{"id":49166,"date":"2019-02-26T11:00:11","date_gmt":"2019-02-26T10:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49166"},"modified":"2019-02-26T06:25:30","modified_gmt":"2019-02-26T05:25:30","slug":"da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49166","title":{"rendered":"Da Hegel a Marx: fenomenologia dello Stato moderno capitalistico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>SINISTRA IN RETE (Carla Maria Fabriani)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abstract: In Chapter 24 of the first book of <em>Capital<\/em>, Marx deals with the modern capitalist State, emphasizing the existence of complex factors which affect it. The theoretical basis of his reflection is to be found in Hegel\u2019s <em>Phenomenology<\/em>. He points out the violent methods that the State use against workers \u2013 the eslege proletariat \u2013 and the subsumtpion of the State to capital.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong class=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/steve-johnson-704521-unsplash-300x200.jpg\" alt=\"steve johnson 704521 unsplash 300x200\" width=\"300\" height=\"235\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong class=\"\">1. Definire lo Stato: prima Hegel e poi Marx<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 bene soffermarsi su una definizione non marxiana del potere dello Stato, ma irrinunciabile ai fini dell\u2019analisi che svolger\u00f2 nelle pagine successive, in merito a quanto Marx espone nel celebre capitolo su \u00abLa cosiddetta accumulazione originaria\u00bb (Marx, 2011, 787-839).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi riferisco alla definizione hegeliana presente nella <em>Fenomenologia dello spirito<\/em>, ancor prima che nei <em>Lineamenti di filosofia del diritto<\/em>, a proposito del potere dello Stato, come <em>sostanza che permane<\/em> di contro alla ricchezza definita invece come <em>sostanza che si sacrifica<\/em><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Quei passi delineano il passaggio da una concezione premoderna dello Stato a una concezione pienamente moderna: dallo Stato teocratico\/assolutistico allo Stato monarchico costituzionale, cos\u00ec come verr\u00e0 poi pi\u00f9 dettagliatamente configurato nei <em>Lineamenti<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura cetuale della societ\u00e0 dell\u2019<em>An\u00e7ien R\u00e9gime<\/em>, sostenuta dalla stabilit\u00e0 del potere statale \u2013 l\u2019<em>Io voglio<\/em> del sovrano assoluto \u2013, si sacrifica allo spirito del tempo moderno, che afferma con Smith: \u00abLa ricchezza, come dice Hobbes, \u00e8 potere.\u00bb (Smith, 1995, 83).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale sacrificio non elimina il potere dello Stato <em>in s\u00e9<\/em>; rende ambivalente la sua definizione e la sua cognizione, da parte dei soggetti agenti all\u2019interno di quella che pi\u00f9 tardi sar\u00e0 chiamata societ\u00e0 civile, stato esterno, sistema dell\u2019atomistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere statale \u00e8 perci\u00f2 sia la sostanza semplice (l\u2019<em>Io voglio<\/em>), principio di spiegazione e fondamento del fare di tutti e di ciascuno (di tutti i ceti), dimensione autonoma e autosufficiente del politico (<em>l\u2019\u00c9tat c\u2019est moi!<\/em>); ma anche l\u2019opera universale, cio\u00e8 proprio il risultato effettuale del fare di tutti e di ciascuno, la dimensione propriamente economica, alla quale il politico sacrifica la sua autonomia e dalla quale riceve legittimit\u00e0 e sussistenza (il mondo liberale della ricchezza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricchezza <em>\u00e8<\/em> la sostanza statuale che si sacrifica: \u00e8 il potere dello Stato che sacrifica la propria trascendenza ed autonomia a favore del ceto e del mondo borghese<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alterit\u00e0 \u00e8 immediata: il potere \u00e8 in s\u00e9 immediatamente l\u2019opposto di se stesso, \u00e8 la ricchezza. Definire l\u2019uno implica la definizione dell\u2019altro. Il sussistere dell\u2019uno implica il sussistere dell\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hegel non insiste solo su tale ambivalenza \u2013 lo Stato come potere astratto, retaggio del passato, di contro al potere moderno empirico mutevole e concreto della ricchezza; ma anche lo Stato come <em>Cosa stessa<\/em>, cio\u00e8 risultato concreto del fare di tutti \u2013 bens\u00ec anche sul fatto che, in et\u00e0 moderna, il potere dello Stato in quanto <em>essere<\/em>, cio\u00e8 in quanto realt\u00e0 sussistente (dura, resistente e oggettiva: le istituzioni di contro l\u2019individuo), debba diventare oggetto di pensiero speculativo, un <em>essere per altro<\/em> (ovvero un essere universale); debba cio\u00e8 ricevere una definizione che ne metta in luce gli aspetti profondamente dialettici, e perci\u00f2 moderni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, la storia del pensiero politico moderno potrebbe essere letta alla luce di questa tensione concettuale, che riesce infine a raggiungere l\u2019obiettivo di definire dialetticamente l\u2019essenza universale dello Stato. Cos\u00ec avviene in Hegel anche per la ricchezza, che corrisponde esattamente al mondo della ricchezza di stampo smithiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato dunque \u00e8 sottoposto a giudizio e tale giudizio rappresenta la presa di coscienza da parte di un intero mondo, il mondo moderno. Quest\u2019ultimo \u00e8 contraddistinto, come si \u00e8 visto, da una duplicit\u00e0 di essenze (potere dello Stato e potere della ricchezza che si rimandano vicendevolmente), ed \u00e8 ulteriormente articolato secondo una struttura dicotomica pi\u00f9 ampia, che ricomprende al suo interno quella duplicit\u00e0. Una struttura intrinsecamente ideologica, nel senso letterale del termine; cio\u00e8 che produce, mentre si dispiega e si articola come fosse una seconda natura, la propria corrispondente ideologia. Con la complicazione che, data la sua ambivalente configurazione \u2013 la dialettica <em>supra<\/em> citata del rovesciamento Stato\/ricchezza \u2013 produrr\u00e0 un apparato ideologico altrettanto dialettico, ambivalente, rovesciato. Nulla \u00e8 come sembra. Ovvero tutto sembra essere passibile di rovesciamento, proprio perch\u00e9 \u00e8 effettivamente rovesciato. Siamo nel mondo ipermoderno della disgregatezza [<em>Zerrissenheit<\/em>] e della corrispondente ideologia, che Hegel individua nell\u2019Illuminismo, colto nella sua accezione distruttiva negativa e decostruttiva, rappresentata eminentemente dal \u00ablinguaggio perfetto\u00bb del <em>Nipote di Rameau<\/em><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ideologie che si producono in contrapposizione fra loro, attribuiscono da un lato al potere dello Stato la funzione conservativa organica dell\u2019intero (l\u2019intero della societ\u00e0 civile), e dall\u2019altro la funzione oppressiva nei confronti della libera individualit\u00e0 ridotta all\u2019obbedienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene tali giudizi siano espressione di ideologie contrapposte (Hobbes\/Locke; Smith\/Rousseau), sono connessi inscindibilmente all\u2019interno dello stesso processo di generazione ideologica: lo Stato \u00e8 il buono\/la ricchezza \u00e8 il cattivo; lo Stato \u00e8 il cattivo\/la ricchezza \u00e8 il buono. Lo Stato \u00e8 la stabilit\u00e0 dell\u2019universale\/la ricchezza \u00e8 l\u2019instabilit\u00e0 o l\u2019accidentale; lo Stato \u00e8 illiberale\/la ricchezza \u00e8 la \u00abdonatrice dalle mille mani\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di tali giudizi chiastico-speculativi, Hegel istituisce la struttura di classe del moderno<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>: coscienza nobile e coscienza spregevole. Tale genesi affonda le sue radici nel rapporto di vassallaggio basso medievale, da cui emerge sia il rapporto di eguaglianza\/sottomissione, sia il rapporto di ineguaglianza\/ribellione della coscienza nobile (il superbo vassallo) verso il potere dello Stato, da cui poi si origina la stessa coscienza spregevole (il futuro borghese e l\u2019aristocratico plebeo<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>). A questo primo livello, il potere dello Stato non pu\u00f2 ricevere una definizione compiuta e coerente, che emerger\u00e0 solo sul terreno dell\u2019et\u00e0 moderna, dove sar\u00e0 il linguaggio riconoscitivo a realizzare \u00abci\u00f2 che \u00e8 da realizzare.\u00bb Dalla <em>cortigianeria<\/em> emerger\u00e0 infatti l\u2019<em>Io voglio <\/em>del monarca assoluto: \u00abessere un monarca che non ha limiti\u00bb. La produzione d\u2019ideologia (secondo il paradigma del riconoscimento) affidata al linguaggio della classe nobile, crea realt\u00e0, la realt\u00e0 del potere dello Stato moderno<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato \u00e8 dunque anzitutto un apparato ideologico di classe, che esercita legittimamente un dominio illimitato su quello che andr\u00e0 configurandosi come il mondo della ricchezza borghese, gi\u00e0 presente nella societ\u00e0 dell\u2019<em>An\u00e7ien R\u00e9gime<\/em>. Ma la definizione dialettica del potere dello Stato non pu\u00f2 ridursi solo all\u2019aspetto per cos\u00ec dire ideologico, poich\u00e9 lo Stato non \u00e8 autosufficiente; necessita infatti di una struttura che lo faccia esistere, una dimensione altra rispetto a quella che potremmo definire strettamente politica. Necessita della <em>ricchezza<\/em>: \u00abIl potere dello Stato resta bens\u00ec opposto, come effettualit\u00e0 [come apparato politico di dominio], alla ricchezza nella quale esso stesso, secondo il suo concetto [il concetto moderno di Stato], sempre si trasforma [\u2026].\u00bb (Hegel, 1988<sup>6<\/sup>, 65; tra parentesi quadre mio). Il riferimento storico \u00e8 evidente: l\u2019elezione imperiale di Carlo V con il denaro dei Fugger. Ecco lo Stato moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione del potere dello Stato \u00e8 solo apparentemente contraddittoria: l\u2019autonomia e non autonomia dello Stato dalla ricchezza, che reincontreremo anche in Marx.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma pi\u00f9 in generale, si potrebbe gi\u00e0 qui anticipare lo schema storico-materialistico, secondo il quale la sovrastruttura statuale moderna \u00e8 tale solo nella misura in cui viene pienamente sussunta sotto la categoria di capitale (in Hegel sotto la ricchezza smithiana). Se cos\u00ec stanno le cose, il Moro perderebbe almeno in parte di originalit\u00e0 e la sua primissima critica alla dialettica hegeliana (1843) andrebbe considerata un fraintendimento<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Tanto pi\u00f9 che lo schema dialettico hegeliano qui operante \u00e8 storicamente determinato, e risponde al paradigma epistemologico della circolarit\u00e0<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, secondo cui la realt\u00e0 concreta \u2013 l\u2019et\u00e0 moderna \u2013 sarebbe caratterizzata dalla produzione di s\u00e9 in quanto riproduzione delle condizioni che l\u2019hanno posta in essere. Tale circolarit\u00e0 ritorna proprio nell\u2019<em>incipit<\/em> del 24\u00b0 capitolo del I libro di <em>Das Kapital <\/em>che andremo a leggere<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tutto secondo un andamento che implica la generazione di forme di coscienza o ideologie (l\u2019autosapersi del potere dello Stato e delle classi sociali che con esso si trovano in relazione essenziale) destinate tutte allo scacco, al rovesciamento, alla <em>disgregatezza<\/em>, cio\u00e8 alla inversione di ci\u00f2 che affermano nel proprio contrario, dovuta al fatto che il processo complessivo (l\u2019intero mondo moderno), nel quale sono ricomprese e giustificate, si rende da loro stesse autonomo e indipendente. Si fa praticamente astratto dal loro concreto sapersi e operare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che in questo mondo s\u2019impara \u00e8 che non hanno verit\u00e0 n\u00e9 le <em>essenze effettuali <\/em>del potere e della ricchezza [poich\u00e9 trapassano l\u2019una nell\u2019altra <em>ad infinitum<\/em>], n\u00e9 i loro determinati <em>concetti <\/em>[i giudizi unilaterali o le ideologie che si producono nel corso di tale incessante trasformazione]: bene e male, o la coscienza del bene e del male, la coscienza nobile e quella spregevole [la coscienza nobile trapassa nella coscienza spregevole; lo spirito aristocratico trapassa nello spirito borghese e plebeo, e viceversa]; anzi tutti questi momenti s\u2019invertono piuttosto l\u2019uno entro l\u2019altro, e ciascuno \u00e8 il contrario di se stesso [non si d\u00e0 una definizione stabile di potere dello Stato n\u00e9 di ricchezza e a rigore nemmeno una netta distinzione fra aristocratico e plebeo]. (Hegel, 1988<sup>6<\/sup>, 71; fra parentesi quadre commento mio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere dello Stato, presupposto e riprodotto dalla ricchezza, viene al tempo stesso svuotato di autonomia; d\u2019altra parte, la \u00abdonatrice dalle mille mani\u00bb mostra il suo volto reificante, impersonale ed astratto proprio verso quei soggetti che da essa traggono beneficio (coscienza nobile che si fa spregevole) e che determinano con i loro giudizi, con le loro posizioni ideologiche, l\u2019<em>esser per altro <\/em>dello Stato, la sua valenza di apparato ideologico\/politico realmente vigente ed altres\u00ec opposto a ci\u00f2 in cui pure sempre si trasforma. Ogni tentativo di definizione e fondazione autonoma del potere dello Stato appare <em>fatuo<\/em><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Il rapporto essenza\/apparenza, logica del moderno, \u00e8 un rapporto di rovesciamento che distorce e svuota il fondamento di autonomia (il potere dello Stato), legandolo inscindibilmente ad un\u2019apparenza (la circolazione di ricchezza), dalla quale esso stesso viene a dipendere e nella quale paradossalmente trova il suo instabile, precario ma vero fondamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Ridefinire lo Stato: da Hegel a Marx<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma lo scacco di fronte a cui si trova il pensiero \u00e8 solo apparente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le categorie moderne che andranno a interpretare la dialettica Stato\/ricchezza emergeranno appieno con quella che Hegel, nei <em>Lineamenti<\/em>, considerer\u00e0 la scienza illuministica per eccellenza, che fa onore al pensiero, l\u2019economia politica classica. Scienza che Hegel ben conosceva fin dagli anni di Jena e che nella <em>Fenomenologia<\/em> compare come <em>logica dell\u2019utile<\/em>, con chiara allusione all\u2019automatismo inintenzionale della mano invisibile di Smith.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che emerge nella trattazione hegeliana dei <em>Lineamenti<\/em>, in estrema sintesi, \u00e8 una divaricazione non componibile fra dimensione politica e dimensione economica del moderno. Invece del rapporto di rovesciamento fra Stato e ricchezza, delineato nella <em>Fenomenologia<\/em>, si presenta piuttosto un rapporto di relativo primato e controllo dello Stato sul mondo liberale della ricchezza (la <em>bestia selvaggia <\/em>di Jena) che pur tuttavia non sortisce gli effetti sperati. Nella logica hegeliana, ci\u00f2 comporta una situazione di irrazionalit\u00e0, di aporia<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Una contraddizione che non si risolve perch\u00e9 non si pone a monte come contraddizione <em>determinata<\/em>, degradando perci\u00f2 a cattiva infinit\u00e0: a rapporto meccanicistico, secondo-naturale, fra forze contrapposte che seguono la logica della negazione astratta, non riconoscitiva. Una logica che potrebbe riportare indietro gli orologi della storia, verso condizioni etico-politiche premoderne, dominate da rapporti di violenza e di servit\u00f9, come nello stato di natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione fondamentale che lo Stato hegeliano allora assolve con la <em>polizia<\/em> (insieme al sistema corporativo) non \u00e8 altro che il governo, la consapevole mediazione e gestione dall\u2019alto dell\u2019economia, che si pone l\u2019obiettivo di ridurre la disparit\u00e0 fra l\u2019aumento della ricchezza e l\u2019eccesso di povert\u00e0: una forbice che viene costantemente riprodotta in via allargata dal sistema dei bisogni, strutturato secondo la divisione del lavoro smithiana e funzionante secondo la logica inintenzionale del mercato, posta alle spalle dei singoli agenti economici. L\u2019interventismo moderato dello Stato sull\u2019economia prospettato da Hegel, si giustifica perci\u00f2 nella misura in cui da una parte garantisce che l\u2019intero sistema possa funzionare secondo una logica volutamente organica; e dall\u2019altra si volge ad arginare quello che per Hegel \u00e8 il sovversivismo\/meccanicismo della <em>plebe<\/em>, alla quale \u00e8 concesso il diritto al bisogno estremo (<em>Notrecht<\/em>)<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, cio\u00e8 il diritto a violare la propriet\u00e0 privata, per scongiurare che lo Stato \u2013 sottoposto alla pressione irrazionale di tale massa inorganica selvaggia e terribile \u2013 vada incontro al proprio <em>declino<\/em>. E tuttavia, gli interventi di politica economica introdotti dal governo non solo non risolvono, ma addirittura aggravano il divario fra <em>lusso <\/em>e \u00abpovert\u00e0 sentita come ingiusta\u00bb, lasciando il problema del rapporto Stato\/societ\u00e0 civile totalmente aperto<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto lo Stato, il potere dello Stato moderno, secondo la visione hegeliana, pu\u00f2 essere sostanzialmente pensato come quella peculiare organizzazione della societ\u00e0 moderna (di derivazione teocratico-assolutistica), che imprime intenzionalmente ai processi economici, di per s\u00e9 non perfettamente organici, la forma di <em>sistema organico<\/em>. La sfera del politico dunque, mai pienamente autosufficiente da quella dell\u2019economico, deve per\u00f2 acquisire un primato, per il fatto che solo in sede politica viene riconosciuta e perseguita l\u2019organicit\u00e0 sistemica dell\u2019intero civile, della societ\u00e0 moderna, che altrimenti andrebbe incontro ad esiti inorganici e perci\u00f2 regressivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale quadro complessivo non pu\u00f2 essere ignorato quando si ricerca la funzione svolta dallo Stato nel <em>Capitale <\/em>di Marx, proprio all\u2019altezza di quella descrizione squisitamente fenomenologica che \u00e8 il capitolo sulla cosiddetta accumulazione originaria, dove si presenta il doppio statuto ontologico del potere dello Stato: come sistema organico e come forza meccanica, extraeconomica e violenta, di contro a quella classe, che anticipa il proletariato in senso stretto, e che Marx chiama <em>proletariato eslege<\/em>. Non direi molto distante per caratteristiche socio-antropologiche dalla <em>plebe<\/em> di Hegel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che risulter\u00e0 per\u00f2 profondamente differente sar\u00e0 da una parte la fondazione del potere dello Stato, intesa in termini di <em>sussunzione<\/em> al capitale e dall\u2019altra l\u2019esito radicalmente <em>eliminazionista<\/em> che la \u00abforza concentrata e organizzata\u00bb determiner\u00e0 nei confronti della classe povera. Quest\u2019ultima, sebbene analoga alla plebe hegeliana per caratteristiche antropologiche e sociologiche, nell\u2019accezione di <em>proletariato eslege<\/em>, avr\u00e0 una genesi economica riconducibile al violento processo di espropriazione del piccolo contadino da parte dei grandi proprietari terrieri e poi sistematicamente da parte dello Stato<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Autonomia e non autonomia dello Stato: da Marx a Marx<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro lato, se il modo di produzione capitalistico presuppone questa forma sociale determinata delle condizioni di produzione, le riproduce anche continuamente. Non riproduce solamente i prodotti materiali, ma riproduce continuamente i rapporti di produzione, nell\u2019ambito dei quali quelli vengono prodotti, e con essi anche i rapporti di distribuzione corrispondenti. (Marx, 1989, 997)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inversione <em>presupposto\/risultato<\/em> \u2013 l\u2019<em>arcano<\/em> dell\u2019accumulazione originaria<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a> \u2013 pu\u00f2 apparire un circolo vizioso, prodotto dalla continuit\u00e0 con la quale il capitale riproduce i propri presupposti, cio\u00e8 dal fatto che esso continuativamente riproduce il carattere specificamente sociale della produzione e della corrispondente distribuzione. Se l\u2019economia politica classica attribuisce storicit\u00e0 solo alla sfera distributiva, Marx individua un <em>terminus a quo <\/em>del capitale, mostrando al contempo la sistematica organicit\u00e0 con la quale questo specifico modo di produzione <em>pone i suoi presupposti<\/em> come prodotto della propria attivit\u00e0 riproduttiva. Ma quali sono questi presupposti? \u00ab[\u2026] in breve tutti quei rapporti che sono stati descritti nella sezione riguardante l\u2019accumulazione originaria\u00bb (Marx, 1989, 997).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo dunque da una parte la <em>preistoria<\/em> del modo di produzione capitalistico come processo originario di separazione del produttore dai mezzi di produzione<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>; dall\u2019altra la necessit\u00e0 che tutto ci\u00f2 avvenga in forma sistematica e continuativa. Quell\u2019origine deve essere riprodotta in via allargata da un sistema autonomo cio\u00e8 in grado di funzionare da s\u00e9<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. L\u2019origine storica del capitalismo ci restituisce una visione lineare dello stesso; la sua logica sistemica, che riproduce quella storia come se fosse un suo prodotto sincronico, senza tempo, spontaneo e automatico, rimanda alla circolarit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella storia originaria scompare nel processo riproduttivo del capitale, nel circolo del presupposto\/posto<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>, e con essa scompaiono i metodi essenzialmente violenti che l\u2019hanno contraddistinta, sostituiti dal racconto idilliaco dell\u2019economia politica classica, che attribuisce fin dal suo sorgere carattere autonomo, naturale e spontaneo all\u2019accumulazione del capitale. Invece \u00ab[n]ella storia effettuale il ruolo importante \u00e8 giocato, come \u00e8 noto, dalla conquista, dal soggiogamento, dall\u2019assassinio e dalla rapina, in breve dalla violenza\u00bb. (Marx, 2011, 788). La scomparsa di quella storia e di quei metodi attiene certo all\u2019ideologia dell\u2019idillio, ma anche al processo stesso di sussunzione che il capitale effettivamente opera nei confronti dei presupposti che l\u2019hanno posto in essere. Primo fra tutti il presupposto dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rileviamo a questo punto almeno tre fattori che inestricabilmente si intrecciano nella ricostruzione fenomenologica che Marx restituisce in questo capitolo. <em>In<\/em> <em>primis <\/em>la funzione e il ruolo originario e ambivalente che lo Stato assolve durante tutta la \u00abpreistoria\u00bb del capitale; i metodi extraeconomici violenti con i quali l\u2019intervento dello Stato acquisisce una valenza essenziale e insostituibile nel porre in essere il rapporto di produzione capitalistico, in quanto produce la separazione del produttore dai mezzi di produzione; l\u2019autonomizzazione del rapporto capitalistico da quei metodi originari e al contempo la sussunzione dello Stato al capitale, con l\u2019acquisizione per\u00f2, da parte dell\u2019accumulazione capitalistica, di quel carattere sistemico e organico che le deriva proprio dalla forma a lei presupposta di Stato. L\u2019uso della violenza in tutto ci\u00f2 non si rivela come carattere accessorio. In effetti, quella violenza viene esercitata al fine di eliminare almeno tendenzialmente e fin dall\u2019origine \u2013 ma poi su scala sempre crescente \u2013 una particolare figura di lavoratore, il <em>proletariato eslege<\/em>, l\u2019espropriato, il non ancora lavoratore salariato<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non era possibile che gli uomini scacciati dalla terra per lo scioglimento dei seguiti feudali e per l\u2019espropriazione violenta e a scatti, divenuti eslege, fossero assorbiti dalla manifattura al suo nascere con la stessa rapidit\u00e0 con la quale quel proletariato veniva messo al mondo. (Marx, 2011, 808)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo di eliminazione di questa particolare classe, analoga alla <em>plebe<\/em> hegeliana, avviene perci\u00f2 fin dall\u2019inizio per ragioni di incompatibilit\u00e0 innanzitutto temporale con la riproduzione dell\u2019intero organismo economico-politico; tale funzione tuttavia non pu\u00f2 che essere assunta dallo Stato \u2013 con il monopolio e la gestione concentrata e meccanica della forza \u2013 cosicch\u00e9, se da una parte la sfera politica viene sussunta appieno da quella economica, dall\u2019altra le viene conferito carattere intenzionalmente sistemico, conservando piena autonomia l\u00e0 dove si rende necessario l\u2019intervento eliminazionista sulla classe <em>eslege<\/em>. Da una parte, si configura un sistema organico, che si riproduce inintenzionalmente come intero, tramite sussunzione dello Stato al capitale; dall\u2019altra, una organizzazione di forze violente e meccaniche monopolizzate dallo Stato, che concorre in via autonoma e intenzionale al mantenimento di quel sistema, da cui pure esso stesso \u00e8 pienamente riprodotto e sussunto. Lo Stato concorre a rendere il rapporto di produzione capitalistico un sistema organico, proprio nella misura in cui concentra meccanicamente la violenza eliminazionista contro quell\u2019eccedenza <em>eslege<\/em>, non altrimenti assimilabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorna l\u2019ambivalenza hegeliana della forma statuale: l\u2019autonomia e non autonomia dello Stato dal capitale. Ritorna la sistematicit\u00e0 del nesso economia\/politica. Ritorna anche il tema della supremazia del politico sull\u2019economico, cio\u00e8 del potere dello Stato in quanto tale, a cui per\u00f2 viene sottratta da Marx la caratteristica principale che lo contraddistingue hegelianamente, ossia l\u2019eticit\u00e0 realizzata su base riconoscitiva e conservativa, soprattutto nei confronti di plebe\/povert\u00e0<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>. Viceversa, ci\u00f2 che contraddistingue l\u2019esercizio autonomo del potere dello Stato borghese capitalistico \u00e8 proprio la necessit\u00e0 con cui quella povert\u00e0 deve (non pu\u00f2 non) essere violentemente eliminata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo di fronte a quella forma di patologia sociale<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a> che Hegel aveva ben individuato in termini sia etico politici che economici: il mondo della ricchezza non ricco abbastanza, la povert\u00e0 sentita come ingiusta, il sovversivismo della plebe, ecc. Una patologia che andava a tutti i costi curata proprio con l\u2019intervento autonomo del potere dello Stato, al fine di salvaguardare l\u2019intero civile. La terapia proposta da Hegel, sebbene non risolutiva, \u00e8 tendenzialmente riconoscitiva\/conservativa della classe povera. Viceversa, la terapia messa in atto dallo Stato capitalistico descritto da Marx nel 24\u00b0 capitolo, risulta essere esattamente l\u2019opposto, cio\u00e8 radicalmente e intenzionalmente eliminazionista di quella eccedenza <em>eslege<\/em> non assimilabile a rigore nemmeno all\u2019esercito industriale di riserva in senso stretto, poich\u00e9 non assimilabile per definizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019organizzazione del processo di produzione capitalistico sviluppato spezza ogni resistenza; la costante produzione di una sovrappopolazione relativa tiene la legge dell\u2019offerta e della domanda di lavoro, e quindi il salario del lavoro, entro un binario che corrisponde ai bisogni di valorizzazione del capitale; [\u2026] Altrimenti vanno le cose durante la genesi storica della produzione capitalistica. La borghesia, al suo sorgere, ha bisogno della <em>violenza dello Stato<\/em> [\u2026]<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 automatico, non \u00e8 scritto da nessuna parte che tutti gli <em>eslege<\/em> debbano entrare nel sistema di lavoro salariato; ma soprattutto non si presenta temporalmente compatibile la produzione di eslege con lo sviluppo della manifattura. Lo Stato allora interviene a pareggiare la disparit\u00e0 dei tempi con il metodo dello sterminio<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>. Se tale pareggiamento non si verificasse, all\u2019inizio e poi di seguito in via allargata, non potrebbe essere edificato lo stesso sistema di lavoro salariato, solo nel quale \u00e8 posta la classe operaia (ivi compreso l\u2019esercito di riserva), nonch\u00e9 la categoria di lavoro astratto<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>. Queste ultime sono tutte determinazioni che, intese in senso stretto, presuppongono l\u2019eliminazione dell\u2019eccedenza di forza lavoro libera e disponibile ovvero di quell\u2019eccedenza che per definizione non pu\u00f2 essere assimilata alla \u00abdisciplina della nuova situazione.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trasformarono cos\u00ec, in massa, in mendicanti, briganti, vagabondi, in parte per inclinazione, ma nella maggior parte dei casi sotto la pressione delle circostanze. Alla fine del secolo XV e durante tutto il secolo XVI si ha perci\u00f2 <em>in tutta l\u2019Europa occidentale una legislazione sanguinaria <\/em>contro il <em>vagabondaggio<\/em>. I padri dell\u2019attuale classe dei lavoratori furono puniti [\u2026] la legislazione li tratt\u00f2 come <em>delinquenti \u201cvolontari\u201d<\/em> [\u2026]. (Marx, 2011, 808)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento in cui si impone la <em>legge generale dell\u2019accumulazione capitalistica<\/em><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>, quando il sistema del lavoro salariato pu\u00f2 dirsi pienamente vigente, quella legislazione pu\u00f2 anche essere superata. L\u2019uso diretto della \u00abforza extraeconomica, immediata\u00bb avviene, dice Marx, \u00absolo per eccezione\u00bb; poich\u00e9 la borghesia, solo al suo sorgere, ha bisogno della <em>violenza dello Stato<\/em>, al fine di regolare il salario entro i limiti convenienti per fare surplus, per estrarre plusvalore assoluto, disciplinare a forza il lavoratore, durante tutto il corso dell\u2019accumulazione originaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, sorge un dubbio. Se \u00e8 vero \u2013 come Marx ripete qui e altrove \u2013 che il fatto dell\u2019accumulazione originaria non si presenta come atto unico nella storia del capitalismo, ma si rinnova ciclicamente in via allargata, ne segue che anche la violenza dello Stato dovr\u00e0 essere rinnovata e allargata nella stessa misura dell\u2019accumulazione. Lo Stato moderno \u00e8 uno Stato di classe, per definizione violento, che ingaggia intenzionalmente la lotta di classe dall\u2019alto<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>; ma \u00e8 anche uno Stato sussunto, da sempre, fin dall\u2019inizio, alle esigenze strettamente economiche e non lineari di valorizzazione del capitale. \u00c8 uno Stato altamente concreto che domina la scena dei rapporti fra le classi, monopolizzando l\u2019uso della violenza; ma \u00e8 anche uno Stato astratto, che rinunzia a quell\u2019uso diretto se diventa superfluo. Lo Stato <em>della borghesia<\/em> e al contempo lo Stato <em>del capitale<\/em> fanno riferimento a due diverse modalit\u00e0 di sussunzione: la prima esalta l\u2019autonomia (ma mai l\u2019autosufficienza) dell\u2019intervento politico, l\u2019altra la sua subordinazione (ma mai l\u2019annullamento). Ci\u00f2 che occorre non perdere di vista \u00e8 la dialettica che le tiene sempre necessariamente assieme e che le rovescia costantemente l\u2019una nell\u2019altra. E tale dialettica \u2013 questo perfetto funzionamento altalenante del nesso economico-politico, che attribuisce e sottrae autonomia allo Stato, laddove le alterne condizioni della valorizzazione\/accumulazione lo richiedono \u2013 mostra il suo volto \u00abgrondante sangue\u00bb<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a> proprio nei confronti di questa figura spuria del lavoratore, dell\u2019espropriato originario, che si ripresenta <em>in itinere<\/em> nel \u00absedimento pi\u00f9 basso\u00bb della sovrappopolazione relativa, ovvero nel pauperismo, \u00abil peso morto dell\u2019esercito industriale di riserva\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultimo \u00e8 costituito innanzitutto dal <em>lumpenproletariato<\/em>, dal quale per\u00f2 Marx qui intende esplicitamente fare astrazione<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>, articolando quest\u2019eccedenza in tre differenti categorie di poveri in eccesso: a) persone capaci di lavorare b) orfani e figli di poveri c) gente finita male, incanaglita, incapace di lavorare (i <em>Lazzari<\/em> ovvero proprio la plebe di Hegel).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] il pauperismo costituisce una condizione d\u2019esistenza della produzione capitalistica e dello sviluppo della ricchezza. Esso rientra nei <em>faux frais <\/em>della produzione capitalistica, che il capitale sa per\u00f2 in gran parte respingere da s\u00e9 addossandoli alla classe dei lavoratori e alla piccola classe media. ( Marx, 2011, 713)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 secondo-naturale con la quale si attua tale <em>legge assoluta, generale dell\u2019accumulazione capitalistica<\/em>, presenta al suo interno spinte altamente contraddittorie<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a> e soprattutto antagonistiche fra le classi. Ed \u00e8 proprio tale carattere insieme necessario, contraddittorio e antagonistico dell\u2019accumulazione capitalistica che impone un intervento extraeconomico, ovvero un intervento autonomo e violento da parte del potere dello Stato, definito perci\u00f2 da Marx \u00abviolenza concentrata e organizzata della societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Stato e capitale oltre il I libro. Oltre Hegel?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I diversi momenti dell\u2019<em>accumulazione originaria <\/em>si ripartiscono, pi\u00f9 o meno in successione cronologica [\u2026]. Alla fine del secolo XVII quei diversi momenti vengono combinati sistematicamente [<em>systematisch zusammengefa\u00dft<\/em>] in Inghilterra in <em>sistema coloniale, sistema del debito pubblico, sistema tributario e protezionistico moderni<\/em>. I metodi poggiano in parte sulla violenza pi\u00f9 brutale, come p. es. nel sistema coloniale. Ma tutti si servono del <em>potere dello Stato<\/em> [\u2026]. (Marx, 2011, 825)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei porre l\u2019attenzione sull\u2019espressione utilizzata qui e altrove da Marx: <em>combinati sistematicamente<\/em>. La sistematicit\u00e0, con la quale il rapporto\/modo di produzione capitalistico viene fin dall\u2019inizio combinato nello spazio\/tempo<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>, cio\u00e8 concentrato e messo nelle condizioni di riprodursi di l\u00ec in poi come sistema organico autonomo, \u00e8 opera esclusiva ascrivibile alla <em>Staatsmacht<\/em>, non ad altri. La violenza [<em>Gewalt<\/em>], immanente al sistema, non \u00e8 tuttavia l\u2019unico metodo con il quale viene posto e riprodotto organicamente il nesso economico-politico su base capitalistica. D\u2019altra parte, tale violenza, in origine (ma ovviamente anche <em>in itinere<\/em>), deve avere innanzitutto rilevanza economica; deve incidere cio\u00e8 sulla trasformazione del modo di produzione feudale in modo di produzione capitalistico, accorciandone i passaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marx si sofferma nel corso del 24\u00b0 e soprattutto nel 25\u00b0 capitolo sui metodi pi\u00f9 brutali utilizzati dal sistema coloniale, riprendendo temi e problemi ampiamente trattati nei celeberrimi articoli comparsi sulla <em>New York Daily Tribune<\/em> tra il 1853 e il 1858, a proposito dell\u2019India e della Cina<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[31]<\/a>. Si sofferma poi sull\u2019artificio con il quale il sistema protezionistico europeo in un sol colpo sarebbe riuscito a fabbricare fabbricanti in madrepatria, ad espropriare i lavoratori dipendenti, capitalizzando i mezzi di produzione e di sussistenza nazionali, sempre con lo scopo di abbreviare i tempi di passaggio dal modo di produzione antico a quello moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma si sofferma con particolare riguardo sul <em>sistema del debito pubblico<\/em>, osservando che \u00abl\u2019alienazione dello Stato \u2013 dispotico, costituzionale o repubblicano che sia \u2013 imprime il suo marchio all\u2019era capitalistica\u00bb. Ricordiamo la definizione hegeliana del potere dello Stato come <em>sostanza che si sacrifica<\/em> al potere della ricchezza, pur permanendo, anzi proprio perci\u00f2 permanendo come potere politico. Anche qui, la non autosufficienza del potere dello Stato non si traduce in un suo annichilimento; anzi, probabilmente in un suo rafforzamento. Emerge in effetti nell\u2019analisi di Marx un nesso storico inscindibile che vede sorgere assieme la forma pienamente moderna di Stato e la forma capitalistica della riproduzione sociale su base nazionale<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a>. Con il sistema del debito pubblico e il sistema tributario ad esso connesso, possiamo parlare di capitale complessivo sociale su base nazionale; e contemporaneamente di sistema di espropriazione e accumulazione complessiva collettiva: \u00abL\u2019unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che passi effettivamente in possesso dei popoli moderni \u00e8 il loro debito pubblico\u00bb. (Marx, 2011, 829)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di una recente rivisitazione<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[33]<\/a> della nozione di debito pubblico in Marx \u2013 come una delle <em>leve pi\u00f9 energiche<\/em> ed efficaci dell\u2019accumulazione originaria e dell\u2019accumulazione capitalistica in quanto tale \u2013 possiamo qui solo accennare al fatto che proprio l\u2019aumento dell\u2019entit\u00e0 del debito pubblico (che qui Marx considera in termini di <em>capitale fittizio<\/em> in tendenziale espansione inarrestabile), implicherebbe un\u2019accelerazione del tasso di accumulazione per l\u2019operare dei seguenti effetti: i) aumento della speculazione e formazione di una potente <em>aristocrazia finanziaria<\/em>, creditrice dello Stato, e perci\u00f2 in grado di imporre un aumento della tassazione per la restituzione del debito, che vada a gravare quasi esclusivamente sul lavoro salariato. In tal senso, la crescita del debito pubblico eserciterebbe rilevanti effetti redistributivi a vantaggio di profitti e rendite, tramite compressione dei salari. L\u2019emergere di questo ceto dominante anche in termini politici, si tradurrebbe nella capacit\u00e0 cos\u00ec ottenuta di decimare periodicamente salari e profitti soprattutto in tempo di crisi; ovvero di determinare una redistribuzione del reddito dai salari alle rendite, tramite tassazione dei salari e contestualmente un aumento (indiretto) del monte ore lavorato dalla classe operaia, per sopperire alla diminuzione salariale, come nuova forma di estrazione di <em>plusvalore assoluto<\/em> in regime capitalistico avanzato; ii) l\u2019aumento della spesa pubblica e quindi del debito potrebbe accrescere la domanda. Il conseguente aumento dei fondi interni delle imprese consentirebbe loro di accrescere gli investimenti, con effetti potenzialmente positivi su occupazione e crescita, che a sua volta determinerebbe un aumento degli investimenti, da cui deriverebbe un incremento di crescita e di occupazione; iii) l\u2019aumento della spesa pubblica per il <em>welfare<\/em> e quindi l\u2019aumento del debito incentiverebbe la produttivit\u00e0 del lavoro (in termini di estrazione di <em>plusvalore relativo<\/em>), con una positiva ripercussione sui profitti, sugli investimenti, sulla crescita e l\u2019occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo restituisce una visione altamente articolata del <em>sistema<\/em> capitalistico, ulteriormente complicata sia dal carattere di feticcio, che per eccellenza attiene al capitale del debito pubblico in quanto capitale produttivo d\u2019interesse (D-D\u2019 il <em>feticcio automatico<\/em>), il quale \u00abcome con un colpo di bacchetta magica [\u2026] conferisce al denaro, che \u00e8 improduttivo, la facolt\u00e0 di procreare [\u2026]\u00bb; ma altres\u00ec dal fatto che tale sistema, nato su base nazionale (almeno a far tempo dalla fondazione della Banca d\u2019Inghilterra nel 1694), si innesta all\u2019interno di un sistema di crediti internazionali che Marx qui, ma poi soprattutto nel terzo libro, considerer\u00e0 come la via capitalistica all\u2019espropriazione della propriet\u00e0 privata borghese<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[34]<\/a>: \u00ab[\u2026] attraverso <em>la<\/em> <em>centralizzazione dei capitali. <\/em>Ogni capitalista ne ammazza molti altri. [\u2026] mentre tutti i popoli vengono via via aggrovigliati nella rete del mercato mondiale e cos\u00ec si sviluppa in misura sempre crescente il carattere internazionale del regime capitalistico.\u00bb (Marx, 2011, 838)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il 24\u00b0 capitolo si conclude a sorpresa con una citazione in nota del <em>Manifesto<\/em>, che prefigura addirittura la fine dell\u2019era capitalistica attraverso la lotta di classe proletaria e popolare contro la classe degli <em>usurpatori<\/em>. A fronte di quanto per\u00f2 esposto finora da Marx, i toni qui utilizzati sembrano stridere con la claustrofobica descrizione del <em>sistema<\/em> Stato\/capitale: definito come un\u2019<em>era<\/em> geologica, un regime internazionale, ecc., che oltrepassa i limiti spazio temporali umanamente concepibili inglobando sotto di s\u00e9 l\u2019intero orbe terracqueo<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">[35]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, come abbiamo accennato a proposito della lettura hegeliana del <em>Nipote di Rameau<\/em>, la critica o anche solo l\u2019attitudine <em>ribelle<\/em> verso il sistema (tanto pi\u00f9 se si pretende rivoluzionaria) pu\u00f2 aver luogo solo sulla base di una presa di coscienza da parte di un soggetto agente all\u2019interno del sistema stesso, in grado di restituire, innanzitutto nel linguaggio, il funzionamento contraddittorio della totalit\u00e0 in cui pure esso \u00e8 ricompreso<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[36]<\/a>. Avviene cio\u00e8 su base culturale, e non strettamente economico-politica. Cos\u00ec almeno suggerirebbe Hegel. Ma di questo il <em>Capitale<\/em> non tratta; <em>das Kapital<\/em> non sembra lasciare spazio a prese di coscienza capaci di sovvertire l\u2019ordine delle cose vigente<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[37]<\/a>. E tanto meno ne tratta il 24\u00b0 capitolo, le cui righe finali potremmo considerare tutt\u2019al pi\u00f9 come un amaro incoraggiamento alla lotta.<\/p>\n<hr \/>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span id=\"cloakc870359db86551fcb8625fb88c3a3816\"><a href=\"mailto:carla_fab@libero.it\">carla_fab@libero.it<\/a><\/span><\/h5>\n<hr \/>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">*<\/a>Ringrazio R. Bellofiore, T. Redolfi Riva e S. Taccola per aver letto e commentato questo scritto, le cui imperfezioni, sviste e mancanze sono tutte mie.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Hegel, 1988<sup>6<\/sup>, 50: \u00ab[\u2026] il quale intiero [lo spirito del mondo moderno cmf] si <em>scinde<\/em> nella sostanza come sostanza che permane e nella sostanza come sostanza che si sacrifica [<em>die Substanz sich Aufopfernde<\/em>].\u00bb<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Il potere dello Stato \u2013 <em>il cammino di Dio nel mondo <\/em>\u2013 si sacrifica al potere della ricchezza. Lo Stato moderno non pu\u00f2 perci\u00f2 essere definito \u201cStato etico\u201d; d\u2019altra parte questa espressione non compare mai nei testi hegeliani. Possiamo per\u00f2 parlare di eticit\u00e0 <em>nello <\/em>Stato. Non si tratta di un modello di Stato, piuttosto di come nella modernit\u00e0 il potere della ricchezza, della societ\u00e0 civile, acquisisca carattere politico, cio\u00e8, per Hegel, carattere consapevolmente organico.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Cfr<\/em>. Hegel, 1988<sup>6<\/sup>, 68 e ss. Ma soprattutto Diderot, 2013, 70 e ss.: \u00abLUI: \u00c9 duro essere un pezzente quando vi sono tanti ricchi imbecilli alle cui spalle si pu\u00f2 vivere. E poi c\u2019\u00e8 il disprezzo di se stessi, che \u00e8 insopportabile. [\u2026] Non v\u2019\u00e8 miglior ruolo presso i grandi che quello di gran buffone. Per molto tempo vi \u00e8 stato il buffone titolare del re: mai vi \u00e8 stato il saggio titolare del re. Io sono il buffone di Bertin e di molti altri, forse in questo momento il vostro; o voi forse il mio. Chi \u00e8 saggio non deve avere un buffone. Perci\u00f2 chi ha un buffone non \u00e8 saggio; se non \u00e8 saggio, \u00e8 un buffone, e forse il buffone del suo buffone, fosse anche il re. Del resto, ricordatevi che in una materia cos\u00ec mutevole come i costumi non vi \u00e8 nulla di assolutamente, di essenzialmente, di generalmente vero o falso, se non che bisogna essere ci\u00f2 che l\u2019interesse vuole che si sia: buoni o cattivi, saggi o buffoni, decorosi o ridicoli, onesti o viziosi. Se per caso la virt\u00f9 avesse condotto alla fortuna, o sarei stato virtuoso o avrei simulato la virt\u00f9 come gli altri. Mi hanno voluto ridicolo, e lo sono diventato: vizioso lo sono per natura. E quando dico vizioso, \u00e8 per parlare il vostro linguaggio; perch\u00e9 se veniamo a una spiegazione, potrebbe darsi che voi chiamate vizio quel che io chiamo virt\u00f9, e virt\u00f9 quel che io chiamo vizio\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Le classi hegeliane sono propriamente ceti, ma ci\u00f2 che qui si vuole evidenziare \u00e8 l\u2019essenziale legame relazionale delle opposte ideologie ovvero delle classi contrapposte.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> \u00abOpposta \u00e8 la guisa di questo rapporto: l\u2019una \u00e8 comportamento verso la potenza statale e verso la ricchezza come verso un che di eguale; l\u2019altra come verso un che di diseguale. \u2013 La coscienza del rapporto d\u2019eguaglianza \u00e8 la coscienza nobile [\u2026]. Viceversa, la coscienza dell\u2019altro rapporto \u00e8 la coscienza <em>spregevole<\/em> [\u2026]. [\u2026] questo rapporto esteriore dovr\u00e0 elevarsi a interiore unit\u00e0, o, come rapporto del pensare, a effettualit\u00e0; [\u2026]. Questo accade allorch\u00e9 il <em>giudizio <\/em>diviene sillogismo\u00bb Hegel, 1988<sup>6<\/sup>, pp. 56-57.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> <em>Cfr.<\/em> De Bortoli, 2007, 88n: \u00abCon il \u201clinguaggio dell\u2019adulazione\u201d, il potere dello Stato assume la forma della monarchia assoluta [\u2026]. Il S\u00e9 si rivolge al potere dello Stato con il nome proprio del monarca: nella coscienza di tutti il singolo individuo \u00e8 collocato al vertice del potere. Il potere statale cessa cos\u00ec di essere quello che era stato fino ad allora \u2013 ossia un\u2019entit\u00e0 monolitica, teocratica, astratta \u2013 e prende coscienza di s\u00e9 come singolo individuo: \u201cmediante il nome il potere \u00e8 il <em>monarca<\/em>\u201d [\u2026]. Tuttavia nel momento in cui Luigi XIV afferma \u201cLo Stato sono io\u201d, il potere ha in realt\u00e0 gi\u00e0 abbandonato la corte di Versailles ed \u00e8 passato alla ricchezza, ovvero alle banche, ai finanzieri, ai poteri economici. Si tratta della solita movenza hegeliana: quando una forma (in questo caso la monarchia) raggiunge la sua maturit\u00e0 (diventa assoluta), essa dilegua\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <em>Cfr<\/em>. Marx, 1983.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> <em>Cfr<\/em>. Finelli, 2014, 213-272<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Massimiliano Tomba parla piuttosto di <em>sincronizzazione<\/em> distinguendo nettamente Marx da Hegel. <em>Cfr<\/em>. Tomba, 2011, 278 e ss.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> \u00abIn quel lato del ritorno nel S\u00e9, la <em>fatuit\u00e0<\/em> di ogni <em>cosa<\/em> \u00e8 la <em>fatuit\u00e0 propria <\/em>del <em>S\u00e9<\/em>; ovverosia esso <em>\u00e8 <\/em>fatuo.\u00bb Hegel, 1988<sup>6 <\/sup>, 76.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Su questo <em>cfr. <\/em>Fabiani, 2011, 155 e ss.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> <em>Cfr.<\/em> Losurdo, 1992, 204 e ss.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> <em>Cfr.<\/em> Valentini, 2001, 139 e ss.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> La genesi della plebe hegeliana \u00e8 principalmente riconducibile alla disoccupazione tecnologica di massa. <em>Cfr<\/em>. fra gli altri F. Valentini, 2001, 23-60 e 115-142.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Se il denaro puro e semplice \u2013 dice Marx \u2013 si trasforma in capitale e da questo si trae il plusvalore e dal plusvalore di nuovo capitale, questo processo di \u00abaccumulazione del capitale presuppone il plusvalore e il plusvalore la produzione capitalistica e questa presuppone a sua volta la presenza di masse di capitale e di forza-lavoro di entit\u00e0 considerevole in mano ai produttori di merci.\u00bb (Marx, 2011, 787) L\u2019accumulazione presuppone l\u2019accumulazione: il capitale presuppone il plusvalore, ma il plusvalore presuppone il capitale. La produzione capitalistica presuppone se stessa e dunque \u00e8 eterna. Ma \u00e8 una cattiva eternit\u00e0 quella che la contraddistingue, poich\u00e9 tautologica e mitica.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> \u00abLa struttura economica della societ\u00e0 capitalistica \u00e8 derivata dalla struttura economica della societ\u00e0 feudale. La dissoluzione di questa ha liberato gli elementi di quella.\u00bb (Marx, 2011, 789).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> \u00abUna volta autonoma, la produzione capitalistica non solo <em>conserva <\/em>quella separazione, ma <em>la riproduce su scala sempre crescente<\/em>.\u00bb (Marx, 2011, 788). Il rapporto capitalistico, inizialmente posto in essere da forze extraeconomiche che determinano la dissoluzione del sistema feudale, acquisisce successivamente la capacit\u00e0 di riprodursi da s\u00e9. Occorre chiedersi se lo Stato sia da considerarsi come mera forza extraeconomica, che agisce all\u2019inizio accelerando la dissoluzione della struttura economica feudale, contribuendo a dare vita a un sistema economico che da quel contributo poi si emancipa; ovvero se lo Stato moderno sia gi\u00e0 di per s\u00e9 un sistema organico di forze economiche ed extraeconomiche che come tale imprime forma sistemica a quel rapporto di produzione ancora <em>in fieri<\/em>.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Vd. il gi\u00e0 citato Finelli, 2014.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Francesca Coin ritiene che quella parte di <em>proletariato eslege<\/em>, che non entra poi a regime a far parte dell\u2019esercito industriale di riserva in senso stretto, si possa identificare con il <em>lumpenproletariato<\/em>: \u00ab[\u2026] il lumpenproletariato [\u2026] diviene la denominazione del proletariato eslege in ambito dominato ormai dal codice del lavoro salariato.\u00bb [Coin, 2004, 57-58.] Ci\u00f2 che a mio avviso va ulteriormente sottolineato \u00e8 l\u2019esito eliminazionista a cui quella parte di proletariato va incontro, sia al suo sorgere come eslege, sia al suo successivo e ciclico riprodursi come lumpenproletariato. Riccardo Bellofiore sottolinea la non piena coincidenza fra sovrappopolazione operaia ed esercito industriale in senso stretto, nonch\u00e9 l\u2019accezione negativa insita nella nozione di lumpenproletariato. Ma su questo vd. <em>infra<\/em>.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> Il <em>Notrecht<\/em> rende radicalmente etico-riconoscitivo lo Stato hegeliano, secondo una tradizione interpretativa che fa capo a Eric Weil, ripresa poi soprattutto in Italia, fra gli altri, da F. Valentini, L. Sichirollo, R. Bodei e D. Losurdo.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> <em>Cfr<\/em>. Finelli, 2018.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> Marx, 2011, 811 e ss.. Il riferimento esplicito di Marx \u00e8 al capitolo 23\u00b0. Secondo Riccardo Bellofiore, il tema fondamentale affrontato qui da Marx viene anticipato gi\u00e0 nei capitoli precedenti. Affinch\u00e9 vi sia valorizzazione, riproduzione allargata e accumulazione del capitale, deve esserci disponibile una certa quantit\u00e0 di nuovi lavoratori, la quale non proviene certo, come pensava Malthus, da una legge <em>naturale<\/em> della popolazione. Secondo Marx, al contrario, \u00e8 lo stesso capitale in grado di provvedere a se stesso la forza lavoro di cui necessita, producendo e riproducendo una <em>sovrappopolazione relativa<\/em> e quindi un <em>esercito industriale di riserva<\/em>. I due concetti, sostiene Bellofiore, sebbene si coprano largamente, non si identificano. Ed \u00e8 questo il punto fondamentale che qui ci interessa. L\u2019<em>eslege <\/em>originario si ripropone, all\u2019interno del sistema di lavoro salariato pienamente vigente, sotto la categoria di <em>pauperismo<\/em>, che costituirebbe la differenza fra la sovrappopolazione operaia (fluida, latente, stagnante) e l\u2019esercito industriale in senso stretto. Vd. Bellofiore, 2016.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> L\u2019esempio riportato da Marx a proposito della fine dei celti di alta Scozia \u00e8 particolarmente significativo in tal senso, da assimilare ai metodi di sterminio attuati nelle colonie: \u00abDal 1814 al 1820 questi 15.000 abitanti [\u2026] vennero sistematicamente cacciati e sterminati. Tutti i loro villaggi furono distrutti e rasi al suolo per mezzo del fuoco [\u2026]. Soldati britannici vennero comandati a eseguire quest\u2019impresa [\u2026]. Nell\u2019anno 1825, i 15.000 gaelici erano gi\u00e0 sostituiti da 131.000 pecore.\u00bb (Marx, 2011, 804-5). Nella nota 218 (<em>ivi., <\/em>p. 805) lo stesso Marx istituisce una stretta comparazione fra sterminio\/schiavismo\/tratta dei negri e destino dei gaelici.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> Lavoro astratto ovvero sostanza di valore nella doppia accezione di carattere eguale umano generico del dispendio di lavoro vivo da parte della forza-lavoro nell\u2019ambito del processo produttivo, ma anche contestualmente validazione monetaria che avviene nella sfera circolatoria del lavoro socialmente necessario nella produzione. L\u2019astrazione categoriale in entrambi i casi presuppone una <em>fenomenologia dell\u2019eliminazione<\/em> verso quella disponibilit\u00e0 di lavoratori che eccede <em>ex ante<\/em> (e poi di nuovo ciclicamente), la massa complessiva di lavoro vivo necessario alla riproduzione allargata del sistema. Intervengono ovviamente anche incompatibilit\u00e0 sociali e di tenuta complessiva del sistema politico, che rendono l\u2019eccedenza insostenibile, indomabile e dunque da eliminare. Di tutto questo si occupa lo Stato, non il capitale.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> L\u2019arcano della produzione di una popolazione operaia in eccesso \u00e8 cos\u00ec svelato da Marx: \u00ab[\u2026] non \u00e8 il lavoratore che impiega i mezzi di lavoro bens\u00ec sono i mezzi di lavoro che impiegano il lavoratore, in questo modo: <em>quanto pi\u00f9 alta \u00e8 la forza produttiva del lavoro, tanto pi\u00f9 grande \u00e8 la pressione dei lavoratori sui mezzi della loro occupazione<\/em> [\u2026] <em>l\u2019aumento dei mezzi di produzione e della produttivit\u00e0 del lavoro pi\u00f9 rapido di quello della popolazione produttiva si esprime<\/em>, quindi, <em>capitalisticamente<\/em>, nell\u2019affermazione <em>che la popolazione lavoratrice cresce sempre pi\u00f9 rapidamente del bisogno di valorizzazione del capitale.<\/em>\u00bb (Marx, 2011, 714).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> \u00abSi vede dunque che il parlamento inglese ha rinunciato solo di controvoglia e sotto la pressione delle masse alle leggi contro gli scioperi e le <em>Trades\u2019Unions, <\/em>dopo aver tenuto esso stesso, per cinque secoli, con egoismo spudorato la posizione di una <em>Trade Union permanente dei capitalisti <\/em>contro i lavoratori\u00bb (Marx, 2011, 815).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> \u00abSe il <em>denaro<\/em> [\u2026] \u201cviene al mondo con una voglia di sangue in faccia\u201d, il <em>capitale <\/em>viene al mondo grondante sangue e sudiciume dalla testa ai piedi, da tutti i pori\u00bb (Marx, 2011, 835; <em>ivi<\/em>, n. 250).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a> <em>Cfr.<\/em> Marx, 2011, 713. La nozione di sottoproletariato non soddisfa qui Marx, poich\u00e9 ci\u00f2 che si vuole evidenziare non \u00e8 tanto la condizione di emarginazione socio-antropologica in cui versa questo strato della sovrappopolazione, quanto piuttosto la <em>necessit\u00e0<\/em> (come vedremo, contraddittoria e antagonistica) con la quale tale segmento di popolazione proletaria deve essere costantemente riprodotto su base capitalistica: \u00abLa sua [del pauperismo] produzione \u00e8 compresa nella produzione della sovrappopolazione relativa, la sua necessit\u00e0 nella necessit\u00e0 di questa [\u2026]\u00bb.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a> \u00abIl fatto che l\u2019aumento naturale della massa dei lavoratori <em>non saturi<\/em> i bisogni di accumulazione del capitale e tuttavia li <em>superi<\/em> al tempo stesso, costituisce una contraddizione del movimento stesso del capitale.\u00bb (Marx, 2011, 710).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a> Sul rapporto dialettico spazio\/tempo riferito al modo di produzione capitalistico vd. Tomba e Vertova, 2014, 14 e ss.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a> <em>Cfr<\/em>. Marx, Engels, 2008.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a> Si veda, su questo, il saggio di M. G. Meriggi <em>infra<\/em>.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">[33]<\/a> <em>Cfr.<\/em> Forges Davanzati e Patalano 2017.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">[34]<\/a> Il nodo teorico fondamentale che inerisce al sistema del credito e al sistema finanziario in termini marxiani, credo sia messo perfettamente in luce dalla seguente citazione: \u00abNella misura in cui il sistema finanziario si nutre della sua propria circolazione, pur partecipando al finanziamento della riproduzione capitalistica, esso produce all\u2019infinito\u2026dei capitalisti monetari. Il suo carattere parassitario \u00e8 indissociabile dal suo ruolo funzionale.\u00bb (De Brunhoff, 1973, 98) ma su questo, oltre a tutta la V sezione del III libro si vedano gli articoli di Marx sul <em>Credit Mobilier<\/em> (Marx, 1993).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">[35]<\/a> Tanto pi\u00f9 appare problematica l\u2019organizzazione della lotta di classe su scala globale nei termini prefigurati dal <em>Manifesto<\/em>, date le condizioni del capitalismo attuale, descritte da Bellofiore nei termini di \u00ab[\u2026] una vera e propria \u2018centralizzazione\u2019 senza \u2018concentrazione\u2019: un fenomeno inedito rispetto al mondo immaginato dall\u2019autore del <em>Capitale<\/em>. [\u2026] Tutto ci\u00f2 [contribuisce] evidentemente a tenere il mondo del lavoro nella morsa dell\u2019insicurezza e della precarizzazione. [\u2026] Il risparmiatore in fase maniacale che si fa consumatore indebitato contribuisce dunque a determinare quei processi che hanno il lavoratore traumatizzato come loro prodotto, e incidono concretamente sui modi dell\u2019estrazione del plusvalore. Per questo la sussunzione del mondo del lavoro alla finanza e al debito non \u00e8 pi\u00f9 solo \u2018formale\u2019, ma si fa anche pienamente \u2018reale\u2019\u00bb (Bellofiore, 2012, 59 e ss.).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">[36]<\/a> \u00ab[\u2026] come l\u2019autocoscienza aveva un suo linguaggio \u201cnei confronti del potere dello Stato [<em>gegen die Staatsmacht<\/em>]\u201d \u2013 \u201cil linguaggio dell\u2019adulazione\u201d \u2013 cos\u00ec ora essa \u201cha anche un suo linguaggio nei confronti della ricchezza [<em>hat es auch Sprache gegen den Reichtum<\/em>]\u201d \u2013 il \u201clinguaggio della disgregatezza\u201d \u2013 \u201cma ancora di pi\u00f9 la sua rivolta ha un proprio linguaggio [<em>noch mehr aber hat seine Emp\u00f6rung ihre Sprache<\/em>]\u201d. Il linguaggio dell\u2019autocoscienza nei confronti della ricchezza, ossia il \u201clinguaggio della disgregatezza\u201d, si caratterizza quindi come il linguaggio della rivolta.\u00bb (De Bortoli, 2007, 88-89).<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/11\/da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico\/#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">[37]<\/a> \u00c8 lo stesso Marx a sostenere che, nonostante si riesca a comprendere il carattere di feticcio che s\u2019appiccica a tutto ci\u00f2 che cade nell\u2019immane mondo delle merci, tuttavia tale carattere non scompare.<\/h5>\n<hr \/>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Bellofiore R., (2012), <em>La crisi capitalistica, la barbarie che avanza<\/em>, Trieste, Asterios.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Bellofiore R., (2016), \u00abIl <em>Capitale<\/em> di Marx, 13. Ciclo di letture con Riccardo Bellofiore\u00bb, disponibile al seguente link (ultima visione 17\/06\/18 ore 09:50): <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JTB2LjU97xA&amp;list=PL5P5MP2SvtGh94C81IekSb83uO7nLgHmL&amp;index=13.\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JTB2LjU97xA&amp;list=PL5P5MP2SvtGh94C81IekSb83uO7nLgHmL&amp;index=13.<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Coin F. (a cura di), (2004), <em>Gli immigrati, il lavoro la casa<\/em>, Milano, Franco Angeli.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">De Bortoli C., (2007), \u00abOsservazioni sul ruolo del linguaggio nel VI capitolo della <em>Fenomenologia dello spirito<\/em>\u00bb, in <em>Post filosofie<\/em>, 3\/2007: 73-108.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">De Brunhoff S., (1973), <em>La moneta in Marx<\/em>, Roma, ER.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Diderot D., (2013 ed. digitale) [1823], trad it. a cura di L. Herling Croce, <em>Il nipote di Rameau<\/em>, Milano, BUR.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Fabiani C.M., (2011), <em>Aporie del moderno. Riconoscimento e plebe nella Filosofia del diritto di Hegel<\/em>, Lecce, PensaMultimedia.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Finelli R. (2014), <em>Un parricidio compiuto. Il confronto finale di Marx con Hegel<\/em>, Milano, Jaca Book.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Finelli R., (2018), \u00abL\u2019estenuazione democratica della Scuola di Francoforte. Note critiche su Axel Honneth e Rahel Jaeggi\u00bb, in: <em>Consecutio rerum<\/em>. <em>Rivista critica della Postmodernit\u00e0<\/em>, ultima visione on line al 22\/08\/18[<a href=\"http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/04\/lestenuazione-democratica-della-scuola-di-Francoforte-note-critiche-su-axel-honneth-e-rahel-jaeggi\/\">http:\/\/www.consecutio.org\/2018\/04\/lestenuazione-democratica-della-scuola-di-Francoforte-note-critiche-su-axel-honneth-e-rahel-jaeggi\/<\/a>].<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Forges Davanzati G. e Patalano R., (2017), \u00abMarx on public debt: fiscal expropriation and capital reproduction\u00bb, <em>International Journal of Political Economy<\/em>, vol.46, n.1: 50-64.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Hegel G.W.F., (1987) [1821], trad. it a cura di G. Marini, <em>Lineamenti di filosofia del diritto<\/em>, Roma-Bari, Laterza.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Hegel G.W.F., (1988<sup>6<\/sup>) [1807], trad. it a cura di E. De Negri, <em>Fenomenologia dello spirito<\/em>, tomo 2, Firenze, La Nuova Italia.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Losurdo D., (1992), <em>Hegel e la libert\u00e0 dei moderni<\/em>, Roma, ER.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Marx K., (1983), <em>Critica del diritto statuale hegeliano<\/em>, trad. e comm. di R. Finelli e F.S..Trincia, Roma, Edizioni dell\u2019Ateneo.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Marx K., (1989), trad it. M. L. Boggeri, <em>Il capitale<\/em>. <em>Critica dell\u2019economia politica. Libro terzo<\/em>, Roma, ER.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Marx K., (1993), <em>Il socialismo imperiale<\/em>, Roma, ER.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Marx K., Engels F., (2008), <em>India Cina Russia<\/em>, Milano, Il Saggiatore<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Marx K., (2011) [1867], trad it. a cura di R. Fineschi, <em>Il capitale<\/em>. <em>Critica dell\u2019economia politica. Libro primo. Il processo di produzione del capitale. IV ed. tedesca, 1890<\/em>, in MarxEngels, <em>Opere complete<\/em>, XXXI, tomo I, Napoli, La citt\u00e0 del sole.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Smith A., (1995) [1776], trad. it. a cura di F. Bartoli et al., <em>La ricchezza delle nazioni<\/em>, Roma, Newton Compton.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Tomba M., (2011), <em>Strati di tempo. Karl Marx materialista storico<\/em>, Milano, Jaca Book.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Tomba M. e G. Vertova (a cura di), (2014), <em>Spazi e tempi del Capitale<\/em>, Milano, Mimesis.<\/h5>\n<h5>Valentini F., (2001), <em>Soluzioni hegeliane<\/em>, Milano, Guerini.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/marxismo\/14438-carla-maria-fabiani-da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/marxismo\/14438-carla-maria-fabiani-da-hegel-a-marx-fenomenologia-dello-stato-moderno-capitalistico.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Carla Maria Fabriani) Abstract: In Chapter 24 of the first book of Capital, Marx deals with the modern capitalist State, emphasizing the existence of complex factors which affect it. The theoretical basis of his reflection is to be found in Hegel\u2019s Phenomenology. He points out the violent methods that the State use against workers \u2013 the eslege proletariat \u2013 and the subsumtpion of the State to capital. 1. Definire lo Stato:&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cN0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49166"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49166"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49167,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49166\/revisions\/49167"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}