{"id":49142,"date":"2019-02-26T10:00:24","date_gmt":"2019-02-26T09:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49142"},"modified":"2019-02-25T23:07:30","modified_gmt":"2019-02-25T22:07:30","slug":"litalia-tutta-intera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49142","title":{"rendered":"L\u2019Italia tutta intera"},"content":{"rendered":"<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify;\">di<strong> LIMES (Laura Canali)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"detail\" style=\"text-align: justify;\"><em><strong><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/sezione-rubrica\/ricamandoilmondo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">RUBRICA RICAMANDO IL MONDO<\/a>\u00a0 <\/strong>Venezia, Genova e un paese tanto eterogeneo quanto unico. Cosa ispira la mostra cartografica che presenter\u00f2 durante il <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/vi-festival-di-limes-una-strategia-per-litalia\/111144\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">VI Festival di Limes<\/a>.<\/em><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full wp-post-image\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2019\/02\/logo-limesfestival-vi1.jpg\" alt=\"logo limesfestival vi\" width=\"820\" height=\"1101\" \/><\/div>\n<div><strong>Disegno di Laura Canali.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2019Italia tutta intera<\/strong><em><strong> \u00e8 il titolo della mostra delle mappe di Limes <\/strong>che presenter\u00f2 a Genova durante il <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/vi-festival-di-limes-una-strategia-per-litalia\/111144\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">VI Festival di Limes (Palazzo Ducale, 8-10 marzo)<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong> Il simbolo \u00e8 un\u2019Italia cucita a maglia, molto colorata per sottolineare le diversit\u00e0<\/strong><strong>e le origini delle diversit\u00e0<\/strong> che contraddistinguono la storia del nostro paese. Ed \u00e8 proprio questo insieme eterogeneo che la rende unica al mondo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Nel testo che segue ho \u201ccucito\u201d Genova e Venezia, due citt\u00e0 diversissime tra loro<\/strong> ma che, grazie alla feroce rivalit\u00e0 durante il periodo delle Repubbliche marinare, hanno dato origine a una storia molto particolare e molto importante per secoli a venire<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Esiste un momento preciso in cui un fatto storico<\/strong> viene condito da qualche tocco di magia. Nella storia di Genova, la magia ha illuminato una cella che nel 1298 ha recluso Marco Polo insieme allo scrittore Rustichello da Pisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Polo era stato fatto prigioniero<\/strong> in seguito alla sconfitta della Serenissima nella feroce Battaglia di Curzola. Questo scontro fu l\u2019ultimo di una lunga serie di guerre e di atti feroci, che ebbero luogo lungo tutta la costa medio orientale del Mar Mediterraneo, a partire da Costantinopoli, passando per il Mar Nero e finendo sulle coste dell\u2019attuale Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La battaglia di Curzola (Kor\u010dula in\u00a0croato) inizi\u00f2 il 7 settembre del 1298.<\/strong> Il vento era favorevole alla flotta genovese, che riusc\u00ec a rompere i ranghi degli avversari: solo 11 galee su 95 riuscirono a rientrare a Venezia. Ma le perdite furono gravi anche per i genovesi, che non riuscirono ad arrivare a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra i prigionieri c\u2019era proprio Marco Polo<\/strong>, da poco rientrato nella sua citt\u00e0 dal suo lunghissimo viaggio in Oriente, durato 24 anni. Era stato premiato dal doge di Venezia e reso capitano di una delle galee che affrontarono la flotta genovese al largo dell\u2019isola dalmata di Kor\u010dula, oggi in Croazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Naturalmente la prigionia di Marco Polo fu una prigionia dorata<\/strong>. Egli ebbe il tempo di raccontare a Rustichello da Pisa molte cose del suo viaggio in Cina. Rustichello era abbastanza noto come romanziere e parlava in francese di Lombardia. Molto probabilmente l\u2019esploratore si esprimeva in franco-veneto; \u00e8 cos\u00ec che forse si saranno potuti capire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oltre al racconto orale, sicuramente Marco Polo<\/strong> <strong>aveva degli appunti<\/strong> perch\u00e9 molti dati sono precisi e riportano, ad esempio, le distanze descritte in giornate di viaggio o in miglia e spesso associate a indicazioni astronomiche, utili per l\u2019orientamento. Inoltre ci sono molte notizie sulle lingue, le religioni, la politica e l\u2019organizzazione burocratica dei vari territori attraversati. Marco Polo descrive anche le provviste necessarie sia ai viaggiatori che agli animali per il tragitto da fare e ha delle precise conoscenze del valore delle monete dei luoghi in confronto al valore di quelle occidentali. L\u2019aspetto economico era la stella polare del viaggio, mentre l\u2019aspetto intellettuale era molto carente. Questo probabilmente era dovuto alla natura di Marco Polo stesso, molto interessato al commercio e all\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le origini del <em>Milione<\/em> sono difficili da stabilire con esattezza, perch\u00e9 manca il testo originale manoscritto.<\/strong> I manoscritti esistenti sono tutti lacunosi e incompleti. Sicuramente il testo \u00e8 stato interpretato pi\u00f9 volte, come testimonia anche il cambio del titolo, <em>Le divisament dou monde<\/em> e poi <em>De mirabilibus mundi<\/em>. Ma per fortuna quel libro ha attraversato la storia ed \u00e8 arrivato fino al grande navigatore Cristoforo Colombo, il quale, affascinato dal racconto di Marco Polo, intraprende il viaggio per raggiungere l\u2019Oriente passando per l\u2019Occidente. Approdato nel Mar dei Caraibi, scambia l\u2019sola di Cuba per il Cipango, nome che l\u2019esploratore veneziano aveva dato al Giappone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le vite, le citt\u00e0, i luoghi si incrociano e danno vita<\/strong> <strong>ad altre storie, forse pi\u00f9 importanti delle battaglie stesse<\/strong> perch\u00e9 lasciano in eredit\u00e0 un\u2019apertura sul mondo unica. Un giro di boa come \u00e8 stato per la scoperta delle Americhe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Venezia e Genova, due centri italiani<\/strong> che hanno aperto le due strade pi\u00f9 importanti al mondo, una verso oriente e l\u2019altra verso occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Venezia, citt\u00e0 nata su isole limacciose, quasi zolle d\u2019erba<\/strong> <strong>alla deriva, aperta ai piaceri,<\/strong> al divertimento, in continuo contatto con l\u2019Oriente in una ragnatela di rapporti marittimi e terrestri che la legano da sempre e per sempre alle ricchezze colorate e profumate dell\u2019Impero Ottomano. Sembra naturale pensare, mentre si percorre in vaporetto il Canal Grande, che con una semplice sterzata e senza pi\u00f9 fermarsi si possa raggiungere la Grecia e la Turchia, senza nessun ostacolo. Come i viaggi sul tappeto volante descritti da <em>Le mille e una notte<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli scambi commerciali tra Venezia, l\u2019Occidente, l\u2019Impero Ottomano<\/strong> <strong>e l\u2019Oriente<\/strong> sono sempre stati molto intensi. Anche all\u2019alba di grandi guerre. Ad esempio, fino a poco prima della guerra di Lepanto, nel 1571, il capitan pasci\u00e0, capitano della flotta ottomana, ordinava alle vetrerie di Venezia i fanali per le sue galee. Anche l\u2019acquisto dei cannoni veniva effettuato con la consulenza di tecnici occidentali. La tecnologia europea serviva in Medio Oriente come in Occidente. Tra gli altri oggetti indispensabili gli occhiali, ordinati dai sultani e dai gran visir sempre a Venezia, come anche le grandi lampade in vetro per le Moschee. Potrebbe sembrare un rapporto schizofrenico: guerra e commercio, flussi ininterrotti che rispecchiano e anticipano la realt\u00e0 attuale. Un esempio tra tutti: le armi. Oggi i primi cinque paesi esportatori di armamenti sono nell\u2019ordine Stati Uniti, Russia, Francia, Germania e Cina, per un 74,2% del totale mondiale. India a parte, il maggior compratore \u00e8 il Medio Oriente, a causa delle guerre (Siria, Yemen, Libia) e dell\u2019instabilit\u00e0 di tutta l\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma risaliamo il tempo e la geografia e torniamo a Genova<\/strong>. Al contrario di Venezia, Genova non nasce su un territorio\/zattera ma \u00e8 circondata da montagne che la spingono al mare. Il territorio tra il mare e la montagna \u00e8 stato conquistato dai genovesi palmo a palmo. Bonifiche, coltivazioni, terrazzamenti hanno scavato una nicchia stretta che finisce su spiagge piccole, di ciottoli. Ogni centimetro guadagnato \u00e8 merito degli uomini che lo hanno voluto per s\u00e9. Ma non basta. Serve lo spazio del mare e i genovesi, guidati dal loro faro, la <em>Lanterna<\/em>, hanno seguito i raggi della sua luce oltre ogni aspettativa, disegnando rotte indelebili tra il Mediterraneo e l\u2019Atlantico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La <em>Lanterna<\/em> nasce come torre di avvistamento nel 1128<\/strong>. All\u2019avvicinarsi d\u2019imbarcazioni veniva acceso un fuoco con steli secchi di edera o di ginestra. Non ci sono documenti ufficiali per avere la certezza storica della data di costruzione. L\u2019esigenza di segnalare imbarcazioni in arrivo nasceva sia dalle necessit\u00e0 di sicurezza sia per il pagamento di una tassa per l\u2019approdo. Alle spalle della <em>Lanterna<\/em> c\u2019era la <em>Via Francigena<\/em> che collegava Genova alla costa di ponente, una versione archeologica della tanto discussa Tav Torino-Lione. I fuochi dei fari medioevali servivano anche per cercare di impedire i naufragi a causa degli scogli. I briganti che si muovevano lungo la costa cercavano di spegnere i fuochi di segnalazione, per poter depredare i vascelli che si sarebbero pi\u00f9 facilmente schiantati. Gli oggetti trascinati a riva dal mare appartenevano a chi li trovava secondo il diritto del mare medioevale, lo<em> ius naufragii<\/em>\u00a0<em>(I ragazzi che amavano il vento \u2013 Universale economica Feltrinelli\/Classici, 2016 \u2013 a cura di Roberto Mussapi, pag. 5).\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019importanza strategica di Genova era notevole<\/strong> gi\u00e0 in epoca romana, subito dopo la definitiva sconfitta di Cartagine. I romani usarono Genova come approdo per raggiungere pi\u00f9 rapidamente Tortona e Piacenza. Inoltre introdussero la coltivazione degli ulivi e delle viti. Cos\u00ec questa regione cominci\u00f2 a produrre merce di scambio come il prezioso olio e il vino. L\u2019olio arriv\u00f2 come combustibile anche in cima ai 77 metri della <em>Lanterna<\/em>, nel 1326. Venne allora installata la prima lanterna ad olio di oliva prodotta da maestri vetrai liguri e veneziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Venezia e Genova, di nuovo intrecciate. La Serenissima<\/strong> e la Superba erano e sono tutt\u2019ora due citt\u00e0 molto diverse ma diventate potentissime grosso modo nello stesso periodo storico. La battaglia di Curzola, seppur vinta da Genova, apre le porte alla fine di entrambe le Repubbliche marinare. L\u2019impegno economico per fronteggiarsi e le perdite umane hanno segnato il nuovo confine che nessuna delle due \u00e8 pi\u00f9 riuscita a superare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qualche secolo pi\u00f9 tardi un viaggiatore illustre, il grande poeta<\/strong> <strong>George Gordon Byron,<\/strong> passegger\u00e0 accompagnato dalla giovane scrittrice Mary Shelley sulla collina di Albaro, proprio a Genova. Veniva da Venezia dove aveva trascorso tre anni accompagnato da quattordici servi, due scimmie, una volpe e due mastini. Stava organizzando il suo viaggio per la Grecia e sarebbe partito da Genova stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mary Shelley era da poco rimasta vedova del poeta Percy Shelley,<\/strong> annegato nel golfo di Spezia a bordo della sua barca <em>Ariel<\/em>, cos\u00ec battezzata in onore dello spirito dell\u2019aria della <em>Tempesta<\/em> di Shakespeare. I due poeti romantici erano stati molto amici e si erano conosciuti a Ginevra nel 1816. Mary Shelley \u00e8 l\u2019autrice del romanzo gotico <em>Frankenstein<\/em>, precursore dello stile odierno horror e fantascientifico. Fu pubblicato nel 1818 in Inghilterra, ma fu scritto tra il 1816 e il 1817. Il 1816 fu definito \u201cl\u2019anno senza estate\u201d per l\u2019Europa settentrionale e gli Stati americani del Nord. Si manifestarono gravi anomalie climatiche a causa di diversi eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il primo fra tutti fu l\u2019eruzione del vulcano Tambora<\/strong>, avvenuta nell\u2019aprile del 1815, nell\u2019attuale Indonesia, che proiett\u00f2 negli strati superiori dell\u2019atmosfera moltissima cenere. Gi\u00e0 nel 1812 e nel 1814 c\u2019erano state due grandi eruzioni da altri vulcani, il Soufri\u00e8re nei Caraibi e il Mayon nelle Filippine. Probabilmente le tre eruzioni avevano creato una coltre molto importante che impediva al sole di scaldare bene le zone settentrionali del globo. Era in corso per\u00f2 un altro fenomeno che riguardava proprio il sole:\u00a0a questo ulteriore fenomeno venne dato il nome di <em>Minimo di Dalton,<\/em>\u00a0dal cognome dal meteorologo inglese che lo not\u00f2. Il sole era in un periodo di bassa attivit\u00e0. Tutti questi eventi produssero un anno senza estate e forse crearono un\u2019atmosfera piuttosto angosciosa e buia, tanto da influire sulla creativit\u00e0 di Mary Shelley, che scrisse, in pieno romanticismo, il suo celebre romanzo <em>Frankenstein<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019Italia \u00e8 un paese pieno di vulcani. Sicuramente, durante le navigazioni dei Fenici, sono serviti per l\u2019orientamento, proprio come la <em>Lanterna<\/em> nel Medioevo, forse costruita a imitazione di quei fari naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La mostra cartografica <\/em>L\u2019Italia tutta intera<em> sar\u00e0 inaugurata da Laura Canali venerd\u00ec 8 marzo h17.30 al Palazzo Ducale di Genova e sar\u00e0 visitabile gratuitamente durante tutta la durata del <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/vi-festival-di-limes-una-strategia-per-litalia\/111144\">VI Festival di Limes<\/a>. Visite guidate gratuite con l\u2019autrice sabato h11.30 e h17.30, domenica h11.30 e h17.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/litalia-tutta-intera\">http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/litalia-tutta-intera<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (Laura Canali) RUBRICA RICAMANDO IL MONDO\u00a0 Venezia, Genova e un paese tanto eterogeneo quanto unico. Cosa ispira la mostra cartografica che presenter\u00f2 durante il VI Festival di Limes. Disegno di Laura Canali. \u2019Italia tutta intera \u00e8 il titolo della mostra delle mappe di Limes che presenter\u00f2 a Genova durante il VI Festival di Limes (Palazzo Ducale, 8-10 marzo). Il simbolo \u00e8 un\u2019Italia cucita a maglia, molto colorata per sottolineare le diversit\u00e0e le origini&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":17273,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/LIMES-e1476615027799.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cMC","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49142"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49142"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49159,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49142\/revisions\/49159"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}