{"id":49475,"date":"2019-03-07T11:00:54","date_gmt":"2019-03-07T10:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49475"},"modified":"2019-03-07T09:22:02","modified_gmt":"2019-03-07T08:22:02","slug":"america-in-bilico-tra-onnipotenza-e-realismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49475","title":{"rendered":"America in bilico tra onnipotenza e realismo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> TELEBORSA (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images.teleborsa.it\/t\/stabile\/107299.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"Donald Trump gioca le ultime carte del Secolo Americano\" \/><\/p>\n<div id=\"ctl00_phContents_pnlBody\" class=\"body\" style=\"text-align: justify;\">\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Donald Trump gioca le ultime carte del Secolo Americano.<\/strong><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna mettere insieme le tante tessere del mosaico che compone gli\u00a0<strong>interessi americani<\/strong>: sono globali ed imperiali, ma ormai giunti al limite della resistenza interna ed esterna.<\/p>\n<p>Le partite politiche e militari sono molteplici.<\/p>\n<p><a title=\"Summit Hanoi, nessun accordo raggiunto fra Trump e Kim Jong-un\" href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/News\/2019\/02\/28\/ref-9.html\">L&#8217;incontro ad Hanoi tra Donald Trump e Kim Jong-un\u00a0<\/a>verifica la possibilit\u00e0 di chiudere le trattative che sanciscono il disarmo nucleare della Corea del nord: si dovrebbe chiudere una situazione di conflitto latente che era stata tenuta volutamente in stallo per oltre sessanta anni.<\/p>\n<p>La sede dell&#8217;incontro,\u00a0<strong>la capitale del Vietnam, \u00e8 evocativa di un&#8217;altra guerra dolorosissima per gli Usa<\/strong>, conclusa con una ritirata dopo il fallimento di anni di bombardamenti aerei, mentre i Viet-cong impantanavano i militari americani nelle risaie. Erano due conflitti gemelli, quelli nelle due penisole cinesi, Corea e Vietnam, residuo del vano tentativo di contenere la rivoluzione comunista guidata da Mao, che aveva sconfitto l&#8217;alleato americano, il generale Ciang Kai shek.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>minaccia di una aggressione nucleare a danno della Corea del Sud e del Giappone<\/strong>\u00a0consentiva agli Usa di tenere aperto il suo ombrello militare in quello scacchiere a nord della Cina. Questa, a sua volta, strumentalizzava il conflitto per tenere sotto scacco Seoul e Tokyo. E&#8217; stata una sorta di bis della Guerra fredda, giocata con la minaccia di una mutua distruzione, che ormai stava pericolosamente lambendo anche la sicurezza americana, a mano a mano che la Corea del nord sviluppava missili armati di ordigni nucleari capaci di raggiungere le coste americane bagnate dall&#8217;Oceano Pacifico.<\/p>\n<p>Il realismo ha prevalso, ormai si stava giocando col fuoco: per questo Donald Trump ha giocato alla sua maniera, minacciando pesantemente un attacco militare che avrebbe distrutto la Corea del Nord.\u00a0<strong>Il conflitto vero \u00e8 tra Usa e Cina,<\/strong>\u00a0\u00e8 strategico: economico, finanziario e politico, va giocato sul piano globale. Il conflitto con la Corea del Nord, strumentale, \u00e8 un residuo del passato: completamente inutile, anche per il Presidente Kim Jong-un.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div id=\"ctl00_phContents_ctlTabPanel2_pnlTabPanel\" class=\"doc-pager bottom\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Gli\u00a0<strong>Usa<\/strong>\u00a0si devono concentrare sui loro problemi, veri e gravi.\u00a0<strong>Il disavanzo commerciale verso il resto del mondo continua a crescere<\/strong>: nel 2018, ha raggiunto la barriera psicologica dei 600 miliardi di dollari. La bilancia dei pagamenti correnti \u00e8 strutturalmente in passivo, per oltre il 2,5% del PIL.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, anche il bilancio federale americano \u00e8 in deficit strutturale, attorno al 4% del PIL: sono oltre 800 miliardi di dollari di nuovi titoli da piazzare, con un debito che \u00e8 arrivato ad oltre 22 mila miliardi di dollari. Senza correzioni, \u00e8 stato stimato che crescer\u00e0 senza soste, arrivando al 152% del PIL nel 2050, con gli interessi che arriveranno ad essere la terza voce di spesa.<\/p>\n<p><strong>Inutile fare il paragone del Giappone<\/strong>, che gi\u00e0 da qualche anno pratica una politica monetaria con interessi a tasso zero per i titoli pubblici: Tokio pu\u00f2 sostenere un debito pubblico pari ad oltre il 240% del PIL, e non pagare interessi, perch\u00e9 riversa sui titoli pubblici una parte dell&#8217;attivo commerciale che accumula annualmente. Meglio finanziare in disavanzo la spesa pubblica e gli investimenti infrastrutturali che migliorano la competitivit\u00e0 del sistema produttivo piuttosto che investire in azioni o in immobili e far lievitare bolle finanziarie.<\/p>\n<p>Un dollaro debole potrebbe limitare le importazioni americane ed incentivare l&#8217;export, ma\u00a0<strong>l&#8217;America \u00e8 deindustrializzata<\/strong>: le sue multinazionali hanno delocalizzato la gran parte della produzione all&#8217;estero, sin dagli anni Ottanta.<\/p>\n<p>A Washington serve invece un dollaro forte, per attirare i capitali che finanziano i suoi squilibri sull&#8217;estero: a fine 2018 la posizione finanziaria netta \u00e8 stata passiva per oltre 8.000 miliardi di dollari, peggiorando al ritmo di circa mille miliardi l&#8217;anno. Ma la situazione internazionale \u00e8 molto difficile:\u00a0<strong>Cina non compra pi\u00f9 titoli del Tesoro americano<\/strong>, preferendo investire in Africa e lungo la Via della Seta; il\u00a0<strong>Giappone non aumenta la sua quota di debito<\/strong>\u00a0americano;\u00a0<strong>la Russia ha venduto tutto<\/strong>\u00a0quel poco che aveva per timore di un congelamento nell&#8217;ambito delle sanzioni per l&#8217;annessione dell&#8217;Ucraina; i\u00a0<strong>Paesi del Golfo produttori di petrolio non hanno pi\u00f9 risorse da reinvestire<\/strong>. E&#8217; un pasticcio.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>La\u00a0<strong>guerra dei dazi<\/strong>, scatenata dagli Usa nei confronti della Cina, serve non solo per ridurre il mostruoso disavanzo commerciale americano ma soprattutto per limitare le cessioni di tecnologia che hanno enormemente arricchito Pechino, attraverso accordi di produzione in territorio cinese che prevedono come condizione inderogabile la condivisione dei brevetti dell&#8217;operatore straniero. E&#8217; qui che si gioca il dominio sulle tecnologie del futuro, basate sulla Intelligenza Artificiale.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>ritiro delle truppe americane dall&#8217;Afganistan e dalla Siria<\/strong>\u00a0fa parte del medesimo realismo: troppi fronti aperti, troppi conflitti hanno dissanguato inutilmente gli Usa. E&#8217; bene che gli alleati, europei ed arabi, facciano la loro parte.<\/p>\n<p><strong>La Russia va tenuta lontana<\/strong>, per un unico motivo: abbattere il muro di ostilit\u00e0 che la circonda la inserirebbe a pieno titolo nel contesto europeo e mediterraneo. Si legittimerebbe la presenza di un\u00a0<strong>temibile concorrente<\/strong>.<\/p>\n<p>La vicenda in corso nel Venezuela fa pari e patta con quella che abbiamo visto in Ucraina, con l&#8217;annessione della Crimea: Usa e Russia hanno entrambi un &#8220;cortile di casa&#8221; in cui non vogliono interferenze. La realt\u00e0 \u00e8 semplice e brutale.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2019\/02\/28\/america-in-bilico-tra-onnipotenza-e-realismo-1.html?p=3#.XH-W1YlKi1s\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2019\/02\/28\/america-in-bilico-tra-onnipotenza-e-realismo-1.html?p=3#.XH-W1YlKi1s<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta) Donald Trump gioca le ultime carte del Secolo Americano. Bisogna mettere insieme le tante tessere del mosaico che compone gli\u00a0interessi americani: sono globali ed imperiali, ma ormai giunti al limite della resistenza interna ed esterna. Le partite politiche e militari sono molteplici. 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