{"id":49381,"date":"2019-03-04T11:00:43","date_gmt":"2019-03-04T10:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49381"},"modified":"2019-03-04T07:32:22","modified_gmt":"2019-03-04T06:32:22","slug":"la-crisi-in-algeria-nuovo-incubo-per-macron-e-forse-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49381","title":{"rendered":"La crisi in Algeria, nuovo incubo per Macron e forse per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Guendalina Dainelli)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F11%2FImagoeconomica_1143872.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"La crisi in Algeria, nuovo incubo per Macron e forse per l\u2019Europa\" \/><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo indiscrezioni il presidente Macron avrebbe dato, prudentemente, il semaforo verde alla rielezione di Abdelaziz Bouteflika, senza nascondere le \u201cangosce\u201d, con cui dall\u2019epoca coloniale il governo francese osserva, pi\u00f9 o meno in silenzio, le vicende algerine<\/strong><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incubo del presidente Macron, che in questi giorni ha convocato l\u2019ambasciatore francese in Algeria per riferire con urgenza al ministro degli Esteri <strong>Jean-Yves Le Drian<\/strong>. Una bomba ad orologeria. Pronta a detonare per l\u2019innesco provocato dalla farsa elettorale che l\u2019Algeria sarebbe sul punto di mettere in scena il prossimo 18 aprile. Una farsa non pi\u00f9 tollerabile da una parte della popolazione, quella pi\u00f9 giovane, acculturata, emancipata, quella che vive nei maggiori centri urbani e frequenta i social media, che in queste ore appaiono in fermento. E mentre migliaia di studenti scendono in piazza in decine citt\u00e0 algerine, pronti a protestare contro il quinto mandato di <strong>Abdelaziz Bouteflika<\/strong> (sfidando la legge che vieta gli assembramenti), anche i giornalisti di Entv, la televisione pubblica, rivendicano il diritto di esercitare il proprio mestiere: informare, finalmente liberi da censure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenica prossima il ra\u00ecs Abdelaziz Bouteflika, il presidente saldamente al potere dal 1999, annuncer\u00e0 ufficialmente la sua quinta candidatura alla guida del Paese. Molti, tra i giovani scesi in strada in queste ore, non hanno conosciuto altro presidente fuori di lui: nel 2018, secondo l\u2019Ufficio nazionale di statistica, il 45% della popolazione ha meno di 25 anni. Bouteflika ora \u00e8 a Ginevra (dove \u00e8 gi\u00e0 stato in esilio politico tra 1981 et 1987 per versamenti di denaro pubblico su conti privati, risalenti al periodo in cui era ministro degli Esteri), ricoverato in una prestigiosa clinica in grado di garantirgli la riservatezza necessaria: dal 2014, quando \u00e8 stato colto da un ictus fortemente invalidante, praticamente non pronuncia discorsi pubblici, evita incontri con ospiti internazionali, si lascia sostituire da gigantografie in occasione di messaggi televisivi o di manifestazioni pubbliche. Ha 81 anni, eppure non cede: nei giorni scorsi, il suo ministro dell\u2019interno ha riportato alla popolazione le indicazioni di voto, \u201cun segnale forte di continuit\u00e0\u201d con il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E secondo il sociologo algerino <strong>Nacer Djabi<\/strong>, professore dell\u2019Universit\u00e0 di Algeri, una vittoria di Bouteflika \u00e8 certa sin dal primo turno, garantita dal solito voto bulgaro confezionato ad arte. Non solo per brogli sistematici, ma anche per una propaganda sempre pi\u00f9 sintonizzata sulle paure covate a livello internazionale. Lo spauracchio \u201cdella Libia, della Siria, dell\u2019Egitto (\u2026) Hanno sfruttato molto il pericolo del terrorismo, presentando il presidente come un argine irrinunciabile contro l\u2019integralismo.\u201d Boutef, come \u00e8 soprannominato in Algeria, il piccolo (di statura) uomo dal pugno di ferro, ha incarnato per 13 anni il capo della diplomazia internazionale, \u00e8 stato deputato e ministro della Giovent\u00f9 e dello Sport. Ad appena 19 anni ha abbracciato la causa dell\u2019Aln (Arm\u00e9e de lib\u00e9ration nationale), ed \u00e8 proprio durante gli anni sanguinosi della lotta per l\u2019indipendenza algerina che, nel 1958, ha incontrato il futuro presidente Boumedienne, di cui \u00e8 diventato segretario particolare, avviando una luminosa carriera politica. Nel 1974 \u00e8 stato eletto presidente dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, portando la causa indipendentista del Fln ad una consacrazione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bouteflika ha passato indenne anche il processo per i 60 milioni di dinari (circa 600mila euro), che avrebbe intascato da ministro degli Esteri, la gogna dell\u2019allontanamento dalla vita politica, fino alla vittoria alle presidenziali del 1999, che l\u2019ha inchiodato a capo del Paese sino ad oggi. Bouteflika da decenni rappresenta una pedina troppo grossa nello scacchiere nordafricano per non turbare i sonni europei, oggi con il mix esplosivo dell\u2019et\u00e0 avanzata, della forte concentrazione del potere, dell\u2019assenza di un meccanismo di ricambio generazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo indiscrezioni del giornalista <strong>Mohamed Sifaoui<\/strong>, riportate da <em>Le Parisien<\/em>, il presidente Macron avrebbe dato, prudentemente, il semaforo verde alla rielezione, senza nascondere le \u201cangosce\u201d (come titola <em>Le Nouvel Obs<\/em>), con cui dall\u2019epoca coloniale il governo francese osserva, pi\u00f9 o meno in silenzio, le vicende algerine. Da un aumento delle pressioni terroristiche al confine con il Mali, ai rischi per le forniture di gas (il 10% delle importazioni francesi), fino alla catastrofe umanitaria che potrebbe prodursi per effetto di una frammentazione del potere centrale, come insegna l\u2019esempio della Libia. Esodi di massa, con mezzi di fortuna, ma anche per vie legali. \u201cTra le due rive del Mediterraneo, tra Francia e Algeria, contiamo circa un milione e mezzo di persone con doppia nazionalit\u00e0, francese e algerina\u201d ricorda Sifaoui. Cifra che potrebbe salire moltissimo, se il calcolo di quanti potrebbero, a vario titolo, chiedere rifugio in Francia si allarga alla sfera familiare. Dai sanguinosi anni Novanta, funestati dalla guerra civile che ha provocato quasi 200mila morti, l\u2019esercito algerino rappresenta ormai un solido partner della Francia sul piano della sicurezza. L\u2019Algeria \u00e8 tra i pi\u00f9 grandi Paesi africani, con 42 milioni di abitanti, \u00e8 una delle prime potenze militari del continente e gli intrecci economici con l\u2019ex Paese colonizzatore sono incalcolabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese destabilizzato, o peggio ancora un regime ostile, rappresenterebbe una grave minaccia non solo per la Francia, ma anche per l\u2019Europa, su cui incombe, a fine maggio, il verdetto delle elezioni. Certo \u00e8 che, se non saranno le prossime elezioni politiche, il naturale decesso dell\u2019ottuagenario presidente, in pessime condizioni di salute, potrebbe mettere fine a breve termine ad uno status quo ventennale. E allora una strategia per il futuro dell\u2019Algeria non sar\u00e0 pi\u00f9 rinviabile. Intanto giova ricordare che lo scorso 25 febbraio anche a Parigi erano in tanti a sfilare in Place de la R\u00e9publique contro il quinto mandato di Bouteflika. Questa volta non erano i \u201csoliti\u201d gilets jeunes, ma francesi, algerini, franco-algerini. Poco importa. Certo \u00e8 che ancora una volta le voci della protesta venivano dalla pancia del Paese.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/02\/crisi-algeria-incubo-macron-europa\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/02\/crisi-algeria-incubo-macron-europa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Guendalina Dainelli) Secondo indiscrezioni il presidente Macron avrebbe dato, prudentemente, il semaforo verde alla rielezione di Abdelaziz Bouteflika, senza nascondere le \u201cangosce\u201d, con cui dall\u2019epoca coloniale il governo francese osserva, pi\u00f9 o meno in silenzio, le vicende algerine L\u2019incubo del presidente Macron, che in questi giorni ha convocato l\u2019ambasciatore francese in Algeria per riferire con urgenza al ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian. 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