{"id":49383,"date":"2019-03-04T11:30:38","date_gmt":"2019-03-04T10:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49383"},"modified":"2019-03-04T07:32:56","modified_gmt":"2019-03-04T06:32:56","slug":"il-governo-giallo-verde-non-sara-per-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49383","title":{"rendered":"Il governo giallo-verde. Non sar\u00e0 per sempre"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE (Fabio Nobile)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/Immagione-per-articolo-fabio-Salvini-e-Di-maio.jpg\" alt=\"Immagione per articolo fabio Salvini e Di maio\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/p>\n<p class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Dopo circa nove mesi di governo giallo-verde \u00e8 possibile tracciare un primo bilancio del suo operato che va commisurato alle aspettative dell\u2019articolato e contraddittorio aggregato sociale che lo ha sostenuto alle politiche dello scorso anno. Un bilancio che pu\u00f2 essere supportato, in alcuni aspetti cruciali, dai risultati elettorali avuti in Abruzzo. La vittoria del centrodestra a trazione leghista (la Lega al 27,5% , il doppio rispetto ad un anno fa) e il pesante stop elettorale del M5s (la met\u00e0 dei voti in percentuale rispetto a quelli ottenuti alle politiche un anno fa, in confronto ad un differenziale percentuale tra politiche e regionali precedenti molto pi\u00f9 basso) sono la fotografia dei nuovi rapporti di forza nella maggioranza che gi\u00e0 emergevano da recenti sondaggi. Va sottolineato, in questo senso, che ad oggi, oltre all\u2019Abruzzo, sono sei le Regioni governate da una coalizione trainata dalla nuova Lega: Liguria, Lombardia, Friuli, Molise, Sicilia e Veneto. Al contempo la mobilit\u00e0 elettorale \u00e8 da collocare in una fase fortemente instabile. Quello che \u00e8 oggi, anche per la Lega, pu\u00f2 cambiare radicalmente in poco tempo. Come lo stesso risultato del M5s non pu\u00f2 essere letto come un dato di irreversibile arretramento. E questo \u00e8 confermato ancora di pi\u00f9 con i dati dell\u2019astensionismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bassi livelli di partecipazione al voto (ancora in calo rispetto alle regionali del 2014) segnalano una volatilit\u00e0 dell\u2019elettorato ancora pi\u00f9 grande rispetto a quello che dicono i numeri dei voti assegnati. Tale dinamicit\u00e0 pu\u00f2 rappresentare, allo stesso tempo, la leva su cui impostare un lavoro per iniziare a tracciare un\u2019alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accennati alcuni elementi di analisi del voto in Abruzzo, prima di qualunque considerazione, il primo elemento da sottolineare riguarda l\u2019approccio sulla natura di questo governo. Senza capirne la natura si rischia di andare fuori bersaglio o peggio stare al gioco di chi, con richiami ipocriti, dipinge fronti repubblicani funzionali solo a ristabilire quell\u2019ordine politico che negli ultimi venti anni ha significato rigore economico e impoverimento di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista l\u2019operazione \u201cMacron\u201d in Francia \u00e8 l\u00ec a segnalare che, per quanto efficace possa essere il tentativo delle classi dominanti di dotarsi delle migliori strategie per contenere gli effetti del caos di cui sono portatrici, poi la realt\u00e0 torna a galla: i Gilet gialli sono li a dimostrarlo. Come \u00e8 fondamentale sapere che le classi dominanti non hanno un loro Partito ma tendono ad adattarsi per continuare ad esercitare il loro ruolo egemonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tornare a noi, facciamo un passo indietro. La crisi economica mai superata e la gestione dei governi precedenti, tutta tesa al rispetto della cornice dettata dai vincoli dell\u2019integrazione monetaria europea, ha costituito la base del successo elettorale della ditta giallo-verde il 4 marzo scorso. Come lo \u00e8 stata l\u2019assenza di un\u2019opposizione di classe e di sinistra in grado di articolare una proposta di rottura fondata su una lettura corretta delle dinamiche e dei processi complessivi che il capitale a livello globale stava e sta determinando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte la \u201csinistra\u201d europeista e dall\u2019altra un sinistra radicale, veicolo di un messaggio confuso e poco incisivo rispetto alle reali sofferenze popolari, hanno sostanzialmente spianato la strada a Di Maio e Salvini. Sull\u2019altro versante la destra berlusconiana ormai \u00e8 un lontano parente decadente di ci\u00f2 che ha rappresentato a cavallo degli anni 90 e i primi dieci del 2000 ed \u00e8 fusa ideologicamente con una parte della sinistra europeista (Pd in testa). La crisi ha spazzato via il collante che ne teneva insieme i fondamentali referenti sociali ed ha logorato, insieme al tempo, la stessa figura del Cavaliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 di indicare un nemico da parte di Lega e M5s, gli immigrati e genericamente l\u2019Europa il primo, la casta e l\u2019establishment senza connotazioni il secondo, hanno permesso loro di coagulare una forza lievitata anche attraverso una contraddittoria ma efficace piattaforma programmatica. Da quest\u2019ultima emerge la vocazione del 5stelle di parlare soprattutto a settori di ceto medio impoverito, lavoro dipendente deluso dalla sinistra, vasti strati popolari soprattutto nel Mezzogiorno. La Lega dal canto suo, insieme ai tradizionali settori della borghesia del Nord, spesso egemoni su una parte degli operai della stessa area del Paese, con il mix di Flat-tax e lotta all\u2019immigrazione ha costruito un collante materiale ed ideologico \u201cnazionale\u201d che ha teso da subito a mettere in difficolt\u00e0 ed in contraddizione la base 5stelle. Metterli in contraddizione ed allo stesso tempo prosciugargli, almeno al momento, una parte importante dell\u2019elettorato come accaduto alle elezioni abruzzesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la Lega, in realt\u00e0, non appena insediata si \u00e8 posta con forza l\u2019obiettivo di riaprire un interlocuzione con la grande impresa e i settori pi\u00f9 forti del capitale in Italia e non solo. Proprio mentre si spingeva in l\u00e0 in questa direzione aumentava il livello di propaganda sul terreno dell\u2019immigrazione. Su questo aspetto basti pensare al suo atteggiamento dopo la tragedia del ponte Morandi e la questione delle concessioni autostradali o riguardo all\u2019autonomia differenziata regionale che privilegia i settori e le zone pi\u00f9 ricche del Paese integrate con le zone pi\u00f9 forti del nord Europa. La gramsciana distinzione tra base sociale, i settori di cui si perseguono e difendono gli interessi, e la base di massa, ovvero i settori su cui si alimenta il consenso, con la Lega di Salvini si distinguono con nettezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, le prime concrete misure del Governo Conte sono un lontano parente di quanto promesso. Come il fuoco e le fiamme promesse contro la UE si sono rivelate piccole scintille domate in poco tempo. Ed \u00e8 proprio in queste prime crepe che si possono intravedere piccoli spazi su cui agire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa partita delle promesse mantenute la Lega sembra avere la meglio, come su gran parte dell\u2019azione di Governo, seppure siano modesti anche i suoi di risultati concreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, il cavallo di battaglia del M5s, il reddito di cittadinanza, oltre ad essere uno strumento inefficace in s\u00e9, perch\u00e9 sostanzialmente non risponde al tema strategico della necessit\u00e0 di ricostituire una base produttiva e quindi di reddito da lavoro, ha assunto una forma assolutamente incapace di dare risposte a tutti coloro che si aspettavano un concreto sollievo alla condizione di povert\u00e0. Nei fatti il reddito di cittadinanza ha una funzione assistenziale, molto parziale, insieme a rappresentare potenzialmente un mega-sgravio per le aziende che assumono i lavoratori che usufruiscono della misura. Nella sostanza riproduce in maniera allargata le manovre renziane degli 80 euro ed il reddito d\u2019inclusione insieme al Job act e gli sgravi contributivi. Tutto da verificare nei prossimi mesi l\u2019effetto di rialzo sui livelli salariali pi\u00f9 bassi, possibile ma non scontato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra misura bandiera targata Lega \u00e8 \u201cQuota 100\u2033. Pur essendo ridimensionata rispetto all&#8217;\u201dabolizione della Fornero\u201d, ha un effetto pi\u00f9 chiaro e definito per una platea data. Dal dibattito dominante su questa misura emerge l\u2019ormai resa ideologica che anni di riforme distruttive del sistema previdenziale italiano dal 1995 hanno lasciato. \u00c8 ormai abbattuto ogni elemento di solidariet\u00e0 tra generazioni o l\u2019idea che la pensione debba mantenere un livello di vita dignitoso. Questo aspetto \u00e8 sostituito con il principio del dare-avere tra pensione e contributi versati. \u00c8 la sostanziale privatizzazione del sistema pensionistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ritenuto \u201cnormale\u201d che si possa ridurre la pensione del 10, 20 per cento a fronte di 4\/5 anni di anticipo rispetto a quanto aveva stabilito la Fornero. Quindi, quanto alla \u201crivoluzione\u201d promessa si pu\u00f2 dire che ad oggi una piccola platea ha ricevuto un relativo vantaggio a fronte di un sistema pensionistico ormai strutturalmente ridimensionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sostanza la cifra complessiva del governo \u00e8 quello di una parziale politica redistributiva, in buona parte vanificata dalla prima timida introduzione della Flat-tax e dai pi\u00f9 che probabili aumenti dell\u2019Iva nei prossimi due anni, e soprattutto da un\u2019assenza di investimenti pubblici e, quindi, di una politica di vero rilancio occupazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 da aggiungere, ad onor del vero, che dopo anni di \u201clacrime e sangue\u201d anche misure di scarsa valenza strategica per il miglioramento complessivo delle condizioni di vita nel Paese risultano giustamente \u201cqualcosa\u201d per una larga parte della popolazione. E questo elemento non \u00e8 da sottovalutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte le previsioni di peggioramento economico, che sar\u00e0 amplificato dal modello neo mercantilista dominato dall\u2019export, insieme alla stretta ulteriore che si imporr\u00e0 in Europa sono l\u00ec a consegnare uno scenario che difficilmente i giallo-verdi saranno in grado di affrontare senza essere scalfiti o aumentare la conflittualit\u00e0 interna. E, comunque, qualunque sar\u00e0 lo scenario politico questo \u00e8 il quadro strutturale che si sta determinando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il tema che interessa noi, in Italia, \u00e8 quale alternativa e soprattutto quale capacit\u00e0 pu\u00f2 avere una nuova sinistra di classe di essere un accumulatore di forze reali. E questo sia nel caso che questo Governo abbia un futuro sia che venga sostituito da nuovi scenari che dopo le elezioni europee avremo modo di verificare. Per provare a lavorare in questa direzione \u00e8 necessario aprire un confronto pubblico sui temi cruciali al fine di far emergere una piattaforma efficacemente aderente agli interessi economici e politici dei lavoratori e dei settori popolari. Una piattaforma che rompa la dinamica perversa che vede Lega e M5s apparire come all\u2019opposizione ed al Governo. Vanno sbaragliati dal campo gli elementi di contorno del dibattito politico e messi al centro gli aspetti decisivi su cui chiedere il conto al Governo ed a tutte le forze parlamentari incapaci di dare risposte. Gli elementi di contorno sono sia quelli gettati come fumo negli occhi dal duo Di Maio Salvini, sia quelli che l&#8217;\u201dopposizione\u201d legata al Pd, o quel che ne rimane, mette al centro per \u201csalvare\u201d la democrazia nel nostro Paese. Se non esiste un\u2019opzione in grado di rispondere a questa esigenza le stesse elezioni abruzzesi, dove era assente una qualsivoglia lista di sinistra, disegnano l\u2019esito ridando addirittura fiato, ma solo in termini percentuali, al centro-sinistra 2.0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, dopo questo primo anno di Governo Lega-M5s non esiste una forza, nell\u2019arco parlamentare, che esplicitamente propone la rottura dei vincoli europei ed un piano B di uscita dall\u2019integrazione monetaria. Ed \u00e8 proprio questo il punto che, insieme alla necessit\u00e0 di rilancio della sovranit\u00e0 democratica e popolare, pu\u00f2 distinguere il rilancio politico di una sinistra aderente agli interessi dei subalterni. Senza la parola d\u2019ordine di rompere questi vincoli \u00e8 utopia pensare di rilanciare battaglie attorno agli investimenti pubblici diretti o le nazionalizzazioni, per superare la giungla contrattuale del mondo del lavoro, per ricostruire un tessuto sociale solidale che contenga una protezione reale alle nuove ed alle vecchie generazioni. Senza porsi il tema della Rivoluzione dei rapporti di produzione e di quelli sociali ad essi connessi e con coraggio esprimersi in questi termini con proposte concrete che ne evochino il rilancio, ogni opposizione rester\u00e0 o al servizio del re o sterile e fine a se stessa. \u00c8 anche per questo che oggi risultano inservibili cartelli di forze, se non esprimono una definita e chiara impostazione del proprio profilo politico e piattaforma programmatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tempi che abbiamo di fronte in Italia ed in Europa sono di grandi e veloci trasformazioni. Nel loro naturale e spontaneo svolgersi esse si presentano come occasioni in cui candidare ipotesi di cambiamento radicale. Ma questo cambiamento per avere il segno giusto ha bisogno di una soggettivit\u00e0 all\u2019altezza, che abbia il coraggio di affrontare un contesto cos\u00ec difficile senza rifiutare la politica ma allo stesso tempo mettendola al servizio di un progetto strategico di ampio respiro. Non accade in un giorno. Ci vuole tempo. Ma il tempo scorre a prescindere da noi ed anche il Governo Giallo-Verde non sar\u00e0 per sempre. Anzi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/14482-fabio-nobile-il-governo-giallo-verde-non-sara-per-sempre.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/14482-fabio-nobile-il-governo-giallo-verde-non-sara-per-sempre.html<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Fabio Nobile) Dopo circa nove mesi di governo giallo-verde \u00e8 possibile tracciare un primo bilancio del suo operato che va commisurato alle aspettative dell\u2019articolato e contraddittorio aggregato sociale che lo ha sostenuto alle politiche dello scorso anno. Un bilancio che pu\u00f2 essere supportato, in alcuni aspetti cruciali, dai risultati elettorali avuti in Abruzzo. 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