{"id":49333,"date":"2019-03-04T10:30:38","date_gmt":"2019-03-04T09:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49333"},"modified":"2019-03-03T11:02:17","modified_gmt":"2019-03-03T10:02:17","slug":"roma-e-londra-si-smarcano-dal-pressing-usa-su-huawei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49333","title":{"rendered":"Roma e Londra si smarcano dal pressing Usa su Huawei"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/cina\/huawei_vetrina.jpg\" alt=\"huawei vetrina\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Simone Pieranni<\/strong><br \/>\nda <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/roma-e-londra-si-smarcano-dal-pressing-usa-su-huawei\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ilmanifesto.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Cina-Italia.\u00a0L\u2019Italia a Washington: al via strutture di controllo ma nessuna chiusura al colosso cinese<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia resiste agli allarmi degli Usa, non chiude a Huawei, ma prova a dotarsi di strumenti in grado di valutare al meglio eventuali rischi per quanto riguarda la sicurezza.<\/p>\n<p>In questo senso Roma segue altri paesi che, pur partendo da posizioni molto vicine agli Usa, di recente hanno corretto il tiro (non ultime Germania e Gran Bretagna).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nTutto questo ruota intorno alla Huawei, ma sullo sfondo c\u2019\u00e8 uno scontro geopolitico che vede gli Usa impegnati in attivit\u00e0 di pressione sui proprio alleati in funzione anti cinese, visto il recente attivismo internazionale di Pechino.<\/p>\n<p>Ad ora la risposta europea, forse anche condizionata dall\u2019ondivaga politica estera di Trump, non ultima la questione dei\u00a0foreign fighters\u00a0siriani, non sembra favorevole a Washington. L\u2019incriminazione americana contro la cinese Huawei sta per\u00f2 portando a un pressing di Washington a tutto campo.<\/p>\n<p>E MENTRE DA LONDRA\u00a0si afferma \u2013 con un documento emesso dal\u00a0National Cyber Security Centre\u00a0\u2013 di essere in grado di arginare eventuali problematiche legate alla sicurezza, sembra che gli Usa si stiano concentrando sul proprio alleato italiano (dopo che Australia e Nuova Zelanda hanno seguito Washington bloccando Huawei). Le accuse americane si basano sul sospetto \u2013 ad oggi senza alcuna prova \u2013 che Huawei possa utilizzare le proprie infrastrutture di telecomunicazioni per passare a Pechino, cio\u00e8 al partito comunista, informazioni sensibili su altri paesi, inerenti a questioni di sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia a trazione M5s, sopratutto per l\u2019attivismo del Mise, sembra essere particolarmente disponibile nei confronti della Cina: \u00e8 stata attivata una task force, \u00e8 prevista la visita di Xi Jinping a fine marzo, mentre il premier Conte potrebbe partecipare, come gi\u00e0 fece Gentiloni, al secondo summit della nuova via della seta a Pechino in programma ad aprile. Nei giorni di massima pressione su Huawei proprio il Mise aveva smentito procedure contro l\u2019azienda cinese; rimane il fatto che Huawei ha una posizione importante in Italia, soprattutto per quanto riguarda la sperimentazione 5G (a Milano, Prato, Bari e Matera) in collaborazione con operatori del settori.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda per\u00f2 le gare del 5G, contrariamente a quanto affermato su alcuni media, \u00e8 bene sottolineare \u2013 come confermano fonti Huawei \u2013 che non c\u2019entrano con l\u2019azienda cinese, essendo riservate agli operatori.<\/p>\n<p>Questa vicinanza italiana alla Cina, che potrebbe suggellarsi con la firma di un memorandum sulla via della Seta (l\u2019Italia sarebbe il primo dei paesi del G7 a siglare una tale intesa) preoccupa e non poco gli Usa.<\/p>\n<p>NEI GIORNI SCORSI\u00a0il vice premier Di Maio ha incontrato l\u2019ambasciatore americano; un summit che doveva essere riservato al Venezuela ma che ha finito per vedere espresse da parte americana le preoccupazioni proprio sul gigante Huawei. Di Maio avrebbe specificato che al Mise \u00e8 pronta la creazione di un organo che dovrebbe analizzare i rischi connessi al 5G, confermando per\u00f2 che l\u2019Italia non ha nessuna intenzione di bandire dal proprio campo tecnologico-comunicativo la Huawei. A questo proposito, lo scorso 29 gennaio si \u00e8 svolta alla Camera una seduta riguardo l\u2019indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare attenzione alla transizione verso il 5G e alla gestione dei Big Data.<\/p>\n<p>Elisabetta Ripa, amministratrice delegata di\u00a0Open Fiber Spa, ha cos\u00ec spiegato l\u2019architettura di cui si discute ormai solo in termini \u00abgeopolitici\u00bb: \u00abNella rete di trasporto, dove ci sono le informazioni, cio\u00e8 dove viaggiano le informazioni e i bitrate importanti per la sicurezza nazionale, noi abbiamo due vendor: il layer del trasporto \u00e8 affidato a Huawei, il layer Ip, cio\u00e8 lo strato dove ci sono veramente le informazioni, \u00e8 su tecnologia Cisco. Nella parte \u201cstupida\u201d della rete abbiamo Huawei, nella parte \u201cintelligente\u201d abbiamo Cisco\u00bb.<\/p>\n<p>AD AGGIUNGERE ELEMENTI\u00a0al pressing americano, ci sarebbe anche un documento redatto dai servizi americani e in possesso di quelli italiani, proprio sui rischi delle eventuali \u00abintromissioni\u00bb di Huawei. Gli organi parlamentari italiani preposti a questo tipo di attivit\u00e0, come ad esempio il Copasir, oltre a un\u2019indagine conoscitiva proprio sui temi della cybersicurezza, sta monitorando la situazione, con riferimento tanto agli \u00abavvisi\u00bb americani, quanto alla necessit\u00e0 di analizzare la strumentazione che sarebbe in grado di prevedere eventuali problematiche legate alla sicurezza.<\/p>\n<p>Il tutto mentre il fondatore della Huawei, Ren Zhengfei, in una intervista allaBbc, ha lanciato accuse agli Usa difendendo l\u2019indipendenza e la forza commerciale della propria azienda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29586-roma-e-londra-si-smarcano-dal-pressing-usa-su-huawei\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29586-roma-e-londra-si-smarcano-dal-pressing-usa-su-huawei<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Redazione) di Simone Pieranni da ilmanifesto.it Cina-Italia.\u00a0L\u2019Italia a Washington: al via strutture di controllo ma nessuna chiusura al colosso cinese L\u2019Italia resiste agli allarmi degli Usa, non chiude a Huawei, ma prova a dotarsi di strumenti in grado di valutare al meglio eventuali rischi per quanto riguarda la sicurezza. 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