{"id":49302,"date":"2019-03-01T12:45:42","date_gmt":"2019-03-01T11:45:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49302"},"modified":"2019-03-01T12:35:01","modified_gmt":"2019-03-01T11:35:01","slug":"liberta-come-illusione-nella-cultura-decadente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49302","title":{"rendered":"Libert\u00e0 come illusione nella cultura decadente"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE (Paolo Massucci)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono cresciute negli ultimi anni tesi a sostegno del determinismo e dell\u2019illusoriet\u00e0 del libero arbitrio, supportate da recenti scoperte delle neuroscienze. Vero avanzamento del pensiero scientifico e filosofico o ideologia funzionale al mantenimento dello status quo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/irene_3.jpg\" alt=\"irene 3\" width=\"300\" height=\"248\" \/>In un interessante testo del 2016 [1], <strong>Andrea Lavazza<\/strong>, studioso di filosofia morale e di filosofia delle neuroscienze, ci offre un quadro dell\u2019attuale dibattito inerente ad uno degli argomenti da alcuni anni pi\u00f9 discussi, che si candida ad essere tra gli snodi pi\u00f9 importanti della riflessione filosofica, in virt\u00f9 delle sue ricadute sull\u2019esistenza. Si tratta dell\u2019alternativa tra la nozione di <strong>determinismo<\/strong>, nelle sue diverse articolazioni, e quella di <strong>libero arbitrio<\/strong> [2], questione che ha segnato la storia del pensiero sin dall\u2019antichit\u00e0, almeno a partire da Democrito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prospettiva deterministica radicale, quale in particolare quella ottocentesca, fonda il divenire delle cose e del mondo &#8211; esseri viventi e uomo compresi &#8211; su un rapporto di causa\/effetto basato su leggi naturali immutabili. Tale concezione \u00e8 incompatibile con il libero arbitrio, in quanto quest\u2019ultimo presuppone uno spazio di imprevedibilit\u00e0, su cui interviene la libera volont\u00e0 dell\u2019individuo che decide di agire in un senso o nell\u2019altro. <strong>L\u2019idea che ogni evento abbia una causa fisica preclude la possibilit\u00e0 di una causazione prodotta dalle facolt\u00e0 mentali<\/strong>, cio\u00e8 di nuove catene causali che non siano predeterminate dagli eventi del passato. Dunque in tale concezione gli atti mentali non causerebbero mai eventi fisici e la libert\u00e0 di azione della persona sarebbe illusoria. L\u2019uomo pu\u00f2 solo \u201cimmaginare\u201d di essere libero, come una pietra in caduta che prende coscienza del moto e scambia tale coscienza con la causa del movimento, affermava Spinoza nel XVII secolo in una celebre metafora. Appartiene proprio a questa tradizione di pensiero la celebre affermazione di Laplace nel <em>Saggio sulle probabilit\u00e0<\/em> del 1814 secondo cui un\u2019intelligenza che conoscesse tutte le forze da cui \u00e8 animata la natura, nonch\u00e9 la posizione rispettiva di tutta la materia, compresi gli esseri viventi, potrebbe avere, in linea di principio, completa e certa conoscenza di tutti gli accadimenti futuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa visione \u00e8 stata in buona parte superata anche all\u2019interno dello stesso positivismo, a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo, in conseguenza degli straordinari avanzamenti della scienza: la teoria darwiniana della selezione naturale alla base dell\u2019evoluzione delle specie viventi e, nel campo della fisica, l\u2019abbandono del modello meccanicistico cartesiano a seguito dell\u2019avvento della meccanica quantistica, con le leggi probabilistiche e il dominio del caso (si pensi al principio di indeterminazione di Heisenberg), hanno profondamente rivoluzionato il modo di pensare, rendendo datata la precedente posizione rigidamente deterministica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Lavazza, nella cultura occidentale, nell\u2019ambito delle tre grandi religioni monoteiste, pur con qualche eccezione, avrebbe prevalso <strong>la credenza nella libert\u00e0 di agire da parte dell\u2019uomo<\/strong>. Ma in realt\u00e0 il rapporto tra libert\u00e0 umana e determinismo \u00e8 stato sempre un tema lungamente dibattuto e fonte di accese polemiche. Si pensi al rapporto tra la libert\u00e0 umana e la grazia divina (l\u2019opposizione tra il pensiero di Agostino e quello di Tommaso d\u2019Aquino), al meccanicismo positivistico del \u2018700 e dell\u2018800 da una parte e al Kant della <em>Critica della Ragion Pratica<\/em> o allo Hegel della F<em>enomenologia dello Spirito<\/em> dall\u2019altra, nei quali predomina invece la difesa della libert\u00e0 umana. Il dibattito \u00e8 proseguito nel XX secolo, in particolare con la contrapposizione tra la libert\u00e0 come scelta di ci\u00f2 che preferiamo (come nel pragmatismo) e la libert\u00e0 che implica la capacit\u00e0 di scegliere anche in contrasto con le proprie preferenze, senza essere univocamente determinati dal proprio carattere e dalle circostanze (come nell\u2019esistenzialismo sartriano). Al giorno d\u2019oggi tuttavia sembra che il senso comune prevalentemente conservi la fiducia nel libero arbitrio e tenda a scontrarsi con le ipotesi secondo cui noi in realt\u00e0 non saremmo liberi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 opportuno accennare al fatto che questo argomento si collega &#8211; senza per\u00f2 ridursi ad esso &#8211; al problema del <strong>dualismo tra mente e cervello<\/strong>, ovvero a quello tra spirito e materia della tradizione filosofica. In particolare, nel campo della ricerca nelle neuroscienze, si sta tentando di studiare in che modo il pensiero cosciente possa tradursi in modifiche biofisiche (attivazione di potenziali di azione di natura elettrica in determinate reti neurali). Ad oggi il problema rimane aperto. Vale la pena ricordare il dualismo anima-corpo in Cartesio, in cui, nella versione pi\u00f9 radicale, il cartesiano e religioso Malebranche per risolvere l\u2019antinomia fa ricorso alla dottrina mistica dell\u2019occasionalismo [3]. Superare questo dualismo senza appiattire il pensiero alla materia o la materia allo spirito \u00e8 un tema affrontato da Lukacs <em>nell\u2019Ontologia dell\u2019Essere Sociale<\/em>, mediante il ricorso alle categorie del lavoro e della prassi, le quali implicano il rapporto uomo-natura e uomo-uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante quanto si \u00e8 detto, negli ultimi anni il filone del pensiero deterministico ha ripreso vigore nella riflessione scientifica e filosofica, fino a prevalere in alcuni settori delle <strong>neuroscienze <\/strong>e della filosofia morale. Alcuni esperimenti divulgati recentemente dai mass-media &#8211; che hanno utilizzato le nuove tecniche di neuroimaging funzionale, quali la PET (tomografia ad emissione di positroni), la risonanza magnetica funzionale e l\u2019EEG &#8211; sono diventati noti anche ai non addetti, proprio in quanto supporterebbero l\u2019inesistenza del libero arbitrio. In particolare, i famosi esperimenti del neurofisiologo Benjamin Libet [4] avrebbero condotto a un risultato controintuitivo: le nostre azioni prenderebbero avvio prima che il soggetto ne abbia la consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni di questi esperimenti lo scienziato invitava i partecipanti a muovere il polso della mano destra quando avessero voluto e contemporaneamente a riferire esattamente l\u2019attimo in cui avessero avuto l\u2019impressione di aver deciso di avviare il movimento, in maniera da stimare l\u2019istante esatto della consapevolezza rispetto all\u2019inizio dell\u2019azione stessa e contemporaneamente veniva misurato il potenziale di azione mediante l\u2019elettroencefalogramma: il momento soggettivo della decisione \u00e8 risultato in questi studi posteriore rispetto a quello cerebrale da cui prendeva avvio l\u2019impulso nervoso motorio e quindi il movimento. Dunque, si concluse, non sarebbe la coscienza, con la sua libert\u00e0 di decidere, ad avviare l\u2019azione e pertanto il libero arbitrio sarebbe un\u2019illusione. Questo risultato, secondo cui gli sperimentatori possono prevedere le scelte prima che i soggetti ne siano consapevoli, appare del tutto paradossale e richiama, per analogia, la situazione dell\u2019epoca prescientifica in cui i teologi si chiedevano se l\u2019uomo fosse veramente libero, dal momento che a Dio (anzich\u00e9 agli sperimentatori) era noto in anticipo il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavazza, del tutto a ragione, d\u00e0 poi conto di alcune possibili obiezioni riguardanti le interpretazioni degli esperimenti di Libet: tra queste, innanzitutto, evidenzia che piegare il polso non pu\u00f2 considerarsi una vera scelta. Ritengo infatti che il senso di tali esperimenti sia fuorviante, e le relative deduzioni infondate. A mio avviso la vera decisione morale, consistente in una scelta di vita (si pensi al teatro di Sartre, ad esempio, in \u201cMorti senza tomba\u201d, in cui il drammatico dilemma della scelta determina profondamente l\u2019esistenza stessa dell\u2019individuo), si colloca su un piano diverso, con processi completamente differenti rispetto alla decisione priva di significato di muovere o meno un polso (d\u2019altra parte la prima, cio\u00e8 la vera decisione, ovviamente non sarebbe riproducibile in condizioni sperimentali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ridurre completamente il pensiero umano a meri dati quantitativi rilevabili mediante strumentazioni, per quanto sofisticate possano essere, \u00e8 una pretesa scientistica, ovvero un forzare \u201cingenuamente\u201d differenti livelli di complessit\u00e0 di fenomeni all\u2019interno di evidenze scientifiche circoscritte, allorch\u00e9 occorrerebbero ben pi\u00f9 raffinate e ampie interpretazioni dei dati ottenuti prima di trarne conclusioni. La teoria dell\u2019assenza del libero arbitrio rientra a mio avviso tra le pseudo-scienze, non potendo soddisfare neppure il criterio popperiano di falsificabilit\u00e0, in quanto non sottoponibile a prove di confutabilit\u00e0. \u201cSu ci\u00f2 di cui non si pu\u00f2 parlare, si deve tacere\u201d, avrebbe ben detto Wittgenstein a tal proposito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, quanto alle scelte di modesto significato, quale pu\u00f2 ipotizzarsi quella della marca di detersivo da acquistare al supermercato, da alcuni anni si sente parlare di <strong>neuromarketing<\/strong>, neologismo che designa l\u2019applicazione al marketing pubblicitario delle conoscenze acquisite nelle neuroscienze e nelle scienze del comportamento. Questa disciplina si trova a suo agio con il determinismo, se non altro in quanto deve prevedere comportamenti probabilistici medi nell\u2019ambito delle scelte di acquisto dei consumatori e, avendo come obiettivo l\u2019ottimizzazione dei costi aziendali in marketing e pubblicit\u00e0, si disinteressa dei casi particolari, quali le eventuali scelte libere, mediate dalla coscienza, di individui pensanti che intendano riflettere sui condizionamenti ricevuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il filosofo italiano prende poi in considerazione le particolari <strong>implicazioni in campo etico e sociale<\/strong> di queste nuove concezioni, tra le quali il fatto che, venendo meno la credenza nella libert\u00e0 di agire individuale, esse metterebbero in discussione la nozione di <strong>responsabilit\u00e0 individuale<\/strong> e quindi ad esempio il principio del sistema penale retributivistico (basato cio\u00e8 su ci\u00f2 che l\u2019individuo ha compiuto in precedenza), come noto difeso da filosofi quali Kant ed Hegel. Anche per questa materia di studio \u00e8 stato coniato un altro neologismo: il <strong>neurodiritto<\/strong> [5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene quindi riportato il punto di vista in ambito di politica sociale di vari studiosi contemporanei, tra cui Waller [6] e Caruso [7] &#8211; con cui l\u2019autore italiano sembra concordare -, i quali sostengono l\u2019idea che, abbandonando la responsabilit\u00e0 morale, in quanto basata su una libert\u00e0 inesistente, verrebbe meno anche la giustificazione dell\u2019assetto esistente delle disuguaglianze in ambito sociale, con i successi e i fallimenti individuali che ciascuno si sarebbe meritato con le proprie \u201cscelte\u201d e il proprio impegno (o mancato impegno). La rinuncia al presupposto della responsabilit\u00e0, secondo questi studiosi, permetterebbe di assumere un atteggiamento di benevolenza individuale, di abbandonare la politica del \u201cmerito\u201d, del <em>self-made man<\/em>, di abbracciare il \u201cprincipio di umanit\u00e0\u201d e dare quindi maggior spazio alle politiche di giustizia sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste posizioni mi sembrano insostenibili. Esse per prima cosa rimangono sempre ristrettamente basate sulla premessa che la responsabilit\u00e0 individuale sia finalizzata al successo e che al merito corrisponda l\u2019arricchimento personale. In altre parole questi pensatori non riescono a vedere oltre l\u2019ideologia dell\u2019attuale epoca del capitalismo avanzato, in cui l\u2019essenza del comportamento virtuoso \u00e8 necessariamente circoscritto al puro vantaggio personale ed alla competizione, per cui <strong>essi sono costretti ad eliminare il libero arbitrio per spezzare il legame tra successo personale e merito<\/strong>, dimenticando persino strade classiche percorse nella storia del pensiero sin dall\u2019antichit\u00e0, in cui il senso dell\u2019agire virtuoso aveva ben altro significato (si pensi all\u2019etica da Socrate a Platone, da Aristotele ad Epicuro o a quella cristiana, solo per fare alcuni esempi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ideologia capitalistica il merito e la responsabilit\u00e0 individuale in ultimo sono infatti ridotte al perseguimento del vantaggio personale, anzich\u00e9, ad esempio, al bene pubblico e ai valori tradizionali quali la giustizia, la lealt\u00e0, la difesa della vita, del pianeta, oppure l\u2019amore per il sapere, la scienza, ma anche il sacrificio per l\u2019altro e via dicendo. Cos\u00ec, invece di prospettare una pi\u00f9 nobile scala dei valori, in cui l\u2019etica possa coincidere con la giustizia ed il bene della collettivit\u00e0, questi studiosi plaudono all\u2019inesistenza della libert\u00e0 individuale e della responsabilit\u00e0 morale, in quanto la nuova consapevolezza dell\u2019irresponsabilit\u00e0 di tutti gli uomini consentirebbe di considerare questi ultimi in modo pi\u00f9 compassionevole, meno competitivo, inducendo un effetto di \u201cumanizzazione\u201d che giustificherebbe l\u2019adozione di politiche pi\u00f9 egualitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senonch\u00e9, non si capisce chi, e a qual fine, si batterebbe per delle politiche di giustizia sociale: eliminato il libero arbitrio e prospettata una logica deterministica radicale, perde di significato anche qualsiasi azione finalizzata al \u201cbene\u201d e pertanto le affermazioni di questi pensatori appaiono, a mio avviso, autocontraddittorie. L\u2019uomo \u00e8 ridotto a mera natura e ogni ambizione di superamento di essa diviene impensabile: l\u2019<em>io<\/em> di Fichte, che lottava per allargarsi e conquistare gradualmente il <em>non-io<\/em>, viene al contrario totalmente riassorbito nel <em>non-io<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale prospettiva, per fare un esempio, scompare dalla storia umana persino la figura dell\u2019eroe. La possibilit\u00e0 di costruire una societ\u00e0 diversa, di trasformare il mondo ed i rapporti sociali, di lottare contro lo sfruttamento capitalistico, il suo sistema e la sua ideologia diviene semplicemente impensabile. Come pure diviene impossibile aspirare ad un miglioramento culturale dell\u2019uomo: ad esempio la <em>Teoria dell\u2019Uomo Novo<\/em> di Che Guevara come base dell\u2019eticit\u00e0 viene privata di qualsiasi senso. Al pi\u00f9, questa eliminazione della sfera della libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 personale \u00e8 compatibile con un atteggiamento pragmatico. Del resto lo stesso Lavazza opportunamente prospetta il rischio che si affermi una pressione a modificare le situazioni di disagio personale mediante il ricorso a psicofarmaci, spegnendo la spinta alla mobilitazione individuale o collettiva per rimuovere le condizioni che tale disagio creano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la maggior parte dei pensatori della posizione deterministica rifiuti espressamente il nichilismo, prospettando una visione umanistica libera da illusioni, ciononostante ritengo che questa <em>weltanschauung<\/em> sia coerente con il pensiero decadente del postmodernismo, che rinuncia alla reale autodeterminazione umana a favore di posizioni deboli e con orizzonte limitato. Il meccanicismo puro, la teoria della coscienza illusoria della libert\u00e0 umana, la soppressione della responsabilit\u00e0 individuale conducono, in ultima analisi, all\u2019inazione e, in questo senso, ad ideologie nichilistiche, fatalistiche, al pi\u00f9 allo stoicismo volgare, fino alla negazione della stessa volont\u00e0 di vivere della riflessione dell\u2019irrazionalista di Schopenhauer, vicino alla tradizione mistica orientale. Con l\u2019eliminazione della responsabilit\u00e0 e della libert\u00e0 individuale si pu\u00f2 finanche prefigurare una societ\u00e0 totalitarista in cui gli individui, incapaci di agire e di progettare e completamente controllati, seguono percorsi gi\u00e0 tracciati, senza alcun grado di libert\u00e0, subendo qualsiasi imposizione e rinunciando ad ogni possibile emancipazione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione tale concezione appare funzionale al mantenimento dello status quo e forse non \u00e8 un caso che essa si diffonda proprio in un\u2019epoca di decadenza, in cui l\u2019alternativa al capitalismo appare sconfitta e l\u2019uomo sembra non essere pi\u00f9 padrone di se stesso. Si tratta per\u00f2 di una posizione confutabile, basti osservare le vicende storiche, nelle quali gli attori si sono trovati di fronte a possibili scelte ed hanno operato in un certo modo e non in un altro, provocando conseguenze, anche di grande portata, sullo stesso corso storico. L\u2019idea del determinismo non ha fondamento. La libert\u00e0 umana, per quanto condizionata da vincoli biologici, storico-culturali, nonch\u00e9 dai rapporti sociali ed economici in essere, lascia ci\u00f2 nondimeno aperte delle opzioni che rendono conto del fattore umano decisivo nel processo storico.<\/p>\n<hr \/>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">[1] Lavazza A., Marraffa M., <em>La guerra dei mondi \u2013 Scienza e senso comune,<\/em> (a cura di), 2016 Codice edizioni: cap. 12 Lavazza A., <em>Libert\u00e0 come illusione e un ribaltamento del senso comune,<\/em> pag 231- 260.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">[2] Libero arbitrio: designa la libert\u00e0 della scelta, ovvero, in generale, lo stato in cui un soggetto pu\u00f2 agire senza costrizioni o impedimenti e possedendo la capacit\u00e0 di determinarsi secondo un\u2019autonoma scelta dei fini e dei mezzi adatti a conseguirli. Essendo i condizionamenti sempre presenti, maggiore \u00e8 la consapevolezza, da parte del soggetto, di questi condizionamenti, maggiore \u00e8 la libert\u00e0 di scelta. Rispetto a ci\u00f2, la tecnica psicoanalitica, facendo emergere nella coscienza del soggetto i condizionamenti presenti nell\u2019inconscio, promuove un aumento della libert\u00e0 di agire.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">[3] Dottrina elaborata nel decennio 1660-70 da alcuni seguaci di Cartesio di cui il pi\u00f9 noto \u00e8 il filosofo e scienziato francese Nicolas Malebranche (Parigi 1638-1715). Questa dottrina comporta che le creature sono del tutto impotenti, e solo Dio agisce, come sovrano assoluto che non delega niente del suo potere.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">[4] Benjamin Libet (Chicago 1916 \u2013 Davis 2007), neurofisiologo e psicologo statunitense. E\u2019 stato pioniere nelle ricerche sulla coscienza, ricercatore e docente presso la <em>University of California<\/em> , San Francisco<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">[5] Neurodiritto: designa un settore emergente di studio interdisciplinare che analizza gli effetti delle scoperte nel campo delle neuroscienze sulle norme giuridiche. Tra le nuove discipline e tecnologie pi\u00f9 importanti per lo studio del cervello troviamo il Neuroimaging Funzionale (TC, fMR, PET, SPECT, DTI, MEG, ecc.), in grado di studiare le variazioni del metabolismo cerebrale in tempo reale e mettere in relazione l\u2019attivit\u00e0 di determinate aree cerebrali e specifiche funzioni cognitive e comportamentali.<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Nei paesi anglosassoni si assiste con sempre maggior frequenza ad indagini neuro-scientifiche i cui esiti assumono un peso preponderante nella fase processuale e tali da far scemare o eliminare la responsabilit\u00e0 penale dell\u2019imputato. E\u2019 facile perci\u00f2 prevedere che in un futuro non tanto lontano, non sar\u00e0 pi\u00f9 tollerato il fatto che molte decisioni dei Tribunali sulla capacit\u00e0 di intendere e di volere, siano adottate soltanto sulla base di valutazioni soggettive facendo affidamento sulla intuizione diagnostica degli psichiatri che tradizionalmente si avvalgono unicamente di test psicologici e del colloquio clinico. Ma la questione \u00e8 preoccupante dal momento che non tutte le lesioni e anomalie cerebrali indicano uno stato mentale compromesso rilevante per la capacit\u00e0 di intendere e di volere al momento della commissione del fatto reato.<\/h5>\n<h5>Nelle varie discipline nate grazie al prefisso \u201cneuro\u201d si segnala perci\u00f2 il rischio di una visione scientistica secondo cui la mente \u00e8 ridotta ai dati rilevati sul cervello dai nuovi strumenti tecnici, i quali spiegherebbero tutti i comportamenti umani<\/h5>\n<h5>[6] Waller B.N., <em>Against Moral Responsability, <\/em>The Mit Press, Cambridge 2011<\/h5>\n<h5>[7] Caruso, G.D., <em>Free Will and Consciousness: a Determinist Account of the Illusion of Free Will and Moral Responsibility<\/em>, Lexington Books, Lanham 2012; <em>Exploring the Illusion of Free Will and Moral Responsibility<\/em> \u2013a cura di- Lexington Books, Lanham 2013.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/14465-paolo-massucci-liberta-come-illusione-nella-cultura-decadente.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/14465-paolo-massucci-liberta-come-illusione-nella-cultura-decadente.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Paolo Massucci) Sono cresciute negli ultimi anni tesi a sostegno del determinismo e dell\u2019illusoriet\u00e0 del libero arbitrio, supportate da recenti scoperte delle neuroscienze. 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In un interessante testo del 2016 [1], Andrea Lavazza, studioso di filosofia morale e di filosofia delle neuroscienze, ci offre un quadro dell\u2019attuale dibattito inerente ad uno degli argomenti da alcuni anni pi\u00f9&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cPc","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49302"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49302"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49310,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49302\/revisions\/49310"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}