{"id":49367,"date":"2019-03-04T12:00:26","date_gmt":"2019-03-04T11:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49367"},"modified":"2019-03-03T17:11:38","modified_gmt":"2019-03-03T16:11:38","slug":"post-guerra-fredda-mearsheimer-fukuyama-e-huntington-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49367","title":{"rendered":"Post-Guerra Fredda: Mearsheimer, Fukuyama e Huntington a confronto"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE LA LINEA (Benjamin Smith, traduzione a cura di Federico Bezzi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large\" title=\"Post-Guerra Fredda: Mearsheimer, Fukuyama e Huntington a confronto\" src=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cold_war.jpg\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" srcset=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cold_war.jpg 640w, https:\/\/oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cold_war-300x202.jpg 300w\" alt=\"Post-Guerra Fredda: Mearsheimer, Fukuyama e Huntington a confronto\" width=\"640\" height=\"430\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo saggio, dimostrer\u00f2 che le tre tesi prospettive di <strong>Francis Fukuyama, John J. Mearsheimer e Samuel P. Huntington<\/strong> sono insufficienti per descrivere adeguatamente la natura delle relazioni internazionali post \u2013 Guerra Fredda. Ci\u00f2 perch\u00e9 tutte e tre le tesi presumono che il principale interesse sia atomistico, e tuttavia, quando analizzano l\u2019evidenza empirica, \u00e8 dimostrato che l\u2019interesse principale \u00e8 socialmente costruito. Dunque, l\u2019analisi di questo saggio si concentrer\u00e0 sull\u2019interesse principale causa e sul conseguente comportamento. Questa analisi seguir\u00e0 un formato diviso in tre sezioni: per primo, esaminer\u00f2 le sottostanti teorie del liberalismo e del realismo di ogni tesi. Poi, utilizzer\u00f2 esempi empirici per identificare se tali tesi sono precise o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, analizzer\u00f2 tali esempi in una lente <strong>costruttivista<\/strong>. Ci\u00f2 mi permetter\u00e0 di determinare il costruttivismo \u00e8 un valido mezzo per comprendere il comportamento degli attori nelle relazioni internazionali post \u2013 Guerra Fredda. Questo perch\u00e9 sia il liberalismo che il realismo propugnano l\u2019idea che gli interessi siano definiti prima dell\u2019interazione sociale, mentre il costruttivismo sostiene che gli interessi degli attori siano formati dall\u2019interazione sociale. Fatto ci\u00f2, comparando e mettendo in contrasto queste tre teorie in riferimento agli esempi empirici dimostrer\u00f2 che una lente costruttivista \u00e8 pi\u00f9 precisa nel descrivere la il comportamento degli attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima della mia analisi, definir\u00f2 le teorie causali discusse in questo saggio e fornir\u00f2 una giustificazione per la loro scelta. Questo saggio far\u00e0 uso sia della teoria del guadagno relativo che della teoria del guadagno assoluto come metodi per analizzare la precisione di ogni tesi prospettica. Il neo-realismo sostiene che gli interessi degli attori comprendano il guadagno relativo, cio\u00e8 l\u2019immediata sicurezza o potere, senza riguardo per gli interessi di lungo termine. Al contrario, il neo-liberalismo sostiene che gli interessi degli attori comprendono il guadagno assoluto, cio\u00e8 considerando gli interessi di lungo termine e altri fattori. Il <strong>neo-liberalismo<\/strong> sostiene che la considerazione degli interessi economici di lungo termine in guadagno assoluto incoraggi il comportamento cooperativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste teorie sono state scelte in quanto articolano e riflettono le basi teoretiche di ognuna delle tre tesi. Per contrastare queste teorie atomistiche, questo saggio user\u00e0 due teorie costruttiviste quando esaminer\u00e0 l\u2019evidenza empirica: la prima \u00e8 la teoria di Alexander Wendt per la quale l\u2019assenza di una sovranit\u00e0 centralizzata nel sistema internazionale non \u00e8 casuale per l\u2019interesse o il comportamento degli attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda \u00e8 la teoria delle norme regolative di Martha Finnemore e Kathryn Sirkikk. Le norme regolative si riferiscono alle norme causali che regolano gli interessi degli attori, e il conseguente comportamento, all\u2019aderenza a comportamenti socialmente costruiti. Queste teorie sono state scelte in quanto differiscono profondamente dalle asserzioni liberiste e realiste dell\u2019interesse atomistico degli attori. Ci\u00f2 \u00e8 importante perch\u00e9, se l\u2019interesse atomistico degli attori del guadagno relativo o assoluto non \u00e8 una sufficiente spiegazione causale, \u00e8 necessario utilizzare altre teorie. Queste principali differenze (riguardo il fatto che l\u2019interesse degli attori siano atomistici o socialmente costruiti), che non possono essere verificate empiricamente, dimostrano che tali teorie non possono essere oggettive. Dunque, queste teorie dell\u2019interesse degli attori sono costruite su una precedente interpretazione o conoscenza derivata dall\u2019interazione sociale. Dal momento che questa \u00e8 la base fondamentale del costruttivismo, ci\u00f2 rinforza la rilevanza del costruttivismo nella seguente analisi cross-teoretica.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">LA FINE DELLA STORIA<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francis Fukuyama sosteneva che il collasso dell\u2019URSS avesse marcato la fine del conflitto ideologico tra stati e designato la democrazia liberale come apice dell\u2019evoluzione sociologica e del governo. Questa teoria \u00e8 nota come \u201cfine della storia\u201d (FDS), la quale vede la storia come culminante nell\u2019adozione universale della democrazia liberale come modello di governo. Anche se Fukuyama chiariva che gli eventi politici avrebbero continuato ad avvenire, ogni minaccia alla democrazia liberale sarebbe stata temporanea e sarebbe risultata in un suo ulteriore rinforzamento. Le <strong>basi teoretiche<\/strong> della FDS possono essere rintracciate nel neoliberalismo. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla previsione della FDS sull\u2019interdipendenza economica e sul comportamento cooperativo all\u2019interno dei vincoli del sistema anarchico. Ci\u00f2 si correla all\u2019asserzione neoliberista per cui i guadagni assoluti sono causali al comportamento degli attori cooperanti. In quanto l\u2019interdipendenza economica \u00e8 un tratto caratteristico della politica mondiale post \u2013 Guerra Fredda, FDS si \u00e8 dimostrata accurata nella sua previsione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La previsione della FDS di una storia universale culminante origina dall\u2019interpretazione di Hegel che ne ha fatto Alexandre Koj\u00e8ve. In tale interpretazione, Koj\u00e8ve sostiene che la teoria hegeliana di una storia universale culminer\u00e0 in un clima politico privo di conflitti. Dunque, l\u2019assenza di conflitto tra le superpotenze rivali \u00e8 in qualche modo una manifestazione di questa teoria. Tuttavia, la Cina, combinando il rifiuto della democrazia liberale con una rapida crescita economica, smonta la previsione della FDS di una singola ideologia dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questa previsione fosse corretta, la presenza di una superpotenza rivale con una diversa ideologia non sarebbe possibile. Gli interessi causali che determinano l\u2019ideologia rivale cinese possono essere associati alle norme regolative. Questo perch\u00e9, nonostante il rifiuto della <strong>democrazia liberale<\/strong>, la Cina ha seguito la norma post \u2013 Guerra Fredda di adottare un sistema economico capitalistico. Ci\u00f2, a sua volta, ha portato a una sintesi ideologica della avversione di vecchia data della Cina alla democrazia occidentale, e dell\u2019aspettativa internazionale di adesione a un sistema economico capitalista. Poich\u00e9 questa aspettativa internazionale di un comportamento appropriato ha regolato il sistema economico cinese, le norme regolatorie possono essere definite come causali. Quindi, le norme regolative come causalit\u00e0 sono una spiegazione pi\u00f9 accurata della tesi atomistica della FDS, sia dei guadagni assoluti che della culminazione della storia universale.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">SCONTRO DI CIVILTA\u2019<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scritto in risposta alla FDS, lo Scontro di Civilt\u00e0 (SDC) di <strong>Samuel Huntington<\/strong> rifiuta la tesi di Fukuyama della culminazione della storia universale nella vittoria di una singola ideologia. Huntington sostiene invece che le civilt\u00e0, sotto forma di stati, entreranno in conflitto per far prevalere la loro cultura. Dal momento che la tesi SDC prevede che la dominazione di una civilt\u00e0 decider\u00e0 la forma di governo, essa si oppone a quella della FDS di una forma di governo costante di una singola ideologia dominante. Per comprendere le sue idee sugli interessi degli attori, SDC pu\u00f2 essere interpretata dal punto di vista di una prospettiva realista classica, perch\u00e9 sia la SDC che il realismo classico attribuiscono la causalit\u00e0 atomistica del conflitto alla natura umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se ha correttamente previsto che gli stati mediorientali e occidentali sarebbero stato gli attori dominanti nel conflitto tra stati, l\u2019idea della SDC per cui l\u2019interesse degli attori consiste nella dominanza culturale \u00e8 chiaramente errata. Ci\u00f2 si pu\u00f2 evincere dal comportamento interdipendente economico e politico tra stati di opposti valori culturali; l\u2019esempio concreto \u00e8 l\u2019accordo <strong>Iran Nuclear Arms Framework (INAF)<\/strong> raggiunto tra l\u2019Iran, P5+1 e l\u2019Unione Europea. Se il conflitto culturale fosse l\u2019interesse dominante degli attori, come predetto da Huntington, queste istanze empiriche non avrebbero avuto luogo. Ci\u00f2 perch\u00e9 l\u2019Iran \u00e8 una autoproclamata nazione islamica, ma porta avanti un comportamento cooperativo con nazioni di diverse culture, dunque contrasta l\u2019idea di Huntington che gli stati occidentali e islamici entreranno inevitabilmente in conflitto. Questo dimostra che, se gli attori seguissero un interesse atomistico del conflitto culturale, ci\u00f2 non avrebbe condotto a tale comportamento cooperativo internazionale. Dunque, la prospettiva classico-realistica di Huntington offre una spiegazione insufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi pi\u00f9 accurata sarebbe quella per cui le norme regolative sono causali al comportamento di cooperazione internazionale dell\u2019INAF, perch\u00e9 le organizzazioni internazionali coinvolte dettano una certa adeguatezza comportamentale per quanto riguarda la trasparenza e l\u2019ispezione. Questa adeguatezza comportamentale \u00e8 stata dimostrata dalla regola per cui l\u2019Iran avrebbe fornito accesso alla Agenzia Atomica Internazionale. Dal momento che questa \u00e8 una chiara dimostrazione di una adeguatezza socialmente costruita, le norme regolative non possono essere considerate causali. Dunque, nonostante la precisione nel prevedere gli stato occidentali e mediorientali come attori predominanti, la tesi dello SDC riguardo l\u2019interesse atomistico degli attori offre una spiegazione inadeguata.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">RITORNO AL FUTURO<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">La teoria \u201cRitorno al futuro\u201d (RAF) di <strong>John J. Mearsheimer<\/strong> prevede che l\u2019assenza di ideologie rivali e di superpotenze in Europa risulter\u00e0 in un ritorno alla multipolarit\u00e0. La base teoretica della RAF \u00e8 il realismo offensivo, essendo la versione idiosincratica del neo-realismo di Mearsheimer. Dal momento che condivido una prospettiva realistica, sia Huntington che Mearsheimer sostengono che l\u2019interesse degli attori comprenda l\u2019auto-perseveranza atomistica. Tuttavia, mentre il realismo classico sostiene che la natura umana sia causale al comportamento aggressivo degli stati, il realismo offensivo sostiene che l\u2019anarchia del sistema internazionale sia la causa del comportamento aggressivo degli stati. Quindi, ci\u00f2 si correla all\u2019interesse di guadagno relativo, nel quale l\u2019interesse di sicurezza immediata o di sopravvivenza risulta in un comportamento aggressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa della continua presenza dell\u2019America come superpotenza unipolare, sarebbe scorretto sostenere che il sistema internazionale sia davvero ritornato verso la multipolarit\u00e0. Tuttavia, dal momento che la teoria RAF si concentra sulla multipolarit\u00e0 europea, questa analisi guarder\u00e0 soltanto all\u2019Europa. L\u2019Europa \u00e8 una chiara manifestazione di anarchia multipolare, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un superpotere europeo centralizzato, e il governo de facto dell\u2019Europa, sotto forma dell\u2019Unione Europea, \u00e8 intrinsecamente multipolare. Dunque, si pu\u00f2 concludere che la previsione della RAF di una multipolarit\u00e0 europea \u00e8 corretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, questa assenza di conflitto di stato in Europa nega chiaramente l\u2019affermazione del <strong>realismo offensivo<\/strong> secondo cui l\u2019anarchia richiede un comportamento statale aggressivo. Invece, il comportamento degli stati europei \u00e8 in accordo con la nozione costruttivista che l\u2019anarchia costruita dal comportamento dello stato e che l\u2019interesse degli attori \u00e8 socialmente costruito. La costruzione sociale dell\u2019interesse dell\u2019attore europeo pu\u00f2 essere attribuita a un mutuo riconoscimento della devastazione del precedente grande conflitto tra stati (nella forma della Seconda Guerra Mondiale). Ci\u00f2 pu\u00f2 essere interpretato come una manifestazione di norme regolative, perch\u00e9, come dimostra questa assenza di conflitto, queste norme regolative costruiscono socialmente l\u2019interesse degli attori e di conseguenza dettano il loro comportamento. Pertanto, l\u2019affermazione realista della RAF per cui l\u2019anarchia richiede un comportamento aggressivo, \u00e8 imprecisa per quanto riguarda l\u2019Europa.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">CONCLUSIONI<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019analisi, \u00e8 evidente che tutte e tre le teorie hanno predetto correttamente l\u2019assenza di conflitto tra stati rivali in quanto superpotenze. Tuttavia, quest\u2019analisi ha rivelato che ognuna di queste teorie \u00e8 insufficiente nel predire e spiegare il comportamento e l\u2019interesse degli attori. FDS prevedeva che l\u2019assenza di ideologie rivali e di conseguente conflitto sarebbe risultato nel guadagno assoluto degli attori e nella culminazione della storia universale. FDS ha previsto correttamente l\u2019assenza di conflitto tra grandi stati e il guadagno assoluto come causalit\u00e0 del comportamento cooperativo. Tuttavia, FDS si \u00e8 dimostrata limitata, in quanto la mia analisi ha identificato le norme regolative come causali per l\u2019emergere della Cina a ideologia rivale e crescente superpotenza. SDC ha previsto che <strong>l\u2019interesse atomistico<\/strong> degli attori del conflitto culturale avrebbe impedito la cooperazione tra Islam e occidente. Ci\u00f2 \u00e8 stato sfatato attraverso la presenza empirica di comportamento cooperativo tra Iran e una gran variet\u00e0 di nazioni occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se ha previsto correttamente la multipolarit\u00e0 in Europa, la tesi della teoria RAF per cui l\u2019anarchia avrebbe richiesto un comportamento aggressivo degli stati, e un interesse di guadagno relativo, offre una spiegazione limitata. Invece, la mia analisi ha attribuito alle norme regolative la causalit\u00e0 dell\u2019assenza di conflitti. Ci\u00f2 ha ribadito la rilevanza della teoria di Wednt secondo cui l\u2019anarchia non richiede uno specifico comportamento da attore e che l\u2019interesse degli attori \u00e8 socialmente costruito. In conclusione, ogni affermazione non \u00e8 riuscita a rendere sufficientemente conto della natura socialmente costruita dell\u2019interesse degli attori. Ci\u00f2 port\u00f2 le tre affermazioni a non essere in grado di incapsulare accuratamente la politica mondiale post-Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(di <a href=\"https:\/\/www.e-ir.info\/2019\/02\/25\/were-fukuyama-mearsheimer-or-huntington-right-about-the-post-cold-war-era\/?utm_content=buffer71973&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=facebook.com&amp;utm_campaign=buffer&amp;fbclid=IwAR0E2zKT0U6-M2smlj9oCyZQ54VzH17zthhDjYorJmV4L90Tti4lXH9Q17I\">Benjamin Smith<\/a> \u2013 Traduzione di <strong>Federico Bezzi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/oltrelalinea.news\/2019\/03\/03\/post-guerra-fredda-mearsheimer-fukuyama-e-huntington-a-confronto\/\">https:\/\/oltrelalinea.news\/2019\/03\/03\/post-guerra-fredda-mearsheimer-fukuyama-e-huntington-a-confronto\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE LA LINEA (Benjamin Smith, traduzione a cura di Federico Bezzi) In questo saggio, dimostrer\u00f2 che le tre tesi prospettive di Francis Fukuyama, John J. 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