{"id":49300,"date":"2019-03-01T11:00:24","date_gmt":"2019-03-01T10:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49300"},"modified":"2019-03-01T09:05:22","modified_gmt":"2019-03-01T08:05:22","slug":"il-mondo-non-accetta-piu-i-diktat-statunitensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49300","title":{"rendered":"Il mondo non accetta pi\u00f9 i diktat statunitensi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Fabio Massimo Parenti)<\/strong><\/p>\n<div id=\"ja-contentwrap\" class=\"\">\n<div id=\"ja-content\" class=\"column\">\n<div id=\"ja-current-content\" class=\"column\">\n<div class=\"ja-content-main clearfix\">\n<div class=\"article-content\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/usa\/trump_usa_iwantyou.jpg\" alt=\"trump usa iwantyou\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/il-mondo-non-accetta-piu-i-diktat-statunitensi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">beppegrillo.it<\/a><\/p>\n<p>Febbraio 23, 2019<\/p>\n<p>di <strong>Fabio Massimo Parenti<\/strong> \u2013\u00a0Dal lancio della guerra tariffaria del presidente Donald Trump, quasi un anno fa, le divergenze tra Stati Uniti e Unione Europea sono cresciute. Ora l\u2019amministrazione Trump vuole punire l\u2019Europa \u201cdisobbediente\u201d sulla questione delle sanzioni all\u2019Iran e sul North Stream 2. Tuttavia, bench\u00e9 le fratture transatlantiche si siano allargate da quando l\u2019amministrazione Trump \u00e8 entrata in carica, il divario tra le due sponde dell\u2019Atlantico ha radici pi\u00f9 antiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl progetto di integrazione europea \u00e8 stato costruito sotto l\u2019ombrello militare e l\u2019integrazione economica con gli Stati Uniti. Ciononostante, dalla fine della seconda guerra mondiale, lo spazio europeo non era completamente allineato con gli Stati Uniti. Il continente era diviso dalla cortina di ferro e molti movimenti e partiti socialisti non accettavano la subordinazione geopolitica agli Usa. In molti non accettavano una NATO aggressiva e un\u2019eccessiva interferenza nei loro affari interni, come accadde con l\u2019operazione Gladio in Italia negli anni Sessanta e Settanta. Questi sentimenti esistono ancora oggi, soprattutto a causa delle politiche e degli interventi militari della NATO, dai Balcani occidentali al Medio Oriente e al Nord Africa \u2013 che tra le altre cose hanno peggiorato le crisi migratorie \u2013 ma anche a causa di una UE troppo subordinata agli Stati Uniti, i quali non hanno mai visto di buon grado una Europa realmente indipendente e coesa; potremmo ricordare, inoltre, le pi\u00f9 recenti dichiarazioni di Victoria Nuland (2014), responsabile Usa per gli affari europei sotto l\u2019amministrazione Obama,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ronpaulinstitute.org\/archives\/featured-articles\/2014\/february\/06\/fstarstark-the-eu-tape-reveals-us-runs-ukraine-opposition\/\">che mand\u00f2 l\u2019Ue \u201ca quel paese\u201d<\/a>\u00a0mentre parlava con l\u2019ambasciatore a Kiev di quale sarebbe dovuto essere il nuovo governo Ucraino, pochi giorni prima del colpo di stato \u2013 ovviamente i media si sono soffermati sulla \u201cgaffe\u201d e non sulla gravit\u00e0 di ufficiali di stato di un paese straniero che organizzano e decidono la composizione di un ipotetico governo, prima della caduta di quello esistente, e prima di nuove elezioni.<\/p>\n<p>Tale subordinazione geopolitica agli interessi strategici degli Stati Uniti si \u00e8 consolidata a partire dalla fine della Guerra Fredda. Negli ultimi 30 anni, tuttavia, la gerarchia del potere mondiale ha preso sempre pi\u00f9 la forma di una struttura multipolare, grazie al nuovo ruolo e al peso economico delle economie emergenti, la Cina e l\u2019India in primis, mentre la Russia \u00e8 stata in grado di ricostruire la sua potenza militare e ristabilirsi al centro delle dinamiche geopolitiche mondiali.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 visto nella questione palestinese, nella crisi siriana e recentemente nella situazione in Venezuela \u2013 solo per citare alcuni casi \u2013 gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 in grado di conseguire un reale consenso internazionale all\u2019interno delle Nazioni Unite (in Siria i paesi occidentali sono sempre intervenuti illegalmente senza alcuna autorizzazione Onu; in Venezuela\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2019\/02\/venezuela-65-countries-support-guaido-backs-maduro-190215134801090.html\">il riconoscimento dell\u2019autoproclamato Guaid\u00f2 si \u00e8 fermato a una minoranza<\/a>di paesi, meno di un terzo, con la maggioranza dei paesi rappresentati all\u2019Onu che riconoscono la legittimit\u00e0 dell\u2019unica presidenza votata, quella di Maduro). Il rispetto della sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 nazionale \u00e8 richiesto a gran voce da molti stati, l\u2019interferenza e l\u2019ingerenza negli affari interni di altri paesi viene respinto da attori importanti, come la Russia e la Cina, che non a caso stanno raccogliendo un consenso proprio basato sui principi fondamentali del diritto internazionale.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti dovrebbero cessare di dettare l\u2019agenda politica di altri paesi, comprendendo che cercare di forzare le situazioni, secondo la propria volont\u00e0 e i propri interessi strategici, soffoca ed aliena una molteplicit\u00e0 di altre priorit\u00e0 nazionali ed interessi sovrani. Soprattutto, un tale approccio sfocia in costanti violazioni del diritto internazionale. Sta accadendo in Medio Oriente, Europa e America Latina.<\/p>\n<p>In Europa, ci sono attualmente due piani di dinamica politica. In primo luogo, i leader politici dei principali paesi europei, che si trovano a vivere una profondissima crisi di legittimit\u00e0, pur rimanendo fedeli agli Stati Uniti, manifestano un crescente nervosismo per le politiche del presidente Donald Trump. In secondo luogo, vi sono i popoli e le persone di molti paesi dell\u2019UE che stanno mostrando una chiara disaffezione verso l\u2019Europa, in particolare rispetto al suo funzionamento istituzionale, politico ed economico, in quanto vittime a diverso grado della lunga crisi economica e della debole integrazione politica. In questo caso si sente sempre pi\u00f9 la necessit\u00e0 di rivolgersi agli interessi nazionali.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti stanno adottando un approccio conflittuale con gli alleati tradizionali per ragioni economiche e geopolitiche, indebolendo ulteriormente l\u2019integrazione europea. Il ritiro degli Stati Uniti dal trattato INF \u00e8 una minaccia per l\u2019Europa, oltre che per il mondo, e questo giustifica l\u2019intenzione franco-tedesca di costruire un esercito indipendente dagli Stati Uniti \u2013 anche se sar\u00e0 difficile e dispendioso.<\/p>\n<p>Il gioco \u00e8 molto pi\u00f9 complicato se incorporiamo questi problemi transatlantici nella pi\u00f9 ampia trasformazione geopolitica ed economica a livello mondiale. \u201cLa transizione da un ordine unipolare, centrato su Washington, a un ordine mondiale multipolare, con numerose nazioni disposte a reclamare un ruolo primario sullo scacchiere globale, ha sconvolto il precario equilibrio in atto dall\u2019inizio degli anni \u201990\u201d, secondo Federico Pieraccini, analista di Strategic Culture Foundation. Egli ha aggiunto che\u00a0\u201ci continui e perpetui tentativi di preservare l\u2019ordine unipolare guidato dagli Stati Uniti hanno ridotto molte capitali occidentali a semplici vassalli, perpetrando l\u2019interesse di Washington invece che il loro\u201d. Non ci si pu\u00f2 aspettare che l\u2019Europa obbedisca agli Stati Uniti contro il proprio interesse. Dovremmo essere in grado di eliminare un approccio infantile, \u201co con me o contro di me\u201d. Un approccio di questo tipo, semplice e rude, che va contro lo spirito delle relazioni internazionali, dovrebbe essere evitato. L\u2019Europa deve trovare un equilibrio con gli Stati Uniti e contemporaneamente deve essere aperta e cooperativa con la nuova Asia. In altre parole, l\u2019UE dovrebbe essere allo stesso tempo \u201catlantista\u201d ed \u201ceurasiatista\u201d, diventando un centro di equilibrio geopolitico, invece di un centro di conflitti e di guerre per la competizione internazionale.<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p>1 \u2013 per commenti ufficiali di autorit\u00e0 ed esperti sull\u2019acuirsi delle fratture Usa-Ue,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2019\/02\/17\/world\/europe\/trump-international-relations-munich.html\">si veda qui<\/p>\n<p><\/a>2- per la recente dichiarazione del vicepresidente Usa Pence a Monaco, con cui si chiede all\u2019Ue di ritirarsi dall\u2019accordo con l\u2019Iran,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9o8HnAoNDjE\">si veda questo video dal minuto 1<\/p>\n<p><\/a>3 \u2013 per un esempio sulla disputa in merito al North Stream 2,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-germany-russia-pipeline\/us-sanctions-against-nord-stream-2-wrong-solution-germanys-maas-idUSKCN1P42IH\">si veda qui<\/p>\n<p><\/a>4 \u2013 per una posizione influente, sulla necessit\u00e0 di bloccare una integrazione militare europea,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/magazine\/archive\/2005\/06\/how-we-would-fight-china\/303959\/\">si veda Kagan 2005<\/p>\n<p><\/a><strong>L\u2019AUTORE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fabio Massimo Parenti\u00a0<\/strong>\u00e8 professore associato (ASN), insegna all\u2019Istituto Internazionale Lorenzo de\u2019 Medici a Firenze, \u00e8 membro del think tank CCERRI, Zhengzhou, e membro di EURISPES, Laboratorio BRICS, Roma. Il suo ultimo libro \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/amzn.to\/2OAoB0v\">Geofinance and Geopolitics<\/a>, Egea. Su twitter @fabiomassimo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"attachmentsList\"><\/div>\n<div><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/mondo-multipolare\/29583-il-mondo-non-accetta-piu-i-diktat-statunitensi\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/mondo-multipolare\/29583-il-mondo-non-accetta-piu-i-diktat-statunitensi<\/a><\/strong><\/div>\n<div id=\"ja-botsl\" class=\"wrap\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Fabio Massimo Parenti) da\u00a0beppegrillo.it Febbraio 23, 2019 di Fabio Massimo Parenti \u2013\u00a0Dal lancio della guerra tariffaria del presidente Donald Trump, quasi un anno fa, le divergenze tra Stati Uniti e Unione Europea sono cresciute. Ora l\u2019amministrazione Trump vuole punire l\u2019Europa \u201cdisobbediente\u201d sulla questione delle sanzioni all\u2019Iran e sul North Stream 2. 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