{"id":49172,"date":"2019-02-26T09:45:25","date_gmt":"2019-02-26T08:45:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49172"},"modified":"2019-02-26T07:53:00","modified_gmt":"2019-02-26T06:53:00","slug":"perche-su-haiti-vige-il-silenzio-mediatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49172","title":{"rendered":"Perch\u00e9 su Haiti vige il silenzio mediatico?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Riccardo Allegro)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/haiti-1.jpg\" alt=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/haiti-1.jpg\" width=\"1308\" height=\"654\" \/><\/p>\n<div class=\"content\">\n<div class=\"thepost single\">\n<div class=\"post\">\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Pochi giornali e mezzi d&#8217;informazione ne hanno parlato, ma ad Haiti \u00e8 in atto un&#8217;enorme sommossa contro l&#8217;establishment pro-Usa che, ormai da decenni, affama il paese senza ritegno.<\/strong><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un reddito pro capite che difficilmente supera gli 800 dollari all\u2019anno, un tasso di denutrizione superiore al 45% ed un tasso di analfabetismo che s\u2019aggira tra il 50 e il 70%, <strong>Haiti \u00e8 il paese pi\u00f9 povero dell\u2019emisfero occidentale<\/strong> e sta vivendo in queste settimane una nuova crisi politica e sociale. Unitamente all\u2019inflazione galoppante e alle gravi condizioni di vita, la scintilla che ha innescato le <a class=\"_ps2id\" href=\"https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/mondo\/haiti-sull-orlo-della-guerra-civile_3192180-201902a.shtml\" data-ps2id-offset=\"\">violente proteste <\/a>riguarda la partecipazione di una societ\u00e0 presidenziale nel meccanismo di fondi Petrocaribe, cio\u00e8 nel programma solidale di forniture petrolifere promosso nel 2005 dal Governo Chavez. I manifestanti accusano il presidente Jovenel Mo\u00efse d\u2019essersi indebitamente appropriato del prestito di 4 miliardi di dollari concesso alla Nazione per l\u2019acquisto di petrolio a condizioni favorevoli e la promozione di altre opere sociali: non si tratta per\u00f2 di una protesta anti-corruzione, ma di una vera e propria rivolta iniziata gi\u00e0 lo scorso luglio contro il Governo e la sua classe dirigente. Negli ospedali mancano le medicine e nei supermercati i generi di prima necessit\u00e0, per le strade sono state erette barricate con copertoni che bruciano, banche e stazioni di rifornimento date alle fiamme e i violenti scontri con la polizia e i militari ONU hanno portato \u2013 finora \u2013 alla morte di circa una decina di persone, anche se fonti d\u2019opposizione riferiscono un numero superiore a 50. Se il quadro ricorda quello venezuelano, la situazione \u00e8 in realt\u00e0 ben diversa: per Haiti non si parla di un feroce dittatore socialista, ma di un Presidente neoliberista \u201cregolarmente\u201d eletto, <strong>nonch\u00e9 alleato degli Stati Uniti<\/strong>. E quindi, di fatto, si tace sulla fame, sulle rivolte e sulla repressione operata dal governo haitiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strangolati per oltre quarant\u2019anni da una classe politica corrotta e collusa con Washington, i manifestanti chiedono le immediate dimissioni del Presidente <strong>Jovenel Mo\u00efse<\/strong>, vincitore alle urne nel 2016 con il partito Haitian T\u00e8t Kale Party (PHTK), cio\u00e8, tradotto dal creolo haitiano, con il \u201cPartito haitiano delle Teste Rasate\u201d. Dopo un\u2019elezione annullata nel 2015, Mo\u00efse \u00e8 stato eletto presidente con 590mila voti favorevoli espressi da meno del 5% degli aventi diritto. Causa, anche, il violento uragano che aveva devastato l\u2019isola solo poche settimane prima, l\u2019affluenza alle urne \u00e8 stata, con un misero 20%, la pi\u00f9 bassa in tutto l\u2019emisfero occidentale dal 1945. Ciononostante, le elezioni furono considerate del tutto regolari e legittime: paladina di giustizia e democrazia, la \u201cComunit\u00e0 Internazionale\u201d non ha avuto in quella particolare circostanza nulla da ridire. Al contrario, Donald Trump s\u2019\u00e8 personalmente congratulato con il neopresidente \u201celetto\u201d Mo\u00efse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 da stupirsene: come l\u2019Honduras, il Salvador o il Guatemala, anche l\u2019Haiti di Duvalier \u00e8 stata \u2013 ed ovviamente continua ad essere con Mo\u00efse \u2013 teatro di quella strategia imperialista americana attuata attraverso la <strong>soppressione di qualsivoglia politica socialmente progressista<\/strong> e, di contro, il finanziamento di dittatori fantocci e criminali. In America Latina, \u201ccortile di casa\u201d degli Stati Uniti, sono poche ma esemplari le nazioni che vi hanno resistito: Nicaragua, Cuba e Venezuela. Non a caso, il Nicaragua di Daniel Ortega \u2013 povero, ma in costante crescita e premiato dalla FAO per esser stato tra i primi paesi al mondo a raggiungere gli \u201cobiettivi del millennio\u201d, riducendo povert\u00e0 e disuguaglianze sociali \u00a0\u2013 \u00e8 stato pochi mesi fa al centro di un\u2019insistente e nauseante campagna politico-ideologica promossa dagli stessi USA \u201ccontra-nostalgici\u201d per rovesciare la presunta dittatura sandinista. Anche Cuba, dove la qualit\u00e0 della vita \u2013 basti ricordare sanit\u00e0 e politiche di welfare \u2013 \u00e8 di gran lunga superiore a molti altri paesi dell\u2019America Centrale e perfino degli Stati Uniti, <strong>per anni \u00e8 stata emblema della minaccia comunista<\/strong>, una sorta di gulag caraibico nel quale per\u00f2 a marcire dietro le sbarre sono i prigionieri della Guantanamo americana. Dulcis in fundo il Venezuela, governato da un presidente regolarmente eletto, promotore di una politica sociale di stampo chavista, colpevole di possedere le pi\u00f9 grandi scorte di petrolio al mondo e per questo punito con l\u2019embargo, oggi tra i nemici pubblici della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due pesi e due misure: di Castro, di Ortega e di Maduro s\u2019\u00e8 detto il peggio che si potesse raccontare, dai manifestanti repressi con inaudita violenza ai camion di aiuti umanitari dati alle fiamme per puro sadismo. <strong>Di Mo\u00efse e del popolo haitiano si tace<\/strong>. Al massimo, se ne cantano doti e virt\u00f9: Maduro, che nonostante le pressioni internazionali ha continuato per la strada del dialogo, \u00e8 minacciato con i carri armati; Mo\u00efse, che ben lontano dal volersi dimettere invoca \u201cla strada del dialogo\u201d, trova appoggio e copertura da Trump in persona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/haiti-usa-venezuela-cuba\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/haiti-usa-venezuela-cuba\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Riccardo Allegro) Pochi giornali e mezzi d&#8217;informazione ne hanno parlato, ma ad Haiti \u00e8 in atto un&#8217;enorme sommossa contro l&#8217;establishment pro-Usa che, ormai da decenni, affama il paese senza ritegno. 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