{"id":49467,"date":"2019-03-06T09:45:25","date_gmt":"2019-03-06T08:45:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49467"},"modified":"2019-03-06T09:37:56","modified_gmt":"2019-03-06T08:37:56","slug":"sapir-la-de-globalizzazione-e-il-recupero-della-sovranita-nazionale-sulla-governance","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49467","title":{"rendered":"Sapir \u2013 La de-globalizzazione e il recupero della sovranit\u00e0 nazionale sulla governance"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> VOCI DALL&#8217;ESTERO (Carmenthesister)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/demondialisation-750x500.jpg\" alt=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/demondialisation-750x500.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"postcontent\">\n<p><strong><em>La globalizzazione\u00a0continua ad essere data per scontata e inevitabile, eppure il processo di\u00a0de-globalizzazione \u00e8 gi\u00e0 iniziato e avanza, a partire dagli Stati Uniti e dalla stessa Europa,\u00a0con un movimento di recupero della democrazia nazionale\u00a0sulla \u201cgovernance\u201d in cui economia e finanza prevalgono sulla politica.\u00a0\u00a0 Ne discute l\u2019economista francese <a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/\">Jacques Sapir<\/a>\u00a0in un lungo articolo di cui pubblichiamo qui la prima parte.\u00a0\u00a0(Traduzione\u00a0in collaborazione con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.attivismo.info\/jacques-sapir-la-de-mondializzazione-e-il-ritorno-delle-sovranita-nazionali\/\">Attivismo.info<\/a>).\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di Jacques Sapir, 20 febbraio 2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando ho scritto il mio libro <em>La Demondializzazione<\/em>, pubblicato nel 2011 dalle edizioni Seuil, era gi\u00e0 chiaramente possibile percepire i segni di una crisi della globalizzazione e persino l\u2019inizio di un processo di de-globalizzazione. La conclusione minima che si pu\u00f2 trarre dagli ultimi dieci anni \u00e8 che questa mondializzazione, o globalizzazione, \u00e8 andata molto male e che ha generato forze profonde e potenti di protesta. Oggi siamo in grado di vedere meglio ci\u00f2 che era evidente sin dall\u2019inizio:\u00a0questo processo \u00e8 in contraddizione con l\u2019esistenza stessa della democrazia.\u00a0Ci\u00f2 che colpisce oggi \u00e8 che queste patologie politiche hanno raggiunto un punto di rottura nel Paese che si \u00e8 presentato come il cuore stesso del processo di globalizzazione, gli Stati Uniti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Considerando le questioni sociali, le questioni ecologiche o direttamente le questioni economiche, i segni di un esaurimento del processo, ma anche di una messa in discussione del processo stesso, si accumulano. Il ritorno in prima linea delle nazioni come attori politici era evidente [2]. Vari eventi, dal referendum sull\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Unione europea (il \u201cBrexit\u201d) all\u2019elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, comprese le reazioni ai tentativi degli stessi Stati Uniti di istituzionalizzare l\u2019applicazione extraterritoriale del diritto USA e l\u2019ascesa dell\u2019euroscetticismo, che \u00e8 oggi molto importante nei Paesi dell\u2019Unione europea,\u00a0valgono a confermare l\u2019analisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi oggi parliamo di rischi di guerra su scala globale. Ed \u00e8 vero che le tensioni geopolitiche sono aumentate. Ma, bisogna sapere, \u201cla globalizzazione\u201d non ha mai interrotto le guerre. Negli ultimi anni, sia nei Balcani che in Africa o in Medio Oriente, la \u201cglobalizzazione\u201d \u00e8 stata accompagnata da conflitti violenti, alcuni che coinvolgono eserciti regolari e altri che coinvolgono le cosiddette forze \u201cirregolari\u201d. Alcuni di questi conflitti armati sono persino stati provocati, persino incoraggiati, dalla cosiddetta \u201cglobalizzazione\u201d. Gli interessi delle grandi aziende e degli stati, la volont\u00e0 in certi casi di assicurare un monopolio delle risorse (sul petrolio ma anche sulle terre rare [3]) per usare questo monopolio nel contesto di un mercato \u201cglobalizzato\u201d hanno precipitato milioni e milioni di donne, uomini e bambini negli orrori delle guerre e delle guerre civili [4]. Il fatto che il commercio sia \u201cglobalizzato\u201d induce un nuovo livello di concorrenza, ma implica anche nuove\u00a0 aspettative di profitto. Questi due elementi giocano spesso un ruolo decisivo nella decisione di entrare in conflitto armato o di provocarlo, sfruttando questa o quella rivendicazione. Gi\u00e0 nel 2011\u00a0scrivevo che le navi mercantilie erano sempre precedute dalle navi da guerra. Niente\u00a0di pi\u00f9 vero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo dovrebbe farci capire che stiamo vivendo un periodo pericoloso, perch\u00e9 all\u2019ordine gelido della \u201cGuerra Fredda\u201d non \u00e8 seguito alcun sistema stabile di organizzazione dei rapporti tra le nazioni. E se la \u201cglobalizzazione\u201d ha potuto inizialmente beneficiare della fine della \u201cguerra fredda\u201d, della caduta del muro di Berlino e della dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, l\u2019incapacit\u00e0 di alcuni di costruire una vera egemonia e la l\u2019incapacit\u00e0 degli altri di mettere in atto strutture di coordinamento efficaci sta portando a un\u00a0arretramento accelerato della cosiddetta \u201cglobalizzazione\u201d. Gli eventi dal 2011 hanno quindi portato una sorta di conferma delle tesi del mio libro. Il processo di de-globalizzazione, i cui primi segni\u00a0si potevano vedere gi\u00e0 nel corso degli anni 2000, ha drammaticamente accelerato. Probabilmente \u00e8 diventato irreversibile, almeno per il periodo storico nel quale siamo entrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 la\u00a0de-mondializzazione?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma cosa intendiamo oggi per \u201cde-globalizzazione\u201d? Alcuni confondono questo termine con un\u2019interruzione volontaria o fortuita dei flussi commerciali che circolano in tutto il pianeta. Confondono quindi\u00a0il protezionismo, che pu\u00f2 essere ampiamente giustificato dalla teoria economica, con la pratica dell\u2019autarchia che, molto spesso, \u00e8\u00a0foriera di guerre. Si sbagliano anche sulla natura del legame tra la crescita del PIL su scala globale e il volume degli scambi. Ricordiamo qui che \u00e8 la crescita del PIL che guida il commercio, non il commercio, che guida il PIL. Ma, soprattutto, dimenticano che questi scambi, scambi di merci e di servizi, ma anche scambi culturali o anche scambi finanziari, sono molto pi\u00f9 antichi del fenomeno chiamato \u201cmondializzazione\u201d o \u201cglobalizzazione\u201d. Perch\u00e9 la \u201cmondializzazione\u201d, per utilizzare solo questo termine, non si riduce\u00a0all\u2019esistenza di questi flussi di scambio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che a suo tempo aveva fatto emergere il fenomeno della globalizzazione e l\u2019aveva trasformato in un \u201cfatto sociale\u201d generalizzato era stato un doppio movimento. C\u2019era stata la combinazione, e l\u2019intreccio, di flussi di merci e di flussi finanziari, ma ANCHE lo sviluppo di una forma di governo (o di <em>governance<\/em>) in cui l\u2019economia sembrava prevalere sulla politica, le imprese sugli Stati e le norme e le regole sulla politica. Tuttavia su questo punto non possiamo\u00a0non notare un recupero\u00a0da parte degli Stati di questi flussi, un ritorno vittorioso della politica. Questo movimento\u00a0piu\u00f2 essere definito come un ritorno della sovranit\u00e0 degli stati. Ora, la sovranit\u00e0 \u00e8 indispensabile per la democrazia [5]. Abbiamo esempi di stati sovrani e non democratici, ma da nessuna parte esistono stati democratici ma non sovrani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo recupero, e\u00a0si tratta di un fatto nuovo rispetto all\u2019inizio del 2010, \u00e8 anche accompagnato da una sollevazione dei popoli contro gli effetti della \u201cglobalizzazione\u201d. Questa insurrezione pu\u00f2 assumere forme molto diverse.\u00a0Di \u00e8 manifestata essenzialmente\u00a0a livello elettorale negli Stati Uniti con l\u2019elezione di Donald Trump, o in Gran Bretagna e in Italia. Si gioca nelle strade, sulle rotatorie, in Francia, come abbiamo visto con il movimento dei\u00a0<em>Gilets Jaunes<\/em>. Quello che \u00e8 ricorrente in tutti i casi \u00e8 la rivolta di un popolo impoverito dalla \u201cglobalizzazione\u201d \u2013 fenomeno analizzato\u00a0gi\u00e0 pi\u00f9 di dieci anni fa [6]\u00a0\u2013 che si sente anche umiliato e spossessato\u00a0della propria capacit\u00e0 di decidere sulla propria vita. \u00c8 stato detto, e giustamente, che il movimento dei\u00a0<em>Gilets Jaunes<\/em>\u00a0\u00e8 una rivolta della\u00a0Francia di periferia, un concetto reso popolare da un geografo, Christophe Guilluy [7]. Ma, e questo dice molto sulla profondit\u00e0 di questo movimento, esso ha anche creato contatti\u00a0con\u00a0altre categorie sociali che, come questa\u00a0Francia di periferia, soffrono per la globalizzazione. In Francia, \u00e8 molto istruttivo vedere come le pretese dei\u00a0<em>Gilets Jaunes<\/em>\u00a0si sono evolute dalla rivolta antifiscale iniziale ad una messa in discussione dell\u2019iniquit\u00e0 fiscale e della\u00a0struttura economica che mantiene i salari e il reddito della maggioranza dei francesi a livelli troppo bassi e, infine, ad una messa in discussione del quadro politico, con la rivendicazione di una iniziativa referendaria dei cittadini e con la richiesta di dimissioni del Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi, diciamo cos\u00ec, la de-mondializzazione sar\u00e0 il grande ritorno della politica al di sopra della \u201ctecnica\u201d, delle decisioni politiche sull\u2019automatismo delle norme. Ora, la \u201ctecnica\u201d \u00e8 incarnata oggi principalmente nell\u2019economia e nella finanza. La de-mondializzazione \u00e8 quindi fondamentalmente il recupero della sovranit\u00e0. Essere sovrani significa avere la capacit\u00e0 di decidere [8], concetto che Carl Schmitt esprime anche nella forma \u201c<em>Sovrano \u00e8 chi decide sullo stato di eccezione<\/em>\u201d [9]. Su questa questione della sovranit\u00e0 non bisogna esitare a confrontarsi, quindi leggendo Carl Schmitt [10] sperare di avere una intelligenza del futuro. Poich\u00e9 la questione del rapporto tra decisione politica e regole e norme, e quindi la questione della delimitazione dello spazio governato dalla politica e quello governato dalla tecnica, \u00e8 davvero costitutiva del dibattito sulla sovranit\u00e0 [11].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non che i ragionamenti economici e finanziari\u00a0debbano perdere ogni importanza. Sicuramente continueranno a dover essere presi in considerazione, e la questione del potere economico, come quella della sovranit\u00e0 monetaria, sar\u00e0 chiaramente una parte importante del potere di uno stato. Non che non esistano spazi, nelle nostre societ\u00e0, governati dall\u2019ordine tecnico o almeno spazi dominati da una legittimit\u00e0 tecnica. Ma queste dimensioni diventeranno seconde rispetto alla politica, che recuperer\u00e0 i suoi diritti. L\u2019economia e la finanza diventeranno strumenti al servizio della politica. E con questo forte ritorno della dimensione politica, potremo avere\u00a0anche il ritorno della democrazia, di un ordine che attinge la sua legittimit\u00e0 non dal mercato, ma dal popolo; che \u00e8 messo al servizio degli interessi della gente e che si materializza nel potere delle persone. La frase pronunciata da Lincoln [12] nel suo famoso discorso di Gettysburg del 19 novembre 1863\u00a0per commemorare una delle pi\u00f9 terribili battaglie della guerra civile americana [13], \u201c<em>Del popolo, per il popolo, dal popolo<\/em>\u201d, trova tutto il suo significato. La de-globalizzazione deve essere quindi intesa come il ritorno della sovranit\u00e0, quella delle Nazioni, che \u00e8 stata analizzata in un libro del 2008 [14], ma anche di una sovranit\u00e0 che in democrazia assume la forma di sovranit\u00e0 popolare. Certo, questo ritorno della sovranit\u00e0 non garantisce\u00a0il ritorno\u00a0della democrazia. Come abbiamo detto, ci sono stati sovrani che non sono democratici. Ma la sovranit\u00e0 permette la democrazia, perch\u00e9 bisogna ricordare che non pu\u00f2 esistere un regime democratico che non sia sovrano e che non riconosca la sovranit\u00e0 del popolo. Ed \u00e8 per questo che la de-globalizzazione deve essere considerata come una cosa positiva, perch\u00e9 implica la riaffermazione della sovranit\u00e0, che rende possibile la democrazia e quindi determina il contesto delle future lotte politiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Note<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Page, B et Gilens, M,\u00a0<em><i>Democracy in America: What Has Gone Wrong and What Can be Done<\/i><\/em>\u00a0<em><i>About It<\/i><\/em>, Chicago, IL, University of Chicago Press, 2017; Domhoff, W,\u00a0<em><i>The Power Elite and the State<\/i><\/em>, Londres, Routledge, 2017.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0J\u2019en avais rendu compte dans Sapir J.,\u00a0<em><i>Le Nouveau XXI\u00e8 Si\u00e8cle<\/i><\/em>, le Seuil, Paris, 2008.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Voir le cas de la guerre du Kivu,\u00a0<a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/S\u00e9verine_Autesserre\">Autesserre<\/a>\u00a0S.,<a href=\"https:\/\/academiccommons.columbia.edu\/doi\/10.7916\/D8VM4NMF\">\u201c<\/a><em><a href=\"https:\/\/academiccommons.columbia.edu\/doi\/10.7916\/D8VM4NMF\"><i>Penser les Conflits Locaux: L\u2019Echec de l\u2019Intervention Internationale au Congo,\u201d<\/i><\/a><\/em><a href=\"https:\/\/academiccommons.columbia.edu\/doi\/10.7916\/D8VM4NMF\">\u00a0in L\u2019Afrique des Grands Lacs : Annuaire 2007-2008, Paris: L\u2019Harmattan, pp. 179 \u2013 196, 2008<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Voir par exemple Lavergne M., Darfour : impacts ethniques et territoriaux d\u2019une guerre civile en Afrique,\u00a0<a href=\"http:\/\/archive.wikiwix.com\/cache\/?url=http%3A%2F%2Fgeoconfluences.ens-lsh.fr%2Fdoc%2Fetpays%2FAfsubsah%2FAfsubsahScient4.htm%23popup1\">http:\/\/archive.wikiwix.com\/cache\/?url=http%3A%2F%2Fgeoconfluences.ens-lsh.fr%2Fdoc%2Fetpays%2FAfsubsah%2FAfsubsahScient4.htm%23popup1<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Sapir J.,\u00a0<em><i>Souverainet\u00e9, D\u00e9mocratie, La\u00efcit\u00e9<\/i><\/em>, Paris, Michalon, 2016.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Voir Bivens J., \u201cGlobalization, American Wages, and Inequality\u201d\u00a0<em><i>Economic Policy Institute<\/i><\/em>\u00a0Working Paper, Washington DC, Septembre 6, 2007 ; Irvin G., \u201cGrowing Inequality in the Neo-liberal Heartland,\u201d in\u00a0<em><i>Post-Autistic Economics Review<\/i><\/em>, 43 15 Septembre 2007.<\/p>\n<p>2007), pp. 2\u201323, &lt;http:\/\/www.paecon.net\/PAEReview\/issue43\/Irwin43.htm&gt;;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Guilluy C.,\u00a0<em><i>La France p\u00e9riph\u00e9rique : Comment on a sacrifi\u00e9 les classes populaires<\/i><\/em>, Paris, Flammarion, coll. Champs, 2015.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0Schmitt C.,\u00a0<em><i>L\u00e9galit\u00e9, L\u00e9gitimit\u00e9<\/i><\/em>, traduit de l\u2019allemand par W. Gueydan de Roussel, Librairie g\u00e9n\u00e9rale de Droit et Jurisprudence, Paris, 1936; \u00e9dition allemande, 1932.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Schmitt C.,\u00a0<em><i>Th\u00e9ologie politique<\/i><\/em>, Paris, Gallimard, 1988., p. 16.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Balakrishnan G.,\u00a0<em><i>The Ennemy: An intellectual portait of Carl Schmitt<\/i><\/em>, Verso, 2002. Voir aussi Kerv\u00e9gan J-F,\u00a0<em><i>Que Faire de Carl Schmitt<\/i><\/em>, Paris, Gallimard, coll. Tel Quel, 2011.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Voir Sapir J.,\u00a0<em><i>Les \u00e9conomistes contre la d\u00e9mocratie \u2013 Les \u00e9conomistes et la politique \u00e9conomique entre pouvoir, mondialisation et d\u00e9mocratie<\/i><\/em>, Albin Michel, Paris, 2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.citation-du-jour.fr\/citation-abraham-lincoln\/democratie-gouvernement-peuple-peuple-peuple-13727.html\">https:\/\/www.citation-du-jour.fr\/citation-abraham-lincoln\/democratie-gouvernement-peuple-peuple-peuple-13727.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Pour un commentaire sur ce discours et sa signification tant politique que symbolique, voir Perry R.B., \u00ab La Conscience am\u00e9ricaine \u00bb, in\u00a0<em><i>Revue de m\u00e9taphysique et de morale<\/i><\/em>, Soci\u00e9t\u00e9 fran\u00e7aise de philosophie, vol. 29, no\u00a04,\u200e 1922.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/russeurope-en-exil-quelle-demondialisation-aujourdhui-par-jacques-sapir\/#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0Sapir J.,\u00a0<em><i>Le Nouveau XXI\u00e8 Si\u00e8cle<\/i><\/em>, op.cit..<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fb-like fb_iframe_widget\" data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-size=\"small\" data-show-faces=\"false\" data-share=\"false\"><\/div>\n<div data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-size=\"small\" data-show-faces=\"false\" data-share=\"false\"><\/div>\n<div data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-size=\"small\" data-show-faces=\"false\" data-share=\"false\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/03\/05\/sapir-la-de-globalizzazione-e-il-recupero-della-sovranita-nazionale-sulla-governance\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/03\/05\/sapir-la-de-globalizzazione-e-il-recupero-della-sovranita-nazionale-sulla-governance\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Carmenthesister) La globalizzazione\u00a0continua ad essere data per scontata e inevitabile, eppure il processo di\u00a0de-globalizzazione \u00e8 gi\u00e0 iniziato e avanza, a partire dagli Stati Uniti e dalla stessa Europa,\u00a0con un movimento di recupero della democrazia nazionale\u00a0sulla \u201cgovernance\u201d in cui economia e finanza prevalgono sulla politica.\u00a0\u00a0 Ne discute l\u2019economista francese Jacques Sapir\u00a0in un lungo articolo di cui pubblichiamo qui la prima parte.\u00a0\u00a0(Traduzione\u00a0in collaborazione con\u00a0Attivismo.info).\u00a0\u00a0 di Jacques Sapir, 20 febbraio 2019 &nbsp; 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