{"id":49289,"date":"2019-03-01T11:30:13","date_gmt":"2019-03-01T10:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49289"},"modified":"2019-03-01T06:40:39","modified_gmt":"2019-03-01T05:40:39","slug":"larticolo-farlocco-che-ha-distrutto-i-diritti-dei-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49289","title":{"rendered":"L\u2019articolo farlocco che ha distrutto i diritti dei lavoratori"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Rododak)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/IndiaVera.jpg\" alt=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/IndiaVera.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><a href=\"https:\/\/www.ineteconomics.org\/perspectives\/blog\/the-bogus-paper-that-gutted-workers-rights\">In questo articolo<\/a>\u00a0l\u2019economista Servaas Storm, dell\u2019Universit\u00e0 di Delft, in Olanda,\u00a0passa\u00a0al vaglio\u00a0e fa a pezzi uno dei\u00a0molti studi scientifici \u2013 ritenuti di alto livello \u2013 che sostengono che le leggi che proteggono i lavoratori regolamentando il mercato del lavoro in realt\u00e0 danneggerebbero l\u2019economia e i lavoratori stessi. Studi come questo, pieni di falle eppure alacremente \u201cmacinati nel mulino neoliberale\u201d, portano poi a raccomandazioni al sistema politico sulla massima deregolamentazione del mercato del lavoro, naturalmente per il bene dei poveri. Non sorprender\u00e0 che l\u2019autore riveli\u00a0un mondo di pubblicazioni economiche basate su pregiudizi ideologici scarsamente o per nulla suffragati dai dati. Ma pomposamente lodati, pubblicati e utilizzati per indirizzare strategie politiche disastrose per i lavoratori, nel mondo in via di sviluppo e non solo.\u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>di Servaas Storm, 6 febbraio 2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Traduzione di Andrea Wollisch<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Per anni, i governi in India e in buona parte del mondo in via di sviluppo hanno seguito i consigli di un\u00a0articolo nel quale si sostiene che le regolamentazioni del mercato del lavoro in realt\u00e0\u00a0danneggino\u00a0i lavoratori stessi. Il problema? La ricerca era piena di falle.<\/strong><\/em><\/p>\n<blockquote>\n<h3>\u201cLe leggi create per aiutare i lavoratori spesso li danneggiano\u201d.<\/h3>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sostiene spesso che forti protezioni del lavoro per i lavoratori non qualificati rappresenterebbero \u201clussi che i paesi in via di sviluppo non possono permettersi\u201d. L\u2019idea \u00e8 che le leggi che regolano i salari e le condizioni di lavoro o che facilitano la contrattazione collettiva debbano far aumentare il costo del lavoro e i prezzi, e quindi portare danno ai profitti delle imprese e agli investimenti; facendo questo, si distruggono gli stessi posti di lavoro che si intendeva proteggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u2026le leggi create per aiutare i lavoratori spesso li danneggiano\u201d<\/em>\u00a0sono le parole con cui la Banca Mondiale (2008, p.8) riassume il concetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo particolare effetto perverso \u00e8 stato invocato numerose volte nel dibattito indiano sull\u2019impatto della regolamentazione del mercato del lavoro sulla performance registrata dall\u2019industria che ha imperversato per decenni (Bhattacharjea 2006; Srivastava 2016; Storm and Capaldo 2018; Karak and Basu 2019). Per giustificare le politiche di deregolamentazione del mercato del lavoro, i governi indiani che si sono succeduti, di vari colori politici, hanno sostenuto che l\u2019arcaica e restrittiva regolamentazione del lavoro in India nell\u2019industria ufficiale danneggia la performance industriale \u2013 le recenti riforme\u00a0contro i lavoratori intraprese dal governo di Narendra Mody guidato dal Bharatiya Janata Party (BJP) sono solo le ultime manifestazioni di quello che \u00e8 stata la politica standard da almeno la met\u00e0 degli anni \u201980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presumibilmente, nessuno studio \u00e8 stato pi\u00f9 utile nel propagare in India il concetto che una legislazione del lavoro a favore dei lavoratori finisca per colpire i lavoratori stessi dell\u2019articolo pubblicato nel 2004 sul\u00a0<em>Quarterly Journal of Economics<\/em>\u00a0da Timothy Besley e Robin Burgess; gli autori, basandosi su risultati econometrici, concludono che \u201cuna regolamentazione del lavoro a favore dei lavoratori si \u00e8 tradotta in minor produzione, minor occupazione, meno investimenti, e in un abbassamento della produttivit\u00e0 nel settore dell\u2019industria registrata. \u00c8 cresciuta la produzione nel settore sommerso.\u201d (Besley and Burgess 2004, p. 92-93). Il loro articolo \u00e8 stato quindi macinato nel mulino neoliberale ed \u00e8 stato usato dal governo indiano nel suo\u00a0<em>Economic Survey 2006\u00a0<\/em>per giustificare la deregolamentazione del mercato del lavoro. Lo studio \u00e8 stato citato con favore nel<em>\u00a0World Development Report 2005,\u00a0<\/em>e la misurazione<em>\u00a0de jure\u00a0<\/em>della regolamentazione del mercato del lavoro sviluppata da Besley e Burgess \u00e8 stata ampiamente utilizzata nelle ricerche successive.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cosa hanno trovato Besley e Burgess?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo di Besley e Burgess (2004)\u00a0si basa\u00a0sulle relazioni tra le performance dell\u2019industria ufficiale indiana e la regolamentazione del mercato del lavoro nei diversi stati, per valutare gli impatti di quest\u2019ultima su produzione, occupazione, investimenti e produttivit\u00e0. Per misurare il grado di regolamentazione del mercato del lavoro, gli autori hanno creato un nuovo indicatore di regolamentazione (che io chiamo BB-index) basato su variazioni a livello statale nella direzione degli emendamenti che i diversi stati indiani hanno portato all\u2019Industries Disputes Act (IDA) del 1947.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due autori hanno classificato le modifiche alla legge come \u201cpro-lavoratori\u201d, \u201cneutre\u201d, o \u201cpro-imprenditori,\u201d assegnando un punteggio relativo rispettivamente di +1, 0 e -1. I punteggi relativi a ogni stato sono sommati nel tempo per ottenere una \u201cmisurazione normativa\u201d per ogni stato in ciascun anno. Usando due differenti\u00a0set di dati \u2013 uno basato sui dati della produzione industriale aggregata per 16 stati (1958-1992) e uno che usa dati a tre cifre sul livello delle industrie per gli stessi stati (1980-1997). Cos\u00ec Besley e Burgess stimano l\u2019impatto della regolamentazione del lavoro sulla performance dell\u2019industria: quello che trovano \u00e8 che la regolamentazione pro-lavoratore \u00e8 sistematicamente associata a minore produzione, minore occupazione, minore produttivit\u00e0 e minori investimenti nel settore dell\u2019industria formale; mentre le leggi sul lavoro vantaggiose del lavoratore non\u00a0avrebbero\u00a0modificato significativamente i guadagni per il dipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Besley e Burgess sostengono che le loro scoperte sono molto significative dal punto di vista economico. Per esempio affermano che la produzione industriale in Andhra Pradesh sarebbe stata solo il 72% del suo vero livello nel 1990, generando 199.000 posti di lavoro in meno, senza le riforme pro-imprenditori sottoscritte da questo stato. Il loro secondo controfattuale riguarda il Bengala occidentale, dove le loro stime indicano che, senza le riforme pro-lavoratori, la produzione industriale sarebbe stata del 24% superiore\u00a0rispetto al suo livello nel 1990 e che l\u2019occupazione sarebbe stata pi\u00f9 alta di 180.000 posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persuasi\u00a0dai loro risultati, Besley e Burgess (2004, p.124) concludono che \u00e8\u00a0<em>\u201cevidente che molto del ragionamento\u00a0alla base della regolamentazione del lavoro era sbagliato e ha condotto a risultati che sono stati\u00a0opposti rispetto ai loro obiettivi originari\u201d<\/em>\u00a0e che\u00a0<em>\u201ci tentativi di porre rimedio al bilanciamento di potere tra capitale e lavoro possono finire per\u00a0danneggiare i poveri\u201d.<\/em>\u00a0I due economisti dell\u2019LSE concludono scrivendo che il\u00a0<em>\u201cgrido di battaglia a favore di una regolamentazione del mercato del lavoro \u00e8 spesso che le politiche del mercato del lavoro pro-lavoratore pongono rimedio allo sfavorevole bilanciamento di potere tra capitale e lavoro, conducendo a un progressivo effetto di distribuzione del reddito. Noi non abbiamo trovato nessuna evidenza di questo \u2013 anzi gli effetti redistributivi sembra abbiano lavorato a svantaggio dei poveri.\u201d<\/em>\u00a0Insomma, la retorica della reazione in pieno svolgimento.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Problemi concettuali non banali\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo di Besley e Burgess (2004)\u00a0ha ricevuto critiche sostanziali (Bhattacharya 2006; D\u2019Souza 2010; Roychoudhury 2014; Karak and Basu 2019). Un primo problema riguarda il BB-index. Besley e Burgess (2004, p.98) ammettono che la costruzione dell\u2019indice richiede un certo numero di decisioni discrezionali, ma riportano con sicurezza\u00a0di avere \u201ctrovato sorprendentemente pochi casi di incertezza\u201d.\u00a0Altri esperti non sono d\u2019accordo, comunque, ed evidenziano diversi problemi, inclusa una classificazione palesemente inappropriata dei singoli emendamenti alla legge (basata su interpretazioni errate dei cambiamenti normativi e sbagliando la datazione degli stessi) e la codifica\u00a0come +1 o -1 di cambiamenti\u00a0non misurabili (Bhattacharjea 2006). Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, il BB-index si concentra esclusivamente sugli IDA ed ignora le altre leggi sul lavoro esistenti, l\u2019impatto delle quali spesso supera quello degli IDA stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una seconda perplessit\u00e0 \u00e8 che la maggior parte degli emendamenti pro-lavoratori sono\u00a0stati realizzati durante gli anni \u201980 \u2013 questo \u00e8 riflesso dal fatto che 30 cambiamenti su 43 nel BB-index sono avvenuti in quel decennio. Ma, paradossalmente, gli anni \u201980\u00a0sono stati un periodo di grande indebolimento del potere dei lavoratori e di un aumento dell\u2019inosservanza delle leggi sul lavoro. Il potere in calo\u00a0dei lavoratori sindacalizzati \u00e8 reso evidente dal costante declino post-1980 della quota salari. Nel 1980, la quota salari sul valore aggiunto nel settore manifatturiero ufficiale dell\u2019India era del 44%; successivamente nel 1992-93 la quota salari scese al 32%, per arrivare al 26% nel 1998-99 \u2013 uno sconcertante declino di 18 punti percentuali in meno di 20 anni (Jayadev and Narayan 2018). I salari sono aumentati molto pi\u00f9 lentamente della produttivit\u00e0 del lavoro, mentre il tasso di sindacalizzazione \u00e8 sceso, la sicurezza sociale per i lavoratori protetti \u00e8 stata ridimensionata e la disuguaglianza dei redditi \u00e8 aumentata bruscamente (Srivastava 2016). Paradossalmente, la quota salari sul prodotto aggiunto dell\u2019industria \u00e8 diminuita maggiormente\u00a0negli stati classificati come pro-lavoratori \u2013 del 19% durante il periodo 1980-81\/1998-99. Parlare di un aumentato potere di contrattazione dei lavoratori sindacalizzati di fronte ad un declino senza precedenti della quota salari nell\u2019industria ufficiale appare forzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo suggerisce un altro limite del\u00a0<em>de jure<\/em>\u00a0BB-index: l\u2019inosservanza delle regole sul lavoro \u00e8 pervasiva e\u00a0<em>de facto\u00a0<\/em>il rispetto delle stesse \u00e8 debole o assente (Chatterjee and Kanbur 2015; Srivastava 2016). Inoltre, i datori di lavoro nell\u2019industria ufficiale in India hanno aggirato massicciamente le (vecchie e nuove) leggi sul lavoro, assumendo sempre pi\u00f9 lavoratori a contratto (temporanei), i quali non sono\u00a0inclusi\u00a0in queste leggi (D\u2019Souza 2010; Jayadev and Narayan 2018). La quota di lavoratori a contratto temporaneo sul totale degli occupati nell\u2019industria ufficiale \u00e8 aumentata da un livello trascurabile all\u2019inizio degli anni \u201970 a circa il 12% nella met\u00e0 degli anni \u201980 fino a quasi il 20% nel 1998-99 (Srivastava 2016). Tutto questo suggerisce un indebolimento secolare del potere di contrattazione dei lavoratori \u2013 che \u00e8 avvenuto nonostante gli emendamenti agli IDA.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Serie perplessit\u00e0 econometriche<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le regressioni di Besley e Burgess sono state giustamente criticate per la distorsione dovuta a variabili omesse \u2013 e per il fatto che le loro variabili\u00a0 \u201cdi controllo\u201d non sono statisticamente significative e non controllano per niente. Besley e Burgess riportano che l\u2019inclusione di trend di periodo specifici\u00a0nei singoli\u00a0 stati\u00a0spazza via l\u2019impatto negativo della regolamentazione del lavoro: il coefficiente del loro indice diventa statisticamente non significativo. Ma loro interpretano questo fatto come una prova che la loro misurazione della regolamentazione del mercato del lavoro \u00e8 un fattore chiave di questi\u00a0trend di periodo specifici negli stati. Questo ragionamento per\u00f2\u00a0puzza di\u00a0bias\u00a0di conferma; una conclusione pi\u00f9 appropriata \u00e8 che qualunque impatto delle leggi sul lavoro sulla manifattura \u00e8 pi\u00f9 che compensato da altri fattori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho provato a replicare i risultati di Besley e Burgess sulla produzione del settore industriale ufficiale riportati nella loro tabella 3, usando i dati resi disponibili online da\u00a0<em>Economic Organisation and the Public Policy Programme<\/em>\u00a0(EOPP) dell\u2019LSE (Besley and Burgess 2019). Curiosamente, il dataset online non permetteva di replicare i risultati, prima di tutto perch\u00e9 il numero di osservazioni era ben minore di quello riportato da Besley e Burgess. Quindi, ho creato un panel dataset alternativo usando i dati (per il periodo 1960-1992) da Besley e Burgess (2019) combinati con i dati di Karak e Basu (2019).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il mio dataset ho scoperto che l\u2019impatto della regolamentazione del lavoro sulla produzione industriale \u00e8 negativo nella regressione base, diventa positivo quando includo\u00a0trend temporali specifici per ogni stato (in contrasto con quello che hanno trovato Besley e Burgess), ed \u00e8 insignificante quando si escludono le osservazioni relative al Bengala Ovest o quando si restringe il periodo temporale al 1981-1992. Appare insomma che solo particolari specificazioni del modello possono portare a risultati simili a quelli ottenuti da Besley e Burgess.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Andare oltre le critiche esistenti: i risultati empirici contraddicono la teoria<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una sezione non sufficientemente sviluppata intitolata \u201cconsiderazioni teoriche\u201d, Besley e Burgess menzionano i meccanismi attraverso i quali la regolamentazione pro-lavoratori finirebbe per colpire la performance industriale. Primo, la regolamentazione pro-lavoratori si dice che aumenti il costo del lavoro per le imprese, che quindi sostituiranno lavoro con capitale. Secondo, si sostiene che un costo per unit\u00e0 di lavoro pi\u00f9 alto renda i beni industriali pi\u00f9 costosi e questo riduce la domanda e la produzione. E terzo, c\u2019\u00e8 il buon vecchio \u201ceffetto espropriazione\u201d: una regolamentazione del lavoro pro-lavoratori permette agli stessi di\u00a0appropriarsi di un quota maggiore del rendimento degli investimenti esistenti (gi\u00e0 effettuati), scoraggiando cos\u00ec gli investimenti futuri. Gli investimenti saranno pi\u00f9 bassi e quindi il capitale sociale sar\u00e0 inferiore \u2013 riducendo la crescita della produzione e dell\u2019occupazione. Besley e Burgess non mostrano alcuna consapevolezza del fatto che le tre \u201cspiegazioni\u201d siano vicendevolmente incoerenti: la sostituzione del lavoro con il capitale significherebbe un aumento dell\u2019intensit\u00e0 di capitale, mentre secondo il terzo argomento la stessa dovrebbe diminuire. Non puoi farti una nuotata e contemporaneamente restare asciutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usando i risultati stimati da Besley e Burgess, si pu\u00f2 dimostrare che nessuna di queste tre spiegazioni regge. Secondo gli impatti stimati della regolamentazione pro-lavoratori, le imprese indiane hanno fatto l\u2019esatto opposto di quello che sostengono Besley e Burgess: le imprese hanno ridotto l\u2019intensit\u00e0 di capitale della produzione e aumentato l\u2019intensit\u00e0 di lavoro! Le imprese hanno sostituito capitale con lavoro, piuttosto che il contrario. Riguardo la seconda spiegazione: mentre \u00e8 vero che si \u00e8 trovato che la regolamentazione pro-lavoratori ha aumentato il costo per unit\u00e0 di lavoro, l\u2019impatto di questo sui prezzi dei prodotti industriali (e quindi sulla domanda e sulla produzione) \u00e8 stato quasi trascurabile, perch\u00e9 il costo del lavoro rappresenta uno scarso 10% dei costi totali di produzione. Questo implica che un aumento del 10% dei costi del lavoro per unit\u00e0 di lavoro aumenta i prezzi dei manufatti solo dell\u20191%. Ed \u00e8 fin troppo chiaro che la \u201cstoria dell\u2019esproprio\u201d \u00e8 un mito, perch\u00e9 non si \u00e8 trovato che la regolamentazione pro-lavoratori aumenti i salari e i supposti lavoratori \u201cprotetti\u201d sono stati completamente inermi di fronte al forte incremento della quota profitti delle imprese. Come possono i lavoratori ottenere una quota maggiore dei profitti quando\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0l\u2019applicazione delle leggi sul lavoro \u00e8 debole o anche nulla \u2013 o dove le imprese aggirano la legge assumendo lavoratori temporanei? E perch\u00e9 mai le imprese, che si suppone siano spaventate dal potere espropriativo dei lavoratori protetti dalla legge, aumentano l\u2019intensit\u00e0 di lavoro della produzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, io dimostro che i risultati di Besley e Burgess (2004) non sono economicamente significativi, ma completamente irrealistici e mettono a dura prova la possibilit\u00e0 di crederci. Per capirci, usando le stime e la media del BB-index cumulato di Besley e Burgess, ne segue che se il Bengala occidentale non avesse adottato nessuna riforma pro-lavoratori, la sua produzione industriale ufficiale sarebbe stata superiore del 1.000% al suo livello reale nel 1990! In altre parole, il Bengala sarebbe potuto diventare la prossima tigre asiatica se non fosse stato per quegli emendamenti dell\u2019IDA pro-lavoratori, i quali non solo hanno limitato gli investimenti, ma in realt\u00e0 hanno asfissiato l\u2019industria. Non ha veramente senso.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Un caso di \u201cutile economista\u201d<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi questo\u00a0articolo di Besley e Burgess (2004) \u00e8 compromesso da errori fatali di omissione e ossequio agli ordini. La ricerca,\u00a0realizzata da due utili economisti, mostra un ingiustificato empirismo nel quale i pregiudizi calpestano le prove. La ricerca non riesce a essere utile da nessun punto di vista riguardo a suggerimenti di politiche pubbliche \u201cbasate sulle prove\u201d. Ma quello che voglio sottolineare\u00a0in particolare \u00e8 che questa ricerca di alto profilo non \u00e8 certo l\u2019unica che fallisce la prova della ripetizione dei risultati e\/o che si disintegra\u00a0a un pi\u00f9 attento esame. Il problema in economia \u00e8 endemico,\u00a0bench\u00e9 cos\u00ec spesso\u00a0si proclami di fare ricerca sociale \u201clibera da pregiudizi ideologici\u201d e di provvedere a consigli di politiche pubbliche \u201cbasati sulle prove\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Permettetemi di fare qualche esempio.\u00a0L\u2019articolo del\u00a0<em>QJE<\/em>\u00a0di Botero et al. (2004) che mostra\u00a0impatti negativi delle leggi sul lavoro sulla performance economica, sono stati sbugiardati da Kanbur e Ronconi (2016) che dimostrano che l\u2019impatto diventa statisticamente non significativo dopo avere controllato\u00a0con\u00a0l\u2019aiuto del buon senso\u00a0il punto\u00a0\u201capplicazione delle leggi\u201d. Similmente, attente repliche delle analisi da parte di Howell, Baker, Glyn e Schmitt (2007), Baccaro e Rei (2007), e Vergeer e Kleinknecht (2012) congiuntamente sbugiardano una dozzina di studi econometrici di alto profilo, pubblicati su riviste soggette alla peer-review\u00a0<em>(rilettura da parte di altri accademici e ricercatori prima della pubblicazione, ndt)<\/em>, i quali riportavano tutti impatti negativi della regolamentazione pro-lavoratori sulla disoccupazione nelle economie appartenenti all\u2019OECD, incluse ricerche pubblicate su\u00a0<em>The<\/em>\u00a0<em>Economic Journal<\/em>. I risultati pubblicati sono stati trovati essere robustamente non robusti, con i segni (+\/-) dell\u2019impatto capovolti e la loro significativit\u00e0 statistica invalidata in seguito a piccole modifiche nelle procedure di stima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sostanziale inconsistenza dell\u2019approccio e dei risultati di questo filone di ricerca \u00e8 in netto contrasto con le sue pi\u00f9 che ampie, e socialmente costose, raccomandazioni verso politiche pubbliche volte ad abolire la regolamentazione del mercato del lavoro con norme a vantaggio dei lavoratori. Il fatto che tutte queste ricerche siano passate attraverso il processo di peer review suggerisce che questo processo soffra di una distorsione che spinge alla conferma,\u00a0ovvero definire \u201ceccellenza scientifica\u201d qualsiasi cosa che sia il pi\u00f9 vicina possibile alle loro\u00a0convinzioni e ai loro metodi accademici (D\u2019Ippoliti 2018). Ma quello che \u00e8 peggio, allontanandosi dalle pratiche scientifiche corrette, le riviste pi\u00f9 importanti generalmente non ritengono necessario pubblicare gli studi che dimostrano il fallimento dei tentativi di replicare i risultati come correttivo alle ricerche pubblicate.\u00a0I pregiudizi continuano a dominare rispetto ai risultati e alle\u00a0solide pratiche di ricerca. Dobbiamo chiederci, come scrivono Thomas Ferguson e Robert Johnson (2018),\u00a0<em>\u201cse non ci sia qualcosa di radicalmente sbagliato nella struttura della disciplina stessa, che ha condotto al mantenimento di un sistema di convinzioni ristretto attraverso l\u2019imposizione di regole di ortodossia e l\u2019erezione di barriere contro argomenti migliori e\u00a0prove contrarie.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Permettetemi di concludere ribadendo quello che vorrei che il lettore portasse a casa da questo\u00a0articolo: che l\u2019economia deve esercitare la massima cautela e umilt\u00e0 nel costruire e interpretare evidenze empiriche e nell\u2019usarle per sostenere suggerimenti di politiche pubbliche. Come l\u2019esempio di Besley e Burgess (2004) chiarisce, il danno economico e sociale causato da suggerimenti di politica\u00a0del tutto sbagliati per milioni di lavoratori dell\u2019industria pu\u00f2 essere sostanziale. Non sono a conoscenza di nessuna\u00a0prova credibile che suggerisca che la regolamentazione del lavoro con norme che proteggono i lavoratori sistematicamente finisca per colpire gli stessi e che potrebbe giustificare le ondate di deregolamentazione del mercato del lavoro che si abbattono ovunque per il mondo (Storm and Capaldo 2018). Questo mi porta a chiudere il cerchio con Beatrice e Sidney Webb, i fondatori della\u00a0<em>London School of Economics and Political Science,\u00a0<\/em>dove Besley e Burgess lavorano, i quali hanno sostenuto esattamente la visione opposta, dicendo che<em>\u00a0\u201cci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 urgentemente necessario\u2026 \u00e8 un\u2019estensione del forte braccio della legge\u00a0a protezione\u00a0dei lavoratori oppressi nelle difficili trattative\u201d\u00a0<\/em>(Webb and Webb 1902, p. xvii). I Webbs hanno sostenuto i salari minimi, il determinare un limite massimo delle ore lavorative, e un consistente\u00a0aumento\u00a0del potere dei lavoratori di contrapporsi per metter fine al parassitismo dei datori di lavoro, e spingendo per portare la \u201cdemocrazia\u201d nell\u2019industria attraverso i sindacati e la contrattazione collettiva.\u00a0 E questo \u00e8 quanto, per il progresso\u00a0dell\u2019 economia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Bibliografia<\/strong><\/h4>\n<p>Baccaro, L. and D. Rei. 2007. \u2018Institutional determinants of unemployment in OECD countries: does the deregulatory view hold water?\u2019\u00a0<em>International Organization<\/em>\u00a061 (3): 527-569.<\/p>\n<p>Besley, T. and R. Burgess. 2004. \u2018Can labor regulation hinder economic performance? Evidence from India.\u2019\u00a0<em>Quarterly Journal of Economics<\/em>\u00a0119 (1): 91-134.<\/p>\n<p>Besley, T. and R. Burgess. 2019.\u00a0<em>Economic Organisation and Public Policy Programme (EOPP) Indian States Data<\/em>.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lse.ac.uk\/economics\/people\/personal\/eopp-indian-states-data\">http:\/\/www.lse.ac.uk\/economics\/people\/personal\/eopp-indian-states-data<\/a><\/p>\n<p>Bhattacharjea, A. 2006. \u2018Labor market regulation and industrial performance in India. A critical review of the empirical evidence.\u2019\u00a0<em>The Indian Journal of Labor Economics<\/em>\u00a049 (2): 211-232.<\/p>\n<p>Botero, J., S. Djankov, R. La Porta, F. Lopez-de-Silanes and A. Shleifer. 2004. \u2018The regulation of labor.\u2019\u00a0<em>Quarterly Journal of Economics<\/em>\u00a0119: 1339-1382.<\/p>\n<p>Chatterjee, U. and R. Kanbur. 2015. \u2018Non\u2010compliance with India\u2019s Factories Act: Magnitude and<\/p>\n<p>patterns.\u2019\u00a0<em>International Labor Review<\/em>\u00a0154 (3): 393-412.<\/p>\n<p>D\u2019Ippoliti, C. 2018. \u2018\u2018Many-citedness\u2019: citations measure more than just scientific impact.\u2019\u00a0<em>INET Working Paper No. 57<\/em>. New York: Institute for New Economic Thinking.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ineteconomics.org\/uploads\/papers\/WP_57-DIppoliti-revised.pdf\">https:\/\/www.ineteconomics.org\/uploads\/papers\/WP_57-DIppoliti-revised.pdf<\/a><\/p>\n<p>D\u2019Souza, E. 2010. \u2018The employment effects of labor legislation in India: a critical essay.\u2019\u00a0<em>Industrial Relations Journal<\/em>\u00a041 (2): 122\u201335.<\/p>\n<p>Ferguson, T. and R. Johnson. 2018.\u00a0<em>Research Evaluation in Economic Theory and Policy: Identifying and Overcoming Institutional Dysfunctions<\/em>. Policy Brief to the G20 Argentina. Discutibile su:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.g20-insights.org\/policy_briefs\/research-evaluation-in-economic-theory-and-policy-identifying-and-overcoming-institutional-dysfunctions\/\">https:\/\/www.g20-insights.org\/policy_briefs\/research-evaluation-in-economic-theory-and-policy-identifying-and-overcoming-institutional-dysfunctions\/<\/a><\/p>\n<p>Howell, D., D. Baker, A. Glyn and J. Schmitt. 2007. \u2018Are protective labor market Institutions at the root of unemployment? A critical review of the evidence.\u2019\u00a0<em>Capitalism and Society<\/em>\u00a02 (1): 1-73.<\/p>\n<p>IMF. 2016. \u2018Time for a supply side boost? Macroeconomic effects of labor and product market reforms in advanced economies.\u2019\u00a0<em>World Economic Outlook 2016<\/em>. Washington, DC: IMF. pp. 101\u2013142.<\/p>\n<p>Jayadev, A. and A. Narayan. 2018. \u2018The evolution of India\u2019s industrial labor share and its correlates.\u2019\u00a0<em>CSE Working Paper 2018-4<\/em>. Azim Premji University: Centre for Sustainable Employment.<\/p>\n<p>Kanbur, R. and L. Ronconi. 2016. \u2018Enforcement matters: the effective regulation of labor.\u2019\u00a0<em>CEPR Discussion Paper No. 11098<\/em>. Disponibile su:\u00a0<a href=\"https:\/\/cepr.org\/active\/publications\/%20discussion_papers\/dp.php?dpno=11098\">https:\/\/cepr.org\/active\/publications\/ discussion_papers\/dp.php?dpno=11098<\/a><\/p>\n<p>Karak, A. and D. Basu. 2019. \u2018Profitability or industrial relations: what explains manufacturing performance across Indian states?\u2019\u00a0<em>Development and Change<\/em>, forthcoming.<\/p>\n<p>Roychowdhury. 2014. \u2018The labor market flexibility debate in India: Re\u2010examining the case for signing voluntary contracts.\u2019\u00a0<em>International Labor Review<\/em>\u00a0153 (3): 473-487.<\/p>\n<p>Storm, S. and J. Capaldo. 2018. \u2018Labor institutions and development under globalization.\u2019\u00a0<em>INET Working Paper No. 76<\/em>. New York: Institute for New Economic Thinking.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ineteconomics.org\/uploads\/papers\/WP_76-Storm-and-Capaldo-Final.pdf\">https:\/\/www.ineteconomics.org\/uploads\/papers\/WP_76-Storm-and-Capaldo-Final.pdf<\/a><\/p>\n<p>Vergeer, R. and A. Kleinknecht. 2012. \u2018Do flexible labor markets indeed reduce unemployment? A robustness check.\u00a0<em>Review of Social Economy<\/em>\u00a070 (4): 1-17.<\/p>\n<p>Webb, S. and B. Webb. 1902.\u00a0<em>Problems of Modern Industry<\/em>. New York, NY: New World<\/p>\n<p>World Bank. 2005.\u00a0<em>World Development Report 2005: A Better Investment Climate for Everyone<\/em>. Washington, DC: World Bank.<\/p>\n<p>World Bank. 2008.\u00a0<em>Doing Business: An Independent Evaluation Report<\/em>. Washington, DC: World Bank.<\/p>\n<p><em>Servaas Storm \u00e8 un economista\u00a0e saggista olandese (Universit\u00e0 di Delft);\u00a0lavora nel campo\u00a0della macroeconomia, del progresso tecnologico, della distribuzione del reddito &amp; crescita economica, finanza, sviluppo e riforme strutturali e cambiamento climatico.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/02\/27\/larticolo-farlocco-che-ha-distrutto-i-diritti-dei-lavoratori\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/02\/27\/larticolo-farlocco-che-ha-distrutto-i-diritti-dei-lavoratori\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Rododak) In questo articolo\u00a0l\u2019economista Servaas Storm, dell\u2019Universit\u00e0 di Delft, in Olanda,\u00a0passa\u00a0al vaglio\u00a0e fa a pezzi uno dei\u00a0molti studi scientifici \u2013 ritenuti di alto livello \u2013 che sostengono che le leggi che proteggono i lavoratori regolamentando il mercato del lavoro in realt\u00e0 danneggerebbero l\u2019economia e i lavoratori stessi. Studi come questo, pieni di falle eppure alacremente \u201cmacinati nel mulino neoliberale\u201d, portano poi a raccomandazioni al sistema politico sulla massima deregolamentazione del mercato del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":93,"featured_media":36726,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Voci-dallestero.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cOZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49289"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/93"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49289"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49289\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49298,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49289\/revisions\/49298"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}