatica italiana che ha sempre cercato di utilizzare la via europea per accedere al Consiglio, battendosi per un seggio permanente alla Ue. Inoltre, l\u2019accordo franco-tedesco, oltre a dissolvere le illusioni italiane di una alleanza con la Francia per ottenere modifiche ai trattati, la mette in una posizione di maggiore debolezza. Una debolezza che si manifesta non solo all\u2019interno dell\u2019Europa ma anche nel quadrante africano, dove l\u2019Italia confligge permanentemente con la Francia e dove si sta ancora leccando le ferite dell\u2019aggressione francese alla Libia, quello che in qualche modo era un suo \u201cprotettorato\u201d economico. I contrasti degli ultimi mesi tra il governo giallo-verde e il governo Macron nascondono, dietro le polemiche sugli immigrati, i gilet verdi, il franco Fca, e il richiamo dell\u2019ambasciatore francese, la concorrenza tra i due Stati a livello internazionale e soprattutto africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Trattato e il disvelamento della vera natura dell\u2019integrazione europea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, questo Trattato non \u00e8 assolutamente in contraddizione con i Trattati europei n\u00e9 con le istituzioni dell\u2019euro, dimostrando quanto ho sostenuto pi\u00f9 volte, ad esempio ne La gabbia dell\u2019euro. La Ue e l\u2019euro non hanno eliminato lo Stato nazionale, perch\u00e9 solamente alcune delle sue importanti funzioni, il bilancio e la moneta, sono state alienate al livello sovranazionale, mentre le altre funzioni decisive dello Stato \u2013 il monopolio della forza e la politica estera \u2013 rimangono saldamente nelle sue mani. Questa apparente contraddizione \u00e8 coerente con le ragioni di classe \u2013 la difesa degli interessi del grande capitale internazionalizzato \u2013 che stanno dietro l\u2019integrazione europea: da una parte, mediante la Ue e l\u2019euro, aggirare il controllo democratico sulle decisioni di politica economica, e, dall\u2019altra parte, mediante lo Stato nazionale, continuare a usare dello strumento della forza e della politica estera per l\u2019espansione all\u2019estero. Nelle sue funzioni della forza e della politica estera, lo Stato nazionale francese e tedesco viene persino rafforzato, come dimostra egregiamente proprio il Trattato di Aquisgrana, che, a scanso di equivoci, non va inteso come una misura propedeutica all\u2019unificazione tra Francia e Germania, sulla cui base possa fondarsi una unit\u00e0 politica europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, il Trattato \u00e8 il matrimonio di interesse tra due stati distinti con obiettivi diversi ma convergenti. N\u00e9, per le stesse ragioni, rappresenta la base di un imperialismo europeo autonomo. Esso \u00e8, piuttosto, il tentativo di rafforzamento dell\u2019imperialismo francese e soprattutto sancisce la pericolosa rinascita della Germania come grande potenza. Lo scopo \u00e8 controllare il processo decisionale europeo e sostenersi l\u2019un l\u2019altro nei confronti sia degli altri Stati europei sia delle potenze extra-europee, a partire proprio dall\u2019alleato statunitense, che, soprattutto con la presidenza Trump, non ha mai mancato di rinfacciare all\u2019Europa il suo scarso contributo alle spese della Nato e alla Germania il suo eccessivo surplus commerciale. Il punto \u00e8 la rinascita di un contrasto neoimperialista tra Stati, anche a causa di una crisi del sistema capitalistico che non vuole passare, di una globalizzazione sempre pi\u00f9 spinta e di una competizione sempre pi\u00f9 accesa tra capitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 illusorio continuare a invocare pi\u00f9 Europa contro gli stati nazionali, perch\u00e9 l\u2019Europa non esiste n\u00e9 pu\u00f2 esistere, visto che una modifica dei trattati pu\u00f2 essere fatta solo all\u2019unanimit\u00e0 e che l\u2019integrazione europea \u00e8 stata costruita dalle fondamenta con certe caratteristiche, cio\u00e8 come sistema intergovernativo e interstatale. In caso contrario, un accordo come il Trattato di Aquisgrana non sarebbe stato concepibile. Soprattutto invocare pi\u00f9 Europa \u00e8 suicida. \u00c8 stata proprio l\u2019Europa ad aver risvegliato o accentuato il nazionalismo e la dinamica imperialista degli Stati. Pi\u00f9 Europa, nelle attuali condizioni, significherebbe la realizzazione di un superstato in funzione imperialista. Del resto, l\u2019euro, aumentando le divergenze tra i vari Paesi e contraendo i mercati domestici, accentua la spinta a espandersi all\u2019estero e, come suo derivato, la concorrenza tra capitali e la competizione tra stati. Per queste ragioni, non pu\u00f2 esistere non solo una politica di crescita dell\u2019occupazione e dei salari, ma neanche una strategia realistica di lotta per la pace e contro l\u2019imperialismo che non inserisca al suo interno, in una posizione centrale, il tema del superamento dell\u2019euro e di Trattati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/29579-il-trattato-di-aquisgrana-e-la-fine-delleuropa-politica\">\u00a0http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/29579-il-trattato-di-aquisgrana-e-la-fine-delleuropa-politica<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Domenico Moro) Pubblichiamo un interessante contributo di Domenico Moro da\u00a0laboratorio-21.it Il 6 febbraio 2019 la commissaria alla concorrenza della Ue, Margrethe Vestager, ha bocciato la fusione tra Alstom e Siemens nel settore ferroviario. 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