{"id":49252,"date":"2019-02-28T10:45:31","date_gmt":"2019-02-28T09:45:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49252"},"modified":"2019-02-28T00:12:53","modified_gmt":"2019-02-27T23:12:53","slug":"haftar-e-macron-alla-conquista-della-libia-abbiamo-ancora-delle-carte-da-giocare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49252","title":{"rendered":"Haftar (e Macron) alla conquista della Libia. Abbiamo ancora delle carte da giocare?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Michela Mercuri)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/d4024731d8_59929791-1024x640.jpg\" alt=\"Haftar (e Macron) alla conquista della Libia. Abbiamo ancora delle carte da giocare?\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Il generale Haftar nell\u2019ultimo mese ha assunto il controllo di quasi tutta la Libia. Un\u2019espansione militare dalla Cirenaica alle impervie dune del Fezzan, fino a lambire la capitale.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/michelamercuri.it\/2019\/02\/haftar-e-macron-alla-conquista-della-libia-abbiamo-ancora-delle-carte-da-giocare\/\">michelamercuri.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il \u201cpercorso\u201d non ha esitato ad assicurarsi il controllo dei principali giacimenti del sud e dell\u2019ovest. Il campo petrolifero di El Sharara, il pi\u00f9 grande dell\u2019area con una capacit\u00e0 estrattiva di circa 300mila barili al giorno, e il sito di El Feel, controllato da una joint venture tra Eni e National Oil Corporation (Noc). Ormai parlare di lui come dell\u2019uomo forte dell\u2019est \u00e8 un eufemismo. Che ci piaccia o meno ora \u00e8 l\u2019uomo forte di tutto il Paese. Sono lontani i tempi della conferenza di Palermo quando, con l\u2019endorsement americano e il placet dei russi, avevamo tentato di porci come interlocutori privilegiati del processo di stabilizzazione libico. Ci eravamo anche illusi di proporre una road map: una conferenza in Libia entro gennaio, elezioni a giugno, unione delle banche centrali e cos\u00ec via. Allora, addirittura, Haftar ci aveva \u201cconcesso\u201d di mantenere Serraj alla guida del consiglio presidenziale fino alla tornata elettorale e aveva anche riaperto alla possibilit\u00e0 di far ripartire la nostra ambasciata in Libia, guidata, ora, da Giuseppe Buccino. Parole al vento, potremmo dire. In poco pi\u00f9 di tre mesi abbiamo perso Serraj, il nostro alleato sul terreno che non controlla le numerose fazioni che stanno mettendo a ferro e fuoco la capitale, abbiamo perso influenza anche con gli attori locali, con cui Haftar, tranne alcune eccezioni, sembra aver raggiunto accordi. Abbiamo addirittura messo nelle sue (poco affidabili) mani uno dei pi\u00f9 importanti giacimenti dell\u2019Eni. Senza mezzi termini, una d\u00e9b\u00e2cle<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ad aggiungere benzina sul fuoco abbiamo subito l\u2019ennesimo \u201cschiaffo\u201d dai francesi che, solo per un po\u2019, avevano finto di appoggiare l\u2019Italia, inviando a Palermo il ministro degli esteri Le Drian, l\u2019esponente europeo di maggiore peso tra quelli presenti.<\/strong> Oggi i nostri \u201ccugini d\u2019oltralpe\u201d si stanno riprendendo la Libia, senza alcun coordinamento con l\u2019Italia ma soprattutto con la comunit\u00e0 internazionale. Quasi in concomitanza con l\u2019offensiva dell\u2019esercito di Haftar, infatti, i\u00a0Mirage dell\u2019aviazione di Parigi hanno colpito incessantemente l\u2019area fra la Libia e il Ciad, per sostenere militarmente il generale nella sua avanzata per il controllo del Paese. Inoltre, la diplomazia d\u2019oltralpe starebbe lavorando per organizzare un vertice tra Sarraj e Haftar. Anche se non ci sono conferme ufficiali, una tale ipotesi insinua quantomeno un dubbio. L\u20198 novembre Macron ha invitato a Parigi importanti esponenti di spicco di Misurata, la citt\u00e0 Stato che oramai \u00e8 una sorta di terzo potere nel Paese, mentre pochi giorni fa alcuni funzionari dei servizi segreti della Dgse avrebbero effettuato una missione a Tripoli, forse per concordare una exit strategy per Serraj? I fili sul terreno sono stati tessuti, ora non resta che portarli su un piano diplomatico capace di incensare l\u2019ego dell\u2019Eliseo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ieri ci siamo forse giocati l\u2019ultima chance.<\/strong> Durante il vertice tra Ue e Lega Araba (a cui la Francia non si \u00e8 degnata di prendere parte) Conte ha cercato un dialogo con il presidente egiziano al-Sisi, che negli ultimi tempi si era mostrato abbastanza collaborativo. Anche qui abbiamo preso un bel due di picche. L\u2019Egitto, braccio armato dell\u2019Arabia Saudita e sponsor del generale Haftar, ha fatto chiaramente capire che non intende muoversi da questa posizione: Serraj appare sempre pi\u00f9 un \u201cre senza corona e senza spada\u201d, un re nudo che oramai solo noi italiani ci ostiniamo a vedere ancora col suo bel mantello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa resta da fare, allora, per Roma? Di recente il nuovo ambasciatore italiano in Libia ha incontrato il generale \u201cpigliatutto\u201d per portare avanti la strategia inclusiva inaugurata a Palermo. Il rischio, per\u00f2, \u00e8 quello di tentare di salire in extremis sul cavallo vincente che, in quanto tale, ha gi\u00e0 fin troppi, bravi, fantini a sua disposizione.<\/strong>Agganciare nuovi attori? Rischioso ma possibile. C\u2019\u00e8 qualcuno che nell\u2019ombra sta tessendo una rete di contatti e accordi e che potrebbe essere il coup de th\u00e9\u00e2tre nel futuro della politica libica. Il suo nome \u00e8 ben noto: Saif al-Islam Gheddafi, il secondogenito del rais libico. D\u2019altra parte \u00e8 ancora popolare dentro e fuori l\u2019ex Jamahiriya. Come Haftar, anche Saif fa perno sul tema della sicurezza che pi\u00f9 preoccupa la popolazione e questo \u00e8 un buon argomento per i libici stanchi di continue violenze. Il \u201cgiovane Gheddafi\u201d sembra pronto a dimenticare il voltafaccia italiano nei confronti del padre e tramite i suoi portavoce si \u00e8 rivolto spesso alle autorit\u00e0 italiane per perorare la causa delle elezioni. Il presidente di FerderPetroli, Michele Marsiglia, in un comunicato stampa del 23 marzo del 2018, ha affermato che solo lui ha il potere di rilanciare il settore dell\u2019oil &amp; gas in Libia. Una dichiarazione che lascia poco spazio a fraintendimenti. Il vice ministro degli esteri russo Mikhail Bogdanov ha asserito che \u00abSaif al-Islam dovrebbe far parte del processo politico in Libia\u00bb. Pare dunque esserci una certa convergenza tra la Russia e l\u2019Italia sul \u201ctema Saif\u201d. Forse un ulteriore asset per una maggiore convergenza dell\u2019Italia con Putin? Difficile prevederlo. Che possa essere un candidato vincente per le prossime elezioni \u00e8 questione dubbia, ma una cosa \u00e8 certa,meglio alleato che nemico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/haftar-e-macron-alla-conquista-della-libia-abbiamo-ancora-delle-carte-da-giocare\/\">http:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/haftar-e-macron-alla-conquista-della-libia-abbiamo-ancora-delle-carte-da-giocare\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Michela Mercuri) Il generale Haftar nell\u2019ultimo mese ha assunto il controllo di quasi tutta la Libia. Un\u2019espansione militare dalla Cirenaica alle impervie dune del Fezzan, fino a lambire la capitale. Articolo pubblicato su michelamercuri.it Durante il \u201cpercorso\u201d non ha esitato ad assicurarsi il controllo dei principali giacimenti del sud e dell\u2019ovest. 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